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Ieri, 27 aprile, a Castrofilippo, ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione di una via del paese all’Arciprete Don Gaspare Lo Bue.

Nato nel medesimo paese il 25 febbraio 1921, fu consacrato da S. E. Rev.mo Mons. Peruzzo il 29 agosto del 1943, dopo una attesa di due anni perchè, pur avendo completato gli studi, non aveva ancora raggiunto l’età necessaria all’ordinazione.

Dopo essere stato a San Biagio Platani, fu successivamente assegnato a  Sciacca  e Burgio per poi tornare a Castrofilippo dove, dal 1955, fu Cappellano presso la chiesa Madre e contemporaneamente Rettore della chiesa SS Maurizio e Agnese. Il 1^ novembre 1969 fu nominato Arciprete rimanendovi fino alla morte avvenuta improvvisamente in chiesa, ai piedi del Redentore, la mattina del 27 aprile 1992.

Don Gaspare Lo Bue fu un prete, amatissimo dalla comunità, che si prodigò incessantemente per il bene del suo paese. La sua continua presenza tra la gente,  coniugata al suo carattere solare e disponibile, sempre pronto a consigliare, seguire, aiutare, lo resero indimenticabile.

Oggi alla presenza del Sindaco Calogero Sferrazza, che ha fortemente voluto questo evento, dell’assessore Mariangela Palumbo, dell’Arciprete Don Giuseppe Costanza e dei familiari è stata scoperta la targa toponomastica che intitola la via.

Presenti alla manifestazione il comandante della stazione dei Carabinieri, i vigili urbani, le scuole e una nutrita rappresentanza di cittadini che hanno assistito con grande commozione.

Decisivo, ma non troppo, l’incontro svoltosi  ieri sera fino a tarda notte tra le forze dell’opposizione. Si è tentata ancora l’intesa su un nome, candidato Sindaco, che potesse mettere d’accordo tutti. Che rappresentasse e unisse finalmente tutti. Il Pd, area socialista, è fuori ormai dal tavolo comune dopo la decisione, domenica scorsa nella riunione di segreteria, di promuovere un candidato della propria corrente escludendo così il sostegno alla candidatura di Salvatore Pitrola. 

L’avvocato aspramente risentito aveva lasciato intuire di non essere più disposto a candidarsi. È possibile, invece, che nella nuova riunione di oggi pomeriggio l’opposizione, senza i “lauricelliani”, torni a riproporlo anche con il sostegno di “Servire Ravanusa”. E da qui iniziare a delineare la lista dei candidati Consiglieri e quindi la squadra di giunta.  Mentre si urla al tradimento contro i “lauricelliani” sui quali cade il sospetto di un accordo con Carmelo D’Angelo,  ricandidato Sindaco, tra i socialisti l’unica voce fuori dal coro è quella Luigi La Marca (Cons. uscente Pd) che pare stia tentando di avvicinarsi tra le fila di Armando Savarino e candidarsi Consigliere nella lista che sostenere Pitrola. 

Ieri sera un nome proposto (invano) è stato quello di Silvia Sazio. Ma tutto impone di pensare che trattasi di ulteriore  temporeggiamento. Quasi certamente il candidato sarà scelto in una fase successiva anche a poche ore dalla scadenza della presentazione delle liste che dovranno essere depositate presso la Segreteria Comunale. Il nome più accreditato rimane comunque quello del responsabile amministrativo del GAL.

Il Sindaco Ettore Di Ventura e l’Assessore all’Ambiente, Roberto Vella, informano la cittadinanza che altre nuove strade si aggiungono all’elenco di quelle già servite dalla raccolta RSU porta a porta. 

Da domani sabato 28 aprile, infatti, il servizio sarà attivo nelle vie S.Vincenzo, Giovanni Guarino Amella, Papa Giovanni XXIII, Vittorio De Sica, Sergio Leone, S.Domenico, S.Gemma, S.Chiara, S.Orsola, S.Antonio, s.Biagio, S.Diego, S.Francesco, Mons.Ficarra 

Il Governo Musumeci mantiene le sue promesse “Assegno di cura e libera scelta” per persone disabili. Giovedì 26 aprile si è tenuta presso l’Assessorato Regionale della Salute un incontro tra associazioni e governo, alla riunione era presente anche la Federazione Movimento Noi Liberi Regionale la quale, come sempre, rappresenta la volontà delle persone disabili in Sicilia che porta una sola posizione: “libertà di scelta per le persone disabili e mantenimento dell’assegno di cura”. Il Governo Musumeci non ha esitato ad accogliere la volontà dei cittadini, infatti alla riunione dai dirigenti generali degli Assessorati delle Politiche Sociali e Salute, Dott. Giglione e Dott. Geraci, è stato confermato l’impegno da parte del governo di mantenere l’assegno di cura e garantire il diritto alla libera scelta, nonostante oggi si registri un numero esponenziale e inaspettato di circa 13.000 persone disabili gravissimi. La Federazione riconosce l’impegno immane che ha coinvolto gli Assessorati delle Politiche Sociali e Salute, guidati rispettivamente da Mariella Ippolito e Ruggero Razza, per il raggiungimento e il riconoscimento al diritto inalienabile ad una vita libera e dignitosa a tutte le persone disabili. Accogliamo con soddisfazione, gli intenti dei dirigenti generali che lavorano incessantemente per garantire a tutte le persone disabili un trattamento ottimale.

 

Altri particolari nell’ambito dell’inchiesta che ha provocato il sequestro del depuratore di Lampedusa. Le indagini e gli indagati.

Emergono altri dettagli nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Agrigento e dei Carabinieri del Centro anticrimine natura che ha provocato il sequestro dell’impianto di depurazione del Comune di Lampedusa. Il depuratore non avrebbe depurato alcunché, nonostante un finanziamento pubblico di 8 milioni di euro potenzialmente adeguato per risolvere gli inconvenienti.

E ciò ha determinato un inquinamento diffuso da batteri fecali con un tasso superiore di 10mila volte ai militi di legge. A seguito di una convenzione risalente al 2015, nell’arco di due anni si sarebbero dovuti compiere i lavori che avrebbero permesso il regolare funzionamento del depuratore, gestito direttamente dal Comune.

Tra i reati ipotizzati vi sono inquinamento ambientale, distruzione di ambiente naturale, falso, truffa, frode in pubbliche forniture, falso, truffa, e omissioni in atti d’ufficio. L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, agli ordini del colonnello Giovanni Pellegrino, dal Centro anticrimine natura dei Carabinieri diretto da Vincenzo Castronovo, ed è coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio, e dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Alessandra Russo.

I 13 indagati, destinatari di un avviso di garanzia, sono l’ex sindaco Giusi Nicolini, 57 anni, l’attuale sindaco di Lampedusa, Totò Martello, 62 anni, e poi Maurizio Pirillo, 56 anni, di Palermo, dirigente della Regione Sicilia, dipartimento acqua e rifiuti. Felice Ajello, 61 anni, di Palermo, direttore servizi attuativi della Regione Sicilia per la gestione delle acque. Salvatore Stagno, 47 anni, di Palermo, titolare del Rup della Regione, il registro unico produttori. Giuseppe Tornabene, 54 anni, di Agrigento, e Giuseppe Dragotto, 63 anni, di Palermo, entrambi direttori dei lavori. Poi Manlio Maraventano, 50 anni, di Lampedusa, geometra, Calogero Fiorentino, 55 anni, di Porto Empedocle, e Francesco Brignone, 55 anni, di Lampedusa, tutti e tre già a capo dell’ufficio tecnico comunale di Lampedusa. E poi Sonia Nunziatina Cannizzo, 48 anni, di Gela, amministratore della ditta “Nuroni srl” che avrebbe dovuto eseguire i lavori. E il direttore tecnico della stessi “Nuroni srl”, Luigi Fidone, 73 anni, di Gela. E poi, ancora, Giovanna Taormina, 50 anni, palermitana residente a Lampedusa, rappresentante legale della ditta Edilscan, che sarebbe responsabile di una maxi discarica abusiva a Lampedusa contenente i liquami non depurati.

A.R. (teleacras)

La prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico del comune di Agrigento, presieduta da Salvatore Borsellino e composta dal vice presidente Teresa Nobile e dai consiglieri Giuseppe Picone e Marcella Carlisi, esprime soddisfazione a seguito della pubblicazione in albo pretorio del bando relativo al concorso pubblico per il rilascio di 15 autorizzazioni per l’attività di autonoleggio con conducente. Lo stesso Borsellino afferma: “La commissione si è fatta promotrice, dedicando molto tempo ed ore di lavoro,per far sì che la città di Agrigento si dotasse di un Regolamento di Ncc (noleggio con conducente). In questi giorni è finalmente uscito il tanto atteso bando che porterà nuovi posti di lavoro, ben 15, per i cittadini. Ricordiamo inoltre a quanti fossero interessati che il termine di presentazione della domanda scade il 10 maggio”.

“Il primo bilancio interno a 70 deputati prevedeva un risparmio di 3 milioni circa, ebbene, il provvedimento appena approvato in Aula sancisce un’economia di 4 milioni di euro” lo dice, soddisfatto, il relatore dello stesso Bilancio, Giorgio Assenza, che definisce il voto di stamattina “un ottimo viatico per la continuazione di una legislatura che sarà ricca di fatti concreti, con un’Assemblea che continuerà nella sua nuova politica di tagli degli sprechi, di riduzione della spesa pubblica”.

Oggi abbiamo raggiunto un traguardo importante inseguito da anni, esprimo grande apprezzamento per la decisione unanime dei sindaci agrigentini”. Lo ha detto il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine della riunione dell’assemblea dell’Ati agrigentino che ha approvato oggi l’ordine del giorno con il quale è stato dato mandato all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze di Girgenti Acque per la risoluzione del contratto.

“L’inizio dell’iter di risoluzione del contratto con i mezzi che l’avvocato Mazzarella indicherà è un punto significativo. Per una volta la politica, all’unanimità, ha ottemperato ad un obbligo rispetto a quelle che sono state le inadempienze del gestore in questi dieci anni. Puntare alla risoluzione del contratto vuol dire innanzitutto ridare ossigeno ai cittadini vessati. E’ adesso importante – ha sottolineato Margherita La Rocca Ruvolo – avere grande senso di responsabilità sul processo di transizione tra quello che è stata la gestione di questi anni e quello che l’Ati deve cominciare a fare per garantire un servizio idrico più efficiente e costi più bassi. Occorre fare attenzione a non perdere i finanziamenti per i lavori  di rifacimento delle reti idriche e di ristrutturazione dei depuratori lasciati in completo abbandono e sui cui più volte è intervenuta la magistratura. L’avvocato Mazzarella ci darà gli strumenti giuridici per avviare l’iter della risoluzione”.

Cisl: soddisfatti della azione dei sindaci agrigentini, i cittadini potranno riappropriarsi dell’acqua.

I sindaci si riappropriano delle loro prerogative, il governo del territorio,il 27 aprile 2018 potrebbe diventare una data storica.

Da oggi inizia il conto alla rovescia per i cittadini della provincia di Agrigento che potrebbero in tempi brevi riappropriarsi dell’acqua.

Infatti è stata approvata all’unanimità dei presenti, 38 amministrazioni, l’avvio del procedimento di risoluzione della convenzione di gestione del servizio idrico integrato in essere con Girgenti Acque s.p.a.

L’atto di diffida fisserà uno o più termini nei confronti del gestore, per porre fine alle gravi inadempienze riscontrate dall’ATI e successivamente si avvieranno le procedure per la rescissione del contratto.

Cisl e Adiconsum hanno avviato sin dal 2015 una campagna di sensibilizzazione ed una raccolta firme per chiedere che la gestione del servizio idrico tornasse ai comuni in modo da calmierare i costi, evidenziando tutte le anomalie riscontrate nella gestione del servizio, ed in particolare l’assoluta mancanza di evidenza pubblica degli appalti di servizi e forniture.

Abbiamo inoltre consegnato alla Prefettura di Agrigento nel novembre 2014 un dossier sulle criticità della gestione del servizio idrico.

 

La prima sentenza del tribunale di Agrigento, contro i cosiddetti furbetti della legge 104, ci soddisfa non tanto per le condanne ma per aver stabilito una volta per tutte la certezza che nessuno può abusare di una legge di civiltà riconosciuta a chi ha veramente bisogno di assistenza perché in grave stato di salute.
Il principio fondamentale della legge, a tutela dei più bisognosi, trova il suo fondamento nella sua corretta applicazione e non sugli abusi di chi ha falsificato il proprio stato di salute a dispetto di chi purtroppo il diritto lo aveva.
Tanti sono i casi, nella nostra provincia, di mali incurabili ed è per costoro che come OO.SS. noi abbiamo il dovere di difenderne il diritto, il dovere morale ed etico di doverne tutelare la dignità di persone attraverso l’assistenza possibilmente dei propri familiari visto anche l’inesistenza di adeguate strutture e di personale sanitario.
Le scorciatoie che hanno favorito una parte del personale della scuola per potersi avvicinare al proprio nucleo familiare, attraverso l’inganno e la frode della legge, non possono trovare nella nostra OO.SS. nessun sostegno.
L’esserci costituiti parte civile, presso il tribunale di Agrigento, contro i cosiddetti furbetti della legge 104, noi pensiamo, rientra proprio nello spirito fondativo della CGIL e della FLCGIL: i valori, le persone, i diritti veri, la tutela collettiva e individuale.
Ci auguriamo che questa sentenza possa essere da argine agli abusi che si sono perpetrati e che tutti, specialmente il personale della conoscenza che fa dei valori morali ed etici il suo principio fondante e di legalità, possa serenamente continuare a svolgere il proprio ruolo sociale e istituzionale sapendo che non si è soli ma che esiste un’organizzazione sindacale che lotta al loro fianco nella difesa dei diritti.
Questa è la CGIL, questa è la FLCGIL

“Non c’è speculazione più squallida di chi abusa della legge sul sostegno alle persone diversamente abili per ottenere diritti che non merita. Un comportamento ignobile che danneggia chi veramente ha diritto alle agevolazioni previste dalla normativa. Per questo accogliamo con soddisfazione la sentenza del Tribunale di Agrigento che condanna alcuni lavoratori disonesti, furbetti della 104, contro i quali la Flc Cgil territoriale ha chiesto di costituirsi parte civile”. Lo dice Graziamaria Pistorino, segretaria della Flc Cgil Sicilia.

“Siamo convinti – aggiunge Pistorino – che tutti sono chiamati a fare la propria parte per combattere questa degenerazione, purtroppo diffusa in tutto il nostro Paese. Come Cgil ci siamo sempre battuti e continueremo a batterci per affermare i diritti delle persone con diversa abilità. Di fronte a simili ingiustizie non ci sono interessi di convenienza che tengano. Il rispetto delle regole, il riconoscimento della dignità della persona vengono prima di tutto, sempre”.

“In qualsiasi posto di lavoro – conclude – non ci può essere spazio per coloro che sono disposti a tutto pur di ottenere vantaggi, anche a calpestare i diritti dei disabili”