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 L’incidente tra venerdì e ieri in via gela nei pressi del villaggio Peruzzo, una donna travolta da un’auto alla cui guida vi era un uomo di 67 anni di Agrigento. 

La donna è portata all’ospedale San Giovanni di Dio dove sono stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici e sul posto del sinistro gli uomini della Polizia Municipale della città dei templi. 

Una vera e propria rivoluzione nel sistema sanitario pubblico che vede l’Ospedale Cannizzaro di Catania il “primo” ospedale pubblico, unico nel centro-sud e tra i 50 presenti in tutto il mondo, ad utilizzare, per i pazienti affetti da tumori o altre lesioni cerebrali, la tecnica della radiochirurgia  “Gamma Knife”.

L’attività clinica del nuovo Gamma KnifeIcon dell’ospedale Cannizzaro, inaugurata la scorsa settimana,è già operativa. Sono stati già trattati i primi cinque pazienti con la nuova apparecchiatura in regime ambulatoriale e non più in ricovero.

La radiochirurgia Gamma Knife, detta anche radiochirurgia stereotassica, è una forma molto precisa di radioterapia. Anche se è chiamata chirurgia, una procedura di Gamma Knife non comporta un intervento chirurgico effettivo.  Questa nuova macchina, ultima frontiera della “radiochirurgia stereotassica“ utilizza fasci di raggi gammacon precisione sub-millimetrica,che si irradiano concentrandosi sulla lesione da trattare, somministrando così una dose molto intensa di radiazione senza nessuna incisione chirurgica.

La radiochirurgia Gamma Knife viene denominata “chirurgia” perché rende possibile un risultato simile ad una procedura chirurgica reale attraverso una sola sessione di trattamento radioterapico. I fasci di radiazione sono centrati in modo molto preciso sul tumore, le lesioni o altre aree da trattare con un minimo effetto sul tessuto cerebrale sano circostante.

La radiochirurgia Gamma Knife è più spesso impiegata per il trattamento di tumori e di altre lesioni cerebrali. Viene anche impiegata per il trattamento di alcune malattie neurologiche, come la nevralgia del trigemino (una condizione in cui la compressione sul nervo trigemino provoca spasmi facciali molto dolorosi) e il trattamento del neurinoma dell’acustico (un tumore cerebrale che si localizza a livello dei nervi che controllano l’udito), disturbi del movimento, malformazioni artero-venose (angiomi cerebrali).

Il nuovo Gamma KnifeIconha una gestione funzionale integrata tra le U.O.C. di Neurochirurgia e di Radioterapia dell’Azienda Cannizzaro, ognuna per le proprie competenze, sotto la supervisione dei rispettivi direttori dr. Salvatore Cicero e dr. Francesco Marletta.

Il trattamento più idoneo, in ciascun caso, viene discusso e stabilito da un team multidisciplinare che si riunisce settimanalmente e che ha già programmato i trattamenti delle prossime settimane. Per accedere alle visite ambulatoriali, gli utenti possono contattare lo 095 7264015 (segreteria Radioterapia) o 095 7263435 (segreteria Neurochirurgia), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.


 

Il 16 novembre 2014 la Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto l’archiviazione delle indagini. Il 21 luglio 2015 la Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha respinto la richiesta di archiviazione restituendo gli atti di indagine, per altri approfondimenti, alla Procura. Il 25 settembre 2015 la Procura ha ripetuto per la seconda volta la richiesta di archiviazione a favore di 6 medici. Poi il 17 dicembre 2015 la Gip Vella ha accolto l’archiviazione per 4 medici e ha disposto l’ imputazione coatta per gli altri 2 medici che, dunque, hanno subito il processo. La notte tra il 16 e il 17 dicembre 2012 Vincenzo Rigoli è morto ad Agrigento a 19 anni di età in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, dopo un incidente stradale in contrada Gasena alle ore 23.05. Alle 23.41 è entrato al Pronto soccorso. Il medico del Pronto soccorso, nonostante mancasse la Tac, ha diagnosticato le gravissime lesioni polmonari e al fegato. Vincenzo Rigoli alla mezzanotte è in sala operatoria. Il medico anestesista ha eseguito correttamente il suo compito. Poi, in sala operatoria lavorano  3 chirurghi generali che, tra le lesioni al polmone, e quindi a tamponamento dell’emorragia ai polmoni, e le lesioni al fegato, scelgono di intervenire al fegato e tagliano l’addome praticando una laparotomia per tamponare l’emorragia al fegato. Nel frattempo, il medico chirurgo toracico, l’unico capace di intervenire sul torace e quindi sulla emorragia polmonare, è stato già allarmato dalle ore 23.30. E’ residente a Gela e, giustificandosi a causa del maltempo, giunge in ospedale 2 ore e 30 minuti dopo la telefonata, alle ore 2, quando Vincenzo Rigoli, nonostante le trasfusioni di sangue, ha già subito un arresto cardiocircolatorio. Alle ore 2.45 Rigoli muore per shock emorragico. Se l’ intervento di tamponamento della emorragia polmonare fosse stato eseguito prioritariamente e tempestivamente, o dal medico specialista o anche dai 3 chirurghi generali, che, secondo i consulenti della parte civile, avrebbero potuto agire manualmente, in modo più rudimentale, praticando una toraco – freno – laparotomia, Vincenzo Rigoli sarebbe morto malgrado ciò oppure si sarebbe salvato? Vi è un rapporto di causa ed effetto tra le condotte dei medici e la morte del ragazzo? E poi, altro interrogativo : per quali ragioni non si è proceduto a trasportare Enzo Rigoli con l’ elisoccorso in un altro ospedale dotato di unità operativa toracica d’urgenza più attrezzata? A tali interrogativi hanno risposto i periti del Tribunale, il medico legale Dino Maria Tancredi e il chirurgo Innocenzo Bertoldi, secondo cui “la condotta professionale dei medici non è certamente condivisibile e un trattamento ottimale avrebbe aumentato le possibilità di sopravvivenza ma forse in maniera non decisiva”. E il giudice monocratico Maria Alessandra Tedde, probabilmente perché non ha accertato la colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, i due medici imputati di omicidio colposo, il primario del reparto Chirurgia, Salvatore Napolitano, e il chirurgo Sergio Sutera Sardo. A conclusione della requisitoria, la pubblico ministero Manuela Sajeva ha invocato la condanna a 4 anni di reclusione per Sutera Sardo e 2 anni e 2 mesi per Napolitano. Il giudice, secondo chi scrive, ha praticato la saggezza latina espressa nel principio “In dubio pro reo”, ossia nel dubbio si giudica a favore dell’imputato.

A.R (Teleacras)

Trasferiti su nave inglese diretta verso il porto di PozzalloUn barcone con 95 migranti è stato soccorso ieri sera nelle vicinanze delle coste di Lampedusa. Dopo essere stati trasbordati sulle motovedette della Guardia Costiera gli extracomunitari, quasi certamente tunisini, sono stati trasferiti a bordo della nave inglese protector che sta navigando alla volta di Pozzallo (Rg). Si tratta del secondo recupero nel giro di pochi giorni di migranti che non vengono fatti sbarcare a Lampedusa ma accompagnati con altre imbarcazioni verso la Sicilia. L’hot spot dell’isola ospita infatti in questo momento oltre cento persone in attesa di essere trasferite, il massimo della capienza prevista.



Isola delle Femmine (PA), 12 maggio 2018 – Un Porte Aperte rivolto a tutta la comunità locale, per visitare l’impianto e conoscere i rinnovati impegni a favore del dialogo con il territorio, della sostenibilità, dell’ambiente e della sicurezza. Questo l’evento che si è svolto nel corso di tutta la giornata presso la cementeria Italcementi di Isola delle Femmine.

«Con il Porte Aperte di oggi desideriamo rafforzare il dialogo positivo con la comunità locale di cui ci sentiamo parte – ha dichiarato Agostino Rizzo, Direttore Tecnico Italcementi –. Siamo presenti in questo territorio da oltre settant’anni, nel nostro impianto hanno lavorato generazioni di famiglie e con il nostro cemento sono state realizzate opere e infrastrutture importanti per la Sicilia. La giornata di oggi vuole essere un’ulteriore testimonianza della nostra volontà di mantenere un confronto aperto, costante e costruttivo con la comunità locale. Per gli studenti poi, la possibilità di conoscere dal vivo il processo produttivo del cemento entrando in contatto con la realtà dello stabilimento è un’ottima opportunità formativa».

La mattinata, infatti, è stata dedicata agli studenti dell’Istituto Comprensivo “Francesco Riso” di Isola delle Femmine. Nel corso del pomeriggio, momento di massima affluenza della comunità locale, oltre 1.000 persone – tra autorità locali, dipendenti ed ex dipendenti con i loro familiari, cittadini, clienti e fornitori di Italcementi – hanno visitato la cementeria con numerose richieste di informazioni e curiosità sull’attività dell’impianto, in un clima di festa e dialogo.

I numeri della cementeria:

 103 i dipendenti, tra tecnici, impiegati e operai
 Oltre 200 le persone dell’indotto generato dalle attività della cementeria
 7 i prodotti
 900.000 tonnellate, la capacità produttiva di cemento in un anno

La produzione e le realizzazioni:
L’impianto è il punto di riferimento produttivo di tutta l’Isola. Con il cemento prodotto a Isola delle Femmine sono state realizzate importanti opere e infrastrutture per il territorio, tra cui:

 la Cittadella Universitaria a Palermo;
 il Passante Ferroviario di Palermo,  il Depuratore di Acqua dei Corsari;
 il Ministero delle Comunicazioni e Ministero delle Finanze-Centro di Servizi presente nel capoluogo;
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 numerose dighe e depuratori dislocati lungo tutta la Regione;
 il Porto turistico di Trapani e i Porti di S. Agata di Militello (ME) e di Capo d’Orlando (ME).

La sicurezza prima di tutto
Italcementi da sempre si impegna perché la sicurezza sia “uno stile di vita” per i propri lavoratori e per tutte le persone che operano nell’impianto. Dal 2000 la riduzione degli infortuni è stata del 95%.
Le azioni del 2017 a Isola delle Femmine:

 120 “audit di sicurezza” con singoli dipendenti;
 60 “audit di sicurezza” con personale di imprese appaltatrici;
 84 “audit di sicurezza” con personale di imprese di trasporto;
 200 riunioni di reparto aventi come tema la sicurezza;
 10 assemblee di sicurezza generali con i lavoratori;
 500 ore di formazione sulla sicurezza;
 25 sopralluoghi di sicurezza;

Cenni storici
La cementeria di Isola delle Femmine (Pa) è stata avviata nel 1957. Nei primi anni Sessanta è stata realizzata la sala centralizzata, la prima in Italcementi, per la gestione e il controllo dell’intero ciclo produttivo. La sala è stata rinnovata negli anni Ottanta con introduzione di nuovi e moderni sistemi di gestione e di controllo. Nel corso degli anni Ottanta la cementeria è stata riammodernata con la realizzazione di nuovi impianti di cottura e di macinazione crudo, di nuovi sili per l’omogeneizzazione della farina, di nuovi impianti di macinazione e dosaggio del carbone al nuovo forno e al fornello del molino del crudo. Nel 1996 è stato avviato l’impianto di frantumazione che ha consentito alla cava di Pian dell’Aia di lavorare in parallelo per un paio di anni con la cava Raffo Rosso, per poi diventare l’unica fonte di rifornimento di calcare per l’impianto.
Nel 1998 la cementeria ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002 e nel 2003 la certificazione ambientale ISO 14001 e nel 2008 l’Autorizzazione Integrata Ambientale.
Nel maggio 2017 la cementeria ha completato gli interventi previsti di adeguamento alle BAT (Best Avaiable Techniques) dell’Unione Europea, che permettono di ottimizzare ulteriormente le prestazioni ambientali dell’impianto in un’ottica di continua evoluzione dell’efficienza ambientale e produttiva. Gli interventi hanno riguardato principalmente il forno di cottura, con l’utilizzo di nuove tecnologie per l’abbattimento delle emissioni. 

Sarà l’Orchestra Sinfonica Siciliana a celebrare l’anniversario dell’autonomia della Regione Siciliana con un gran concerto alla Valle dei Templi che si terrà il 15 maggio alle 20. L’Orchestra sarà diretta da Ottavio Marino, con Laura Giordano, soprano. Questo il programma: Alberto Spampinato, Inno Siciliano (cantato dal soprano laura giordano); Gioachino Rossini, La gazza ladra, sinfonia; Vincenzo Bellini Norma, sinfonia, e “Casta diva” da Norma; Pietro Mascagni, Cavalleria rusticana, intermezzo; Alfredo Catalani, “Ebben, ne andrò lontana” da La Wally; Giacomo Puccini, “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly; Giuseppe Verdi, Nabucco, sinfonia; Giuseppe Verdi, “Mercé, dilette amiche” da I Vespri siciliani e I Vespri siciliani, sinfonia. L’ingresso è libero

La sera del 15 maggio per l’anniversario dell’Autonomia

Suggestiva messa in scena regista inaugura spettacoli classici

 

Eracle, vincitore di tutte le battaglie, è una donna determinata e inquieta, facile all’ira e urlante nella sua armatura. Il testo di Euripide ha debuttato il 10 maggio a Siracusa per il 54° ciclo di spettacoli classici, per la regia di Emma Dante. Molta attesa per questo Eracle che vede in scena solo donne che recitano ruoli maschili. Attrici virilizzate, nei modi, nei toni, nelle urla. La città è di marmo, è un cimitero bianco, nella suggestiva scena di Carmine Maringola, il cimitero di un qualunque paese siciliano. I costumi di Vanessa Sannino sono di bell’effetto, tendono al monocromatismo nero, ma non mancano i merletti e i tessuti fuxia. Brava, efficace, applauditissima Serena Barone, nella parte di Anfitrione, padre di Eracle. E Mariagiulia Colace interpreta l’eroe che torna dall’Ade, con l’armatura lucente, con un incedere quasi convulso e spasmodico, dai gesti e i toni sempre fuori dalle righe. Naike Anna Silipo è Megara, unica donna che recita una madre.

Ad Agrigento, in via Giovanni 23esimo 94, nei locali dell’associazione Spazio Reverie, si è svolta una conferenza intitolata “Zone d’ombra nel processo analitico. Incidenti, collusioni e stati regressivi della mente”. Sono di Teleacras le interviste alle psico-analiste del Cipa, il Centro italiano psicologia analitica, Bianca Gallerano e Igea Patermo.

 https://youtu.be/gNzbb6qckic

In occasione del 25esimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo secondo nella Valle dei Templi, i soci del Lions Club Agrigento Host, presieduto da Antonio Calamita, hanno illuminato la Croce testimonianza a piano San Gregorio. Lo stesso Antonio Calamita afferma: “Per la verità questa è un’area che come Lions abbiamo ‘adottato’ già dal 2004, avendo cura che venisse mantenuta in maniera dignitosa. Adesso, con l’installazione di due pannelli e due fari, abbiamo provveduto a valorizzare ulteriormente questo segno che potrà ricordare, anche nelle ore serali, l’importanza dell’evento”.

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, invitano, e confidano nell’impegno, il sindaco Calogero Firetto a rappresentare all’Assessorato regionale alla Salute, ed alla competente Commissione dell’Assemblea regionale,l’esigenza di un potenziamento dell’offerta ospedaliera dell’ospedale di Agrigento in linea con le attese dei cittadini della provincia agrigentina.

Iacolino e Falzone affermano: “Malgrado la professionalità e la buona volontà degli operatori sanitari e gli sforzi della Direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, restano serie difficoltà nella gestione dei pazienti specialmente nel Pronto Soccorso dell’Ospedale di Agrigento. La carenza di medici e di ausiliari, in particolare, rallenta le procedure di gestione del Triage ed allunga i tempi di permanenza nel Pronto Soccorso. Perché la Regione si ostina a non autorizzare le procedure concorsuali, dai primari che mancano agli infermieri e ai tecnici, penalizzando le aree di emergenza ed i reparti degli ospedali?
La Regione metta mano alla rete ospedaliera riconoscendo all’ospedale di Agrigento la sua centralità ed il suo ruolo preminente nella erogazione di una crescente gamma di prestazioni sanitarie”.