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Finanziato dalla Regione Siciliana, il programma di manutenzione straordinaria di strade e scuole del libero Consorzio di Agrigento per gli anni 2021-2025.

Il decreto, firmato dall’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali retto da Marco Zambuto, destina più di 47 milioni utilizzando i fondi di un Accordo sottoscritto nel 2018 tra Stato e Regione.

Tale decreto garantirà diversi interventi come la progettazione dei lavori per l’adeguamento antisismico e impiantistico nelle scuole. In particolare all’ Istituto magistrale “F. Crispi” di Ribera e all’Istituto d’Arte “Bonachia” di Sciacca andranno rispettivamente 5 milioni di euro e più di 2 milioni all’Istituto Alberghiero di Sciacca. Sono invece previsti 4 milioni per il completamento dell’ITC di Campobello di Licata.

Per quanto riguarda la viabilità: sono stati stanziati per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali 25 milioni e 7 milioni per le strade ex consortili ed ex regionali.

“Un segnale di concretezza politica e un nuovo impegno mantenuto nei confronti della provincia di Agrigento” – commenta l’assessore Regionali alle Autonomie Locali Marco Zambuto -.

In base alla relazione della Protezione civile regionale, diretta da Salvo Cocina, lo stato di emergenza per i danni causati dagli eventi meteo fra l’8 e il 17 novembre sono stati estesi anche a diversi Comuni inizialmente esclusi. In provincia di Agrigento si tratta di: Agrigento, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Camastra, Cammarata, Canicatti, Cattolica Eraclea, Cianciana, Grotte, Licata, Menfi, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sciacca, Siculiana, e Villafranca Sicula.

Dai dirigenti medici in servizio nell’Unità operativa complessa di Cardiologia e di Terapia intensiva coronarica all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento riceviamo e pubblichiamo:

Noi sottoscritti dirigenti medici in servizio presso l’U.O.C. di Cardiologia ed UTIC dell’Ospedale San Giovanni di Dio con la presente intendono informare la cittadinanza di quanto segue:
La nostra UO è inserita nella rete delle emergenze e nella rete dell’infarto come “centro Hub” di riferimento per tutto il bacino afferente, svolge in regime h24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno procedure di cardiologia interventistica coronarica urgenti e programmate, procedure di cardiologia interventistica vascolare e strutturale, con assicurata reperibilità notturna e festiva, rappresenta centro di Cardiologia interventistica ad elevato volume, tra i primi in Sicilia ed sul territorio nazionale, svolge procedure di elettrofisiologia ed elettrostimolazione giornaliere, assicura assistenza in regime di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) su 8 posti letto e in regime di degenza con due blocchi da 20 posti letto per un totale di 24 posti letto, svolge attività ambulatoriali con prestazioni cardiologiche specifiche e non effettuate in nessun altro presidio della ASP1 di Agrigento (Ecostress, ecocardiogrammi trans-esofagei, doppler trans-cranici, ambulatorio di scompenso cardiaco e ambulatorio di cardio-oncologia).
Orbene, sino ad oggi noi sottoscritti dirigenti medici abbiamo svolto il nostro servizio con la gratificazione di vedere riconosciuto il nostro impegno e la nostra dedizione sia dalla popolazione, che sapeva di poter contare su un servizio di alto profilo, sia dell’amministrazione dell’ ASP che non ci ha mai fatto mancare materiali e supporto morale. Sino ad oggi. Si perché negli ultimi mesi il nuovo Direttore del Dipartimento ha imbastito quello che per noi è un vero e proprio attacco frontale, disponendo ripetutamente ordini di servizio per tutto il personale medico della UOC di Cardiologia di Agrigento per la copertura dei turni presso l’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Licata, in carenza cronica di personale, senza aver mai ritenuto prima nemmeno di incontrarci. Si tenga presente che nel corso degli ultimi anni per ovviare a tale situazione ci siamo più e più volte prestati ad eseguire turni di servizio a Licata con la veste delle prestazioni aggiuntive fuori orario di servizio, ma sempre con la promessa che si sarebbe trattato di un problema transitorio destinato ad essere risolto nel giro di poco, come del resto ci era stato anticipato non più tardi di qualche mese fa, in quanto si delineava un accorpamento dell’UO di Cardiologia di Licata con l’UO di Medicina per ottimizzare le risorse di personale. Adesso restiamo sconcertati nel ricevere ogni mese questa pioggia di ordini di servizio, istituto previsto in condizioni eccezionali e non per situazioni croniche ed annose come questa, che mettono in seria difficoltà la nostra organizzazione del lavoro presso la nostra sede naturale di servizio, ovvero l’ospedale San Giovanni di Dio. Sì perché privare l’UOC di Cardiologia del nostro ospedale quotidianamente di un paio di unità mediche da impiegare presso il presidio di Licata si ripercuote pesantemente sui turni del presidio di Agrigento, costringendo spesso a non poter garantire l’ampio ventaglio di servizi che tale struttura offre. Capita così che si debba posticipare un intervento di alta specializzazione come l’impianto di correzione di un vizio valvolare cardiaco perché il medico operatore si trova impegnato a sostenere il turno di guardia cardiologica all’ospedale di Licata! Massimo rispetto per tutti i colleghi ma è normale che un collega proveniente da altra ASP che non è nemmeno dotata di Laboratorio di Emodinamica e Cardiologia interventistica e che quindi nella sua carriera si è limitato a trasferire i pazienti colpiti da infarto al centro di Emodinamica più vicino, decida tout court di giocare al ribasso in questa maniera? Siamo sicuri che sia ragionevole una scelta del genere? Qualunque ASP a nostro parere, ragionando da Azienda, come recita il titolo, Azienda Ospedaliera Provinciale, sicuramente ha una strategia generale volta a incrementare la produttività e la qualità dei servizi offerti dal personale, e non ci sembra molto strategico impiegare un’ unità medica che svolge quotidianamente attività di alta specializzzione come test provocativi, angioplastiche, impianto di pace-maker etc. etc. per semplici turni di guardia/Pronto soccorso che potrebbero essere svolti da qualunque specialista cardiologo. Per sovrappiù, il collega Direttore del Dipartimento, non si è limitato ad inviare ordini di servizio per coprire i turni essenziali di guardia, ma ha deciso di rendere ancora più critica la situazione impiegando le due unità mediche in organico all’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Licata per avviare attività non meglio precisate di ambulatorio cardiologico, incurante del fatto che per prestazioni non essenziali come queste, peraltro quantitativamente esigue, si riducesse ancora di più la disponibilità di forza lavoro. Si arriva al paradosso che i colleghi di Licata per le prossime festività natalizie godono di riposi e libertà dal servizio in maniera molto più estesa di noi che siamo impegnati sia ad Agrigento che a Licata. Cosa si vuole fare? Depotenziare la nostra UO di Cardiologia di Agrigento, che da anni viene riconosciuta come il fiore all’occhiello di questa azienda, per mantenere i semplici turni di guardia cardiologica in un ospedale dove non c’è Unità di terapia intensiva coronarica, né sala di Emodinamica, né di Elettrofisiologia e dove pertanto storicamente i casi gravi vengono semplicemente trasferiti presso la UO di Cardiologia di Agrigento? Vi comunichiamo tutto ciò in quanto da medici riteniamo nostro dovere dare conto alla popolazione di quanto sta succedendo poiché nonostante tale grave situazione organizzativa i vertici dell’ Azienda non si sono mai espressi e altresì vediamo che rilasciano dichiarazioni entusiaste di aperture di nuovi servizi presso l’ospedale di Licata.
Agrigento, lì 26/11/2021
I Dirigenti Medici dell’ UOC di Cardiologia ed UTIC dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento:
Carità Patrizia
Carlino Gabriella
Casalicchio Calogero
Catalano Calogero
Di Liberto Ilenia
Di rosa Salvatore
Ferro Giovanni
Frenda Antonella
Geraci Salvatore
Lo presti Alfonso
Miccichè Rossella
Milazzo Diego
Pilato Gerlando
Pitruzzella Valentina
Siracusa Roberta
Vaccaro Giovanni
Visconti Claudia

La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania ha disposto la confisca, eseguita dai Carabinieri del Ros, di beni per complessivi 7 milioni e 700mila euro ritenuti riconducibili a presunti vertici mafiosi. Tra i destinatari vi sono infatti Benedetto “Nitto” Santapaola e suo nipote Aldo Ercolano, oltre a Giuseppe Mangion (figlio di Francesco ‘Ciuzzo’ Mangion, ritenuto boss e luogotenente di Santapaola) e agli imprenditori Giuseppe Cesarotti e Mario Palermo, indagati di essere dei prestanome del clan. Rientrano tra i beni confiscati 12 immobili in 3 diversi Comuni etnei, e alcune società già sottoposte a sequestro preventivo: la Tropical Agricola Srl di Catania, GR Transport Logistic di Mascali, LT logistica di Mascalucia e Trasporti Srl di Mascalucia.

Da Roma è no alla norma regionale della Sicilia sugli adeguamenti di stipendio ai dirigenti regionali. In particolare il governo nazionale ha impugnato la norma, già oggetto di rilievi anche della Corte dei Conti, che stanzia quasi 1 milione di euro per procedere al rinnovo del contratto dei dirigenti, atteso da oltre un decennio. Nella relativa nota d’impugnazione si legge: “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha deliberato di impugnare la legge in quanto talune disposizioni eccedono dalle competenze statutarie attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale di autonomia, violando gli articoli 81 e 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di coordinamento della finanza pubblica.

34 nuovi casi di positività nel bollettino dell’Asp, ma c’è anche un decesso non ancora contabilizzato.

In degenza ordinaria/subintensiva ci sono 15 (-1) agrigentini. Di questi, 11 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 4 in un ospedale fuori provincia. Sono 6 (+1) i pazienti in Terapia intensiva sempre al presidio ospedaliero riberese.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento: 31 (-5); Aragona: 4 (+1); Burgio: 3 (stabile); Camastra 8 (-6); Cammarata: 8 (+4); Campobello di Licata: 2 (+1); Canicattì: 76 (+5); Casteltermini: 14 (stabile); Cattolica Eraclea: 1 (stabile); Comitini: 4 (stabile); Favara: 16 (stabile); Grotte: 17 (stabile); Licata: 67 (stabile); Menfi: 5 (+4); Naro: 70 (+3); Palma di Montechiaro: 2 (stabile); Porto Empedocle: 5 (-1); Racalmuto: 5 (stabile); Raffadali: 58 (+3); Ravanusa: 5 (stabile); Realmonte: 9 (stabile); Ribera: 13 (+3); San Giovanni Gemini: 11 (+6); Santa Elisabetta: 1 (stabile); Santa Margherita di Belice: 1 (stabile); Sciacca: 22 (-3).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Castrofilippo, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, Montevago, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Sambuca di Sicilia, Sant’Angelo Muxaro, Villafranca Sicula.

Sono 8 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

La Fortitudo basket Agrigento insegue la sesta vittoria consecutiva. Domenica prossima, 28 novembre, alle ore 18, al PalaMoncada, a Porto Empedocle, i biancazzurri giocheranno contro Sant’Antimo, reduce da una vittoria casalinga contro Avellino e dopo aver collezionato quattro vittorie e quattro sconfitte. In proposito, l’allenatore della Fortitudo, Michele Catalani, commenta: “Incontreremo a mio avviso una delle migliori squadre del nostro girone, con un gruppo di livello assoluto e giocatori di grande esperienza. Vogliamo dimostrarci all’altezza, continuando nel nostro percorso di crescita. Sant’Antimo è una squadra talentuosa, il cui inizio di campionato non è stato forse in linea con le aspettative, ma che adesso sta trovando i giusti equilibri, giocando una pallacanestro offensiva di grande qualità. Sarà una partita difficile in cui dovremo gestire il ritmo per non farli correre innescando i loro tiratori, cosa che sanno fare benissimo. Dovremo essere bravi a mettergli un po’ di sabbia negli ingranaggi e ad attaccarli nei loro punti deboli, costringendoli a difendere”.

È il centro storico della memoria e delle ferite sociali quello a cui guida Beniamino Biondi nell’antico quartiere del Rabato, un luogo quasi abbandonato dopo la frana del 1966. Attraverso vicoli e scalinate, con il racconto dell’Ipogeo dell’Acqua Amara e di Terravecchia, tracciando i pregi dell’urbanistica popolare e le condizioni sociali delle vecchie famiglie, fino al cuore del Rabato, si snoda un percorso di antichi giardini tra gli anfratti stretti e sinuosi dei vicoli. È l’immagine della decadenza e delle speranze: desolazione, le macerie e i resti della frana che ha distrutto cortili ed evacuato un intero quartiere, ridotto a un fantasma della memoria tradita, ma che sogna di rinascere, grazie a una nuova lettura e un nuovo apprezzamento da parte del popolo agrigentino. Raccontare i luoghi, per comprendere la storia del “sacco di Agrigento” e delle deviazioni storiche di un pezzo di città estranea al tempo presente.

“L’aver fissato il voto al prossimo 22 gennaio 2022 è senz’altro una buona notizia anche se piuttosto che un’elezione di secondo grado, unica possibile a normativa statale vigente, riteniamo più appropriata e confacente a Enti così nodali come i Liberi Conzorzi e le Città Metropolitane l’elezione diretta dei propri rappresentanti”.
A dichiararlo, l’on Giusi Savarino, portavoce di #DiventeràBellissima, a seguito della diffusione della data per le prossime elezioni nelle ex Province della Regione Siciliana.
“È proprio in quest’ottica – prosegue l’onorevole – che in ARS il nostro gruppo #DiventeràBellissima è firmatario di un disegno di legge voto che vuole abbandonare l’elezione di secondo grado e così restituire il potere di scelta ai cittadini.
Nessuno dimentica di come nel recente passato la sinistra abbia svilito in diretta tv, in una nota trasmissione televisiva condotta da Giletti, l’Istituzione provinciale adducendo frasi fatte più che serie motivazioni e buon senso, creando solo caos.
L’Onorevole conclude: Noi vogliamo restituire dignità alle Province. Vogliamo che Roma ci permetta di ripristinare il voto diretto, perché siamo convinti che sia possibile tagliare i costi della politica senza per questo privare i cittadini della legittima rappresentanza democratica”.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Catania oggi ha sospeso altri 10 medici che rifiutano la vaccinazione anti-COVID. La procedura segue quella intrapresa poche settimane fa, quando l’OMCeO era stato costretto ad adottare la stessa disposizione nei confronti di 4 camici bianchi della nostra provincia.

«A questo provvedimento, di certo poco piacevole – ha dichiarato il presidente dell’Ordine etneo Igo La Mantia – si aggiunge però una buona notizia: la revoca di sospensione di due medici iscritti al nostro Ordine che hanno deciso di intraprendere il percorso della vaccinazione. Ancora non si riesce a comprendere perché alcuni colleghi si ostinino a voler proseguire la strada NO-vax, insensibili ai progressi della scienza e alla situazione emergenziale che continua purtroppo a progredire». Le procedure adottate dall’Ordine etneo si sommano a quelle già disposte nel resto d’Italia. La Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che riceve via via il flusso dagli Ordini provinciali, ha reso noto i dati aggiornati. Su 106 totali, sono 84 gli Ordini che hanno comunicato almeno una sospensione. Sospensioni che, sinora, sono state 2365, delle quali 598 revocate per avvenuta vaccinazione. Rimangono sospesi, attualmente, 1767 professionisti su 468000 iscritti agli albi dei medici e degli odontoiatri.

Tutto questo, contemporaneamente al consueto aggiornamento quotidiano fornito dal bollettino del Ministero della Salute, che evidenzia un ulteriore aumento dei contagi da Covid in Sicilia. Nell’Isola, infatti, nelle ultime 24 ore sono state diagnosticate 655 infezioni da SARS-CoV-2 (a fronte di 28.753 tamponi processati dal sistema sanitario regionale) e sono state comunicate purtroppo altre 5 vittime del Covid. Ieri i nuovi casi erano stati 690 (su 26.385 tamponi) e le vittime 6. La Sicilia è all’ottavo posto in Italia per incremento dei nuovi casi dopo Lombardia (2.302), Veneto (2.066), Emilia-Romagna (1.307), Lazio (1.276), Campania (1.110), Friuli-Venezia Giulia (845) e Piemonte (780).