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Il consiglio comunale di Montallegro, in provincia di Agrigento, ha approvato la mozione di sfiducia nei confronti della sindaca Caterina Scalia, che, pertanto, decade dalla carica. Si scioglie di conseguenza anche il consiglio comunale nelle more di nuove elezioni amministrative. Come si ricorderà, la sindaca Scalia ha annunciato le dimissioni quando è stata presentata la mozione di sfiducia. Poi, invece, ha deciso di mantenere la carica per il bene della comunità di Montallegro.

Il Rotaract club Agrigento, presieduto dal professor Giuseppe Seminerio, per la celebrazione della Giornata della Memoria, domani 27 gennaio, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e il Comune di Ferrara, presenta la prima nazionale dello spettacolo teatrale “A cosa serve la memoria”, racconto a due voci di e con Corrado Augias e Moni Ovadia. Lo spettacolo sarà anticipato dai saluti istituzionali del Prefetto di Ferrara, il Sindaco di Ferrara e il presidente del Rotaract Agrigento, Giuseppe Seminerio.
L’evento sarà trasmesso alle ore 10:30 sulla pagina Facebook del Rotaract club Agrigento e sui siti web del Liceo classico e musicale “Empedocle” e del liceo delle Scienze Umane “Politi” di Agrigento.

Incomincia a prendere forma la realtà vissuta da Roberta Siragusa, la 17enne trovata morta e semicarbonizzata nella mattinata di domenica nelle campagne impervie di Caccamo, che a quanto pare, aveva una relazione non serena con il fidanzato 19enne, Pietro Morreale, attualmente in stato di fermo con l’accusa di averla uccisa.

Non era serena, Roberta, soffriva e dubitava di quel ragazzo, ma continuava a stare con lui, e con lui aveva trascorso le sue ultime ore di vita, quando malgrado la zona rossa e il coprifuoco, si era recata in quella villetta insieme a lui e ad altri amici.

A raccontare i retroscena di quella relazione, alcune amiche della vittima, che bene conoscevano quella situazione.
Gelosia, tante liti e quell’amore che era diventato morboso. E così dai cuori sui social, dalle foto abbracciati, si è passati alla tragedia, che ancora però ha tanti punti interrogativi e dettagli che ancora non sono stati svelati.

E intanto gli investigatori cercano di mettere insieme i tanti pezzi della vicenda.

Gli amici della coppia parlano tra di loro e dalle conversazioni vengono fuori pezzi di storia che fanno rabbrividire, come il fatto che lui la maltrattasse. La gelosia potrebbe essere nata sui social, proprio quei social dove da giorni al giovane che adesso si trova nel carcere di Termini Imerese, arrivano decine di insulti e di auguri di morte.

E intanto ci sarebbe un video che incastrrebbe Pietro Morreale. Nelle immagini si vede l’auto Fiat Punto del ragazzo che passa e spassa nella zona dove è stato trovato il cadavere della giovane prima alle ore 2:37 ed è tornato indietro alle 2:43. E poi, nuovamente, la stessa automobile passa alle ore 3:28 con rientro alle 3:40. E poi vi è la prima ispezione del medico legale nel luogo dell’omicidio da cui emerge, tra l’altro, il volto tumefatto nella zona orbitale laterale sinistra.

 

L’accusa arriva proprio dai diretti interessati, vittime diel 45enne agrigentino, Ivan Losi, che in cambio di denaro, prometteva posti di lavoro e permessi di soggiorno ad extracomunitari.

Il Losi, difeso dall’avvocato Monica Malogioglio, è accusato di truffa, ed è attualmente sotto processo davanti al giudice monocratico del tribunale, Giuseppe Miceli, dopo essere scattato il rinvio a giudizio

 

 

Per la morte di una bambina avvenuta nove giorni dalla sua nascita sono indagati medici e paramedici degli ospedali di Agrigento e Taormina, a seguito della denuncia da parte dei genitori della bimba che vogliono chiarezza circa gli eventi accorsi. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Agrigento, che ipotizza un reato di omicidio colposo e che ha disposto l’autopsia sul corpo della bimba.

Dopo la nascita della bimba, avvenuta con taglio cesareo effettuato ad Agrigento, sarebbero sopraggiunte delle complicazioni tali da predisporre un trasferimento da Agrigento a Taormina, dove la neonata è stata prima ricoverata in neonatologia e poi in terapia intensiva neonatale, dove è sopraggiunta poi la morte.

 

 

Il presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi di Agrigento, Emanuele Farruggia, ritiene che “turismo e cultura in Sicilia, ed in particolare ad Agrigento, potrebbero ritagliarsi un ruolo fondamentale nell’ambito del “Recovery Plan” del Governo, per uscire dalla crisi del settore”. Farruggia aggiunge: “E’ necessario però individuare al più presto i progetti per rilanciare due filiere trainanti per lo sviluppo del tessuto socio- economico del nostro territorio, che nell’ultimo anno sono stati fortemente penalizzati e messi in ginocchio all’emergenza sanitaria mondiale dovuta al Covid. E’ indispensabile un incontro tra la classe politica, le associazioni di categoria, il terzo settore e le parti sociali, per affrontare i temi della marginalità, individuare le linee guida per la destinazione degli investimenti e discutere dei progetti che potrebbero essere realizzati con i fondi che verranno stanziati dal Governo per la valorizzazione del patrimonio culturale, la digitalizzazione e l’innovazione. Nella bozza compare, infatti, tra le altre, la voce “Turismo e cultura 4.0”, con l’obiettivo puntato verso la rinascita dei borghi e delle periferie, la promozione del turismo sostenibile, l’incremento delle strutture ricettive. Chiediamo quindi che gli attori della classe politica, a tutti i livelli, si facciano promotori di manifestazioni per la progettazione di un piano di azione. Serve una progettazione ad ampio raggio”.

La Procura di Agrigento, tramite i pubblici ministeri Alessandra Russo e Paola Vetro, ha presentato ricorso in Cassazione contro la precedente decisione del Tribunale del Riesame che ha restituito la libertà ai 10 indagati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto crack milionario del gruppo “Pelonero” di Agrigento. La Procura agrigentina invoca il ripristino delle misure restrittive emesse il 30 luglio scorso. Il Riesame ha annullato le misure restrittive ritenendo non sussistente il reato di associazione a delinquere, e ancora ritenendo ormai risalenti nel tempo le contestazioni di bancarotta fraudolenta, tanto da non giustificare l’esigenza delle misure cautelari. Ebbene, adesso la Cassazione si è pronunciata sulla posizione dell’imprenditore Diego Sferrazza, 51 anni, difeso dall’avvocato Daniela Posante, per il quale la Procura di Agrigento ha proposto gli arresti domiciliari. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Gli altri ricorsi saranno discussi il prossimo 5 febbraio.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Chiara Bisso, ha proposto un secondo procedimento a carico dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, e altri tre imputati nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta falsificazione dei bilanci del Comune empedoclino al fine di eludere l’applicazione del patto di stabilità. In particolare, secondo la Bisso, un importo di 756mila euro, inserito nel saldo finanziario del marzo del 2015, è illegittimo perché sarebbe stato non esigibile.

La Sicilia tra le regioni più sorvegliate per i casi di vaccini a categorie non previste dal piano nazionale. Gli interventi di Cgil e Movimento 5 Stelle.

Aumentano i furbetti dei vaccini Covid. Secondo i controlli del Nas, il Nucleo anti-sofisticazioni dei Carabinieri, su 540 dosi sotto osservazione in Italia, ben 497 sono siciliane. Oltre i casi di Scicli in provincia di Ragusa, e poi nel Palermitano all’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, su 1.121 vaccinazioni eseguite fino al 21 gennaio, 333 sono sotto osservazione dei Carabinieri. Secondo quanto sarebbe emerso dalle prime verifiche, i vaccini sarebbero stati somministrati a veterinari, dipendenti pubblici, commercialisti, braccianti agricoli, insegnanti, poliziotti, politici, sindaci ed altre categorie che, di certo, non sono quelle per cui la prima vaccinazione è prevista, ossia anziani delle Rsa, personale sanitario e dipendenti delle Aziende sanitarie. “Si è solo evitato di sprecare dosi di vaccino”: così sono stati spiegati dalle direzioni sanitarie i casi di Scicli e Petralia Sottana. Una volta scongelate le dosi, quelle avanzate alla fine del turno sarebbero state somministrate per evitare che finissero nella spazzatura. Saranno i Carabinieri ad accertarlo. Nel frattempo, quanto sarebbe accaduto, è bollato come “fatto grave” dalla Cgil Sanità, tramite i dirigenti Mario Ridulfo e Calogero Spitale, che ribadiscono: “E’ un fatto grave che testimonia malcostume e favoritismi nel modo di gestire le vaccinazioni. Diciamolo chiaramente: è una vergogna che il vaccino, ancora prima di essere somministrato a quanti ne hanno bisogno e diritto, venga somministrato agli amici, ai parenti o agli amici degli amici. Occorre trasparenza e serietà. Chiediamo che siano accertate le responsabilità per evitare che questa situazione si ripeta in questa o in altre realtà. La sanità e gli ospedali sono sempre stati un punto nodale dove il clientelismo ha imperversato negli anni, determinando le fortune politiche elettorali di alcuni personaggi. Sarebbe opportuno agire con severità”. E i componenti del Movimento 5 Stelle in Commissione Sanità, Salvatore Siragusa, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua e Antonio De Luca, rilanciano: “E’ evidente che le dosi scongelate, ma non inoculate per i motivi più disparati, non possono andare perdute. E’ però altrettanto evidente, comunque, che non è ammissibile lasciare all’arbitrio di chi ha in carico i vaccini la scelta dei soggetti sostitutivi a cui inocularle. Questi soggetti devono in ogni caso rientrare tra le categorie previste dal piano strategico nazionale. Razza e Musumeci si adoperino perché ciò accada sempre e comunque”.

Gli agenti del Commissariato hanno fermato l’uomo in Via Marsala. Sequestrati anche sostanza da taglio e un bilancino di precisione.

I poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Gela, nel corso di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ieri hanno arrestato il trentasettenne gelese Tumminelli Giacomo nella flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di 31,15 grammi di cocaina. L’uomo è stato fermato dagli agenti della sezione investigativa del Commissariato mentre, a bordo della propria autovettura, transitava per via Marsala. L’atteggiamento sospetto del Tumminelli ha determinato i poliziotti a sottoporlo a perquisizione personale e locale; nel corso di quest’ultima, occultati all’interno di un controsoffitto della camera da letto dell’abitazione del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati tre involucri di cellophane contenente 31,15 grammi di cocaina. All’interno della cucina sono, invece, stati trovati della sostanza da taglio e un bilancino di precisione. Tumminelli è stato condotto in Commissariato e, dopo gli adempimenti di rito, su disposizione del Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Gela, condotto agli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G.