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“Sequestrata un’ area di 600 mq del Foro Boario che si trova in contrada Ponte Bonavia di Canicattì. Con questa notizia arriva finalmente un segnale forte ed un risposta allo stato di degrado che si stava consumando all’interno di un area adibita a deposito di rifiuti.

Sono le parole del deputato regionale l’On.Carmelo Pullara, capogruppo popolari e autonomisti all’Ars.

“Io stesso-dichiara Pullara-ho portato , la questione all’attenzione degli assessori  regionali dell’Economia, del territorio e dell’ambiente dell’energia e dei servizi di pubblica utilità attraverso un interrogazione e con la quale chiedevo l’avvio immediato delle procedure per il ripristino dell’originaria destinazione dell’area denominata Foro Boario sottraendo l’ area dalla disponibilità del comune e destinarla , dopo averla bonificata e ripristinata, a parco giochi per i bambini o comunque ad uso pubblico nel rispetto della reale destinazione.

Nell’ interrogazione ho chiesto altresì una ispezione, urgente,  che  attestasse il danno ambientale prodotto ed in cui fossero accertate le responsabilità amministrative e penali, nonchè -continua Pullara- se non vi fossero gli estremi per una rivalsa in danno nei confronti dell’amministrazione comunale di Canicatti per palese violazione degli obblighi convenuti contrattualmente.

Le indagini da parte dei poliziotti e dell’ Arpa all’ interno del sito hanno testimoniato e confermato la situazione di degrado da me evidenziata, infatti tale indagini -conclude Pullara- portarono al ritrovamento di cumuli di rifiuti urbani e rifiuti speciali anche pericolosi tra cui materiali inerti di costruzione contenenti amianto.

I miei complimenti alle forze dell’ ordine e rimango in attesa degli ulteriori eventuali sviluppi .”

La Regione Sicilia, nel corso di un vertice in video – conferenza con il governo nazionale, ha denunciato la carenza dei dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari ed ha invocato la consegna urgente dei cosiddetti Dpi, dispositivi di protezione individuale, come mascherine, tute e guanti. L’allarme è rilanciato anche da Cimo Sicilia, il sindacato dei dirigenti medici, che, tramite il segretario regionale, Angelo Collodoro, afferma: “Non è superfluo sottolineare che la protezione degli operatori sanitari è di fondamentale importanza per continuare a fornire la necessaria assistenza in un momento di drammatica emergenza sanitaria. In relazione all’incremento dei ricoveri di pazienti affetti da covid 19, e al possibile ulteriore acuirsi dell’epidemia su tutto il territorio dell’Isola, bisogna provvedere con la massima urgenza, anche facendo ricorso all’intervento della Protezione civile nazionale, al reperimento e alla fornitura degli indispensabili dispositivi di protezione individuali”.

A fronte della crisi sociale e sanitaria provocata dall’emergenza coronavirus, le aziende del Gruppo Moncada, con in testa la capogruppo Moncada Energy, recepito il parere della Direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, hanno deliberato l’acquisto di attrezzature ed apparecchiature da donare all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento per un valore di oltre 100mila euro, che saranno consegnate entro la fine del mese di marzo. Nello specifico si tratta di sei macchinari funzionali alla respirazione ed alla ventilazione dei pazienti in terapia intensiva, con l’obiettivo di fornire un concreto aiuto nel contenere e contrastare le patologie derivanti dal contagio del virus. Tale implementazione, ovviamente, è in aggiunta a tutte le implementazioni poste in atto già dalla stessa Azienda sanitaria. L’amministratore del Gruppo Moncada, Salvatore Moncada, afferma: “Stiamo vivendo tutti una situazione non felice, anche sul piano economico. Tuttavia, comprendendo la gravità di quanto sta accadendo, riteniamo sia giusto dare un concreto apporto di mezzi al nostro territorio per contrastare le conseguenze collegate alla diffusione del virus. Solo se resteremo uniti, non lasciandoci prendere dallo sconforto e, soprattutto, solamente se sapremo comprenderci gli uni con gli altri, dimostrando spirito collaborativo e ponendo in essere atteggiamenti rispettosi nei confronti del prossimo, riusciremo a vincere questa battaglia contro un nemico invisibile, che fa paura, ma che può certamente essere sconfitto applicando le direttive nazionali e regionali sulla prevenzione. Solo così saremo pronti qualora la situazione dovesse diventare critica. Il Gruppo Moncada si augura che questo gesto possa essere da esempio per tutte le altre realtà imprenditoriali che, trovandosi nella condizione di poterlo fare, contribuiscano a rendere più attrezzate e fornite le strutture ospedaliere del territorio agrigentino, consentendo alle stesse di fronteggiare al meglio l’emergenza mediante un aumento della capacità assistenziale”.

“In questi giorni di emergenza va rivolto un plauso a quanti si prodigano per aiutare le persone sole o in difficoltà.  Un elogio particolare al Comitato di quartiere  Fontanelle Insieme che ha fornito numeri utili per la consegna di  farmaci e beni di prima necessità a domicilio e ha indicato un sistema da adottare in ogni condominio per mettersi a disposizione di  quanti sono impossibilitati a muoversi perché ammalati o immunodepressi. Azioni e iniziative di solidarietà sono preziose in questo momento e gesti come questi possono essere replicati in ogni quartiere”.

In relazione all’intervento esplicativo di ieri, del Governo, tutti i mercati all’aperto sono chiusi.  Il mercato settimanale del venerdì in piazza Ugo La Malfa non verrà effettuato così come non si effettueranno i mercatini settimanali al Villaggio Peruzzo e al Villaggio Mosè. Il Decreto del Governo parla chiaro e purtroppo questa è una delle limitazioni previste. La violazione del Decreto costituisce reato penale. La misura è volta  ad evitare che si creino aree affollate nelle quali è più facile la diffusione del contagio.

Gli albergatori agrigentini, spinti dal grande senso di responsabilità e nel rispetto della sicurezza per la salute pubblica, hanno deciso di chiudere le attività. La decisione, seppur intrisa di disagio e sofferenza, è frutto della consapevolezza che ciascuno di noi, in questo particolare momento di emergenza per il territorio, è chiamato a dare il proprio contributo per provare a contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus. Il Decreto del 10 marzo accompagnato dall’appello del Presidente del Consiglio dei Ministri di restare a casa, impone alle nostre coscienze di cittadini prima e di imprenditori dopo, di assumere comportamenti adeguati al difficile momento. Per mettere in sicurezza l’economia occorre prima mettere in sicurezza la salute.

 

 

Al ventesimo giorno dell’emergenza coronavirus, l’Italia, ormai in quarantena da Aosta a Palermo, supera la quota simbolo di 10mila contagiati, 1.004 dei quali guariti, e registra il più elevato numero di vittime: 168 in un solo giorno, 135 dei quali in Lombardia. Ecco perché dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, è giunto un nuovo appello per un’ennesima stretta: “Chiudete tutto per 15 giorni”. I governatori propongono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre, ad eccezione di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, negozi e attività produttive siano chiuse subito. “E’ il tempo della fermezza. Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono” – ripetono i presidenti di Regione e l’opposizione parlamentare, da Salvini a Meloni.

La grave situazione che stiamo vivendo non può e non deve vederci inermi di fronte alle grandi difficoltà che tutte le famiglie della nostra provincia stanno affrontando.

La difficile situazione di non poter vivere come eravamo abituati, sia pure nella già precaria

condizione in cui versava la nostra economia, deve vederci reagire per fare tutto il possibile affinché la difficile situazione non diventi drammatica.

Per questo, nei limiti del possibile, chiediamo al Governo nazionale e regionale di mettere in atto le misure necessarie per aiutare la popolazione tutta, soprattutto le fasce più deboli, ad affrontare al meglio il momento presente.

Si acceleri nell’assunzione di nuovo personale sanitario per permettere in tempo di fronteggiare la già precaria realtà sanitaria presente; si concedano contributi straordinari ai comparti già in ginocchio;  si mettano in atto tutte le misure possibili a sostegno dei lavoratori e delle famiglie in difficoltà.

Auspichiamo che tutti ci rendiamo conto che le misure restrittive sugli spostamenti sono necessari e siamo chiamati a cambiare le nostre abitudini; siamo chiamati a capire che va tutelata sia la nostra di salute come quella degli altri, per questo evitare di andare in giro o frequentare luoghi affollati non è il caso, soprattutto i giovani capiscano che è necessario evitare, San Leone, locali, e centri nei quali diventa pericoloso anche un semplice incontrarsi e stare in luoghi con molta gente.

Certi, per la provvidente e benevola azione di Dio che non abbandona il suo popolo, ci rialzeremo e meglio di prima continueremo la nostra vita e daremo il nostro contributo allo sviluppo di questa bellissima nostra terra.

Un provvedimento di sequestro di beni per un valore di circa 6 milioni di euro è stato eseguito dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nei confronti dell’imprenditore di Castelvetrano Nicolò Clemente, ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. A carico di Clemente stata proposta anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di Prevenzione del tribunale di Trapani, su proposta del Direttore della Dia. Nell’ambito delle indagini, svolte dalla Dia di Trapani e coordinate della Dda di Palermo, sono state sequestrate due imprese, la Clemente costruzioni e la Calcestruzzi srl. L’imprenditore è stato già stato arrestato per associazione mafiosa, ed il processo è tuttora in corso dinanzi al Tribunale di Marsala.

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

1) Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale? No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.

2) Sono ancora previste zone rosse? No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

SPOSTAMENTI

1) Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare? Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. È previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

2) Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”? Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

3) Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5? In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

4) Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”? È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

5) Come si devono comportare i transfrontalieri? I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).

6) Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura? Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

7) Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi? Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

8) È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili? Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

9) È consentito fare attività motoria? Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.

10) Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).

11) Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

TRASPORTI

1) Sono previste limitazioni per il transito delle merci? No, nessuna limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

2) I corrieri merci possono circolare? Sì, possono circolare.

3) Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa? No, non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.

4) Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea? No. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

1) Gli uffici pubblici rimangono aperti? Sì, su tutto il territorio nazionale. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.

2) Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti? Gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle.

3) Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono decurtati i giorni di malattia? Rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.

4) Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che strumenti ho? Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

1) Bar e ristoranti possono aprire regolarmente? È consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

2) Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande? Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

3) Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività? Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

4) Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura? Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

1) Cosa prevede il decreto per le scuole? Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.


UNIVERSITA’

1) Cosa prevede il decreto per le università? Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca.

2) Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea? Sì, potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.

3) Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre attività? Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità.

4) Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche? Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.

5) Cosa succede a chi è in Erasmus? Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.


CERIMONIE ED EVENTI

1) Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli? Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

2) Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi? Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

TURISMO

1) Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo? Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.

2) Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive? Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar anche nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo.

3) Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio? Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.

AGRICOLTURA

1) Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca? No, non sono previste limitazioni.

2) Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa? No, non sono previste limitazioni.