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La pandemia coronavirus e i dati in dettaglio nell’Agrigentino: secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale sono 59 i nuovi positivi. I guariti sono 38. Un solo nuovo ricoverato. I ricoverati in terapia intensiva sono tuttora 12. Ad Agrigento città i contagiato sono attualmente 159. Poi: Alessandria della Rocca: 4; Aragona: 9; Bivona: 15; Burgio: 4; Calamonaci: 7; Caltabellotta: 6; Camastra: 1; Cammarata: 9; Campobello di Licata: 52; Canicattì: 295; Casteltermini: 17 (di cui 2 migranti presso strutture di accoglienza); Castrofilippo: 19; Cattolica Eraclea: 64; Cianciana: 1; Comitini: 10 (di cui 3 migranti presso strutture di accoglienza); Favara: 153; Grotte: 8; Joppolo Giancaxio: 0; Licata: 167; Lucca Sicula: 0; Menfi: 13; Montallegro: 28; Montevago: 6; Naro: 2; Palma di Montechiaro: 147; Porto Empedocle: 62; Racalmuto: 6; Raffadali: 78; Ravanusa: 76; Realmonte: 2; Ribera: 111; Sambuca di Sicilia: 29; San Biagio Platani: 11; San Giovanni Gemini: 9; Sant’Angelo Muxaro: 10; Santa Elisabetta: 2; Santa Margherita di Belìce: 30; Santo Stefano Quisquina: 2; Sciacca: 80; Siculiana: 13 (uno è un migrante ospitato presso il Villa Sikania) e Villafranca Sicula: 2.

La Corte d’Appello di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza che ha confermato il non luogo a procedere a favore del sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, imputato di non avere adempiuto ad alcune demolizioni di immobili abusivi, e ciò a fini di consenso elettorale. Tra l’altro si legge: “La scelta di revocare il protocollo sulle demolizioni degli immobili abusivi, stipulato con la Procura dal precedente commissario, è stata legittimamente esercitata e rimodulata con differenti scelte nella destinazione di fondi e priorità alle quali dare corso come era nel potere del sindaco. Inoltre appare generica e non ancorata ad alcun elemento apprezzabile l’accusa che il riordino con diversa programmazione, provato dai contratti conclusi con le imprese preposte all’abbattimento degli immobili abusivi, fosse stato effettuato intenzionalmente per procurare vantaggi di tipo elettorale e vantaggi patrimoniali ai proprietari”.

L’assessore comunale di Agrigento, Francesco Picarella, interviene nel merito della conferma del coprifuoco alle ore 22, e afferma: “Le prospettive di ripresa della stagione turistica in provincia di Agrigento sono purtroppo pregiudicate dalle preoccupanti dichiarazioni del governo. Il coprifuoco alle 22 infatti favorisce la Spagna e la Grecia, nostri diretti concorrenti, i quali probabilmente manderanno un regalo a Draghi. Da quando si è saputo della possibilità di prolungamento del coprifuoco fino a luglio, si è registrata una frenata nelle prenotazioni. Gli annunci dei governi in una situazione delicata come questa determinano incertezza. Come si può immaginare una stagione turistica dove non sarà possibile cenare serenamente, oppure godere di una passeggiata serale. Come Coordinamento dei comuni della fascia costiera, invieremo una lettera aperta all’Anci invitando a prendere una posizione netta nei confronti del Governo, sollecitando l’immediata eliminazione della misura del coprifuoco”.

I Carabinieri hanno denunciato due persone, ad Agrigento e a Raffadali, perché, sorprese senza mascherina, hanno reagito aggredendo i militari. Ad Agrigento un immigrato dalla Nigeria, nonostante gli inviti del personale, non ha indossato la mascherina in un supermercato al Villaggio Mosè. Nel corso dell’intervento dei Carabinieri, lui li ha minacciati, e poi si è scagliato contro di loro. Un carabiniere ferito è ricorso alle cure ospedaliere. Il nigeriano di 21 anni è stato denunciato alla Procura per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. A Raffadali, in via Nazionale, un uomo di 44 anni è stato sorpreso ad aggredire un commerciante che lo ha invitato ad indossare la mascherina. Lui, già in libertà vigilata, quando è stato condotto in caserma per essere identificato, si è scagliato contro i militari, e si è accanito contro mobili e suppellettili. Il 44enne, con problemi di salute, è stato sottoposto a Tso in ospedale.

Ad Agrigento, a San Leone, lungo il Viale delle Dune, è insorto un secondo, dopo il primo alcuni giorni addietro, principio d’incendio a danno di un chiosco balneare. Sono stati alcuni passanti ad accorgersi del fumo ed a telefonare ai Vigili del fuoco. Le fiamme sono state subito domate. Sul posto non sono state rinvenute tracce dell’eventuale matrice dolosa di quanto accaduto. Il chiosco è chiuso da oltre un anno. Indagano i Carabinieri.

Oggi, 25 aprile 2021, alle ore 11:00, ad Agrigento, presso  Villa Bonfiglio, è stata celebrata la cerimonia del 76° anniversario della Liberazione d’Italia, senza ospiti nel rispetto della sobrietà e delle normative sanitarie vigenti.

Il Prefetto Maria Rita Cocciufa, accompagnata dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Vittorio Stingo, Comandante del Presidio Militare, nonché alla presenza di rappresentanti dell’ANPI, autorità civili e dei vertici delle Forze dell’Ordine, ha deposto una corona di alloro al Monumento ai Caduti, osservando un minuto di silenzio per celebrarne la memoria.

Non ci può essere altro modo per definire “criminale” il comportamento di chi, con  disprezzo, se ne frega delle norme anti contagio da Covid nell’interesse della salute pubblica e collettiva. A Canicattì, zona rossa e con il più alto numero di contagiati della provincia con 292 soggetti infettati, c’è chi organizza un party con tanto di grigliata all’aperto, gente gomito a gomito senza indossare la mascherina di protezione anti-Covid.

A scoprire l’assurdità a base di assembramento, cibo e bevande, sono state le pattuglie dei i carabinieri,  della guardia di finanza e della polizia. Il controllo, sempre costante da parte delle forze dell’ordine, ha dato i frutti nel pomeriggio di venerdì scorso.

Nessuno dei partecipanti al party abusivi e illegale si aspettava l’arrivo delle pattuglie. Erano tutti intenti, fregandosene che la città vive un dramma pandemico, a mangiare, bere, scherzare e ridere. Come se, appunto, il virus non esistesse.

Tutti i partecipanti alla grigliata sono stati identificati e sanzionati con 400 euro a testa.

INARSIND Agrigento (associazione nazionale sindacale degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti), a seguito delle numerose segnalazioni giunte da ingegneri ed architetti operanti nella Provincia, sollecita le Amministrazioni a sostenere le attività dei liberi professionisti. Da ormai più di un anno l’emergenza Covid ha mutato i canali di comunicazione ed in generale i rapporti con gli Enti. Molti uffici di riferimento ancora oggi sono impreparati ad accogliere le numerose istanze provenienti dai tecnici, soprattutto per le difficoltà dovute ad uno scarso utilizzo delle procedure informatiche, si pensi che la maggior parte dei Comuni non sono dotati di piattaforme digitali

per la presentazione delle pratiche edilizie. Pur comprendendo le difficoltà riconducibili ad organici, spesso ridotti al minimo, alla mancanza di dirigenti ed allo smart working, che non prevede sistemi di interazioni in streaming, si rischia a breve di far saltare il coperchio dalla pentola. Troppe le istanze senza risposta, troppi i procedimenti che non rispettano i termini di legge. La semplificazione ha esposto i professionisti a grandi responsabilità e senza norme certe e la collaborazione degli Enti diventa complesso pensare ad un rilancio delle attività. Iniziative come il superbonus, che hanno notevolmente incrementato le opportunità di lavoro, rischiano di rimanere inespresse, si pensi ad esempio ad i templi biblici soltanto per accedere agli atti in possesso delle Pubbliche Amministrazioni per verificare lo stato di conformità degli immobili. Chiediamo pertanto alle Amministrazioni ed ai loro organi di governo un concreto impegno, di incrementare tavoli tecnici, e confronti di vario genere, al fine di trasformare i buoni propositi in azioni.

“Le società che si occupano di catering e banchetti potranno organizzare servizi a fiere, convegni e congressi da centinaia o migliaia di ospiti, alla luce del decreto che prevede dal 15 giugno il via libera alle fiere e dal primo luglio a convegni e congressi.

Le stesse aziende invece non potranno occuparsi di banchetti conviviali da poche decine di persone per matrimoni, battesimi, cresime e prime comunioni. Un paradosso contro il buonsenso ideologicamente insormontabile per Pd e M5s?”.

Lo dichiara in una nota il deputato Alessandro Pagano, vice capogruppo della Lega alla Camera

Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, formato dall’Ufficio di Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi e dalla CGIL, CISL e UIL esprime la propria soddisfazione per la pubblicazione dell’esito del Bando di gara per la costruzione del nuovo viadotto Milena.
Tra le emergenze segnalate nell’ambito delle criticità che caratterizzano il sistema viario nella provincia di Agrigento e che sono state poste all’attenzione delle autorità competenti con la grande manifestazione popolare del 25 gennaio del 2020 era compreso il viadotto Milena che da diversi anni crea una strozzatura al km 39,800 della SS 189 e vede la presenza di un semaforo che regola la circolazione a senso unico alternato.
Oggi sula Gazzetta Ufficiale  è stato pubblicato l’esito del bando di gara finalizzato ai lavori di costruzione del nuovo viadotto Milena, che presenterà tre campate per 170 metri complessivi, e sostituirà quella esistente, attualmente soggetta a limitazioni della viabilità.
 I lavori di costruzione del nuovo viadotto non comporteranno ulteriori disagi in quanto verrà realizzato in affiancamento a quello esistente, che continuerà ad essere percorribile pur soggetto alle attuali limitazioni e che sarà demolito soltanto in seguito al completamento della nuova opera, in modo da non interrompere la viabilità in esercizio lungo l’importante arteria stradale.
Un altro tassello, si legge ancora nella nota del Cartello Sociale, si aggiunge alla lista delle promesse mantenute grazie all’impegno del sottosegretario Cancelleri, al ruolo di regia è di vigilanza della Prefettura e alla spinta da basso coordinata dalle forze sociali e dalla Chiesa agrigentina.
Ancora rimane tanto lavoro da fare per consentire alla provincia di Agrigento di uscire dalla marginalità nella quale è stata finora confinata ma le conquiste di questo ultimo anno consentono di guardare con fiducia al futuro.