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Il consigliere comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, si è rivolto all’amministrazione comunale e ha chiesto provvedimenti urgenti di recupero sicurezza della via Elio Vittorini, ex via Tortorelle, a tutela della incolumità pubblica e privata. Peraltro, via Vittorini è una “via di fuga” secondo il piano comunale della Protezione civile. Lo stesso Gibilaro afferma: “Le condizioni di via Vittorini si sono ulteriormente aggravate nel corso degli anni, causando anche gravi sinistri stradali e disagio per i numerosi utenti che quotidianamente la percorrono”.

In riferimento alle notizie date recentemente alla Stampa circa scoperte archeologiche sulla Rocca San Nicola a Licata da parte del Gruppo Archeologico Finziade di Licata si comunica quanto segue.

A seguito di comunicazioni del Gruppo Finziade circa importanti scoperte archeologiche sulla rocca San Nicola, con nota ufficiale del 06 marzo c.a. che si allega, la Soprintendenza ha informato il Gruppo Finziade che le strutture sullo scoglio, tra cui una Chiesetta, sono ampiamente citate nella storiografia già dal XII secolo (la Ecclesia Sancti Nicolai de insula), poi ripresa dal Fazello e successivamente da tutti gli studiosi moderni che si sono occupati di Licata. Alla fine degli anni Settanta la Soprintendenza ha redatto la carta archeologica, con il rilievo grafico e fotografico delle strutture, nel tempo implementata in seguito ai regolari sopralluoghi che vi sono stati effettuati. Agli inizi degli anni Ottanta è stata realizzata la carta archeologica dei rinvenimenti subacquei, realizzata nell’ambito di prospezioni nel tratto di mare fra Falconara e Torre di Gaffe comprendendo, pertanto, anche l’isolotto di San Nicola.

Sulla base di tali importanti rinvenimenti la Soprintendenza ha imposto nel 1984 il vincolo archeologico diretto.

Nonostante la nota ufficiale, il sig. Fabio Amato ha dato alla stampa e con varie interviste la notizia di scoperte archeologiche fatte a suo dire dal Gruppo Finziade ma, come facile capire, conosciute (da molti secoli) e tutelate con vincolo archeologico diretto ai sensi del D.L. 42 del 2004.

I Carabinieri del centro anticrimine natura hanno posto sotto sequestro il depuratore di Lampedusa.

L’inchiesta, coordinata dal capo della Procura Luigi Patronaggio, ha riscontrato impianti non funzionanti e livelli di inquinamento da batteri fecali 10 mila volte superiori ai limiti di legge. Tredici gli avvisi di garanzia notificati ad altrettante persone e sequestrati 600 tonnellate di materiali.

Fra gli indagati spiccano i nomi dell’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e dell’attuale primo cittadino Totò Martello. Nell’inchiesta anche una decina di tecnici e funzionari comunali.

Fra le ipotesi di reato contestate: inquinamento ambientale, falso, truffa, omissione d’atti d’ufficio, frode in pubbliche forniture. 

Insomma, un depuratore che non avrebbe funzionato nonostante un finanziamento di 8 milioni di euro che avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi entro 24 mesi. Ma tale circostanza non si è verificata.

L’indagine è stata condotta dai Carabinieri del comando provinciale di Agrigento agli ordini del colonnello Pellegrino ed è coordinata, oltre dal dott. Patronaggio, anche dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Alessandra Russo.

 https://youtu.be/T0bu8hUbdW4

“ A JEAN MARC BODART AMICO DI AGRIGENTO ”
Sabato 9 giugno, a tre mesi esatti dalla tragedia che ha sconvolto la famiglia di Jean Marc Bodart, il marciatore belga di 59 anni morto improvvisamente la sera dell’8 marzo scorso, mentre era in corso la Fiaccolata del “73° Festival internazionale del Mandorlo in fiore”, familiari e amici saranno nella città dei templi per l’intitolazione di una sala del Palazzo dei Filippini in sua memoria. Per volere del sindaco Lillo Firetto, che ha interpretato il desidero di tanti concittadini, sabato 9 giugno si terrà una cerimonia commemorativa alla presenza dei famigliari del marciatore, e di una nutrita rappresentanza di amici, colleghi nonché autorità della città di Florennes, dove Jean Marc risiedeva, oltre ad alcuni componenti del gruppo “Entre-Sambre-et-Meuse” e di giornalisti della Stampa belga che seguivano abitualmente le attività dei marciatori. Nell’occasione, verrà presentato, alle 11.00, un video filmato che riassume la figura del “tamburo maggiore” della Compagnia Entre-Sambre-et-Meuse, inclusa tra i patrimoni immateriali dell’umanità dall’Unesco, ex commissario di polizia e grande appassionato di marce popolari che in passato aveva anche ricoperto la carica di direttore della Royal Association of Folkoric Marches (AMFESM). In una lettera fatta pervenire al sindaco Firetto, attraverso l’ambasciata del Belgio a Roma, i figli Patrik e Benoit Bodart avevano espresso il proprio compiacimento per l’iniziativa della Città dei templi e mostrato gratitudine verso la comunità agrigentina affermando che “manterremo sempre un ricordo vivissimo della bella esperienza nell’incantevole città di Agrigento” . Sempre nella lettera indirizzata al sindaco Firetto si fa riferimento a quanto fatto in occasione del malore e del decesso del padre, avvenuto drammaticamente sotto gli occhi di migliaia di persone nella centralissima via Atenea, nonché la vicinanza dimostrata ai familiari anche dopo la tragedia. Da Sabato 9 giugno una targa, con una semplice scritta, ricorderà per sempre, al secondo piano dell’ex Collegio dei Padri Filippini, la figura del marciatore: “Jean Marc Bodart, amico di Agrigento”.

 

La data del 3 maggio è da segnare in agenda: “Una fiera per costruire” apre i battenti offrendo a un vario target di utenti la possibilità di visitare oltre 30 aziende leader nel settore dell’edilizia e della casa,che espongono al centro commerciale Città dei Templi, e scoprire le ultime novità in fatto di costruzione ecosostenibile, di impianti riscaldamenti, di energie alternative senza farci mancare la bellezza degli arredi per interni ed esterni di ultima generazione o perfino gli infissi più pregiati. E non solo. “Una fiera per costruire” offre a tutti l’opportunità di partecipare ai seminari formativi insieme con i componenti degli Ordini professionali, centrati su argomenti di rilevante importanza.

Il Salone dedicato all’edilizia e alla casa, si terrà al centro commerciale Città dei Templi a Villaseta ed è organizzato da Gianpaolo Baio e Angelo Buscaglia, di Gea Comunicazione & Marketing.

“Nell’edilizia ci sono settori che raccolgono l’attenzione di tutti: professionisti, pubbliche amministrazioni e cittadini – affermano Gianpaolo Baio e Angelo Buscaglia -E’ il caso del recupero del patrimonio edilizio, dell’arredo e del decoro urbano, della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come la scelta di materiale ecosostenibile per la costruzione o la ristrutturazione di unità abitative, del tipo di impianto di riscaldamento, dell’efficienza energetica e anche del comfort degli ambienti. Decisioni che vanno prese fin dalla progettazione e costruzione o in fase di ristrutturazione dell’abitazione”.

I visitatori di Una fiera per costruire potranno ottenere tutte le informazioni per costruire abitazioni ecosostenibili, contribuendo al miglioramento della qualità ambientale con azioni che puntano sull’aumento dell’efficienza energetica e del comfort degli ambienti a uso abitativo e non, alla promozione di iniziative e pratiche a favore della sostenibilità urbana.

L’apertura dei lavori è prevista alle 9 di giovedì 3 maggio mentre alle 11 si terrà la cerimonia di inaugurazione, seguita da un aperitivo di benvenuto.

 

I seminari formativi:

 

  • giovedì 3 maggio, alle 17: “Arredo e decoro urbano”

 

  • venerdì 4 maggio, alle 17: “Riqualifichiamo il territorio – Recupero del patrimonio edilizio, un’opportunità di sviluppo”

 

  • sabato 5 maggio, alle 17: “Sicurezza nei luoghi di lavoro Conoscere per prevenire”

Operazione Ps contro cosca, inchiesta Dda di CaltanissettaNuovo colpo della polizia contro il clan Rinzivillo di Gela, legato a Cosa nostra.
    Personale della Squadra mobile di Caltanissetta e del Commissariato di Gela stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 10 indagati.
    Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, traffico e spaccio di stupefacenti ed all’alterazione – rendendo idonee allo sparo armi giocattolo o a salve – alla vendita, cessione di armi comuni da sparo. Contestata l’aggravante di avere commesso i fatti al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata cosa nostra operante a Gela sul resto del territorio siciliano.
    Particolari sull’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10 nel Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, alla presenza del procuratore Amedeo Bertone.

Sembra una telenovela, ma in realtà si tratta di un colpo di scena avvenuto durante il processo che vede imputato un empedoclino di 44 anni accusato di aver picchiato e violentato nel 2007 la cognata.

Dopo 11 lunghi anni sembrerebbe che fra i due cognati sia scoppiata la pace e non si esclude il ritiro della querela da parte della donna.

Secondo l’originaria accusa l’uomo avrebbe prima picchiato la donna e poi trascinata in camera da letto per consumare un rapporto sessuale. Dopo i primi palpeggiamenti, la donna, all’epoca 19enne, riuscì a svincolarsi dall’uomo grazie anche dopo avere inferto con il proprio cellulare un colpo in testa all’uomo.

Da li la denuncia. Oggi il probabile ritiro della stessa che, comunque, alleggerisce soltanto la posizione dell’uomo dato che il reato è perseguibile di ufficio.

I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, capitanati dal vice Questore, Cesare Castelli, hanno arrestato Calogero Condello, 32 anni, di Porto Empedocle. Si tratta di colui che lo scorso 10 aprile, ad Agrigento, nei locali dell’Azienda sanitaria provinciale, al Viale della Vittoria, ha aggredito e picchiato violentemente un impiegato dell’Azienda sanitaria, un uomo di 50 anni, di Raffadali, impegnato a svolgere le funzioni di segretario della commissione invalidi civili, in corso di riunione. La vittima ha subito la frattura del cranio ed una emorragia cerebrale, ed è stata ricoverata in ospedale in prognosi riservata, poi di 40 giorni. Poche ore dopo quanto accaduto, Condello si è presentato al Commissariato di Porto Empedocle ed è stato denunciato. Adesso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, ha emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, e con braccialetto elettronico, su richiesta della Procura. Condello risponde di lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.


Dopo l’accusa lanciata dalla Sindaca del comune di Porto Empedocle, avevamo invitato la stessa a mezzo lettera ad un confronto per discutere sulle prospettive di sviluppo e il rilancio del paese.

Ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta e francamente ce lo aspettavamo.

Invece, pensiamo che a Porto Empedocle urge un confronto, serve che chi governa la città marinara si apra al dialogo e al confronto con i cittadini, le forze sociali, i commercianti, gli operatori turistici, gli imprenditori, le associazioni, la comunità ecclesiale, i partiti politici.

Riteniamo utile che in questo momento di grande difficoltà ci sia la necessità che ogni attore dia il proprio contributo per rendere migliore la comunità.

Per uscire da questa crisi economica e sociale serve ripensare e rimodulare la conduzione del comune.

Nei primi mesi del 2016 avevamo visto bene e lanciato l’ipotesi di un “governo di salute pubblica”, pensavamo allora ed oggi ancora di più, che Porto Empedocle per risollevarsi deve trovare la massima condivisione tra tutti gli attori economici e sociali, ed abbandonare gli individualismi che stanno caratterizzando gli ultimi anni.

Questa amministrazione da sola non ce la potrà fare, per il bene degli empedoclini, prima che sia troppo tardi, si apra alla collettività.

Pertanto, la Cisl Empedoclina lancia un appello, a tutte le forze sane del paese con la speranza che non passi inosservato come accadde nel 2016, per realizzare una assemblea cittadina che possa stimolare l’ Amministrazione a cambiare passo.
 

Il dibattito sul destino del viadotto Morandi ad Agrigento, tra demolizionisti e non, e anche alternativisti, come il sindaco Firetto.

Tra l’amministrazione comunale di Agrigento, presieduta dal sindaco, Calogero Firetto, e l’Anas, è in corso una interlocuzione tendente, almeno nelle intenzioni del sindaco, a modificare le prospettive di intervento sulla seconda parte del viadotto Morandi tra Agrigento e Porto Empedocle. Si tratta del viadotto chiuso da tempo al transito, per il cui consolidamento e recupero è pronto un progetto da 30 milioni di euro. E’ necessario predisporre il bando di gara, e poi occorreranno almeno tre anni per la conclusione dei lavori.

Il sindaco Firetto ritiene più opportuno che lo stesso denaro sia utilizzato invece per costruire una strada raso terra, capace di superare in modo definitivo il problema del collegamento da Agrigento a Porto Empedocle e viceversa. Infatti, il viadotto Morandi è una struttura tecnicamente obsoleta, e non sarebbe affatto improbabile che dopo 10 anni dagli interventi preventivati oggi ci si ritrovi nelle stesse condizioni di precarietà.

L’Anas ha recepito ed è in corso un’attività di valutazione. Ovviamente in tale ragionamento non rientra la prima parte del viadotto Morandi, che è ormai a tutti gli effetti una preziosa circonvallazione a sud – ovest della città. Intorno al destino del secondo tratto del viadotto è insorto un vivace dibattito sociale, tra ‘demolizionisti’ e “non demolizionisti’, e adesso anche tra ‘alternativisti alla Firetto’ e non ‘alternativisti’ in riferimento alla strada a raso terra: il che si traduce nell’eventuale accontentarsi dell’attuale transito alternativo alla chiusura del secondo tratto del viadotto Morandi, ossia da contrada Sant’Anna verso Villaseta oppure dal Quadrivio Spinasanta e contrada Fondacazzo ancora verso Villaseta, Monserrato e quindi Porto Empedocle, reinserendosi in marcia lungo la statale 115. Non sfugge ad alcuno che si tratta di tracciati alternativi alquanto precari e al limite della praticabilità, e che quindi è ragionevole inchiodare la punta del compasso dell’attenzione sul viadotto Morandi, o su o giù: o si recupera a sicurezza e si attraversa su, oppure si costruisce la strada pianeggiante, e quindi si viaggia giù.

A.R. (teleacras)