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Ancora, l’ennesima, notte di fuoco a Favara. In via Ugo La Malfa, poco dopo la mezzanotte della scorsa notte, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nel tentativo di spegnere un incendio divampato da una Passat di proprietà di un operaio di 64 anni. Quando la squadra di pompieri è arrivata sul posto non c’è stato granché da fare viste le ormai condizioni del mezzo, completamente distrutto. 

Neanche il tempo di mettere in sicurezza la zona che, pochi minuti dopo, un’altra chiamata arriva al centralino dei Vigili del Fuoco: “Presto, c’è un incendio in via Aosta”. Ed è proprio a distanza di pochi metri che i pompieri si sono trovati davanti un’altra auto in fiamme, una Fiat Panda di proprietà di un disoccupato di 35 anni. 

Proprio qualche giorno addietro – sempre in via Aosta- si era verificato un incendio pare di natura dolosa. Cosa sta succedendo, con tutte queste auto bruciate, ancora è presto per capirlo: ritorsioni? Vendette? Avvertimenti?

Saranno le forze dell’ordine, con il coordinamento della Procura di Agrigento, a fare luce sulla vicenda.

 

E’ ancora ricoverata sotto osservazione dei medici all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento la donna moglie di Vito Mangiapane, 63 anni, di Cammarata, morto ieri lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, vittima di uno scontro frontale tra la sua automobile, una Peugeot 206, ed una Mercedes. Non si esclude che la ferita sia trasferita in altra struttura sanitaria, ma non è in pericolo di vita. Sono invece feriti lievemente il conducente della Mercedes, ed anche il conducente di un’altra Mercedes che, per evitare l’impatto con le altre due automobili, si è catapultato a margine della carreggiata, nei pressi del bivio per Comitini. La coppia in viaggio da Cammarata è stata diretta ad Agrigento in visita ad alcuni parenti.

Sulle cause che hanno provocato il sinistro indagano i poliziotti della Stradale di Lercara Friddi intervenuti sul posto. Il sindaco di Cammarata, Vincenzo Giambrone, commenta: “In quello stesso punto, lungo la statale Agrigento-Palermo, si sono già verificati tanti altri incidenti mortali. E’ l’intera statale 189 ad essere pericolosissima e non a caso è stato denominata la ‘strada della morte’. Noi non possiamo fare altro che assistere inermi a queste tragedie, con la speranza che l’Anas possa decidere a rivedere e rendere sicuro questo tracciato. Sono profondamente addolorato per quanto accaduto. Non posso far altro che esprimere il sentimento di profondo cordoglio. Rivolgo un saluto affettuoso a tutta la famiglia della vittima, queste sono cose che non devono accadere”.

I residenti delle contrade Gibisa, Ciavolotta e dintorni, senza porta e porta e con un furgone unico come deposito dei rifiuti solo dalle 10 alle 11:30. Rabbia e avvilimento.

Ad Agrigento i residenti delle contrade Gibisa, Ciavolotta e dintorni sono disperati perché privi del servizio, da loro pagato, di raccolta differenziata. Si tratta di una zona tecnicamente ‘a case sparse’, e quindi, secondo disposizione dell’amministrazione comunale, la raccolta non è effettuata porta a porta perché troppo dispendiosa. Si è rimediato predisponendo un luogo unico di raccolta, in piazzale “Miniera Ciavolotta”, che, nel corso del tempo, essendo distante dalle abitazioni ed in una zona esposta ad altre strade di transito, si è trasformato in una discarica di rifiuti indifferenziati a disposizione di tutti. Nel settembre scorso, dunque, il Comune ha rimosso i sei cassonetti da piazzale “Miniera Ciavolotta” e ha offerto ai residenti un furgoncino per la raccolta in sosta accanto alla casa Anas, al chilometro 194, dalle ore 10 alle 11:30. I residenti hanno più volte rilevato che si tratta di un orario di conferimento impossibile per tanti che, per potere sopravvivere, al mattino si recano a lavorare. Ed è stato chiesto il cambio d’orario, alla sera. Il Comune non ha prestato ascolto, anzi, i residenti sono stati multati perché alla sera hanno appoggiato il sacchetto dei rifiuti sul posto dove poi l’indomani mattina dalle ore 10 alle 11:30 si posteggia il furgoncino.

Le interviste ai residenti

Un 70enne di Agrigento con la passione per il ciclismo è rimasto ferito – fortunatamente in maniera non grave – in seguito ad un incidente avuto durante una delle consuete uscite in bici.

Il ciclista amatoriale, mentre percorreva la strada provinciale 1 (Fondacazzo) in direzione del Viadotto Morandi, ha preso una buca presente sul manto stradale cadendo rovinosamente sul selciato. Al momento della caduta diverse automobili che si trovavano alle spalle del ciclista hanno rischiato di colpirlo seriamente.

Fortunatamente così non è andata ma, anzi, sono stati diversi automobilisti a prestare per primi  soccorso al 70enne che se l’è cavata soltanto con qualche ferita.

Sul posto anche una pattuglia di Vigili Urbani.

 

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Ornella Zelia Maimone ha assolto Francesco “Paolo” Cioffi, 42 anni, e la moglie Silvana Campisi, 44 anni, accusati del reato di false informazioni sulle proprie generalità.

La vicenda risale al novembre 2012 quando i carabinieri – durante un posto di blocco – fermarono a Villaseta Cioffi – che era senza patente – a bordo di un’auto senza assicurazione.

Cioffi dichiarò che alla guida del mezzo ci fosse la moglie ma i carabinieri denunciarono entrambi. Ieri è arrivata l’assoluzione da parte del giudice perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

Il 42enne in passato è stato coinvolto – ma assolto da ogni accusa – nell’operazione Nuova Cupola. Successivamente Cioffi si è distinto per il lavoro sulle spiagge come bagnino passando agli onori delle cronache anche per aver salvato un’intera famiglia in difficoltà.

Cioffi e la moglie sono difesi dall’avvocato Daniela Posante.

 

Anche per la Confasi, la Confederazione Autonoma Sindacati Italiana, l’anno appena inziato è denso di sfide, di appuntamenti complessi e per queste ragioni si sta attrezzando sul territorio. Nata nel 2008, la Confasi è una organizzazione sindacale indipendente ed apartitica che rappresenta tutti i lavoratori del settore privato e pubblico, nonché tutti i cittadini occupati e inoccupati. E’ presente con proprie strutture in quasi tutte le città italiane. “Tra gli obiettivi che ci siamo posti- dichiara il Presidente Nazionale Francesco La Ghezza- vi è quello della realizzazione di Enti e Federazioni di categoria per la creazione di servizi e la difesa dei diritti dei cittadini dal quale dipenderà anche una efficace tutela delle nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici che hanno come obiettivo un lavoro senza precarietà”. “Oggi – prosegue La Ghezza- è stato creato un Centro di Assistenza Fiscale (Caf) per tutte le problematiche fiscali che i cittadini sono soggetti ad assolvere; è stata realizzata inoltre “Orizzonti Futuri” un’Onlus ( www.orizzontifuturi.it ) con l’intento di venire incontro alle famiglie più deboli della nostra società. Attraverso le donazioni dei cittadini è stato realizzato il progetto “Adotta una scuola”. Sono stati donati successivamente diversi defibrillatori con i fondi raccolti ad alcune scuole “. ” Di recente- prosegue- sono state create diverse federazione e comparti per il settore privato e pubblico”. Sono stati realizzati diversi accordi e adesioni e la sottoscrizione di CCNL. Quest’anno incrementeremo la sottoscrizione di nuovi Contratti collettivi con la istituzione di Enti Bilaterali, in considerazione della notevole crescita e delle numerose richieste che provengono dai lavoratori dei vari comparti”. “Attualmente- conclude Francesco La Ghezza- operiamo con un accordo l’attività di Patronato ma il nostro obbiettivo finale è la realizzazione di un proprio Ente o Istituto di Patronato”. Alla Confasi hanno aderito a livello nazionale, nella forma federativa, l’Asal, l’Assoaico, l’Asspenit, la Falpis, la Federfauna, la Filda funzione pubblica, la Fuldapi, il Sagi, la Sil Puglia, la Snalec e la 3Generazioni.

Sulla possibile soluzione normativa che consentirebbe la riscossione in bolletta della Tari, in discussione in queste ore in Commissione al Senato, interviene il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto: “Poter riscuotere la Tari attraverso la bolletta dell’energia elettrica significa consentire non soltanto l’emersione ma anche l’immediata contribuzione da parte degli attuali evasori. Contribuire tutti per far pagare meno chi paga con regolarità. La riduzione della tariffa andrebbe a beneficio di tutti e si aggiungerebbe all’ulteriore garanzia di poter conseguire in modo eccellente l’obiettivo della raccolta differenziata; i conti dei Comuni siciliani potrebbero immediatamente averne giovamento per superare, come si spera, le attuali condizioni di sofferenza e quel che pare una condanna senza appello all’emergenza”.

La Uil di Agrigento interviene con Gero Acquisto e Fabrizio Danile ed esprime vivo compiacimento per il fatto che già più di un ente locale nella nostra provincia ha dato seguito al processo di stabilizzazione dei contrattisti, dopo più di un ventennio caratterizzato in molti casi da instabilità e precarietà assoluta.

“Finalmente cominciamo a registrare un primo percorso concreto nel processo di stabilizzazione dei precari degli enti locali anche in provincia di Agrigento, dando piena applicazione alla legge Madia e alla legge regionale 27, che hanno aperto una breccia e un percorso di vera stabilizzazione economica e lavorativa per questo personale presente da tanti lustri nelle dotazione organiche e che svolge funzioni essenziali  e indispensabili per i servizi di buona amministrazione e di erogazione ai fabbisogni del cittadino.

Aver allentato il patto di stabilità e approvato i piani triennali e le dotazioni organiche sono stati momenti propedeutici e determinanti per portare a termine il percorso di stabilizzazione dei precari, che oggi come nel caso di alcuni comuni agrigentini hanno iniziato i processi di stabilizzazione del personale in carico. Si avvia, pertanto, il riconoscimento di tutti i diritti e il tanto agognato posto a tempo indeterminato e si elimina finalmente quel vulnus che da troppo tempo tagliava in due i comuni e l’organico tra lavoratori di vecchio conio e la platea dei lavoratori precari.

Come si suol dire.”Giustizia è stata fatta”. Adesso si deve solo concretizzare questo percorso in maniera celere, visto che anche la regione siciliana ha garantito  ai primi sindaci i fondi economici, attraverso la spesa storica regionale per il prossimo ventennio, che agevola notevolmente la stabilizzazione del singolo contrattista. Sulla scorta di questi primi risultati, sollecitiamo gli altri comuni agrigentini a seguire questo percorso che veda concluso in tempi ragionevoli la stabilizzazione economica e lavorativa degli altri lavoratori contrattiti come prevede la normativa vigente.

Come del resto, si deve seguire il percorso di stabilizzazione degli Asu e Lsu che hanno maturato un’esperienza nella pubblica amministrazione e negli enti locali di appartenenza che è diventata indispensabile per il buon funzionamento della macchina amministrativa e burocratica interessata dai loro servizi, che sono da validissimo supporto a uffici quali quelli civili, tecnici ed economici che sono il caposaldo delle strutture comunali.

Per questo la Uil di Agrigento monitorerà la situazione, con la convinzione che il ruolo di questi lavoratori è centrale e di raccordo con tutti i settori comunali e sono obiettivamente dei lavoratori con gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri e le amministrazioni comunali debbono fare di tutto per realizzare e chiudere questo percorso”

Venerdì 18 gennaio alle ore 16.30 nella sala convegni del Collegio dei Filippini, in via Atenea, ad Agrigento, per la prima volta da quando è stata distrutta verrà  ricordata la splendida villa Garibaldi con un incontro sul tema “Vita di uno spazio pubblico: la villa Garibaldi di Agrigento”

Venne abbattuta nel 1949 da incoscienti amministratori e speculatori per far spazio a moderni palazzi.

Era stata realizzata nel 1850 dagli intendenti  borbonici e intestata   alla Regina Maria Teresa. Successivamente, con la caduta del governo borbonico, gli agrigentini vollero dedicarla a Garibaldi.

La villa Comunale di Agrigento era un luogo delizioso. Si affacciava nell’attuale piazza Vittorio Emanuele ed abbracciava gran parte della Rupe Atenea. 

Nino Margagliotta, professore di Progettazione architettonica dell’Università di Palermo, illustrerà venerdì pomeriggio  le caratteristiche della villa e la vita che pulsava  in questo spazio pubblico. Per due secoli fu tanto cara agli agrigentini, che però nulla fecero per impedirne la distruzione.

“La Villa Garibaldi era uno dei tanti posti che danno splendore a questa Agrigento,  rappresentando il decoro di bellezza singolare. L’avete distrutto e noi preghiamo Iddio che voglia non tener conto delle maledizioni degli uomini di buon senso di cultura, amanti delle tradizioni cittadine”. Ha scritto l’avvocato Salvatore Malogioglio nel l949 per i lettori del suo giornale “La Scopa”.

L’incontro è organizzato dall’associazione Epea (Ente permanente educazione degli adulti) con il patrocinio del Comune di Agrigento. Interverranno anche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto; l’assessore comunale al Centro Storico, Nino Amato; il presidente dell’associazione Epea, Girolamo Carubia. Coordina lo storico Elio Di Bella.

Ad Agrigento sabato prossimo, 19 gennaio, nel centro storico, nella chiesa di San Michele (Badiola), alle ore 18:30, si svolgerà un concerto di Musica Sacra. Si esibiranno il soprano Sara Chianetta, all’organo Giovanni Gallo, al pianoforte Salvatore Macaluso, ed al violino Giuseppe Tasca. Il movimento culturale “Il centro storico di Agrigento” invita la cittadinanza ad assistere al concerto.