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Le imprese di costruzioni edili dell’Ance Sicilia (L’Associazione nazionale costruttori edili) si mobilitano per sostenere il sistema sanitario della Sicilia pesantemente provato dall’epidemia di covid 19 e che si appresta ad affrontare il picco. L’associazione regionale dei costruttori già nei primi giorni dell’emergenza ha acquistato 9 ventilatori polmonari non invasivi, uno per ogni provincia, con l’impegno assunto dall’azienda fornitrice di consegnarli entro la fine di marzo. Adesso, in anticipo sui tempi contrattuali, sono giunti i primi due apparecchi, che l’Ance Sicilia ha deciso di assegnare subito alle due province che in atto registrano il più elevato numero di ricoveri, ovvero Palermo e Catania. Il presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi, consegnerà il primo apparecchio all’ospedale pediatrico “Di Cristina” di Palermo, e il presidente di Ance Catania, Giuseppe Piana, consegnerà il secondo all’ospedale “San Marco” della città etnea. Gli altri sette ventilatori, la cui fornitura è prevista entro il prossimo 31 marzo, saranno tempestivamente assegnati ad altrettante strutture sanitarie delle restanti province.

I Carabinieri della Stazione di Realmonte hanno arrestato un uomo di 33 anni immigrato dalla Tunisia sorpreso alla guida di un’automobile appena rubata ad Agrigento. Intorno alla mezzanotte una telefonata al 112: “Sono il responsabile di una società, mi hanno rubato l’automobile, in pieno centro cittadino”. Immediato è scattato il rastrellamento dei Carabinieri nel territorio. Il ladro è incappato in uno dei numerosi posti di controllo. Ha invertito la marcia ed è scappato. E’ stato inseguito, bloccato, lui ha opposto resistenza. Risponderà all’autorità giudiziaria di furto e resistenza a pubblico ufficiale. E’ recluso in carcere. L’automobile è stata restituita al legittimo proprietario, che ha ringraziato i Carabinieri per la tempestività del loro intervento.

Ieri lo ha anticipato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e adesso lo conferma la ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina: la chiusura delle scuole sarà prorogata oltre il 3 aprile. E l’Azzolina ha commentato: “Al momento non è possibile fornire una data per l’apertura delle scuole, tutto dipende dall’evoluzione dei prossimi giorni dello scenario epidemiologico. Riapriremo lo scuole solo quando avremo la certezza dell’assoluta sicurezza”. E sull’esame di maturità, che da metà giugno dovrebbe interessare circa 500 mila studenti delle scuole superiori, Lucia Azzolina ha affermato: “Saranno prese misure che dipendono da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diversi scenari possibili, apprezzo molto i documenti che le consulte e il Forum degli studenti mi hanno presentato. Gli studenti stanno mostrando grande maturità, terrò in seria considerazione le loro proposte. Escludo il 6 politico. E al momento escludo anche che l’anno scolastico sia prolungato perché, se la didattica a distanza funziona, non abbiamo motivo di allungarlo, sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane”.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Agrigento, presieduto da Giovanni Vento (nella foto), si è appena riunito in video conferenza, e, a fronte dello stato di emergenza sanitaria e delle difficoltà di approvvigionamento del materiale di protezione individuale che obbligatoriamente deve essere garantito a tutti i medici, ha deliberato l’acquisto con urgenza di 3.000 mascherine modello FFP3 e di 1.000 tute di protezione. Il materiale acquistato, non appena in possesso dell’Ordine dei Medici, sarà distribuito nel più breve tempo possibile a tutti i medici ospedalieri e del territorio della provincia di Agrigento.

l presidente della Regione, Nello Musumeci, ha emesso una nuova ordinanza anti – coronavirus, che limita ancora di più gli spostamenti. In particolare è in vigore il divieto di pratica per ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale, e gli spostamenti con gli animali sono consentiti solamente in prossimità della propria abitazione. Anche in tale caso, le sanzioni a carico dei trasgressori sono previste dall’articolo 650 del codice penale, ovvero fino a tre mesi di arresto o multa. E poi, tutti i negozi attualmente autorizzati dai precedenti provvedimenti, a eccezione di farmacie di turno ed edicole, dovranno restare chiusi la domenica. I sindaci inoltre potranno disporre la riduzione dell’orario di apertura al pubblico nel corso della settimana, ma non per generi alimentari e farmacie. Le uscite dalla propria abitazione per gli acquisti essenziali, a eccezione dei farmaci, sono limitate a una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. Non sarà ammesso, inoltre, l’ingresso nel territorio comunale dei venditori ambulanti al dettaglio provenienti da altri Comuni. Indicazioni stringenti anche per i mezzi di trasporto pubblico urbano: l’accesso agli utenti sarà consentito nella misura massima del 40 per cento dei posti omologati e, comunque, garantendo la distanza minima di un metro. Lo spazio riservato ai conducenti dei mezzi dovrà essere opportunamente delimitato.

“Vorrei sensibilizzare Il Signor Sindaco, quale rappresentante della comunità locale e responsabile in primis della tutela della salute di tutti gli abitanti della città di Agrigento, e tutte le autorità competenti in materia .

Sarebbe necessario adottare ulteriori misure precauzionali che consentano azioni utili alla riduzione del rischio contagio Coronavirus covid-19 , laddove appare più probabile il contatto per maggiori concentrazioni numeriche di persone e in considerazione della percezione dei cittadini rispetto alla situazione in corso e allo scopo di tutelare sia  il personale presente dentro i negozi di generi alimentari sia la gente che acquista.

Una particolare attenzione  va rivolta a questa categoria di lavoratori ad oggi poco menzionata; tutti gli operatori dei Supermercati impegnati tutti i giorni , in prima linea e più soggetti a contrarre il virus , in quanto non sempre vengono rispettati i parametri di sicurezza ed igiene .

La mancanza dei dispositivi di protezione individuale, l elevato afflusso di ogni tipo di clientela rende più agevole la diffusione del covid-19 , si potrebbe anzicchè  limitare l’acquisto della merce come disposto dal Governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci  , impegnarsi a garantire la salute e la sicurezza di questi lavoratori impegnati tutti i giorni  a svolgere la loro mansione in condizioni  di disagio assoluto dato il veloce propagarsi  del virus con l’aggravante dell’asintomaticità .

Una soluzione auspicabile da parte delle autorità competenti è l’ adozione di un provvedimento cautelativo in favore dei cittadini e dei lavoratori imponendo alla  grande e piccola distribuzione

LA CHIUSURA  ANTICIPATA  I POMERIGGI DELLA SETTIMANA E CHIUSURA GIORNI FESTIVI .

Sarebbe di aiuto la collaborazione degli Agrigentini  tutti, nel non affollare ma programmare settimanalmente  gli acquisti e recarsi ai punti vendita per effettive e reali esigenze .

IN un momento così delicato , sarebbe un gesto di grande civiltà e di senso civico , ma soprattutto uno dei modi per far rallentare la corsa della diffusione del Coronavirus covid-19.

Siamo tutti cittadini Italiani siamo tutti lavoratori impegnati , ad oggi ancora non abbiamo l’antivirus ma abbiamo il coraggio ,l’educazione, la responsabilità e lo spirito di solidarietà  verso chi ci circonda ,  per fare il massimo sforzo ed   arrivare ad un obbiettivo comune …”

Lo dichiara il già candidato al Consiglio comunale Gerlando Piparo.

“Occorre misura. Ci vogliono più tamponi. In Sicilia e quindi nella nostra provincia il numero di questi esami è ancora troppo ridotto. Meno che in altre regioni “.  Così il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto che dichiara: “È vero che  quando i tamponi risultano negativi richiedono un secondo esame. Che c’è il rischio di intasare i laboratori e di ritardare i tempi di risposta a altre analisi urgenti. Vero è che i nostri servizi sanitari regionali probabilmente non riescono a supportare un carico enorme. Quel che chiedo è misura. Mi pare che si stia adottando una linea fin troppo prudente sull’uso dei tamponi. Non vorrei che si tramutasse in leggerezza in  territori in cui l’epidemia è appena all’inizio. Abbiamo chiesto  alle persone il sacrificio dell’isolamento sociale, chiediamo di proteggerle con maggiori controlli. In altre regioni si è’ scelta la linea di un utilizzo molto più incisivo dei test diagnostici. Lo studio condotto nel paese di Vo’ in Veneto ha mostrato perlatro che molti soggetti positivi al virus possono anche essere asintomatici. La posta in gioco è’ molto alta : La salute nostra e dei nostri cari. Le strutture sanitarie sono chiamate ad uno sforzo straordinario per la sorveglianza epidemiologica finalizzata alla diagnosi ed all’isolamento  dei pazienti positivi che si è dimostrata come una misura efficace nel contenere il contagio. Ci aspettiamo dunque misure ed interventi adeguati alla gravità della attuale condizione di epidemia”.

Novità in seno ai ruoli apicali della testata e redazione giornalistica di www.sicilia24h.it.

Nell’ambito di una riorganizzazione editoriale ed alla luce di nuovi risultati raggiunti dalla testata giornalistica, riunitosi il cdr del quotidiano on line sono stati cambiati i vertici dei ruoli apicali.

Il Direttore della testata giornalistica rimane Lelio Castaldo; la giornalista Simona Stammelluti è stata nominata vice direttore e prende il posto di Fabio Marchese Ragona a sua volta nominato Direttore Editoriale.

“Stiamo riprogrammando la linea editoriale del giornale – ha dichiarato Lelio Castaldo – a seguito di un brillante e non tanto inaspettato successo che abbiamo constatato da alcune settimane. Personaggi come Fabio Marchese Ragona e Simona Stammeluti non possono che rendere onore ad una testata giornalistica che mi pregio di dirigere. Si tratta di ruoli di assoluta responsabilità e sono certo che sono state messe le persone giuste nel posto giusto. E poi, i nuovi ingressi in redazione, gente straordinaria e con tanta esperienza alle spalle, non fanno altro che incentivare un lavoro che stiamo portando avanti con tanta difficoltà ma anche con tanta soddisfazione”.

“Veniamo a conoscenza che la direzione sanitaria del P.O. di Licata, in violazione delle norme contrattuali vigenti in materia di mobilità d’urgenza di cui al comma 3, lettera a)  dell’articolo 18 CCNL 20/09/2001, al fine di individuare il personale infermieristico da destinare al suddetto servizio, ha emanato delle disposizioni di servizio omettendo di apporre l’obbligatoria indicazione del termine massimo, entro il quale le medesime disposizioni potranno avere legittima validità, che è fissato, per la tipologia di mobilità in argomento, in gg. 30 nell’anno solare. Limite massimo che non può in alcun modo essere superato se non con il consenso formale del dipendente.

Il modus operandi attuato dalla citata direzione sanitaria del P.O. di Licata, che si ribadisce essere illegittimo, sembra, dunque, contenere il predeterminato proposito di sovraesporre al rischio infettivo i soli infermieri destinatari delle disposizioni di servizio suddette che dovrebbero, perciò, in assenza della mancata apposizione dell’anzidetto termine massimo, continuare a prestare servizio, in condizioni di gravissima esposizione al rischio infettivo, fino alla cessazione dell’emergenza!

Anche per quel che riguarda il criterio adottato ai fini dell’individuazione degli sfortunati infermieri destinatari delle disposizioni di che trattasi, abbondano le ombre. Ed infatti la predetta direzione sanitaria non ha reso noto il criterio adottato. Inutile dire che in questo caso la trasparenza doveva essere massima. Ma così non è stato! Si dice, tra gli operatori del P.O. di Licata, che il criterio adottato sia stato quello del sorteggio. Ma se così fosse, ci chiediamo :

  1. perché non è stato scritto nelle disposizioni?? Ciò avrebbe evitato che i destinatari delle disposizioni si sentissero, come è comprensibile, “carne da macello”!!
  2. da chi, dove, e in presenza di quali garanti è stato eseguito il sorteggio??
  3. Esiste un verbale che da atto del regolare svolgimento dello stesso?

A questi quesiti sono tenute a rispondere le LL.SS. nell’ipotesi in cui volessero avallare il predetto operato della direzione sanitaria del P.O. di Licata e, avallandolo, assumersene la responsabilità sotto ogni profilo!

Per quel che ci riguarda, in considerazione di quanto suesposto, chiediamo che l’individuazione venga rifatta con criteri di assoluta trasparenza, equità e rispetto di quanto previsto dall’istituto contrattuale della mobilità d’urgenza. Ove ciò non accadesse non esiteremo a raccogliere ulteriori elementi da esporre a salvaguardia dei lavoratori e del pubblico interesse.

Restiamo in attesa di urgente riscontro in ordine ai provvedimenti che le LL.SS. vorranno eventualmente adottare”.

Lo scrive il segretario generale della Fials Amedeo Fuliano.

Dopo l’intervento del Governatore Musumeci e di alcuni Sindaci con in testa quello di Messina Cateno De Luca da domani in Sicilia scende in campo l’esercito anche per limitare spostamenti ed eventuali assembramenti per le misure di contenimento al coronavirus.

Dopo che negli ultimi giorni i contagi sono aumentati con il serio rischio di picchi nelle prossime settimane si mettono in campo misure ancora più drastiche.

Ecco la nota ufficiale del Presidente della Regione Nello Musumeci:

“Una parte dei militari dell’Esercito in servizio in Sicilia sarà da domani impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri.
Lo ha assicurato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in un colloquio con il presidente della Regione Nello Musumeci.
Il governatore dell’Isola aveva avanzato ieri un’ulteriore richiesta formale, in tal senso, al capo del Viminale, allarmato dalla crescita del tasso di contagio che da alcuni giorni si registra in Sicilia.”