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Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Agata Genna, accogliendo le istanze dell’avvocato Giuseppina Ganci, ha revocato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa ad S A, sono le iniziali del nome, 24 anni, di Agrigento, attualmente imputato innanzi allo stesso giudice per il reato di maltrattamenti in famiglia commessi nei confronti della sua compagna. L’avvocato Ganci ha rilevato come le condotte contestate al proprio assistito fossero prive del requisito dell’attualità essendo risalenti al febbraio del 2020. Ad oggi la coppia ha non solo appianato la sua conflittualità ma è ritornata a vivere insieme tanto che alcuni testimoni hanno riferito che l’imputato ha cambiato radicalmente il suo atteggiamento nei confronti della compagna dimostrandosi un padre e un compagno amorevole e premuroso.

Palma di Montechiaro trasformata in set cinematografico. Nei giorni scorsi il regista Maestro Paolo Taviani, è stato nella città del Gattopardo al fine di girare alcune scene del suo prossimo lavoro “Leonora Addio”.
Ad accoglierlo, il sindaco Stefano Castellino, rimasto colpito positivamente da questa scelta: “Le Meraviglie della nostra Palma di Montechiaro hanno fatto innamorare anche il Maestro Taviani ed il suo staff, immersi nella bellezza eterna del nostro mare, del nostro Castello, del nostro paesaggio, del nostro cielo. Da qualche anno ormai per la nostra città non è più il tempo di nascondersi a testa bassa, ma di mostrarsi al mondo per le sue immense bellezze naturali e per i traguardi raggiunti grazie al nostro impegno e la nostra passione”.

“La fuga di migranti dal centro di accoglienza ex Villa Sikania di Siculiana di questa mattina e i disordini di ieri, nel corso dei quali le forze dell’ordine sono state fatte bersaglio di un fitto lancio di oggetti da parte di persone ospitate nella medesima struttura, sono gli ennesimi inaccettabili atti violenti di gente arrivata clandestinamente in Italia e che rifiuta in maniera arrogante di rispettare le nostre leggi  e di adempiere agli obblighi di quarantena previsti dalle norme anti covid.

Con le nostre  iniziative, ma anche collaborando con importanti testate giornalistiche e trasmissioni televisive nazionali, come il programma FUORI DAL CORO di Retequattro del giornalista Mario Giordano, che ringraziamo per essere tornato nuovamente ad occuparsi della questione, siamo riusciti a portate all’evidenza pubblica come i centri di accoglienza, soprattutto quelli presenti nei luoghi abitati, ed in particolare modo quelli del quartiere Villaggio Mosè di Agrigento e quello di Siculiana, rappresentino delle degradanti polveriere pronte ad esplodere che comportano rischi e disagi per i residenti e le attività commerciali adiacenti, costretti, loro malgrado, a convivere con i comportamenti spesso maleducati degli extracomunitari.

Chiediamo al Governo Draghi di intervenire immediatamente e di chiudere tutti i centri di accoglienza della nostra provincia, ormai relegata ad un mero campo profughi, ed al contempo esprimiamo solidarietà ai nostri uomini in divisa messi a presidio delle strutture sparse nel nostro territorio, che con abnegazione svolgono il loro dovere, anche a rischio della propria incolumità fisica”.

Operazione antidroga della Squadra Mobile a Caltanissetta. Eseguiti otto arresti nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Notti bianche”. L’attività investigativa ha consentito di individuare diversi presunti spacciatori di cocaina che, pur non associandosi tra loro, si sarebbero favoriti reciprocamente per soddisfare le esigenze dei rispettivi clienti, le cui richieste sarebbero state soddisfatte a tutte le ore, anche in pienissima notte. Non sarebbero state risparmiate minacce e raid punitivi contro i debitori. In carcere Daniele Bontempo, 32 anni, Pietro Cammilleri, 26 anni, Salvatore Curatolo, 30 anni, Salvatore Polizzi, 30 anni, e Salvatore Scarantino, 27 anni. Arresti domiciliari per Alessandro Di Dio, 28 anni, Ileana Di Giulio, 24 anni, e Liborio Ponticello, 34 anni. Il questore di Caltanissetta, Emanuele Ricifari, ha commentato: “Il contesto di spaccio e la clientela selezionata fanno emergere una diffusione della droga in tutti gli ambienti, anche quelli più elevati culturalmente e che più degli altri dovrebbero essere da guida alle nuove generazioni. Le forze di polizia fanno con scrupolo e coscienza il proprio lavoro e non fanno sconti a nessuno. Ora il testimone passa ad altri attori sociali mentre il procedimento penale farà il suo corso”.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha concluso un “patto di fine legislatura” con gli ex deputati del Movimento 5 Stelle, adesso “Attiva Sicilia”, Angela Foti, Elena Pagana, Matteo Mangiacavallo e Sergio Tancredi. L’intesa comprende diversi ambiti, come la riforma degli Ipab regionali, la gestione dei rifiuti, dei Consorzi di bonifica, l’abrogazione della sfiducia consiliare ai sindaci, la modifica della normativa sulla gestione dell’acqua pubblica, e l’istituzione di un circuito regionale di finanza complementare. Musumeci ha commentato: “Non posso non sottolineare il senso di responsabilità politica del gruppo di ‘Attiva Sicilia’ a sostegno di iniziative finalizzate a completare la stagione delle riforme, avviata tre anni fa, e a rendere la Sicilia competitiva nel confronto con le altre Regioni italiane”. E la portavoce del gruppo di “Attiva Sicilia”, Angela Foti, ha affermato: “Nell’ultimo scorcio di legislatura deve prevalere l’interesse collettivo su quello degli schieramenti. Per questo motivo abbiamo avanzato al presidente della Regione alcune proposte di riforma sulle quali è stata trovata convergenza e che ci vedranno impegnati, in Commissione e in Aula, con spirito di lealtà e di servizio”.

Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Termini Imerese, nei confronti di un 31enne con patologie psichiatriche, residente a Santa Flavia, accusato dell’omicidio del padre 72enne.

Il personale del 118 era intervenuto lo scorso sabato proprio su richiesta  del 31enne presso l’abitazione dove padre e figlio convivevano, perché aveva constatato il decesso dell’anziano, avvenuto verosimilmente nel sonno per soffocamento.

Non convinti del racconto i sanitari hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri che, al termine delle operazioni di sopralluogo e dei rilievi tecnici eseguiti a cura della Sezione Operativa della Compagnia di Bagheria, hanno informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese. Gli elementi indiziari raccolti nei confronti del giovane hanno poi portato alla  misura cautelare da parte del giudice.

Il giovane è ora Il 31enne, si trova ora ristretto presso la casa circondariale di Termini Imerese

La campagna antincendio in Sicilia inizierà il prossimo 3 giugno. La Regione Siciliana sottolinea che si tratta della principale iniziativa di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi e di vegetazione avviata dal governo Musumeci, tramite una serie di accordi con gli enti territoriali e le associazioni per fronteggiare i piromani. Tale iniziativa si aggiunge ad un protocollo d’intesa siglato dall’assessore regionale all’Ambiente, Toto Cordaro, e dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, e a quello con gli imprenditori agricoli che saranno “custodi del territorio”.

Sabotavano’ i concorrenti presidiando anche di notte le camere mortuarie dell’ospedale di Caltagirone per assicurarsi i servizi di onoranze funebri dei pazienti deceduti. E’ l’accusa contestata a nove persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Catania. Sono indagati, a vario titolo, di associazione per delinquere, illecita concorrenza con minaccia o violenza, violazioni di sepolcro, furti aggravati, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, minaccia, interruzione di un ufficio o servizio pubblico, nonché di minaccia a pubblico ufficiale ed istigazione alla corruzione.

Secondo la Procura di Caltagirone, che ha coordinato le indagini dei carabinieri dell’inchiesta ‘Requiem’, gli indagati “si sono resi protagonisti di innumerevoli ingressi abusivi all’interno delle sale mortuarie”. E avrebbero “danneggiato e distruggendo gli arredi funerari delle ditte concorrenti, distrutti i biglietti pubblicitari” e “strappato dalle salme, una volta ad a quella di un feto, i ‘talloncini identificativi’ per rintracciare, prima degli altri concorrenti, i parenti dei defunti a cui proporsi per le onoranze funebri”.

Non solo le onoranze funebri, ma anche il trasporto di degenti non deambulanti. Erano le attività per cui le persone arrestate dai carabinieri a Caltagirone nell’operazione ‘Requiem’, secondo la Procura, “depredavano le salme nelle camere mortuarie dell’ospedale e sabotavano” i concorrenti e, “con Onlus a loro riconducibili, monopolizzavano le attività di trasporto dei degenti non deambulanti con ambulanze private”. Per l’accusa c’è stata “una ‘occupazione’ dell’ospedale” con “minacce di morte ed aggressioni, anche fisiche” del personale sanitario che, per l’emergenza Covid, aveva tentato di allontanarli dal pronto soccorso”.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato a piede libero un uomo perché, nel corso di una perquisizione domiciliare, è stato sorpreso in possesso di quattro piantine di marijuana in una serra collegata elettricamente e in fase di coltivazione, due pezzi di hashish, da 0,60 grammi e un altro da 0,70 grammi, uno spinello già pronto, e due bottiglie con dentro liquido fertilizzante. Il tutto è stato sequestrato. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione di droga a fine di spaccio.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha eseguito un sequestro di beni mobili e immobili per 6 milioni e 400mila euro nei confronti di 10 persone e 8 imprese, tra cui i fratelli Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, titolari di aziende agricole, allorchè avrebbero evaso imposte emettendo fatture per operazioni inesistenti. I due sono indagati di truffa: avrebbero intascato indebitamente fondi erogati dalla Regione Siciliana, con il benestare dell’Ispettorato provinciale all’agricoltura, grazie alla complicità di alcuni funzionari preposti ai controlli. Più nel dettaglio, i due fratelli Di Liberto avrebbero praticato un uso sistematico di fatture false per documentare costi non sostenuti per programmi di investimento nelle proprie aziende agricole. In tal modo avrebbero ottenuto i contributi europei e nazionali, gravando l’investimento completamente sui bilanci pubblici e ottenendo un vantaggio fiscale legato a un indebito risparmio di imposta.