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Spiacevole disavventura per una coppia di turisti francesi che hanno deciso di trascorrere le vacanze ad Agrigento. Nel pomeriggio di ieri, infatti, mentre si trovavano davanti un bancomat nei pressi della via Sacra sono stati derubati in maniera repentina.

Qualcuno ha allungato la mano all’interno della borsa che era stata poggiata per pochi secondi sopra un muretto: portati via soldi e uno smartphone.

Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento che hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza per cercare di identificare il malvivente.

A scanso di equivoci, polemiche e ingiusti addebiti di responsabilità nell’ambito del caso sollevato dall’associazione ambientalista MareAmico dei diportisti indisciplinati che navigano nei pressi della riva della costa agrigentina, il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, precisa: “Qualcuno ha rivolto il dito accusatore nei confronti degli uomini della Capitaneria. I militari, coordinati dal comandante Fusco, fanno il loro dovere, nel tentativo di controllare i ben 140 chilometri di costa agrigentina, nonostante uomini e mezzi limitati. E la prova è fornita dal dato che la sola Capitaneria di Porto Empedocle ha inflitto il 10% di tutte le multe comminate a livello nazionale! Il problema vero è che servirebbe almeno un’altra piccola unità da dislocare a San Leone, per controllare le spiagge ad est (Drasy, Punta bianca e Vicinzina), in modo tale da utilizzare l’attuale unità solo per il controllo del settore ovest (per le spiagge di Realmonte, Torre Salsa, fino a Borgo Bonsignore). E’ auspicabile altresì che tutte le imbarcazioni, indipendentemente dalle dimensioni, abbiamo un numero identificativo, come avviene già per i ciclomotori. Questo permetterebbe l’identificazione dei trasgressori, che violano la legge e offendono l’ambiente”.

Ad Agrigento la Polizia indaga perché nella Valle dei Templi, nei pressi del posto di ristoro, due turisti francesi sono stati derubati di uno smartphone da oltre 500 euro custodito in un borsello poggiato su un muretto nei pressi del bancomat dove i due sono stati intenti ad un prelievo.
E a Lampedusa, al lungomare, una turista di 45 anni di Torino ha subito lo scippo dalle mani del suo telefono cellulare. I Carabinieri hanno rintracciato l’autore del furto, grazie alla sua descrizione. Si tratta di un tunisino di 19 anni, ospite del locale centro d’accoglienza, che è stato denunciato. Il telefonino è stato restituito alla torinese.

A Grotte domenica prossima, primo settembre, in piazza Municipio, alle ore 21, si svolgerà l’edizione 2019 del Premio Letterario Sciascia Racalmare. I tre scrittori finalisti, scelti dalla giuria presieduta da Salvatore Ferlita, sono: Evelina Santangelo, con il libro “Da un altro mondo”, edito da Einaudi. Cristina Cassar Scalia, con “Sabbia nera”, edito da Einaudi. E Roberto Alajmo, con “L’estate del ‘78”, edito da Sellerio. Un premio speciale, in occasione del trentennale della morte di Sciascia, sarà assegnato a Salvatore Silvano Nigro per “La funesta docilità” edito da Sellerio. La giuria che ha scelto la terna dei finalisti è composta da Giuseppe Airò, Anna Maria Apa, Mimmo Butera, Linda Criminisi, Dina Cutaia, Alessandra Marsala, Francesco Pillitteri, Daniela Spalanca, Giovanni Taglialavoro, Accursia Vitello, Giovanna Zaffuto. Segretaria Mariangela Terrana.

Ennesima intimidazione al vice sindaco di Castonovo di Sicilia, Anna Maria Traina. Ignoti hanno lanciato nel suo cortile di casa un gatto morto. Già in passato l’amministratrice era stato oggetto di messaggi intimidatori e a gennaio le erano state tagliate le gomme dell’auto.

A lei arriva adesso la solidarietà dell’AnciSicilia per “l’ennesimo atto minatorio perpetrato ai suoi danni e siamo vicini all’intera amministrazione del comune per i gravi atti intimidatori subiti in questi ultimi mesi”. “Siamo certi – aggiungono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia – che questi ignobili gesti non potranno che rafforzare l’impegno degli amministratori coinvolti e ribadiamo la piena convinzione che continuare la strada della ‘buona amministrazione’ sia la migliore risposta contro minoranze i cui atteggiamenti stridono rispetto al profondo senso di legalità che caratterizza le nostre comunità”.

Sono stati momenti di vero e proprio panico quelli vissuti da una intera famiglia che, dopo una giornata trascorsa al mare, stava facendo rientro in paese. L’auto su cui viaggiavano a bordo padre, madre e la figlioletta di 10 anni – una Mercede Classe A – ha preso improvvisamente fuoco mentre si trovava in marcia lungo la strada statale 640, ad altezza del bivio per Aragona.

E’ stata la prontezza dell’uomo che, accorgendosi del corposo fumo sprigionatosi all’interno dell’abitacolo, ha deciso di arrestare la marcia e far scendere immediatamente i familiari. Ed è stata una decisione tanto saggia quanto decisiva per la sicurezza degli altri passeggeri.

In breve tempo l’auto, a causa probabilmente della rottura del serbatoio della benzina, è stata letteralmente divorata dalle fiamme. Sul posto i carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento che hanno messo in sicurezza l’intera area.

Nello scorso fine settimana, nell’ambito di specifici servizi finalizzati al contrasto alle cd. “stragi del sabato sera”, le pattuglie dipendenti della Sezione Polizia Stradale e dei Distaccamenti di P.S. accertavano che 4 conducenti guidavano in guida in stato di ebbrezza alcolica.

In particolare, venivano deferiti alla locale Procura della Repubblica, durante i posti di controllo effettuati a San Leone:
  • A.E., di anni 42, residente a Porto Empedocle, con un valore di 2,07 g/l;
  • I.A., di anni 23, residente a Sciacca, con un valore di 1,15 g/l;

Venivano sanzionati amministrativamente due agrigentini di 34 anni e 31 anni per guida in stato di ebbrezza, con un valore rispettivamente di 0,75 g/l, e 0,80 g/l.

Nel corso del fine settimana si è svolta altresì un’operazione alto impatto in tutta Italia dedicata all’accertamento del mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta. Nel corso dei predetti servizi venivano accertate in Provincia di Agrigento nel complesso ben 65 infrazioni per art.172 cds., con la decurtazione di 275 punti-patente.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Gloria Andreoli ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Alessandro Rizzo, 25 anni di Agrigento, accusati di maltrattamenti ai danni dell’ex compagna.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 14 ottobre davanti il gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco.

Rizzo è stato arrestato lo scorso 9 febbraio dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento che bloccarono il tentativo del 25enne di raggiungere a Roma l’ex compagna che aveva fino a poco prima minacciato di morte e che stava perseguitando. Per questo episodio deve rispondere dell’ipotesi di reato di stalking.

La vicenda per il quale oggi la procura agrigentina chiede il processo nei confronto di Rizzo è collegata sempre all’ex compagna che sarebbe stata vittima di maltrattamenti. Rizzo è difeso dall’avvocato Calogero Lo Giudice.

Avrebbe picchiato l’anziana madre e avrebbe minacciato i parenti con un coltello che erano corsi a casa della donna per evitare il peggio. Così con l’accusa di maltrattamenti in famiglia i poliziotti del commissariato di Licata hanno arrestato un commerciante di 44 anni.

La donna ha riportato lesioni vari ed è stata trasferita all’Ospedale “San Giacomo d’Altopasso”, e l’uomo, convalidato il fermo, si trova agli arresti domiciliari in un’altra abitazione lontano dalla madre.