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“I cittadini devono poter accedere alle cure senza paure e preoccupazioni, le autorità sanitarie che hanno individuato gli ospedali di Agrigento e Sciacca come aree Covid della provincia hanno il dovere di spiegare le ragioni delle scelte fatte e di garantire a tutti la sicurezza del nosocomio e dei percorsi realizzati”. Lo afferma in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo.

“Non sono un tecnico, ritengo – aggiunge La Rocca Ruvolo – che i nuovi percorsi vadano condivisi con gli operatori medici e sanitari impegnati in prima linea. È la rigidità delle procedure e dei comportamenti a fare la differenza. Lavorare in sicurezza e rendere un servizio pubblico efficiente ai cittadini è l’obiettivo affidato al servizio sanitario. Gli investimenti che sono stati fatti non possono andare perduti proprio in vista del potenziamento dei reparti e dell’ampliamento dell’offerta sanitaria”.

“La Regione Siciliana dimostri adesso di voler portare a termine il lungo percorso di costruzione del brand Sicilia”. Il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, interviene sulle tematiche legate al turismo e ai servizi connessi. “L’emergenza coronavirus – afferma Firetto – ci ricorda che il tempo è scaduto: occorre una regia autorevole che coinvolga tutti, amministrazioni, organismi di settore e imprese, e consenta ai territori di rafforzare le proprie strutture d’impresa per irrobustire la filiera. I Comuni dovranno essere nelle condizioni di offrire al meglio i servizi adeguati, che costituiscono l’ossatura di una destinazione turistica. Per questo, ad esempio, sarebbero utili senso di responsabilità e massima collaborazione regionale, ancor più con l’arrivo dell’estate, sul fronte del conferimento dei rifiuti non riciclabili. Sappiamo che l’effetto della pandemia porterà inevitabilmente ad una riduzione drastica del numero di presenze sia sul breve ma anche sul medio-lungo periodo, con le conseguenze immaginabili sul piano economico, occupazionale e sociale. Per tale ragione il Governo nazionale sta varando un Piano Straordinario per il turismo, che non dovrà essere solo di sostegno economico, ma dovrà anche individuare le azioni strategiche per incentivare la domanda e mantenere in vita il desiderio e il forte appeal del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.
Condivido gli sforzi compiuti dall’Associazione nazionale dei Comuni Italiani nel portare un concreto contributo di proposte e soluzioni sul Tavolo di crisi per il Turismo istituito presso il Ministero. Ma come al Governo nazionale, anche a quello regionale è noto che Comuni, enti territoriali e imprese siciliane negli ultimi anni hanno compiuto enormi sforzi per puntare su turismo, cultura, paesaggio e enogastronomia di qualità. Se da un lato lo Stato dovrà aprire una finestra per aiutare e salvare uno dei settori trainanti dell’economia, che occupa milioni di persone, anche gli organi di Governo siciliani dovranno intervenire. La Sicilia è Turismo e Cultura, depositaria del 25% del patrimonio culturale nazionale con competenza esclusiva regionale sui Beni Culturali. La Regione ha una responsabilità maggiore, dunque, e ne è consapevole il Governatore Musumeci, come dimostrano le sue ultime dichiarazioni sulla cosiddetta fase2 e sulla possibile ripartenza. Ottima base di partenza sono i “Bonus Vacanza” per stimolare la domanda interna, il sostegno dei lavoratori anche stagionali, il sostegno al credito e alla liquidità per le imprese. Bene anche gli aiuti per l’applicazione di nuove modalità e organizzazione di servizi che garantiscano qualità e sicurezza ai turisti. Dai confronti virtuali che stiamo avendo in questi giorni apprendiamo che le imprese nei settori di cultura, turismo, servizi, sono consapevoli di dover garantire sicurezza e stimolare un graduale riavvio delle attività riconquistando la fiducia di clienti e utenti.  Proprio ieri abbiamo raggiunto un’intesa con i rappresentanti  dell’economia turistica locale per creare una task force che possa contribuire ad affrontare i problemi del settore, la cui produttività è direttamente e naturalmente connessa all’aggregazione di persone e alla connessione di più servizi. Un ruolo importante ha anche la promozione di una città sicura e attrattiva che è pronta a far ripartire le celebrazioni dei suoi 2600 anni prolungandole anche nel 2021. I Comuni, come abbiamo chiesto al Governo, dovranno essere nelle condizioni di ottenere deroghe agli equilibri di bilancio in disavanzo per un triennio. Questa e altre iniziative – conclude il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – potranno consentire di recuperare le risorse necessarie per garantire servizi e sostenere strategie di promozione e attività di programmazione sul medio e lungo periodo”.

In Sicilia sono ancora vietate le consegne a domicilio di domenica e nei giorni festivi. Ma si spera in una deroga per il 25 aprile. Lo studio del comitato scientifico di prime misure di alleggerimento fa pensare che possa essere proprio questa uno dei primi provvedimenti.

Confesercenti Sicilia ha già inviato una richiesta ufficiale al presidente della Regione Nello Musumeci. «Considerato che il 25 aprile, Festa della Liberazione, è un sabato – ha spiegato il presidente Vittorio Messina – i servizi di consegna a domicilio non potranno essere effettuati per due giorni consecutivi. Quello che chiediamo è di venire incontro allo sforzo di tantissime aziende che hanno cercato faticosamente e investendo risorse, di ricostruire delle microeconomie, attivando proprio i servizi di consegna a domicilio».

L’appello è stato inviato per conoscenza anche ai gruppi parlamentari all’Ars «perchè possano farsi interpreti a loro volta della richiesta nata dalla sollecitazione di tanti piccoli esercenti».

“In Italia, un bambino su 77 presenta il disturbo dello spettro autistico.
La sospensione delle terapie riabilitative, della frequenza scolastica, delle varie attività di sostegno didattico e psicologico, ha causato inevitabilmente una condizione di drammatico isolamento nei soggetti affetti da tale disturbo.
Un isolamento nell’isolamento.
Le restrizioni – legittime-  disposte per fronteggiare la diffusione del covid-19 e la conseguente interruzione dei percorsi educativi, hanno fatto ricadere l’intero carico assistenziale sulle sole spalle delle famiglie, che devono fronteggiare la difficile gestione di una delicata routine quotidiana.
La disabilità dello spettro autistico non permette la corretta esecuzione della didattica a distanza che, purtroppo,  risulta in questi casi difficilmente fruibile e rischia di compromettere o addirittura vanificare i risultati raggiunti dai bambini o ragazzi che seguono le attività riabilitative.
E’ bene rammentare che l’estremo disagio dovuto al repentino cambiamento ambientale ed abitudinale può favorire l’incremento di condotte aggressive verso sé stessi e gli altri e, in alcuni casi, l’insorgere di  disturbi psichiatrici.
Dall’emergenza covid-19 derivano importanti ricadute sociali e preciso dovere istituzionale è quello di volgere una concreta tutela nei confronti di tutti quei soggetti maggiormente vulnerabili.
Auspico che le istituzioni socio-sanitarie possano attuare immediati e tempestivi provvedimenti al fine di garantire le prestazioni presso i centri di riabilitazione o, in alternativa, assistenza domiciliare individualizzata così da riprendere le consuete attività e prevenire la comparsa di emergenze comportamentali.
A dichiararlo Lilly Di Nolfo, vice coordinatrice giovani di Forza Italia

“Le entrate dei comuni, soprattutto in Sicilia, continuano a subire un calo preoccupante, mentre le misure per contenere l’emergenza sanitaria stanno scardinando un’economia già estremamente debole. Pur apprezzando le decisioni assunte dal Governo nazionale, come prima risposta alle richieste avanzate da Anci anche con il contributo di ANCI Sicilia, credo che siamo ancora lontani da soluzioni per gli enti locali siciliani”.

Lo ha detto il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando, che aggiunge: “E’ necessario con maggiori risorse e maggiori strumenti operativi porre fine alla fragilità strutturale dei comuni e garantirne la tenuta istituzionale e finanziaria”.

“Da quasi due mesi la Sicilia vive l’angoscia legata all’emergenza covid che ha stravolto la vita della nostra comunità. Dai tamponi fino ai testi sierologici per la ricerca degli anticorpi, che si faranno a breve anche nella nostra provincia,la strategia è quella di monitorare la popolazione per arginare il contagio. La sensazione è tuttavia quella di una convivenza della nostra comunità con il Coronavirus ancora per molto tempo, in attesa del vaccino, per cui non bisogna abbassare la guardia ma nel contempo ciascuno di noi vuole riprendere gradualmente la normalità della vita di relazione. Giusto e sensato allora-come richiesto fra gli altri governatori,dal presidente Musumeci e dal presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Miccichè-avviare la ripresa economica nel più breve tempo possibile perché la Sicilia richiede con forza-con le dovute precauzioni a tutela dei lavoratori-lo sblocco della iniziativa degli operatori economici per restituire serenità a tante famiglie che attendono il ritorno alla normalità “

Avevano rubato un cellulare ad una donna, durante le feste di natale all’interno di negozio del Villaggio Mosè.

Dopo la denuncia sporta dalla donna i poliziotti dell’Ufficio prevenzione, coordinati dal Sostituto Procuratore Elenia Manno, hanno avviato minuziose indagini che, alla fine, hanno dato il loro frutto.

Le ricerche hanno interessato le città di Agrigento e Porto Empedocle; al termine delle stesse sono stati individuati e denunciati a piede libero, per il reato di ricettazione quattro soggetti; si tratta di un uomo S.C. classe 91 e una donna di Porto Empedocle P.R. classe 1965 e due uomini di Agrigento G.A.A. classe 1965 e S.K. classe 1994.

La donna ha riavuto il cellulare che le era stato rubato.

“Pedaggi autostradali gratuiti per tutti gli operatori sanitari sulle tratte utilizzate per raggiungere la sede della struttura ospedaliera dove prestano servizio”. A chiederlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca che con una nota rivolta all’assessore regionale alla mobilità Marco Falcone e al Consorzio Autostrade Siciliane CAS chiede di estendere l’esenzione del pedaggio autostradale, già prevista per il personale sanitario in servizio per l’emergenza Covid-19, a tutti gli operatori sanitari. “La fase che stiamo attraversando – spiega Antonio De Luca – sta già provocando un elevato tenore di stress psicofisico al personale sanitario, impedendo la possibilità di trasporto condiviso per tutti gli operatori fuori sede che giornalmente si recano al lavoro usufruendo delle tratte autostradali a causa della probabilità di contagio inter-operatore. Sarebbe quindi auspicabile in questo periodo d’emergenza sanitaria che l’esenzione del pagamento dei pedaggi autostradali venga esteso a tutti i nostri operatori sanitari limitatamente alle tratte utilizzate per raggiungere la sede della struttura ospedaliera dove prestano servizio e sempre limitatamente al servizio attuato. Auspico che Regione e CAS – conclude il deputato – accolgano tale proposta”.

 

 

Anche se l’avvio della stagione balneare resta ancora incerto a causa dell’epidemia di Covid-19, il contenzioso riguardante uno stabilimento balneare di Bovo Marina non si ferma.

Nel 1998, la signora M.A. ha acquisito la gestione di un posto ristoro, a carattere stagionale, sito in località Bovo Marina di Montallegro su area demaniale marittima.

L’attività si è sempre svolta all’interno di uno stabilimento balneare costruito alla fine degli anni ’80 in legno ed elementi prefabbricati in cemento.

Tra il 2003 ed il 2005, la Ditta titolare ha ottenuto dalle competenti autorità amministrative i necessari titoli per poter eseguire dei lavori aggiuntivi al fine di migliorare e ampliare la struttura preesistente.

Tuttavia, a distanza di diversi anni, nel novembre 2016, la Soprintendenza di Agrigento, ha intimato l’integrale demolizione dello stabilimento balneare in questione, ritenendo che la struttura fosse priva di autorizzazione paesaggistica, in quanto scaduta, e comunque in difformità del progetto approvato.

Avverso l’ingiunzione alla demolizione, la signora M.A., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Calogero Marino, ha promosso ricorso innanzi al Giudice Amministrativo per chiederne l’annullamento previa la sospensione dell’efficacia.

In particolare gli Avv.ti Rubino, Airo’ e Marino, hanno dedotto l’illegittimità dell’ordine di demolizione affermando che la validità dell’autorizzazione paesaggistica deve essere agganciata alla durata della concessione demaniale.

Parimenti, i predetti difensori hanno sostenuto che lo stabilimento balneare in questione, anche per la parte realizzata in cemento, risulta conforme ai titoli edilizi rilasciati in precedenza anche dalla stessa Soprintendenza.

In accoglimento delle difese degli Avv.ti Rubino, Airo’ e Marino il Giudice Amministrativo ha accolto la domanda cautelare sospendendo gli effetti dell’ordine di ripristino, così da poter consentire alla Ditta titolare di poter svolgere le diverse stagioni balneari che si sono svolte fino alla celebrazione del merito.

In sede di merito, il CGA sempre sulla scorta delle argomentazioni dei difensori della titolare dell’attività, ha disposto anche una apposita consulenza tecnica d’ufficio al fine di verificare le conformità dello stabilimento balneare in questione rispetto ai diversi titoli edilizi rilasciati nel tempo.

Nelle more dello svolgimento della verificazione disposta dal GCA ed in attesa del via libera alla stagione balneare, l’ordine di demolizione resterà comunque sospeso fino alla sentenza definitiva.

di Daniela Spalanca

Dopo la sospensione dell’attività didattica nelle  scuole italiane, a partire dal 4 marzo scorso, e dopo l’attivazione nella maggior parte degli istituti di primo e secondo grado della cosiddetta “Dad”, didattica a distanza, il Governo ed il Ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina, ha disposto l’erogazione di 80 milioni di euro da riserva PON per l’acquisto di dispositivi multimediali nelle scuole del primo ciclo. “Lavoriamo per arrivare sino all’ultimo dei nostri studenti – ha detto il Ministro del M5S. Un nuovo ed importante investimento, dunque, per aiutare gli alunni in difficoltà che non hanno i mezzi per un’adeguata didattica a distanza. Gli 80 milioni di euro si aggiungono agli 85 già stanziati nel cosiddetto decreto “Cura Italia”, 70 dei quali destinati proprio all’acquisto di “dévice”. Le somme saranno immediatamente spendibili. Le scuole saranno scelte sulla base degli indicatori socio-economici e del livello di disagio negli apprendimenti oltre che del tasso di dispersione scolastico. “Superata la fase emergenziale – ha concluso la Azzolina- i dispositivi digitali acquistati dalle scuole potranno essere di supporto all’attività didattica ordinaria”. “Nessuno deve rimanere indietro- secondo il Ministro pentastellato- e per tutti deve essere garantito il diritto allo studio”.

Daniela Spalanca