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Ad Agrigento l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in video e foto, che in contrada Maddalusa, a pochi metri da una discarica già denunciata da Mareamico nelle scorse settimane e posta sotto sequestro dai Carabinieri, è insorta una nuova discarica. Gli incivili hanno depositato infissi, vetri, pannelli, sfabbricidi e tanti sacchi di immondizia.

 

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VIDEO

Ad Agrigento dallo scorso 15 gennaio è vietato, in esecuzione di una ordinanza sindacale risalente al settembre 2018 e mai rispettata, conferire i rifiuti seppur differenziati in sacchetti fuori dai mastelli. Pertanto dal 15 gennaio in poi, la Polizia Municipale ha inflitto le prime 20 multe al trasgressori di tale divieto. Inoltre, ancora i Vigili urbani hanno comminato altre 20 multe ai trasgressori della differenziata che hanno gettato in strada sacchetti di spazzatura non differenziata. Contestate infine 260 violazioni al Codice della Strada tramite lo Street control oltre che a seguito di controlli in strada.

Tre noti imprenditori siciliani nel settore dell’abbigliamento sono stati arrestati dai finanzieri del comando provinciale di Palermo con l’accusa, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti. Per loro è scattata anche la misura interdittiva del divieto per 12 mesi di esercizio di attività d’impresa

Il provvedimento agli arresti domiciliari è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo nei confronti di Vito Mazzara, 65 anni, Vincenzo Mazzara, 58 anni, e Marco Mazzara, 26 anni. Le indagini coordinate dalla procura hanno portato anche al sequestro preventivo delle quote societarie di due società e di un negozio di abbigliamento ancora attivo a Palermo. Secondo le indagini condotte dagli investigatori del gruppo tutela mercato capitali del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo gli imprenditori avrebbero creato un “sistema di società”, attorno a 7 punti vendita a Palermo aperti nei quartieri Resuttana, San Lorenzo e Politeama, con un’unica regia che garantiva la continuazione aziendale, lo stesso oggetto sociale, soci e coincidenza di sedi operative ed asset aziendali.
I finanzieri avrebbero accertato che indagati,  avrebbero periodicamente ceduto e affittato rami dell’azienda, per svuotare le società, che ciclicamente andavano in crisi e fallivano ma l’attività di vendita al dettaglio di abbigliamento continuava con una nuova compagine costituita. I militari, guidati da Gianluca Angelini, comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, hanno accertato che le tre società fallite dal 2015 al 2018, hanno accumulato un passivo fallimentare per circa 4,5 milioni di euro a danno dei fornitori e dell’Erario con il quale è stato accumulato un debito pari ad oltre 2 milioni di euro. Il sistema sarebbe stato replicato con due ulteriori società di recente costituzione, che hanno già accumulato altri cospicui debiti pari a oltre 400 mila euro, oggetto dell’attuale provvedimento di sequestro insieme all’unico punto vendita ancora attivo nel centro di Palermo.

I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento, capitanati da Francesco Sammartino, hanno arrestato e trasferito nel carcere di Trapani un giovane immigrato dal Gambia, di 20 anni, solito a commettere reati. L’africano nel recente passato si è distinto ad Agrigento per spaccio di stupefacenti, danneggiamento e furto in due locali in via Pirandello, aggressione e resistenza a due poliziotti. Dopo la denuncia è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora ad Agrigento. Nonostante ciò è rientrato ad Agrigento ed ha rapinato 400 euro ad un suo connazionale che lo ha denunciato riconoscendolo in fotografia. Il gambiano è stato pertanto rintracciato a Porta di Ponte, arrestato e recluso a Trapani per aggravamento della misura cautelare.

Ad Agrigento ignoti, approfittando della momentanea assenza dei proprietari, hanno scardinato l’infisso di una finestra e sono entrati in un’abitazione a Montaperto. Ingente è il bottino, tra monili in oro e altri oggetti preziosi. Indagini sono in corso ad opera dei Carabinieri. Ed a Lampedusa, in contrada Pozzolana di Ponente, nei pressi dell’ex centro polivalente, altrettanti ignoti hanno forzato l’apertura di un container della Protezione civile ed hanno rubato un decespugliatore acquistato e utilizzato dai Vigili del fuoco. Indagini in corso.

Fioccano le segnalazioni e la procura di Enna apre un fascicolo nei confronti di un prete.

Si indaga dunque dopo le denunce di alcuni adolescenti per presunti abusi sessuali da parte del parroco che è anche insegnante di religione e che avrebbe abusato dei giovani, durante le attività dell’oratorio.

Dei fatti ne sarebbero a conoscenza anche altri sacerdoti ma a quanto pare avrebbero tutti taciuto compresa la curia di Piazza Armerina che, raggiunta da segnalazioni, non avrebbe fatto altro se non allontanare momentaneamente il parroco dalla parrocchia.

Al lavoro la squadra mobile che sta raccogliendo le dovute testimonianze sul caso

 

Questi i numeri in Sicilia per quanto riguarda i nuovi casi positivi al Covid 19. Il Ministero della Salute e della Protezione Civile riportano 1439 casi nelle ultime 24 ore su 44527 tamponi effettuati.

I decessi sono 35 e nel totale regionale si sfiorano le tremila unità. In totale in Sicilia gli attuali positivi superano i 46 mila; le persone ricoverate con sintomi sono 1.422 di cui 208 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 44.795 persone. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 71.315.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 431 casi, Palermo 388, Messina 245, Siracusa 192, Ragusa 53, Trapani 44, Caltanissetta 59, Agrigento 22, Enna 5.

Una persona è morta in uno scontro tra due auto sull’A29 Palermo-Mazara del Vallo, sulla rampa dello svincolo di Alcamo. A bordo di una delle vetture c’era una famiglia. Quattro i feriti, tra cui tre bambini.

Le auto coinvolte sono una Nissan Micra e una Peugeot 2006 che si sono scontrate frontalmente. Stanno intervento gli agenti della polizia stradale, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.

(ANSA)

L’azienda farmaceutica è stata denunciata per il taglio alla produzione dei vaccini anti-Covid che porterà nel nostro paese ad una riduzione del 30% delle dosi di vaccino, nonostante gli accordi presi dall’Italia con la società.

«Chiediamo alle Procure siciliane – si legge in una nota del Codacons – di aprire indagini sulla decisione unilaterale di Pfizer di ridurre le consegne di vaccini, alla luce delle possibili fattispecie penali di inadempimento di pubbliche forniture, truffa, concorso in epidemia colposa e frode in commercio. Il comportamento dell’azienda sembra infatti violare il contratto siglato con lo Stato Italiano e gli accordi commerciali avviati, attraverso una riduzione unilaterale e ingiustificata di forniture essenziali per il nostro paese che potrebbe configurare veri e propri reati».

Il Codacons sta inoltre predisponendo sul proprio sito un modulo attraverso il quale tutti i cittadini ultrasettantenni potranno chiedere i danni alla Pfizer per la riduzione delle dosi di vaccino consegnate nelle prossime settimane all’Italia, e chiedere al Governo di procurare dosi di vaccino presso altre aziende o ricorrendo agli istituti farmaceutici militari per la loro produzione.

La Sicilia avrà una riduzione di circa il 23,8 per cento. Su 49.140 dosi previste inizialmente ne riceverà soltanto 37.440: ovvero -11.700.

Dalla ripartizione delle dosi (considerate ormai su 6 per ogni fiala e non più 5) resa nota dall’ufficio del Commissario straordinario Domenico Arcuri è emerso che Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione dei vaccini Pfizer-BioNTech.

L’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con circa 25mila dosi sono le regioni più penalizzate, poi il Lazio con 12 mila la Puglia con 11.700. Dalla prossima settimana, quindi, a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi (-29%).

Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19,prevede,nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado), la didattica integralmente in presenza. Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

Contemporaneamente, in Sicilia, dichiarata zona rossa, la Task force regionale alla presenza dell’Assessore all’Istruzione Roberto Lagalla e dell’Assessore alla Salute Ruggero Razza danno il via alle misure anti covid. I bimbi, tutti a scuola. Decisione presa senza consultare i Sindaci dei paesi dove il virus è presente. Al momento in Sicilia il numero delle persone contagiate è di 45.452 (43.834 delle quali in isolamento domiciliare). La scrivente Organizzazione sindacale consapevole dell’importanza della funzione pedagogico educativo che svolge la scuola, non è assolutamente convinta delle decisioni della task force di lasciare in presenza la scuola dell’infanzia.  Non sono le giuste misure, in quanto comporterebbe comunque lo spostamento giornaliero di famiglie e alunni all’interno delle città. Non si può non tenere conto del contesto territoriale. Solo un elevato rigore nei comportamenti civici e di misure sanitarie preserva anche le scuole dal diventare moltiplicatori di contagio. Fortunatamente, l’intervento dei sindaci ,vedi il provvedimento voluto dal sindaco Franco Micciché  il quale ha deciso di chiudere tutte le scuole e quelle recenti della Sindaca di Realmonte Sabrina Lattuca e della Sindaca di Favara Anna Alba, con le quali  dicono “stop” alla  didattica integralmente in presenza. SGB in una nota indirizzata alla task force regionale e all’ASP di Agrigento, chiede che questo lasso di tempo, previsto per la riapertura delle scuole, sia utilizzato energicamente al fine di poter pianificare le vaccinazioni per tutti gli operatori della scuola e di tutti i cittadini.