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La Sicilia si avvia alla zona gialla con 11% dei ricoveri in terapia intensiva e il 20% dei ricoveri in degenza ordinaria. Se i numeri dovessero crescere ancora, visti gli assembramenti e il numero dei turisti presenti sull’isola, si passa direttamente in zona arancione.

“La situazione è preoccupante, siamo al record di tutti i record. Di certo anche la provincia di Agrigento vede crescere in modo vistoso la curva dei contagi. Al 25 agosto, gli attuali positivi sfiorano i 2.000, per la precisione 1.933.”

Lo ha detto il commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia nel punto settimanale sulla situazione epidemiologica.

Nel dettaglio per quanto riguarda i posti letto, occupati tutti e 30 i posti in Medicina ad Agrigento. Anche a Ribera 30 posti occupati, che sono scesi a 26 negli ultimi giorni, la rianimazione ha 5 posti letto occupati e 5 liberi, la subintensiva ha 5 posti liberi e altrettanti occupati.

Sul campo delle vaccinazioni, dalle cinquemila giornaliere, si è passati a meno di duemila. “Dispiace vedere che hub importanti come Sciacca e Agrigento inoculino, mediamente,  rispettivamente 100 dosi giornaliere a fronte di una capacità di 1.000 e di 250 dosi a fronte di una capacità di 3.000”, dichiara Zappia. Abbiamo attivato in tutti i Comuni dove le vaccinazioni sono poche, al di sotto del 60 per cento, modalità utili per sensibilizzare. L’obiettivo è quello di fare in modo che tutti i Comuni siano virtuosi”. 

Sono 92 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 26 agosto. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. I tamponi eseguiti sono stati 531. Si registrano due nuove vittime, una a Racalmuto e una ad Agrigento. I guariti sono 144.

Sono 60 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 28 si trovano all’ospedale di Agrigento mentre 26 in quello di Ribera. Altri 6 si trovano ricoverati fuori provincia. Quattro pazienti sono ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Fratelli Parlapiano, mentre altri quattro pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, due a Sciacca e due presso ex ipab di Canicattì.

Questa la situazione nei Comuni di provincia: Agrigento 149 (1 migranti), Alessandria della Rocca 3; Aragona 12; Bivona 1 ; Burgio 5; Calamonaci 2; Caltabellotta 11; Camastra 3; Cammarata 19; Campobello di Licata 51; Canicattì 264; Casteltermini 34(10 migranti); Castrofilippo 22; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 306; Grotte 8; Joppolo Giancaxio 1; Licata 219; Lucca Sicula 2; Menfi 51; Montallegro 2; Montevago 4; Naro 27; Palma di Montechiaro 64; Porto Empedocle 82; Racalmuto 32; Raffadali 39; Ravanusa 51; Realmonte 35;Ribera 71; Sambuca di Sicilia 6; San Biagio Platani 10; San Giovanni Gemini 36; Sant’Angelo Muxaro 2; Santa Elisabetta 5; Santa Margherita di Belìce 35; Santo Stefano Quisquina 2; Sciacca 44; Siculiana 56 (27 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 3; Navi accoglienza 169.

Ancora interventi a seguito della denuncia dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, dell’esclusione della provincia agrigentina dalla distribuzione degli 82 miliardi di euro del Pnrr che il governo nazionale ha stanziato a favore del sud Italia. LegaCoop Sicilia – Coordinamento Agrigento, Palermo e Trapani, tramite il segretario Domenico Pistone, afferma: “Facciamo nostre le preoccupazioni espresse dall’Ordine degli Architetti di Agrigento e chiediamo un confronto con le Istituzioni del territorio per individuare i correttivi necessari. Proprio lo scorso 20 luglio abbiamo diramato un comunicato nel quale si denunciava da un lato il rischio che la Sicilia e la provincia di Agrigento restassero tagliate fuori, e dall’altro la situazione nella quale versano diversi Comuni della provincia e dell’intero sud Italia senza progetti e con i bilanci spesso non in grado di assicurare la premialità richiesta dai bandi del Pnrr. E’ necessaria ed urgente un’interlocuzione con le Istituzioni Regionali e Nazionali per capire su quali progetti si voglia puntare e su come le Istituzioni del territorio intendano confrontarsi con il Governo Nazionale per rimediare a tale esclusione. In proposito nei prossimi giorni lanceremo un’iniziativa su questi temi con l’intento di costruire un fronte comune in grado di rilanciare il tema dello sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia”.

A Porto Empedocle, come pubblicato ieri, i Carabinieri della locale Stazione, diretta da Igor Sistilli, sono intervenuti meritoriamente per provvedere alle prime necessità di una famiglia di sei persone, compresa una neonata di 3 mesi e mezzo, sull’orlo dell’indigenza e tutti positivi al covid. Ebbene, successivamente anche il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha sollecitato il sindaco Ida Carmina a fornire alla famiglia beni di prima necessità. Cocciufa si è rivolta inoltre ai Vigili del fuoco affinchè con un’autobotte riforniscano d’acqua l’abitazione.

L’associazione Tante Case Tante idee è soddisfatta dell’incremento approvato dalla Consulta sul turismo al contributo per la registrazione delle nuove puntate della fiction Makari ad Agrigento, na stigmatizza la scelta dell’amministrazione di destinare buona parte delle somme per spettacoli e iniziative locali in questo mese di agosto. La scelta di concedere un contributo alla produzione televisiva è stata fatta perché non è accettabile che la nostra città venisse derubata ancora una volta da un’altra città siciliana, della promozione turistica che una fiction può dare al territorio. Nel primo caso si è trattato del Commissario Montalbano dell’agrigentino Andrea Camilleri, nel secondo caso di Makari di Gaetano Savatteri.

L’associazione Tante Case tante idee ho subito capito l’importanza della scelta del nostro territorio come location ed ha votato e fatto votare per la concessione del contributo e addirittura per un aumento da 50 mila a 150 euro. Ma l’assessore ha preferito finanziare spettacoli ad agosto che servono solo per allietare qualche serata della popolazione locale e nulla hanno di turistico e nemmeno di promozionale. Senza un’adeguata promozione nessuno può programmare in tempo una gita ad Agrigento, primario obiettivo della Tassa di soggiorno. L’associazione ha votato contro questo tipo di spesa ribadendo che gli eventi vanno programmati, pubblicizzati e devono avere obiettivi precisi, come la destagionalizzazione del richiamo turistico con offerte adeguate in periodi di bassa stagione come dicembre, gennaio e febbraio. Va ricordato che scopo della tassa di soggiorno è quello di offrire servizi ai turisti.  Spendere diversamente i soldi della tassa di scopo è solo uno sperpero inutile di denaro pubblico.

Un successo straordinario in termini di numeri, in un periodo dell’anno che non offriva certezze alla ripresa del turismo. Eppure in questa seconda estate post covid, la Valle dei Templi di Agrigento conquista uno dei primi posti tra i siti della cultura più visitati in Italia ed in Europa, e di sicuro il primo in Sicilia, la regione italiana che ha accolto in assoluto più turisti italiani e stranieri.

E questo grazie a un’ampia offerta tra visite guidate, percorsi con degustazione, il marchio Diodoros, legato ai prodotti  che nascono nella Valle; e ancora musica, teatro, cinema e arti performative, oltre alla mostra di arte contemporanea dedicata alle sculture monumentali dell’Uomo quantico di Gianfranco Meggiato, che entrano in colloquio con il sito archeologico.  Un bel successo in termini di gestione ed organizzazione, uno staff consolidato che ha saputo gestire flussi importanti di visitatori, anche alla luce delle nuove norme di ingresso nei siti culturali.

Ma di certo, questa sarà l’estate da ricordare anche per le ormai famose “albe teatralizzate”, veri e propri percorsi di scoperta in cui il teatro riesce ad entrare in simbiosi con le visite guidate dagli archeologi.

Un successo straordinario, come interesse e numeri: e di certo saranno in tanti a cercare di accaparrarsi un posto per gli ultimi tre appuntamenti, da non perdere per nessuna ragione. Si parte l’Iliade interpretata da Sebastiano Lo Monaco che ritorna sotto il Tempio della Concordia (domani e sabato, alle 5 del mattino) con il suo Quartetto Aretuseo. Tutta l’epopea omerica condensata in poco più di un’ora, senza perdere alcun quadro, alcuna scena, alcun personaggio, ma offrendo una visione di insieme attenta ai caratteri, l’antico che dialoga con il presente. L’originalità dello spettacolo sta nella complessità drammaturgica e nel ruolo dell’attore. Il montaggio testuale della grecista Monica Centanni, ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall’inizio alla fine: gli amori di Elena e Paride, l’inganno del cavallo, la conquista e l’incendio della città, la spartizione delle donne dei vinti, le principesse troiane schiave dai vincitori. Storie di eroi – Achille, Ettore, Ulisse – che nell’impresa mettono alla prova il limite umano. Storie di dei – Atena, Poseidone, Ares, Afrodite – che si schierano in battaglia…

Infine – domenica prossima, 29 agosto  – il finale ad effetto affidato a Gaetano Aronica che con la compagnia della Fondazione Teatro Pirandello ha preparato un’operazione di grande respiro, una rappresentazione itinerante tra i templi dell’età classica, le installazioni di arte contemporanea ed il percorso paleocristiano. Più stili e più culture, un vero viaggio nel Mediterraneo dei popoli e delle leggende, guidati dagli operatori di CoopCulture che non mancheranno di approfondire la storia del sito archeologico, uno dei più grandi del Mare Nostrum. Una risposta all’Europa, questo spettacolo di Aronica intitolato “E non temere il domani”, che invita a nuovi modelli di fruizione del bene culturale ed un progetto di gran coinvolgimento. Aronica, Presidente della Fondazione Teatro Pirandello, vanta una lunga esperienza nel cinema e nelle fiction, fino a The Barbarians per Netflix che lo ha fatto debuttare sulla ribalta europea e per il quale riceverà a settembre il Premio internazionale a Taormina Naxos Legge.

Ed eccoci allo spettacolo: che parte da un “detonatore”, cioè la convinzione che veleni sono dappertutto, l’uomo ne ha distribuiti in quantità in tutto il pianeta:  possono aiutare gli uomini e vengono talvolta impiegati per scopi terapeutici, per curare virus e malattie.  Se usati in modo eccessivo o irrazionale, sono capaci di distruggere l’umanità intera. Gli antichi attribuivano questo potere mortale ad un disequilibrio degli elementi della natura, che venivano considerati come collegati alle quattro stagioni dell’anno, le quattro età dell’uomo, i quattro temperamenti etc.  Le streghe però non solo non credono che questo potere dei veleni sia indipendente dalla natura dell’uomo, ma sostengono che l’uomo conosce i veleni perché li custodisce dentro di sé, e dal loro uso dipendono molte conseguenze per l’umanità. Non sono gli stessi sentimenti dei potenti veleni? La loro dose può scatenare le passioni più violente.

Lo scorso 16 agosto, ad Agrigento, lungo la strada statale 640, nei pressi del bivio per contrada “Maddalusa”, lo scontro tra due scooter, che ha coinvolto anche due automobili in transito, ha provocato la morte di Michele Terrasi, 50 anni, di Agrigento. Ebbene, adesso il conducente di uno dei due scooter, un uomo di 40 anni, anche lui agrigentino, è stato denunciato dai Carabinieri alla Procura di Agrigento per guida in stato di ebbrezza, omicidio stradale e lesioni personali gravi, allorchè sono stati accertati a suo carico 1,44 grammi di alcol per litro di sangue al momento dell’incidente.

La dirigenza scolastica nell’emergenza covid”. È questo il tema del seminario propedeutico all’avvio dell’anno scolastico organizzato dalla Flc Cgil Sicilia, che si è tenuto ad Enna mercoledì 25 e giovedì 26 agosto.

Al centro dei lavori la tavola rotonda sulle problematiche relative al ritorno a scuola.

 Per Adriano Rizza, segretario Flc Cgil Sicilia, “sono ancora tante le perplessità manifestate dai nostri dirigenti scolastici alla luce del fatto che mancano delle indicazioni chiare e definite da parte del governo rispetto alle procedure da adottare nelle scuole”. 

“Al di là della polemica legata al vaccino e al green pass – aggiunge – riteniamo altrettanto importante il tema delle risposte economiche. Poche quest’anno quelle messe in campo, soprattutto risorse che non garantiscono l’organico covid per tutto l’anno scolastico e non fino al 31 dicembre 2021. Perchè con quell’organico i dirigenti scolastici possono sdoppiare classi numerose, che sono tantissime quest’anno in Sicilia, e quindi ridurre il numero degli alunni per classe e garantire quel distanziamento che è fondamentale per fronteggiare l’emergenza pandemica che non sappiamo quanto durerà ancora”.

 “Stiamo cercando di supportare le scuole – spiega Stefano Suraniti, dirigente Ufficio scolastico regionale Sicilia – in questo avvio che è complesso. Rispetto allo scorso anno partiamo da una base importante: abbiamo l’88 % del personale scolastico che ha ricevuto la prima dose e quindi già sicuramente questo dato rafforza di più le condizioni di sicurezza sia per gli alunni che per il personale scolastico”.

“Il Ministero dell’istruzione – prosegue – ha stanziato proprio ieri circa 23 milioni di euro per quanto riguarda l’edilizia scolastica, affitti e noleggi, che andranno a risolvere alcune criticità nell’ambito degli spazi aggiuntivi necessari per il distanziamento. Nei prossimi giorni faremo una conferenza di servizi con i dirigenti scolastici per dare indicazioni e ascoltare le riflessioni e le osservazioni al fine di dare risposte che possano garantire a tutto il rientro a scuola in sicurezza”.

 Chiede chiarezza Alfio Mannino, segretario Cgil Sicilia, “su tutti i temi che riguardano la sicurezza. Perchè il fatto che ad oggi non si capisca bene il ruolo e la funzione che si voglia dare al green pass per noi è un fatto grave ed alimenta solo confusione negli istituti scolastici”.

“Servono quegli investimenti strutturali che noi abbiamo sempre rivendicato – aggiunge – affinchè davvero si possano dare quelle risposte sui temi dell’edilizia scolastica, della digitalizzazione. Pensavamo, e questo era il nostro auspicio, che l’insegnamento della pandemia determinasse davvero quel cambio politico soprattutto per quanto riguarda la scuola e la formazione che poteva davvero determinare un nuovo modello dell’istruzione. Purtroppo così non è stato, la pandemia la si sta affrontando solo nell’emergenza, senza provare a dare risposta in termini strutturali”. 

“Credo che ci sia la necessità di un cambio di passo – conclude – e noi chiediamo al governo nazionale e regionale quelle scelte necessarie per rilanciare l’istruzione”.

 Anche il vice segretario del Partito democratico, Giuseppe Provenzano, chiede chiarezza sul green pass e attacca il governo regionale sulle vaccinazioni.

“La priorità per l’Italia e per il Mezzogiorno in particolare è tornare a scuola in presenza, perchè l’anno scorso la didattica a distanza ha allargato le disuguaglianze sociali e territoriali. Ecco perchè è essenziale in questi giorni chiarire tutti gli aspetti applicativi legati all’introduzione dell’obbligo di green pass che è ciò che ci consente di ripartire e riaprire in sicurezza”.

“C’è un gravissimo elemento di preoccupazione per la Sicilia. Una regione che è all’ultimo posto in Italia per numero di vaccinazioni e questo è il frutto dell’inadeguatezza e della responsabilità della giunta regionale che stanno creando un danno economico alla Sicilia per quanto riguarda la stagione turistica, ma soprattutto rischiano di mettere a repentaglio la ripartenza e la riapertura in sicurezza delle nostre scuole, con un danno gravissimo per i nostri bambini e questo è davvero inaccettabile”.

A Porto Empedocle accade che una famiglia è senz’acqua, alimenti, e manca anche il latte per una neonata. Dal 20 agosto scorso sono positivi al covid. Il capo famiglia, un empedoclino di 52 anni, non può uscire da casa per i lavoretti saltuari che è abituato a svolgere per sbarcare il lunario e sostenere la moglie di 38 anni e i figli di 15, 17 e 18 anni, nonché l’ultima nata di 3 mesi e mezzo. Sono tutti contagiati dal coronavirus, compresa la piccola. Ebbene, ad aiutare la famiglia sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Porto Empedocle. La moglie e madre, Maria, afferma: “Ho chiamato il sindaco, gli assistenti sociali, perfino l’Azienda sanitaria e i pompieri, ma hanno fatto tutti orecchie da mercante. Avevo chiesto dei buoni spesa. Non abbiamo parenti che possano aiutarci e da tre giorni siamo senza acqua da bere e per i servizi igienici, visto che la cisterna si è svuotata. Perfino la piccina non aveva nulla da mangiare. Così, non sapendo a quale altra porta bussare, ho chiamato i Carabinieri di Agrigento. Avevo visto in passato, attraverso gli organi di informazione, che si erano dimostrati sensibili e disponibili a tendere una mano d’aiuto. Il maresciallo, a sue spese, mi ha portato il latte, i pannolini per la bambina, ma anche della carne e dei generi alimentari freschi e a lunga conservazione, e delle cassette d’acqua”.