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Il tema dell’incontro riguardante la situazione finanziaria della Regione e le prospettive per quanto riguarda le scelte che sembra voglia intraprendere il Governo Nazionale che si sta interessando anche ad accentrare gli incassi delle tasse.

“La Regione siciliana – spiega Di Mauro – sta facendo una trattativa con Roma: abbiamo già ottenuto un ristoro sul concorso alla finanza pubblica riducendo il trasferimento da fare allo Stato da un milione e tre a 300mila euro, abbiamo avuto un contributo straordinario di 540milioni di euro per la viabilità provinciale e ci proponiamo di porre il tema delle conseguenze gravi che arrecherebbe alla Siciilia unorma che consente di trattenere alle Regioni le risorse versate ai cittadini, parlo di regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Questo sarebbe un grave nocumento per il Meridione, con le imprese siciliane che già patiscono maggiori costi per il trasporto”.

Ma l’incontro ha preso, poi, un’altra rotta di dibattito ovvero quello sulle accuse dirette al vicepresidente dell’Assemblea regionale, Roberto Di Mauro, ricevute dall’ex presidente di forza Italia, Piero Macedonio.

“Voglio affrontare la questione in termini politici – ha spiegato Di Mauro – c’è un’assonanza assoluta tra Patto per il Territorio e Forza Italia, dato che si tratta due facce della stessa medaglia. Hanno entrambi deciso di partecipare al governo della città di Agrigento, e credo che sia una mossa che già avevano anticipato. L’onorevole Gallo, se dovesse decidere di fare questo, mi auguro che abbia la dignità di comunicarci i motivi e le motivazioni che lo hanno spinto e, fatto questo si sancirà  una rottura delle forze politiche che sostengono il Governo Musumeci nella provincia di Agrigento”.

 

La Corte d’Appello di Palermo accogliendo l’impugnazione dell’Avv. Luigi Troja ha assolto l’empedoclino Michele Fede, carrozziere di 48 anni.
L’uomo era stato condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di sette mesi di reclusione perché accusato di prelevare acqua dall’impianto dei vicini per rifornire la propria Villa e riempire tra le altre cose la propria piscina.
In prima istanza il Tribunale di Agrigento condanno’ l’empedoclino, denunciato dal locale commissariato, a sette mesi di reclusione.
L’Avv. Luigi Troja propose appello sostenendo l’improcedibilita’ in quanto la querela doveva essere proposta dall’intestatario della utenza idrica dalla quale l’acqua veniva sottratta mentre nel caso di specie a fare la denuncia era stato un congiunto.
La Corte pertanto proprio per difetto della querela ha dichiarato il non luogo a procedere.

“Abbiamo condiviso, sin dalle prime battute, il Decreto n°30 Gab dello scorso 5 dicembre, a firma dell’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, attraverso il quale  la  Regione siciliana ha dotato le stazioni appaltanti che operano  nell’Isola dei bandi tipo per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti,  puntando su regole certe ispirate alla trasparenza, alla centralità del progetto, all’apertura del mercato e allo snellimento  delle procedure di affidamento”.  Sono queste le dichiarazioni del Presidente della Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti della Sicilia, Giuseppe Falzea, che si associa alle dichiarazioni recentemente espresse dalla Consulta Regionale degli Ordini degli ingegneri della Sicilia.   

“I bandi tipo aprono il mercato – continua Falzea – perché, entro i limiti imposti dalla normativa vigente, riducono notevolmente il ricorso ai requisiti speciali, come quelli economico-finanziari e tecnico-organizzativi.

Per fare degli esempi, citiamo qualcuno degli elementi che aprono decisamente il mercato dei lavori pubblici alle strutture professionali medio-piccole, che rappresentano più del 90% degli operatori economici attivi sul territorio regionale:

Viene abbattuto il muro dei requisiti economico-finanziari, come quelli del fatturato che, per anni, ha chiuso il mercato dei lavori pubblici ai giovani e ai professionisti meno giovani che non hanno avuto la possibilità di lavorare negli ultimi anni; i bandi tipo promuovono, infatti, la sostituzione del requisito del fatturato con una semplice polizza assicurativa, puntando sul dispositivo di cui all’art. 83 comma 4 lettera c) del codice;

Negli Avvisi per manifestazioni di interesse, finalizzati alla formazione di elenchi di professionisti per affidamenti diretti viene espressamente sconsigliato il ricorso ai requisiti speciali che sono previsti, sebbene come opzione facoltativa, dall’art. 32 comma 2 del codice;  Nei casi in cui sono previsti requisiti per i quali il codice stabilisce una forbice, come ad esempio per i requisiti tecnico-organizzativi, viene suggerito sempre il valore più basso, al fine di promuovere una maggiore concorrenza ed una più ampia apertura del mercato;

La partecipazione ai concorsi di progettazione è aperta a tutti i professionisti, a prescindere dal possesso dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi; requisiti che possono essere dimostrati dal vincitore, attraverso la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti a valle della procedura concorsuale e, in particolare, nel momento dell’affidamento delle fasi successive della progettazione. Ciò alimenta una vera e propria rivoluzione culturale, promuovendo la centralità del progetto di qualità nei processi di trasformazione del territorio e restituendo potere contrattuale ai giovani talenti ed ai professionisti in grado di produrre progetti di qualità, anche se non sono in possesso di fatturato o di uno studio professionale con tanti dipendenti”.

“Siamo dinanzi ad un risultato storico che inseguiamo da anni – aggiunge Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento e coordinatore del dipartimento Lavori Pubblici della Consulta regionale degli architetti – I bandi tipo approvati dalla Regione, infatti, produrranno una notevole accelerazione negli affidamenti ai liberi professionisti e una notevole apertura del mercato, offrendo alle amministrazioni nuovi strumenti per potere fruire più agevolmente dei fondi strutturali comunitari. Con nostra grande soddisfazione – continua Cimino – la Sicilia è la prima regione di Italia a varare i bandi tipo, riservando una particolare attenzione ai modelli da utilizzare per ciascuna procedura. Infatti, al decreto sono allegati ben 11 bandi tipo specifici, che le stazioni appaltanti potranno utilizzare per potere bandire i concorsi progettazione (a un grado o a due gradi) o i concorsi di idee e per potere affidare servizi di architettura e di ingegneria a liberi professionisti ricorrendo, in relazione agli importi a base di gara, ad affidamenti diretti, a procedure negoziate e a procedure aperte o ristrette.  Per ogni tipo di procedura, è dunque previsto un bando tipo, scaricabile dal sito web del Dipartimento Regionale Tecnico, nella versione editabile, costantemente aggiornata dallo stesso DRT.”  

“Il nostro auspicio – conclude Falzea – è che il decreto 30 Gab dell’assessore Falcone possa stimolare altre regioni a seguire l’esempio virtuoso della Sicilia e,  soprattutto, lo stesso decreto possa segnare un’auspicata inversione di tendenza di quelle politiche che non condividiamo,  portate avanti sia a livello centrale che regionale, tese a centralizzare la progettazione presso la pubblica amministrazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità assicurate dalla concorrenza”.

“Fanno riflettere le cronache di questi giorni che evidenziano l’uso di cocaina da parte di ragazzi in fase adolescenziale a 12/13 anni, e talvolta anche a 9 anni.Non c’è più limite alla follia che trascina giovani inesperti nel baratro più profondo dello sballo e delle dipendenze ,anche nella nostra città. Occorre sostenere la famiglia che, in stretto raccordo con la scuola e le strutture preposte della Azienda sanitaria , può intervenire con responsabilità e determinazione per educare secondo stili di vita sani e appropriati i ragazzi ,specialmente in fase adolescenziale,o intervenendo con l’ausilio dei Sert nel caso accertato di consumo di sostanze stupefacenti. Rafforzare Il controllo nelle scuole e nei diversi siti di aggregazione sociale da parte delle forze dell’ordine-conclude Giorgia Iacolino,Presidente della commissione consiliare alla Salute-rappresenta un elemento indispensabile di garanzia e protezione nei confronti delle giovani generazioni”

Come si ricordera’ la Giunta camerale presieduta da Vittorio Messina aveva revocato l’ incarico di segretario generale all’avv. Salvatore Palillo e quest’ultimo aveva adito il Giudice del Lavoro chiedendo di annullare il provvedimento di revoca. Nelle more del giudizio l’avvocato Palillo chiedeva il pensionamento anticipato per assistere il genitore affetto da handicap grave e veniva collocato in quiescenza; pertanto l’ente Camerale, tramite il proprio difensore avvocato Girolamo Rubino, chiedeva la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Tuttavia il Tribunale di Agrigento accoglieva parzialmente il ricorso dell’Avvocato Palillo , ritenendo fondata la censura inerente la presunta tardivita’ del Provvedimento di revoca, avvenuto asseritamente oltre il termina di novanta giorni utili ai fini del cd. Spoyl sistem, e dichiarava il diritto del ricorrente a ricoprire la carica di segretario generale fino alla data di collocamento a riposo. Avverso la sentenza del tribunale proponeva appello l’ente camerale, sempre assistito dall’avvocato Girolamo Rubino, e la Corte di Appello di Palermo, riformando la sentenza di primo grado rigettava le domande avanzate dall’avvocato Palillo. Ma avverso la sentenza della Corte d’appello Di Palermo proponeva ricorso in Cassazione l’avvocato Salvatore Palillo; anche davanti la Corte di Cassazione si costituiva in giudizio l’ente camerale, sempre con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, chiedendo il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio.  NElle more del giudizio davanti la Cassazione il difensore dell’avvocato Palillo avanzava una richiesta risarcitoria di due milioni di euro alla camera di commercio, per asseriti danni biologici,morali e d’immagine subiti dal suo assistito; ma l’ente camerale non prendeva in considerazione alcuna proposta transattiva. Da ultimo la Corte di Cassazione, condividendo le tesi dell’avvocato Rubino, ha respinto il ricorso dell’avvocato Palillo, condannando quest’ultimo anche al pagamento delle spese di giudizio, liquidate complessivamente in euro ottomila oltre accessori, oltre alla refusione dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. Pertanto, per effetto della sentenza della corte di cassazione l’ente camerale nulla dovra’ corrispondere all’avvocato Palillo Mentre quest’ultimo dovra’ pagare Le spese giudiziali.

Ieri sera, al Palacongressi di Agrigento, si è inaugurata la Fiera per gli Sposi – IDEA NOZZE EXPO edizione 2019.

Dopo 10 anni la fiera torna al Palacongressi con 70 espositori e tutte le novità del settore.

Tra le altre va segnalata la presenza dello Chef Giovanni Chianetta che, insieme al suo staff, preparerà dei gustosissimi assaggi per i visitatori.

La fiera rimarrà aperta anche oggi, sabato 12 e domani domenica 13, dalle ore 17:00 alle ore 22:00.

Il 23 gennaio 2010, a Favara, a seguito di un crollo di una palazzina dove viveva la famiglia Bellavia. La zona dove vi fu il crollo era già ad alto rischio ed altre palazzine erano già cadute addirittura qualcuna anche adiacente a quella dei Bellavia.

Quella palazzina era composta da un magazzino sotterraneo, un pian terreno e due piani superiori. Al tempo del crollo Maurizio Cimino, della Protezione Civile regionale ha subito sostenuto che l’immobile era inagibile e che alcune opere che erano state effettuate come consolidamento hanno reso più critica la situazione perché avendo le fondamenta marce la casa non ha retto e si è accartocciata su se stessa.

La famiglia Bellavia da tempo avevo richiesto una casa popolare ma la richiesta non aveva avuto nessun esito.

Lo scenario che si ricorda erano urla, polvere, lacrime, disperazione e tanta speranza.

Tempestivamente i vigili del fuoco hanno organizzato ad hoc il loro soccorso ed hanno estratto dalle macerie il corpo senza vita di Marianna, 14 anni poi fu estratto quello di Chiara, 3 anni.

La più piccola, Chiara, era stata localizzata e recuperata viva anche se versava in gravissime condizioni, ma la piccola non ce l’ha fatta dopo i vari tentativi di rianimazione. Due sorelle, quindi, vittime di quella tragedia.

Sotto le macerie c’era anche il fratellino Giovanni, 11 anni che è sopravvissuto grazie al telefono cellulare.

A seguito di questa terribile vicenda la procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sul crollo della palazzina di Favara. Una delle ipotesi di reato formulate dai magistrati è quella di omicidio colposo plurimo.

Oggi, a distanza di quasi 9 anni, il sostituto procuratore generale di Palermo, Giuseppina Puglisi, ha chiesto la condanna in appello a 2 anni e 6 mesi dell’architetto Sebastiano Dispenza, ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Favara, e di Antonio Noto, proprietario della palazzina crollata il 23 gennaio del 2010, dove appunto morirono le sorelline Chiara e Marianna Bellavia, di 3 e 14 anni, rimaste intrappolate sotto le macerie.

Assolti i tecnici del Comune Giacomo Sorce, Pasquale Amato, Alberto Avenia, Antonio Grova, Francesco Criscenzo, difeso dagli avvocati Vincenzo Caponnetto, Giuseppe Piazza e Francesco Crescimanno. Assolta anche la proprietaria della palazzina, Rosalia Presti e gli ex sindaci Carmelo Vetro e Lorenzo Airò. Ai genitori delle vittime, costituiti parte civile, sono stati riconosciuti 20mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva.

I due imputati, in primo grado, sono stati condannati a 3 anni di reclusione per le accuse di disastro e omicidio colposo plurimi.

Quest’ultima imputazione è stata ritenuta prescritta, per questo la pena proposta è inferiore di sei mesi. I due imputati, secondo quanto ha accertato il processo, avrebbero consentito che la famiglia abitasse in quello stabile in condizioni fatiscenti nonostante avessero consapevolezza del rischio del crollo.

E’ un errore bloccare le autorizzazioni per le trivelle: lo sostiene il sottosegretario all’Ambiente Vannia Gava (Lega).

“Non posso approvare un’impostazione tutta volta a dire ‘No’, come quella che sta alla base dell’emendamento dei M5s sulle trivelle”, rileva ancora Gava e Salvini rincara la dose: “Vicino alla costa no, ma lontano sì”.

“Così risponde il vicepremier della Lega all’appello dello Ionio a bloccare le trivelle. Giusta, dunque, la mia preoccupazione degli scorsi giorni per il Mediterraneo. Dove siete Onorevoli Leghisti oggi, dove siete vecchi e nuovi adepti di questo bel partito! Ricordiamo ancora i comizi e le passerelle al Sud per acquisire le preferenze elettorali, le promesse alla nostra marineria e ai cittadini della costa. Vi tuteleremo, dicevano. Come volevasi dimostrare ecco l’ennesima vergogna e l’ennesimo tradimento perpetrato al nostro SUD, che a questi signori non interessa proprio”. Così interviene l’autonomista On. Pullara dopo le notizie degli scorsi giorni relative ai permessi per le trivellazioni nel mar Ionio e l’uscita di ieri del vicepremier Salvini che ritiene giusto trivellare il mare ma lontano dalla costa.

“L’emendamento dei Cinquestelle blocca-trivelle, venuto dopo la bufera, quando gli italiani li hanno colti con le mani nella marmellata, è strabico perché discriminatorio, rivolto cioè, come nel caso del condono edilizio ad Ischia, solo allo Ionio e non anche al Mediterraneo. Vogliamo una legge uguale per tutti, vogliamo la moratoria anche per il Mediterraneo che non va perforato ne’ coltivati. Per ciò che attiene la Lega, se intende trivellare lo Ionio, stessa sorte riserva al Mediterraneo. Per questo mi appello alla marineria  e a tutto il SUD: aprite gli occhi, la Lega non fa i vostri interessi, a questi interessano solo le quote latte ed il Nord, non interessa l’ambiente ne’ la tutela del territorio e chi li sostiene è complice dello scempio che sta per perpetrarsi, siatene consapevoli” conclude Pullara.

In un clima di fattiva collaborazione si è svolto questa mattina, presso la sede legale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, il primo incontro congiunto fra il commissario Giorgio Giulio Santonocito ed i diversi rappresentanti delle organizzazioni sindacali sia della dirigenza sanitaria, tecnica, amministrativa, medica e veterinaria sia del comparto sanità. L’occasione è servita al neo manager per offrire un indirizzo di saluto alle varie sigle e per richiamare, da subito, il valore della sinergia operativa fra amministrazione e sindacati nel pianificare e condividere le scelte di gestione. Accompagnato dal direttore amministrativo Francesco Paolo Tronca, il commissario Santonocito ha illustrato i cardini del modus operandi direzionale auspicando un confronto proficuo, sereno e costantemente orientato alla crescita della qualità dell’offerta sanitaria provinciale. Organizzazioni sindacali ed amministrazione hanno colto l’opportunità per dare alla riunione un taglio immediatamente operativo entrando nel merito della discussione intorno a questioni salienti come l’approvazione della rete ospedaliera regionale, il conseguente avvio di procedure concorsuali per il reclutamento di nuovo personale, la modifica dell’atto aziendale ed altri aspetti tecnici. Oltre ai previsti incontri formali e calendarizzati, il nuovo management Asp ha espresso il desiderio di avviare una serie di incontri con i singoli rappresentanti sindacali. Per questa ragione, già dalla prossima settimana, il commissario Santonocito ha già messo in agenda appuntamenti individuali con i delegati appartenenti alle diverse sigle. Saranno occasioni di dialogo preziose per approfondire la conoscenza della realtà aziendale e prestare orecchio, con specifica sensibilità, alle peculiari istanze delle organizzazioni.

“Ci sentiamo di rassicurare coloro che pongono la questione dei quorum sulla vicenda della rettifica dei confini Favara Ovest. Basta leggere il decreto regionale per cogliere come il legislatore ha correttamente tenuto in considerazione la necessità di assicurare il buon esito della consultazione referendaria affinché, per le caratteristiche che accompagnano dette casistiche, essa non venga vanificata. I risultati del referendum, ai fini del quorum strutturale, devono essere distintamente raccolti e valutati con riguardo all’ambito del territorio di cui si chiede il distacco e con riguardo al restante ambito comunale. A differenza di quanto ricostruito negli ultimi giorni sarà sufficiente raggiungere il quorum nei ambiti territoriali interessati alla rettifica perché la consultazione sia valida”.