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Nell’ambito di una convenzione tra Comune di Agrigento e Anas, sono a disposizione 2 milioni e 400 mila euro come misure compensative all’impatto del raddoppio della strada statale 640. Tali fondi dovrebbero essere utilizzati nell’area del Quadrivio Spinasanta. Il relativo progetto è in fase di redazione, e, appena ultimato, sarà esaminato dal Consiglio comunale. Gli interventi, che comporteranno inevitabilmente degli espropri per pubblica utilità, consistono nella costruzione di una rotatoria al Quadrivio, il recupero delle aree limitrofe e l’insediamento di un ampio parcheggio, oltre spazi di aggregazione e aree di sosta. Tali opere sono già comprese nel piano triennale delle opere pubbliche 2018-2020 che è stato approvato dalla giunta comunale.

Tantissime le pasticcerie che hanno aderito al concorso voluto da Confcommercio in occasione della della “Sagra dell’Agnello Pasquale di Favara”.

Alla seconda edizione del concorso “Le vie dell’Agnello Pasquale”, seconda edizione, rivolto ai maestri pasticceri e a tutti gli esercizi commerciali della città, che culminerà con un premio in denaro per le vetrine più belle, hanno aderito quasi tutte le pasticcerie più rinomate. La manifestazione ha preso il via ufficialmente ieri, domenica 25 marzo, e viene realizzata in collaborazione con la delegazione di Confcommercio di Favara.

“L’adesione di tutte queste vetrine – spiega il Vicepresidente Vicario provinciale di Confcommericio Alfonso Valenza – è la testimonianza di quanto interesse ci sia da parte degli operatori a fare rete. Il concorso, ha lo scopo di valorizzare e promuovere il dolce tipico di pasta di mandola farcito di pistacchio, a forma di agnello. Confcommercio è e rimarrà al fianco di tutte le attività produttive del territorio, è un tema questo che ci sta a cuore e abbiamo l’esigenza di fare squadra per cogliere ogni opportunità di sviluppo, partendo dalla valorizzazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni”.

 

Si prosegue senza esitazione lungo la via tracciata sin dall’insediamento di questa Amministrazione. La volontà cioè di sottoporre a consultazione referendaria la variazione dei confini.Una volta sopraggiunta l’approvazione del Consiglio Comunale verrà effettuato l’immediato inoltro agli Uffici Regionali competenti affinché curino, dopo le valutazioni di competenza, l’indizione della consultazione referendaria volta a  risolvere e definire questa  lunga questione agrigentina.”

Pur dovendo curare, attraverso gli uffici, tutti gli adempimenti necessari, non sfugge a questa Amministrazione la valenza sociale e politica di questa delibera per porre fine ad una vicenda paradossale che si protrae da decenni e che ha generato talora contraddizioni delicate.

A Ribera, tre malviventi, col volto travisato, sono entrati in casa di una donna, di 30 anni, di nazionalità romena, in località Seccagrande e, sotto minaccia, l’hanno costretta a consegnare tutto quanto di valore era custodito in casa.

 
Fortunatamente i rapinatori si sono “accontentati” di poco: due telefoni cellulari e qualche decina di euro. Per la donna, che è stata interrogata dai Carabinieri della locale Tenenza, che hanno avviato le ricerche dei delinquenti, nessuna conseguenza fisica, a parte i momenti di paura passati.

Lo scorso 12 febbraio è stato scarcerato, con sei mesi di anticipo, il presunto boss di Cattolica Eraclea, Domenico Terrasi, 76 anni, arrestato il 27 novembre del 2009 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Minoa”. Terrasi, già arrestato e condannato al processo antimafia “Akragas”, ha poi subito una seconda condanna definitiva in Cassazione per associazione mafiosa a 10 anni e 8 mesi di reclusione. La liberazione anticipata è prevista dall’ordinamento penitenziario come una detrazione di 45 giorni per ogni sei mesi di pena scontata, concessa al condannato che abbia partecipato con merito all’opera di rieducazione.

Nel frattempo, a Domenico Terrasi, adesso sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni, sono stati sequestrati, e poi confiscati, alcuni beni a Cattolica, tra cui una villetta, ancora in fase di costruzione, in contrada Bonura, e due appartamenti. L’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha assegnato la villetta e un appartamento al Comune di Cattolica Eraclea, e l’altro appartamento alla Chiesa locale. Ebbene, al mattino della Domenica delle Palme 25 marzo 2018 i Vigili del fuoco si sono precipitati in contrada Bonura, allarmati dal fuoco divampato nella villetta, peraltro poco distante dall’abitazione dello stesso Terrasi. Le fiamme hanno bruciato il tetto dell’immobile, verosimilmente in legno. Nel febbraio 2017, il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo ha pubblicato il bando per concedere in comodato d’uso gratuito altri beni confiscati a Domenico Terrasi. Si tratta di un terreno con un fabbricato diroccato in contrada Borancio tra Cattolica e Raffadali in territorio di Agrigento.

L’avviso pubblico per l’assegnazione di tali beni persegue sempre fini sociali o istituzionali, come impone la legge Rognoni-La Torre, ed è rivolto a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali o comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti. Attualmente e complessivamente sono 15 i beni sottratti a Cosa nostra cattolicese e destinati al Comune di Cattolica Eraclea. E dei 15 solo 3 sono già utilizzati a fini sociali o istituzionali. Ad esempio, ancora non utilizzata è la “casa-museo” di Beniamino Gioiello Zappia, dove la Direzione investigativa antimafia ha scoperto oltre 345 dipinti pregiati, con tele anche di Guttuso, De Chirico e Dalì, e altri beni come 200 orologi antichi, pietre preziose, vasi, statue, bronzi e oggetti di antiquariato. Beniamino Gioiello Zappia, 78 anni, presunto colonnello del clan Rizzuto in Italia, è stato assolto, E nonostante ciò la sua casa a tre piani con giardino e il tesoro d’opere d’arte collezionate, è stata trasferita al patrimonio dello Stato. E lui, Gioiello Zappia, il collezionista, si è sempre dichiarato vittima della “malagiustizia”.

A.R. (teleacras)

Fabrizio Frizzi è morto. A dare l’annuncio è la famiglia del conduttore in una nota. «Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato». Così la moglie Carlotta, il fratello Fabio ed i familiari. Frizzi, 60 anni, si è spento nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale.

Il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi fu colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma “L’Eredità”. Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo. Il conduttore tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno. “ L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico, scherzò con Vincenzo Mollica,  annunciando il suo ritorno sugli schermi . L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”.

Lo scorso 5 febbraio ha compiuto 60 anni. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Frizzi dichiarò: “dopo il 23, la visuale è leggermente cambiata.  A questa età si entra in un imbuto che restringe l’orizzonte, vedi la vita assottigliarsi, ammesso che la vita continui, si fanno valutazioni importanti sul vivere i rapporti che contano, non disperdi più il tempo, si privilegiano le cose fondamentali. Sì, è un bel traguardo, tuttavia continuo a essere un entusiasta e non rinuncio a sperare di riprendere un’esistenza piena di forza, anche se con le gambe un po’ fiaccate.L’età avanza e occorre stare attenti ai sintomi, sono segnali importanti che ti invia il corpo, vanno raccolti e io, evidentemente, non sono stato attento. Ora lo devo essere soprattutto per mia moglie e mia figlia.Diventare padre in età avanzata, come è accaduto a me, è stata una scelta d’amore e non un atto di egoismo: avendo una compagna tanto più giovane di me, so che Stella è comunque in buone mani e ciò mi fa sentire meglio rispetto alle preoccupazioni legate alla mia anagrafe. Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento. Non so se mia figlia abbia capito quanto è accaduto, abbiamo cercato di proteggerla, ma so che i bambini capiscono molto più di quanto immaginiamo: ogni giorno giochiamo insieme, è il suo modo di sorreggermi, mi dà l’energia per continuare a combattere. E se uscirò vincitore da questa vicenda, mi dedicherò maggiormente a fare il testimonial per la ricerca scientifica”.

Immediato il cordoglio della Rai:  “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano»: questo il commento della Rai in una nota. «Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico . Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”.

Un affresco del 1600 torna a risplendere, dopo secoli, sulla facciata della chiesa di Maria SS. Assunta (Matrice vecchia) che domina la piazza principale di Castelbuono, antico borgo medioevale arroccato sui pendii del Parco delle Madonie, a pochi chilometri da Palermo. Pesantemente segnato dal tempo, questo piccolo-grande gioiello artistico, raffigurante l’Assunzione della Vergine, rivede oggi nuova luce e ritrova una sua leggibilità grazie ai lavori di restauro firmati da Michele e Angela Sottile del laboratorio Poliarte Centro Restauro. Il restauro è stato reso possibile grazie al sostegno dell’azienda dolciaria Fiasconaro che a Castelbuono ha sede e che è molto sensibile nei confronti delle esigenze del proprio territorio e particolarmente attenta alla valorizzazione dei tesori storici, artistici e culturali che lo caratterizzano.
    L’affresco restaurato è stato presentato ieri pomeriggio nel corso di un evento che ha coinvolto, oltre a un gran numero di castelbuonesi, anche esponenti della Curia, autorità locali ed esponenti delle istituzioni. La cerimonia di inaugurazione è stata seguita da una tavola rotonda, moderata da Marco Romano, Vice Direttore del Giornale di Sicilia, che ha visto gli interventi dello storico dell’arte dottor Gaetano Bongiovanni della Soprintendenza di Palermo, del medico ed esperto d’arte professor Adelfio Elio Cardinale, del Cardinale e Arcivescovo Emerito di Palermo Paolo Romeo, del Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, oltre che dei due restauratori.
    La chiesa – La chiesa di Maria SS Assunta è stata edificata nel XIV secolo, probabilmente su una costruzione preesistente.
    La conformazione odierna è databile intorno alla fine del XV secolo quando alle tre navate originarie è ne è stata aggiunta una quarta per rispondere alle necessità di un paese in forte crescita demografica. Situato sulla facciata della chiesa, all’interno del portico colonnato, l’affresco raffigura l’Assunzione in Cielo della Vergine, coerentemente con l’intitolazione della chiesa stessa dedicata a Maria SS.
    Assunta. L’affresco versava in gravissime condizioni; le operazioni di restauro sono state mirate innanzitutto al consolidamento degli intonaci. La pulitura ha permesso di ridare vita alla figurazione liberando la superficie pittorica da uno strato grigio che rendeva impossibile la lettura della scena dipinta. 

Il maltempo e la pioggia che insistono ormai da giorni sulla Sicilia hanno provocato danni e disagi: una tromba d’aria ha messo in ginocchio la cantina Rudinì di Pachino, nel Siracusano. Danni anche agli impianti serricoli tra Portopalo di Capo Passero e Rosolini. Un turbine di vento ha sollevato il tetto di un condominio in via Esperanto, a Ragusa.
    A Salemi, nel Trapanese, una casa disabitata, al civico 12 di via Porta Corleone, è collassata sia per vetustà sia per le infiltrazioni di acqua piovana. A Castellammare del Golfo un’anziana è stata fatta evacuare dalla propria abitazione per il rischio di un crollo.
    Nel Siracusano, in località Spinazza, tra Pachino e Noto, è crollato un muro perimetrale che ha bloccato la strada che da Marzamemi va alla provinciale 85 e a San Lorenzo di Noto. A Melilli una tromba d’aria ha divelto il tetto di un casolare.
    Infine, venti gli interventi dei vigili del fuoco a Palermo e provincia per allagamenti, soprattutto di alcune strade del capoluogo siciliano.

 L’hotspot di Lampedusa (Agrigento) chiude i battenti. Gli ultimi 47 tunisini ospiti della struttura di contrada Imbriacola sono stati trasferiti per consentire lavori di ristrutturazione, così per come era stato deciso a metà mese durante un vertice al Viminale. Il primo lotto degli interventi – che riguarderanno la recinzione, l’illuminazione e la sistemazione, nonché collocazione di nuove telecamere di videosorveglianza – è già in fase d’aggiudicazione. Il cantiere dovrebbe essere avviato in poco più di un mese. Si procederà però per step. E’ stato già previsto il secondo lotto di lavori con i quali dovranno essere rifatti i padiglioni e la cucina. Non è invece ancora chiaro – dipende naturalmente da tanti fattori e molteplici eventualità – per quanto tempo il centro di identificazione per migranti resterà off limits. “Finisce questa disavventura legata agli sbarchi dei tunisini. Siamo riusciti ad uscire da un incubo – ha commentato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, in un’intervista al Giornale di Sicilia – . Perché la permanenza dei tunisini, all’hotspot di contrada Imbriacola, ha creato non pochi problemi. Mi aspetto che Lampedusa possa trascorrere una bella e serena stagione estiva. Vorremo, per il futuro, augurarci di avere un’isola dove vivere in santa pace. Ricevere per diversi anni l’oppressione costante degli sbarchi e non potere reagire è stato veramente un dramma”. (ANSA).