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La Commissione Territorio e Ambiente alla Regione ha approvato due risoluzioni sul servizio rifiuti e sulla gestione idrica nell’Agrigentino. L’intervento di Giusi Savarino.

La Commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea Regionale ha approvato due risoluzioni, che interessano la provincia agrigentina. Una è sul servizio idrico, e l’altra è sul servizio di nettezza urbana. Nella risoluzione sul servizio idrico, dopo diversi “premesso che, preso atto che, ritenuto, considerato e visto che”, si impegna il Governo regionale, tramite l’assessorato ai Servizi di pubblica utilità, a costituire un ambito unico per l’acquisto dell’acqua all’ingrosso, modificando o rescindendo la convenzione con SiciliaAcque, affinchè le tariffe siano omogenee e non penalizzanti per i siciliani, e che non siano superiori alla media nazionale. E poi, a sollecitare l’Ati, l’Assemblea territoriale idrica di Agrigento, affinché avvii ogni azione utile alla tutela dei diritti dei Comuni e dei cittadini, vittime di reiterati disservizi a fronte di un costo dell’acqua elevatissimo. E poi a verificare se è giuridicamente legittimo l’affidamento diretto alla società di gestione Girgenti Acque dei finanziamenti pubblici per reti ed impianti. Ed eventualmente a valutare l’opportunità di sospendere l’erogazione di tali finanziamenti nelle more della conclusione del giudizio di rescissione del contratto annunciato dall’Ati di Agrigento. E poi ad intimare ai gestori il rispetto delle sentenze della Cassazione che in maniera univoca vietano il pagamento del canone di depurazione nelle zone in cui non è effettuato il servizio di depurazione. E poi a verificare se nel costo delle tariffe sostenute dai cittadini sia già compreso il costo degli investimenti sulla rete, ed inoltre se tali investimenti siano stati effettivamente finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria di reti e impianti. E poi a sollecitare Arpa ed Azienda sanitaria affinché attivino controlli a tappeto sulla qualità dell’acqua erogata da Girgenti Acque a tutela della salute pubblica. E poi a verificare i costi relativi ed avviare una indagine ispettiva sugli impianti di dissalazione in provincia di Agrigento o che servano la provincia. Alla stesso modo, la risoluzione sul servizio della nettezza urbana impone al Governo regionale, tramite l’assessorato regionale ai Servizi di pubblica utilità, a, tra l’altro, favorire il pagamento dei debiti da parte dei Comuni agli ex-Ato in liquidazione al fine di concludere la gestione liquidatoria. E poi a valutare l’opportunità di riunire e ridurre le competenze delle Srr al fine di garantire risparmio ed efficienza. E poi ad accertare quante pratiche per autorizzare la costruzione, la modifica o l’ampliamento di impianti, siano state presentate, e quante di tali pratiche siano ancora in attesa di un riscontro positivo o negativo. E quanti impianti già costruiti non siano ancora stati attivati e le relative motivazioni. E poi ad evitare ogni intralcio o dilazione nel rilascio delle autorizzazioni regionali per l’approvazione di progetti di impiantistica inerenti al trattamento e recupero dei rifiuti, con priorità agli impianti di compostaggio, in particolar modo anaerobici. E poi a spiegare le ragioni dell’esistenza di differenti tariffe per il conferimento in discarica dei rifiuti e a compiere i necessari atti per definire i costi standard delle fasi di gestione del servizio affinché risultino proporzionati ed omogenei su tutto il territorio. E poi ad attuare politiche per potenziare la differenziata e per sanzionare i Comuni che differenziano poco o nulla. E poi ad accelerare la presentazione del Piano regionale per i rifiuti puntando, in primis sulla differenziata e sul riutilizzo dei materiali recuperati. In proposito interviene la presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, che afferma: “Ringrazio i miei colleghi per il proficuo lavoro svolto insieme. Finalmente Girgenti Acque, gestore del servizio idrico nell’Agrigentino, deve rispondere alla Regione. I cittadini agrigentini, che per tanti anni hanno lamentato disservizi, oggi hanno nelle opportune sedi istituzionali chi li ascolta e li tutela. Inoltre è gravissimo che i cittadini siciliani abbiano pagato in questi anni una tassa sui rifiuti altissima perché calcolata su un costo nascosto e pare non autorizzato, che è quello del conferimento in discarica, che oscilla tra i 70 e 150 euro a tonnellata. E abbiamo scoperto che giacciono da anni nei cassetti della Regione richieste di autorizzazione di impianti di compostaggio che se fossero stati approvati avrebbero consentito oggi di abbandonare quasi completamente il sistema delle discariche a tutto vantaggio dell’ambiente e delle tasche dei cittadini. Abbiamo saputo che non trovano riscontro autorizzazioni all’ampliamento di discariche pubbliche, poi addirittura chiuse, a tutto vantaggio delle discariche gestite dai privati.Gravissimo è inoltre che vi siano ancora ex Ato operativi, quando avrebbero dovuto essere liquidati ben 8 anni fa, e alcuni pagano contestualmente ben tre commissari liquidatori con enorme moltiplicazione dei costi, poi pagati dai cittadini. Come Commissione abbiamo il compito di indirizzo e controllo verso il Governo, e abbiamo intenzione di esercitare il nostro ruolo in maniera incisiva. Che sia chiaro a tutti: è finito il tempo in cui nessuno ha responsabilità e a pagare siano sempre e solo i cittadini. Le due risoluzioni saranno inviate alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti”.

A.R. (Teleacras)

Cominciate, martedì 6 marzo 2018, le iniziative programmate da varie associazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del rispetto verso le donne.
A Palazzo Stella, organizzato dalla FIDAPA, il convegno “Gesù e le donne”,col patrocinio del Comune di Canicattì.
Hanno partecipato, per la FIDAPA, la Presidente della sezione di Canicattì Maria Teresa Burruano, la vice Presidente Nazionale Maria Concetta Oliveri, la presidente distretto Sicilia Concetta Corallo, Flavia Li Calzi e Lavinia Napoli, sezione YOUNG Canicattì; il Sindaco Ettore Di Ventura, l’Assessore alla Cultura Katia Farrauto, il Parroco della Chiesa Maria Ausiliatrice Don Calogero Morgante, la poetessa Irene Catarella.
Domani, 8 marzo, alle ore 11.00, in Viale Regina Margherita sul piazzale dedicato alle Forze dell’Ordine, l’Associazione “La forza delle Donne” inaugurerà la Prima Panchina Rossa, simbolo del posto occupato da una donna vittima di femminicidio.
Sempre domani, nella sede dell’Associzione Athena, in Corso Umberto I, una mostra di pittrici allieve della Scuola di pittura del Maestro Salvino Marrali.
Inoltre, davanti le sede di Istituzioni particolarmente rappresentative nel territorio, saranno apposte delle orme rosse, a simboleggiare che le donne vittime di femminicidio hanno lasciato un chiaro segno del loro transito in questo mondo.

Chi abbandona sacchetti per strada é un incivile. Chi tenta di giustificarli è del pari un incivile”. Questo quanto scritto dal sindaco di Agrigento, Lilllo Firetto, sulla sua pagina facebook

Nonostante l’ottima risposta e la buona volontà di gran parte dei cittadini è evidente che ci sono tanti che non sono disposti a rispettare le regole. Stiamo facendo accertamenti per stanarli. Alcuni sono stati multati ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

 

È comunque chiaro che ancora c’è chi riscontra difficoltà a far correttamente la differenziata. Dobbiamo aiutarli a far meglio. Stiamo affrontando i problemi. Per questo le segnalazioni da parte di tutti sono necessarie. Vinceremo anche questa battaglia di civiltà. La Regione deve intervenire con prontezza sul problema della discarica di Siculiana per non aggiungere problemi ai problemi. Possiamo dare il massimo ma ciascuno si deve assumere le proprie responsabilità

La Procura della Repubblica di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio, illustrerà domani, alle ore 10,00, presso la propria sala conferenze, i particolari delle operazioni di Polizia giudiziaria che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio del dirigente del Dipartimento urbanistica del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, e dell’imprenditore nisseno, Luigi Francesco Geraci, per diverse ipotesi di abuso di ufficio e falso in atti pubblici, in relazione alla realizzazione del porto turistico di “Marina di cala del sole”, che hanno provocato un danno erariale di circa 7 milioni di euro

Verrà inoltre illustrato il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, in data 13/2/018 di una serie di attività commerciali, immobili e posti barca, tutti insistenti nell’area demaniale del porto turistico di Licata, e delle connesse informazioni  di garanzia emesse dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Simona Faga, nei confronti di 22 indagati per reati in materia edilizia nonché per occupazione di demanio marittimo.

 

La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due indagati, firmata ad inizio del mese scorso e già nota all’opinione pubblica, dal pubblico ministero Andrea Maggioni  che porterà i due indagati davanti al Gup, Alfonso Malato, ha tratto origine da una serie di esposti, alcuni dei quali presentati dall’associazione licatese “A testa alta”.

Adesso, il dirigente del dipartimento Urbanistica del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, 57 anni e l’imprenditore di Caltanissetta Luigi Francesco Geraci, 74 anni, responsabile della società che ha realizzato il nuovo porto turistico, rischiano il processo con l’accusa di abuso di ufficio in concorso e – per il solo Ortega – falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Al centro della vicenda la realizzazione del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” con centinaia di posti barca e altri servizi annessi fra i quali spiaggia privata, camere, parcheggi e area ristorazione. Il progetto è stato realizzato dalla società “Iniziative immobiliari S.p.a”, di cui Geraci è legale rappresentante e, nel 2006, ha ricevuto una concessione di superficie demaniale marittima su cui, in seguito, nel tempo, ha costruito diverse strutture relative al progetto immobiliare. A Ortega si contesta di avere avuto un atteggiamento di favoritismo nei confronti della società, che in un primo momento realizzò pure un centro commerciale, in seguito venduto a un gruppo calabrese, facendogli risparmiare oltre 7 milioni di oneri concessori che, sostiene il pm Maggioni, sarebbero stati dovuti per la realizzazione di cabine, locali commerciali e servizi.

Ventidue, come detto le persone sottoposte ad indagine e tutto ruota attorno al mancato rinnovo alla società Iniziative immobiliari spa, della concessione demaniale marittima ad opera della Regione, circostanza questa che avrebbe dovuto bloccare ogni attività edilizia successiva al diniego ed al ripristino dei luoghi; Francesco Luigi Geraci, 74 anni di Sommatino e residente a Caltanissetta, rappresentante legale della Iniziative immobiliari spa che ha realizzato il Porto turistico “Cala del sole”; Andrea Occhipinti, 49 anni di Licata, dirigente del dipartimento finanziario del Comune; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni di Licata, responsabile del Suap; Vincenzo Ortega, 58 anni, capo dell’Ufficio tecnico; Paola Vizzini,  69 anni di Villalba e residente a Caltanissetta; Salvatore Geraci, 40 anni di Palermo e residente a Taormina, direttore dei lavori Porto turistico “Cala del sole”; Bartolo Consagra, 43 anni di Licata; Giuseppe Licata, 39 anni di Licata; Gaetano Licata, 44 anni di Licata; Giuseppe Amato, 77 anni di Licata; Rosa Maria Comparato, 74 anni di Licata; Antonino Pira,  45 anni di Licata; Alessandro Ignazio Giacchino,  63 anni di Milano e residente a Pavia; Eugenio Guagenti, 48 anni di Palermo e residente a Licata; Vincenza Amato, 44 anni di Montevarchi e residente a Licata; Michele Gattuso 49 anni di Ravanusa; Angela Picone, 69 anni di Ravanusa; Vito Giovanni Rago, 47 anni di Canicattì e residente a Ravanusa; Santino Pillitteri, 62 anni di Mussomeli e residente ad Agrigento; Amedeo Angelo Strata 72 anni di Milano; Patrizia Fazio Tirrozzo, 66 anni, di Canicattì; Giacinto Marzullo, 32 anni di Licata, tutti per aver mantenuto l’occupazione demaniale marittima quale area di sedime dei rispettivi propri immobili ovvero cabine, posto barca, negozi e persino quattro cabine tecniche Enel (Pillitteri)

 

“Oltre 124mila siciliani hanno dato fiducia alla Lega e a Salvini. Oltre il cinque per cento degli elettori in Sicilia guarda al nostro progetto con speranza e riscatto. A loro va il nostro ringraziamento. Siamo stati premiati eleggendo due deputati e un senatore. Siamo il secondo partito del centrodestra a livello regionale. E meno male che la Lega in Sicilia non esisteva.. come fino a pochi giorni fa qualcuno continuava a sostenere. Consolidiamo la nostra presenza sul territorio. La Lega cresce e raddoppia i consensi nell’Isola, anche in proporzione alle ultime elezioni regionali quando ci siamo presentati in lista insieme agli alleati di Fdi. Oggi, alle elezioni Politiche, FdI si è presentato insieme al partito del governatore Musumeci ottenendo un consenso molto inferiore rispetto alla Lega. E ancora meno voti ha ottenuto la lista centrista di Noi con l’Italia, che comprendeva l’Udc, gli ex Ncd, i Popolari e autonomisti, diversi assessori regionali e i rappresentanti di due ex governatori. Questo non è un segnale dato dagli elettori.. è molto di più. Da oggi non si può prescindere dalla Lega”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano, segretario regionale Sicilia occidentale.

Il consigliere comunale di Agrigento, Willy Giacalone, di Forza Italia, interviene nel merito della gestione del servizio della raccolta differenziata in città, che dallo scorso 19 febbraio è stato esteso anche al centro cittadino.

Giacalone, rivolgendosi all’assessore comunale Nello Hamel, afferma: “Il tempo massimo di tolleranza è scaduto. Adesso, assessore Hamel, prenda atto che l’organizzazione della raccolta differenziata è un fallimento, e dica alla città come intende modificare il tutto. Il ruolo di assessore le impone di assumersi le responsabilità, a prescindere o meno dall’eredità disastrosa che le ha lasciato Fontana. Agrigento è stanca di non essere capita, è stanza di essere amministrata senza un criterio. Gli agrigentini sono stanchi di essere offesi e di essere costretti a partecipare a una raccolta differenziata umiliante e indecente. Assessore Hamel, il tempo è scaduto, e si rischia la disobbedienza sociale se a stretto giro non si assume la responsabilità di cambiare metodo. Questo si deve ad Agrigento ed agli agrigentini” – conclude il consigliere Giacalone.

 I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento, su proposta della Procura della Repubblica di Palermo, hanno sequestrato aziende, immobili, auto e conti correnti nella disponibilità di Calogero ” Lillo” Romano, noto imprenditore originario di Racalmuto, per un valore complessivo di oltre 120 milioni di euro.

“Lo stesso – dicono ancora le Fiamme gialle -aveva intrattenuto rapporti diretti con ”Cosa Nostra” agrigentina, beneficiando dell’appoggio e della protezione di esponenti della famiglia di Racalmuto, al fine di ottenere vantaggi per le proprie imprese, operanti nel settore edilizio e nel mercato del calcestruzzo. In particolare, tra il 1992 ed il 2012 l’imprenditore ha consentito agli esponenti del sodalizio criminale Ignazio Gagliardo, Calogero Gagliardo e Maurizio Di Gati, di gestire l’impianto di calcestruzzo formalmente riconducibile alle società dallo stesso controllate – tra cui la ”Eredi Romano di Romano Calogero, la Romano srl e la Ierre srl” “in cambio dell’accrescimento e sviluppo della propria attività economica”.

“Attività che, proprio grazie all’appoggio incondizionato di esponenti di spicco di Cosa Nostra agrigentina, si è ulteriormente sviluppata ed è stata diversificata, ampliando così la galassia degli interessi economici di Romano – dicono le Fiamme gialle – Nel tempo sono state costituite molte società, tra cui la ”Program group racing engineering srl, proprietaria del noto Autodromo Internazionale Valle dei Templi di Racalmuto, la Beton società unipersonale a r.l. la ”Mediterranea cavi spa e la Romano Telecomunicazioni, queste ultime specializzate nella posa di cavi elettrici e telefonici che hanno via via guadagnato una posizione dominante nel settore delle opere di realizzazione di reti telematiche, nelle provincie della Sicilia occidentale.

Tra i beni sequestrati ci sarebbe anche l’autodromo “Valle dei Templi”.

 

Gero Acquisto, Segretario Provinciale della Uil di Agrigento, commenta i risultati e le conseguenze del voto delle politiche di giorno 4 marzo:
“Siamo fortemente preoccupati che dopo il voto di domenica continuino dei momenti di incertezza per il Paese. Infatti, non abbiamo una maggioranza uscita dalle urne ma soprattutto non sarà facile costruire un nuovo governo.
Questa problematica rischia di tenere in stallo un intero Paese, soprattutto quella parte d’Italia, il Sud, sempre più schiacciata dalla crisi; complessivamente, assistiamo alla mancanza di riferimenti politici e di governo che possano invertire la rotta economica, sociale e produttiva, di “due Italie”: quella del Nord e quella del Mezzogiorno che va spopolandosi e rotolando in un cono d’ombra spaventoso.
E’ chiaro che i numeri e i voti in Sicilia devono far riflettere tutti, se forze politiche antisistema come i cinquestelle riescono ad umiliare elettoralmente le coalizioni di centrodestra e centrosinistra è un messaggio chiarissimo che i cittadini hanno molto da ridire sulle azioni politiche e le scelte economiche sull’isola fatte dai precedenti governi.
E lo stesso elettorato siciliano dimostra che nel giro di pochi mesi dalle regionali può esprimere il dissenso su quello che non va. Il voto alle politiche è un campanello d’allarme per il governo Musumeci, che nei primi 100 giorni ancora non è riuscito a dare una linea chiara per invertire il blocco che ancora c’è in Sicilia. La fotografia che la nostra organizzazione sindacale può tracciare di questi primi passi è di un governo regionale che su molti temi del lavoro stenta a carburare.
Prova ne sia che la provincia di Agrigento registra tassi di emigrazione ancora altissimi. I giovani che scappano sono troppi e le Istituzioni non fanno nulla per creare opportunità.
Si sono abbandonati i piccoli paesi, le periferie delle città e manca una interconnessione tra politica, territorio e diritti sociali per i residenti, uno stacco che dopo 5 anni non si è ancora rimarginato.
Con il risultato di queste elezioni le forze parlamentari dovranno riflettere e agire per agganciare il sud al resto del Paese, al fine di creare una unità sostanziale che oggi non c’è, anzi trova un Paese sempre più sfrangiato e instabile.
Per tutto ciò, soprattutto nei nostri territori, è essenziale un dialogo costruttivo tra la politica e i corpi intermedi, dal sindacato alle associazioni di categorie.”

Il carcere, l’ASP e l’ospedale non fanno la differenziata. Sono grandissime utenze, praticamente equivalenti ad una città non tanto più piccola di Agrigento.
In questo momento la situazione è drammatica perché la discarica è “chiusa” e l’indifferenziato non si può conferire. Riempire gli auto compattatori con i sacchi dell’ospedale significherebbe anche non consentire la raccolta della frazione differenziata che, con questi stessi mezzi, viene portata alle piattaforme di conferimento. Gli enormi sacchi neri, dunque, dovranno restare dove sono, in attesa dell’apertura della discarica. Il loro futuro smaltimento graverà sulle tasche di tutti i contribuenti che pagano la TARI e che cercano di risparmiare facendo diligentemente la differenziata. Eventuali multe per la struttura sono di importi risibili.
Il Comune ha contattato in ritardo le grandi utenze e i tempi per l’organizzazione sono lunghissimi, quantomeno un mese. I contenitori per la differenziata sono stati portati in ritardo e, in qualche caso, sembrerebbe, non siano nemmeno bastanti alle necessità. Cosa fa l’ASP? Evidentemente i grandi sacchi neri vicini all’edificio dell’ospedale non producono rischio per la salute pubblica?
Ancora tanti cittadini lamentano la mancata raccolta a causa delle “barriere architettoniche”, in qualche caso costituite, dicono, anche da scalette di pochi gradini. La confusione è data anche dall’assenza di regole certe e soprattutto scritte, perché il regolamento per la differenziata è ancora tutto da scrivere nonostante sia stato finalmente ritrovato il modello stilato dalla SRR.
Le minidiscariche in città aumentano pure perché i cittadini delle zone non servite non sanno con esattezza dove conferire. La consegna dei contenitori per le utenze commerciali è ancora in corso ma sarebbe dovuta terminare qualche mese fa. Una situazione grottesca che da esasperazione.
Continuo ad inviare all’amministrazione segnalazioni e raccomandazioni per risolvere le continue problematiche che si manifestano in un sistema che è nato difettoso e che non regge allo stress della sua applicazione.
Insomma paghiamo ancora, e chissà per quanto tempo pagheremo ancora, la disorganizzazione della differenziata che questa amministrazione definiva un fiore all’occhiello.
Il fiore è ormai appassito. In attesa di essere raccolto e differenziato correttamente, rimane in bella vista, in putrefazione, all’occhiello.

  • Manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Acuarinto, in collaborazione con I.P.R.S. – Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali, con il Patrocino del Comune di Alpignano.

La manifestazione, che verte su tematiche quali immigrazione e accoglienza, alla sua prima edizione e come prima tappa si terrà -come da programma sintetico allegato-tra il 10 ed il 18 Marzo ad Alpignano (TO)

Segnaliamo in particolare due degli eventi, aperti alla cittadinanza, che comporranno laPopoliMondo:

 

>>Mostra d’arte e fotografia “Popoli dal Mondo”– Da domenica 11 marzo a domenica 18 marzo, invia Boneschi 26ad Alpignano (Movicentro – Sala “Peppino Impastato”)

Domenica 11 Marzo, alle ore 18:00, nella sala “Peppino Impastato” del Movicentro divia Boneschi 26 verrà inaugurata  la mostra itinerante d’arte e fotografia Popoli dal Mondo, visitabile sino al 18 Marzo.

Verranno  esposte le tele del Maestro Rino Pony, appartenenti alla serie intitolata “La volontà che decide la scelta”. Si tratta di un percorso tematico che condurrà lo spettatore attraverso un pericoloso viaggio tra i flutti del Mediterraneo, a bordo di un’ imbarcazione di fortuna, in pericolo. Barche, uomini e mare, raffigurati con colori vari, vivi e lucenti, tele che evocano speranza e denunciano l’indifferenza, la morte, l’abbandono. Sensazioni estreme come una musica intensa destinata a concludersi per lasciare spazio al silenzio ed alla riflessione individuale.

La mostra offrirà inoltre una sezione fotografica, con i suggestivi scatti del fotografo Marcello Paternostro parte della serie “…Percorsi…” che consta di una selezione di venti tra le più significative immagini catturate dalla sensibilità dell’artista durante la sua lunga e prestigiosa carriera.

>>Seminario su “Inserimenti lavorativi ed apprendimento della lingua”– Venerdì 16 marzo alle ore 10:00, invia Boneschi 26ad Alpignano (Movicentro – Sala “Peppino Impastato”)

Venerdì 16 marzo 2018 alle ore 10:00, presso la sala “Peppino Impastato” del Movicentro divia Boneschi 26,si terrà il seminario in oggetto. Le principali tematiche trattate durante la tavola rotonda, alla quale parteciperanno soggetti istituzionali e privati sono:

•          l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale 

•          le strategie riguardanti l’inserimento lavorativo e la formazione professionale

•          le politiche inerenti la scolarizzazione e l’integrazione culturale e linguistica

Forniranno tra gli altri i propri contributi, associazioni, aziende, scuole, il Centro per l’Impiego di Venaria, il CPIA 5, la Prefettura di Torino ed il Comune di Alpignano.

L’evento è organizzato dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali IPRS, in collaborazione con l’Associazione Culturale Acuarinto, con il patrocinio del Comune di Alpignano.