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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, annuncia la soppressione degli Iacp, gli Istituti autonomi case popolari, e l’affidamento delle relative competenze alle Province. Lo stesso Musumeci spiega: “Intendo cancellare gli istituti per le case popolari che hanno una voragine finanziaria di oltre 30 milioni di euro, dopo aver divorato 270 milioni alla Regione, per affidarne le competenze alle Province. La situazione è drammatica, e lo dimostrano anche le continue occupazioni di edifici. C’è un fabbisogno abitativo di almeno 40.000 alloggi. Presto sarà pronto un disegno di legge di riordino del settore per valorizzare il patrimonio abitativo e dare una sterzata al sistema che non funziona più da tempo, a fronte, peraltro, di una gestione politica degli Iacp spregiudicata e inefficiente. E’ un ‘buco nero’ finanziario e gestionale di cui è parte anche il ruolo esercitato dai ras di diversi quartieri popolari delle città che controllano l’assegnazione delle case a favore di abusivi che poi paradossalmente finiscono per pagare il canone agli Iacp”.

 

“Il caso di meningite batterica diagnosticato nelle scorse ore presso il presidio ospedaliero ‘san Giovanni di Dio’ di Agrigento risulta un episodio isolato ed è già stato preso in carico per la profilassi sanitaria adeguata. Il giovane paziente, giunto al pronto soccorso dell’ospedale agrigentino in stato soporoso, dopo immediata diagnosi per l’ottimale trattamento, è stato poi trasferito presso un’altra struttura ospedaliera siciliana specialistica dedicata. Da contatti avuti in mattinata abbiamo appreso che il ragazzo risponde bene alla terapia e presenta segnali di miglioramento”. E’ quanto dichiara il dottor Gaetano Geraci, direttore del Servizio di sanità pubblica, epidemiologia e medicina preventiva dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento – sottolineando che non è il caso di fare allarmismi.
“La prassi vaccinale, la profilassi e la terapia tempestiva e mirata – afferma il direttore sanitario Asp, dottor Silvio Lo Bosco – sono lo strumento principe nell’azione di controllo e di prevenzione della patologia. La meningite batterica, per quanto non comune, è una malattia seria che può essere evitata attraverso la buona prassi e la terapia tempestiva e appropriata”.

 

 – Vittorio Sgarbi ha dato mandato al suo legale Giampaolo Cicconi di presentare un esposto alla magistratura campana per verificare se i titoli di studio di Luigi Di Maio siano stati conseguiti regolarmente.

 

«In particolare  – spiega Sgarbi che è candidato contro di Maio nel collegio uninominale di Acerra-Pomigliano d’Arco per la Camera dei deputati – intendo verificare se Di Maio abbia realmente svolto le scuole elementari e conseguito il diploma di scuola media.

 Numerosi e concordanti elementi, ormai di dominio pubblico, relativi alle sue lacune su argomenti di storia e geografia che fanno parte del bagaglio di conoscenze di uno studente di scuola media, nonché la sua oramai conclamata incapacità di coniugare i verbi e di confondere i congiuntivi con i condizionali, possono, a evidenza, far ritenere che egli abbia potuto ottenere i titoli della scuola dell’obbligo in maniera fraudolenta.

La magistratura non avrà difficoltà ad accertare questa mia ipotesi, augurandomi che si possa procedere, preliminarmente, con una sorta di “incidente probatorio” sottoponendo Di Maio a un esame pubblico»

OPERAZIONE ANTIMAFIA A PALERMO SCOMMESSE: DI GIACOMO (UNA NUOVA ITALIA-CIVICA POPOLARE), PER TRONCARE DI NETTO RAPPORTI MAFIA-GIOCHI “DIVIETO ASSOLUTO”
“L’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo certifica quanto abbiamo sostenuto dal lontano 2014, quando ci siamo fatti promotori della raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare contro ogni forma di gioco d’azzardo, raccogliendo oltre 100mila firme: la criminalità mafiosa ha messo le mani sul settore delle scommesse. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo candidato di Civica Popolare per il plurinominale Camera Sicilia 1 – 02 (BagheriaMonreale-Marsala).
Quello che emerge dall’inchiesta – dice Di Giacomo che è segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) che ha promosso una campagna sui temi della sicurezza nelle carceri e fuori – è un vero e proprio contratto d’affari tra Cosa Nostra palermitana e un imprenditore del settore dei giochi e delle scommesse, che era riuscito, con l’appoggio delle famiglie mafiose, a monopolizzare il settore che solo in Sicilia nel 2016 ha registrato una raccolta di 4 miliardi 400 milioni. Si è così costruita una rete di agenzie di scommesse abusive, capaci di generare profitti quantificati nell’ordine di oltre un milione di euro mensili. Parte di queste somme, tra i 300 e gli 800 mila euro l’anno, veniva poi distribuita all’organizzazione mafiosa.
C’è un solo modo per troncare di netto i rapporti tra mafia e scommesse: il Divieto Assoluto e totale dei giochi con puntata di denaro, da considerare giochi d’azzardo (uniche eccezioni: il lotto, escluso il lotto istantaneo, le lotterie nelle loro varie forme, e le scommesse sugli eventi sportivi), qualificando come delitto le violazioni del divieto di tenuta del gioco d’azzardo per contrastare la potenza economica delle lobbies di pressione, presenti purtroppo non solo nella criminalità mafiosa ed organizzata ma anche nella politica.
Purtroppo sinora Governi di diverso colore, per reperire ulteriori gettiti fiscali, hanno prodotto una valanga di legalizzazioni di nuovi giochi d’azzardo, anche online, creando la figura dello StatoBiscazziere, quando invece – afferma Di Giacomo – il minor gettito fiscale potrebbe essere compensato, secondo alcuni accreditati studi, dalla riduzione del costo sociale che la collettività dovrebbe affrontare per le conseguenze della diffusione del gioco d’azzardo, solo in parte rappresentato dalle spese di cura per gli 800.000 ludopatici accertati e dai costi della prevenzione nei confronti dei cittadini a rischio (da due a tre milioni). È questa una battaglia – conclude il candidato di Civica Popolare – che condurremo nel nuovo Parlamento. “

Stamattina alle ore 10:30 riapre la Biblioteca di Fontanelle. Presenti, con il sindaco Lillo Firetto e l’assessore Beniamino Biondi, anche alcune classi dell’Istituto Comprensivo di Fontanelle e la classe del Liceo Scientifico Majorana che nel percorso di alternanza scuola/lavoro è stata coinvolta per la realizzazione di questo progetto, accompagnate dai rispettivi Dirigenti Scolastici. “Un obiettivo raggiunto con impegno e determinazione – riferisce l’assessore alle biblioteche Beniamino Biondi – che restituisce finalmente al quartiere di Fontanelle uno spazio di aggregazione socioculturale estremamente importante per l’intera comunità. La Biblioteca riapre gli storici locali dopo più di dieci anni dalla sua improvvisa chiusura, e soprattutto dopo aver finito di essere un triste deposito di libri senza alcuna possibilità di fruizione al pubblico. In alcuni mesi di intenso lavoro si è provveduto alla ricollocazione dei volumi, alla sistemazione dei servizi igienici e dell’impianto di riscaldamento, agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e alla sistemazione di un’area dedicata ai bambini con numerosi libri di gioco. La sala lettura comprende tavoli e sedie bastevoli per circa 20 utenti e sarà immediatamente riattivato anche il sistema di prestito dei volumi. Questa iniziativa serve anche a dotare la città di uno spazio utile per riunioni ed eventi culturali, anche a fini associativi così come spesso viene richiesto, e rientra nell’impegno complessivo di tutta l’Amministrazione Comunale per la riapertura di tutte le sedi periferiche collegate alla Biblioteca La Rocca.”

 

“Nella composizione delle liste, abbiamo fatto delle scelte meritocratiche dosando esperienza e rinnovamento della classe dirigente”. Lo ha detto il segretario della Lega siciliana Angelo Attaguile nel corso della conferenza stampa convocata quest’oggi a Catania, nei locali della segreteria regionale del partito, alla quale hanno preso parte l’on. Carmelo Lo Monte e tutti gli altri candidati scelti dal partito in Sicilia orientale: Fabio Cantarella, Carmen Droise, Angela Damigella, Filippo Drago, Salvatore Scaletta, Luciana Verdiglione e Luigi Melilli.
Illustrando il programma di governo proposto agli elettori, Angelo Attaguile ha parlato della rivoluzione fiscale voluta dalla Lega con l’introduzione della Flat tax al 15% : “Non le solite balle per catturare voti con l’inganno –ha detto Attaguile- ma una proposta fondata sugli studi condotti da economisti di livello, del calibro del prof. Armando Siri, che hanno individuato anche le risorse necessarie ad attuare questa rivoluzione fiscale: 7 miliardi di euro di iva dall’incremento dei consumi, 1,5 miliardi di euro dai nuovi occupati che la Flattax genererà, 20 miliardi di euro dall’emersione della base imponibile, considerato che un fisco giusto, accompagnato da sanzioni severissime per chi evade, spinge a pagare le tasse. E poi il primo anno sono previsti 35 miliardi di euro di extragettito e 25 miliardi nel secondo anno”.
Tutela dei prodotti locali, esaltazione delle autonomie locali, legittima difesa, abolizione della Legge Fornero, stop all’invasione pilotata, sostegno alle famiglie per incrementare le nascite, l’aumento delle vergognose pensioni riconosciute ai disabili, gli altri punti centrali del programma leghista, con il segretario della Lega siciliana Angelo Attaguile che ha poi speso qualche parola in più per il “Piano per il Sud” e la “Pace Fiscale” fortemente voluti dalla Lega nel programma del centrodestra. “Dobbiamo distinguere l’evasore dal contribuente in difficoltà che dichiara ma poi non riesce a pagare tutte le tasse. Tante imprese e tanti italiani le tasse non le hanno potute pagare perché sono disumane. Aboliremo la sanzione usuraia del 30% che scatta quando non si riesce a pagare un’imposta dichiarata, ad esempio l’Iva: solo interessi legali, ma anche l’abolizione della prescrizione contro i furbetti. L’Iva si deve pagare una sola volta e non ad ogni acquisto nei casi in cui è trattenuta a monte (come per i dipendenti pubblici) e poi vogliamo un meccanismo di tracciabilità finanziaria che consenta ai contribuenti di poter scaricare gli scontrini relativi ai vari pagamenti effettuati e comunque per un importo non superiore a quanto si guadagna. Infine la rottamazione delle cartelle esattoriali fino a 100mila euro”.
Attaguile ha infine illustrato il Piano per il Sud messo a punto dalla Lega che prevede investimenti infrastrutturali per oltre 22 miliardi di euro per realizzare, in 6-8 anni, la rete di alta portabilità Salerno-Palermo (l’equivalente dell’Alta velocità per le merci), la areeretroportuali e adattare i fondali di alcuni porti. Un indotto che così potrebbe crescere dagli attuali 6 milioni ai 30 milioni di Teu (misura standard di volume nel trasporto dei container) favorendo la creazione di ben 500mila posti di lavoro. “Uno studio commissionato dalla Lega –ha aggiunto Attaguile- attesta che l’economia generata ci farebbe recuperare nel giro di due anni gli investimenti infrastrutturali operati. Allo stato attuale, infatti, transitano davanti ai nostri porti ben 60 milioni di container (da e per il Canale di Suez), ma viste le nostre carenze infrastrutturali le multinazionali preferisco sdoganare in altri porti europei”. Lo studio spiega come un solo container sdoganato genererebbe economia per 3.500 euro, mentre uno in transito per 700 euro. “Attualmente –ha concluso Attaguile- nonostante i nostri porti in teoria rappresentino il primo e più facile ingresso in Europa, intercettiamo appena il 10% dei flussi economici del Mar Mediterraneo”.

 

 

CASTAGNA CONFERMATA ALLA PRESIDENZA DELLA CIA SICILIA: “INVESTIRE SULL’INNOVAZIONE E POLITICHE ECONOMICHE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE PER RILANCIARE L’AGRICOLTURA”

 

Investire sull’innovazione, provvedimenti immediati che consentano agli agricoltori di fronteggiare l’emergenza provocata dalla siccità che ha danneggiato irrimediabilmente il comparto ortofrutticolo e zootecnico e che sta continuando a penalizzare gli altri comparti, in particolare quello cerealicolo, rivisitazione complessiva del Psr, riforma dei consorzi di bonifica, semplificazione del carico burocratico tramite una digitalizzazione diffusa, una programmazione che sia capace di pensare ad una agricoltura moderna, superamento delle criticità dei pagamenti Agea, coinvolgimento delle Università e degli enti di ricerca per meglio indirizzare gli agricoltori su ciò che il mercato chiede e sulle difficoltà che una certa produzione incontra. Sono queste le principali linee guida e programmatiche emerse nel corso dei lavori della settima assemblea elettiva della Cia Sicilia che si è svolta oggi a Palermo.
Confermata alla presidenza della Cia Sicilia Rosa Giovanna Castagna. L’imprenditrice agricola di Tusa, è stata eletta all’unanimità dall’assemblea regionale, presieduta dal direttore regionale della Cia Sicilia Francesco Costanzo con lo slogan “Agricoltura, innovare per un futuro sostenibile”.
“In questi anni abbiamo affrontato le difficoltà date dalle infelici convergenze economico-politiche – evidenzia Castagna – molte delle quali frutto di una non oculata visione reale dell’agricoltura tutta, siciliana in particolare e dell’incapacità di coniugare potenziale crescita economica, nuove prospettive con la consapevolezza che il settore deve essere adeguatamente sostenuto con politiche economico-fiscali adeguate che ne agevolino lo sviluppo e l’incremento produttivo”. “Bisogna garantire all’imprenditore agricolo un reddito dignitoso, occorrono scelte politiche-economiche a sostegno delle imprese, scelte capaci di intervenire lungo tutta la filiera a tutela delle nostre produzioni”. “E’ anche necessario – sottolinea Castagna – investire sull’innovazione perché con il clima che cambia e le risorse che diminuiscono bisogna preparare una programmazione capace di guardare a scenari futuri diversi, con minore risorse a disposizione e, parallelamente, una maggiore richiesta di produzione agroalimentare”. “In questo senso allora l’innovazione tecnologica è indispensabile per ottimizzare le risorse e non penalizzare le aziende”. “Immaginiamo una futura programmazione – continua Castagna – che abbia lungimiranza e visione, che sia capace di pensare ad una agricoltura moderna, attenta all’uso del suolo, attenta all’ottimizzazione delle risorse e innovata e rinnovata nella propria capacità produttiva: una buona agricoltura che già c’è che sposa un progetto moderno che vogliamo costruire; un grande progetto agricolo regionale che sappia guardare avanti, capace di pensare alla grande varietà colturale delle nostre produzioni con un supporto scientifico che oggi manca”. “Una programmazione forte negli intenti, complessa, ma snella nelle procedure, una programmazione che abbia la forza di una quercia e la leggerezza di una foglia. Bisogna fare i conti con delle condizioni climatiche cambiate, con un clima che ogni anno ci dà meno acqua: occorre razionalizzare al meglio le risorse idriche – continua Castagna – da un lato ottimizzandone la distribuzione, dall’altro intervenendo sugli invasi poiché è nota la necessità di svuotarli per i problemi strutturali, quindi bisogna intervenire affinché l’efficienza degli invasi sia ristabilita e venga garantito l’approvvigionamento idrico necessario alle aziende, ripristinando le reti”. Inoltre, chiediamo all’assessore regionale all’Agricoltura un impegno immediato: disporre l’erogazione di un acconto sulla misura del biologico 2015”.
“La Confederazione italiana agricoltori – dichiara Rossana Zambelli, direttore nazionale della Cia – ha da poco festeggiato quarant’anni di attività. Oggi continuiamo un percorso per la difesa del reddito e del territorio anche in prospettiva futura. Da questo congresso nasce una grande forza che spinge a rafforzare la voce degli agricoltori nei confronti della nuova giunta regionale siciliana e del futuro governo nazionale”.
Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, il vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana Giancarlo Cancelleri e i rappresentanti delle Organizzazioni di categoria.
Eletti vicepresidenti della Cia Sicilia Giuseppe Di Silvestro, Raffaele Migliore e Antonio Cossentino.

In riferimento al conguaglio della Tari 2017, recapitato ai cittadini favaresi nelle ultime settimane, i sottoscritti consiglieri comunali del Gruppo Misto Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Vito Maglio,
considerato che durante l’anno appena trascorso nel centro abitato di Favara è stata effettuata a tappeto la cosiddetta “raccolta differenziata”, finalizzata alla riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
considerato che nel corso del 2017 l’amministrazione comunale, sia pure per le vie non istituzionali, ha più volte comunicato l’ottenimento della “premialità” per la percentuale di rifiuti differenziati smaltiti, incoraggiando, così, la cittadinanza ad aumentare lo sforzo in tale direzione;
considerato che sono tanti i favaresi i quali, avvalendosi dell’isola ecologica ubicata presso la villa Ambrosini, conferiscono, scrupolosamente divisi per tipologia, i rifiuti solidi;
tenuto conto che il costo della Tari 2016 si è rivelato molto più alto del consueto per via dei maggiori costi di conferimento dovuti alla prolungata chiusura, durante l’estate dell’anno in questione, della discarica di Siculiana, con dirottamento degli autocompattatori nella più lontana Lentini (SR), e quindi il suddetto dato non può risultare attendibile ai fini della comparazione dei costi con la Tari 2017;
preso atto che, dall’unica analisi oggettivamente comparabile dei costi annuali (rate più conguaglio), effettuata confrontando la Tari 2015 (quando peraltro la raccolta differenziata è stata parziale, per non dire esigua) e il 2017 (anno di completa, o quasi, raccolta differenziata e senza aggravio di costi), il risparmio medio per unità immobiliare sulla tariffa è stato di appena l’1,6%, non configurandosi, così, la tanto attesa diminuzione dei costi a fronte delle premialità riconosciute;
tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali
chiedono
con carattere d’urgenza e in forma scritta, di relazionare su quanto segue:
– quali sono, suddivisi per tipologia di rifiuto solido urbano (carta, plastica, ferro, vetro, legno, ect.) le quantità di rifiuti differenziati dal Comune di Favara durante il 2017;
– quali sono, distinte per medesima tipologia di rifiuto solido urbano conferito, le somme riconosciute come premialità per l’anno appena trascorso;
– come sono state impiegate le suddette somme introitate da premialità;
– quali atti, di verifica, ispettivi e da capitolato d’appalto, l’amministrazione comunale ha messo in campo o intende disporre, per migliorare la raccolta, il conferimento lo smaltimento e il riutilizzo dei rifiuti differenziati;
– quali procedure sono state attivate per favorire l’emersione delle perduranti sacche di evasione della Tari nel Comune di Favara.
Le suddette richieste, dettate dalle osservazioni di cui sopra e memori dell’approvazione del piano Tari 2017 avvenuta nell’estate scorsa malgrado il parere negativo dei Revisori dei conti, sono finalizzate ad accertare lo stadio qualitativo raggiunto nella politica della raccolta differenziata intrapresa dal Comune di Favara e, nondimeno, a chiarire se in questa città i rifiuti si conferiscono per tipologia, sia da contribuenti noti che da evasori ignoti ma con lo strategico obiettivo di diminuire la tariffa, o invece, passivamente, solo per evitare che la stessa continui ad aumentare – “obtorto collo” – per i soliti noti contribuenti.

 

In riferimento all’attività di riscossione della Tarsu per gli anni passati, affidata dall’amministrazione comunale alla società per la regolamentazione dei rifiuti Ato Agrigento 4 Est (Srr) con apposita convenzione, nel raccogliere e fare proprie le innumerevoli rimostranze e il diffuso disagio che l’utenza Favarese è costretta a vivere dopo il recapito di centinaia di bollette palesemente errate per riferimenti catastali, importi tariffari, aspetti formali, ect., i sottoscritti consiglieri comunali del gruppo misto Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Vito Maglio,
considerato che in ordine alla Tarsu 2011 vengono notificati accertamenti come omessa denuncia nei confronti di contribuenti che hanno un ruolo Tarsu definito da anni;
considerato che vengono emessi doppi accertamenti per la stessa unità immobiliare, traendo spunto pure da indirizzi catastali superati, a carico di contribuenti che invece sono schedati da lustri con un ruolo Tarsu creato, correttamente, sulla base dell’indirizzo di residenza;
considerato che, altresì, vengono riproposti accertamenti su ruoli Tarsu a contribuenti in regola con i pagamenti erroneamente contestati;
considerato che si sono registrati casi nei quali, nell’ambito di un nucleo familiare che paga il ruolo Tarsu a nome di un componente dello stesso, viene notificata l’omessa denuncia anche a nome di un altro componente familiare residente nel medesimo immobile;
considerato che su immobili per i quali era già stata pagata la Tarsu come residenza per l’anno 2011 sono stati notificati accertamenti relativi allo stesso anno addebitati ad attività professionali avviate solo successivamente nella stessa unità catastale;
preso atto che il Comune di Favara, per opera della precedente amministrazione, aveva già emesso accertamento per l’anno 2011;
tenuto conto che per dimostrare le svariate inesattezze riportate nelle notifiche di accertamento il contribuente, qualora per “via amicale” (come riportato nell’allegato alla bolletta) non riuscisse a far valere le proprie ragioni dinanzi all’ufficio tributi del Comune di Favara, deve giocoforza recarsi “per via giudiziale” (opzione capestro ivi riportata nel medesimo allegato) presso la sede della Srr, ubicata presso la zona Asi di Aragona, con evidente dispendio logistico per i soggetti anziani, disabili o non provvisti di patente, nonchè di ferie o permessi per chi lavora;
considerato che oggi, per ovviare alla miriade di errori riportati nelle notifiche di accertamento, esistono diverse opzioni e sistemi di controllo incrociato di cui la Srr, peraltro, dispone da anni;
preso atto che a fronte della moltitudine di utenti in coda per ore nei pochi giorni di ricevimento, dinanzi allo sportello, non si registra, purtroppo, la presenza di un congruo e qualificato numero di funzionari preposti da parte della Srr,
tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali
chiedono
con carattere d’urgenza e in forma scritta, di relazionare su quanto segue:
– quali sono le condizioni, procedure, modalità operative, tempi e costi della convenzione stipulata con la Srr;
– quali atti, di verifica, ispettivi e di monitoraggio periodico, l’amministrazione comunale di Favara ha adottato o intende adottare, in fede alla su richiamata convenzione, per ricondurre nell’alveo della regolarità l’emissione degli accertamenti Tarsu a carico dei contribuenti Favaresi e così garantire efficacia, efficienza e trasparenza, nonché equità, nella politica tributaria cittadina;
– quali dati, relativi ai ruoli Tarsu pregressi, il Comune di Favara ha trasmesso alla Srr a margine della stipula della convenzione;
– perché l’accertamento dei ruoli Tarsu in capo alla Srr per convenzione sia a decorrere dal 2011, laddove il Comune di Favara aveva già emesso, in proprio, gli accertamenti per il medesimo anno.
– a quanto ammonta il dato del sommerso tributario a Favara, stante, appunto, l’accertamento effettuato dalla precedente amministrazione comunale in ordine all’anno 2011.
Le su citate richieste, che rappresentano solo uno spaccato delle svariate problematiche insite nell’emissione degli accertamenti Tarsu 2011 e per le quali si invita l’amministrazione comunale e la presidenza della Srr (che legge per opportuna conoscenza) a porre l’inderogabile attenzione, nascono dall’improcrastinabile esigenza di porre un freno al dilagante scempio messo in campo dagli organi in argomento relativamente agli accertamenti sui ruoli Tarsu pregressi. Lo si deve con solerzia, non fosse altro perché – nemo potest alicui laedere – non è consentito ad alcuno, tantomeno a un ente pubblico, perseverare in questa sorta di accanimento impositivo, in quanto non si può continuare a vessare, chiedendogli più volte il tributo per lo stesso immobile, chi ha sempre onorato i pagamenti della Tarsu prima e della Tari oggi.
Auspicando un celere riscontro alla presente, qualora non si predisponessero tempestivamente in atto gli accorgimenti amministrativi del caso, i sottoscritti consiglieri comunali si riservano di intraprendere le inevitabili azioni legali presso le sedi istituzionalmente preposte.

 

A Canicattì nasce l’Archivio Storico dei Partiti Politici nella Provincia di Agrigento
Canicattì, oltre ad essere città dell’Uva Italia, si sta dimostrando anche città della Cultura. Sabato 3 Febbraio avrà inizio l’attività dell’Archivio Storico dei Partiti e Movimenti Sindacali nella provincia di Agrigento, nato da un gruppo di volenterosi che desiderano raccogliere, catalogare e conservare i documenti, fotografie, fac-smile elettorali, manifesti al fine di conservare tutto quanto e metterlo a disposizione degli studiosi di storiografia. L’iniziativa promossa da Enzo Di Natali, Giovanni Tesè, Giovanni Salvaggio, Salvatore Vaiana ed Enzo Sardo risponde ad una semplice domanda: come evitare che i documenti che si trovano nelle private abitazioni sulla vita politica degli ultimi decenni possano andare perduti?
Il rischio è palese, soprattutto in un periodo segnato da una società definita ‘liquida’, in cui sembra che non ci sia alcun desiderio di conservare la memoria storica.
Per la cronaca, alle ore 17,30, in Corso Umberto, a Canicattì, dopo il saluto del Sindaco Ettore Di Ventura, alcuni fondatori, Salvatore Vaiana, Giovanni Salvaggio ed Enzo Di Natali, illustreranno al qualificato pubblico la lodevole iniziativa, alla quale sono stati invitati anche i protagonisti della vita politica della provincia di Agrigento. Tra il Comune e l’Associazione fondatrice dell’Archivio Storico prossimamente sarà stilato un protocollo d’intesa, avendo lo scopo di assicurare un’ adeguato servizio fruibile dei documenti.
I documenti raccolti saranno inseriti nei diversi Fondi secondo i Partiti che furono protagonisti nella vita politica: Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, Partito Democratico Siciliano, Partito Repubblicano, Movimento Sociale Italiano, Movimenti Sindacali, Gruppi politici spontanei….. Nel giro di pochi anni si è convinti di conservare una ricchezza documentale di particolare importanza.
Inoltre, tra le iniziative, l’Archivio Storico si prefigge di organizzare convegni di alto profilo culturale.