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Ad Agrigento, ignoti sono entrati dentro la residenza estiva, in via del Sole, dunque al momento disabitata, dopo aver forzato una finestra, e hanno portato via tutti gli oggetti di valore, soprattutto manufatti in oro, presenti sul posto. Arraffato il bottino i malviventi si sono dileguati facendo perdere le tracce
A scoprire il fatto è stata la proprietaria, una donna, impiegata agrigentina, che ha chiamato la polizia che, dopo un sopralluogo, ha avviato le indagini

Ad Agrigento, a valle, in via Callicratide, due malviventi, parzialmente travisati al volto e armati con una pistola, hanno rapinato un Centro scommesse. Il denaro arraffato ammonterebbe tra i 2 e i 3mila euro. Il rapinatore armato ha sparato un colpo di pistola contro un macchinario dell’esercizio commerciale, probabilmente a scopo intimidatorio. I due sono fuggiti a piedi. Forse, in zona, hanno poi utilizzato un mezzo per dileguarsi. Indagano i Carabinieri subito intervenuti sul posto.

La Direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento annuncia nuove assunzioni per colmare le carenze in organico. Attraverso lo strumento della mobilità volontaria, quindi provenienti da altre strutture sanitarie non agrigentine, sono stati assunti 28 infermieri professionali, già in servizio dal 16 marzo scorso. Poi, sono adesso in pianta organica due nuovi dirigenti medici: si tratta di un endocrinologo con competenze in ecografie che presterà servizio al poliambulatorio di Sciacca e di un medico per il Servizio di emergenza sanitaria territoriale che dal primo aprile è presente su un’ambulanza nella postazione di Ribera.

 

Raccolta differenziata ad Agrigento e dintorni, tra note positive e criticità persistenti:
per Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia, la lettura dei dati dei conferimenti alla discarica di Siculiana relativi al primo trimestre del 2018 conferma una volta di più la necessità di porre in essere un’azione concertata tra tutti i Comuni facenti capo alla SRR 4 Agrigento Est finalizzata al controllo ed alla repressione dell’abbandono dei rifiuti da parte degli evasori incivili che vanno scovati, sanzionati e messi in riga.

Abbiamo accolto con soddisfazione le notizie diffuse in queste ore tanto dall’amministrazione comunale di Agrigento quanto dal sindaco di Raffadali relativamente alle percentuali in sensibile e costante ascesa dei rifiuti differenziati conferiti alle diverse piattaforme e provenienti dal sistema di raccolta porta-a-porta che, dallo scorso febbraio, con l’avvenuta estensione a tutta la città capoluogo, è di fatto applicato in tutti i 19 comuni facenti parte della SRR 4 Agrigento Est.
Per chi, come noi, ha da sempre combattuto questa grande battaglia di civiltà questi risultati non costituiscono affatto una sorpresa bensì una conferma di quanto fossero infondati gli scetticismi avanzati da certa politica, impegnata negli ultimi venti anni a non già promuovere l’interesse diffuso dei siciliani ad adeguarsi alle regole statali ed europee ma a sostenere le mire speculative dei grandi gruppi imprenditoriali che sul sistema tradizionale di smaltimento dei rifiuti ed in particolare sull’incenerimento avevano pensato di costruire le loro fortune.
Ed è proprio perché più di altri riteniamo di avere diritto/dovere di esprimere opinioni e giudizi nonché di avanzare proposte su questa delicata materia, in questa fase abbiamo appuntato la nostra attenzione sui dati relativi alle quantità di rifiuti che, dopo l’avvento della differenziata, continuano ad essere conferiti dai Comuni in discarica e che, rispetto a quelli portati negli impianti di selezione per essere recuperati ed avviati a riciclo, rappresentano da sempre esclusivamente un costo per la collettività. Abbiamo perciò chiesto ed ottenuto dalla discarica di Siculiana, presso la quale conferiscono tutti i comuni della SRR 4 ad eccezione di Raffadali, i dati relativi al primo trimestre 2018 confrontati con quelli dello stesso periodo del 2017 ricavandone interessanti valutazioni.
La cosa che balza evidente agli occhi anche del meno avvezzo ad occuparsi di questi temi è che, prendendo in esame il solo mese di marzo, la città di Agrigento è passata dalle 2.614 tonnellate di rifiuti del 2017 alle 749 di quest’anno. Considerato che per ogni tonnellata di rifiuti portati in discarica i comuni sborsano 146 Euro significa che solo a marzo è stato realizzato un risparmio pari a 272 mila euro. Meno leggibile per i non addetti ma parimenti significativo e quindi meritevole di essere esplicitato, perché evidenzia al tempo stesso una positività ed una criticità, è il dato percentuale della riduzione in quantità dei rifiuti conferiti in discarica messo in parallelo con quelli che sono andati agli impianti di selezione: rispetto a marzo 2017, infatti, detta riduzione è stata del 71%, ma l’assessore Hamel ha riferito pubblicamente che la percentuale di rifiuti differenziati portati alle piattaforme di riferimento a marzo 2018 dal Comune di Agrigento è stata del 60%. Manca all’appello dell’una o dell’altra voce un 11% di rifiuti che – come è facilmente intuibile – sono quelli che continuano ad essere abbandonati dagli evasori incivili lungo le strade, nelle campagne ed in ogni anfratto più o meno nascosto. E qui non si può fare a meno di notare come, alla riduzione dei conferimenti in discarica da parte di Agrigento, corrispondano, sempre nel mese di marzo, aumenti in quasi tutti quei comuni viciniori dai quali, fin tanto che nei vari quartieri a nord ed a sud del capoluogo, erano ancora presenti i cassonetti stradali la spazzatura viaggiava in grande quantità. Esempi lampanti, in questo senso, sono Favara e Porto Empedocle: a marzo 2018 Favara ha conferito alla discarica di Siculiana quasi 120 tonnellate in più di rifiuti, Porto Empedocle quasi 63 tonnellate in più. Una parte degli incivili evasori di questi due comuni hanno quindi smesso di trasferire la loro immondizia ad Agrigento e adesso la smaltiscono irregolarmente sul posto, costringendo le rispettive amministrazioni ad operare bonifiche che “ingrassano” la raccolta indifferenziata e conseguentemente il conferimento in discarica.
Tutto questo rende non più differibile un’attività concertata di controllo e repressione sul territorio posta in essere dagli amministratori di tutti i comuni che fanno capo alla SRR 4 Agrigento Est che serva innanzitutto a scovare le sacche di evasione che alimentano il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, fenomeno certamente circoscritto numericamente – come rassegnato dal calo dei conferimenti in discarica e dalle percentuali in costante crescita dei rifiuti correttamente differenziati – ma bastevole purtroppo a produrre quotidianamente vergognose situazioni di degrado che comportano costi vivi a carico della collettività pagante ed un danno di immagine incalcolabile per dei territori a vocazione turistica come i nostri.

 

 

 

 

 

Il dott. Sebastiano Ravì farà parte del Collegio dei Revisori dei Conti

 

Il Dott. Sebastiano Ravì è stato scelto per fare parte del Collegio dei Revisori dei Conti del Libero Consorzio Comunale di Agrigento in qualità di componente. La scelta tramite sorteggio, avvenuto lo scorso 29 marzo, è stata fatta in seguito alla rinuncia del dott. Mario Fontanazza, comunicata in data 4 aprile, per incompatibilità con l’incarico di revisore, ai sensi del comma 5 dell’art. 22 della Legge Regionale n. 15 del 4 agosto 2015.
Al nuovo componente, se accetterà l’incarico, verrà corrisposto un compenso annuo pari a €.12.000,00, più il rimborso delle spese di viaggio.
La nomina di un nuovo componente del collegio dei revisori dei conti si è resa necessaria in seguito alle dimissioni del dott. Francesco Marcone. Sono attualmente in carica, nel Collegio ei Revisori del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, il Presidente dott. Alfredo Batticani e il dott. Francesco Di Giacomo.

Incontro affettuoso e proficuo al Comune di Palma con l’On. Giovanni La Via, deputato al Parlamento Europeo e componente della Commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI).
Sono state affrontate le tematiche riguardanti l’ambiente, le moderne tecnologie, nonchè le eventuali possibilità di incentivazione statale.
Si è parlato, inoltre, della programmazione europea in corso, attenzionando le problematiche riguardanti la città, in particolar modo l’urbanizzazione, che da anni manca nel nostro territorio.
Ringrazio di cuore l’On. La Via che ha messo la sua competenza e la sua professionalità a disposizione della nostra Comunità per poter raggiungere insieme questi importanti traguardi.
Sempre al lavoro per Palma!

 

“Quando pensiamo all’autismo pensiamo sempre ai bambini, ma poi i bimbi crescono, aumentano le preoccupazioni e cambia il modo in cui poterli aiutare. Sono tanti gli over 18 affetti dalla malattia che trovano problemi per la riabilitazione e l’integrazione, le convenzioni funzionano bene quando si tratta di bimbi, ma si riscontrano criticità per gli adulti, questo è un aspetto da approfondire. L’impegno che prendo in questa occasione è quello di lavorare a un progetto per gli autistici maggiorenni, per contribuire a migliorare la loro qualità di vita e quella delle loro famiglie. Pensiamo anche a iniziative per l’inclusione socio-lavorativa e altre attività d’integrazione. Un buon esempio in favore degli autistici arriva da Palermo, dove un progetto di sostegno specifico per gli adulti è stato realizzato dall’Asp e coinvolge  400 pazienti. L’obiettivo è un progressivo inserimento nella società anche attraverso il lavoro, su questo bisogna puntare in tutta la Sicilia”.

Lo ha detto Margherita La Rocca Ruvolo oggi a Santa Margherita durante il seminario “Io ti vedo, ti sento, ti capisco” promosso in occasione della 11esima Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione “Corriamo insieme” in collaborazione con l’Associazione “Aut Out” ed il patrocinio dell’amministrazione comunale. La parlamentare regionale ha incontrato i familiari di alcuni ragazzi autistici che hanno chiesto l’impegno della sesta commissione dell’Ars su diverse questioni.

“I ragazzi – ha spiegato Margherita La Rocca Ruvolo – hanno bisogno di essere supportati da operatori specializzati e delle strutture adeguate. Come commissione Salute dell’Ars ci faremo carico anche di questo. Si può fare molto lavorando tutti insieme: istituzioni, famiglie, associazioni e operatori che lavorano con grande impegno e senso di responsabilità. Dobbiamo creare una rete virtuosa sulla riabilitazione e sull’integrazione. La politica deve essere attenta a queste problematiche portando un contributo fattivo, credo che questo governo regionale lo stia facendo, a cominciare dall’assessore per la Salute Ruggero Razza. La commissione Salute dell’Ars sta lavorando a pieno ritmo, c’è sintonia tra tutte le forze politiche senza distinzione, perché la salute va al di sopra di tutto e non ha colori politici. Il cittadino deve essere garantito nei servizi sanitari minimi, l’impegno da parte mia e della commissione che rappresento ci sarà appieno”.


L’indagine “Voto connection” condotta dalla Procura di Termini Imerese e che ha portato all’arresto del palermitano Salvatore, detto “Salvino” Caputo, ha letteralmente travolto i vertici del movimento Noi con Salvini della Sicilia, confluito nella Lega, Angelo Attaguile responsabile della Sicilia orientale ed Alessandro Pagano, responsabile della Sicilia occidentale.

Dalle intercettazioni telefoniche emerge un vero e proprio complotto tra i due per “ingannare” gli elettori, mettendo in atto un vero e proprio disegno politico, studiato nei minimi dettagli.

Nella ricostruzione dei fatti emerge che Caputo aveva intenzione di candidarsi alle elezioni regionali di novembre 2017 ma, essendo stato condannato per tentato abuso di ufficio, risultava incandidabile per la “legge Severino” e per rigetto della sua istanza.

Il  29 settembre 2017, il neo eletto deputato Alessandro Pagano, parlando al telefono con Caputo, secondo quanto riportato dai magistrati,: “riferiva falsamente che il provvedimento di riabilitazione era stato rinviato a data successiva al 5 ottobre 2017 (celando il rigetto) e che pertanto non avrebbe potuto candidarsi. Proprio in quel momento nasce l’idea ad Alessandro Pagano, di candidare un familiare di Caputo sfruttando il cognome, così da potere trarre in inganno gli elettori,  si legge nell’ordinanza del gip, sulla persona fisica effettivamente candidata e da loro votata”.

A Pagano non va proprio giù l’idea di perdere così tanti voti, soprattutto in campagna elettorale inoltrata e, per questo, propone un’escamotage a Caputo. Una soluzione che, stando a quanto dice il gip, sarebbe stata approvata anche da Angelo Attaguile: “Senti tu mi devi fare una cortesia, dice Alessandro Pagano a Salvatore Caputo, noi non possiamo prendere settemila voti, seimila, e buttarli al macero, scusami, male che va candidi a tuo figlio…cioè tu continua a essere più forte di tutti.. io so già la soluzione qual è…Caputo senza fotografie e Gianluca non so come si chiama tuo figlio, detto Salvino, punto… basta… è così… funziona così”.

In sostanza, l’inganno sta nel togliere la foto di Caputo, mettere il nome di Caputo figlio, fingere che quest’ultimo sia noto con il nome di “Salvino”, cioè quello del padre. La proposta fatta dall’onorevole Pagano, si legge ancora nell’ordinanza del gip,  veniva condivisa e fatta propria anche dall’onorevole Angelo Gioacchino Attaguile che riferiva a Salvino Caputo: “ho parlato con Alessandro,  la soluzione che ha posto lui è ottima, quella detto “Salvino”, candidare tuo figlio. La tua la mantieni lo stesso questa candidatura, mettendoci il nome di tuo figlio, però detto Salvino”.

In un’altra conversazione, registrata il 30 Settembre, tra Salvatore Caputo e Orazio Giordano, il primo spiegava al secondo i termini della soluzione pensata, da Pagano ed Attaguile, per non perdere tutti i voti ottenuti durante la campagna elettorale per le amministrative comunali di Palermo: ” Voglio giocare sul nome, Caputo detto Salvino, questo vogliono fare loro. Chiaramente salvaguardando la mia posizione per le nazionali, io anche su Roberto (il vero nome del figlio,) avevo detto al partito che ho delle perplessità perchè non è la stessa cosa, poi bisogna vedere se tutti l’accettano, cioè ci sono centinaia di persone che fanno da capi elettori nella provincia di Palermo per me, come glielo spiego che devono votare mio figlio? Gente ha smosso paesi,  faccio riunioni in ogni paese con almeno cinquanta persone, per dirti le dimensioni del voto, era il voto a fiumi…questo era…l’alternativa sarebbe Roberto perché loro vogliono giocare sul nome per non perdere questi voti…anche perché il rischio qual è che la gente si disimpegna. Già in molti mi hanno detto…se non ci sei tu non faccio niente”.

Queste sono solo alcune delle intercettazioni telefoniche riportate dalla Procura. Nell’inchiesta  “ Voto Connection” risultano coinvolte ben 20 persone per voto di scambio. Gli indagati hanno contattato diversi cittadini, per lo più disoccupati, promettendo utilità di qualsiasi tipo dall’essere favoriti per superare un esame di ammissione alla facoltà di scienze infermieristica all’elargizione di posti di lavoro. Posti di lavoro sia presso imprese private e presso uffici pubblici non meglio definiti, sostiene il pm di Termini Imerese.

Durissimo il commento dell’ex segretario provinciale della Lega a Palermo Francesco Vozza, dopo il caos della lista Noi con Salvini che ha portato l’arresto e le indagini del comitato che ha in mano il Carroccio nella regione Sicilia. Secondo Francesco Vozza, “Le intercettazioni legate al caso ‘Voto connection’ che stanno uscendo in queste ultime ore sono a dir poco imbarazzanti: Pagano che implora Caputo di candidare il figlio pur di non perdere migliaia di voti. Questi soggetti, con le loro miserevoli azioni, hanno infangato il buon nome della Lega e danneggiato i sogni che Matteo Salvini nutriva per la Sicilia”.

È di fatto una dura denuncia contro con l’attuale coordinatore regionale indagato con le stesse accuse dei fratelli Caputo: secondo Vozza infatti, l’intero gruppo della Lega siciliana chiederà allo stesso Salvini di “commissariare l’intero movimento dell’isola e di inviarci un commissario straordinario che rimetta in sesto la situazione. Ci servono esempi come Zaia, Fedriga e Toni Iwobi. Di gente come Pagano non sappiamo proprio che farcene”.

Un vero e proprio terremoto giudiziario che ha travolto i vertici della Lega in Sicilia, un territorio in cui proprio il leader Salvini aveva posto tante speranza, credendo di poter superare, con il proprio movimento e mettendoci la faccia, quel clientelismo politico che da sempre regna incontrastato nell’isola. Sebbene il deputato Pagano e l’ex deputato Attaguile si dichiarino del tutto estranei ai fatti, l’inchiesta della Procura di termini Imerese rischia di far naufragare il sogno salviniano nell’isola.

 

 

 

Il deputato nazionale della Lega Salvini, Alessandro Pagano, indagato dalla Procura di Termini Imerese per attentato al diritto di voto dei cittadini nell’ambito dell’inchiesta sui fratelli Caputo, commenta: “Non so che dire, non capisco cosa c’entri io con questa storia. Qualsiasi cosa abbiano fatto i fratelli Caputo, e io non dubito della loro innocenza, non l’hanno fatta certo con il mio assenso o con consapevolezza da parte mia. Comincio a pensare che siamo diventati un movimento importante e ne paghiamo le conseguenze. Mi chiedo se l’arresto di due esponenti di ‘Noi con Salvini’, in questo momento politico delicatissimo, siano casuali. Per quel che mi riguarda ho già dato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni da parte della Camera, quando saranno richieste, e incontrerò al più presto Salvini”.

I gestori del “Posto di ristoro” nella Valle dei Templi, sotto sequestro, hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro i sigilli tramite i difensori, gli avvocati Giancarlo Noto e Giovanni Sciangula. Nell’istanza, i gestori ribadiscono di avere sempre pagato, dal 1999 ad oggi, i canoni concessori allo Stato e di non avere invaso nulla del Demanio dato che si tratta della stessa area utilizzata allo stesso modo dalla fine degli anni ‘50. E che, inoltre, la Regione non ha mai ratificato il trasferimento della struttura al proprio patrimonio.