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Il capogruppo FAI Giovani Ruben Russo ha presentato nel corso di una  conviviale, il nuovo direttivo del Gruppo FAI Giovani
La nuova squadra è formata da Alessandro La Rosa che svolgerà le funzioni di Segretario, Vanessa Cacioppo, responsabile dei volontari, Livio Reginella che avrà la responsabilità della raccolta fondi e Simona Volpe, che assumerà la responsabilità della Cultura.
Nel corso della serata, alla quale hanno anche partecipato i delegati FAI di Agrigento e i volontari, il Capo delegazione, Giuseppe Taibi, ha ringraziato tutti i Volontari, i delegati,  il FAI Giovani e lo Staff della kolymbethra per il successo delle recenti  Giornate FAI di Primavera ed ha anticipato l’imminente inizio  del censimento  “I Luoghi del Cuore”, la campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI.
“I Luoghi del Cuore”, ricordiamo, è il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio che permette ai cittadini di segnalare al FAI attraverso un censimento biennale i luoghi da non dimenticare. Nel corso dell’ultimo censimento, il territorio agrigentino è stato premiato con diversi luoghi che hanno superato i 2000 voti. Tra questi, la Scala dei Turchi, il Teatro Andromeda, l’Officina delle Tradizioni Popolari, il boschetto di Maddalusa, l’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina e la Biblioteca Lucchesiana.
Quest’ultima, inoltre, grazie al successo ottenuto al censimento 2020, è stata scelta, insieme al Museo Archeologico Pietro Griffo, quale sede del
Progetto Genesi: Arte e Diritti Umani, in mostra ad Agrigento dal 5 giugno al 4 settembre 2022.
Si tratta di una mostra espositiva itinerante, a cura di Ilaria Bernardi, che ha percorso l’Italia da Nord a Sud, toccando quattro città: Varese, Assisi, Matera, per chiudere ad Agrigento. Le città scelte sono tutte di grande rilevanza dal punto di vista storico-artistico e ambientale e sono siti sedi di beni patrimonio UNESCO.

4.106 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 29.438 tamponi processati in Sicilia. . Il tasso di positività è al 14%. La Sicilia è oggi al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 124.661 con un aumento di 383 casi. I guariti sono 4.539 mentre le vittime sono 20 portano il totale dei decessi a 10.549. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 897, in terapia intensiva sono 47.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.145 casi, Catania 825, Messina 971, Siracusa 423, Trapani 446, Ragusa 310, Caltanissetta 242, Agrigento 396, Enna 184.

Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, un incontro tra tutte le componenti della coalizione che sostengono Matteo Mangiacavallo, alla presenza dell’associazione politico culturale “Sciacca al Centro” rappresentata da Fabrizio Di Paola.

Sono state chiarite tutte le questioni che a tutt’oggi non consentivano di definire complessivamente l’alleanza e si è espresso apprezzamento per la decisione assunta da “Sciacca al Centro” con una coerente scelta sostenuta da Fabrizio Di Paola finalizzata a confermare la sua presenza all’interno del fronte di centro-destra a sostegno di Matteo Mangiacavallo.

Nei prossimi giorni saranno messi a punto, sul piano strategico, le modalità attraverso le quali l’associazione parteciperà alla prossima consultazione elettorale.

A supportare la candidatura di Mangiacavallo Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima, Mpa, Udc e Forza Italia.

C’è purtroppo una vittima nell’incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio di oggi sulla stradale statale 624 tra la contrada Piana e la zona Misilmeri. Due auto si sono scontrate per cause in corso di accertamento da parte  dei carabinieri. A perdere la vita è stata una donna di 65 anni di Sciacca, Concetta Cirafisi  la quale si trovava sul sedile posteriore dell’auto guidata dalla figlia passeggeri a bordo del Suv coinvolto nell’incidente. L’impatto contro un palo che era ai bordi della strada gli è stato fatale. Aveva accanto sul seggiolino il nipote di pochi mesi, rimasto leggermente ferito come la madre.
Ferite non gravi anche per l’infermiere di Santa Margherita Belice che era a bordo della Mazda che seguiva il Suv, contro il quale si è scontrato. I due mezzi, dunque, viaggiavano entrambi in direzione Sciacca, ma la dinamica esatta dell’incidente è attualmente al vaglio dei carabinieri .

A Porto Empedocle, in contrada Ciuccafa, ignoti hanno versato benzina sulla porta di ingresso dell’abitazione di un disoccupato di 37 anni e hanno appiccato il fuoco. A lanciare l’allarme sono stati alcuni residenti della zona che si sono accorti del fumo e delle fiamme. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri. La Procura della Repubblica ha avviato un’inchiesta per danneggiamento a seguito d’incendio a carico di ignoti.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Gloria Andreoli, ha proposto alla sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, la condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione a carico di Vincenzo Di Rosa, 56 anni, di Agrigento, ex direttore delle Poste di Castrofilippo, inquisito di peculato e truffa perché si sarebbe appropriato di soldi dei risparmiatori e dell’ufficio. Lo stesso Vincenzo Di Rosa, difeso dall’avvocato Alfonso Neri, ha già subito un sequestro di beni di circa 200mila euro, a garanzia di quanto sarebbe obbligato a restituire. L’indagine è scaturita da un’ispezione interna del servizio investigativo che ha raccolto alcune segnalazioni e ha deciso di approfondire.

I Carabinieri hanno denunciato a piede libero, per detenzione di droga a fine di spaccio, un uomo di 33 anni immigrato dal Gambia e residente ad Agrigento in una Comunità alloggio per migranti. E’ stato sorpreso a bordo di una Fiat Punto in compagnia di un amico, in via Dante, in possesso di 4,5 grammi di cocaina, divisi in 10 dosi, e 5,4 grammi di crack, divisi in 13 dosi. Il conducente dell’automobile, un romeno residente ad Agrigento, è stato segnalato alla Prefettura per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale: nel corso di una perquisizione domiciliare sono stati trovati 2,7 grammi di marijuana.

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, pronunciandosi sull’istanza presentata dagli avvocati Giovanni Castronovo e Santo Lucia, ha sostituito la misura cautelare del carcere con quella degli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico e comunque fuori il territorio di Licata) nei confronti di Antonio Casaccio, 28 anni, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta sulle torture avvenute a Licata ai danni di alcuni disabili. Il pm Gianluca Caputo della procura di Agrigento aveva espresso parere negativo alla scarcerazione.

Casaccio fu condannato lo scorso dicembre – insieme ad altre tre persone – a nove anni di reclusione per tortura, primo caso in Sicilia dall’istituzione del reato nel 2017. Casaccio lascia, dunque, il carcere dove si trovava dal 26 gennaio del 2021.

Il giudice sottolinea: “Bisogna tenere conto di una rivalutazione consapevole da parte dell’imputato della sua condotta e, comunque, della necessità di contemperare la misura in atto con le esigenze cautelari”.

I disabili, secondo quanto ha accertato il processo concluso con 4 condanne fra i 7 e i 9 anni di carcere, sarebbero stati picchiati, sequestrati e umiliati nella propria abitazione o per strada. In una circostanza uno dei tre invalidi civili sarebbe stato brutalmente pestato con un bastone, legato con del nastro adesivo e abbandonato per strada fino a quando una donna di passaggio non lo liberò.

In altre sarebbero stati umiliati con della vernice al volto e con una sostanza che aveva provocato la caduta dei capelli. Oppure, ancora, legati a una sedia con un secchio in testa e picchiati. Calci, pugni, bastonate e minacce di morte. Il tutto sempre filmato con degli smartphone e diffuso in rete, sui social con titoli di derisione.

Un racconto dell’orrore, andato avanti per molti giorni, con tre vittime scelte a caso, solo perchè disabili. La loro “ribellione”, dopo gli ennesimi pestaggi, ha fatto scattare l’inchiesta, che la Procura di Agrigento ha delegato ai carabinieri di Licata. Durante le indagini anche il padre di una delle tre vittime ha raccontato ai militari i danni psichici subiti dal figlio.

6.550 i nuovi casi di Covid19, registrati a fronte di 34.358 tamponi processati in Sicilia. Ieri i nuovi positivi erano 1803. Il tasso di positivita’ sale al 19% mentre ieri era al 14,4%. La Sicilia è oggi al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 124.278 con un aumento di 2.314 casi. I guariti sono 4.704 mentre le vittime sono 25 portando il totale dei decessi a 10.529. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 911, in terapia intensiva sono 49.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.791 casi, Catania 1324, Messina 813, Siracusa 783, Trapani 631, Ragusa 486, Caltanissetta 391, Agrigento 719, Enna 123.

Il Codacons Nazionale, il Codacons Sicilia e il Movimento Politico Consumatori Italiani  esprimono solidarietà a Giuseppe Di Rosa (Vice Presidente Provinciale Codacons), impegnato in queste ore in uno sciopero della fame e incatenato davanti al Comune di Agrigento in segno di protesta contro lo sperpero delle risorse pubbliche.
Appoggiamo pienamente l’iniziativa di Di Rosa, ed esprimiamo piena solidarietà per lo sciopero della fame avviato, sperando che le istituzioni possano ascoltare le giuste istanze dei cittadini – afferma il Codacons Nazionale – La battaglia di Di Rosa, infatti, è finalizzata a chiedere più trasparenza circa l’uso dei soldi pubblici e a combattere sprechi e inefficienze della pubblica amministrazione. Una iniziativa coraggiosa del rappresentante Codacons di Agrigento a tutela di tutti i siciliani danneggiati da utilizzi impropri dei fondi pubblici e dalla scarsa trasparenza della P.A.