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La Polizia di Stato è stata impegnata oggi in un’operazione che ha provocato l’arresto di 11 persone, tra imprenditori e funzionari pubblici messinesi e trapanesi, indagate di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e fittizia intestazione di beni.

L’indagine della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Messina capitanata da Maurizio De Lucia, è iniziata la notte di Capodanno del 2019, quando la saracinesca di una tabaccheria del quartiere Camaro di Messina è stata danneggiata con colpi di arma da fuoco. Sarebbe stata, secondo gli inquirenti, una intimidazione a scopo estorsivo. Sono così iniziati gli accertamenti che hanno svelato un sistema di corruzione che avrebbe coinvolto uffici pubblici come il Genio Civile di Messina.

Complessivamente sono 14 gli indagati. Tra le persone arrestate vi è anche un autista giudiziario in servizio al Tribunale di Messina, al quale si contesta la rivelazione di segreti d’ufficio allorchè avrebbe fornito a uno degli indagati informazioni su indagini in corso e sui movimenti di un magistrato.

Nello scorso fine settimana, nell’ambito di specifici servizi finalizzati al contrasto alle cd. “stragi del sabato sera”, le pattuglie dipendenti questa Sezione e Distaccamenti accertavano che 3 conducenti guidavano in guida in stato di ebbrezza alcolica.

In particolare, venivano deferiti alla locale Procura della Repubblica, durante i posti di controllo effettuati lungo la S.S.640, presso la Rotonda degli Scrittori:

  • G., di anni 30, residente a Agrigento, con un valore di 1,01 g/l;
  • S., di anni 44, residente a Canicattì, con un valore di 0,85 g/l;
  • G., di anni 65, residente a Favara, con un valore di 0,87 g/l.

Nel corso degli specifici servizi in totale venivano accertate 67 infrazioni, ritirate 4 patenti di guida e 3 carte di circolazione, decurtati 139 punti-patente.

La società D. s.r.l., esercitante attività di Bar nel Comune di Bolognetta dal 1998, era stata autorizzata alla rivendita secondaria di tabacchi.
Con istanza del 21 dicembre 2018 la società D. s.r.l. richiedeva all’Ufficio dei Monopoli per la Sicilia il rinnovo del “patentino” per la rivendita di generi di Monopolio.
Tuttavia, l’amministrazione rigettava l’istanza di rinnovo in ragione della vicinanza di una rivendita speciale, sebbene la stessa fosse stata istituita soltanto di recente.
Avverso il provvedimento adottato dall’Ufficio Monopoli per la Sicilia la società D. s.r.l. proponeva un ricorso giurisdizionale con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con ordinanza del 2 marzo 2020, ha dato torto all’Ufficio dei Monopoli.
Segnatamente, il C.G.A. ha ritenuto il ricorso proposto dagli avvocati Rubino e Piazza sorretto da un apprezzabile fumus boni iuris, alla luce di un orientamento giurisprudenziale secondo cui occorre operare una distinzione tra i requisiti prescritti per l’accesso al patentino e quelli occorrenti ai fini del suo rinnovo, in ragione del fatto che la disciplina del rinnovo ha un contenuto più discrezionale, che impone una più bilanciata valutazione, che tenga conto anche degli interessi emersi, come quelli consolidati dal legittimo esercizio dell’attività autorizzata con il precedente “rilascio”.
Inoltre, il C.G.A. ha rilevato che i difensori della società D. s.r.l. hanno adeguatamente lumeggiato l’esistenza anche dell’ulteriore presupposto del periculum in mora e, pertanto, ha accolto l’istanza cautelare proposta.
Conseguentemente, l’Ufficio dei Monopoli per la Sicilia dovrà consentire alla società di Bolognetta di continuare la vendita di generi di Monopolio.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha partecipato, insieme all’assessore Razza ed in videoconferenza da Catania, ad un vertice con le Regioni della Protezione civile nazionale in presenza del presidente del Consiglio, Conte, e ha chiesto il varo di misure economiche a sostegno della Sicilia legate all’emergenza coronavirus, in particolare per quanto riguarda la crisi nel settore del turismo. Musumeci ha chiesto l’estensione anche alle regioni del Centro Sud delle misure economiche e degli aiuti alle imprese varati dal Governo. Il presidente della Regione ha inoltre ribadito la necessità di maggiori controlli nei porti e negli aeroporti, con particolare attenzione per tutti i voli nazionali diretti nei quattro scali siciliani, e ha infine sollecitato il potenziamento a titolo precauzionale dei reparti di rianimazione e un aumento dei posti di isolamento a pressione negativa.

I pubblici ministeri della Procura antimafia di Palermo, Claudio Camilleri e Pierangelo Padova, hanno chiesto 35 rinvii a giudizio nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Kerkent”. La prima udienza preliminare si è svolta innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato. Dunque, 28 imputati hanno scelto di essere giudicati in abbreviato, e la requisitoria a loro carico è stata in calendario oggi lunedì 2 marzo nel carcere Pagliarelli. Tuttavia, un difensore, un avvocato del foro di Palermo appena rientrato da Milano, si è posto in auto-quarantena a fronte del rischio contagio coronavirus. E pertanto, su richiesta dello stesso legale, la requisitoria è stata rinviata al prossimo 16 marzo. Altri 7 imputati sono stati invece rinviati a giudizio ordinario all’udienza del 19 marzo. Si tratta di: Pasquale Capraro, 28 anni, Angelo Cardella, 48 anni, Francesco Luparello, 46 anni, Saverio Matranga, 42 anni, Gabriele Miccichè, 29 anni, Calogero Trupia, 34 anni, e Angelo Iacono Quarantino, 28 anni.

“A seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al  Coronavirus e delle successive disposizioni  adottate cautelativamente  da  molte aziende  collocate geograficamente  dove il numero dei contagi in Italia è maggiore,  le stesse hanno  disposto ed in taluni casi ordinato  per i propri dipendenti di lavorare da casa in modalità smart working, compatibilmente ovviamente  con l’attività lavorativa,  ed opportunamente per tutelare la sicurezza e la salute dei dipendenti stessi,  per tale motivo l’INAIL  ha emesso delle indicazioni  in cui si  ribadiscono le misure di prevenzione da attuare durante il telelavoro”.

A dichiararlo è  Filippo Virzì, componente del Comitato Consultivo Provinciale INAIL  sede di Palermo per l’UGL a rappresentanza dei lavoratori.

“Ricordo che anche il telelavoro  è  sottoposto alla tutela previdenziale – conclude Virzì –  ma serve la collaborazione del dipendente, e l’attenta vigilanza dei Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza, riteniamo le linee guida dell’INAIL indispensabili per la corretta esecuzione del lavoro a distanza, naturalmente sono  disponibili e scaricabili da internet per una corretta visione e conoscenza dell’ informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile ”.

La Provincia di Agrigento riscontra gli effetti negativi dell’emergenza coronavirus sul settore turismo. L’Osservatorio provinciale del turismo rileva che nel mese di febbraio i dati testimoniano nella città di Agrigento circa il 35% di presenze in meno rispetto al febbraio 2019. Secondo la Provincia il danno maggiore è generato dalla scarsa conoscenza del fenomeno, e quindi dall’allarmismo ingiustificato. La Provincia conclude affermando: “Occorre concentrarsi sulle azioni di comunicazione, che devono tendere a rassicurare il mercato, e sulle azioni di compensazione che le associazioni di categoria si impegnano a contrattare con le autorità regionali e nazionali. Sarà impegno della Provincia informare costantemente sull’evoluzione del fenomeno e sostenere il settore nelle azioni di compensazione da richiedere alle autorità competenti”.

Da sabato prossimo 7 marzo fino a domenica 15 marzo Aragona accoglierà il reliquiario con la reliquia del Beato Giuseppe Puglisi, il primo sacerdote ucciso dalla mafia, il 15 settembre 1993, giorno del suo compleanno. E’ stato proclamato Beato da Papa Benedetto Sedicesimo durante la celebrazione eucaristica a Palermo il 23 maggio 2013. Il reliquiario, che custodisce un frammento della costola di Padre Puglisi, proviene dalla Diocesi di Palermo. Sono tante le iniziative programmate ad Aragona, tra celebrazioni, conferenze, spettacoli per i ragazzi delle scuole, e pellegrinaggi. In particolare, sabato 7 marzo ad Aragona alle ore 17.30 in piazza Municipio tutta la comunità accoglierà il reliquiario per accompagnarlo in processione alla chiesa del Rosario per la celebrazione della Messa. Poi domenica 8 marzo il reliquiario sarà trasferito nella Chiesa Madre, dove sarà visitabile fino a domenica 15 marzo. I gruppi interessati al pellegrinaggio sono pregati di avvisare in anticipo per organizzare al meglio l’accoglienza. Contatti: Graziella Spirio 320 6487850, e don Angelo Chillura 328 6552659.

Collinette di rifiuti a lungo termine
Sacchetti stracolmi di rifiuti di ogni genere sul ciglio della strada o in mezzo alla carreggiata fanno da scenario ad una provincia che vuole vivere principalmente di turismo, un quadro ormai antico ma sempre attuale che prende le distanze dalla maestosa bellezza della valle dei templi.
È ciò che si incontra percorrendo la SP1 c/da Fondacazzo che collega Piano Gatta a Villaseta, a pochi passi da un centro di conferimento rifiuti e di una struttura ricettiva, tra il pericolo per la viabilità, il danno ambientale e di salute pubblica. Fa rabbia il sentirsi agrigentini solo in occasione di belle manifestazioni e dimenticarsi di fare parte di una meravigliosa Akragas ogni qualvolta si abbandona un rifiuto al proprio destino.

Ogni qualvolta si finge di non vedere un centro raccolta e scegliere la via più breve: il lancio fugace dal proprio mezzo. È quasi inutile inoltre, avviare la bonifica di parte dell’area, limitandosi a trasportare i rifiuti dal ciglio della strada al lato opposto formando una collina addobbata con segnali di pericolo e aspettare che la stessa si trasformi in montagna prima di essere rimossa.
Segnali di pericolo, che pur essendo in parte visibili ai conducenti non sono di certo leggibili dagli animali randagi che ormai da un mese trovano nella collina di rifiuti la loro dispensa. Ebbene quindi, il parziale lavoro di bonifica ove intrapreso, sembra quasi vanificato. Si chiede dunque un celere intervento da parte dell’ente competente al fine di rimuovere l’indecorosa collina e bonificare le aree circostanti ancora
interessate dai rifiuti.
Agrigento 01 Marzo 2020
Carmelina Pirrera