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Una legge organica sul turismo che metta la Sicilia al passo con il resto d’Italia e con l’Europa. E ancora, una efficace programmazione degli eventi; una promozione reale del territorio capace di aggredire nuovi mercati e consolidare quelli che già assicurano flussi in entrata; lotta all’abusivismo; valorizzazione di modelli cooperativi di azione fra settore pubblico ed imprenditoria privata e destagionalizzazione dei flussi turistici. Sono questi i principali temi affrontati ieri in occasione di un incontro, presso la sede degli industriali siciliani, tra il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, il presidente di Sicindustria Turismo, Giuseppe Cassarà, e l’assessore regionale al ramo, Sandro Pappalardo. Un momento di confronto al quale hanno preso parte anche il vicepresidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno, e il presidente regionale della Piccola Industria, Giorgio Cappello.
“Oggi in Sicilia – ha sottolineato Cassarà – raggiungiamo circa 15 milioni di presenze annue (quanto Malta) e abbiamo un problema di stagionalità che mantiene un’attività dei flussi in entrata per un massimo di 180 giorni (aprile-ottobre), con una evidente sottoutilizzazione dell’arco stagionale di attività degli impianti. Occorre sperimentare nuove stagionalità “di spalla” a quella estiva, ampliando e valorizzare gli altri ‘turismi’. Primo fra tutti, quello culturale, autentica miniera non legata a stagionalità, ma anche quello congressuale che rappresenta un canale fondamentale da sviluppare”.
Obiettivi condivisi dall’assessore Pappalardo che ha espresso soddisfazione per l’incontro e ha assicurato l’impegno della Regione per sviluppare, in sinergia con i privati, un settore di fondamentale importanza per l’economia dell’Isola: “La Regione punta alla creazione di una visione strategica e di sistema con investimenti di promozione all’estero che rendano la Sicilia identificata con chiarezza nei processi delle scelte di mercato. A breve bandiremo un concorso, destinato agli studenti dell’Accademia delle Belle Arti per creare un brand unico della Sicilia. Di fondamentale importanza inoltre puntare alla fidelizzazione del turista. Rimaniamo aperti alle forme di collaborazione più utili con gli interlocutori istituzionali del Sistema-Turismo”.
Una delle ragioni che ha finora frenato lo sviluppo del settore è rappresentata, secondo l’analisi effettuata da Sicindustria e contenuta nel Documento “Sicilia 2018-2022: considerazioni e proposte per lo sviluppo” consegnato all’assessore, dalla mancanza di regole adeguate e coordinate. In particolare, le imprese del settore trovano a confrontarsi con vecchie norme che creano solo incertezza e mancanza di garanzie per consumatori e operatori. “Un esempio eclatante – ha sottolineato Cassarà – è costituito dalla legislazione per le Agenzie di Viaggio che, salvo alcune eccezioni, rispondono al Regio decreto 23/11/1936 n. 2523. Una legislazione aggiornata e adeguata ad una industria del turismo 4.0 è quindi una priorità, eppure la scorsa legislatura ha visto giacere in IV Commissione all’Ars ben quattro disegni di legge che non sono mai riusciti a vedere il passaggio in Aula e che, adesso, dovranno essere ripresentati”.
Altro tema di fondamentale importanza per un’Isola è quello dell’efficienza del sistema aeroportuale. “La continuità territoriale – ha concluso il presidente di Sicindustria Turismo – è una priorità da affrontare con grande determinazione. Al contempo, vi è la necessità di definire una corretta politica di co-marketing con i grandi operatori del trasporto aereo low-cost, affidata a una regia unica coordinata dalla Regione, come già fatto in altre parti del Paese”.

 

Firmato l’accordo sul turismo esperienziale, in Sicilia Airbnb si affiderà alla CNA


Dalle parole ai fatti. Airbnb diventa alleato della CNA nella promozione e valorizzazione del turismo esperienziale. E’ arrivata la firma: adesso c’è l’accordo formale che sancisce questo stretto rapporto di partenariato fra la Confederazione e il colosso portale online, le cui basi erano state consolidate nel corso di un recente evento tenutosi a Palermo, dedicato proprio a questa nuova forma di attività, il cui modello siciliano ha fatto da apripista. Una nuova tipologia di vacanza, sempre più gettonata, dove il viaggiatore è alla ricerca di qualcosa di più di una semplice foto ricordo o souvenir. Desideroso di vivere e condividere forti emozioni legate ad esperienze uniche nel segno delle tradizioni locali e dei mestieri per arricchire il proprio bagaglio culturale e umano. “Con questo accordo – spiegano con soddisfazione i vertici regionali di Cna Sicilia, il presidente Nello Battiato, e il segretario, Piero Giglione – le numerose imprese da noi rappresentate nella filiera dell’artigianato legato al turismo, una volta completato l’iter che le riconoscerà “host”, potranno farsi conoscere dagli oltre 300 milioni di membri della community del portale”. Per Alessandro Tommasi, Public Policy Airbnb Italia, “la collaborazione con CNA è un veicolo importante per promuovere ulteriormente le eccellenze nel mondo e supportare le attività locali del territorio”. E tra pochi giorni, lo stesso Tommasi e una delegazione della Cna Sicilia, composta da Giglione e dal presidente regionale Cna Turismo e Commercio Francesco Di Natale, si incontreranno a Roma per un’altra tappa importante. “Ci vedremo nella Capitale, assieme al coordinatore nazionale Cna Turismo e Commercio, Cristiano Tomei – annuncia il segretario regionale – per rendere subito operativo, in ambito siciliano, l’accordo già definito. Si tratta di un passaggio di grande rilevanza dal momento che Cna Sicilia, attraverso la propria struttura, andrà a gestire, per il territorio di competenza, la sezione dedicata al turismo esperienziale, proposta all’interno del portale di Airbnb, che raccoglierà tutte le offerte provenienti dalle città e dai vari angoli e borghi della nostra meravigliosa terra. Si tratta certamente di un fondamentale tassello, i cui risultati e riflessi non potranno che essere positivi per la filiera e per l’intero tessuto produttivo dell’isola”. E nel costruendo mosaico è destinato a trovare spazio un altro significativo elemento. “Stiamo verificando in queste ore, assieme allo staff dell’Assessore regionale Roberto Lagalla, che ha mostrato sensibilità e disponibilità – fanno sapere il segretario Giglione e il presidente Battiato – se ci sono le condizioni, tecniche, praticabili per potere inserire nel catalogo della formazione, prossimo alla pubblicazione, la figura dell’operatore di turismo esperienziale”.

Domani, venerdì 2 marzo, alle ore 11:45, al termine della rifinitura che l’Akragas svolgerà all’Esseneto, l’allenatore Raffaele Di Napoli ed il capitano Alessandro Vono incontreranno i giornalisti per la consueta conferenza stampa pre-partita in vista della sfida di campionato di sabato 3 marzo contro il Lecce, allo stadio Nicola De Simone di Siracusa, con inizio alle ore 14:30. La conferenza si terrà nella sala stampa dello stadio Esseneto. 

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Pullara sull’emergenza avvelenamenti randagi: “vanno messi al riparo dal pericolo”

Dopo Sciacca, anche Licata vede consumarsi una spregevole strage di cani randagi. Una grave problematica sociale e un clamoroso fallimento dello Stato. Mi rivolgo alle forze dell’ordine e alle autorità sanitarie per aumentare i controlli del territorio, così da individuare i responsabili di questi atti criminali e scoraggiare i distributori “vili” di cibo avvelenato.
Allo stesso tempo, ritengo che il Comune di Licata, nella persona del Commissario, debba immediatamente convocare un tavolo tecnico con i veterinari, l’ECA e le associazioni che si occupano di contrasto del randagismo per studiare un piano di risoluzione del problema.
Ho incontrato volontari, animalisti e semplici amanti del mondo animale ed una delle proposte per le quali chiedo pubblicamente a tutte le istituzioni comunali (oltre che di Licata) di vagliarne la fattibilità è quella di custodire i randagi – temporaneamente, in questo momento di emergenza – in terreni e capannoni confiscati alla mafia, sotto la tutela e la cura di associazioni e volontari. Sono comunque disponibile ad accogliere suggerimenti da portare al vaglio dei referenti locali o regionali. Da domani – per arginare questa grave emergenza – potremmo intanto impegnarci affinché aumenti il numero di adozioni di cuccioli randagi. Porterò personalmente la questione in Commissione Sanità ove solleciterò gli organi competenti affinché ci si attivi per una risoluzione a lungo termine della problematica. Il governo Musumeci affronterà questa emergenza siciliana, come sta già operando per contrastarne altre (rifiuti – acqua – sanità) esplose dopo 5 anni di inconcludenza del Governo crocettiano e del PD.

 

Gero Acquisto, segretario provinciale della Uil di Agrigento a nome di tutta l’organizzazione sindacale commenta la riapertura del Ponte Petrulla a quattro anni e mezzo dal crollo.

“Una bella giornata finalmente per la nostra provincia e l’area sud orientale dell’agrigentino. La riapertura del Ponte Petrulla per tutte le comunità che per 1338 giorni hanno sofferto le pene dell’inferno, disagi, isolamento e crollo dell’economia. E’ un giorno di rinascita e speriamo di ritorno alla normalità, dopo danni economici incalcolabili per tutto l’indotto.
Ravanusa, Campobello di Licata e le loro comunità vanno aiutate, anche perchè in questi lunghi anni di diritti negati si sono spopolati, le aziende e la filiera produttiva in molti casi hanno mollato e i residenti si sono sentiti abbandonati dalle Istituzioni.
Noi riteniamo che quella della manutenzione stradale, di ponti e di tutte le strade del territorio per evitare altre chiusure o eventuali crolli, debba trovare nelle Istituzioni un processo di velocizzazione, dalla manutenzione ordinaria e straordinaria e agli standard di sicurezza che al momento in tante arterie non ci sono. Adesso aspettiamo che anche altri ponti in primis il Petrusa e il Ponte Morandi possano trovare soluzione, assieme a tutte le altre strade oggi in condizione pietose. Purtroppo le strade attualmente sono la fotografia di questa provincia, ancora in ginocchio e desiderosa di un intervento dello Stato, del Governo regionale e dell’Anas, se vent’anni parlavamo di Sicilia Obiettivo 1 ,oggi a distanza di tanti lustri nulla è cambiato.

L’Azienda Sanitaria Provinciale non ha comunicato all’Amministrazione comunale una specifica progettazione sull’assegnazione dei fondi derivanti dalla democrazia partecipata. A tal fine, a seguito della riunione della III^ Commissione consiliare “Sanità e solidarietà sociale”, presieduta dal Consigliere Amato e alla presenza dei Consiglieri Giovanni Civiltà, Nuccia Palermo e dell’Assessore comunale ai servizi Sociali Gerlando Riolo, è stata affrontata la questione sull’utilizzo di tali fondi che ammontano a 58 mila euro e che sono destinati dal Comune di Agrigento all’ ASP 1 che dovrà incrementare i servizi a favore dei soggetti affetti da autismo. Nonostante la disponibilità finanziaria a disposizione sin dallo scorso luglio, l’assessore comunale ai servizi Sociali Gerlando Riolo, ha comunicato ai componenti della commissione che “non è pervenuta una specifica progettazione da parte dell’ASP”. Pertanto, così come previsto dal protocollo d’intesa e come più volte sollecitato dall’Amministrazione Comunale, i componenti della III^ Commissione consiliare, chiedono all’Azienda Sanitaria Provinciale di “indicare con sollecitudine la destinazione specifica dei fondi già consegnati lo scorso luglio per un proficuo utilizzo in favore delle persone affette da autismo”.

 

 

 

Viandanti…
alla scoperta del centro storico

Ecco la prima di una serie di passeggiate che ci condurranno alla scoperta dei racconti e delle storie del Centro Storico di Agrigento.
Ognuna di esse avrà un tema e i viandanti saranno catapultati indietro nel tempo attraverso le parole di una guida-cantastorie ,potranno così visitare luoghi noti e meno noti della nostra città e ammirare le bellezze di un patrimonio tutto da scoprire:Girgenti.
L’iniziativa oltre a stimolare la conoscenza del patrimonio artistico-Culturale del nostro centro storico ha come intento anche quello di diffondere il rispetto per l’ambiente e la cura per il territorio, promuovere anche un turismo culturale, sensibile ai valori ambientali, diffuso su tutto il territorio italiano, che mette in risalto sia le risorse naturali più spettacolari, sia quelle meno conosciute, ma non meno affascinanti: quelle che abbiamo la fortuna, spesso senza saperlo, di avere proprio a due passi da casa. A tal proposito per valorizzare il nostro centro storico e le sue bellezze artistiche, si è pensato di sfruttare al meglio le risorse che il nostro territorio ci offre, proponendo una serie di passeggiate lungo il centro storico .

Nel corso di esse verrà consentito ai partecipanti ,siano essi turisti o cittadini vogliosi di conoscere meglio la propria città ,di ammirare camminando le bellezze artistiche quali chiese e palazzi antichi che rappresentano un importante presidio culturale e religioso.

 

La cultura locale è anche rappresentata da prodotti tipici locali che i partecipanti al tour del centro storico, potranno degustare al termine della passeggiata.
Scopo dell’evento è quello di promuovere un turismo sostenibile consapevole e la mobilità elettrica,che migliori l’economia della città promuovendo la conoscenza delle bellezze locali e l’economia stessa, mediante codesti eventi di natura culturale.

 

L’evento è interamente organizzato da Leo Club Agrigento HOST,Agrisound e Associazione Culturale Teste Fuse.

 

DATA
Lunedi 5 marzo

PROGRAMMA
Ore 18:00
Raduno e registrazione dei partecipanti presso Porta di Ponte

Ore 18:30 Inizio Tour del centro storico.

Ore 20:00
Termine del Tour del centro storico nella piazza del municipio

Ore 20:30
degustazione dei prodotti tipici

 

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO
Comodo e sportivo

 

ISCRIZIONE
Iscrizione obbligatoria entro il
2 marzo

 

Ancora una chiacchierata con uno dei candidati alle prossime politiche del 4 marzo. Si tratta dell’ing. Anna Sciangula, in lista nel plurinominale nel collegio Mazara-Agrigento-Gela con la lista Lega – Noi con Salvini.

Quando è nata la sua passione per la politica?

“Nei primi anni universitari a Roma ho iniziato a guardarmi intorno e ricordo perfettamente che ho sentito l’esigenza di saperne di più sul Paese che mi circondava, anche perché gli studi in ingegneria aerospaziale tendevano ad allontanarmi dalla realtà. Ho iniziato ad acquistare ‘L’Indipendente’ e poi ho affiancato ad esso ‘Il Secolo d’Italia’. La verità è che silenziosamente ed esemplarmente il nonno materno, anche mio maestro elementare, aveva messo in me il semino della politica spingendomi fin da piccolissima a guardare il telegiornale, ad accompagnare la mamma in cabina elettorale ed affinando inconsapevolmente in me interesse per la mia Patria e grande passione civile. Come un grande amore che cresce ogni giorno di più, è nata l’esigenza di non stare a guardare ed un giorno vedendo un trafiletto sul ’Secolo d’Italia’ che rivolgeva un appello ai giovani universitari per frequentare la prima scuola di formazione politica di Alleanza Nazionale a Roma per formare la futura classe dirigente, decisi di provare a partecipare. Curiosità, intraprendenza e voglia di esserci hanno fatto tutto il resto. Siamo stati scelti in 18 in tutta Italia. Da lì è nata poi in me la consapevolezza di voler fare la mia parte in questa Nazione ma soprattutto per la mia terra, la nostra amata Sicilia; ed è nato un percorso che è passato attraverso la partecipazione al direttivo del mio partito nel mio comune, piuttosto che dall’attaccare i manifesti in campagna elettorale per arrivare alla prima candidatura alle provinciali di Agrigento nel ’98. Ricordo ancora lo slogan: ‘C’è un fuoco che accende ed alimenta il mio impegno politico, l’Amore per la mia gente.’ Tutt’ora è così! Nonostante… nonostante tante amarezze e delusioni che la politica fatta col cuore e con passione comporta”.

Da qualche tempo, lei ha aderito “ritrovando rinnovato entusiasmo” – sono sue parole – al movimento Noi con Salvini. Perché?

“Non mi riconoscevo più in nessun partito. Ormai c’era chi sbandava da destra a sinistra come se nulla fosse; oppure partiti che con l’amore per il territorio non hanno nulla a che spartire o infine partiti senza ideali e valori ma basati solo sul leader locale concentrato più sulla sua sopravvivenza politica piuttosto che a curare gli interessi della gente. Nessuno che attenzionasse i gravissimi problemi dell’immigrazione; piuttosto che rimboccarsi le maniche per le disastrose condizioni delle infrastrutture e della viabilità o della disoccupazione alle stelle. Anzi, ma qui il discorso sarebbe troppo lungo, per chi si accingeva a voler creare un po’ di sviluppo vero i bastoni tra le ruote li metteva la stessa politica affinché non si alterasse lo status quo. In Noi con Salvini al momento della mia adesione, adesso partito unico Lega-Salvini Premier,ho ritrovato il linguaggio a me più caro, quello della politica del servire e non del servirsi, quello che usa le parole Identità, Nazione, Famiglia, Giustizia sociale, certezza del diritto e della pena, Sicurezza, Legalità.

Ho capito che ero di fronte all’unico partito in cui una donna come me sarebbe stata a casa sua, libera nell’azione politica, forte della sua presenza territoriale, non imbrigliata da compromessi e consociativismi che inficiassero gli interessi della gente a discapito di lobby o poteri forti. L’entusiasmo è tornato fin da subito a scorrere nelle mie vene percependo che si trattava di un percorso che mi dava la possibilità di interpretare i bisogni della mia gente e di poter dare voce ad essi, grazie ad un coordinatore regionale presente ed attento ma anche rispettosissimo delle sensibilità del territorio e ad un leader nazionale che incarnava appieno le mie idee ed il mio modo di intendere la politica”.

In passato, lo stesso Matteo Salvini ha reiteratamente parlato male del Sud e dei meridionali. Quelle parole offensive non la imbarazzano?

“Innanzitutto girano molte fake news in materia. In secondo luogo, essendo luimio coetaneo, da persona matura capisco che i contesti socio-politici italiani ed il quadro politico sono molto cambiati da vent’anni a questa parte ed in politica, come nella vita, ci sono delle evoluzioni. Anch’io ho maturato un atteggiamento ed un linguaggio diverso da quelli della mia prima AN. Cambiano i contesti; cambia la geopolitica internazionale; cambiamo anche noi perché ci proponiamo di risolvere i problemi di oggi. Chi fa politica non può guardare al passato; quello lo lasciamo fare agli storici. Quindi a Matteo perdono quello che archivio immediatamente come un errore di gioventù, consapevole invece del grande sforzo che ha fatto per far diventare la lega un partito nazionale, rispettoso delle territorialità (e noi siciliani con il nostro Statuto autonomo siamo gli ultimi a poter parlare in materia) ed a preparare una svolta del partito che nei fatti è già concretezza con questa campagna elettorale. Il messaggio è stato percepito dalla gente altrimenti non si spiegherebbero 50mila persone in piazza a Milano e milioni di follower da nord a sud sui social”.

Lei vive nell’agrigentino e come ben si sa, quel lembo di territorio è sovente il primo approdo per i migranti. Secondo lei, come viene gestito il fenomeno?

“Malissimo. Potrei scrivere delle pagine intere sull’argomento. Il problema non sono le autorità locali; il problema è la linea governativa disastrosa che ha avuto reflussi pesanti sul tessuto sociale della nostra provincia ed anche le autorità preposte hanno le mani legate sul territorio perché rimangono inermi difronte alla cattiva gestione del problema. Dall’immigrazione clandestina ‘identificata’ che rilascia un foglio di espulsione che viene regolarmente eluso con gli immigrati che poi si disperdono sul territorio; alle presenze nei centri di accoglienza di una parte di essi che vivono bighellonando e creando disordini (come il blocco della SS.115 avvenuto nei pressi dell’hotel Villa Sikania perché veniva chiesto un wi-fi più potente, un menù più variegato, il riscaldamento 24h, ecc.) fino ad arrivare al fenomeno degli sbarchi fantasma che ha portato in Italia più di tremila tunisini che nella migliore delle ipotesi erano dei piccoli delinquenti uscenti dalle carceri grazie ai due indulti che si sono susseguiti in Tunisia ma che hanno portato anche delle cellule terroristiche; allarme che è stato lanciato dal Procuratore di Agrigento,Patronaggio, e di cui nei giorni scorsi ha parlato l’autorevole ‘The Guardian’. Il problema non è come gestisce Agrigento il fenomeno; Agrigento lo subisce. Il problema sono state le pessime scelte in materia del governo uscente”.

Attualmente è portavoce regionale per la Sicilia occidentale della Lega – Salvini Premier. Dunque, gira in lungo e in largo la nostra isola. Quali sono le potenzialità della nostra terra?

“Io sono profondamente innamorata della mia Terra. Non vorrei scendere in considerazioni che potrebbero sembrare politicamente qualunquiste parlando astrattamente di turismo, beni culturali, bellezze paesaggistiche, agricoltura… Preferisco parlare della meravigliosa imprenditoria agricola degli amici di Licata, delle meravigliose arance che ci dona la terra di Ribera; delle nuove realtà offerte al turismo delle strutture ricettive nascenti, degli stabilimenti balneari che hanno portato le nostre spiagge a competere in servizi con le altre famose località balneari italiane più attrezzate da tempo. E poi gli artigiani ceramisti. E perché non parlare delle immense potenzialità dei nostri porti. Per sintetizzare questo e tanto altro riassumo dicendo che c’è tanta voglia di lavoro e di unaritrovata dignità per questa terra; nessuno vuole i redditi gratis per bighellonare e dipendere dallo Stato. Il sano tessuto sociale siciliano vuole poter sviluppare la nostra terra ed estrarne ricchezza e benessere attraverso una rinata dignità. Ma per fare questo ci vogliono infrastrutture, viabilità, servizi che fanno parte di quella decantata ‘Normalità’ che Matteo Salvini ha reclamato per una Sicilia al passo con i tempi e le sue potenzialità”.

E le criticità?

“Le conosciamo tutti. Innanzitutto viabilità, trasporti, infrastrutture, servizi. E mi consenta di aggiungere una classe dirigente poco presente sul territorio; una politica vecchia e stantia che non ha mai fatto valere appieno le potenzialità del nostro Statuto autonomo e che si è sempre piegata agli interessi di partito piuttosto che portare avanti con prepotenza gli interessi del territorio”.

I nostri giovani, purtroppo, sono spesso dimenticati dalle istituzioni. Hanno davanti un futuro incerto. Quali soluzioni proponete voi?

“Nel nostro programma si parla di cambiare tutto il sistema Italia partendo da uno shock economico (attraverso la tassazione unica al 15% e la pace fiscale con uno stralcio delle cartelle esattoriali sotto una certa soglia) che possa ridare respiro alle famiglie ma anche alle imprese che possano così ritrovare fiducia in uno stato amico che non è un estortore ma che ti chiede il giusto per assicurarti servizi, sicurezza e serenità. La ripresa dei mercati, una ritrovata fiducia, insieme all’azzeramento della Fornero che manderebbe a casa la gente decorosamente ad un’età più giusta lasciando spazio ai giovani nel mercato del lavoro, sono tutte frutto di un mix che tornerebbe ad ossigenare il mercato del lavoro stesso. La sburocratizzazione dell’imprenditoria invoglierebbe anche i giovani a trovare coraggio nel tentare di realizzare i propri sogni. Quindi nessuna promessa di fantomatici tot posti di lavoro, bensì la volontà di rimettere in piedi un sistema Italia capace, imprenditoriale per tornare ad essere orgogliosamente la patria del made in Italy e protagonisti dell’economia internazionale”.

Il suo impegno in favore dell’universo Donna è antico. Secondo lei, in questi anni sono stati compiuti progressi o no?

“Qui ci sarebbe da discutere un bel po’… Sicuramente non ci sono più i pregiudizi di una volta nei confronti delle donne impegnate in politica, né le forti resistenze, provate anche sulla mia pelle, a dar spazio autorevole nei posti di potere alle donne. Sinceramente qualche critica ai nuovi sistemi elettorali la farei però, perché a volte per assecondare le quote si scade nel vizio di candidare mogli, compagne e figlie… Nulla da eccepire quando meritevoli e di spessore, ma non sempre è così. Ritengo che dentro ai partiti ci debba essere una coscienziosa scelta meritocratica ed autorevole della classe dirigente, cosa che non può imporre nessuna legge”.

In passato ha ricoperto la prestigiosa carica di assessore in seno alla Provincia Regionale di Agrigento. Di quali progetti è fiera?

“Tra le cose più significative che ho realizzato sono particolarmente fiera di una ludoteca provinciale presso il Giardino Botanico di Agrigento; il grado di civiltà di un popolo si misura da come tratta i più piccoli, cioè le future generazioni, ed i più deboli. Ho fatto una intensa attività di manifestazioni in occasione dell’allora anno europeo delle Pari Opportunità, in linea con il mio impegno non solo sul fronte del riequilibrio della rappresentanza ma anche su quello dei tanti diritti negati alle donne ed alle problematiche dell’universo femminile.

Sul fronte dell’Innovazione Tecnologica e del SIT ho proceduto all’informatizzazione dell’Ente; orgogliosa dell’avviamento dell’uso di un software per gestire tutti i lavori pubblici dal piano triennale alla consegna dell’opera ed all’erogazione delle somme che garantisse efficacia, efficienza ma soprattutto trasparenza amministrativa. Infine ho proceduto a dei protocolli d’intesa con altre istituzioni per una migliore gestione del territorio tramite il SIT (Servizio Informativo Territoriale)”.

Da pochi mesi, governa la Regione Sicilia il presidente Nello Musumeci. Ad oggi, che valutazione esprime?

“Il governo Crocetta ha lasciato un vero e proprio disastro nel tessuto economico-sociale dell’isola ed ha consentito l’incancrenirsi di svariate problematiche. Penso sia stato il peggior governo che la Regione siciliana abbia a memoria. Conosco personalmente l’uomo Musumeci che ritengo coerente ed intransigente. Confido nelle sue qualità politiche ed umane nell’arduo compito di rimettere in piedi questa Regione. Sono sicura che dopo le elezioni politiche potrà lavorare ancor più e meglio, libero dai condizionamenti che una campagna elettorale così determinante possa avere nel limitare delle scelte che comunque sarebbero soggette a strumentalizzazioni. Auspico una maggiore ventata di ‘nuovo’ nella guida del governo e nell’azione politica; sono sicura che rimodulerà le sue scelte anche con il dovuto spazio ad una Lega che è una realtà nel panorama politico siciliano e che lo sarà ancor più dopo l’esito delle urne di giorno 5”.

 Lei, in questo lasso di tempo, ha avuto modo di conoscere di più e meglio Matteo Salvini. Ci tratteggia un breve profilo, umano e politico?

“Come ho voluto testimoniare l’altro giorno in un post su facebook siamo di fronte ad un grande leader, pur nella sua umiltà, un uomo che ascolta, un uomo gentile ed attento con la gente ed i più deboli, un uomo forte con i forti, un uomo che fa Politica con la mente, il cuore, il coraggio ed il sorriso”.

Una critica che viene mossa alla vostra coalizione è che non si sa chi potrebbe essere il vero premier. Berlusconi non può, Meloni vorrebbe, Salvini pure. Chi è il leader del centrodestra?

“I patti sono chiari. Chi prende un voto in più indica la premiership. Noi siamo stati altrettanto chiari con gli elettori. Un voto in più alla Lega ed il premier sarà Matteo Salvini. Punto. Già qualche sondaggio parla di lega boom; sorpasso possibile su Forza Italia. Noi lo auspichiamo e chiediamo quel voto in più agli italiani, voto che la piazza di Milano sembra prometterci e che le sensazioni sul territorio ci fanno quasi toccare con mano. Un voto in più per un premier con le idee chiare ed una linea che mette al primo posto l’Italia e gli italiani. Niente compromessi con l’establishment internazionale, niente sorrisini ad un’Europa sempre più delle banche e dei poteri forti piuttosto che dei popoli e della solidarietà”.

Con un tweet, mi descrive l’onorevole Alessandro Pagano?

“Politico navigato e di grande esperienza ma con la forza di rimettersi in discussione per seguire con coerenza i propri valori cristiani, barra dritta del suo impegno politico. Profondamente rispettoso della persona e sensibile ed attento ai problemi del territorio. Intransigente sui principi ma rispettoso delle idee e dei contributi che ciascuno gli sottopone. Uomo libero, coraggioso e determinato”.

Qual è l’appello che rivolge agli indecisi e al popolo dell’astensionismo per votare i vostri candidati?

“Votare da donne e uomini liberi. Partecipare alla scelta del futuro prossimo e di quello dei nostri figli, anche a rischio di sbagliare, e non lasciare che siano altri a farlo per loro. Votare con la mente, col cuore ed anche un po’ con la pancia… con l’istinto. Consapevoli che il più grande cambiamento, come diceva Paolo Borsellino, avviene nelle cabine elettorali. Auspico l’Italia abbia la forza di cambiare, di scegliere un uomo forte e libero come Matteo Salvini per la guida del Paese affichè quest’Italia ritorni ad essere con orgoglio una grande nazione. Siamo stati a Canicattì con Matteo sulle tombe dei giudici Saetta e Livatino, il silenzio sacro è rimasto indelebile nei nostri cuori, una promessa sentita, quella che il loro sacrificio e quello di tanti altri uomini e donne per lo Stato e questa nostra amata Italia non sia stato vano. Gli ideali, i Valori, il cambiamento camminano sulle gambe degli uomini e non astrattamente. Noi mettiamo a disposizione le nostre. Adesso tocca al popolo italiano rimettere in cammino questa Italia con una nuova speranza nel cuore”.

Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, rischia il rinvio a giudizio dopo che la Procura ha depositato ritualmente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari riguardante una vicenda, quella del mancato abbattimento delle case abusive nella città del Gattopardo che già tante polemiche ha scatenato.

 
Il sindaco, nonostante numerosi avvisi che lo esortavano a procede con le demolizioni, nulla avrebbe fatto finendo così sotto inchiest

Dal Cipe quasi 66 milioni di euro per 9 dighe siciliane. Risorse finanziarie subito utilizzabili. I dettagli sulle opere. L’intervento di Musumeci.

La pioggia è stata invocata e, in ritardo, è piovuta, però non tanta pioggia da colmare gli invasi e le dighe. E se l’acqua dal cielo non è stata sufficiente, almeno per il momento, allora è stata scatenata una pioggia di finanziamenti dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. A favore di nove dighe siciliane pioveranno al più presto quasi 66 milioni di euro per opere utili e necessarie che il governo regionale ha sollecitato al fine di fronteggiare l’emergenza idrica in Trinacria.

Sono soldi ricavati dal cilindro del Fondo per lo sviluppo e la coesione, e che saranno dirottati, in primis, a foraggiare finanziariamente la conclusione delle opere alla diga Pietrarossa, struttura strategica a cavallo tra le province di Enna e Catania, e che è una ‘rinomata incompiuta’ da oltre 20 anni. I progetti in itinere comprendono anche interventi antisismici, e i cantieri sono da intraprendere entro il 2020. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Fin dall’insediamento, il governo ha dovuto fronteggiare emergenze decennali mai risolte, a cominciare, proprio, da quella idrica. Ma ha voluto anche concepire un piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, in modo tale che, fra qualche anno, questo attuale stato di crisi possa essere solo un lontano ricordo. Il completamento della diga Pietrarossa rappresenta, in particolare, un traguardo importante atteso da lunghissimo tempo. E’ questa la risposta concreta a tutti coloro che hanno messo in dubbio l’azione tempestiva ed efficace del governo. Adesso bisogna passare alla fase operativa. Niente più perdite di tempo”.

Ecco la mappa dettagliata dei nove appalti in marcia: Pietrarossa tra Aidone e Mineo, 60 milioni, Fanaco, a Castronovo di Sicilia, provincia di Palermo, 700mila euro, Garcia a Contessa Entellina, provincia di Palermo, 1 milione, Nicoletti a Leonforte, provincia di Enna, 1 milione, a Paceco, in provincia di Trapani, 350 mila euro, Piano del Leone, a Castronovo di Sicilia, 2 milioni, Ponte Barca, a Paternò, in provincia di Catania, 175 mila euro, Rubino, a Trapani, 250mila euro, e Scansano, a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, 300mila euro.

A.R. (teleacras)