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Per la ss. 640 oggi una giornata importante alla presenza del Premier Giuseppe Conte e il Ministro Toninelli per dare l’avvio allo sblocco del cantiere che era fermo dal settembre 2018,le autorità si sono incontrate nella galleria Caltanissetta in contrada bigini dove ad aspettarlo c’era la stampa.

Conte si è sbilanciato e ha comunicato anche la data per completare l’intera arteria la cosiddetta strada degli scrittori che collega Agrigento con Caltanissetta,esattamente giugno 2020 se non ci saranno ulteriori intoppi.

I lavori saranno riavviati a pieno regime ha continuato Conte è una strada strategica per il governo,per i siciliani e per gli italiani e ha annunciato di un vertice a breve al Mise con il Mit,l’Anas,le imprese,i fornitori e il governo regionale per trovare un percorso definitivo che acceleri il completamento dell’opera.

Il premier ha avuto un briefing operativo con anas,imprese,fornitori,maestranze e istituzioni locali.La struttura è completata all’84% e deve seguire un percorso che sia risolutivo.

Sostanzialmente non ci sono problemi tecnici,i nodi ancora in itinere sono due:il primo è il concordato preventivo della Cmc,l’altro è saldare tutti i fornitori e le imprese che lavorano al cantiere,comprese tutte le maestranze che hanno più di 50 milioni di euro ancora da ricevere.

Ritorna al teatro la grande Lia Rocco. E vi ritorna cogliendo la formula fortunata del Teatro da camera.Giorno 29 marzo 2019 nella saletta-teatro del circolo culturale Empedicleo di Agrigento alle ore 18e15 salirà sulla pedana scenica con la sua immancabile valigetta,colma di sentimenti,memorie ,passioni. Con il suo UNIVERSO,dove la dimensione coinvolgente è l’Amore: amore interpersonale, filiale,materno, amore per l’umanità. Una lezione di teatro con intenzione didascalica,drammaturgicamente evoluta e proposta attraverso fili connessi e interconnessi di parole,gesti e coinvolgimenti emotivi. E tutto corre sui binari dell’essenzialita per ritrovare le dimensioni dell’amore attraverso le parole emozionanti di Wistan Hugh Auden “…pensavo che l’amore fosse eterno/e avavo torto”, di Alda Merini “…paura delle tue mani/calamite leggete”. O attraverso la universalità di Keren Blixen ” So che mi porti nella luce/e che in te dimorano la vita e il giorno”, o con l’esistenziale Greco “….non sei stato mai crudele, tu/ Crudele sono io/con me stessa”,e vorticosa nella eternità di Emiliy Dickinson “…se fossi certa che finita queata vita/ io e te vivremo ancora/come una buccia la butterei lontano/ e accetterei l’eternità all’istante”.  Una proposta scenica intensa,come intensa è l’anima di Lia Rocco .

Sentimenti,passioni,amori sottolineati dalla raffinata musica del maestro Angelo Sanfilippo. Con la direzione artistica di Giuseppe Adamo e Mario Gaziano.

Il teatro del cuore e dell’anima.

Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paola Antinoro ed il vice coordinatore, Giuseppe Milano, intervengono sulla vicenda relativa al centro di raccolta e stoccaggio dei rifiuti di Fontanelle e sulle lamentele espresse dai residenti del popoloso quartiere agrigentino.

“Comprendiamo lo stato  di diasagio  degli abitanti del quartiere Fontanelle, costretti a vivere quotidianamente con gli odori nauseabondi e i rumori molesti provenienti dal centro di raccolta e stoccaggio dell’immondizia ubicato in via Caduti italiani di Nassiriya,  nei pressi di via Alessio Di Giovanni.

È incomprensibile come si possa avere pensato di creare un centro di stoccaggio dei rifiuti a pochi passi da una scuola materna e da una scuola elementare e a poche centinaia di metri dalle abitazioni civili.

La presenza della maxi isola ecologica nella zona oltre a comportare possibili pericoli sotto il profilo igienico sanitario, immaginiamo ancora più accentuati nel periodo estivo, determina anche un pericoloso via vai di mezzi pesanti, dediti al trasporto dei rifiuti, che potrebbe mettere a rischio l’incolumità di genitori e bambini.

L’Amministrazione comunale si attivi  per chiudere rapidamente il centro in questione e spostarlo  in un’area maggiormente idonea, lontana da case e scuole”.

Riguardo il completamento della rete fognaria della frazione di San Leone ho chiesto un incontro al Prefetto di Agrigento, il mese scorso, per definire la situazione dei cittadini della zona, schiacciati da un equivoco burocratico e dalla lentezza delle istituzioni.

Nel 2019, viviamo ancora nell’assurdità di non  avere un sistema fognante e di depurazione attivo. Alcuni cittadini della zona di viale Emporium hanno ricevuto esose multe per avere sversato liquami al di fuori della rete fognante che, però, non esiste. Quegli stessi cittadini hanno pagato bollette idriche e alcuni anche gli oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto comportare la costruzione di una rete fognante adeguata ma ciò non è avvenuto.

Le multe sono state comminate dal Consorzio dei comuni di Agrigento (ex provincia regionale di Agrigento) per violazione del Codice dell’Ambiente.

Per la mancanza di validi depuratori lungo la costa siamo in un’infrazione costosa da parte dell’Europa: è un sistema che non è a norma perché tutti gli enti preposti non si sono mossi efficacemente e hanno trascurato la situazione per almeno 40 anni.

A farne le spese sono sempre i cittadini.

Il complesso di questi comportamenti provoca forti  malumori nella popolazione interessata dalle multe, perché appare senza senso che si possa contestare una violazione in mancanza di una rete fognaria che doveva essere costruita con gli oneri di urbanizzazione versati.

In attesa della realizzazione della fognatura, che si prevede a Gennaio dell’anno prossimo, perché questi cittadini devono pagare? Continueranno a pagare fino a quando non saranno realizzate le fognature?

Nelle more della realizzazione delle opere, non sarebbe opportuno bloccare il recapito dei verbali sanzionatori?

Per questo, con i rappresentanti di questi cittadini che si sono riuniti  nell’associazione Emporium, abbiamo chiesto un incontro al Prefetto per affrontare la tematica e intervenire su una situazione che non fa dormire, a tante famiglie, sonni tranquilli.

 

Superato il momento di sgomento per l’improvvisa notizia di ieri, relativa alla tragica fine dell’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, già  presidente della Soprintendenza del Mare, Sebastiano Tusa,  l’Amministrazione Comunale, ha espresso l’intendimento di intitolargli il Museo del Mare di Licata, di recente istituzione, con sede all’interno del Chiostro di Sant’Angelo.

 

<< La notizia ci ha veramente lasciati di stucco, increduli e cagionato profondo dolore – sono le prime parole del Sindaco Giuseppe Galanti – Non appena avuta la notizia della disgrazia, il pensiero mi è subito andato, in modo particolare, a quel pomeriggio del 19 novembre scorso, quando il  professore Tusa, archeologo di fama mondiale, siciliano doc, nelle vesti di Assessore Regionale ai Beni Culturali, è stato in visita ufficiale nella nostra città, facendo un giro per alcun monumenti, mentre, in modo attento, ascoltava  quelli che sono i nostri progetti per ridare lustro a tutto quanto il territorio comunale, puntando sul turismo attraverso la valorizzazione dei beni monumentali, archeologici, paesaggistici ed ambientali di cui siamo ricchi e fieri.  L’assess. Tusa, già profondo conoscitore della nostra realtà, oltre a prendere atto di tutte le richieste da noi fatte, non ha mancato di affermare che Licata ha tutti gli ingredienti per poter  puntare a alla valorizzazione del suo ricco patrimonio, obiettivi per raggiungere i quali oltre all’intervento della Regione Siciliana è anche auspicabile l’intervento di privati.

Il compianto prof. Tusa, è stato un grande archeologo subacqueo dei nostri mari, la sua  vicinanza e  disponibilità dimostrata nei confronti di Licata,  ha colpito l’assessore Termini, con cui abbiamo condiviso la piacevolezza di quell’incontro e l’avvio di un percorso che  prefigurava  obiettivi finalmente concretizzabili. L’assess. Termini,  mi ha proposto di intitolare a Sebastiano Tusa il nostro Museo del Mare. Non potevo  – conclude il Sindaco – che accogliere con grande favore questa proposta, e con me anche tutti gli altri componenti della Giunta Municipale, per cui sin da subito disporrò l’avvio della predisposizione degli atti e  delle procedure necessarie perchè il Museo del Mare di Licata venga intitolato all’illustre archeologo di fama internazionale>>.     

“I cicli biologici di sviluppo di microrganismi patogeni non sono minimamente influenzati dai tempi della burocrazia delle amministrazioni. La lotta alle zanzare, ad esempio, risulta efficace solo se viene assicurata un’azione larvicida (da effettuare entro il mese di aprile) seguito da un intervento sullo stato adulto”. E’ quanto si legge in una nota con cui il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Agrigento sollecita i sindaci di tutto il territorio provinciale ad attivare le iniziative connesse al buon esito di un’efficace azione di disinfestazione e derattizzazione. Per essere realmente efficaci, specie nei confronti delle temutissime zanzare tigre (aedes albopictus) e delle aedes aegypti (veicolo del virus zika), gli interventi vanno posti in essere da subito al fine di contrastare la proliferazione delle larve degli insetti e non vanificare l’utilità dei successivi cicli. “La derattizzazione – si legge ancora nella nota – dovrebbe essere accompagnata da un serio intervento di pulizia delle aree libere e degli spazi confinati, al fine di evitare un incremento di malattie trasmesse da insetti e roditori. L’attività di prevenzione, attuata nei tempi previsti dalla conoscenze scientifiche, è la sola arma efficace contro malattie come rickettsiosi e leishmaniosi che tanto preoccupano l’opinione pubblica”.

Il Dipartimento mette a disposizione la propria competenza e professionalità per collaborare nell’azione ed offrire ogni consulenza.

Russo Introito: “Si tratta di una opportunità importante, le risorse europee strumento essenziale per la Sicilia”.

 

Dotare il personale degli Enti locali delle opportune conoscenze in materia di progettazione europea, al fine di sfruttare in modo corretto e produttivo i bandi esistenti.

E’ questa la finalità dell’evento “Europrogettare nella Pubblica amministrazione. Pensare per progetti, migliorare le competenze per creare sviluppo”,  promosso dalla Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna e dalla Fidapa di Palma di Montechiaro che si terrà giovedì 14 marzo, dalle 9 alle alle 19  a Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico. 

Un appuntamento che vedrà il contributo della professoressa Germana Di Falco (core expert della Commissione europea, e già docente dell’Università “Bocconi”, esperta di politiche comunitarie e docente della “Business school” del “Sole 24 ore”) e la presenza dei vertici della Cisl Fp, a partire dal segretario confederale di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito e proseguendo con il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera e con il segretario nazionale Luigi Caracausi. A Maurizio Petriccioli, segretario generale Cisl Fp e al vicepresidente nazionale Fidapa, Maria Concetta Oliveri, saranno affidate le conclusioni della giornata.

 

“E’ un appuntamento che definirei prezioso – spiega Russo Introito –  e che mira a fornire le giuste indicazioni ai dipendenti pubblici e agli amministratori locali per sfruttare al meglio i fondi europei per intervenire sulle comunità amministrate, costruendo parchi progetti utili, credibili e finanziabili. Le risorse europee, come è noto, vengono scarsamente utilizzate in Sicilia. Si tratta di un trend che va invertito rapidamente, soprattutto in anni in cui si va sempre più assottigliando la disponibilità economica dei Comuni in termini di spese per investimenti”.

I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato 32 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalita’ mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. L’inchiesta e’ coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano.

Oltre agli assetti territoriali di Cosa nostra, è emerso l’interesse principale di Paolo Calcagno in relazione al sostentamento economico della propria famiglia. Il boss, infatti, nel corso dei colloqui in carcere, aveva fornito alla moglie e al cognato indicazioni sui soggetti ai quali rivolgersi per ricevere le somme di denaro spettanti per lo stretto mantenimento e i profitti dei pregressi investimenti economici realizzati, insieme ad altri affiliati, in attività commerciali pienamente funzionali e attive. È emerso inoltre come il mandamento mafioso di Porta Nuova avesse organizzato le piazze di spaccio di sostanze stupefacenti, che continua a costituire la principale fonte di reddito di Cosa nostra (seguita subito dopo dalle estorsioni), diretta conseguenza della domanda che non accenna a diminuire, anzi sembra in continua crescita; sono state registrate, nel corso delle indagini, numerose richieste di acquisto di droga per uso personale anche da parte di una nutrita schiera di acquirenti costituita da imprenditori e liberi professionisti della città. Sono state, inoltre, individuate due diverse attività, una imprenditoriale e l’altra commerciale a Palermo e riconducibili agli esponenti di vertice di Cosa nostra, ma intestate a prestanome e quindi sottoposte a sequestro preventivo In tema di attività commerciali è stato contestato il reato di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso per avere imposto la fornitura di caffè a bar del territorio. Infine, sono stati individuati gli autori di 5 estorsioni consumate/tentate nei confronti di imprenditori e commercianti costretti al versamento a Cosa nostra di somme di denaro.

Una storia brutale, al limite del reale che ci arriva direttamente da una porzione di terra a cavallo tra le province di Agrigento e Trapani, tra Menfi e Gibellina.

 

Una storia che coinvolge una ragazzina finita nelle grinfie della stessa madre che, sotto compenso e minacce, l’avrebbe fatta prostituire con estranei, gente dai 18 ai 69 anni. Le accuse sono gravissime: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poiché consumati ai danni di una vittima infra quattordicenne). 

Questa mattina il blitz: i carabinieri della Compagnia di Sciacca , guidati dal capitano Luigi Garrì, hanno arrestato questa mattina – su provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Palermo – sei persone: oltre la madre sono finiti in manette anche i “clienti” della ragazzina: si tratta di Pietro Civello, 60 anni di Gibellina, Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

L’attività investigativa ha preso spunto da un controllo su strada effettuato da una pattuglia dell’Arma nel dicembre del 2017, lungo la S.S. 624, nel comune di Sambuca di Sicilia. In quell’occasione, nel cuore della notte, era stata fermata un’auto, a bordo della quale vi erano un 60 enne originario di Gibellina ed una ragazzina 13 enne. I Carabinieri, insospettiti dalle dichiarazioni rese dall’uomo e per la presenza dell’adolescente, con la quale non aveva alcun legame di parentela, decisero subito di approfondire la situazione, accompagnando i due presso la Stazione Carabinieri di Menfi, comune di residenza della minore.

Dopo aver ascoltato l’uomo, la realtà che ne affiorava lasciava intendere che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, ove altri due individui non meglio identificati avrebbero abusato sessualmente della minore, tutto questo con la piena consapevolezza ed il benestare della madre stessa della giovane.

In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato, collocando la ragazzina presso una struttura protetta.

Ma per fare piena luce sulla scioccante vicenda, i militari hanno continuato mediante sofisticate intercettazioni e attraverso pedinamenti, nonchè con il supporto dei Carabinieri del RIS di Messina, a raccogliere tutti gli elementi che hanno permesso oggi di eseguire i provvedimenti restrittivi non solo nei confronti della madre della ragazzina e del Civello, ma anche nei confronti dei clienti con i quali la minore, sotto costante minaccia di morte, era stata costretta ad avere rapporti sessuali.

I Carabinieri sono inoltre riusciti a risalire all’identità dei quattro clienti che, in cambio di somme cha andavano dai 30 ai 200 euro per prestazione, avevano abusato della ragazzina, direttamente presso case di campagna di loro proprietà od addirittura presso un ovile. Nello specifico, quello che gli investigatori hanno appurato, grazie anche alla preziosa collaborazione della minore durante le audizioni protette, avvenute in presenza sia di alcuni militari specializzati per reati in materia di violenza di genere, sia di psicologi incaricati, è la seguente dinamica dei fatti: la madre, di nazionalità romena, assieme all’uomo, si preoccupavano di gestire materialmente l’attività di meretricio accordandosi con i clienti, accompagnando la ragazzina sul luogo prestabilito per l’incontro ed intascando in cambio la somma di denaro stabilita. Tutto questo sotto le costanti e reiterate minacce rivolte dai due nei confronti della giovane.

Durante le audizioni, la minore ha descritto con precisione il luogo degli incontri, le persone e gli oggetti di arredo presenti nei locali utilizzati per le violenze. Grazie a questo ed ai dettagliati sopralluoghi effettuati unitamente agli specialisti del R.I.S. di Messina, i Carabinieri hanno così potuto raccogliere preziosi reperti, contenenti materiale biologico sia della vittima sia di alcuni dei suoi aguzzini. I match positivi forniti dai laboratori scientifici dell’Arma hanno infine confermato pienamente il quadro probatorio.

– Fonte Grandangolo

A proposito della visita domani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro Toninelli per la riapertura dei cantieri della Agrigento-Caltanissetta interviene il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto: “E’ un’opera che, una volta ultimata, non sarà più strategica della Tav, perché è frutto di un normalissimo progetto che realizza un’ infrastruttura di collegamento indispensabile con le principali direttrici regionali, per la quale è trascorso ormai un ventennio dalla convenzione con Anas. Ci serve sin  da allora per far uscire da una marginalità socio-economica e geografica l’area centro-meridionale dell’Isola: una realtà territoriale che registra apprezzabili segnali di vivacità imprenditoriale e che potrebbe ancor più crescere quando saranno garantite adeguate condizioni infrastrutturali. Per tale ragione era partita da Agrigento la protesta di 42 sindaci per lo sblocco di questo, come dell’altro importante cantiere della Agrigento-Palermo sul quale riversiamo da tempo le medesime attese. Mentre c’è una parte d’Italia che dibatte dell’alta velocità o di strade a tre e quattro corsie, qui si attende da anni che l’indispensabile diventi realtà e di propositi e di annunci ne abbiamo sentiti davvero tanti. Questa sia l’ultima riapertura e si dia finalmente addio a semafori, interruzioni, deviazioni, perché la pazienza dei siciliani è stata messa duramente alla prova”.