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Sarà la giovane vicesindaco di Melilli (Siracusa), Daniela Ternullo, a sostituire all’Assemblea regionale siciliana il deputato Giuseppe Gennuso, il parlamentare regionale dei Popolari e autonomisti arrestato ieri per voto di scambio politico-mafioso nell’ambito di una inchiesta della Dda di Catania. E che secondo la norma verrà sospeso dal suo incarico istituzionale. Ternullo è arrivata alle scorse regionali seconda con oltre 1.700 voti, subito dopo Gennuso, che ne raccolse oltre 6.500. Gennuso verrà sospeso non appena la Presidenza del Consiglio trasmetterà il decreto all’Assemblea regionale e la commissione verifica poteri ne prenderà atto. La sospensione del parlamentare scatta in caso di arresto, come per il deputato autonomista, mentre la legge Severino interviene in caso di condanna con la decadenza dall’incarico. Occorrerà attendere qualche giorno quindi per la sostituzione di Gennuso con la prima dei non eletti nella lista autonomista a Siracusa.

Al via la “Speed Marathon”, l’iniziativa europea di sensibilizzazione contro l’eccesso di velocità cui ha aderito la Polizia Stradale Italiana, promossa dal network europeo di Polizia TISPOL, del quale l’Italia ha la presidenza dal mese di ottobre 2016.

Mercoledì 18 aprile 2018, dalle ore 06.00 e fino alle ore 06.00 del 19 aprile 2018, sarà una giornata di controlli a tappeto che vedrà impegnate le pattuglie della Polizia Stradale su tutte le strade e autostrade del Paese.

L’obiettivo della maratona contro gli eccessi di velocità è quello di incrementare i livelli di sicurezza sulle strade e ridurre il numero di vittime da incidente stradale.

Sul sito www.poliziadistato.it è pubblicata la lista delle tratte ove sono attivi i servizi di controllo della velocità tramite misuratori elettronici.

L’iniziativa si colloca nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione promosse dall’Unione Europea per il periodo 2011-2020 con l’obiettivo di dimezzare il numero di decessi da incidenti stradali e diminuire il numero dei feriti gravi in Europa e nel mondo.

 

Le rappresentanze sindacali negli Enti Locali: ad Agrigento, alla Provincia, sono quattro le liste che partecipano alle elezioni della Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria. Si vota domani mercoledì 18 aprile dalle ore 8:30 alle 13:30 e poi giovedì 19 aprile dalle ore 8:30 alle 13:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Saranno eletti 15 componenti dell’organismo sindacale. Le operazioni di voto si svolgeranno nell’Aula Silvia Pellegrino nella sede di Via Acrone ad Agrigento. Lo scrutinio si svolgerà venerdì 20 aprile alle ore 9. Le liste sono Uil Fpl, Cisl Fp, Cgil Fp e Diccap.
Questi, di seguito, i candidati.
LISTA N. 1 UILFPL: Bottone Luigi, Midulla G. Lorena, Biagio Aurelio Bruno (detto Gino),
Busuito Domenico, Barbello Francesco, Bentivegna Baldassare, Di Mauro Angelo, Cacciatore
Totò, Dainotto Vincenzo, Gazzitano Salvatore e Piazza Antonino.
LISTA N. 2 DICCAP: Spoto Giuseppe e Mancuso Lillo.
LISTA N. 3 CISL FP: Cipolla Salvatore (detto Totò), Milioto Carmelo, Sorce Pasquale, Capizzi
Anna, Amodio Roberto, Puccio Pietro, Antinoro Paolo, Miccichè Sergio, Campione Raffaele, e
Scalia Vito.
LISTA N. 4 CGIL FUNZIONE PUBBLICA: Russo Concetta, Agnello Giuseppe, Di Benedetto
Luigi, Bruno Carmelo e Aquilino Pietro.

 

La Confcommercio di Agrigento ha appreso dagli organi di stampa che l’assessore Nello Hamel si è attivato per trovare soluzioni in merito ai problemi di natura logistica e igienico-sanitaria dei pubblici esercizi nella gestione della raccolta differenziata. A tal proposito Gabriella Cucchiara, presidente Fipe, Confcommercio Agrigento, ricorda quanto appresso: “La pubblica amministrazione, come da giusta prassi, talora intenda adottare nuovi provvedimenti amministrativi e di gestione del bene comune è tenuta ad informare preventivamente sia i cittadini che le attività produttive.
Per questa ragione – aggiunge Cucchiara – contestiamo i provvedimenti sanzionatori adottati da codesta amministrazione ai danni dei pubblici esercizi che va ricordato, non sono i responsabili diretti di una gestione attuata in maniera improvvisata e priva della giusta progettualità. Riteniamo ingiusto, aver ignorato, anche per un dialogo costruttivo, le associazioni e i rappresentanti dei commercianti che sono il cuore pulsante dell’intero tessuto produttivo ed economico.
Con questi presupposti – conclude la Cucchiara – abbiamo chiesto, con una formale lettera, che venga istituito un tavolo tecnico utile a creare i presupposti per una proficua interazione, attua a trovare soluzioni per migliorare la gestione della raccolta differenziata in città”.
Gabriella Cucchiara, disponibile per interviste anche video, fa sapere che ha già inviato la lettera alle autorità preposte.

 

 

 

APPROVATO IL REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE E LOTTA AL RANDAGISMO

Con deliberazione n° 27 di Consiglio comunale, il Commissario Straordinario del Comune Maria Grazia Brandara, nella giornata di ieri, ha approvato il regolamento per la tutela degli animali d’affezione e lotta al randagismo.
Si tratta di uno strumento normativo che avrà vigore sull’intero territorio comunale, composto da 15 articoli concernenti la definizione del regolamento, i diritti e doveri dei possessori di animali d’affezione, le modalità di lotta al randagismo e la previsione dell’istituzione di corsi formativi per i proprietari di cani.
Il suddetto regolamento, alla luce di quanto disposto dai principi fondamentali in materia di tutela degli animali d’affezione e di lotta al randagismo, sanciti dalla legge n° 281 del 14 agosto 1991, e dalla legge regionale n° 15 del 3 luglio 2000, mira a:
– promuovere la tutela delle condizioni di vita dell’animale;
– porre un freno al dilagare del fenomeno del randagismo e degli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono;
– imporre ai proprietari o detentori di animali obblighi, doveri e divieti che sono esplicitamente elencati nel suddetto strumento normativo.
<<L’obiettivo che si vuole centrare con questo regolamento – spiega il Commissario straordinario – non è è tanto quello di perseguire soltanto quanti maltrattano gli animali, e di porre fine al grave fenomeno del randagismo dilagante in città, quanto quello di creare una nuova cultura per ciò che concerne il rapporto uomo – animale d’affezione, una cultura che porti a fare delle scelte ben ponderate tra coloro che, magari presi d’entusiasmo prima vanno alla ricerca di un animale, un cucciolo, per poi abbandonarlo al proprio destino, incrementando anche il gravissimo fenomeno del randagismo e di tutte le conseguenze ad esso connesse in tema di tutela della sicurezza delle persone, degli stessi animali, ma anche di igiene e salute pubblica e di decoro del territorio. Chiaramente questo è soltanto un primo passo che, mi auguro, chi verrà dopo di me alla guida della città, possa proseguire per porre fine ai gravi problemi connessi alla tutela degli animali d’affezione ed al randagismo, la cui soppressione pone anche non indifferenti problemi di natura economico- finanziaria a carico delle casse comunali e, pertanto, delle tasche dei cittadini tutti>>.

 

 

 

<<Era doveroso da parte mia dare un concreto segno di vicinanza alla Città di Licata e di tutti i suoi abitanti, nonché al Commissario Straordinario del Comune, on.le Brandara, a seguito degli incresciosi fatti registrati la scorsa settimana che non poco timore hanno provocato all’interno della società civile>>.
Con questa parole, si è conclusa la visita ufficiale che il Prefetto di Agrigento, Dario Caputo ha effettuato oggi a Licata dove, al Palazzo di Città, è stato ricevuto dal Commissario Straordinario, Maria Grazia Brandara, con la quale, si è intrattenuto per circa un’ora, alla presenza del Comandante della Compagnia dei Carabinieri, Francesco Lucarelli, del Comandante di Stazione Paolo Calatozzo, nonché del Segretario Generale del Comune, Giovanna Italiano, del Dirigente e del Comandante del Corpo di Polizia Municipale Giovanna Incorvaia e Giuseppe Ferraro.
<<Desidero ringraziare Sua Eccellenza il Prefetto dott. Caputo per la sua sensibilità e vicinanza dimostrata nei confronti della città di Licata in questo periodo non particolarmente felice, per colpe di qualche decina di criminali che allarmano un’intera comunità ed infangano il nome di una città ricca di storia e bellezze, e per la disponibilità data a celebrare, a breve, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – sono le parole del Commissario Straordinario – Nel corso dell’incontro sono stati trattati diversi temi, sui quali il dottor Caputo ha mostrato molto interesse, confermando la sua attenzione per questa comunità>>. Nella foto: stretta di mano tra il Prefetto dottor Caputo e il Commissario on.le Brandara

Una ditta individuale, negli anni d’imposta 2015 e 2016, avrebbe compiuto una frode Iva per oltre 2,6 milioni di euro, scoperta dai funzionari dell’Agenzia dogane e monopoli (Adm) di Porto Empedocle (Agrigento).

 

Le attivita’ di controllo hanno evidenziato che i prodotti trattati erano di origine e provenienza cinese, immessi in diversi paesi dell’Ue e poi destinati a centri di smistamento del centro Italia dai quali se ne perdevano le tracce. La titolare della ditta risulta attualmente irreperibile.


Si è tenuta ieri innanzi al Tribunale Penale di Caltanissetta, l’udienza del procedimento che vede l’avv. Giuseppe Arnone, imputato per il reato di diffamazione ai danni del Procuratore Aggiunto di Catania, dott. Fonzo, già Procuratore Aggiunto di Agrigento e del direttore del quotidiano online sicilia24h.it Lelio Castaldo.

All’udienza di ieri avrebbero dovuto deporre, in qualità di testimoni sia il dott. Fonzo che il Direttore Castaldo ma quest’ultimo, a causa di un malore che lo ha visto costretto a ricorrere alle cure ospedaliere, non ha potuto presenziare alla detta udienza.

Il procedimento prende le mosse da un precedente procedimento instauratosi a seguito di una querela sporta dallo stesso Giuseppe Arnone ai danni dell’allora sostituto procuratore di Agrigento Fonzo e del Direttore Castaldo, secondo il quale il primo avrebbe fatto pressione sul secondo affinchè questo non mandasse in onda, sulla emittente Teleacras, una intervista dell’Arnone. E tali fatti sono stati poi esposti dall’Arnone in un suo libro.

Il procedimento in questione che vedeva il dott. Fonzo e il Direttore Castaldo imputati è stato archiviato dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta mentre, a seguito di una querela per diffamazione sporta dal Castaldo, l’Arnone è oggi imputato del reato di diffamazione ai danni dello stesso Castaldo e del dott. Fonzo.

All’udienza di ieri, dopo delle dichiarazioni spontanee dell’Arnone, ha deposto il dott. Fonzo il quale ha esordito la propria deposizione dichiarando di non conoscere e di non aver mai incontrato il Direttore Castaldo, di sapere che lo stesso è direttore di una testata giornalistica online ma di non conoscerlo fisicamente. Anzi, alla domanda del difensore del Castaldo, costituitosi parte civile, l’avv. Giuseppe Aiello, il dott. Fonzo precisava di non averlo mai sentito nemmeno telefonicamente.

Nella sua deposizione il dott. Fonzo ha ricostruito la situazione giudiziaria dello stesso Arnone, affermando che quest’ultimo si trova a scontare una pena definitiva alternativa e che lo stesso Fonzo, durante gli anni di permanenza presso la Procura di Agrigento, è stato oggetto di attacchi da parte dell’Arnone con lettere, post, interviste, manifesti di discutibilissimo gusto.

In merito al procedimento che riguardava l’on. Riccardo Gallo motivo della denuncia dello stesso Arnone ai danni del dott. Fonzo e del Castaldo, e che doveva essere oggetto della fatidica intervista dell’Arnone il dott. Fonzo ha dichiarato di non aver seguito il procedimento poiché dello stesso era delegato il sostituto Dott. Sciarretta e che lui si era limitato ad apporre il proprio visto sulla richiesta di archiviazione formulata dallo stesso dott. Sciarretta.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 16 luglio per sentire il direttore Castaldo e l’avv. Giovanni Castronovo.

 

Il deputato regionale siciliano Giuseppe Gennuso, 65 anni eletto lo scorso Novembre all’Ars nella lista di centrodestra Idea Sicilia “Popolari e Autonomisti Musumeci Presidente”, è stato trasferito ieri sera, nella caserma del comando provinciale di Siracusa, dopo la notifica del provvedimento restrittivo emesso dal gip del tribunale di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catania, con l’accusa di voto di scambi  aggravata dal metodo mafioso.

Sull’inchiesta, che vede coinvolte altre persone, vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti della Dda di Catania. Domiciliari anche per Massimo Rubino, ritenuto un procacciatore di voti. Il carcere è invece scattato per Francesco Giamblanco, genero del boss di Avola.

Giuseppe Pippo Gennuso, imprenditore, deputato regionale al suo quarto mandato, alle ultime elezioni aveva ottenuto nel collegio di Siracusa 6567 preferenze.

Nei giorni scorsi, la Dda di Catania aveva chiesto l’archiviazione nei confronti di quattro indagati in un’altra inchiesta per tentata estorsione in cui Gennuso figurava come parte lesa. A Palermo, il deputato ha invece denunciato di essere rimasto vittima di un’estorsione nell’ambito della gestione di una sala Bingo da parte della sua famiglia, un processo è in corso contro alcuni esponenti della cosca Vernengo di Santa Maria di Gesù, che hanno però sempre sostenuto di aver gestito negli anni passati il bar della sala giochi.

Adesso, invece, il parlamentare regionale è accusato di aver stretto un patto con esponenti della cosca mafiosa siracusana.

L’arresto del deputato Gennuso pone anche un problema politico, vista la fragilità della maggioranza di Musumeci all’Ars.