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Ad Agrigento, nottetempo, intorno all’una, i Carabinieri, allarmati al 112, sono subito intervenuti a fronte di una rissa segnalata nei pressi dell’ex eliporto, al lungomare. I militari hanno colto parecchi giovani in stato di agitazione, e due feriti che sono stati trasportati in ospedale, al pronto soccorso, dove sono stati medicati con prognosi di dieci giorni per alcune contusioni e lievi ferite. Dagli immediati accertamenti è emerso che la zuffa è stata scatenata proprio dai due, un agrigentino e un gambiano, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Sono stati denunciati per rissa. Sono in corso indagini serrate per identificare eventuali altri partecipanti alla scazzottata.

Il tribunale di Caltanissetta ha dato ragione ad un imprenditore, titolare di una piccola impresa, che aveva fatto ricorso dopo essersi visto negare i 25 mila euro previsti dal ‘Cura Italia’ per agevolare le aziende in difficoltà economica a seguito della pandemia di coronavirus.

La banca, secondo quanto riferito dall’avvocato dell’imprenditore, Giuseppe Giunta, aveva opposto un generico veto poiché non c’erano i requisiti per chiedere il prestito agevolato. Il giudice Francesco Lauricella, dopo l’analisi della documentazione allegata agli atti, ha emesso però un’ ordinanza di accoglimento con la quale ha ordinato alla Banca di pagare immediatamente la somma di 25 mila euro richiesta, fissando anche l’udienza per la comparizione delle parti al fine di confermare, modificare o revocare l’ordinanza stessa. “Per questa categoria di prestiti – ha detto l’avvocato Giunta – non c’è valutazione del merito di credito, è sufficiente un’autocertificazione sui ricavi”.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno notificato al Sindaco di Erice, Daniela Toscano Pecorella  la misura cautelare del divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice, in esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura della Repubblica, per le ipotesi di reato di calunnia e abuso d’ufficio, quest’ultimo commesso in concorso con il fratello Massimo, consigliere comunale di Trapani, destinatario di uguale  misura cautelare.

Al marito del Sindaco, Francesco Paolo Rallo  è stata invece notificata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore Aggiunto Maurizio Agnello e dal Sostituto Procuratore Franco Belvisi,  ha avuto inizio nel febbraio del 2019, quale seguito dell’indagine che l’ 1 febbraio 2019 condusse i Carabinieri all’arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, Salvatore Angelo Catalano , Vicesindaco e assessore della giunta guidata dalla Toscano al comune di Erice, per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

L’attività d’indagine permetteva raccogliere un grave quadro indiziario in ordine alla responsabilità del Sindaco Toscano che in concorso con il fratello e nell’interesse economico dello stesso, abusando della sua funzione, esercitava pressioni sui competenti uffici comunali al fine di far rilasciare le necessarie autorizzazioni per l’apertura di un parcheggio, sito sul lungomare ericino, gestito da una società, della quale Massimo Toscano Pecorella  è socio occulto.

Inoltre la Toscano, al fine di assicurarsi l’impunità, calunniava, denunciandolo alla Procura della Repubblica, falsamente del reato di diffamazione a mezzo stampa il padre di un consigliere comunale di opposizione, per un’intervista da questi rilasciata ad un quotidiano on line, nella quale denunciava pubblicamente il malaffare che si celava dietro la concessione per il citato parcheggio.

Sono stati inoltre raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Francesco Paolo Rallo, marito del Sindaco, in ordine al reato di atti persecutori, in quanto in più occasioni minacciava un imprenditore e la moglie, che con la propria testimonianza aveva permesso di acquisire importanti elementi indiziari nei confronti dei due fratelli Toscano Pecorella.

Al Sindaco Daniela Toscano Pecorella sono inoltre contestati i reati di traffico di influenze illecite e diffamazione nei confronti del citato imprenditore.
Nello stesso procedimento penale, oltre ai destinatari delle misure cautelari, sono inoltre indagati a vario titolo per i reati di traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale e false dichiarazioni al Pubblico Ministero altre 4 persone.

La Polizia ha arrestato, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, un cittadino tunisino ospite del centro d’accoglienza “Villa Sikania” a Siculiana. L’uomo, nel tentativo di allontanarsi arbitrariamente dalla struttura, ha colpito un operatore di polizia, che ha subito lievi traumi contusivi. Il fuggitivo è stato poi ricercato, intercettato e condotto in carcere.

Nella giornata di ieri, ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave “SEA WATCH 3” di bandiera tedesca e gestita dall’ organizzazione non governativa Sea-Watch e.V. ad un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme, ad essa applicabili, in materia di sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente e tutela del personale navigante.

L’unità, ormeggiata nel porto di Porto Empedocle, è attraccata nei giorni scorsi dopo il periodo di quarantena successivo al trasferimento su nave Moby Zazà dei migranti presenti a bordo.

L’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza dell’unità e dell’equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza ai  migranti svolto dalla Sea Watch 3 così come alcune violazioni alle normative a tutela dell’ambiente marino.

La nave è stata sottoposta a “fermo amministrativo” che permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile.

Tale attività ispettiva, prevista dalle Convenzioni Internazionali e Direttive unionali, viene svolta nell’ambito dei consueti controlli di sicurezza, tutela degli equipaggi e protezione dell’ambiente marino demandati alla Guardia Costiera Italiana sulle unità navali di bandiera straniera, che arrivano nei porti nazionali.

Ancora buone notizie per l’amministrazione comunale di Raffadali che, proprio ieri, si è vista notificare da parte della Regione Siciliana il decreto che finanzia al 100% un progetto che era stato presentato aderendo a un bando dell’assessorato regionale all’Agricoltura per il sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative, informazioni turistiche e infrastrutture turistiche su piccola scala. Il progetto si è piazzato al primo posto assoluto nella graduatoria regionale ed è stato presentato in partenariato con l’associazione “SoleVita”. Il titolo del progetto è: “Info-point a Raffadali – Itinerari rurali e sviluppo turistico” e prevede la realizzazione sia di un centro informativo, sia di un centro ricreativo presso l’immobile di proprietà del comune di via Porta Agrigento.

“Una soddisfazione per noi amministratori – ha dichiarato il sindaco Silvio Cuffaro – ma anche per i nostri uffici comunali, per l’organizzazione che siamo riusciti a dar loro e per tutte quelle associazioni che lavorano e che dimostrano di avere qualità e competenze invidiabili”.

In particolare il progetto prevede: – diversi totem che verranno collocati in immobili di proprietà del comune e che serviranno a caratterizzare l’attività di promozione turistica e del territorio offrendo a chiunque la più ampia possibilità di consultazione; – alcuni tablet con funzione di video e audio guida, con i contenuti già precaricati, in modalità multilingue, per fruitori sprovvisti di device avanzati; – la segnaletica e la cartellonistica in metallo, per guidare e indirizzare i fruitori alla scoperta degli itinerari presenti; – un impianto di riproduzione olografico (teatro olografico), quale principale strumento di valorizzazione degli attrattori turistici locali, in particolare sarà realizzata una campagna promozionale, che interesserà gruppi di studenti di scuole superiori appositamente invitati. – Altre attrezzature (sei computer, hot spot, climatizzatore, tavoli, sedie ecc.) assicureranno la migliore fruizione sia del centro informativo culturale, sia di quello ricreativo. Presso il centro ricreativo-culturale saranno disponibili, inoltre, dodici biciclette sia normali, sia a pedalata assistita, per consentire ai fruitori di scoprire e visitare gratuitamente il centro storico cittadino. Inoltre tali attrezzature atte alla fruizione turistico culturale, saranno offerte prioritariamente, sempre gratuitamente, a chiunque soggiorni nei vari B&B, hotel e agriturismo insistenti nel territorio di Raffadali.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto la condanna di Giuseppe Alaimo, 25 anni, di Favara, a 1 anno e 4 mesi di reclusione per omicidio stradale allorchè, alla guida della sua automobile, avrebbe invaso la corsia opposta investendo mortalmente un centauro, Leonardo Salvatore D’Alessandro, 26 anni, di Palma di Montechiaro. La Procura gli ha riconosciuto l’attenuante del concorso colposo perché anche la condotta dell’uomo alla guida della moto sarebbe stata imprudente. L’incidente è accaduto il 29 luglio del 2017 lungo la statale 115, tra il Villaggio Mosè e Contrada Drasy.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Gloria Andreoli, ha chiesto alla giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, di condannare a 3 anni e 10 mesi di reclusione Carmelo Cusumano, 47 anni, imputato, in abbreviato, di avere, nel centro storico di Agrigento, il 22 agosto del 2019, minacciato con un coltello di 16 centimetri e rapinato il telefonino ad un ragazzo di 19 anni.

I poliziotti dell’Ufficio Digos della Questura di Agrigento, diretti da Sergio Carrubba, hanno identificato e denunciato alla Procura della Repubblica otto persone per manifestazione non preavvisata e non autorizzata. Gli otto agrigentini sono ritenuti promotori, in occasione della prima domenica di San Calogero, di un corteo lungo le strade cittadine nonostante l’annullamento della processione per ragioni sanitarie legate all’emergenza covid. La processione di un mini-simulacro di San Calogero, condotto su una vara, è stata bloccata dalla Polizia. Gli otto denunciati sono stati anche sanzionati per violazione delle misure di contenimento anti-covid19.

Il Sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, rende noto che il Consiglio comunale di Aragona nella seduta del 07 luglio 2020 ha approvato lo schema di Statuto della costituenda Azienda
Speciale Consortile. Aragona è stato il ventitreesimo comune che ha raggiunto questo prestigioso traguardo per la gestione pubblica, unitaria e solidale del servizio idrico integrato della provincia di Agrigento. Il primo cittadino dichiara: “Questo adempimento di legge chiude finalmente una vicenda lunga che ha interessato la nostra comunità sancendo il passaggio ad una gestione pubblica del servizio idrico integrato, secondo il principio di unicità, efficienza, efficacia ed economicità dello stesso”. Tale adempimento, peraltro, è pienamente rispettoso del mandato ricevuto da questa Amministrazione durante il consiglio comunale in seduta pubblica straordinaria ed aperta di giorno 16 settembre 2019 dove hanno preso la parola diversi cittadini di Aragona, i rappresentanti delle Associazioni per l’acqua pubblica della provincia di Agrigento ed anche i consiglieri comunali che hanno dato uno specifico indirizzo in favore della Società Speciale Consortile a totale partecipazione pubblica. Desidero ringraziare i consiglieri comunali che, con il loro responsabile voto, hanno esitato favorevolmente la proposta di Deliberazione, sull’approvazione dello Statuto della costituenda Azienda Speciale Consortile. Rigetto le polemiche sterili e fuorvianti di una parte della minoranza consiliare che, disconoscendo quando dichiarato dagli stessi in occasione del succitato consiglio straordinario in seduta aperta, hanno tradito il mandato popolare da sempre a favore della gestione pubblica, con argomentazioni pretestuose e palesemente dilatorie, che avrebbero portato al conseguente commissariamento dell’Ente da parte della Regione. Questo primo importante risultato verso il ritorno all’acqua pubblica, è precursore di una serie di ulteriori adempimenti che seguirò, quale componente dell’assemblea dell’ATI idrico di Agrigento, tenendo sempre presente la natura dell’acqua “bene comune”.