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Si terrà venerdì 11 novembre 2022, dalle ore 15.30 alle 19.00 al Dioscuri Palace, di San Leone, Agrigento, la Formazione diocesana rivolta alle Caritas parrocchiali e ai volontari dell’Arcidiocesi di Agrigento.

Il tema scelto è «Caritas e Lavoro» e ha l’obiettivo di aiutare gli operatori delle Caritas parrocchiali e diocesani a comprendere la necessità di impegnarsi per favorire l’inserimento lavorativo delle persone che aiutano attraverso i loro centri di ascolto, nella logica di una promozione umana integrale.

Ci saranno le testimonianze di datori di lavoro e beneficiari dei tirocini formativi promossi e finanziati da Caritas e la presentazione dei dati raccolti dallo Sportello di Orientamento al Lavoro (sulla disoccupazione in diocesi) e dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse diocesano (sulle povertà connesse alla mancanza di lavoro).

La città di Agrigento si è svegliata questa mattina con una notizia terribile: è morto l’artista Franco Fasulo, straordinario scultore e pittore conosciutiussimo nella Città dei Templi ed anche in tutto il territorio regionale. Era malato da tempo.

Apprezzato da tutti Fasulo lascia un grande vuoto a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente.

Tutto lo staff di sicilia24h.it si unisce al cordoglio della famiglia.

 

L’arch. Michele Benfari dopo alcuni anni di reggenza della Soprintendenza di Agrigento è andato in pensione. In attesa che venga nominato il nuovo soprintendente al vertice dell’Ente agrigentino è stato nominato ad interim l’arch. Luigi Maria Gattuso, direttore del Parco Archeologico di Gela. Passerà un mese e Agrigento avrà il nuovo soprintendente.

Secondo le prime voci di corridoio, visto che la politica mette le proprie mani ovunque, in pole position per agguantare il posto di soprintendente di Agrigento dovrebbero esserci gli architetti Giuseppe Parello di Aragona, attuale direttore dei Parchi in Sicilia e siti Unesco e l’arch. Angelo Di Franco di Licata, attualmente a capo della soprintendenza di Enna.

Sabato 5 e Domenica 6 Novembre 2022 il Lions Club Agrigento Valle dei Templi, presieduto dal Prof. Francesco Pira, svolgerà il Service “Benessere & Salute” presso il Centro Commerciale “Città dei Templi” di Agrigento. L’evento prevede 2 giornate di sedute gratuite di Osteopatia, Shiatsu, Fisioterapia e Riabilitazione, oltre ad uno spazio benessere dedicato ai bambini con laboratori creativi ed espressivi per far loro liberare la fantasia ed esprimersi gioiosamente con attività a loro dedicate ricche di significato e contenuto.

Grazie alla collaborazione e disponibilità dei terapisti Gaetano Liotta (Osteopatia), Elena Baldini, Stella Pagano, Lia Lo Bue, Filippo Cipolla (Shiatsu), ai terapisti del Centro Medico Benessere srl e del Centro Polispecialistico FKT Benessere srl (Fisioterapia e Riabilitazione).

Il Service -ha spiegato il Presidente Francesco Pira – si pone l’obiettivo di migliorare la salute ed il benessere fisico grazie alla Fisioterapia ed, anche, alla “medicina alternativa” delle “terapie olistiche” quale altro metodo di benessere, attraverso la correzione dello squilibrio del corpo creatosi a seguito del sintomo doloroso, ristabilendo l’armonia, riequilibrando le tensioni e rimettendo in moto la capacità di autoguarigione del corpo”. 

I laboratori dedicati al “Benessere dei bambini” saranno curati da Elena Baldini e Damiano.

Le sedute gratuite ed aperte a tutti saranno disponibili dalle ore 16,00 alle ore 19,30 di sabato 5 e dalle ore 10,00 alle ore 19,30 di domenica 6 Novembre.

La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di Angelo Incardona, di Palma di Montechiaro, reo confesso dell’omicidio di un compaesano “per una vecchia storia di mafia”.

Il pubblico ministero a lavoro alla Procura di Agrigento, Maria Cifalinò, ha chiesto il rinvio a giudizio di Angelo Incardona, 44 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di omicidio, lesioni personali e porto illegale di arma clandestina. La prima udienza preliminare è in calendario il prossimo 10 gennaio innanzi al Giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto. I familiari della vittima si costituiranno parte civile tramite l’avvocato Calogero Meli. Incardona è difeso dall’avvocato Calogero Li Calzi. Il 10 febbraio scorso Angelo Incardona è stato trasferito nel carcere “Di Lorenzo” ad Agrigento da una gazzella dei Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, dove lui, Incardona, si è recato insieme alla moglie, in automobile, da Palma di Montechiaro, per confessare quanto commesso. Lui è stato persuaso da lei a costituirsi. Lui avrebbe ucciso e tentato di uccidere con una pistola Beretta 92 Fs con matricola abrasa, che ha consegnato ai Carabinieri, appena giunto in caserma. Angelo Incardona avrebbe premeditato il suo piano sanguinoso. Ha iniziato sparando contro i genitori, scampati miracolosamente a colpi mortali. Giuseppe Incardona, 66 anni, e Alfonsa Ingiaimo, 61 anni, non in pericolo di vita perché feriti non gravemente, sono stati ricoverati all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” a Licata. Poi lui, Incardona, ha raggiunto la sua terza vittima designata, forse perché già a conoscenza di dove fosse. Lillo Saito, un imprenditore di 65 anni, socio di un’azienda che produce gelati, è stato a piedi, in cammino, verso la sua automobile, una Chevrolet Captiva, posteggiata in piazza Provenzani, innanzi al Palazzo Ducale. Appena lui è entrato a bordo, Angelo Incardona gli ha sparato diversi colpi d’arma da fuoco alla testa. Dalla Scientifica dei Carabinieri sono stati contati quattro bossoli. Poi Angelo Incardona è rientrato a casa. Poi le manette ad Agrigento. Incardona è stato circa due ore sotto interrogatorio condotto dall’ex procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, insieme alla Cifalinò, il comandante dei Carabinieri, colonnello Stingo, e il comandante del Nucleo Investigativo, maggiore Luigi Balestra. E ha risposto evasivo: “E’ una vecchia storia di mafia”.

Ad Agrigento, in via Unità d’Italia, ieri sera, poco dopo le ore 23:30, nel corso della tempesta di vento e pioggia che ha imperversato sulla città, un palo dell’illuminazione pubblica si è abbattuto sulla strada cadendo su un’automobile Opel in transito con una coppia a bordo, e sfondando il parabrezza. In loro soccorso sono intervenuti altri automobilisti in transito e i gestori di un ristorante nei pressi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e le Volanti della Polizia. Nessuna grave conseguenza. Solo tanta paura.

Quel minimo di bassa pressione in queste ore lo ritroviamo al sud Italia. Continuerà ad apportate condizioni di tempo instabile e perturbato sulle regioni meridionali e la Sicilia. Il tempo tenderà a migliorare invece al nord. Il minimo barico lo potete individuare nella carta della pressione atmosferica ( lettera L ) ed è supportato da un nocciolo freddo in quota. Forti venti occidentali,crollo delle temperature ( freddo) e piogge.
In Sicilia calo termico di circa 8-10 gradi rispetto a ieri.

Altro attentato di stampo “agricolo” nella provincia agrigentina. A Racalmuto, in contrada “Garamoli”, ignoti sono entrati furtivamente in un appezzamento di terreno di proprietà di una casalinga di 55 anni, e hanno tagliato 3 alberi di ulivo. Il raid sarebbe stato commesso tra il 2 ed il 3 novembre, giorni in cui la donna non si è recata in campagna. Lei ha sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione. Indagini in corso. Informata la Procura di Agrigento.

Nuova ordinanza sulla movida agrigentina in sostituzione della precedente che imponeva ai locali di chiudere all’una. Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè ha firmato il nuovo provvedimento in vigore dal 4 novembre fino al 30 aprile 2023.

La principale novità è rappresentata dagli orari di chiusura delle attività. I locali dovranno abbassare le saracinesche alle 02.00, tutti i giorni, con un tolleranza di 30 minuti solo ed esclusivamente per il ricovero delle attrezzature, la pulizia degli spazi antistanti ed interni al locale stesso. L’unica “eccezione” verrà fatta la notte di capodanno nel giorno del 31 dicembre.

Per il resto il provvedimento prevede il divieto di vendita, per asporto, di bevande contenute in bottiglie e bicchieri di vetro, da parte degli esercenti le attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche dispensate da distributori automatici; divieto di vendita per l’asporto delle bevande alcoliche e superalcoliche, dalle ore 24:00 fino alla chiusura degli esercizi; divieto dalle ore 24:00 ad ogni esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande e/o commerciale, anche ove in possesso di nulla osta acustico, ogni attività di intrattenimento, sia essa svolta all’interno che all’esterno dei locali.

Il dr. I.T. quale Dirigente Generale del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana era stato sottoposto ad un giudizio penale, in concorso con altri, svoltosi presso il Tribunale di Gela.
All’esito dell’udienza preliminare del 21 febbraio 2020, il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Gela pronunciava sentenza con cui dichiarava non luogo a procedere nei confronti degli imputati in ordine al reato ascritto, perché il fatto non costituisce reato.
Il dr. I.T., giudicato assolto dai reati contestati, richiedeva all’Amministrazione di appartenenza – Assessorato della Salute della Regione Siciliana – il rimborso delle spese legali sostenute per la difesa in giudizio, ma tuttavia l’amministrazione regionale, in ragione del parere negativo reso dall’Avvocatura Distrettuale di Caltanissetta, negava il rimborso richiesto.
A questo punto il dr. I.T., con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, proponeva un giudizio innanzi al Tribunale di Palermo contro l’Assessorato Regionale della Salute, evidenziando l’erroneità del diniego reso dall’Amministrazione regionale e deducendo di contro la sussistenza di tutti i presupposti di legge per la liquidazione e la corresponsione degli importi richiesti e chiedendo la condanna al pagamento di quanto spettante.
Gli avv.ti Rubino e Piazza contestavano il parere reso dall’Avvocatura dello Stato, la quale, anziché limitarsi ad operare una valutazione sulla congruità della parcella, a fronte di una sentenza di assoluzione piena, sosteneva che le disposizioni in materia di rimborso spese legali sostenute dai pubblici dipendenti andrebbero intese nel senso che, laddove permangano profili di responsabilità (ancorché non penale), il rimborso non potrebbe avere luogo.
In particolare, secondo la prospettazione dell’amministrazione regionale nel caso in esame il rimborso non sarebbe potuto spettare in ragione della presunta illegittimità dei provvedimenti amministrativi adottati anche dal dr. I.T..
Il Tribunale di Palermo – Sez.III Civile – con ordinanza del 26 ottobre 2022, ha integralmente accolto l’azione promossa dagli avv.ti Rubino e Piazza, condannando l’Assessorato regionale della Salute al pagamento di quanto richiesto, oltre le ulteriori spese giudiziali.
In particolare, il Tribunale di Palermo, condividendo integralmente le tesi difensive degli avv.ti Rubino e Piazza, ha affermato che “nel processo penale si potrà avere solo una “dichiarazione” di esenzione da responsabilità penale”, evidenziando l’irrilevanza della legittimità o illegittimità del provvedimento amministrativo e chiarendo che l’idea che, dopo la pronuncia di assoluzione, residui per l’amministrazione un margine per valutare la sussistenza di ulteriori profili di responsabilità di natura diversa da quella contestata in sede penale non trova conferme nelle norme di riferimento.
Anche sul quantum dovuto, il Tribunale di Palermo ha accolto le prospettazioni dei legali Rubino e Piazza affermando che l’oggetto del rimborso copre tutte le spese necessarie entro i limiti massimi previsti dalle tariffe ufficiali e non sui minimi di tariffa come sostenuto dalla difesa erariale.
Pertanto, per effetto dell’accoglimento dell’azione promossa, l’Assessorato regionale della Salute sarà costretto a rimborsare le somme spettanti al dr. I.T. e le ulteriori spese giudiziali.