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POPOLARI E AUTONOMISTI:
INTERROGAZIONE DEL CAPOGRUPPO CARMELO PULLARA ALL’ASSESSORE ALLA SALUTE RAZZA
“VERIFICA SU GESTIONE MANAGERIALE ARNAS CIVICO PALERMO
E SU NOMINA NEUROCHIRUGO INFANTILE PROVENIENTE DAL MEYER DI FIRENZE”

Una verifica sul procedimento e sugli atti che hanno portato al comando all’Arnas Civico di Palermo di un neurochirurgo infantile dell’Ospedale universitario Meyer di Firenze, e sulla gestione manageriale dell’Arnas Civico.
A chiederla è il capogruppo dei Popolari e Autonomisti, Carmelo Pullara, in un’interrogazione all’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
“Vogliamo conoscere i provvedimenti assunti dal Governo regionale – sottolinea l’Onorevole Pullara – dopo le procedure ispettive già richieste e gli esposti delle organizzazioni sindacali sulle gravi criticità della gestione manageriale dell’Arnas Civico in merito agli sprechi, all’organizzazione degli spazi assistenziali e del lavoro”.
Si rileva “il singolare e disinvolto modus operandi della direzione generale dell’Arnas – si legge nell’interrogazione – con riguardo ad assunzioni in posizioni di comando a fronte del diniego reso a precedenti richieste di mobilità, talora in assenza della stessa unità operativa da ricoprire, oltre che delle strumentazioni idonee a consentire l’attività diagnostica e terapeutica specifica, come è avvenuto nel caso del neurochirurgo infantile proveniente dall’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze, rispetto al quale, lo scrivente, con proprio atto ispettivo il 24 gennaio scorso aveva sollecitato l’Assessore per la Salute a riferire sulla legittimità del relativo provvedimento”.
Nell’interrogazione si chiedono chiarimenti, inoltre, “sull’attuale stato dell’iter procedurale in ordine al conferimento degli incarichi ai nuovi dirigenti generali, il cui bando risulta scaduto il 2 aprile scorso, per superare l’attuale stato di commissariamento e per evitare la cristallizzazione di situazioni poste in essere da soggetti temporaneamente in carica rispetto a soggetti legittimati da contratti almeno triennali”.

 

“Come mai proprio Cancelleri, il quale spesso ha invocato il taglio dei costi della politica, adesso si oppone a una proposta che prevede una riorganizzazione degli uffici parlamentari, consentendo un risparmio di oltre 2 milioni l’anno, per un totale di 10 milioni nel corso dell’intera legislatura?”  Così Michele Mancuso, deputato regionale di Forza Italia e segretario della commissione Bilancio dell’Ars, ha commentato la contrarietà del leader siciliano del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, rispetto alla proposta del Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, illustrata nel corso del Consiglio di Presidenza, di salvaguardare i “cosiddetti stabilizzati” di Palazzo dei Normanni.

“C’è puzza di bruciato – continua Mancuso. Forse, i 5 stelle con questa operazione vogliono fare rientrare dalla finestra ciò che vorrebbero fare uscire dalla porta? 
La soluzione illustrata dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, è infatti equa ed equilibrata. Non si può far finta di nulla: i cosiddetti stabilizzati, con il loro lavoro – conclude Mancuso – hanno consentito in questi anni ai singoli deputati di espletare la loro attività legislativa ed ispettiva”.

Si terrà stasera alle ore 19 il convegno dal titolo “I Treni Armati della Regia Marina di Porto Empedocle”, promosso dalle associazione culturali “Ferrovie Kaos” e “SicilStoria”.

L’incontro si terrà nel suggestivo scenario della stazione di Porto Empedocle centrale. Il dibattito, che verrà quindi svolto nell’area museale dello scalo ottocentesco, verterà sull’esistenza durante la seconda guerra mondiale di speciali convogli armati i quali sono stati ospitati ed utilizzati a Porto Empedocle nel luglio del 1943.

A moderare il dibattito sarà il giornalista e vice presidente di Ferrovie Kaos, Mauro Indelicato, mentre il convegno verrà introdotto dal presidente di Ferrovie Kaos, Marco Morreale, e dal sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina.

Durante il dibattito ci sarà spazio per le esposizioni dei due ricercatori storici di SicilStoria, Calogero Conigliaro e Giuseppe Todaro.

“Vi invitiamo tutti a partecipare – ha dichiarato il presidente di Ferrovie Kaos, Marco Morreale – Sarà un’occasione per vivere la stazione di Porto Empedocle anche da un punto di vista prettamente culturale e come punto di riferimento per tutta la comunità”.

“E’ importante rievocare l’esistenza del treno armato – ha fatto eco il giornalista di SicilStoria, Calogero Conigliaro–Perché è un pezzo di storia spesso poco conosciuto della nostra comunità empedoclina.

Assolto Antonio Massimino, condannato a 4 anni Liborio Militello ritenuto suo complice.

Con questa sentenza il Tribunale di Palermo ha deciso il processo a carico di due uomini agrigentini accusati di estorsione ed altro nei confronti di due imprenditori di Agrigento.

Qualche giorno fa c’era stata la requisitoria dei pubblici ministeri che nel corso del processo, celebrato con il rito abbreviato a Palermo, era scaturito dall’inchiesta condotta dalla Dia di Agrigento agli ordini di Roberto Cilona, su una estorsione in danno di due imprenditori agrigentini, Ettore e Sergio Li Causi.

I Pubblici ministeri della DDA Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, dopo il loro intervento, avevano chiesto di affermarsi la responsabilità penale dei due imputati e condannare a dieci anni di reclusione Antonio Massimino e a sette anni Liborio Militello.

Aveva un contratto regolare per utenza domestica da 3kw, ma alimentava la sua officina con un allaccio abusivo alla rete elettrica.

Per questo motivo un noto carrozziere di Favara è stato arrestato dai Carabinieri della locale tenenza con l’accusa di furto.

L’uomo, 45 anni, titolare di una autocarrozzeria molto nota in città, si trova attualmente agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Una quota di 10 milioni di Euro ed un sistema premiale dei comuni “virtuosi” che raggiungono importanti risultati sul fronte dei servizi e della visibilità turistica sarà introdotto a partire dal 2018 per l’assegnazione di somme del Fondo delle Autonomie locali.

Lo prevedono alcuni emendamenti alla legge di stabilità approvati oggi all’unanimità dalla Commissione Bilancio su proposta di Cateno De Luca e con parere favorevole del Governo.

In particolare, gli emendamenti prevedono tre stanziamenti premiali:
– 8 milioni da distribuire fra i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata – in atto sono 31 Comuni;
– 1 milione di euro da distribuire fra i Comuni costieri che hanno ottenuto il riconoscimento della “Bandiera blu” per i servizi balneari e la qualità della costa – in atto sono 7 Comuni;
– 1 milione da distribuire fra i Comuni che ottengono il titolo di “Borgo più bello d’Italia” – in atto sono 19.

“In attesa che queste indicazioni vengano approvate in Aula – afferma De Luca – non posso che esprimere soddisfazione per quello che appare prima di tutto un risultato di buona politica: di fronte a proposte di buon senso che mirano a dare servizi e a mettere a frutto il nostro patrimonio naturale, paesaggistico e storico e a sostenere lo sforzo delle amministrazioni locali, tutte le forze politiche ed il Governo non possono che convergere. Mi auguro che si proceda in questa direzione nel prosieguo dei lavori in Commissione e in Aula.”

Finisce con un nuovo punto interrogativo il nuovo round di consultazioni, ieri, con il centrodestra e i 5 Stelle, in una giornata sull’ottovolante tra spiragli di accordo e docce fredde. Il M5s si presenta a palazzo Giustiniani portando al tavolo della trattativa una proposta in grado di far procedere le trattative: la disponibilità ad avviare un governo che abbia un appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia su un programma concordato tra Lega e 5 Stelle. Ma per il resto Luigi Di Maio alza le mani: “Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario”.

Tantomeno se questo scenario dovesse prevedere un suo passo indietro, la condizione posta dagli azzurri per sostenere questa nuova ipotesi di accordo. “E’ evidente che un governo a guida M5S non credo che potrebbe avere l’appoggio né esterno, né interno, di Forza Italia o di Fratelli d’Italia” lo gela infatti il braccio destro del Cav, Giovanni Toti che apre invece ad “un governo a guida di un nostro alleato come la Lega”. Non bastasse, la replica ufficiale degli azzurri è ancora più gelida: “il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo. Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani”.

Una doccia fredda che arriva sul capo dello stesso Matteo Salvini che sperava in un passo avanti del Movimento. “Ci sono dei segnali di novità dal M5S, confidiamo oggi in quel che dirà Di Maio” aveva annunciato lasciando ieri palazzo Giustiniani il capo dei lumbard dove era andato prima della delegazione M5s per il nuovo round di consultazioni con tutti i leader del centrodestra uniti. Un segnale di vicinanza al Cavaliere, ricambiato da un atteggiamento composto del leader azzurro che questa volta ha stretto i denti e si è imposto di non fare alcun commento. Ma l’ottimismo di Salvini ha dovuto fare i conti con il rinnovarsi di veti incrociati. “Noi faremo di tutto per avere un governo ma gli italiani hanno scelto di premiare l’interno centrodestra, non solo la Lega. Non è che il governo lo fai solo con la Lega” avverte Salvini dopo aver ascoltato le parole di Di Maio.

Ma soprattutto lancia il suo altolà: “non vorrei che qualcuno non avesse la stessa voglia di far partire un governo subito, da tutte le parti. Secondo me c’è qualcuno che tifa a far saltare un accordo politico per inventarsi l’ennesimo governo tecnico che poi spenna gli italiani, a questo la Lega non sarà mai disponibile”. Sembra una indiretta ‘tirata di orecchie’ agli azzurri, condita da un altro avvertimento: “pur di non perdere altro tempo mi metto in campo direttamente io. Non mi interessano giochini o logiche politiche. E poi o la va o la spacca”. Lui, assicura, sta cercando di “mettere d’accordo tutti, ma se non si muove nulla il governo lo metto in piedi io. E se non ce la facciamo – mette in chiaro – si va alle urne”.

Da Di Maio una prova di immaturità’, replica FI. E il leader della Lega avverte: ‘Se non si muove nulla, ci provo io’

L’autostrada A19, direzione Palermo, nel tratto tra Enna e Caltanissetta, rimarrà chiusa una settimana a causa di problemi strutturali sul viadotto Ferrarelle. L’ha deciso l’Anas, che già stamani aveva chiuso l’autostrada per effettuare le verifiche, al termine di un sopralluogo. Le vibrazioni dei mezzi e l’usura del tempo avrebbero inciso sulla soletta del viadotto che necessita ora una immediata manutenzione.
    Per evitare di congestionare Enna Bassa, le auto in transito sull’autostrada, dirette a Palermo, dovranno uscire ad Enna, percorrere la SS 121, in direzione Villarosa, e da lì rientrare in autostrada dallo svincolo Ponte cinque archi, percorrendo una ventina di chilometri in più. Il transito rimane, invece, aperto sulla corsia Palermo-Catania.
    L’Anas, dato l’approssimarsi del ponte del 25 aprile e del primo maggio, ha messo in campo numerose squadre che lavoreranno, assicura, per ripristinare il transito entro una settimana.
   

“La Bolkestein non si applica per gli stabilimenti balneari”: a fare chiarezza sulla corretta applicabilità della Direttiva è stato lo stesso ex commissario europeo di cui porta il nome, intervenendo in un convegno a Roma. Tirano così un bel sospiro di sollievo anche le circa mille imprese siciliane che operano nel settore, costrette da tempo a vivere nell’incertezza del futuro. “E’ la dimostrazione – spiegano il segretario della CNA Sicilia, Piero Giglione, e il coordinatore regionale della Cna Balneatori, Gianpaolo Miceli – che la categoria ha subito vessazioni e intimidazioni senza fondamento. Esattamente quanto per anni ha sostenuto la nostra Confederazione, spesso in pressoché totale solitudine nelle battaglia contro la decisione del governo di volere assegnare la concessione degli stabilimenti tramite bando di gara, ignorando di fatto il principio del legittimo affidamento della continuità aziendale. Un pericoloso equivoco al quale è arrivato il momento di mettere fine – concludono i due dirigenti della CNA – lasciando gli imprenditori liberi di investire e di svolgere serenamente il proprio lavoro, creando occupazione e ricchezza. Ed è questo che chiederemo al prossimo esecutivo che si insedierà a Palazzo Chigi”.

E chi l’avrebbe detto che un giorno Leonardo Sciascia non sarebbe stato inserito nei testi scolastici e caduto in disuso? Eppure quando nel 1989 morì i telegiornali nazionali dedicarono ampi servizi – più di dieci minuti– e il leader socialista Bettino Craxi giunse a Racalmuto, salendo la lunga scalinata che porta alla Chiesa del Monte. Coinvolto dall’emozione anch’io, presente ai funerali, ebbi un momento di fremito, in special modo quando giunse da Palermo la salma.
Senza peli sulla lingua, affermiamo che una certa critica dominante che si è imposta sul pensiero letterario dello scrittore di Racalmuto, l’ha rinchiuso nella tomba incapace di capire la genialità del pensiero di Leonardo Sciascia.
Il genio di Nanà sta nel motto da lui stesso coniato con il quale desiderava essere ricordato come quello che ha contraddetto e si è contraddetto. E’ possibile che il lucido scrittore di formazione razionale di vecchio stampo francese potesse scivolare nella contraddizione, dopo aver additato le altrui contraddizioni? A nostro avviso, è stato questo atto lucido di autoaccusa che ha spaventato certi critici di firma ad indagare su Sciascia, facendolo precipitare nell’oblìo, non mettendo in risalto la sua genialità. Egli era convinto che non esistesse la verità storica, perché i documenti sono manipolati, secondo interessi di parte o per rispondere a calcoli ben precisi o ad ideologie di potere. E per tal ragione egli scrisse Il Consiglio d’Egitto al fine di mettere in evidenza l’abile attività dell’abate Vella di manipolare i documenti. Questa opera raccoglie la genialità di Sciascia. Nella ricostruzione letteraria, lo scrittore racalmutese rileva le contraddizioni altrui, cioè di coloro che volevano manipolare storia e documenti; tuttavia, egli, per la logica della contraddizione che distingue ogni uomo, nessuno escluso, Sciascia compreso, scivola nella stessa contraddizione: manipola i documenti in cui venne in possesso: il caso Ficarra, il Vescovo di Patti ‘licenziato’ dal Vaticano, Fra Diego La Matina, l’arcivescovo di Palermo Naselli (Dalle parti degli infedeli, Morte dell’Inquisitore, I pugnalatori), divenendo egli stesso l’Abate Vella. Egli nega la verità storica ma è il metodo storico critico che svela la manipolazione; metodo a sua volta citato nel romanzo Il Consiglio d’Egitto.
Secondo il pensiero sciasciano ogni uomo non può scansare la legge della contraddizione, perché è una condizione che ogni uomo porta dentro se stesso; essa fa parte della nostra condizione umana sospesa tra atteggiamento di fondo e comportamento quotidiano costretto a cedere passo dopo passo. Nessuno escluso.
Sciascia, infatti, nella sua denunzia letteraria non si sbagliava: nonostante la scelta di fondo, l’atteggiamento assunto, al fine di vivere nel moralmente retto, con lo scopo di seguire in tutto e per tutto gli ideali, ogni uomo è destinato a scivolare nel punto su cui aveva ritenuto di spendere se stesso per l’ideale di vita. La storia passata e recente, da questo punto di vista, ha dato ragione alla genialità di Leonardo Sciascia: i più grandi rivoluzionari del Novecento, per rimanere al secolo sciasciano, si sono contraddetti, nel corso della loro vita, sui temi che avevano scelto per spendere tutto se stessi, divenendo despoti più di coloro che li avevano preceduti e nei confronti dei quali avevano combattuto.
La genialità sciasciana è una rinunzia al bene? Un vedere tutto nero, nero su nero? Un pessimismo irredimibile? No, ma un prendere coscienza della realtà della condizione umana. In questo senso, come abbiamo scritto nel nostro saggio Sciascia e la legge del sospetto, Ed. Bastogi, lo scrittore offre al lettore un avvertimento, chiedendo di tenere alta la vista perché sul tema molto caro egli può divenire una contro/testimonianza, contraddicendosi.