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A seguito delle modifiche statutarie del consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, che hanno ridisegnato la nuova governance prevedendo la riduzione da cinque a tre dei componenti del Consiglio di Amministrazione, sono stati nominati il dr. Giovanni Di Maida, quale vice Presidente in rappresentanza dei soci ed il prof. Enrico Napoli, in rappresentanza dell’Università degli studi di Palermo.

Per quanto riguarda il Presidente, la cui nomina spetta alla Regione Sicilia, si è in attesa dei provvedimenti di nomina per i Presidenti di tutti i Consorzi Universitari.

 

 

L’amministrazione comunale informa che in occasione delle prossime elezioni referendarie di domenica 05 maggio 2019, possono essere ammessi al voto domiciliare gli elettori, dimoranti nell’ambito del Comune di Agrigento, affetti da gravi infermità, che ne rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione e si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano e coloro che sono affetti da gravissime infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile anche con l’ausilio del trasporto pubblico organizzano dal Comune  per facilitare il raggiungimento del seggio elettorale.

L’elettore interessato può esercitare il diritto di voto presentando al Sindaco del Comune di Agrigento, un’espressa dichiarazione in carta libera, attestante la propria volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimora.

La domanda di ammissione al voto domiciliare potrà essere presentata  da martedì’ 26 marzo a lunedì’ 15 aprile 2019 ed oltre ad indicare l’indirizzo completo dell’abitazione in cui l’elettore dimora e un recapito telefonico, deve essere corredata di copia della tessera elettorale e di un certificato, rilasciato da un funzionario medico designato dagli organi dell’Azienda Sanitaria Provinciale, che attesti l’esistenza delle condizioni di infermità sopra specificate, con prognosi di almeno sessanta giorni decorrenti dal rilascio del certificato , ovvero delle condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali.

 

 

E’ stato momentaneamente sospeso il servizio di consegna dei mastelli per la raccolta differenziata a Canicattì. Il centro di San Domenico è infatti chiuso e tale rimarrà fino a quando non arriverà il nuovo carico di mastelli che, per ragioni logistiche, indipendenti dalle aziende che hanno in appalto il servizio, sta ritardando di qualche giorno. “La distribuzione dei mastelli per uso domestico– spiegano le ditte – riprenderà a partire dalla prossima settimana e i singoli utenti che si sono già prenotati, verranno contattati telefonicamente da noi in modo da non creare file e ulteriori disagi. Invitiamo dunque i cittadini di Canicattì a non recarsi al centro di San Domenico fino a quando non riceveranno le nostre convocazioni.

 

Accogliamo con vivo interesse l’insediamento del neo Questore di Agrigento – Dott.ssa Iraci – che sicuramente continuerà il lavoro svolto con solerzia e risultati dal già Questore Auriemma: tutta la Uil Agrigentina dà il benvenuto di buon lavoro alla prima donna a ricoprire questo importante e delicato compito di tutela, vigilanza, controllo e prevenzione del territorio.

“Abbiamo saputo dell’esperienza trentennale della Dott.ssa Iraci all’interno del corpo di polizia e della grande preparazione e rigore professionale e umano che ha messo nei vari ruoli che ha ricoperto. Adesso, in una terra difficile e complicata come la nostra, accogliamo di buon grado e con grandi attese il lavoro che svolgerà il neo questore, che tra l’altro è la prima donna nella nostra provincia a ricoprire questa carica. La Uil, da sempre a fianco delle forze di polizia e dei presidi di legalità, non può che incoraggiare la questura nello straordinario lavoro di prevenzione e di controllo che hanno già portato a brillanti operazioni antidroga e di monitoraggio delle nostre città.

Per tutto ciò, siamo certi che la Dott.ssa Rosa Iraci diventerà presto punto di riferimento per i cittadini agrigentini e garantirà un servizio capillare e di sicurezza, che è essenziale per snidare potenziali azioni criminose, che vanno in senso opposto alle leggi e del quieto vivere, e che vede la polizia sempre in prima linea a fronteggiare azioni atte alla violenza e al malaffare che pian piano cominciano a sdradicarsi anche nell’estremo sud di Italia.”

 

Giovedì 28 marzo 2019 alle ore 9.30 nella Sala Luca Crescente del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento (Via Quartararo/Calcarelle) si terrà un attivo dei “quadri e dei delegati” della CGIL Agrigentina.

L’iniziativa si aprirà con la relazione del Segretario Generale Massimo RASO e prevende l’intervento del Segretario della CGIL Siclia Michele PAGLIARO e le conclusioni del Vice Segretario Nazionale Gianna FRACASSI.

“La ragione per cui abbiamo organizzato questa iniziativa – ha affermato Massimo RASO  – è che siamo profondamente preoccupati dal silenzio che c’è intorno al tema del regionalismo differenziato. Il governo ci lavora, la questione è presente nel “contratto di governo” tra Lega e 5 Stelle, eppure non se ne parla e i cittadini non ne sanno nulla” Eppure – continua Raso -un’applicazione contorta dell’articolo 116 della Costituzione, potrebbe avere conseguenze molto gravi sul terreno della esigibilità dei diritti dei cittadini di questo Paese, sia sui diritti di cittadinanza che su quelli sociali, su temi fondamentali come l’Istruzione , la Sanità, le Infrastrutture e sulla generale sottrazione di risorse per le politiche di riequilibrio territoriale. Nella richiesta di applicazione dell’autonomia avanzata dalla Regione Veneto, “c’è un principio non condivisibile”, perché “contraddice la Costituzione e si avvicina pericolosamente al secessionismo. La richiesta di autonomia, tra l’altro, arriva ora da 13 regioni. Ma, se tutto ciò dovesse trovare compimento, senza aver prima definito dei livelli essenziali delle prestazioni per tutti i cittadini del Paese, il rischio è di avere 20 regioni differenti. Siamo alla “Secessione dei Ricchi” come afferma, giustamente, il Prof. Viesti. Noi dobbiamo impedirlo, facendo crescere consapevolezza e rilanciando le ragioni di un riequilibrio delle diseguaglianze, a partire da quella che impedisce la crescita dell’intero Paese, quella tra il Nord ed il mezzogiorno”. Nella piattaforma per il Mezzogiorno dobbiamo lavorare per definire uno specifico “progetto Agrigento” in grado di rivendicare precisi obiettivi per la nostra terra, con particolare riferimento alle infrastrutture materiali ed immateriali, la salvaguardia del territorio, il rilancio delle “eccellenze”

 

 

I carabinieri del Ros stanno eseguendo, in provincia di Enna ed in altre localita’ italiane, 21 provvedimenti cautelari per associazione di stampo mafioso, omicidio, estorsione ed altro.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno permesso di ricostruire le dinamiche criminali relative alla famiglia mafiosa di Pietraperzia posta ai vertici di Cosa Nostra ennese. E’ stata fatta luce, inoltre, su numerosi episodi criminosi tra cui l’omicidio di Filippo Marchi’, avvenuto il 16 luglio del 2017.
”Ventuno arresti in provincia di Enna e in altre città italiane per associazione di stampo mafioso, omicidio ed estorsione. I carabinieri del Ros, coordinati dalla Dda di Caltanissetta, hanno fatto piazza pulita: grazie alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti. Ogni giorno decine di criminali vengono sbattuti in galera: c’è chi combatte la malavita a parole e c’è chi fa i fatti”. E’ quanto sostiene il ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

Inizieranno il prossimo 29 marzo le udienze del Tribunale del Riesame a cui si sono rivolti i sei indagati, finiti in carcere o ai domiciliari, coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Sciacca inerente presunti abusi sessuali in danno di una ragazzina di appena 13 anni.

Una seconda udienza è stata fissata anche per giorno 1 aprile.

Le difese di tutti gli indagati hanno presentato istanza di revoca delle misure cautelari per i loro assistiti.

La storia coinvolge, una minore finita nelle grinfie della stessa madre che, sotto compenso e minacce, secondo l’accusa, l’avrebbe fatta prostituire con estranei, gente dai 18 ai 69 anni. Le accuse sono gravissime: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poiché consumati ai danni di una vittima quattordicenne). 

Oltre la madre sono finiti in manette anche i “clienti” della ragazzina: si tratta di Pietro Civello, 60 anni di Gibellina, Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

Ora le difese che attendono l’esito dei ricorsi presentati con il Tribunale del Riesame che dovrebbe decidere nel merito entro questa settimana.

 

La Procura della Repubblica di Palermo, titolare dell’inchiesta antidroga denominata “Lampedusa”, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a quindici persone iscritte nel registro degli indagati.

Si tratta di 

Davide Licata, 32 anni, di Racalmuto; Salvatore Capraro, 30 anni, di Agrigento; Calogero Vignera, 36 anni, di Agrigento, Angelo Cardella, 46 anni, di Porto Empedocle; Imam Maazani, 21 anni, nata e residente ad Agrigento; Andrea Giambanco, 54 anni, di Carini; Giuseppe Bronte, 24 anni, di Palermo; Davide Grisafi, 26 anni, di Palermo; Salvatore Bronte, 50 anni, di Palermo; Gianluca Gambino, 22 anni, di Cinisi; Francesco Portanova, 34 anni, di Palermo; Emanuele Rizzo, 33 anni, di Palermo; Gaetano Rizzo, 32 anni, di Palermo; Domenico Stilo, 30 anni, di Melito di Porto Salvo (provincia di Reggio Calabria).

I 15 sarebbero stati coinvolti, a vario titolo, nello smercio di cocaina, provenienete dalla Calabria, nelle piazze di spaccio agrigentine, principalmente a Lampedusa, da quì il nome dell’operazione svolta sul campo dalla polizia.

Si ipotizzano i reati di associazione a delinquere dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana.

La droga sarebbe finita, tra l’altro, nei mercatini rionali del palermitano e dell’agrigentino.

 

Sono stati momenti di panico quelli vissuti dai residenti di alcune abitazioni nel quartiere Ferraro di Sciacca. Nel tardo pomeriggio di ieri un giovane armato di coltello avrebbe minacciato e rinchiuso la madre all’interno dell’appartamento al culmine di una lite familiare.

 Diversi i testimoni che, sentite le urla, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. In poco tempo la polizia del locale commissariato e i carabinieri della compagnia di Sciacca sono intervenuti rintracciando il giovane in stato confusionale nei pressi del cimitero comunale. 

Intervento anche dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto forzare l’ingresso dell’abitazione per entrare e mettere in sicurezza la madre. Quest’ultima, insieme al figlio, sono stati portati all’ospedale per le cure mediche del caso. 

 

Si è svolta oggi pomeriggio la conferenza di presentazione del convegno, in programma il 5 e il 6 aprile al Dioscuri bay Palace a San Leone, sul tema:“I lavori pubblici: la qualità del progetto per il rilancio socio economico del nostro territorio” e del corso di formazione per la figura del coordinatore dei concorsi di progettazione che ha l’obiettivo di fornire all’utenza un numero adeguato di esperti nell’organizzazione e nel coordinamento operativo dei concorsi di progettazione

Il convegno “I lavori pubblici: la qualità del progetto per il rilancio socio economico del nostro territorio”

Diversi i relatori che giungeranno ad Agrigento da più parti d’Italia: l’urbanista Gianluca Peluffo, il presidente dell’Ordine degli architetti di Bologna Pier Giorgio Giannelli, i componenti del gruppo operativo “Concorsi” del Consiglio nazionale degli architetti (Cna): Vittorio Cecchini, Giorgio Giannelli, Mario Perini, Andrea Marchisio e Marco Marchisio, consulente legale del Cna.

Saranno presenti il prefetto di Agrigento, Dario Caputo; l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone; il sindaco Firetto; il direttore dell’ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Pontillo; il vicepresidente della Consulta regionale degli Architetti, Paolo Lo Iacono;  il dirigente generale del dipartimento regionale Tecnico, Salvatore Lizzio; il docente Unipa, Paolo Oreto; i presidenti degli Ordini professionali: Maria Giovanna Mangione (Ordine degli agronomi); Alberto Avenia (Ordine degli ingegneri); Giuseppe Collura (Ordine dei geologi); Silvio Santangelo (Collegio dei Geometri); Francesco Ciaccio (Ordine dei periti agrari e agrotecnici).

Il corso per i coordinatori dei concorsi di progettazione

Agrigento prima città in Sicilia a promuovere la formazione dei coordinatori dei concorsi di progettazione, seguendo la scia di un percorso già attivato a livello nazionale. I partecipanti al corso, che si terrà nel pomeriggio di giovedì e nel corso della giornata di venerdì, rispettivamente 5 e 6 aprile, saranno coordinati dai tutor dell’Ordine degli architetti: Giacomo Cascio, Michele Ferrara, Giuseppe Grimaldi e Francesco Romano.

Il corso, al quale ad oggi si conta l’adesione di oltre 80 partecipanti, è rivolto anche ai professionisti delle stazioni appaltanti e ai dirigenti delle amministrazioni comunali affinché possano bene organizzare concorsi per una architettura di qualità e utilizzare le piattaforme informatiche.

La conferenza stampa

Si è svolta nelle prime ore del pomeriggio nella sala convegni dell’Ordine degli architetti, alla presenza di Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento; Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti; Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Menditerraneo; dei consiglieri: Calogero Giglia, Michele Ferrara, Francesco Romano, Lorenzo Violante e Roberto Campagna. 

Le interviste

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento

“Abbiamo promosso questo convegno per parlare di qualità della progettazione e, attraverso i concorsi di architettura, rilanciare il nostro territorio perché riteniamo che la qualità della progettazione sia un tramite per il rilancio del nostro territorio, delle nostre infrastrutture, dei nostri centri storici. Ecco – prosegue Cimino – questo convegno è importante perché ci offre la possibilità di avere un confronto con illustri ospiti che vengono da ogni parte d’Italia e, in tal senso, mi preme ringraziare Rino La Mendola per l’aver portato nella nostra città il gruppo operativo del Cna.  Questo è un momento di grande rilancio della nostra professionale: il coordinatore potrà svolgere la propria attività a supporto dei Rup durante tutto il processo del concorso di progettazione”.

Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti

“Agrigento è tappa di un percorso che stiamo tracciando a livello nazionale per consolidare la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio. Il concorso è uno strumento ideale per raggiungere questo obiettivo proprio perché garantisce la qualità del progetto e valorizza la professionalità dei concorrenti. In un concorso si sceglie il progetto migliore, in relazione alle aspettative e agli obiettivi della committenza, e non, invece, il professionista sulla base del suo fatturato o del ribasso del suo onorario. Ci siamo resi conto, durante i corsi svolti in diversi sedi italiane, che tantissime stazioni appaltanti sono prive di esperti in materia di organizzazione di concorsi e dell’uso delle piattaforme informatiche sulle quali i concorsi viaggiano velocissimi, al punto di diventare competitivi nei costi e nei tempi, rispetto alle procedure ordinarie e di affidamento della progettazione. Per colmare questa lacuna abbiamo organizzato i corsi di formazione per la nuova figura professionale: il coordinatore dei concorsi, che può essere interpretata da un pubblico dipendente, nel ruolo di Rup, così come da un libero professionista nel ruolo di supporto al Rup. Siamo lieti che in Sicilia la prima città ad ospitare il corso sia Agrigento dove i consiglieri e il presidente dell’Ordine sono particolarmente attivi sul territorio. Questa – conclude Rino La Mendola – è la prima tappa siciliana di un percorso che è destinato ad alimentare un elenco speciale di professionisti esperti in materia di concorsi ai quali potranno fare riferimento le stazioni appaltanti interessate”.

Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo

“Siamo lieti che la Fondazione, ripercorrendo un percorso già tracciato da Rino La Mendola, sia parte attiva anche nell’organizzazione del convegno e del corso di formazione. Grazie al Consiglio nazionale degli architetti e all’Ordine di Agrigento che ci vogliono, e ci rendono, protagonisti in un evento destinato a cambiare la qualità dell’architettura.