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L’A.N.F. è un’organizzazione sindacale dell’Avvocatura, su base nazionale, autonoma e indipendente da qualsiasi movimento, partito politico od organizzazione sociale, con esclusione di qualsiasi scopo di lucro, che persegue la finalità della difesa della identità, indipendenza e autonomia dell’Avvocatura e della funzione costituzionale dell’Avvocato, in relazione ai principi sanciti dagli artt. 24 e 111 della Costituzione. Soci fondatori della sezione di Agrigento sono gli Avvocati Giancarlo Noto (Segretario designato e componente della consulta nazionale ANF), Maria Calcara (Vice Segretario Vicario), Marilena Marino (Vice Segretario), Liliana Alletto, Venerando Bellomo, Rossana Castaldo, Daniela Catalano, Katiuscia Duminuco, Maddalena Lattuca, Angelo Marino, Calogero Mazzola, Ignazio Mingari, Domenico Minnella, Adriana Pancamo, Fabio Quattrocchi, Vincenzo Salvago, Terrasi Carla, Luca Vetro, Emilia Vinti (membri del direttivo) e Sonia Sinaguglia, quale delegato stampa e comunicazione.

I soci fondatori, ancor di più in questo particolare momento storico, mossi dall’obiettivo primario di adoperarsi per contribuire a difendere il futuro professionale dell’avvocatura e rafforzare il vigore e il decoro della prestazione intellettuale, auspicano la partecipazione attiva e il coinvolgimento di tutti i Colleghi del Foro al fine di promuovere ogni iniziativa valida e adeguata alle esigenze della categoria e tesa alla tutela del diritto dei cittadini e della collettività alla costante ed equilibrata efficienza del sistema Giustizia, assicurando una proficua e costruttiva interlocuzione e collaborazione con le altre componenti istituzionali e associative dell’Avvocatura e della Magistratura. Per iscrizioni e segnalazioni è operativo l’indirizzo email infoanfag@gmx.com. (S.S.)

Il contratto d’appalto era stato sottoscritto nei mesi scorsi dall’impresa Peloritana Appalti S.r.l. di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), che si era aggiudicata la gara per i lavori di eliminazione delle condizioni di pericolo sulla Sp 79-A, necessari per il ripristino della normale transitabilità della strada provinciale interrotta a causa di una grossa frana.

Gli interventi progettati dal settore Infrastrutture Stradali prevedono l’adeguamento e il ripristino delle barriere di protezione, la messa in sicurezza delle scarpate con gabbionate metalliche, palificazioni, rifacimento totale e bitumazione dei tratti danneggiati dalle avversità atmosferiche degli scorsi anni, e adeguamento della segnaletica.

La SP 79-A è una essenziale strada di collegamento tra Sciacca e Menfi molto trafficata, specialmente nei mesi estivi, che consente, anche, di raggiungere la parte costiera  dei due comuni attraverso la Sp 49 e la Sp 50.

I lavori consegnati dal direttore dei lavori l’ing. Filippo Napoli inizieranno nei prossimi giorni una volta che saranno completati gli adempimenti da parte dell’impresa aggiudicataria. I lavori dovranno essere effettuati dall’impresa che avrà tempo, entro e non oltre, 365 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori. L’importo complessivo del contratto d’appalto è di 427.445,62 euro più Iva.

La SP Sciacca -Menfi sarà, inoltre, oggetto di un più ampio intervento di manutenzione straordinaria che comprende anche altre strade del comparto ovest. Per questi lavori il Libero Consorzio aveva ottenuto un finanziamento dalla Regione Siciliana inserito nell’APQ (Accordo di Programma Quadro) sulla viabilità secondaria, finanziato con oltre 1.600.000,00 euro dai fondi per lo Sviluppo della Sicilia.

IL Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, manifesta il proprio dissenso.sulla decisione del Governo di ormeggiare di fronte alle coste agrigentine una nave da utilizzare per la quarantena dei migranti ed afferma: “La scelta del Governo di ancorare nella rada di Porto Empedocle la nave traghetto Moby Zaza, dove far fare la quarantena ai migranti che sbarcano sulle nostre coste, è una scelta inadeguata ed irresponsabile perchè non sufficiente a  far fronte alle migliaia di persone che arriveranno nelle prossime settimane e perchè potrebbe causare un grave danno d’immagine al settore turistico del territorio agrigentino.

Fratelli d’Italia chiede da tempo l’istituzione di un blocco navale, al largo delle coste libiche, che impedisca l’immigrazione illegale di massa ed interrompa la tratta di essere umani da parte degli scafisti, che spesso arrivano incontrollati sulle nostre coste costituendo un potenziale rischio per la salute e la sicurezza dei residenti.

Clamoroso è lo sbarco fantasma di pochi giorni fa a Torre Salsa in cui una parte degli extracomunitari, dileguatisi subito dopo l’approdo, rintracciati e fermati dalle forze dell’ordine, si sono rilevati essere pregiudicati e spacciatori già espulsi dal territorio italiano.

Si è passati, dunque, dai possibili arrivi delle navi da crociera, annunciati dalla Sindaca pentastellata di Porto Empedocle, alla nave dove ospitare i migranti da porre in quarantena.

Il Governo PD-Cinquestelle, tanto prodigo nel trovare risorse da destinare al fenomeno migratorio (il noleggio della Moby Zaza parrebbe costare circa 1.500.000 euro), dovrebbe  pensare ad un cospicuo ristoro economico per tutti gli operatori della filiera turistica che, già in ginocchio per gli effetti della pandemia di coronavirus, potrebbero ricevere da questa decisione il colpo di grazia definitivo”.

“Da tempo chiediamo al comune di Agrigento con lettere e note stampa di rendere “trasparente” la distribuzione dei “buoni alimentari” e di rendere pubblici i criteri adottati rendicontando, così come già fatto da altri sindaci, il contributo del governo nazionale di €444.627,41.

Ad oggi dai dati divulgati dal comune, risulta speso solo 1/3 dello stanziamento, dopo la riapertura del bando, chiuso il giorno 28 u.s. nessuna notizia si è più avuta sul sito istituzionale del comune sulla elargizione dei “buoni alimentari”.

Le famiglie degli agrigentini si rivolgono al nostro movimento per sollecitare la distribuzione di quanto dovuto, ma ancora una volta dobbiamo prendere atto che ad Agrigento il silenzio e la mancata trasparenza in atti ed attività pubbliche, la fa da padrone.

Con la presente nota, inoltre, chiediamo che fine ha fatto il contributo  deliberato dal Governo Regionale, che ha assegnato al Comune di Agrigento un ulteriore contributo di €1.179.120,00(unomilionecentosettantanovemila/00) per l’aiuto alle famiglie disagiate.

La gestione dei buoni alimentari affidata ai sindaci (più o meno sensibili agli interessi diffusi nelle varie realtà sociali da cui hanno avuto i consensi, e quindi al ceto politico di maggioranza) ha suscitato allarme per il rischio di scarsa trasparenza, di discrezionalità più o meno discriminatorie e di aiuto alla prossima campagna elettorale. Ciascun sindaco, infatti,  ha gestito come ha creduto le somme assegnate al suo Comune e i metodi prescelti sono stati i più disparati.

Ad Agrigento si è rasentato il ridicolo con assembramenti creati dalla Macchina organizzativa e Forze di Polizia chiamate a prestare il proprio servizio per mantenere l’ordine pubblico, mortificando di fatto chi doveva ricevere in fila per ore quello che doveva essere un aiuto ma che di fatto ha “mortificato” nella sua integrità umana gli Agrigentini tutti specie chi si è trovato suo malgrado a creare assembramenti non certo per volontà personale, ma solo per l’inadeguatezza della macchina organizzativa”.

L’auspicio del ministro dello sport Spadafora è per una ripartenza dal 18 maggio: le linee guida da rispettare per i siti sportivi in tempo di coronavirus sono comunque pronte e presto dovranno essere validate dal Comitato tecnico scientifico del governo. Il documento ha l’obiettivo di costituire un indirizzo generale utile ad accompagnare la ripresa dello sport, attualmente limitata alla fase degli allenamenti, a seguito del lockdown per l’emergenza Covid-19.

MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); – pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; – realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; – preparazione dei locali con percorsi differenziati; – predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; – divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; – mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; – evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; – disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); – arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; – bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; – gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

NUOVA ORGANIZZAZIONE valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; – suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; – formazione a distanza del personale; – determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; – organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; – indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; – esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; – predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).

“Prendiamo  atto con enorme soddisfazione della decisione del governo Musumeci  di  estendere la gratuità dei mezzi pubblici anche al personale dell’Esercito”.

 Lo afferma il  presidente della commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo, a commento delle notizia diffusa  dall’assessore regionale alle Infrastrutture a e ai Trasporti Falcone, di un provvedimento in questa direzione.

“Un’azione del genere – commenta Rizzo – colma una grossa lacuna che suonava come un mancato riconoscimento verso una categoria che in ogni occasione ha dimostrato tutto il suo valore e la sua abnegazione, specie nei recenti  impieghi per il contenimento della diffusione del Covid-19”.

“ I nostri militari – conclude Rizzo –  meritano tutto il nostro rispetto, che va riconosciuto con i  fatti, oltre che con le parole”

“Nell’ambito del comparto maggiormente colpito dalla crisi provocata dal Covid-19, cioè quello del turismo, un’emergenza nell’emergenza si manifesta per quanto riguarda le imprese che svolgono la loro attività nelle isole minori. Una realtà che merita un’attenzione particolare e interventi specifici non solo per fronteggiare le conseguenze economiche del lockdown ma per rafforzare le strutture sanitarie locali in modo da assicurare un’assistenza adeguata agli aspetti legati alla contingenza.
I problemi maggiori riguardano infatti quelle strutture ricettive che probabilmente saranno costrette a non aprire e che devono avere una forma di ristoro che consenta loro di compensare i danni subiti. Inoltre per quelle strutture, e non solo quelle ricettive, che dovessero riprendere la loro attività bisogna fare in modo che operino in assoluta sicurezza sia per quanto riguarda gli addetti ai lavori e la popolazione locale che per i visitatori. In questo senso i protocolli da adottare rappresentano un buon viatico per prevenire eventuali contagi ma occorre anche attrezzare le strutture sanitarie per intervenire tempestivamente nel caso in cui questi dovessero manifestarsi.
Purtroppo, tra le misure di aiuto previste dalla ultima finanziaria regionale non trovano spazio quelle rivolte a chi opera in realtà come le isole minori, che pur essendo tra le mete più ambite del turismo estivo presentano, comprensibilmente, situazioni diverse con problemi più complessi.
In questo senso ci faremo portavoce di queste istanze,  con un nostro specifico contributo affinché gli operatori turistici delle isole minori non abbiano a pagare un prezzo molto alto a causa di una crisi pesantissima per un comparto che rischia di vedere cancellata la stagione 2020 e che per si occupa di turismo in un contesto obiettivamente più fragile le conseguenze possono essere ancora più gravi.
Inoltre, occorre rivedere, anche in prospettiva della ripresa, quando sarà effettiva, lo stato dei collegamenti, sia aerei che marittimi, per evitare gli inconvenienti del passato che non poco hanno penalizzato si i turisti che gli abitanti delle isole minori che sono comunque a tutti gli effetti territorio italiano”.
Lo dichiara Vittorio Messina, presidente Confesercenti Sicilia.

“Le cronache di questi giorni raccontano l’arrivo a Porto Empedocle della nave traghetto passeggeri Moby Zazà, che farà da nave quarantena per i clandestini in arrivo da Libia e Tunisia”. È quanto afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato.

“La nave è dotata di tutti i comfort, cabine doppie o quadruple con servizi, oltre alle suite lusso, e la compagnia, in questo periodo ferma, riceverà per il nolo di 30 giorni, prorogabili, tra 900 mila e 1 milione e 200 mila euro a seconda del numero di ospiti: ovvero, 4.210 euro al mese per ogni clandestino imbarcato. Da quale fondo il governo attingerà questi soldi? In un periodo in cui l’Italia si trova a mendicare in Europa denaro per mascherine e ventilatori, è inaccettabile che l’esecutivo stanzi 4210 euro al mese per i clandestini su navi di lusso, uno schiaffo a tutti gli italiani in difficoltà”.

“Pretendiamo che venga fatta chiarezza su questa vicenda – ha concluso l’europarlamentare – anche in considerazione del fatto che il gruppo vincitore del bando ha avuto, di recente, un pesante contenzioso debitorio nei confronti del MIT da 180 milioni di euro. Il Governo deve dare risposte, subito”.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 102.403 (+855 rispetto a ieri), su 91.748 persone: di queste sono risultate positive 3.327 (+14).
Attualmente attualmente sono ancora contagiate 2.069 (-11)1.002 sono guarite (+25) e 256 decedute (0).
Degli attuali 2.069 positivi, 289 pazienti (-5) sono ricoverati – di cui 16 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.780 (-6) sono in isolamento domiciliare.
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.