Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 703)

“Non riuscire ad utilizzare la spesa e la certificazione dei fondi por-fers entro il 31 dicembre sarebbe un’ulteriore mazzata per l’economia e lo sviluppo del territorio.”

La Uil di Agrigento interviene sulle notizie poco rassicuranti che provengono sui fondi europei e nella fattispecie il Por-Fers 2014/2020, con il concreto rischio di perdere 719 milioni di euro, visto che dai numeri che sono finora usciti fuori appena 6 milioni sono stati spesi e certificati, cifre che non rassicurano per nulla.

“Il nostro vuole essere uno stimolo al governo regionale per invertire la rotta dello sviluppo della nostra fragile economia, partendo dalla nostra provincia agrigentina, totalmente depauperata e che ha fame di opere, migliorie e investimenti a 360 gradi.
I tempi per rimettere le cose a posto, visto la tagliola del 31 dicembre 2018, sono molto brevi; sarebbe ancora una volta scandalosa che per una serie di ritardi, storture, rimpalli e burocrazia e procedure lunghe dovessero pagare il conto i siciliani.
Vogliamo sperare che ci sia un’accelerazione della spesa dei fondi, di una corretta rendicontazione e certificazione, fermo restando che tante volte i progetti portati a termine hanno prodotto basse possibilità di crescita economica e occupazionale.
Adesso, il governo nazionale ha creato un Ministero per il Sud, probabilmente per attenzionare meglio le questione insolute. Vorremmo capire se gli incontri estivi tra il Governatore Musumeci e il Ministro Lenzi hanno trovato le giuste soluzioni. A oggi la Uil di Agrigento è fortemente preoccupata che la situazione non si riesca a sbloccare per i troppi incagli e per una programmazione progettuale che francamente è andata troppo a rilento e che non soddisfa le legittime richieste, di imprese, giovani e lavoro.”

 

Viale della Vittoria e mancata potatura degli alberi: intervento della consigliere Rita Monella.

La consigliere di “diventerà bellissima”, ha depositato presso l’ufficio di presidenza una mozione sui pericoli per la pubblica incolumità derivanti dalla mancata potatura al viale della Vittoria dei ficus e la conseguente caduta dei frutti.

 

“C’è un pericolo per la pubblica incolumità al viale della Vittoria derivante dalla caduta dei frutti dei ficus benjamin che crea sui marciapiedi una patina scivolosa – scrive la consigliere Rita Monella. Per evitare rovinose cadute, con conseguenti danni fisici per i passanti, chiedo l’avvio della potatura delle chiome ed in subordine l’apposizione di reti frangivento in grado di raccogliere i frutti che si staccano dai rami.
Per quanto riguarda la potatura, per le particolari caratteristiche dei ficus benjamin, scrive la consigliera nella mozione, va ribadito che tali alberi traggono beneficio anche da potature radicali che sono utili anche ad irrobustire la pianta e a prevenire le infezioni batteriche”.

 

Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, a Casa Sanfilippo, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del programma del Fastuca Fest, ovvero la quarta edizione della Festa del pistacchio di Raffadali, organizzato dall’Associazione per la tutela del pistacchio di Raffadali, con il patrocinio del Comune di Raffadali. Durante l’edizione del Fastuca Fest è in programma la riunione di pubblico accertamento, in presenza dei funzionari del ministero delle Politiche agricole e dell’assessorato regionale all’Agricoltura, del riconoscimento di marchio dop, di origine protetta, al pistacchio di Raffadali.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha confermato, prorogandoli, i 41 bis imposti a carico di Giovanni Tarallo di Santa Elisabetta e Francesco Ribisi di Palma di Montechiaro, arrestati e condannati nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. Il ministro del Movimento 5 Stelle ha inoltre applicato il 41 bis a Francesco Fragapane di Santa Elisabetta, Calogerino Giambrone di Cammarata, Pasquale Fanara di Favara, Giuseppe Nugara di San Biagio Platani, e Giuseppe Spoto di Bivona, tutti arrestati lo scorso gennaio nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”.

I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, in collaborazione con i colleghi del Nas, il Nucleo anti-sofisticazioni di Palermo, hanno intensificato i controlli all’interno di vari esercizi commerciali in diversi comuni della provincia. A Casteltermini sono stati sequestrati 120 chili di ricotta in un bar pasticceria del luogo, per un valore di mercato di oltre mille euro, per carenze relative alla tracciabilità del prodotto oltre che igieniche e sanitarie. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito alle autorità amministrative competenti ed a suo carico è stata elevata una contravvenzione di 1500 euro. E poi, a Porto Empedocle i Carabinieri hanno denunciato a piede libero il titolare di un ristorante e hanno sequestrato 50 chili di prodotti ittici, in cattivo stato di conservazione ma posti in vendita come prodotti freschi. Elevate anche sanzioni amministrative per violazione di norme igieniche e sanitarie per complessivi 6mila euro.

Alea iacta est. Il dado è tratto. La vergognosa vertenza che riguarda i lavoratori operatori ecologici di Lampedusa apre ancora una volta i battenti. Inizia la “commedia”. Gli attori sono tutti pronti per calcare il palcoscenico. Il Sindaco affermerà ancora una volta che nelle casse del comune non c’è un euro bucato. Da quel palco si griderà allo scandalo: “un danno all’immagine, di fatto, per Lampedusa che attualmente è invasa dai turisti”. Poi si passerà alle denunce – Carabinieri-Polizia municipale – e perfino la Procura della Repubblica di Agrigento (con tutto il da fare che ha). Nel secondo atto, le aziende ripeteranno il copione già sentito: “il Comune di Lampedusa ci deve un ‘mare’ di mensilità arretrate; come fare. Non possiamo aggiungere alle spese che attualmente paghiamo per nave-contributi.etc gli stipendi.Così facendo possiamo chiudere i battenti.

Sembra di assistere ad una antica tradizione in viaggio. L’Opera dei Pupi, dell’amico Mimmo Cuticchio, massimo esponente della tradizione dei pupi siciliani, si è trasferita a Lampedusa.I pupi – sostiene Mimmo – sono l’arte di mettere in scena i mille volti dell’umanità con libertà di critica, ma totale rispetto di ogni singolo ruolo, anche nelle sfumature caratteriali. Orlando è Orlando, Rinaldo è Rinaldo, Angelica è Angelica.

 Ma torniamo a Lampedusa. Sentite le ragioni del Sindaco Totò Martello, quelle delle aziende, viene da pensare che alla fine le pretese dei lavoratori rasentano la “follia”. Ma cosa pretendono? In virtù di quale “stregoneria” vogliono la retribuzione a fronte di una prestazione? Non gli basta che hanno il “pane garantito”? E poi, cosa vuoi che siano tre, quattro, cinque mesi di arretrati…

 Ai lavoratori deve bastare una pacca sulle spalle, specie se proviene da qualche amministratore. Siamo con voi. Le istituzioni sono vicine alle vostre famiglie. Nell’ultimo sciopero i lavoratori hanno ricevuto tanta, ma tanta solidarietà da parte del popolo lampedusano. Una vicinanza sincera e leale.

 Sul grande palcoscenico lampedusano, sono assenti gli attori principali. I divi di quella politica regionale, i quali preferiscono esibirsi solo sui palcoscenici delle grandi città. Che importa loro di un piccolo teatro dove vanno di scena pochi lavoratori, attori di se stessi.Che importa se sul quel palcoscenico si assiste ancora una volta alla “corrosione” di quel grande valore, bisogno primario di ogni lavoratore. La retribuzione a fronte di una prestazione.

Ancora sanzioni elevate dalla Polizia Municipale nei confronti di incivili che abbandonano i sacchi della spazzatura per strada senza differenziare e attenersi alle norme del regolamento comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti. Con l’ausilio di una telecamera, la Speciale Squadra di controllo ambientale dei Vigili Urbani ha ripreso ben quattro persone che nella via Toniolo, zona Esseneto – Campo sportivo, si sono disfatti della spazzatuta lasciandola per strada. Identificati e sanzionati, i 4 trasgressori verranno denunciati all’autorità giudiziaria. 

In attesa del programma ufficiale degli eventi che caratterizzeranno i quattro weekend di ottobre a Floresta, il comune più alto di Sicilia, per questa quattordicesima edizione di “Ottobrando”,  ieri pomeriggio, in un incontro tecnico, al comune è stato presentato il logo ufficiale dell’evento e le linee guide che caratterizzeranno la comunicazione di tutta la manifestazione.
A parlare con tecnici, con lo staff operativo dell’evento, con amministratori e consiglieri comunali è stato il sindaco del paese, Antonino Cappadona che di fatto coordinerà il tutto..
 
Il consulente esterno dell’amministrazione per la “comunicazione esterna dell’ente locale”, Piero Ridolfo, intervenendo all’incontro ha evidenziato che “promuovere lo sviluppo della cultura, così come tutelare il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico del comune di Floresta  è tra i principi fondamentali della nuova amministrazione che intende realizzare e sviluppare eventi (come Ottobrando ) noti in Sicilia grazie anche agli spazi già riservati da altri in precedenza.
Con ambizione e voglia di crescere ancora, proporremo non poche novità e soprattutto ci prefiggiamo, d’accordo con il sindaco ed i suoi collaboratori, di dare maggiore attenzione ai visitatori , dai più piccoli agli adulti, nonché portatori di handicap, affinché tutti possano godere di tale manifestazione “
Ed ha evidenziato, concludendo il suo intervento che:”grazie a ciò il patrimonio culturale può oggi essere guardato con occhio diverso, come una potente fonte di sviluppo economico, sarà possibile dare ad Ottobrando un taglio diverso, puntando sulla qualità dei prodotti locali, e dell’intrattenimento offerto”. Insomma per lui  dai prossimi appuntamenti si vuole porre al centro Floresta come luogo da vivere tutto l’anno. Non terra di transiti e passaggio ma centro di interessi diffusi, di saperi e sapori.
Un appuntamento, quello di quest’anno, che sarà innovativo e dinamico, strutturato in stand e “casette”, dislocati, anche in forza alla nuova circolare Gabrielli, su più zone del centro,  dove saranno messi in mostra  prodotti tipici, artigianali, realtà imprenditoriali emergenti, dove si punterà sulle degustazione ma anche, tra le novità, gli inserimenti di spazi culturali, attorno al tema della Festa:  “Floresta terra Ideale dell’incontro”.
Rivelato il logo dell’evento, che riprende in una elegante e contemporanea composizione, e non perdere il patrimonio “del ricordo” consolidato con l’aggiunta del prodotto d’eccellenza del luogo, la provola, ed una macchia di colore che sta a significare gli spazi verdi, ambiente, bosco, e il verde dei pascoli e dei mondi, il tutto con la dominante del cielo azzurro, a star a sottolineare l’altitudine e l’accoglienza.
Quindi tanti soggetti tecnici e amministrativi di questa nuova amministrazione comunale già all’opera per organizzare l’edizione 2018 di Ottobrando che tutti i sabati e le domeniche di ottobre metterà in mostra le tradizionali sagre dei Vasola Crucchittu, del Suino nero dei Nebrodi, dei Funghi porcini e appunto quella della Provola.
Antonino Cappadona, il sindaco ha ribadito che questa “Festa”:” intende presentare e promuovere prodotti e piatti tipici della nostra zona, in questo determinato periodo dell’anno, simboli dell’identità culturale del territorio stesso. L’immensa ricchezza della Sicilia si riflette nella tradizione enogastronomia a vocazione prevalentemente agraria, grazie al sole e alla fertilità del nostro suolo. Anche quest’anno siamo certi di ottenere gli obiettivi prefissati, e “mostrare” Floresta con le sue tradizioni e i suoi prodotti ai propri cittadini e ai turisti più curiosi”.
“Parallelamente alle sagre, – aggiunge il sindaco – le vie del paese saranno interessate da tanti stand della “Mostra Mercato”; nel centro storico inoltre, con taglio più culturale si prevedono attività ed esposizioni “en plein air” che rievocano la storia e le più antiche tradizioni locali.. Ma non è tutto. Ad arricchire la passeggiata saranno gli spettacoli musicali e di folclore di artisti boemien per l’intrattenere gli ospiti, e le migliaia di visitatori che ogni anno affollano la città“.

Non solo Valle dei Templi a Scala dei Turchi. Nel raggio di qualche centinaio di chilometri la provincia di Agrigento offre una grande varietà di offerte: dal cicloturismo a Sambuca al mare incontaminato dello Zingarello

 

Quando si pensa ad Agrigento non si può fare a meno di volare con l’immaginazione alla Valle dei Templi, imperdibile tappa di ogni viaggiatore che si rechi in Sicilia e sito Unesco dal 1997 per la singolarità del suo patrimonio paesaggistico e monumentale oltre che per essere il parco archeologico più vasto al mondo. Tutto l’entroterra, però, è costellato di molti altri piccoli gioielli artistici, castelli e borghi intrisi di storia.

Come Sambuca di Sicilia, piccolo borgo che si affaccia sul Lago Arancio, un vero concentrato di bellezza e armonia, ideale per chi ama il cicloturismo per i vari sentieri che si trovano nei dintorni del lago. Oppure Sant’Angelo Muxaro, celebre per le sue grotte di gesso e per la famosa necropoli; Burgio, la cittadina saracena con ben 19 chiese e due castelli, Peralta VentimigliaCaltabellotta, famosa per il suo castello della Sibilla, punto panoramico tra i più affascinanti della provincia; Porto Empedocle dove si resta affascinati ad ammirare la possente Torre Carlo V che sovrasta il piccolo e colorato porticciolo. 

Ma oltre al patrimonio storico e archeologico sono molti altri i motivi che spingono i turisti a visitare questi luoghi dal fascino unico, primo fra tutti il mare. Caratterizzate da un intenso color giallo ocra, le spiagge del litorale agrigentino sono alcune tra le più belle di tutta la Sicilia; e poi ancora scogliere di roccia bianca a strapiombo sul mare, oasi verdi e riserve naturali. Non a caso Agrigento, oltre che aver dato i natali a illustri scrittori del panorama letterario siciliano come Pirandello, Sciascia e Camilleri, fu definita da Pindaro la città più bella dei mortali. 

Se si visita la splendida cittadina di Sciacca, celebre per le sorgenti termali e per il suo fantastico carnevale, può valere la pena fare un bagno nella spiaggia di San Marco. Nonostante la vicinanza al centro abitato la spiaggia è molto pulita, ha un mare di un colore azzurrissimo ed è immersa in una macchia di vegetazione di euforbie e palme. Scendendo verso sud si trova un susseguirsi di spiagge attrezzate e lidi, ma se si vuole arrivare alle spiagge più selvagge bisogna superare le candide rocce di Capo Bianco, celebre per i suoi scavi archeologici e per la Riserva Naturale Foce del Fiume Platani. Qui domina la macchia mediterrranea insieme a pini ed eucalipti, tra dedali di sentieri che portano al mare. Segue la famosissima Eraclea Minoa che con i suoi sei chilometri di costa circondati da una rigogliosa pineta, offre alcuni dei più bei tratti di spiaggia di tutta la Sicilia. Quasi come fosse la sua prosecuzione naturale, la spiaggia Eraclea Minoa si congiunge all’area protetta di Torre Salsa, uno dei luoghi più incontaminati dell’isola. La spiaggia, gestita dal WWF per via della presenza della tartaruga Caretta Caretta che viene ogni anno a deporre le uova, è lunga circa 13 chilometri tra tratti di calette rocciose e zone completamente incontaminate poco conosciute e proprio per questo frequentate spesso da naturisti. 

Più a sud si incontra prima il piccolo e pittoresco borgo marinaro di Siculiana Marina incastonato tra verdi colline e il mare e poi la splendida e lunghissima spiaggia di Giallonardo. Subito dopo si arriva a Le Pergole, una serie di calette dominate da un promontorio su cui si erge la Torre di Monterosso, edificata nel del XVI secolo. Proseguendo ci si imbatte in Capo Rossello il cui nome anticipa già le splendide sfumature di rosso che caratterizzano la falesia e che giocano con le tonalità dell’azzurro limpido del mare. Già da qui si può ammirare da lontano l’accecante bagliore di Scala dei Turchi. Questo è forse uno dei luoghi più famosi in Sicilia e più fotografati: una splendida falesia di roccia bianca che degrada dolcemente verso il mare con ampi gradoni quasi come fosse una scala. La particolarità di questa roccia è data dalla sua natura calcarea e argillosa che oltre al colore candido le conferisce un’aspetto particolarmente liscio e farinoso. Il nome sembra che derivi dall’accezione che i siciliani hanno da sempre attribuito alle popolazioni arabe che venivano a fare incursioni di pirateria in Sicilia e che venivano chiamati in maniera generica turchi. I pirati, dopo lunghe navigazioni, sbarcavano in questo luogo per trovare riparo dal vento che non di rado si abbatteva sulla scogliera. 

Arrivati nel comune di Porto Empedocle si si incontrano Lido Azzurro e Marinella, conosciuta come Punta Secca nei romanzi di Camilleri. E ancora la selvaggia Spiaggia del Caos, celebre per i racconti di Pirandello, San Leone con le sue dune di sabbia modellate dal vento (questa zona è particolarmente ventosa e proprio per questo è meta ambita da amanti del surf e del kitesurf). Proseguendo ancora verso sud si incontra la Riserva Naturale di Zingarello, lunghissima spiaggia bianca anch’essa scelta dalle Caretta Caretta come luogo di deposizione delle uova. Per la sua posizione un po’ difficile da raggiungere è un luogo selvaggio molto poco frequentato dal turismo di massa. Oltre Zingarello vi è Punta Bianca, altro luogo da cartolina che, avendo il coraggio di affrontare la lunga strada sconnessa per arrivarvi, regala un panorama unico, così bello che è stato scelto dalla famosa cantante Gianna Nannini come set per il video di una delle sue canzoni. 

Per la sua acqua trasparente, le scogliere di colore bianco a picco sul mare e per l’abbondante fauna marina presente, tutta la zona dell’agrigentino rappresenta una vera e propria tappa obbligata per gli amanti delle immersioni.

Nelle ultime ore, i carabinieri di Canicattì, in provincia di Agrigento, nel prosieguo delle attività investigative sviluppate sul territorio di competenza, hanno fatto scattare un blitz in un’abitazione ubicata in pieno centro a Canicattì, attualmente in disuso.

All’interno, dopo un’accurata ispezione effettuata anche con unità cinofile, hanno trovato, occultati tra alcuni vecchi divani e poltrone, una decina di sacchi di cellophane, risultati contenere oltre due chili e mezzo di marijuana già essiccata, di ottima qualità, già pronta per essere verosimilmente smerciata e che avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, alcune migliaia di euro. 

Solo pochi giorni fa, sempre nel settore del contrasto alle sostanze stupefacenti, i militari dell’arma avevano scoperto a Canicattì una maxi piantagione, con duecento piante di marijuana, alte oltre due metri, sequestrando un quantitativo veramente ingente di canapa indiana.

Resta ora da chiarire e individuare chi ha probabilmente nascosto la sostanza stupefacente all’interno dell’immobile in questione.