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Secondo la sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana il quadro macro-economico della Sicilia tracciato dal governo Musumeci nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza non appare “realistico”, almeno per il biennio 2020-2021, e ciò a fronte delle recenti stime della Commissione europea sulle previsioni di crescita dell’economia italiana e delle perturbazioni allo scenario globale legato all’andamento dell’economia cinese.

E la Corte dei conti prosegue così: “Permane la difficoltà di raccordare gli obiettivi di politica economica definiti quantitativamente in termini di Prodotto interno lordo programmatico alle politiche di governo regionale. Inoltre non appare adeguatamente sviluppata la sezione dedicata all’analisi della situazione finanziaria della Regione, che manca di quattro elementi essenziali prescritti dai principi contabili. In particolare manca la costruzione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli enti regionali sulla base delle risultanze dell’esercizio precedente. Manca la manovra correttiva. Manca l’indicazione dell’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica accompagnata anche da una indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi. E mancano gli obiettivi programmatici pluriennali di riduzione del debito e del rientro dell’eventuale disavanzo. Infine, si legge nella relazione della Corte, il paragrafo dedicato alla copertura del disavanzo risulta comprensibilmente datato rispetto ai recenti sviluppi conseguenti alla parifica del rendiconto 2018”.

Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani, l’agente di scorta vittima della strage di Capaci, ha commentato con “Repubblica” l’arresto per mafia del fratello Giuseppe Costa. Rosaria Costa ha affermato: “Sono devastata per tutto questo. Mio fratello è come se fosse morto ieri purtroppo. Sono devastata ma la mafia non mi fermerà. Mi hanno voluto colpire al cuore per quelle parole che ho detto al funerale di Falcone. La mafia non mi fermerà, continuerò il mio impegno”.

La Direzione investigativa antimafia, ha arrestato ieri otto presunti affiliati a Palermo, e tra gli arrestati vi è anche Giuseppe Costa, 53 anni, fratello di Rosaria, la vedova di Vito Schifani, uno dei tre poliziotti morti nella strage di Capaci col magistrato Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, il 23 maggio del 92. Giuseppe Costa è indagato di associazione mafiosa allorchè sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Avrebbe gestito la cassa e le estorsioni, inducendo con minacce le vittime, tra imprenditori e commercianti, a pagare la tassa mafiosa, assicurando alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento.

Il militante di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, interviene sugli sviluppi della grave situazione sanitaria internazionale ed afferma: “Qualche giorno fa è stato diagnosticato il primo caso di Coronavirus in Africa, suscitando la motivata preoccupazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità per la piega che stanno prendendo gli eventi.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha dichiarato che il Coronavirus potrebbe portare caos nei paesi con sistemi sanitari fragili come quelli africani.

La Sicilia è geograficamente dirimpettaia al continente africano ed è soprattutto terra di sbarchi, infatti, la provincia di Agrigento è quella in cui è stata registrata la maggiore ondata migratoria, anche perchè comprende Lampedusa, porto di arrivo naturale dei clandestini che partono dal Nord Africa.

Gli extracomunitari sbarcati in Sicilia, provengono soprattutto da Egitto, Marocco, Eritrea, Tunisia, Sudan, Etiopia, Costa d’Avorio, e Togo.

Il rischio collasso in questi paesi, in cui il sistema sanitario è precario, potrebbe creare effetti a catena devastanti, ed i porti della provincia di Agrigento sono sostanzialmente gli ingressi principali.

Non vuole essere un grido di mero allarmismo, ma la situazione non va assolutamente sottovalutata e va affrontata in anticipo, con un maggiore presidio delle nostre acque territoriali e gestita con capillare scrupolosità nei controlli sanitari, ed anche, se è necessario, con una temporanea chiusura dei nostri porti, al fine di garantire l’incolumità dei siciliani e degli italiani tutti.

Mi chiedo, infine, se le nostre strutture sanitarie siano pronte ad attrezzate per affrontare una situazione così delicata e complessa”.

Ancora un protocollo d’intesa è stato stipulato dal Comune di Palma di Montechiaro, candidata a Capitale italiana della Cultura 2021. Stavolta, ad aderire è stato il comune di Naro che punta alla promozione del barocco. La sindaca, Maria Grazia Brandara, ha sottoscritto l’intesa con il collega palmese, Stefano Castellino per la promozione dei due territori.

“Il comune di Palma – dice il sindaco Stefano Castellino – è ormai consapevole che la Cultura rappresenta la democrazia e la libertà, che rappresenta un assist per lo sviluppo sociale ed economico. Bisogna avviare una serie di progetti incentrati sul bisogno di vivere il patrimonio culturale come bene comune e come bene accessibile di cittadinanza. E’ nostro intendimento, continuare a consolidare collaborazioni con gli altri enti locali che promuovono la valorizzazione del territorio. Noi siamo candidati al titolo di Capitale italiana della Cultura 2021 e, entro il 2 di marzo dobbiamo presentare un dossier di candidatura secondo delle linee guida. Il dossier è quasi pronto e siamo certi che dopo il 2 marzo saremo in corsa ancora”.

Nel frattempo, Palma di Montechiaro e Naro nel protocollo stipulato, si propongono di attuare forme di collaborazione per quel che riguarda la predisposizione del dossier. Le attività saranno definite mediante la stipula di specifici accordi. In particolare, il comune di Naro, si è impegnato allo sviluppo di progetti che abbiano pertinenza con l’obiettivo del comune di Palma che mira alla conquista del titolo di Capitale italiana della Cultura.

Proseguono le attività di controllo del corpo di Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e non, in prossimità dei siti maggiormente a rischio nelle aree e strade provinciali.

Il Corpo della Polizia Provinciale ha istallato, fino al 26 febbraio 2020, una telecamera mobile e due 2 cartelli informativi, sulla strada provinciale n. 1B “Fondacazzo – Borsellino” per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono dei rifiuti. Le immagini sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia.

I cartelli sono stati realizzati secondo i criteri previsti dalla legge in materia di protezione dei dati personali e sono stati collocati prima dell’inizio dell’area delle riprese e indicano la finalità delle registrazioni.

Il Libero Consorzio già lo scorso settembre si era munito di un nuovo regolamento per contrastare meglio l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio di competenza dell’Ente, attraverso l’utilizzo di sistemi di video sorveglianza e di foto-camere, nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

L’impianto di video-sorveglianza utilizzato dalla Polizia Provinciale che ha specifiche competenze in materia ambientale, ha lo scopo di prevenire, accertare e reprimere gli eventuali illeciti derivanti dall’utilizzo abusivo di aree che sono impiegate come discarica di materiale e di sostanze pericolose nonché il rispetto della normativa concernente lo smaltimento di qualunque genere di rifiuti.

“Sono fortemente perplessa sul commissariamento dell’Ati di Agrigento per l’approvazione del Piano d’ambito e questa mattina ho chiesto un incontro al presidente della Regione On. Nello Musumeci. Ricordo che il consiglio direttivo dell’Ati aveva già chiesto la sospensione del provvedimento di diffida che purtroppo non è stato accolto, si attende adesso la stessa solerzia per le altre Ati della Sicilia. Intanto, è importante capire al più presto e per questo  la Regione ha strumenti e competenze, quali sono i Comuni che potranno chiedere il riconoscimento dei requisiti ex art. 147 del D.lgs 152/2006 che consentono la gestione autonoma del servizio idrico integrato”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, a proposito della nomina, da parte del governo regionale, del commissario ad acta per l’approvazione del Piano d’ambito dell’Ati di Agrigento.

“Da quando sono stata chiamata a sostituire il sindaco di Favara nel consiglio direttivo dell’Ati – sottolinea La Rocca Ruvolo – ho lavorato incessantemente affinché non si perdesse tempo. Il primo risultato è stato raggiunto il 27 settembre quando è stata scelta e approvata la società speciale consortile. Da quel momento diverse le mie sollecitazioni al direttivo a precedere in tempi celeri. Il 27 gennaio scorso ho inviato una nota al presidente dell’assemblea territoriale in cui sollecitavo la calendarizzazione degli adempimenti dell’Ati, ovvero: l’invio ai consigli comunali, entro la prima settimana di febbraio, dello statuto della società consortile per l’approvazione definitiva; la costituzione della società consortile entro marzo 2020; l’approvazione immediata del Piano d’ambito considerato che l’Ati era stata diffidata dalla Regione Siciliana a procedervi. Mi preme sottolineare comunque che in questi mesi, al di là di pastoie e lentezze, si è lavorato in questo senso e da subito si è detto di andare avanti per non perdere i finanziamenti, per dare risposte ai cittadini e soprattutto per ridurre le tariffe, al di là del 147 che sembrava far bloccare tutto. Ci si è appellati al Tar per diverse questioni con risultati straordinari per l’Ati

Dalla richiesta risarcitoria di 70 milioni di euro da parte del gestore Girgenti Acque per la mancata consegna delle reti da parte di alcuni Comuni, alla sentenza sulla legittimità della tariffa per gli anni 2016/2019, fino alla sentenza ultima con cui il Tar Sicilia ha ritenuto incompetente la giunta regionale per l’approvazione dell’articolazione tariffaria per la fornitura dell’acqua all’ingrosso da parte di Siciliacque che aveva previsto un corrispettivo triplo rispetto alla tariffa praticata. Quest’ultimo mi pare un risultato importante che attribuisce all’Ati il compito di definire il costo dell’acqua all’ingrosso, componente rilevante che incide sul costo finale del servizio sostenuto dai cittadini. Penso che questa sentenza debba far riflettere e faccia nuovamente tornare d’attualità la questione della tariffa, perché più volte è stato detto che l’Ati e il gestore privato avevano grosse responsabilità ma altre responsabilità sono del sovrambito che applica tariffe elevate”.

“In questo momento di grande criticità, con questa sentenza del Tar si apre un’altra maglia, che è quella – aggiunge La Rocca Ruvolo – di definire come e quanto deve essere venduta l’acqua e quali sono gli spazi per poter lavorare su tariffe calmierate, perché l’obiettivo dell’Ati deve essere quello di fornire acqua ai cittadini ogni giorno, di fornirla a prezzi accessibili e far sì che questo bene prezioso e indispensabile non abbia più costi insostenibili che gravano pesantemente sui bilanci della famiglie della nostra provincia. Per me questo è prioritario con o senza commissari. La politica resta l’interlocutrice privilegiata per la soluzione dei problemi dei propri cittadini. I cittadini, votandoci, hanno riposto in noi tale aspettativa. Non sono disponibile né a giochi sotto banco, frutto di una politica che non mi appartiene, né a demandare ad altri le decisioni. La situazione che oggi abbiamo sotto gli occhi evidenzia sì la lentezza da parte dell’Ati ma non si possono sottovalutare anche i risultati raggiunti e le attività intraprese. È assodato che l’Ati di Agrigento non può rischiare di perdere finanziamenti ma ritengo questo valga per tutta la Sicilia.

Mi piacerebbe sapere cosa si intende fare in quei territori dove ancora esistono gli Ato idrici e i percorsi per non perdere i finanziamenti europei lontani anni luce dal traguardo o ancora là dove a gestire il SII , nella stessa provincia, sono svariate società. Ricordo che è di fondamentale importanza procedere all’adeguamento delle reti fognarie e dei depuratori, visto che siamo già stati pesantemente sanzionati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Ho appreso che è appena partito il commissariamento del consorzio il Voltano, anche su questo tema voglio essere chiara: i debiti del Voltano non possono essere caricati all’Ati e quindi spalmati sui Comuni che non li hanno generati”.

“In questi mesi – conclude La Rocca Ruvolo – sono stata tentata più volte dal rassegnare le dimissioni dal direttivo ma il senso di responsabilità ha prevalso sempre, la politica non può abdicare al proprio ruolo e non può lasciare che altri la sostituiscano. Questo mi ha spinto ad andare avanti e continuerò fino alla fine, perché su questa vicenda dell’acqua mi sono impegnata sin dall’inizio dei miei mandati sia di sindaco che di parlamentare e continuerò a farlo in un’ottica di equità, giustizia sociale e di economicità di un servizio che va garantito a tutti i cittadini. Quest’Isola continua a vedersi commissariata in tutto dall’ ambito idrico a quello dei rifiuti passando per le ex province, mi chiedo quali siano i vantaggi ad oggi ottenuti”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria nell’ambito del giudizio abbreviato, la pubblico ministero, Chiara Bisso, ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione a carico dell’ex assessore comunale di Naro, Francesco Lisinicchia, 50 anni. A Lisinicchia la Procura di Agrigento contesta di avere esercitato pressioni sull’imprenditore di Gela, Giuseppe Romano, titolare dell’appalto della nettezza urbana a Naro, per indurlo a stipulare un contratto di vigilanza con una società del Palermitano di cui lo stesso Lisinicchia è stato dipendente e responsabile di zona. L’ex assessore risponde di “tentata induzione indebita a dare o promettere altre utilità”.

Ad Agrigento, venerdì prossimo, 21 febbraio, al Circolo Empedocleo, nell’ambito della rassegna del Teatro da Camera, organizzata dal Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano e dallo stesso Circolo Empedocleo presieduto da Giuseppe Adamo, alle ore 18:15 sarà in scena, ad ingresso gratuito, “La signora Collins”, di Tennessee Williams, con protagonista l’attrice Maria Grazia Castellana, con Massimo Agozzino, Maurizio Bognanni, Elina Dispensa, Alfonso Marchica, Angelo Provenzano, e gli interventi musicali del sassofonista Federico Orefice.
L’intervista al direttore artistico, Mario Gaziano