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Favara è colma di spazzatura in strada. I netturbini sono in sciopero perché rivendicano il pagamento di quattro mensilità di stipendio arretrate. Si dichiarano pronti a proseguire ad oltranza la protesta finchè non saranno percepite le somme spettanti. A nulla è servito l’incontro nei giorni scorsi al Comune di Favara tra i responsabili del raggruppamento di imprese che effettuano il servizio di nettezza urbana. Da una parte il Comune al momento è impossibilitato a versare le somme alle imprese. E dall’altra parte le imprese non sono più in grado di anticipare quanto dovuto ai lavoratori. Le parti invocano l’intervento della Prefettura di Agrigento per approntare una soluzione.

Dopo La “Zona Rossa” pasquale, la Sicilia è ritornata ad essere “Zona Arancione”, ma sull’Isola la curva dei contagi non tende ad arrestarsi, anzi, si registrano sempre più casi ed il nostro sistema Sanitario continua a soffrire nel riuscire a fronteggiare ricoveri e tracciamenti.

Nella provincia di Agrigento e all’interno del nostro Territorio Comunale, la situazione è indubbiamente seria e preoccupante: ad oggi, a Canicattì, rispetto al resto della Provincia, si registra il più alto numero di positivi ed il maggior numero di decessi; questo è quanto emerge dai dati che quotidianamente vengono resi noti dall’ASP.

Ma a preoccupare la Comunità tutta in questo particolare momento, oltre all’impennata dei casi, è una situazione poco rassicurante che riguarda il rallentamento nelle procedure di tracciamento dei contatti, nell’effettuazione dei tamponi e successivi esiti, nelle attività dell’ USCA e dell’ASP. Infatti, ciò che la nostra Comunità teme è il fatto che non si abbia effettiva contezza di quanti possano essere realmente ad oggi i contagiati a Canicattì, con particolare riferimento agli appartenenti a determinate categorie di lavoratori (della Pubblica Amministrazione, del Commercio e dei Servizi, del settore Agricolo, Credito e Conoscenza), per cui vi sono maggiori probabilità di diffusione del contagio ed alla popolazione scolastica.

Come la CGIL ha ribadito più volte, la salute di lavoratori, studenti e conseguentemente dell’intera società, è un diritto imprescindibile che va assolutamente e prioritariamente tutelato!

A livello locale, ad oggi registriamo molti contagi sui luoghi di lavoro ed all’interno di diverse categorie: non è assolutamente concepibile attendere il caso di contagio o l’emergere di focolai per poi applicare successivamente il protocollo previsto in materia di prevenzione da Covid-19!

La CGIL, pertanto, ritiene indispensabile l’attivazione immediata di uno screening di massa destinato all’intera popolazione con particolare riferimento a quelle categorie di lavoratori e parte della società maggiormente esposti, al fine di fare chiarezza sulla reale circolazione del virus. Si tratta di agire nell’immediato per il bene di tutti a tutela della salute Pubblica. Ed è per i motivi sopra descritti che la Camera del Lavoro “Antonio Saccaro” di Canicattì, facendosi portavoce della preoccupazione che sta dilagando all’interno della Comunità Canicattinese, all’ASP di attivare urgentemente uno screening di massa attraverso l’utilizzo di test antigenici rapidi, con la finalità di contenere l’epidemia in atto e di contribuire a garantire la prosecuzione delle diverse  attività lavorative in sicurezza, tutelando nel contempo la Comunità tutta!

                                                                                                                               

In conseguenza di un parto avrebbe riportato “menomazioni irreversibili allo stato psico-fisico” ed è tutt’ora è affetta da incontinenza.

Lo sostiene un’ex paziente dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero di Sciacca, che ha citato in giudizio l’Asp di Agrigento per ottenere un risarcimento del danno “subito per errata condotta dei sanitari”.

Il danno, per il quale è stato richiesto il riconoscimento al tribunale di Sciacca, è stato quantificato in 158.339 euro”. La prima udienza è stata già fissata per prossimo 16 giugno.

Come si legge su AgrigentoNotizie, l’Asp di Agrigento, “nelle more dell’istruzione del sinistro, non essendo emersi elementi di responsabilità a carico dei sanitari – scrivono – non ha aderito al relativo procedimento di mediazione promosso”.

“Dall’esame della documentazione sanitaria e della relazione pervenuta dal responsabile dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del presidio di Sciacca – scrivono dall’Asp di Agrigento – e da Medicina e Chirurgia e da Accettazione/Urgenza dell’ospedale di Agrigento non sono emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le relative cure alla signora”.

L’ Amministrazione comunale di Grotte, presieduta dal sindaco, Alfonso Provvidenza, ha stipulato un accordo con Sais trasporti. Per fronteggiare l’attuale particolare situazione causata dall’emergenza pandemica, che impone anche agli studenti pendolari di Grotte una frequenza scolastica in presenza intermittente, Sais Trasporti ha predisposto un carnet di biglietti nominativi, comprendente andata e ritorno, in sostituzione del tradizionale abbonamento mensile. Ogni studente titolare del carnet dovrà prenotare le corse di andata e ritorno di cui intende usufruire attraverso l’area del sito di Sais Trasporti dedicata ai “servizi online”. Il fine è organizzare al meglio il servizio di trasporto in ragione della riduzione attualmente in vigore del 50% dei posti disponibili a bordo degli autobus, per garantire il distanziamento interpersonale, e al contempo ottimizzare le spese di viaggio. Il carnet potrà essere ritirato dai genitori degli alunni pendolari recandosi in gruppi contingentati nella sala consiliare del Comune di Grotte domani martedì 13 aprile dalle ore 15 alle ore 17.

Tra i più anziani d’Italia c’è anche Nonna Concetta Vasquez. Ha compiuto 105 anni ed è stata festeggiata a Valdichiesa nella Casa di Riposo della Madonna del Terzito di Leni, nell’isola di Salina, con una torta. Presente anche la sorella che tra qualche settimana compirà 100 anni. Uno dei pochi casi in Italia di due centenarie parenti. Alla festa hanno anche partecipato il parroco Giuseppe Brancato che gestisce il centro che ospita una ventina di anziani e tutto il personale.

Iscritto nel registro degli indagati un pensionato 65enne di Canicattì, per ipotesi di minaccia aggravata, porto abusivo di armi, detenzione illegale di munizioni e lesioni personali.L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Gloria Andreoli.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe puntato la pistola alla testa della cognata, 50enne di Canicattì, durante una lite avvenuta nelle festività appena trascorse.

Durante la lite sarebbe anche partito un colpo di pistola, mentre la donna cercava di abbassare l’arma che il cognato le puntava addosso. Per fortuna nessuno è rimasto colpito con l’arma, anche se la vittima è stata soccorsa all’Ospedale di Canicattì per lesioni alla nuca dovuto al movimento repentino dell’arma da fuoco.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Canicattì che hanno rinvenuto il bossolo ma non la pistola.

I Carabinieri della Tenenza di Favara, coordinati dal Comando Compagnia di Agrigento, hanno arrestato e trasferito nel carcere di Trapani Vincenzo Fallea, 43 anni, di Favara. L’uomo sconterà 6 anni e 2 mesi di reclusione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Palermo. Fallea è stato condannato per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.

A Favara il 10 febbraio del 2020 quattro presunti ladri, due di Favara e due di Grotte, tra cui due donne, hanno bussato alla porta di una donna a Favara. Le due donne l’hanno intrattenuta a conversare. Uno è rimasto fuori da vedetta. L’altro è entrato nella camera da letto ed ha rubato 20mila euro in contanti. Adesso la Procura di Agrigento, che si è avvalsa delle investigazioni dei Carabinieri della Tenenza di Favara, ha notificato ai quattro indagati l’avviso di conclusione delle indagini, per furto in concorso, firmato dalla sostituto procuratore Chiara Bisso.

A Porto Empedocle sono trascorsi oltre tre mesi da quando, lo scorso 2 gennaio, i Carabinieri hanno sequestrato una maxi discarica abusiva insorta in via Quattro Canti, a poca distanza dalla sede del Comune. Nonostante i numerosi solleciti, anche a mezzo stampa da parte della redazione di Teleacras interessata dai residenti, la discarica non è stata rimossa, e gli incivili hanno proseguito ad incrementarla. Tutto ciò finché adesso una mano ignota ha appiccato il fuoco ed ha incendiato la discarica. Da una parte è condannabile il gesto dell’incendiario, dall’altra è altrettanto condannabile l’inerzia degli organi preposti alla bonifica dell’area ad oltre tre mesi dal sequestro.

Si è presentata regolarmente al centro vaccini del Palacongressi di Agrigento per il ed ha atteso il suo turno con estrema pazienza.

Si tratta di una 76 enne affetta da disabilità grave e regolarmente prenotata come categoria “estremamente vulnerabile”. La signora, ribadiamo, dopo avere atteso il suo turno si è sentita dire che non poteva fare più il vaccino per non meglio specificati motivi. Prima le è stato detto che il sistema non l’ha riconosciuta come soggetto vulnerabile; successivamente, a dire della signora, non è stata presa in considerazione la certificazione attestante la grave disabilità. Tra l’altro le è stata anche richiesta una ulteriore certificazione (esenzione) per patologia codificata. Ed infine, le è stato detto che mancava il vaccino per la sua categoria.

Insomma un tran tran che ha prostrato non poco l’anziana signora che alla fine di tutta questa vicenda si è sentita mortificata e amareggiata. L’unica cosa che ha chiesto è quella di essere vaccinata al più presto possibile senza attraversare problemi come quelli vissuti oggi.

A tal proposito abbiamo sentito la dottoressa Angela Camilleri, medico di base del distretto Ioppolo Giancaxio – Raffadali la quale pone in essere tutte le problematiche che in questo particolare momento vive sua categoria . Dice: “L’attività giornaliera del medico di base è faticosa ed estenuante; attualmente il lavoro è più che raddoppiato in quanto oltre alla gestione dei malati Covid 19 cerchiamo con enormi difficoltà di curare i pazienti affetti da patologie acute e croniche”.

La dottoressa Camilleri continua: “La situazione è ancora più grave che si rileva dalla paura dei pazienti di sottoporsi ad accertamenti per timore di essere contagiati, oltre alle lunghe liste di attesa per indagini strumentali e visite specialistiche”.

Alla dottoressa Camilleri abbiamo chiesto anche cosa ritiene penalizzante per la propria attività. “La burocrazia è micidiale – risponde -; tra l’altro il tempo da dedicare ai pazienti ci viene sottratto dagli adempimenti burocratici che sono aumentati in maniera esponenziale. Fra tutti spiccano il rinnovo delle esenzioni per reddito, le nuove esenzioni per patologia per poter accedere alla vaccinazione anticovid ed il sistema informatico non sempre adeguato alle esigenze”.

Continuiamo ancora. Come vede la campagna vaccinale e il coinvolgimento del medico di Medicina Generale? “Nonostante l’adesione data da tempo per partecipare attivamente alla campagna vaccinale – dice – non siamo stati ad oggi convocati per mancanza dei vaccini; riceviamo centinaia di telefonate giornaliere  per informazioni sulla vaccinazione anticovid e tipo di vaccino da fare e accogliamo i disagi dei soggetti vulnerabili e degli anziani non deambulanti che aspettano di ricevere ancora la prima dose di vaccino”.

Cosa propone per migliorare l’attuale situazione? “Risoluzione immediata dei problemi che rallentano la vaccinazione dei soggetti fragili ed anziani – conclude la dottoressa Camilleri -; snellimento della burocrazia, maggiore sinergia fra sistema informatico e le varie figure professionali coinvolte. Non dimentichiamo, infine, che il malato è al centro degli interessi del medico e della scienza”.