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Sabato prossimo, 13 aprile, dalle ore 20, lungo le vie principali di Aragona, si  svolgerà la tradizionale “Sagra du Taganu”, organizzata dall’Amministrazione comunale di Aragona con il fattivo contributo di alcuni sponsor locali, tra commercianti ed imprenditori, e con la collaborazione della CNA e della Confcommercio di Agrigento. E’ una tipica festa popolare legata alla ricorrenza pasquale per il suo significato religioso e per il particolare periodo in cui si colloca, che trova nei cibi caratteristici dell’agricoltura locale i suoi simboli celebrativi. “U taganu” è un piatto a base di pasta, tuma e carne, il cui nome deriva dal tegame in cui veniva cucinato. Durante la manifestazione saranno a disposizione dei visitatori numerosi stand per la degustazione del taganu e di altri piatti tipici aragonesi. La “Sagra du Taganu” sarà allietata con balli folcloristici.  

Dopo l’inaugurazione dei nuovi locali (in Viale Regina Elena 28, al 2° Piano) è ripartita l’esigenza che la CGIL, la Camera del Lavoro, che vanta 100 anni di storia e di battaglie al fianco dei Lavoratori, potesse avere, accanto ai servizi che già offre (quello del Patronato e del CAF) anche una struttura di tipo sindacale per seguire la contrattazione sociale e territoriale.

Ieri, alla presenza del Segretario Generale Massimo RASO, è nato il “coordinamento cittadino degli iscritti alla CGIL di Canicattì” che, in questa prima fase, è composto da: Alaimo Rosaria, Aquilino Calogero, Bruccoleri Calogero, Calì Salvatore, Canicattì Diego, Capobianco Calogero, Cottitto Giuseppe, Cuva Angelo, Di Falco Concetta,  Di Rosa Pino, Guarneri Gioacchino, Lo Giudice Vincenzo, Maira Antonio, Marchese Ragona Domenico, Milazzo Cinzia, Milazzo Giuseppe, Monaca Teresa, Sciortino Santo, Sciortino Simona, Treppiedi Salvatore, Vaccaro Carmelo e Vaiana Salvatore.

Il Coordinamento nei prossimi giorni si articolerà per competenze ed interessi che sono già emersi nel corso della riunione.

La Camera del Lavoro vuole far ritornare centrale la “questione lavoro a Canicattì”: quantità e qualità del lavoro, lavoro nero, precarietà, emigrazione e immigrazione, lavoro giovanile e femminile.

Ed ancora , la condizione degli anziani e la loro sicurezza, lo stato dei servizi socio assistenziali. Le questioni della Scuola e della formazione . La vivibilità dei quartieri e della Città, i problemi dei servizi e dei beni comuni: trasporti, acqua, rifiuti.

Sull’insieme di queste questioni la CdL svilupperà nelle prossime settimane la propria attenzione e la costruzione di una vera e propria “piattaforma” di una “vertenza Canicattì”.

Un primo terreno I lavori sono stati conclusi da Franco GANGEMI, della Segreteria Provinciale con la delega all’Organizzazione.

Sono stati attimi di panico quelli che si sono verificati la scorsa sera lungo la strada statale 115, proprio all’ingresso di Porto Empedocle. I poliziotti della sezione Volanti del Commissariato di Porto Empedocle sono dovuti intervenire in seguito ad una segnalazione che descriveva la presenza di un uomo che correva in mezzo alla strada tra le auto. 

Una di queste, sfrecciando in quella direzione, ha rischiato di prendere in pieno il guard rail per evitare l’uomo, un 44enne di Porto Empedocle, che correva lungo la carreggiata. Alla base dell’insano gesto ci sarebbe un litigio con la fidanzata. 

I poliziotti, una volta riportata la calma, hanno avvisato personale del 118 che hanno accompagnato  l’uomo presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

 

Fibrillazioni nell’ambito della Giustizia in Italia. Anche la Camera penale “Giuseppe Grillo” di Agrigento ha aderito all’astensione, proclamata a livello nazionale, contro – denunciano le Camere penali – “una serie di riforme giustizialiste e populiste annunciate e in parte realizzate dal governo come, ad esempio, la riforma in materia di legittima difesa”. I giorni di astensione dalle udienze sono in calendario dall’8 al 10 maggio, e contestualmente sarà presentato un manifesto sull’idea liberale della Giustizia penale. Saranno sospese le udienze e le attività giurisdizionali, tranne se con imputati o indagati detenuti.
 

La Ong Mediterranea, che si avvale della nave Mare Jonio, già protagonista di un altro braccio di ferro con l’Italia per lo sbarco di migranti soccorsi, ha presentato un esposto urgente alla Procura della Repubblica di Agrigento contro il Governo nazionale. Secondo l’Organizzazione non governativa ricorrerebbero gravissime violazioni di leggi nazionali e convenzioni internazionali nel caso del blocco navale operato contro la nave “Alan Kurdi” a largo di Lampedusa, e poi dirottata a Malta. La Ong tedesca Sea Eye, al timone della nave “Alan Kurdi”, ha nel frattempo puntato il dito contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, affermando: “Non ha umiliato solo i naufraghi, ma sfrutta tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio possibile da questa situazione”.

 

I Carabinieri della stazione di Porto Empedocle, coordinati dal comando compagnia di Agrigento, e dai militari del Nas di Palermo, il Nucleo anti-sofisticazioni, nel corso di un’ispezione in un deposito di prodotti ittici, hanno scoperto 7 estintori scaduti, la mancata compilazione delle schede di controllo igienico e sicurezza dei prodotti, e un dipendente privo di abilitazione alla manipolazione degli alimenti. Il titolare del deposito è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento e ha subito sanzioni amministrative per circa 3mila euro.

 

Il 27 novembre del 2018 una donna di 79 anni di Alessandria della Rocca, Maria Castellano, è stata arrestata ai domiciliari dopo avere gettato dell’acido sul volto di un impiegato del supermercato in piazza Generale Dalla Chiesa, ad Alessandria. L’uomo, di 49 anni, è stato soccorso e trasportato in elicottero al reparto Gravi Ustioni dell’ospedale Civico a Palermo, con ustioni nel 40% del corpo. Ebbene adesso, innanzi al Tribunale di Sciacca, Maria Castellano ha patteggiato la condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione per lesioni personali gravissime. Ancora ignoto il movente del folle gesto.
 

Lo scorso 24 febbraio il Tar, il Tribunale amministrativo regionale, ha respinto il ricorso presentato dalla società Girgenti Acque contro l’interdittiva antimafia imposta dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, lo scorso 19 novembre 2018. Il ricorso, in tale fase iniziale, è stato finalizzato ad ottenere la sospensione del provvedimento, in ragione di asserite contingenze urgenti e preminenti, in attesa poi che i giudici amministrativi si pronuncino nel merito valutando la fondatezza, o meno, dell’interdittiva antimafia che ha provocato, tra l’altro, le dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione, Marco Campione, e il commissariamento della società. Ebbene, il Tar non ha ravvisato come determinanti e incombenti le ragioni della sospensiva, e ha non ha sospeso il provvedimento impugnato. Adesso la famiglia Campione ha proposto ricorso, ancora per la sospensiva, all’organo amministrativo di secondo grado, il Consiglio di giustizia amministrativa. Al Cga i Campione hanno presentato istanza di riforma del pronunciamento del Tar, quindi in riferimento al no alla sospensione e alla conseguente revoca del commissariamento. Inoltre, al Cga chiedono nel frattempo che sia stabilita a breve la data dell’udienza di merito innanzi al Tar.

 

A Palermo, in Corte d’Appello, il procuratore generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione a carico dell’ex sindaco di Licata, l’avvocato Angelo Balsamo, già condannato a 2 anni e 6 mesi dal Tribunale di Agrigento il 16 novembre del 2016 per il reato di falsa testimonianza, oggi prescritto. Angelo Balsamo è stato arrestato il 13 gennaio 2014 nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento e dalla Polizia in riferimento a un processo civile presunto truccato, tramite una falsa testimonianza, per truffare l’Assicurazione sul risarcimento danni di un incidente stradale. Adesso in Appello la Procura generale ha ritenuto sussistente anche il reato di corruzione in atti giudiziari e calunnia, e ha preteso l’aumento della condanna. La Procura generale ha inoltre chiesto 3 anni di reclusione a carico di Francesca Bonsignore, 59 anni, che sarebbe stata la falsa testimone ingaggiata con 200 euro. E 1 anno di reclusione a carico di Carmelo Malfitano, 58 anni, imputato di favoreggiamento.

 

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa il 21 marzo scorso dal Tribunale di Trapani a carico di 27 persone, tra cui l’ex presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio, indagati, a vario titolo, di essere stati parte di una loggia massonica segreta di Castelvetrano che avrebbe condizionato l’attività della pubblica amministrazione, gli appalti nell’isola e alcune indagini della magistratura. Secondo i giudici del Riesame, l’autorità giudiziaria competente sarebbe Palermo e non Trapani. Cascio, ristretto ai domiciliari, è stato liberato. L’incompetenza territoriale sarebbe determinata dalla circostanza che il reato più grave contestato dalla Procura, ovvero il peculato, sarebbe stato commesso a Palermo. Da qui deriva la competenza della Procura di Palermo. Adesso il Tribunale del Riesame ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura di Trapani perché invii il fascicolo ai colleghi palermitani.