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“Siamo consapevoli che in Crias, la cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane, in queste settimane si sta discutendo di un nuovo percorso amministrativo e finanziario. Ma è auspicabile prima di tutto sbloccare le somme disponibili, ridare un po’ di ossigeno a un settore in ginocchio e poi il Governo regionale, di concerto con la stessa Crias e con i sindacati di categoria,  potrà definire la soluzione migliore da adottare per le stesse imprese e per l’economia della nostra isola, martoriata dalla disoccupazione, giovanile soprattutto, e da imprese che chiudono”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano, segretario regionale Sicilia occidentale che continua. 

“La Crias non può rimanere paralizzata dalla lentezza burocratica o da decisioni amministrative che hanno proprie storie antiche o logiche vecchie. Ci sono moltissimi imprenditori – spiega Pagano – che da mesi attendono risorse da parte dell’istituto regionale per il credito agevolato alle imprese artigiane. I soldi ci sono, parliamo di 20 milioni di euro pronti per essere erogati, bisogna solo sbloccare quanto prima questa impasse. Per questo confidiamo sull’impegno dell’ottimo assessore Girolamo Turano per la soluzione del problem

Un agrigentino è ai vertici della diplomazia internazionale. Si tratta di Lorenzo Fanara, 48 anni, appena nominato ambasciatore d’Italia a Tunisi dal Consiglio dei Ministri. Lorenzo Fanara si è laureato con lode in Giurisprudenza all’università di Palermo nel 1993. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1998, svolgendo i primi incarichi a Roma, al ministero degli Esteri. Dal 2002 al 2006 all’Unione Europea a Bruxelles, poi fino al 2010 all’ambasciata di Mosca, poi dal 2010 al 2013 ancora in Italia al ministero degli Esteri, dal 2013 alla fine del 2016 all’ambasciata di Londra come consigliere politico, e dal gennaio 2017 al marzo 2018 è stato vice capo di Gabinetto del ministro Angelino Alfano. Adesso, Lorenzo Fanara, Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica, è ambasciatore d’Italia a Tunisi.

Gli sbarchi di migranti “fantasma”, che si sono susseguiti soprattutto sulle coste agrigentine, preoccupano ancora, e in prospettiva, i vertici dell’Unione Europea. Oggi è intervenuto al Parlamento Europeo Fabrice Leggeri, il direttore della missione “Frontex”, che si occupa di contenimento e soccorso dell’immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Leggeri, tra l’altro, ha affermato: “La minaccia terroristica resta alta, non è diminuita e dobbiamo essere certi che non vi siano attraversamenti delle frontiere dell’Unione Europea non intercettati, perché questo va a scapito della sicurezza europea. I velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti non intercettati da Algeria e Tunisia, che pongono preoccupazioni di sicurezza e su cui si sta lavorando. Non ci aspettiamo un aumento degli arrivi di migranti dalla Libia, almeno non per il momento. Dal primo gennaio ad ora sono stati 6000 i migranti illegali intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale, il 62% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Ma solo il 71% di questi è partito dalla Libia, rispetto al 95% del 2017, perché nel 2018 il 20% delle partenze dei migranti è avvenuto dalla Tunisia

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Nunzio Sarpietro, ha confermato il sequestro della nave della Organizzazione non governative spagnola Proactiva Open Arms, ormeggiata al porto di Pozzallo dal 18 marzo scorso dopo il salvataggio di 215 migranti. Il giudice ha accolto così la richiesta della Procura distrettuale etnea. Lo stesso giudice si è però dichiarato incompetente ritenendo non sussistere il reato di associazione per delinquere ma soltanto quello di immigrazione clandestina. Pertanto gli atti saranno trasferiti alla Procura di Ragusa per competenza in materia.


Prosegue a ritmo serrato la bonifica di alcune strade di competenza del Libero Consorzio Comunale, dopo la ricognizione effettuata dal Gruppo Tutela Ambientale che ha evidenziato diverse criticità, in particolare nelle zone più interne e più difficili da controllare. Purtroppo l’abbandono di ogni tipo di rifiuti sembra diventata prassi abituale per cittadini poco rispettosi delle più elementari regole di vita, e anche le strade consortili del comparto est non sfuggono a questa pessima abitudine. Attualmente i tecnici del Settore Ambiente e gli operai dell’impresa Mediterranea Servizi di Racalmuto, aggiudicataria dell’appalto per la rimozione dei rifiuti, sono impegnati su diverse strade nei territori di Ravanusa, Licata e Campobello di Licata, con interventi su: SPC n. 57 ex Molinazzo-Tre Fontane, SP n. 6 Licata-Ravanusa (tratto non soggetto ad interruzione), SPC n. 50 ai km 1+700 e 3+400 dall’incrocio con la SP n. 59, SP n. 12 al km 1+450 e 3+500 dall’incrocio con la SP n. 59, SPC n. 55 ai km 0+000, 2+150, 2+900 e km 3+300 a partire dalla SS n. 626, SP NC n. 14 al km 1+000 a partire dalla SS n. 122, ed SPR n. 64 al km 1+800 a partire da Campobello di Licata.
Considerata la rimozione di notevoli quantità di rifiuti, compresi ingombranti come elettrodomestici e pneumatici dismessi, plastiche, materiale proveniente da lavori edilizi, lana di vetro e soprattutto rifiuti pericolosi come amianto (presenti in grossi quantitativi), si consiglia prudenza a quanti percorrono queste strade in presenza dei mezzi impegnati nella bonifica.
Sono già state bonificate invece, con precedenti ordini di servizio, le SP n. 3, SPC n. 54 Ravanusa-Tintoria-Furiana, SP n. 10 Campobello-Fiume Salso, SP n. 63 da SS 115 a Campobello di Licata, e sopratutto le discariche abusive lungo la SP n.1 nei tratti Villaseta-Bivio Borsellino e Quadrivio Spinasanta – Villaseta.

Ieri l’ennesima intervista del sindaco con “buone” notizie: un 6% di riduzione sulle bollette TARI a fronte di una ristrutturazione del servizio dei rifiuti con il sistema che viaggia verso “l’efficientamento”.
Il sistema non viaggia per niente verso l’efficientamento. Basta scendere in strada per accorgersene, ammesso di vedere la strada tra le erbe alte e i sacchi della spazzatura. A detta del sindaco il personale fa un’attività più gravosa a fronte della diminuzione degli addetti. E il servizio è vergognoso: si sente la mancanza di qualcuno che spazzi le strade e raccolga quanto cade dai porter che girano per le nostre strade facendo una raccolta molto distante da quel porta a porta che stiamo pagando, soprattutto in alcune zone della città.
Le tariffe diminuiscono? Diminuisce la quota “fissa” della TARI che è legata alle componenti essenziali del costo del servizio (cioè appalto con diserbo, spazzamento e raccolta), e da una parte variabile, composta i relazione alle quantità (e qualità, dunque?) di rifiuti conferiti. Quindi diminuisce la quota fissa perché non c’è più spazzamento e diserbo? E la quota variabile? Se è legata al rifiuto prodotto non dovrebbe diminuire se si produce meno indifferenziato per la discarica? Ma va, davvero, meno indifferenziato in discarica?
Nel piano economico della TARI 2018 non sono dichiarate il numero di utenze domestiche e non domestiche e, dunque, non si vede se c’è stato un aumento dei paganti. Avranno inserito, ad esempio, i centri di accoglienza nella giusta categoria? Avranno inserito gli utenti che si sono appena denunciati?
Nella TARI sono inseriti i costi del personale della SRR e del Comune che si occupa dei tributi.
Perché si inseriscono i costi del personale che fa riscossione ma non c’è traccia di quanto riscosso, da dedurre dai costi del piano? Se con la TARI, anno per anno e nonostante l’evasione, abbiamo coperto le spese accollandoci quelle degli evasori, dove finiscono le somme recuperate?
La TARI deve coprire integralmente tutti i costi del servizio che si occupa dei rifiuti: in questo momento, e non si sa ancora per quanto tempo, i nostri rifiuti indifferenziati viaggiano verso una piattaforma di stazionamento che si trova a Lercara, per poi andare alla discarica di contrada Matarana. Mancano questi costi, a fronte di 100mila euro che sono state inserite per la rimozione delle discariche e i 30mila € per la bonifica da amianto che speriamo parta presto e 50mila € per i nuovi mastelli che arriveranno (si spera) a fine Aprile. E le grandi utenze che non differenziano? Chi pagherà i loro costi? Saranno partite le diffide per i grossi enti che non differenziano (tra cui ospedale, caserme, genio civile)
Nella TARI paghiamo il personale comunale tecnico e dell’ufficio tributi (nuova entrata in bolletta) che si occupa di rifiuti e c’è anche una nuove voce: “ incentivo tecnico art 113 d.lgs 50/2016” per oltre 135mila €. Il costo è più o meno quello del personale tecnico impiegato. Leggendo l’articolo di legge in questione le spese potrebbero anche essere coincidenti ma nel piano mancano precise indicazioni su queste 2 voci di spesa.
Nel consuntivo 2017 risulta persino una voce con importo presunto, veramente singolare per un consuntivo!

 

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha provveduto ad impegnare le somme per tutto il 2018 per garantire la continuità dell’erogazione dei servizi in favore degli studenti affetti da grave disabilità che frequentano le scuole medie superiori della provincia. L’impegno di spesa previsto per tutto il 2018 è di € 1.565.895,18 euro. Si tratta di fondi assegnati dalla Regione Siciliana, da suddividere per 200 studenti circa per assicurare il servizio relativo all’assistenza cosiddetta specialistica, comunemente chiamata di autonomia e comunicazione e quella igienico sanitario nelle scuole di competenza dell’Ente. Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, inoltre, garantisce anche il trasporto ad oltre 85 alunni affetti da grave disabilità.
Queste somme sono adeguate in base al numero di studenti che ne hanno già fatto richiesta, numero che potrebbe variare all’inizio del prossimo anno scolastico.
Il Libero Consorzio assicura, di conseguenza, in maniera compatibile con i fondi disponibili e con le esigenze primarie dell’Ente, i servizi in favore degli alunni affetti da grave disabilità. Nel caso in cui si dovessero avere ulteriori risorse a disposizione si potrà estendere la tipologia dei soggetti affetti da disabilità oltre ad assicurare un incremento dei servizi da erogare.

UNA CONTINUA INTERCONNESSIONE FRA LE ISTITUZIONI A TUTELA DEI MINORI E DEGLI ADOLESCENTI IN DIFFICOLTÀ

Orlando: “È necessario creare percorsi personalizzati a tutela dei piccoli cittadini di oggi”

Una continua interconnessione fra le istituzioni coniugata alla presa in carico dei minori e degli adolescenti in condizione di disagio sociale con percorsi personalizzati e condivisi. Questo emerge dall’incontro di oggi su: “I diritti dell’Infanzia e le competenze delle Istituzioni” svoltasi a Villa Niscemi a Palermo, alla presenza dei vertici di ANCISICILIA, del Tribunale dei minorenni di Palermo, della Regione siciliana, della Procura della Repubblica, dei Garanti dei diritti dell’infanzia e del l’adolescenza della Regione e del comune di Palermo, del mondo del volontariato e dei comuni di Misilmeri, Villabate, Termini Imerese, Ciminna e Canicattì.
“I minori non sono i cittadini di domani, ma quelli oggi. Non sono aspiranti adulti ma cittadini, nei confronti dei quali è indispensabile che vi sia una estrema sensibilità da parte di tutte le istituzioni e in particolare da parte delle amministrazioni comunali”. Ha. Dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCISICILIA.
“Provare ad utilizzare un linguaggio comune fra gli interlocutori istituzionali ponendo rimedio ad alcune criticità legate a processi gestionali e organizzativi diversi che caratterizzano i vari Enti e che, troppo spesso, rendono i tantissimi sforzi degli enti locali meno efficaci”. Ha dichiarato Mario Emanuele Alvano segretario generale di ANCISICILIA.
“È’ indispensabile che ci sia una migliore comunicazione con i servizi sociali dei comuni finalizzata a una collaborazione istituzionale nell’interesse e nella tutela dei minori”. Ha dichiarato Maria Vittoria Randazzo procuratore della Repubblica per i minorenni di Palermo.
“I diritti dei bambini e degli adolescenti sono oggi un’assoluta priorità. Senza gli enti locali la giustizia minorile è assolutamente inefficace”.Ha dichiarato il presidente del Tribunale dei minorenni di Palermo, Francesco Micela.
“È indispensabile che si crei un rapporto di interconnessione profondo con il territorio – continua il presidente Micela – con il fine di dare sostegno concreto, considerando la nostra attività come un vero e proprio dovere civico e giuridico nei confronti di minori e adolescenti in stato di disagio”.

 

Da domani il Convitto delle Arti Noto Museum ospiterà la mostra “Picasso è Noto”, un percorso  di 208 opere alla scoperta delle passioni che hanno accompagnato il grande artista spagnolo in tutta la sua vita 

Le  208 opere esposte al Convitto delle Arti Noto Museum raccontano tutti i temi più cari a Pablo Picasso come la sua interpretazione della realtà con il teatro e il circo, amati sin dagli inizi della sua vita parigina insieme all’amico Gershwin, oltre alla massima espressione della sua passione più grande: la tauromachia. Tutte queste passioni sono state, indubbiamente, lungo tutta la sua carriera, gli argomenti di ricerca portante nella sua complessa cifra stilistica. Lui, unico artista del Novecento che ha saputo trattare tutte le tecniche ascrivibili al mondo dell’arte al massimo livello, è stato considerato un “genio” proprio perché non si è mai fermato davanti a nulla, mettendosi in gioco e sperimentando fino alla vecchiaia. Questa mostra aiuta a capire la complessità di Picasso, figura chiave del panorama artistico del secolo scorso che ancora influenza l’arte.

“Picasso è Noto” presenta una serie di opere uniche costituite da olii, guache, disegni che offrono ai visitatori una visione a 360° del grande maestro. La mostra intende illustrare, nei suoi contenuti più autentici, i temi cari a Picasso, le donne con l’ossessione dell’artista per la sua modella, il minotauro, la tauromachia, la politica, le nature morte con i momenti più intimi e riflessivi che non solo hanno sviluppato la sua creatività inarrestabile, ma ne hanno influenzato l’intera vicenda artistica e umana. La mostra è arricchita da Deux Femmes, espressione di sensualità e femminilità, soggetti fondamentali per Picasso non meno del tema dell’Autoritratto, rappresentato nell’esposizione dall’omonima opera del 1967, dove l’artista rivela tutta l’identità e l’alterità del suo doppio.
Il percorso è arricchito da una serie di incisioni: La Célestine, (1971) 68 incisioni acquaforte e acquatinta; Tauromachia (1959) 27 opere acquatinta allo zucchero e puntasecca. Nelle opere in ceramica si esprime tutta la forza della fantasia creatrice di Picasso che in un momento particolarmente felice della sua esistenza, terminato l’incubo della seconda guerra mondiale, si dedica a questo linguaggio espressivo che scopre particolarmente congeniale alla sua vena creativa, tanto da iniziare una sperimentazione che lo accompagna per il resto della vita e che si intreccia indissolubilmente con i suoi lavori su tela, le sue sculture e la sua grafica. Si va dalle opere realizzate nei primi anni di attività (dal 1947 al 1955) al periodo di Cannes (1955) che segna l’inizio di una nuova stagione della sua arte dove realizza soprattutto murali in ceramica, piatti tondi chiamati plats espagnols e mattonelle con le scene di baccanali. Nei lavori in ceramica sono presenti anche le creazioni dedicate alla “Tauromachia” con grandi piatti ovali che rappresentano momenti della corrida e la sezione del “Bestiario”, il repertorio degli animali che più hanno stimolato la fantasia dell’artista: pesci, uccelli, gufi, civette, capre, galletti e cavalli.

Per quantità di opere e presenza di tutte le tecniche affrontate dal genio spagnolo, questa mostra è un’occasione unica per la città di Noto e per la Sicilia.

Corrado Bonfanti (Sindaco di Noto):
In un continuo crescendo di iniziative di alto valore culturale, Noto ospita per il terzo anno consecutivo una mostra di un grande artista di livello mondiale.
Dopo Andy Warhol e Marc Chagall (quest’ultimo proposto, in un intreccio artistico molto evocativo, con Ottavio Missoni), quest’anno abbiamo il piacere di ospitare una esposizione particolarmente significativa di Pablo Picasso.
Il numero e l’importanza delle opere dimostrano che si tratta di una grande operazione culturale. Inoltre il sapiente allestimento di un percorso artistico, capace di dar voce alla poliedrica modalità espressiva del grande maestro mi danno il senso di una celebrazione dell’autore fuori dagli schemi convenzionali e già sperimentati.
Perché il risultato dell’iniziativa sia efficace, abbiamo voluto migliorare ulteriormente gli spazi espositivi del “Convitto delle arti” per offrire ai visitatori servizi sempre più moderni ed innovativi, cercando di migliorare questo contenitore artistico che oggi si pone fra i più interessanti e vivaci della Sicilia”.

Frankie Terranova (Assessore alla Cultura e BBCC della Città di Noto):
“Aver deciso di proporre una serie di opere di differenti periodi che testimoniano il travagliato percorso dell’artista, aver voluto mostrare la sua abilità nelle differenti tecniche espressive – dagli olii alle acquetinte, dalle ceramiche ai disegni – denotano un grande coraggio dei curatori ma anche una precisa scelta che vuole esaltare dell’artista spagnolo la ricerca e la passione per i differenti percorsi dell’arte che portano comunque tutti alla Bellezza, ai differenti modi di raccontarla e alle differenti modalità di leggerla nelle cose e negli accadimenti; o al contrario – per una specie di legge del contrappasso – di porla come orizzonte di senso quando ci si allontana da essa con azioni e opere che vanno nelle direzione opposta, e per questo oggetto di critica e denuncia”.

Picasso è Noto
28 marzo / 30 ottobre 2018
Convitto delle Arti Noto Museum
Corso Vittorio Emanuele 91, NOTO

Orari di apertura:

(marzo, aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre)
lun-ven 10-20
sab-dom 10-23

(luglio e agosto)
10-24

La biglietteria chiude un’ora prima

Ingresso:

Intero 10 €
Ridotto (over 65, gruppi domino 6 persone) 7 €
Ridotto (universitari, ragazzi fino ai 18 anni e residenti) 6 €
Ridotto (scuole) 4 €