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E’ di questo pomeriggio, in piazza della Ugo La Malfa ad Agrigento, l’accorato incontro per il candidato della coalizione del centrodestra Lillo Pisano (Forza Italia, Lega,Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia), nel collegio uninominale e plurinominale alla Camera di Agrigento.

Un comizio, sicuramente, dall’impatto “emotivo”, ma anche di contenuti, come quelli dellle testimonianze degli ospiti del comitato elettorale: Bartolozzi, Sciangula e Giambrone, che sono intervenuti ad onorare l’invito del candidato Pisano.

A concludere gli interventi è stato proprio il candidato Pisano che ha ribadito alcuni punti del suo programma elettorale, tra tutti il rilancio economico, dopo lo sfascio politico romano, che i cittadini lamentano per mancanza di filtri tra Roma e i territori. Infatti purtroppo “finora il popolo agrigentino è stato abbandonato al proprio destino, in mancanza di lavoro e occupazione dei giovani che sono stati costretti ad emigrare e cercare lavoro fuori dalla Sicilia”.

Tra colleghi, amici e sostenitori l’inaugurazione ha animato una parte della città e l’animo di molti giovani, alcuni dei quali costretti, per mancanza di lavoro, a uscire dalla Sicilia e a volte persino dal paese.

08.02.2018 18:30 Agrigento www.sicilia24h.it

Se la Sesta e la Nona Commissione del Csm lanciano l’allarme: “la “scarsezza di risorse” rischia di trasformare alcune norme contenute nella recente riforma dell’ordinamento penitenziario “in un elenco di buoni propositi”, figuriamoci cosa accadrà nei 23 istituti penitenziari della Sicilia, la terza regione d’Italia per popolazione carceraria del Paese e dove, come ha denunciato nei mesi scorsi il Garante dei detenuti in Sicilia Giovanni Fiandaca, la situazione ha abbondantemente superato il collasso e i buoni propositi non servono certamente ad alleviarla”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) e presidente del Movimento “Una Nuova Italia”, Aldo Di Giacomo candidato nel Collegio plurinominale Camera Sicilia 1-02 (Bagheria-Monreale-Marsala), capolista per Civica Popolare.
In questa campagna elettorale – aggiunge – non si discute affatto di questi temi e per questo ho deciso di candidarmi in Sicilia. Avrei potuto scegliere un collegio “più comodo” o cosiddetto sicuro per elezione ma invece – sottolinea Di Giacomo – ho voluto che il mio nuovo impegno politico-istituzionale avvenga proprio nell’area del Paese tra le più problematiche per parlare di legalità, sicurezza, problemi dei lavoratori delle forze dell’ordine con i cittadini siciliani. Un’opportunità per rimettere, dalla Sicilia, al centro dell’agenda politica italiana la sicurezza e le problematiche dei lavoratori della sicurezza, perché se picchiano i poliziotti in carcere – ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari – proviamo ad immaginare quale sicurezza ci può essere per i cittadini fuori dal carcere.
Sono l’unico dipendente di un Corpo delle Forze dell’Ordine (Polizia Penitenziaria) ad essere candidato per le elezioni del 4 marzo prossimo per il rinnovo del Parlamento Italiano e di ciò – aggiunge – sono orgoglioso. Ho accettato infatti la proposta di candidatura che mi è stata offerta da Civica Popolare – e ringrazio per la stima nei miei confronti, prima fra tutte il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare insieme al Ministro Angelino Alfano – con l’obiettivo di dare rappresentanza e voce alla nostra categoria che in lunghissimi anni di vita parlamentare, eccetto rare eccezioni, non ha mai avuto un punto di riferimento proveniente da un parlamentare espressione diretta di uno dei Corpi.
La molla che mi ha spinto in questo impegno è la fiducia degli italiani che continua a concentrarsi con maggiore intensità sulle Forze di Polizia, sulle Forze Armate e sui Servizi di Intelligence. L’ho verificato personalmente nel tour che negli ultimi mesi ho tenuto in numerosissime città italiane e lo certifica il recente Rapporto Eurispes secondo cui l’Arma dei Carabinieri raccoglie il 69,4% dei consensi nel 2018 (+10,8% rispetto al 2017), la Polizia di Stato il 66,7% (rispetto al 61,1% del 2017), la Guardia di Finanza il 68,5% (+8,6%). Aumenta anche il dato della Polizia penitenziaria (66,3; +15,4% di fiduciosi). Da questa edizione del Rapporto Italia entra a far parte della rilevazione il Corpo dei Vigili del Fuoco, che conquista subito una posizione altissima nella graduatoria della fiducia (86,6%). L’Esercito Italiano passa dal 59,6% delle indicazioni di fiducia nel 2017 al 70,4% nel 2018, in maniera simile in termini di crescita si assestano i valori dell’Aereonautica (dal 61,4% del 2017 al 72,9% del 2018) e della Marina Militare (dal 62,1% al 72,1%). L’Intelligence raccoglie nel 2018 il 65,4% dei consensi. Dunque un livello altissimo di fiducia nel nostro lavoro che fa da contraltare alla scarsa fiducia degli italiani nel Governo: appena 1 su 5 si fida del Governo.
Sono certo che questo sentimento di crescente affetto dei cittadini che tutti noi lavoratori della sicurezza verifichiamo nel nostro difficile lavoro quotidiano e che ci carica di nuova responsabilità anche politico-istituzionale possa centrare l’obiettivo dell’elezione in Parlamento di un rappresentante di tutte le Forze dell’Ordine per diventare punto di riferimento dei cittadini.

Scuola: gravissimo episodio di intossicazione in una mensa scolastica in provincia di Trapani. Accertare subito le responsabilità e punire severamente eventuali comportamenti negligenti.

Gravissimo l’episodio di intossicazione che ha coinvolto 35 bambini all’Istituto comprensivo Pitrè Manzoni di Buseto Palizzolo, in provincia di Trapani. Gli studenti si sono sentiti male dopo aver consumato il pranzo presso la mensa della scuola e in queste ore sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri del Nas per stabilire le cause dell’accaduto. Stando a quanto si apprende, cinque persone sono rimaste intossicate anche nella vicina caserma dell’esercito Giannettino, che si rifornisce dalla stessa azienda.
Si tratta, lo ribadiamo, di un fatto drammatico, soprattutto perché coinvolge anche dei soggetti vulnerabili, come i minori, nel primo luogo in cui dovrebbero essere sicuri e protetti.

“La tutela della salute dei bambini deve costituire una priorità assoluta, soprattutto nelle scuole. Proprio per questo chiediamo che vengano accertate immediatamente le responsabilità e comminate pene severe a chi mette in pericolo l’incolumità dei minori” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

Episodi del genere dimostrano la necessità di incrementare i controlli su tutti i passaggi e i livelli della filiera per contrastare con la massima determinazione eventuali comportamenti negligenti nonché di inasprire le pene per i reati commessi in questo settore, in modo da creare un reale deterrente. Il diritto alla sicurezza alimentare e alla salute sono pilastri fondamentali della nostra società ed è necessario prevedere sanzioni severissime per chiunque ne violi i principi.

“Delle due l’una: o il capogruppo del Pd all’Ars è interessato a sapere quali sono i motivi dell’attuale emergenza idrica- e su questo potrebbe tranquillamente chiedere ai suoi compagni di partito che fino a qualche giorno fa sostenevano Crocetta- oppure desidera conoscere cosa intenda fare il Governo Musumeci per porvi rimedio nell’imminente futuro. E su quest’ultimo punto l’On. Lupo sarà felice di sapere che il Presidente della Regione ha posto il tema dell’acqua in Sicilia tra le priorità della sua agenda fin dal suo insediamento”.
Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, in replica alle dichiarazioni del capogruppo del Pd con riferimento al dibattito sull’emergenza idrica in Sicilia.

 

 

Nell’intervista del 27/01/2018, rilasciata al sito web d’informazione locale “IN TRE MINUTI.IT”, il neo assessore dott. Hamel, a precisa domanda in merito alle ragioni del rinvio dell’inizio della raccolta differenziata nella nostra città, risponde che, tra i vari motivi ci sarebbe anche quello che “gli amministratori di condomini non hanno ancora inoltrato le richieste per le esigenze particolari dei condomini”.
Noi Amministratori ANACI Agrigento ci sentiamo pertanto ingiustamente coinvolti e riteniamo opportuno fare alcune precisazioni a riguardo.
Non conosciamo le reali motivazioni del rinvio della differenziata, ma tra queste non vi è sicuramente l’inerzia degli amministratori. Già nel mese di novembre 2017 infatti, eravamo stati “convocati” ed avevamo partecipato ad un incontro, presso il meraviglioso Collegio dei Filippini, con l’allora assessore Fontana. In quell’incontro di circa un’ora ci venne “spiegato” da Fontana che, a differenza di quanto accaduto nel quartiere di Fontanelle, questa volta non era stato previsto nessun tipo di contenitore (o mastello che dir si voglia) condominiale e che la differenziata era stata concepita per i singoli utenti; ed effettivamente a ben guardare l’ordinanza, non v’è ad oggi riferimento alcuno ai carrellati condominiali. Ma tant’è in quella occasione si giunse infine alla conclusione che solo in determinate tipologie di edifici (che si prestavano per conformazione, ampiezza e disponibilità dei residenti) si sarebbe potuto, e solo in un secondo momento, pensare ai mastelli comuni, previa apposita richiesta da presentare al Comune. Di conseguenza andammo via da quell’incontro con la certezza che i cosiddetti “mastelli condominiali” dovessero rappresentare un’eccezione limitata a quegli edifici nei quali vi fossero precise condizioni, ovvero: 1) Gli spazi interni idonei ad ospitare i carrellati (e non certo gli androni); 2) L’accordo unanime tra i residenti; 3) Si individuassero spazi esterni idonei a posizionare in sicurezza i carrellati sulla pubblica via; 4) Si individuassero i soggetti disponibili ogni giorno ad esporre i mastelli la sera e ritirarli la mattina. Enorme fu pertanto la nostra sorpresa quando, a meno di 24 ore da questo incontro, l’allora assessore Fontana dichiarò a mezzo stampa e televisioni che si era tenuto un incontro con gli amministratori condominiali e si era deciso di introdurre la differenziata condominiale! Anche perché, le dichiarazioni di Fontana, non corrisposero di fatto alle risposte fornite nei giorni immediatamente successivi, dagli uffici comunali preposti, incapaci di fornire idonei chiarimenti in merito a questa fantomatica “raccolta differenziata condominiale”. Tant’è vero che, sino alla data del 18 gennaio 2018 (ovvero ad una settimana dal previsto inizio della differenziata!!) non era disponibile negli uffici comunali competenti nemmeno il modulo per la richiesta dei carrellati (oggi chiamati) multi utente; com’è vero che i predetti moduli ora distribuiti, non fanno minimamente riferimento ai condomini, bensì ai singoli residenti che ne fanno richiesta e si assumono le responsabilità solidali che questa tipologia di raccolta comporta. Che poi alcuni colleghi amministratori, in pieno spirito collaborativo, si facciano volontariamente carico della raccolta delle firme e dei documenti richiesti, non significa che esista quest’obbligo nei loro confronti, come si vorrebbe fare intuire dalle dichiarazioni del neo assessore Hamel. Va chiarito con forza un concetto: gli utenti della differenziata NON SONO I CONDOMINI ma i singoli cittadini, unici titolari di contratto vincolante col comune i quali, in particolari (e già citate) condizioni possono trovare conveniente l’utilizzo dei carrellati multi utente e ne fanno esplicitamente richiesta, assumendosi particolari responsabilità solidali.
Ma, allora come adesso, furono sufficienti le imprecise dichiarazioni dell’Assessore a scatenare una serie infinita di malintesi con molti nostri condomini i quali si convinsero che la differenziata fosse affare dell’amministratore del condominio e, cosa ancor più grave, che l’amministratore fosse inadempiente nei loro confronti. E come dargli torto se a detta dell’allora assessore Fontana la differenziata condominiale era cosa “semplicissima” e bastava compilare una semplice richiesta.
Peccato però che, contestualmente, gli uffici comunali preposti, non avessero la minima idea di come si dovesse compilare la richiesta, se la stessa dovesse essere fatta a nome del condominio oppure dei singoli utenti, quali documenti allegare e, cosa più importate, cosa fare nel caso (purtroppo molto diffuso) non vi fossero spazi idonei a posizionare i carrellati all’interno del condominio stesso (ma anche fuori per l’esposizione). In questo clima di incertezza, di risposte non date, di problematiche irrisolte (nel quale però è giusto dire, abbiamo trovato la grande disponibilità nell’arch. Domenico Lo Presti, sempre garbato e pronto a riceverci e trovatosi, a nostro giudizio, a gestire una situazione ingestibile) si arrivò a pochi giorni dall’inizio della differenziata ad una serie di noti eventi: le dimissioni dell’assessore, la nomina del neo assessore Hamel e l’annuncio, da parte dello stesso, del rinvio al 19/02/2018 della partenza della differenziata. A questo fece seguito l’intervista di Hamel del 27/01/2018 già citata all’inizio di questo documento. E sempre in questo clima incerto, speranzosi di trovare risposte alle nostre domande (che sono poi le domande di tutti i cittadini) e soprattutto soluzioni ai manifesti problemi, ci siamo recati, in pieno spirito collaborativo, all’incontro del 6 febbraio richiestoci dall’assessore Hamel.
Ma paradossalmente, lungi dal trovare le agognate risposte, che avremmo dovuto poi girare ai nostri condomini, ci siamo sentiti chiedere consigli o suggerimenti per risolvere le problematiche in atto! Ma perché mai questi “suggerimenti” non ci vennero chiesti a tempo debito? E laddove suggerivamo soluzioni, tipo l’introduzione di isole ecologiche di quartiere, ci siamo sentiti rispondere che non era possibile apportare modifiche alla metodologia; quella era già stata scelta! Ma allora, se ormai è tutto deciso e non ci possono essere modifiche alla metodologia (che ricordiamo è quella di posizionare per strada i cestelli dei rifiuti) che motivo c’era di richiedere l’incontro? Ed ancora: se il problema è dato principalmente dalla mancanza di spazi idonei al posizionamento dei cestelli, com’è possibile che gli organizzatori non si resero conto del problema prima di firmare un contratto vincolante? Le strade ed i quartieri si sono forse ristretti da allora ad oggi? Sono forse aumentati i residenti?
Appare evidente che la palese superficialità, la totale mancanza di pianificazione (che avrebbe dovuto prevedere questo tipo di problemi) e la mancata conoscenza dei luoghi, hanno portato a questa assurda situazione di totale confusione, nella quale però sono molto chiare le responsabilità!
Invitiamo pertanto gli uffici comunali a non fornire errate notizie in merito alla metodologia di raccolta con carrellati multi-utenza facendo riferimento ad inesistenti obblighi in capo agli amministratori condominiali.
Si precisa che l’ANACI sede provinciale di Agrigento è assolutamente favorevole alla raccolta differenziata e ritiene che la stessa sia sinonimo di civiltà e progresso.
Viene con fermezza contestato il metodo di attuazione che appare non privo di lacune, laddove soltanto a pochi giorni dall’inizio, ci si rende conto che in molte zone della città mancano fisicamente e tecnicamente gli spazi ove depositare i cestelli (siano essi singoli o multi utenti) in sicurezza (o addirittura mancano proprio gli spazi). Eppure l’esperienza di Fontanelle, dove la differenziata è iniziata oltre un anno fa, avrebbe dovuto suggerire metodi diversi e più idonei. Incredibile appare infatti il non essersi resi conto, da parte degli organi competenti, che la conformazione della nostra città non si presta affatto a questa tipologia di raccolta.
Non vogliamo pensare che adesso si cerchi di scaricare la responsabilità di un ulteriore, quanto più che probabile, rinvio a noi Amministratori.
I Firmatari
Arezzo Giuseppe
Castronovo Mario
Cultrera Salvatore
Garufo Girolamo
Graceffa Salvatore
Mantisi Alfonso
Messina Angela
Palillo Teresa
Piraneo Marco
Sala Calogero
Savarino Mario

“Che l’emergenza immigrati fosse diventato uno dei core business della mafia non è una notizia. L’ennesima conferma arriva oggi da Agrigento, territorio che è stato una delle mete preferite nell’ultimo anno dei cosiddetti ‘sbarchi fantasma’ di clandestini. Le rivelazioni del pentito ex capomafia di Favara, tra i comuni più importanti dell’hinterland agrigentino, sono inequivocabili: estorsioni, pizzo, clientelismo, scambi di favori richiesti alle cooperative e società che gestiscono i centri di accoglienza. Questo il quadro che sta emergendo. Ecco un altro dei ‘brillanti’ risultati delle politiche delle porte aperte targate sinistra: la mafia che fa i soldi sulla pelle degli immigrati e a discapito della sicurezza degli italiani. Chapeau!”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Salvini premier, segretario regionale Sicilia occidentale.

 

 

Nel corso dell’incontro tenutosi oggi presso la sede dell’Assemblea Territoriale idrica di Agrigento, convocata dall’A.T.I., avente come finalità la definizione di una procedura che superi gli ‘ostacoli’ all’attività di installazione dei contatori idrometrici per tutte le utenze dei Comuni di Favara e Raffadali, che sono ancora oggi a forfait, Girgenti Acque ha ribadito che l’attività tecnica e amministrativa finora svolta rispetta tutte le norme che regolamentano la materia.

Girgenti Acque ha presentato i dati dell’attività finora svolta, precisando che da gennaio ad oggi solo nei Comuni di Favara e Raffadali sono stati installati circa 1.000 contatori e che, nonostante le diffuse proteste elevate anche nel corso delle recenti manifestazioni pubbliche, solo 31 utenti hanno ostacolato l’attività.

Qualunque superflua modifica all’attuale procedura comporterebbe un inevitabile aumento dei tempi e dei costi. Ciò in considerazione che la stragrande maggioranza della popolazione ottempera naturalmente ai propri obblighi, e che la percentuale degli utenti che si rifiuta di sottoscrivere il contratto (conforme alle prescrizioni sancite dall’ATI, quindi non  modificabile né dal Gestore, né dall’Utente)non supera il 3%.

La Società ha già potenziato i servizi agli utenti interessati dalla trasformazione da forfait a misura,  mediante:

·          la sottoscrizione dei contratti direttamente al domicilio degli utenti;

·          la presenza di un ufficio mobile presso i quartieri interessati dal processo di normalizzazione delle utenze al fine di effettuare trasformazioni, volture, subentri e altre pratiche amministrative;

·          la diffusione capillare dei fac-simile del contratto presso gli sportelli sia del Gestore che delle Amministrazioni comunali, per favorirne la consultazione preventiva anche agli utenti che non hanno la possibilità di accedere al sito internet istituzionale di Girgenti Acque S.p.A.

Per quanto attiene alle verifiche sulla corretta misurazione dei contatori idrometrici già installati, ordinate ed eseguite dall’ATI, atteso che le stesse hanno dato esiti positivi nel 100% dei casi risultando pienamente conformi, sia relativamente alla funzionalità dei singoli misuratori sia all’assenza di fenomeni di alterazione della misura (passaggi d’aria), si è convenuto di continuare la campagna di verifica anche sulle prossime utenze da trasformare.

E’ illuminate il risultato dell’analisi, allegata al presente comunicato stampa, che dimostra la convenienza della fatturazione a consumo per l’82%  delle utenze – con tipologia domestica ‘residente’ – del Comune di Favara.

Girgenti Acque esprime un particolare apprezzamento per il lavoro compiuto anche dalle Forze dell’Ordine presenti nel territorio, le quali intervengono puntualmente quando gli utenti disinformati ostacolano le attività del Gestore, ribadendo loro l’obbligo, previsto dalla legge, dell’installazione dei contatori e della sottoscrizione del contratto di somministrazione.

Girgenti Acque fa appello al senso di responsabilità di ognuno, in quanto l’installazione del contatore idrometrico, oltre ad interpretare un obbligo di legge, è lo strumento che consente di misurare, quindi, contenere i consumi di acqua eliminando gli sprechi della sempre più preziosa risorsa idrica, a beneficio di tutta la collettività.

 

È convocata, sabato 10 febbraio alle ore 11.00 presso la sede del PD Unione provinciale di Agrigento, sita in Via Giovanni XXIII, 12, una conferenza stampa di apertura della campagna elettorale per le Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 e per la presentazione della candidatura dell’On. Maria Iacono al Senato nel collegio uninominale di Agrigento.

Inoltre, verranno illustrati i risultati raggiunti dal governo in questa legislatura e i punti più significativi del programma del Partito Democratico, per i prossimi cinque anni.

Nel corso della conferenza stampa verrà presentato il coordinamento provinciale, appositamente costituito per l’organizzazione e la promozione di tutte le iniziative elettorali del PD in provincia di Agrigento. 

La IV Commissione consiliare “Bilancio” presieduta dal Consigliere Marco Vullo e composta dai Consiglieri Angelo Vaccarello, Gianluca Urso, Giocchino Alfano, e Alfonso Mirotta, riunitasi questa mattina nella sede comunale ha, tra l’altro, affrontato le problematiche relative alla bollettazione della spazzatura, che molti disagi ha causato agli agrigentini, anche, come evidenziano gli stessi Consiglieri, per una serie di imprecisioni nella emissione delle stesse bollette (indirizzi residenziali inesatti, pagamenti già effettuati e non rilevati dagli uffici ecc.).
In particolare il Presidente Vullo ha potuto costatare personalmente la disfunzione e la caoticità nelle modalità dei pagamenti presso gli uffici della SRR ex ATO Gesa, assistendo alle interminabili code agli sportelli (anche 300 utenti in coda) all’impossibilità del rispetto dei turni (utenti in elenco fin dalle ore 5 del mattino ecc.), che causano ogni giorno pesanti disagi ai cittadini e che creano spesso occasioni di alta tensione e di violenti litigi tra gli stessi utenti.
La IV Commissione vuole vederci chiaro e conoscere esattamente le cause dei disservizi e dei disagi che i cittadini soffrono e conoscere anche il costo che il Comune sostiene a fronte del servizio reso dalla SRR.
A tal fine la IV Commissione “Bilancio” ha convocato, per la prossima settimana una seduta di Commissione, nella quale sarà specificatamente affrontato il tema relativo al servizio reso dalla SRR ex ATO Gesa e nella quale seduta è formalmente richiesta la presenza del Dirigente comunale del Settore finanziario, la Funzionaria comunale dell’Ufficio tributi e la Responsabile degli Uffici SRR ex ATO Gesa.

 

 

Lo dichiara Cateno De Luca che ha presentato una mozione sull’applicazione della finanziaria del 2010, che aveva introdotto un sistema molto preciso di controlli sugli enti partecipati e controllati dalla Regione ed allo stesso tempo prevedeva la sanzione della decadenza per i funzionari e dirigenti inadempienti, che non avrebbero potuto ricoprire incarichi analoghi per tre anni.

 

“Si trattava però evidentemente di una norma di “eccessiva” trasparenza e rigidità – afferma sarcasticamente De Luca – in un sistema malato come quelle delle partecipate regionali, tanto è vero che il duo Crocetta/Baccei, dopo averla disattesa, ne ha ottenuto la revoca con uno dei classici articoli in burocratese stretto, inserito a ferragosto dello scorso anno in finanziaria regionale.”

 

Il Parlamentare di Sicilia Vera preannuncia ora un mini disegno di legge per la reintroduzione di quel sistema di controlli e sanzioni e torna alla carica rispetto alle responsabilità della burocrazia regionale.

 

“Se è vero che in questo momento la legge non più vigente – afferma – lo era fino ad agosto dello scorso anno e quindi la domanda già posta al Ragioniere generale della Regione resta valida: come è stato possibile redigere dei bilanci privi di dati certi e trasparenti sullo stato economico-finanziario delle partecipate? Possiamo supporre che il duo Crocetta/Baccei abbia abbindolato una disattenta Assemblea Regionale con bilanci a dir poco fasulli e fantasiosi?”