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E’ deceduto Antonino Firetto di 58 anni di Ribera, all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, l’operaio edile che il 29 ottobre scorso era caduto da un’impalcatura in un cantiere privato in via Po.

Rimasto per poco più di un mese in coma farmacologico, non riprese mai conoscenza dopo la caduta dove si era schiantato al suolo riportando gravi ferite anche alla testa.

In un primo momento l’uomo era stato trasportato all’ospedale F.lli Parlapiano per poi essere stato trasferito a causa delle gravi condizioni al Sant’Elia di Caltanissetta.

I funerali si svolgeranno domani, lunedì 2 Dicembre nella chiesa di San Nicola, vicino all’abitazione dell’uomo.

Antonino Firetto, lascia la moglie.

 

 

La sezione volanti di Agrigento è intervenuta in soccorso a una segnalazione anonima pervenuta tramite l’app Youpol dove si segnalava, appunto, un bambino chiuso in macchina mentre il padre era a giocare a bingo.

In effetti il padre, un 32enne, era veramente all’interno della sala bingo a giocare e all’arrivo dei poliziotti non ha saputo dare una giustificazione logica.

A seguito di ciò, la polizia lo ha denunciato all’autorità giudiziaria per abbandono di minore.

 

Domani, domenica primo dicembre, il movimento Agrigento 2030, in collaborazione con diverse associazioni culturali del territorio, ha organizzato “A Walk in the Valley” un passeggiata ambientale nella Valle dei Templi. L’appuntamento è domani mattina alle ore 9 con raduno a Porta Quinta, nei pressi della clinica Sant’Anna. Si raccomanda un abbigliamento sportivo. Il percorso è adatto alle famiglie. Informazioni sulla pagina Facebook Agrigento 2030 e al 3807985180.

Il Soroptimist Club di Agrigento, tramite la presidente, Olga Milano, esprime indignazione a seguito delle lettere anonime denigratorie recapitate all’ingegnere Gabriella Battaglia, assessore comunale ad Agrigento. Il Soroptimist aggiunge: “Rivolgiamo piena solidarietà e vicinanza alla stimata amica, che sempre con dedizione e impegno si spende per la collettività agrigentina. E’ molto grave che ciò avvenga in modo così vile e con l’intento di intimidire una donna nel delicato ruolo che rappresenta. Siamo certe che Gabriella Battaglia saprà superare questo momento con la forza e la determinazione che la contraddistinguono e proseguire con l’impegno di sempre l’attività sociale, politica e professionale al servizio della comunità tutta”.

I coniugi Cimino Giuseppe e Nocera Maria – a seguito del rilascio di un permesso di costruire da parte del comune di Agrigento – avevano realizzato in località San Leone, una villetta destinata a civile abitazione.
A distanza di oltre venti anni, il Comune di Agrigento ordinava ai due coniugi il ripristino dello stato dei luoghi.
Gli stessi, pertanto, proponevano un ricorso innanzi al Tar Sicilia Palermo, lamentando svariate forme di eccesso di potere. Si costituiva in giudizio con un atto di intervento ad opponendum la signora R.O, sono le iniziali del nome, proprietaria di un terreno frontistante, per chiedere il rigetto del ricorso.
Il TAR Sicilia Palermo, sezione seconda, all’esito di un’istruttoria in contraddittorio tra le parti, riteneva fondato il ricorso e lo accoglieva, condannando anche il Comune di Agrigento e la Signora R.O in solido al pagamento delle spese giudiziali e delle spese di verificazione.
Tuttavia la Signora R.O proponeva appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana avverso la decisione sfavorevole resa dal Tar Sicilia.
Si costituiva in giudizio l’Architetto Giuseppe Cimino, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino per chiedere il rigetto dell’appello.
Anche in appello veniva disposta una verificazione in contraddittorio tra le parti. All’esito della verificazione il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto l’appello proposto dalla Signora R.O condannandola anche al pagamento delle spese di verificazione.
La Signora R.O, tuttavia, proponeva un ricorso per revocazione sostenendo che la sentenza del CGA fosse affetta da un grave e decisivo errore di fatto consistente nell’avere considerato come demolite delle opere invece esistenti.
Si costituiva in giudizio l’Architetto Giuseppe Cimino, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere la declaratoria di inammissibilità e il rigetto del ricorso per revocazione.
In particolare, con apposita memoria, veniva rilevato che la sentenza non era affetta da alcun errore di fatto ed era, comunque, motivata su ulteriori ed autonomi presupposti. Venivano, inoltre, richiamati numerosi precedenti giurisprudenziali secondo i quali la revocazione è inammissibile quando il fatto su cui incide il (presunto) errore “costituì un punto controverso sul quale la sentenza ebbe a pronunciare”.
Il CGA, con apposita sentenza (Presidente dott. Claudia Contessa e Relatore Avv. Antonino Caleca), condividendo le tesi dell’avvocato Rubino, ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione proposto dalla Signora R.O.
Per effetto di tale sentenza resta valido il precedente giudicato, mentre la Signora R.O dovrà, ancora una volta, pagare le spese di giudizio.

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, ha revocato la misura di sicurezza della libertà vigilata, che sarebbe scaduta tra cinque mesi, a favore di Nicolò Ribisi, 39 anni, di Palma di Montechiaro, già condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa. Il provvedimento è motivato dalla buona condotta del sorvegliato, ritenuto adesso non più socialmente pericoloso. I giudici scrivono: “Dalla scarcerazione, dal gennaio 2014 in poi, Nicolò Ribisi ha reso ampia dimostrazione della volontà di volere mantenere uno stile di vita corretto e aderente ai canoni della legalità”.