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Il Consolato provinciale di Agrigento dei Maestri del Lavoro comunicano che martedì 20
febbraio dalle ore 09,00 alle 11,00, incontreranno inizialmente tre classi di studenti del
quinto anno dell’Istituto Superiore “Nicolò Gallo” di Agrigento.
Per l’esperienza acquisita nel tempo, gli insigniti di questa ” Stella al Merito del Lavoro ”
si sono proposti come interlocutori con gli studenti nell’ambito degli incontri Scuola
Lavoro.
Nel rispetto del protocollo d’intesa “Alternanza Scuola Lavoro” redatto con la Dirigente
Scolastica Dott.ssa Girolama Casà e facendo seguito all’accordo nazionale redatto dalla
nostra Federazione nazionale con il MIUR, i Maestri del Lavoro Giuseppe Migliore,
Ettore Porrovecchio e Domenico Raineri unitamente al Console provinciale Franco
Messina approfondiranno vari temi nei vari e successivi incontri con gli studenti. In
questa prima fase i Maestri del Lavoro appronteranno i temi inerenti alla sicurezza sul
lavoro, orientamento al lavoro o alla scelta universitaria .
Lo Statuto della Federazione dei Maestri del Lavoro d’Italia prevede, tra gli scopi da
perseguire, quello di ―promuovere ed elevare nella società e negli ambienti di lavoro il
valore morale dell’apporto collaborativo dei Maestri del Lavoro favorendo l’inserimento
delle giovani leve nel mondo del lavoro, aiutandoli nella formazione e nelle scelte
professionali. 
I giovani a questo punto si apprestano ad affrontare un viaggio già effettuato da chi è più
avanti negli anni, tra questi i Maestri del Lavoro che mettono a disposizione la loro
esperienza e che si pongono l’obiettivo di agevolarli in tale importante passaggio dalla
scuola al lavoro. 
L’auspicio, quindi, è quello di dare ai giovani un aiuto, in questo particolare momento
della loro esistenza e se si riuscisse concretamente a dare un solo suggerimento, che
possa raggiungere tale finalità, vorrà dire che la fatica dei Maestri non sarà stata vana.
I Maestri del Lavoro non tengono lezioni ma portano solo testimonianze di vita
lavorativa.

“Paradossalmente, mentre si svolge il processo sulla cosiddetta “Trattativa Stato-Mafia” che avrebbe dovuto portare i mafiosi ad abbandonare la strategia stragista, ottenendo in cambio un alleggerimento delle pene, compresa l’abolizione del regime di 41bis, in piena campagna elettorale Potere al Popolo chiede l’abolizione del carcere duro per i mafiosi.

Noi familiari di vittime innocenti di mafia, l’abolizione del carcere duro la leggiamo come una sconfitta dello Stato, non soltanto per un desiderio di Giustizia – che non rappresenterebbe comunque una mera vendetta – quanto per l’ulteriore possibilità che verrebbe data ai mafiosi di coordinare e gestire dall’interno delle carceri la loro organizzazione criminale.

Inoltre, perché a poca distanza dalle elezioni un partito politico deve trasmettere questo messaggio che in ben altri momenti poteva essere discusso analizzandone tutti gli aspetti, rivedendone eventualmente quelli che hanno potuto portare a una errata applicazione del regime carcerario  speciale che, in quanto tale, andrebbe applicato solo in talune circostanze e a taluni soggetti?

Se la cosiddetta “Trattativa” – pur non condividendola in quanto ulteriore e manifesta debolezza dello Stato – aveva in sé un ritorno qual era il porre fine alle stragi, quale ritorno ne avrebbero oggi la Giustizia e la società civile da un regalo elargito senza se né ma”.

Lo ha dichiarato Giuseppe Ciminnisi, presidente nazionale de “I cittadini contro la mafia e la corruzione”

Lasciano il carcere 21 dei 58 boss ed estorsori agrigentini arrestati su ordine della Dda di Palermo il 22 gennaio scorso. Il tribunale del Riesame ha annullato le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nonostante, per la prima volta, decine di vittime del racket abbiano confermato la richiesta di pizzo e un nuovo pentito, che al contrario dei mafiosi resta detenuto, abbia fatto i nomi di boss e gregari.

 Il tribunale del Riesame si e’ preso 45 giorni per il deposito della motivazione dei provvedimenti. Prima di allora la Procura non potra’ ricorrere in Cassazione, quindi presunti capimafia della provincia agrigentina, taglieggiatori e gregari di Cosa nostra, arrestati nel piu’ grosso blitz mai fatto in quella zona, nel frattempo restano liberi. Una situazione che preoccupa gli inquirenti dal momento che – circostanza del tutto nuova – decine di vittime del racket stavolta hanno confermato di aver subito le estorsioni e potrebbero trovarsi faccia a faccia con gli aguzzini scarcerati. Paradossalmente, poi, resta in carcere Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara che, dalla fine di gennaio, ha cominciato a collaborare con i magistrati. L’indagato ha ammesso di avere rivestito un ruolo di vertice nel clan fino al 2013-2014, ha parlato di estorsioni e di traffico di stupefacenti e ha indicato i capimafia della provincia.
Tra gli scarcerati anche nomi eccellenti di Cosa nostra agrigentina: come i boss Raffaele Fragapane, Antonino Vizzi’, Giuseppe Vella, Luigi Pullara e Giuseppe Blando. Le scarcerazioni potrebbero essere solo all’inizio. Le udienze davanti al tribunale del Riesame continuano. E se, come si sospetta, alla base degli annullamenti c’e’ un vizio formale come il difetto di motivazione dell’ordinanza emessa dal gip, che non sarebbe sufficientemente argomentata, le porte del carcere potrebbero aprirsi per decine di altri detenuti.

I carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato Michele Amato, 43 anni, e Antonino Chiazza, 48 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine e ritenuti soggetti molto pericolosi, per “tentata estorsione”.

Non poteva più resistere alla paura di poter subire eventuali ritorsioni e così ha deciso di raccontare la sua storia ai Carabinieri. Un 48 enne, licatese, temendo per la propria incolumità, ha deciso di varcare il portone della caserma dell’Arma, descrivendo ai militari la vicenda in cui era rimasto coinvolto.

Ed infatti la vittima si era infilata proprio in una brutta situazione. Aveva acquistato, a credito, varie “dosi di cocaina”, per un valore complessivo di circa 2.000 euro ma non era più riuscito a pagare il “debito” contratto con i suoi fornitori, due uomini, un 39enne ed un 43enne di Canicattì.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, compresa la gravità della situazione e considerato lo spessore criminale dei soggetti coinvolti, hanno fatto immediatamente scattare le indagini, sin da subito coordinate dal Pubblico Ministero della Procura Repubblica di Agrigento, D.ssa Andreoli, raccogliendo tutti gli elementi probatori necessari a chiarire la dinamica dei fatti. In particolare, i militari dell’Arma, con intercettazioni e pedinamenti, sono riusciti a documentare anche gli incontri e le richieste estorsive avanzate dai due soggetti, i quali erano perfino arrivati a pretendere la cessione di un terreno agricolo di proprietà della vittima del valore di circa 12.000 euro, a fronte del debito di 2.000 euro. La triste storia, all’alba di oggi, ha avuto il suo epilogo.

I due sono stati associati alla Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 “Quattro extracomunitari condannati a Palermo a 26 anni di carcere per la tratta di giovani nigeriane. Tre loro connazionali e un ghanese, una vera associazione a delinquere, reclutavano donne appena sbarcate in Italia, anche nel centro accoglienza di Siculiana nell’agrigentino, costringendole poi alla prostituzione, pure con riti voodoo. L’indegna tratta delle donne, la violenza e la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento della prostituzione sono tra le principali piaghe dell’immigrazione clandestina, che interessa soprattutto le donne nigeriane. La Bonino però, la Boldrini e le femministe del nuovo millennio, che hanno sfilato in questi giorni pro i migranti e contro i fascisti immaginari, continuano volutamente a ignorare questa emergenza legata all’immigrazione clandestina. Quella stessa immigrazione incontrollata che loro promuovono e che vorrebbero regolarizzare con maxi sanatorie. Stop invasione, sì a immigrazione regolare e canali umanitari. Stop delinquenza, più sicurezza e difesa delle donne”.

Così il deputato Alessandro Pagano, capolista alla Camera per la Lega-Salvini premier nei collegi plurinominali di Palermo città e di Agrigento, Caltanissetta, Gela, Mazara.

Il leader della Lega Matteo Salvini apre all’ipotesi di un Mario Draghi,attuale Presidente della Banca centrale Europea  o Antonio Tajani attuale Presidente del Parlamento Europeo, ma a condizione che il programma non si tocchi e che Berlusconi abbia un solo voto in più. Se vince Silvio deciderà lui su Palazzo Chigi.

Matteo Salvini, intervistato dal Quotidiano Nazionale, ha dichiarato:  ho totale fiducia in Berlusconi e che non farà accordi, post elettorali, con il Pd di Renzi. Si è scottato abbastanza con Monti ed Enrico Letta. I mega-accordi, gli inciuci,  ha sottolineato, non mi interessano.  Tutti i sondaggi dicono che l’unica maggioranza possibile è quella del centrodestra, perché Pd e il Movimento 5 Stelle sono dietro di dieci punti. Mi auguro che sia una maggioranza larga, che non dipenda da una sola persona. Se però non ci fosse, la Lega non partecipa a nessun tipo di governo con altri”.

Alla domanda  perché insiste nel dire che sarà lei il premier, Salvini risponde: “Appunto perché non è affatto detto che FI prenda quel voto in più. Siamo vicini, ma ci sono tanto indecisi che sento hanno fiducia in noi. Conto che questo diranno i voti veri”.

Il leader della Lega ha poi chiarito alcuni punti del programma come l’attuazione della flattax e l’abolizione della legge Fornero: saranno 100 miliardi in meno che entrano nelle casse dello Stato e 100 miliardi in più nelle tasche degli italiani”. Taglieremo la spesa pubblica, continua Salvini, attuando i costi standard uguali per tutte le regioni, solo nella sanità risparmiamo 15 miliardi; stando bassi, sulla pace fiscale tra gli italiani ed Equitalia in due anni si recuperano 50 miliardi di euro di cartelle esattoriali. Soprattutto, però, la gente torna a lavorare e a pagare le tasse sul reddito: il nostro obiettivo è rimettere in circolo quel denaro che negli ultimi anni è stato tolto agli italiani.

La priorità è far tornare la gente a lavorare. Con la tassa unica, l’abolizione della legge Fornero, la cancellazione degli studi di settore, spesometri, redditometri, con un Paese federale che garantisce più efficienza e meno sprechi. Poi c’è il tema della sicurezza e dell’immigrazione. È chiaro che in un mese non risolveremo tutti i problemi, però abbiamo chiaro in testa come muoverci.

 

A Sciacca si sono recati i volontari dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, di Catania, di Adrano e di Agrigento. In contrada Muciare, teatro del vigliacco avvelenamento di una trentina di cani, dove vi sono dei capannoni non più utilizzati, i volontari hanno trovato rifiuti, materiale di risulta e altre esche avvelenate, a rischio di altri cani ancora in vita. La zona è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri. La domanda che ci si pone è: quando iniziano le operazioni imposte dalla legge di bonifica e di recupero dei randagi sopravvissuti? Il presidente dell’Enpa di Catania, Cataldo Paradiso, risponde: “Purtroppo non ci è stata data alcuna informazione al riguardo.

L’amministrazione comunale è assente e, a parte qualche frase di circostanza, continua a fare poco o nulla per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini a quattro zampe, contravvenendo così agli obblighi imposti dalla legge regionale 15 del 2000. Secondo la normativa, infatti, il sindaco è responsabile per i randagi e gli altri animali vaganti sul suo territorio, ed è una responsabilità che naturalmente comprende la tutela della loro incolumità. E poi, in caso di ritrovamento di esche avvelenate, il sindaco deve attivare la procedura prevista dalla normativa che prevede, appunto, la bonifica dell’area interessata”.

Nel frattempo, il presidente dell’associazione animalista Aidaa, Lorenzo Croce, ha denunciato alla Procura e alle Forze dell’ordine il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. Lo stesso Croce spiega: “Il sindaco è il primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale, e della loro salute ed incolumità. Con il suo comportamento ha ritardato l’emissione dell’ordinanza comunale che avvisava della presenza dei bocconi avvelenati e ha quindi commesso abuso d’ufficio. Il sindaco ha omesso di segnalare la presenza del veleno, non allertando i competenti servizi territoriali di controllo e favorendo così la morte per avvelenamento di decine di cani randagi di cui è responsabile. Con il suo comportamento il sindaco Valenti ha di fatto messo a repentaglio la salute dei cittadini del suo Comune non avvisandoli della presenza dei bocconi avvelenati in parti cospicue del territorio comunale”.

Un’altra domanda che ci si pone è: “Della presenza massiccia di cani randagi in tale zona, residenti o altri hanno mai avvisato, sollecitando interventi, il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, con il suo Ufficio comunale sanità e randagismo e i suoi Vigili urbani? E hanno mai avvisato, sollecitando interventi, il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Gervasio Venuti, e i suoi signori dipendenti dell’Ufficio Veterinario? Sarebbe opportuno che la Procura, che indaga su quanto accaduto, convochi Valenti e Venuti, e chieda loro se abbiano ricevuto segnalazioni di qualsiasi genere in proposito. Mi spiego: l’avvelenamento dei cani è un atto vile, malvagio, e la Provvidenza Divina sarà provvidente e severa contro i responsabili, ma se l’avvelenamento fosse l’epilogo, mai comunque ammissibile, della mancanza di interventi nonostante tante segnalazioni a Comune e Azienda sanitaria, allora Comune e Azienda sanitaria, omettendo i propri doveri d’ufficio, sarebbero corresponsabili.

A.R. (teleacras)

Sebbene lontano dalla città di Agrigento, sento il dovere di lanciare un appello agli elettori della mia città per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Un appello accorato alla partecipazione al voto e, soprattutto, un appello accorato a votare scegliendo quella lista i cui candidati (donne e uomini) abbiano la capacità di prendere decisioni forti e coraggiose e sfidare il potere politico per difendere i cittadini.
Credo che le persone dentro la lista Liberi e Uguali hanno questo profilo, tenuto conto della scelta coraggiosa di collocarsi fuori da comodi e sicuri collegi.
Perciò chiedo ad ogni agrigentino una approfondita riflessione etica, morale e politica sul futuro che vogliamo per la nostra nazione e per i nostri giovani costretti sempre più ad andare via dalla nostra bella ma maltrattata terra siciliana.
Credo che l’esperienza vissuta sia lo strumento migliore per indurci a non commettere errori e particolarmente a non commettere l’errore di preferire il candidato agrigentino ad altro candidato non locale, perché oggi la battaglia per un futuro migliore si combatte necessariamente in parlamento, e qui dico che è obbligatorio farsi rappresentare ai massimi livelli istituzionali da candidate e candidati che siano competenti, oltre che onesti.
Perciò chiedo ai miei conterranei di far tesoro delle esperienze del passato riflettendo sul fatto che pur avendo avuto ai massimi livelli di governo molti uomini politici agrigentini, nessun beneficio è venuto da loro a favore della città di Agrigento e provincia. Un esempio per tutti è il problema dei problemi: l’irrisolta atavica mancanza d’acqua e la sua cattiva distribuzione e con questo esempio non posso non ricordare fra le mie tante proteste la marcia Agrigento-Palermo del 2002.
Per questo dico che della memoria storica si dovrebbe far tesoro, soprattutto per il futuro, per queste ragioni oggi invito a votare la lista Liberi e Uguali con Pietro Grasso, perché è meglio pensare per i molti e non per i pochi, perché Liberi e Uguali è contro le ingiustizie, contro le disuguaglianze è contro la precarietà nel mondo del lavoro.
Per questo motivo lancio l’appello per un voto libero e ragionato per la lista LIBERI E UGUALI CON PIETRO GRASSO segnando con una croce solo sul simbolo.
Bologna, 18 febbraio 2918 Calogero Miccichè

Camera dei deputati Collegio uninominale Agrigento 07 Agrigento BIANCA GUZZETTA
Collegio plurinominale Agrigento Sicilia 1 – 03 BIANCA GUZZETTA
Sicilia 1 – 03 CESARE LO LEGGIO
Sicilia 1 – 03 DAFNE RIMMAUDO
Sicilia 1 – 03 NICOLO’ ASARO

Senato della Repubblica Collegio uninominale Mazara del Vallo Agrigento CALOGERO ZAMMUTO
Collegio plurinominale Sicilia – 01 PIETRO GRASSO
Sicilia – 01 MARIA LEONARDA MAGGIO
Sicilia – 01 FABRIZIO BOCCHINO
Sicilia – 01 MARIA TERESA MONTELEONE

 

Convention elettorale di Noi con l’Italia, domenica 18 febbraio, in un hotel agrigentino. La manifestazione ha riunito tutto il centro destra con gli aspiranti senatori e deputati della coalizione nel vasto collegio che raggruppa Gela, Mazara del Vallo/Sciacca, oltre al capoluogo dei templi. Tra i candidati, è intervenuta anche l’assessore regionale Mariella Ippolito.

 
STAGE DIFESA PERSONALE ANTI AGGRESSIONE DONNA
 
Difendersi è un diritto, Allena il tuo corpo e la tua mente.
 
data 10 e 11 marzo 2018, a Catania.
 
Inizio il giorno 10 alle ore 15:00 fine ore 19:00 cena pernottamento – Giorno 11 colazione inizio ore 9:00 fine ore 13:00 consegna attestati di partecipazione, Pranzo, fine corso.
 
Possibilita’ di seguire anche una sola lezione (un giorno senza pernottamento)
Oppure 2 lezioni senza pernottamento
 
rilascio attestato di partecipazione.
 
ACCESSO ALLO STAGE SOLO MAGGIORENNI CON UN MASSIMO DI 30 PERSONE.
 
Accessori consigliati: conchiglia genitale organo femminile.
 
Le lezioni di Krav Maga saranno fatte presso il centro federale FIJLKAM di Catania (Zona Playa), Via Boschetto.
 
La Location per il prenottamento e’ a 200 Mt dalla palestre, sempre zona Playa, The Original Cucaracha, Lungomare Kennedy, n° 47 – Catania
 
DESCRIZIONE:
si tratta di uno stage innovativo rivolto esclusivamente alle donne, in cui viene insegnato ad affrontare e gestire, psicologicamente e fisicamente, una situazione di pericolo.
 
Devi avere la voglia ma soprattutto la capacità di ribellarti di poter dire dentro te stessa
“ Posso difendermi… Sò difendermi ” non dare la possibilità di farti considerare come “ Facile Preda ”,
lo stage potrà darti la possibilità di capire cosa sei in grado di poter fare senza un’eccessiva potenza fisica o muscolare, donandoti la tranquillità e la consapevolezza dei tuoi mezzi, e piena consapevolezza dei pericoli che si corrono uscendo da casa.
 
Il tutto per creare una vera e propria ” mentalità difensiva a 360 gradi:
* Prevenzione
* difesa verbale e difesa fisica
* Tecniche anti-stupro sia in piedi che a terra.
* Tecniche da minaccia o aggressione a mezzo coltello.
 
La prima ” cosa ” che apprendi è un comportamento difensivo per prevenire
le situazioni di pericolo.
 
L’ultima barriera che impari a frapporre tra te e l’aggressore è una risposta fisica semplice ed efficace intuitivo.
Le tecniche insegnate sono concepite per poter essere imparate subito, indipendentemente dall’età e dalle condizioni fisiche.
 
Durante l’evento verranno mostrate e praticate tecniche anche con l’utilizzo di oggetti occasionali…simulando l’effetto adrenalinico.
Non è uno stage di artimarziali nè di prepazione atletica.
 
*
ALTRESI’:
Il nostro compito durante l’evanto è di svilupparvi una mentalità combattiva ma soprattutto difensiva, attraverso un metodo efficace di difesa che non vi richieda un’eccessiva forza fisica,
elemento fondamentale su cui una donna non può quasi mai contare specialmente se aggredita da un uomo,
vi insegneremo quindi le strategie a non farvi considerare o riconoscere come “ facili Prede o Vittime Potenziali ”,
ed a riconoscere gran parte ditutti i segnali di pericolo, ma soprattutto ad evitare di cadere in trappole pericolose attraverso determinati segnali premonitori.
Ecco perché soltanto un vero sistema da combattimento efficace quale il krav maga può essere l’unica vera soluzione,riportato e riprodotto per voi donne attraverso il nostro unico ed esclusivo sistema di antiaggressione femminile.
Il Krav Maga, sistema di autodifesa di origine israeliano è stato utilizzato anche da Angelina Jolie in “Tomb Raider” e da Jennifer Lopez nel film “Via dall’Incubo” sotto la guida dell’esperto di difesa personale Wade Allen.
 
A NUMERO CHIUSO (Massimo 30 Partecipanti).
 
Preiscrizione obbligatoria, da effettuarsi:
– E’ OBBLIGATORIO LA PRENOTAZIONE DEL CORSO
 
ATTENZIONE:
LE ISCRIZIONI SONO GIA’ APERTE E CHIUDERANNO AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MASSIMO STABILITO (30-50 PARTECIPANTI).
 
Documenti e materiale necessario alla pratica:
per l’iscrizione è necessario un semplice certificato medico, (anche in fotocopia), in corso di validità, per la pratica sportiva NON agonistica (NO certificato per attività ludico motoria),
mentre per la pratica è necessario un abbigliamento comodo ad uso quotidiano o per palestra e scarpe da ginnastica con suola pulita.