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L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento (Omceo) presieduto da Santo Pitruzzella, ha consegnato alla dottoressa Monica Brancato la borsa di studio per la partecipazione al Master di scrittura “Le parole della pandemia” promosso dalla Strada degli Scrittori e dalla Fondazione Treccani Cultura.

“Con Salvatore Casà, presidente della Commissione Cultura del nostro Ordine – afferma Santo Pitruzzella –abbiamo individuato la dottoressa Monica Brancato, quale destinataria della Borsa di studio, impegnata a fronteggiare la pandemia all’Unità speciale di continuità assistenziale, meglio nota come Usca. Ringraziamo la Strada degli Scrittori e la Fondazione Treccani Cultura per averci offerto questa grande possibilità utile ad approfondire le conoscenze nell’ambito della scrittura”.

All’ingresso del Parco della Valle dei templi è stato installato un monitor informativo con immagini delle principali attrazioni del territorio.

Il Distretto Turistico Valle dei Templi, in collaborazione con il Consorzio Turistico Valle dei Templi, ha messo a disposizione uno strumento per avvicinare i visitatori alle altre meraviglie del territorio che comprende 19 diverse località.

“Ringraziamo il direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, per aver accolto la nostra richiesta – ha dichiarato l’amministratore del Distretto, Fabrizio La Gaipa – mostrando così grande sensibilità verso la filiera turistica e verso l’offerta complessiva del territorio che ruota attorno al grande attrattore della Valle”.

Le immagini selezionate scorrono senza soluzione di continuità e ritraggono i luoghi di interesse più suggestivi dell’area distrettuale.

I Comuni coinvolti ricadono nelle province di Agrigento e Caltanissetta e sono, oltre ai due capoluoghi: Acquaviva Platani, Aragona, Butera, Campofranco, Favara, Joppolo Giancaxio, Milena, Montedoro, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Realmonte, Riesi, Santa Elisabetta, Sutera.

L’ex presidente di Girgenti Acque, Marco Campione, resta in carcere. Altri quattro indagati – Pietro Arnone, 58 anni, amministratore unico di Hydortecne; Calogero Patti, 53 anni; dipendente di Girgenti Acque; Angelo Piero Cutaia, 51anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale Girgenti Acque – finiscono agli arresti domiciliari.

L’unico indagato che torna in libertà è Calogero Sala, 61 anni, direttore tecnico e progettazione Girgenti Acque. Quest’ultimo si aggiunge alle altre due scarcerazioni – disposte nelle scorse ore dai gip di Taranto e Verbania – che riguardano Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico Hydortecne, e Igino Della Volpe, 63 anni, già membro del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque.

Lo ha stabilito il gip del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano che nel pomeriggio si è pronunciato sui provvedimenti di fermo disposti negli scorsi giorni dalla Procura di Agrigento nell’ambito dell’operazione “Waterloo” che ha colpito i vertici di Girgenti Acque. Il fermo non è stato convalidato ma il giudice ha disposto per cinque dei sei indagati misure cautelari.

In particolare per il solo Marco Campione, che risponde di oltre cento imputazioni, si adotta la custodia cautelare in carcere ritenuta dal giudice l’unica “misura adeguata a interrompere la micidiale catena che ha fino ad oggi permesso la permanenza invadente di una ragnatela corruttiva devastante”.

Per altri quattro indagati è stata ritenuta idonea l’applicazione degli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. Il solo Calogero Sala torna in libertà poiché “non era nel 2014 nel gruppo dei fedelissimi di Campione e dunque fuori il cerchio magico”. Sala, inoltre, è stato l’unico degli indagati a rispondere alle domande del giudice durante l’interrogatorio di garanzia mentre tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

(Grandangolo)

Il gip del Tribunale di Verbania Elenia Cerotti non ha convalidato il provvedimento di fermo, non applicando nessuna misura cautelare, a carico di Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico Hydortecne, la società “gemella” di Girgenti Acque. Barrovecchio dunque torna in libertà. Il responsabile tecnico era stato fermato, insieme ad altre sette persone, negli scorsi giorni nell’ambito dell’operazione “Waterloo” – coordinata dalla Procura di Agrigento – ed eseguita da Carabinieri, Guardia di Finanza e Dia.

Quella di Barrovecchio, difeso dall’avvocato Serafino Mazzotta, è la seconda scarcerazione dopo quella avvenuta nella serata di ieri del commercialista Igino Della Volpe. In queste ore è attesa la decisione del giudice Francesco Provenzano che si pronuncerà sui fermi che riguardano le altre sei persone coinvolte. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la Pubblica Amministrazione, frode in pubbliche forniture, violazione di sigilli, furto, ricettazione, contraffazione di marchi registrati, nonché più reati tributari, societari e in materia ambientale.

Che le accuse mosse dall’ex pentito Vincenzo Calcara contro il Procuratore aggiunto di Caltanissetta, dott. Gabriele Paci e l’avv. Fabio Trizzino – difensore legale dei familiari del Giudice Paolo Borsellino – fossero strumentali, non abbiamo mai avuto alcun dubbio”.

Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari di vittime innocenti di mafia dell’associazione ‘I cittadini contro le mafie e la corruzione’.

Calcara, va ricordato, aveva inviato alla Corte di Assise di Caltanissetta più lettere ed esposti contro il magistrato, accusandolo di abuso di ufficio, diffamazione in suo danno, falsa testimonianza e favoreggiamento aggravato, mentre il pm Paci in quel momento era impegnato nel processo che avrebbe poi portato alla condanna all’ergastolo di Matteo Messina Denaro.

Accuse scaturite dal fatto che il Procuratore aggiunto non lo aveva citato tra i collaboratori da sentire nel corso del processo, avendolo ritenuto inattendibile, e avendo poi evidenziato nel corso della sua requisitoria come il Calcara avesse in precedenza “inquinato il pozzo” con dichiarazioni che avevano distolto le attenzioni degli investigatori dai vertici di “cosa nostra” trapanese, indirizzandoli su false piste.

L’ex pentito, inoltre, incolpava del reato di diffamazione aggravata, pur sapendolo innocente, l’avv. Trizzino, difensore di parte civile per conto di Borsellino Manfredi, Borsellino Lucia e Borsellino Fiammetta, figli del Giudice ucciso nel corso della strage di via D’Amelio, per avere, a suo dire, abusato nell’avere sostituito l’Avv. Greco, per tornaconti personali e per difendere il suo amico Gabriele Paci, affermando che lo aveva falsamente diffidato in nome e per conto dei figli del Giudice Borsellino dall’utilizzare il loro nome, accusandolo inoltre di averlo diffamato dichiarando di ritenerlo inattendibile.

Il tempo è galantuomo – prosegue Ciminnisi – e la fissazione dell’udienza preliminare (che si terrà presso il Tribunale di Catania il 13 settembre) che vede Vincenzo Calcara – difeso dall’avv. Antonio Mariano Cosentino – imputato del delitto di calunnia e diffamazione aggravate e continuate, non è altro che la conferma di un tentativo posto in essere da parte dell’ex pentito di aver voluto interferire pesantemente nel processo tenutosi a Caltanissetta contro Matteo Messina Denaro, poi condannato per le stragi di Capaci e via D’Amelio.

Le accuse di Calcara, rischiavano di trasformarsi di riflesso in accuse all’importante ufficio cui era preposto il Procuratore aggiunto Dott. Gabriele Paci, in un momento delicatissimo del processo per le stragi di Capaci e via D’Amelio, una delle più controverse storie giudiziarie d’Italia, ricca di misteri, depistaggi e falsi pentiti.

 L’accoglimento da parte del G.I.P. di Catania, dott.ssa Simona Ragazzi, della richiesta di rinvio a giudizio depositata dal Pubblico Ministero, dott. Francesco Giuseppe Puleio, rappresenta un ulteriore passo avanti per rimuovere le ombre che l’ex pentito aveva gettato sull’operato dei magistrati di Caltanissetta e sulla correttezza dell’avv. Trizzino, nonché, voglio sperare, il punto di partenza che permetta di comprendere quali fossero le ragioni per le quali Calcara ha tentato in ogni modo di interferire sul processo a Matteo Messina Denaro.

In nome dell’Associazione e dei familiari delle vittime innocenti di mafia che rappresento – conclude Giuseppe Ciminnisi – ribadisco la mia solidarietà e vicinanza al Dott.e Paci, all’Avv.. Trizzino e alla famiglia Borsellino, costretti a dover subire attacchi vili e inqualificabili da parte di soggetti le cui finalità non sono mai state chiare”.

Sono 111 i nuovi positivi al Covid 19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore (ieri erano 67) su 13.311 tamponi processati, con una incidenza che sale allo 0,8% ieri era allo 0,7%. La Sicilia è al terzo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Una sola vittima che porta il totale dei morti a 5.964. Il numero degli attuali positivi è di 4.372 con una diminuzione di 59 casi. I guariti sono 169.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo siciliani: Palermo 2, Catania 15, Messina 0, Siracusa 16, Trapani 13, Ragusa 17, Agrigento 8, Caltanissetta 21, Enna 19.

La corrispondenza epistolare c’è ed è molto forte. Da un lato il Direttore della Biblioteca Lucchesiana, don Angelo Chillura, che fino ad oggi ha retto egregiamente quel pezzo di gioiello del patrimonio ecclesiale librario della Sicilia.

Dall’altro lato una “deputazione capitolare”, costituita da sacerdoti, i quali, forse a gran forza, chiedono la chiavi della Biblioteca a don Chillura per destituirlo dal suo incarico. Insomma si tratta di uno scontro tra alti prelati dell’Arcidiocesi agrigentina.

Al centro di tutto la Biblioteca Lucchesiana di Agrigento che, dal 1765, grazie all’opera del suo fondatore, il vescovo Andrea Lucchesi Palli, ha rappresentato, dall’alto colle di Girgenti, un vero e proprio gioiello per l’umanità.

Cosa sta succedendo nella grande, importante e bellissima arcidiocesi di Agrigento?

Alla base sembrerebbe esserci una sorta di accanimento nei confronti del Direttore, il quale, nonostante, l’ancora inspiegabile taglio delle utenze da parte del Comune di Agrigento ai tempi di Firetto e che, nonostante il ritiro dei suoi dipendenti da parte della Soprintendenza di Agrigento dagli uffici della Biblioteca, continua tutt’oggi a distinguersi per il suo impegno a tutela di questo preziosissimo patrimonio librario.

C’è anche un fatto di gestione economica perchè la Biblioteca è meta di tantissimi turisti attratti dalle bellezze che essa propone ai visitatori. Insomma, una vicenda ancora tutta da decifrare che mette in moto, però, un evidente scontro fra sacerdoti.

Ai quattro prelati, don Angelo Chillura risponde a tamburo battente e ben richiamando gli atti notarili della costituzione della Lucchesiana; ricorda loro che la direzione della Lucchesiana è per definizione una nomina a perpensis omnis (a vita) e senza dipendenza di alcun superiore di qualsivoglia potestà, civile ed ecclesiastica.

La corrispondenza è molto lunga ed articolata, ma non spetta a noi entrare nel merito di questa lotta fino all’ultima virgola all’interno delle gerarchie ecclesiastiche agrigentine.

Ma come non prenderne atto visto che gli altri prelati della Deputazione Capitolare della Lucchesiana (Sac. Lillo Argento – Vicario Giudiziale del tribunale ecclesiastico di Agrigento, Sac Baldo Reina – Rettore del Seminario, Sac Giuseppe Pontillo – parroco della Cattedrale e direttore del dipartimento Beni Culturali Ecclesiastici dell’arcidiocesi, sac Melchiorre Vutera componente anziano già Vicario Generale) hanno pensato di darne comunicazione a vari Enti pubblici fra i quali il Comune di Agrigento, Il Libero Consorzio, L’Ente Parco Archeologico?

Sorprende, poi, come gli stessi, non ne abbiano dato notizia né al già Vescovo Cardinale Montenegro, né tantomeno al nuovo Vescovo Alessandro Damiano insediatosi recentemente.

Da Coadiutore, e non ausiliario di Montenegro, prima a Vescovo di Agrigento, oggi, mons. Alessandro Damiano si ritrova nei primi passi del suo pastorale cammino agrigentino una brutta gatta da pelare i cui protagonisti sono i propri “discepoli”.

Confidiamo nelle buone e fraterne soluzioni e speriamo soprattutto che il buon padre vescovo Alessandro riesca a mettere fine a quella che potrebbe diventare una brutta vicenda.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al comune di Agrigento, Gerlando Piparo lancia un appello al prefetto, alla gestione Commissariale Ati Ag9 e al Commissario straordinario per l’emergenza idrica al fine di sensibilizzare sulla grave crisi che insiste in diversi quartieri del Villaggio Mosè, Borgo La Loggia, Montaperto e Giardina Gallotti nonché Cannatello, Quadrivio Spinasanta.

“Da giorni – scrive Piparo – queste zone sono state scartate dalla distruzione con gravi ripercussioni. Si registrano numerose rotture alle condotte che provocano anche danni alle sedi stradali. Il problema assume una gravità maggiore se si considera la situazione igienico sanitaria che la popolazione che risiede in queste zone sta vivendo. Peraltro, chiedo che si intervenga con urgenza per evitare che la situazione possa peggiorare in maniera irreversibile portando al collasso l’intero sistema di approvvigionamento idrico e il sistema fognario”.

Un turista è morto a Lipari precipitando in una scarpata dall’Osservatorio, uno dei luoghi più panoramici dell’isola, dove si è recato molto probabilmente per scattare delle fotografie. Ha perso l’equilibrio ed è rotolato giù per almeno cento metri. Alcuni vacanzieri nella zona hanno lanciato l’allarme. I Vigili del fuoco hanno provato a raggiungere l’uomo in una zona impervia, e poi, date le difficoltà, è intervenuto anche un elicottero che ha recuperato il corpo senza vita.

Il personale precario del Comune di Favara, in attesa della stabilizzazione, è pronto allo sciopero. I lavoratori si sono rivolti ai sindacati di categoria sollecitandoli ad intraprendere le azioni opportune, anche a fronte di un tavolo di confronto promesso dall’amministrazione comunale e che, invece, non si è ancora concretizzato. Un’apposita assemblea si è svolta in piazza Cavour in presenza dei rappresentanti della Cisl Fp, del Csa e delle Rsu. Il segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica, Salvatore Parello, afferma: “Purtroppo, dato l’immobilismo degli ultimi cinque anni dimostrato sul tema dall’amministrazione comunale, difficilmente negli ultimi mesi potrà esserci un cambio di rotta positivo. Per questo ritengo che sia necessaria la proclamazione dello sciopero, insieme alla predisposizione di un presidio permanente dei lavoratori davanti alla sede del Comune da svolgersi fuori dall’orario di servizio così come deliberato dall’assemblea insieme a tutte le sigle sindacali partecipanti”.