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Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 92.999 (+1.693 rispetto a ieri), su 83.908 persone: di queste sono risultate positive 3.281 (+14), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.201 (-1), 830 sono guarite (+12) e 250 decedute (+3).

Degli attuali 2.201 positivi, 384 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 25 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.817 (+8) sono in isolamento domiciliare.

La Lega Sicilia Salvini Premier reputa vergognosa e assurda l’avvenuta scarcerazione di un mafioso, già condannato all’ergastolo per essere stato fra i carcerieri di Giuseppe Di Matteo, il bambino assassinato e sciolto nell’acido da “Cosa nostra”.

“Il ministro Bonafede è palesemente inadeguato al proprio ruolo – sottolinea il segretario regionale della Lega, Stefano Candiani – perché siamo davanti all’ultimo atto di una gestione approssimativa di un dicastero delicato e strategico come la giustizia. Queste scarcerazioni, che si susseguono ormai a ritmo incessante, avallano, infatti, il messaggio che lo Stato, le istituzioni non hanno memoria. Noi invece non dimentichiamo e pretendiamo che i mafiosi tornino e restino in galera”.

“Il fatto, poi, che Bonafede stia studiando una norma che consenta ai magistrati di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni già disposte – prosegue Candiani – vuol dire mettere una pezza a una situazione che è chiaramente sfuggita di mano, segno evidente di incompetenza. Se a questo si aggiungono le continue gaffes del ministro sui temi della giustizia e l’ultima gravissima vicenda del mancato affidamento del Dap al magistrato Nino Di Matteo, dopo che i boss si sarebbero lamentati di questa ventilata possibilità, si comprende che l’unica strada percorribile è quella delle dimissioni immediate di Bonafede da ministro”.

“Le tensioni sociali già in atto a causa degli effetti disastrosi del Covid 19 sull’economia espongono ancor più i sindaci, in prima linea sui territori nel fronteggiare le emergenze. Intanto si attende ancora la Regione Siciliana per l’avvio del pagamento della cassa integrazione in deroga come previsto dal decreto Cura-Italia a tutela dei lavoratori siciliani. Nell’emergenza  i Comuni stanno correndo sin dal primo momento per far fronte alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione. La Regione ha finora evaso solo il 4 per cento delle pratiche. Le risposte dei Governi nazionale e regionale sul fronte della crisi sono state finora insufficienti e le tensioni sociali si scaricano tutte sui sindaci che hanno un rapporto quotidiano e diretto con i cittadini. Sono migliaia le situazioni di difficoltà estrema da fronteggiare. Occorrono risposte concrere subito per i lavoratori, per le imprese, per le famiglie e per gli stessi Comuni che, in assenza di risorse e ridotte all’osso le entrate previste in bilancio,  devono poter garantire servizi essenziali e di solidarietà sociale ben oltre ogni previsione finanziaria. Attendiamo che agli stessi sindaci ai quali viene richiesto questo enorme sacrificio vengano concessi poteri straordinari e temporanei per consentire di agire  con una maggiore efficacia e rapidità d’azione nel rispetto delle leggi ordinarie e dei principi democratici”.

Questa è la lettera che il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha inviato, tra gli altri, al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

“Nei giorni passati i Sindaci della Provincia di Agrigento hanno lanciato l’allarme dei continui sbarchi nella costa agrigentina, chiedendo al Governo di intervenire senza indugi al fine di individuare e attuare ogni misura utile a garantire contemporaneamente la salute dei migranti, dei cittadini della Provincia di Agrigento e di tutti i Siciliani.
La paventata “bomba ad orologeria” non è più destinata ad esplodere, ma è ormai in piena deflagrazione.
Gli sbarchi stanno costringendo a soluzioni di primissima accoglienza in luoghi inadatti, in pieno centro abitato e non certamente in grado di consentire il rispetto delle regole come, invece, richiesto ai cittadini.
Questo è quello che sta per accadere a Grotte, piccolo centro abitato collinare della Provincia di Agrigento, destinato ad accogliere 60 migranti in un edificio sito nel cuore del centro abitato, privo di adeguati spazi esterni, non idoneo all’accoglienza di “persone” da sottoporre ad isolamento obbligatorio.
Grotte si è sempre distinta per l’accoglienza; minori non accompagnati, ragazze madri, donne maltrattate. Tutti hanno sempre trovato una casa nella nostra cittadina.
Il Cimitero ha anche accolto i morti del mare.
Pur manifestando la piena e totale disponibilità, ancora una volta, ad accogliere gli sfortunati fratelli africani, ritengo inaccettabile che lo Stato continui ed essere incapace a trovare soluzioni non emergenziali ma strutturali e soprattutto capaci di rispettare contestualmente i diritti dei migranti e quelli dei cittadini italiani.
In piena emergenza Covid-19, il nostro piccolo Comune non può farsi carico di un numero così elevato di soggetti in regime di quarantena, con una cittadinanza già allo stremo sia psicologicamente che economicamente, preoccupata per quello che sta accadendo.
Faccio appello a tutti Voi, affinché possiate agire con celerità, diritto e giustizia.
Queste mie brevi righe hanno un’unica finalità: tutelare la salute dei miei concittadini ed assicurare ai migranti un’accoglienza degna di questo nome, che non sia quindi il frutto di una instabile improvvisazione.
Grati per l’attenzione che vorrete dedicare alla presente”.

Alfonso Provvidenza, sindaco di Grotte

A Caltanissetta, innanzi alla Prefettura, decine di commercianti nisseni hanno protestato al fine di sensibilizzare le Istituzioni sulla crisi e le difficoltà legate alle riaperture. Una bara è stata trasportata fino all’ingresso del palazzo della Prefettura, in viale Regina Margherita. I commercianti incatenati, proprietari di bar, ristoranti, piccole imprese e partite iva, hanno chiesto di poter riaprire subito le proprie attività. In particolare barbieri, parrucchieri e centri estetici denunciano di subire la concorrenza da parte di chi lavora in nero casa per casa. “Il covid non ci ha uccisi, ci sta uccidendo lo Stato” hanno gridato al megafono scandendo la parola “Lavoro!”.

Continua l’impegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento  per il miglioramento delle condizioni della rete viaria provinciale. Su proposta della Commissione di Gara dell’UREGA, infatti, l’Ufficio Gare ha aggiudicato un importante appalto per i “Lavori di manutenzione straordinaria della rete viaria secondaria – comparto Menfi-Montevago-Santa Margherita Belice-Ribera-Cianciana – Zona Ovest 3” dell’importo a base d’asta di 2.056.217,60 euro. L’appalto è stato aggiudicato all’ATI  FALCO  COSTRUZIONI SRL con sede a Vallelunga Pratameno (CL) – MEDIASTRADE DI SANGIORGI GIUSEPPE con sede ad Asti, che ha offerto il ribasso del 20,990 % sull’importo soggetto a ribasso di 2.002.863,26 euro, per un importo netto di 1.582.462,26 euro, al quale vanno aggiunti 53.354,34 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso (importo contrattuale complessivo di 1.635.816,6 più Iva). Seconda in graduatoria la ATI ARCAS COSTRUZIONI di PERITORE ROBERTA – DE LUCA ETTORE con sede in Licata (AG).

La gara, alla quale sono state ammesse 85 imprese, è stata gestita dall’UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare Appalto, Servizio Territoriale di Agrigento, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 12/2011) con procedura di gara telematica sulla piattaforma “SITAS e-procurement”.  Le strade che saranno interessate dai lavori sono le Strade Provinciali n. 44 (Sambuca-S.Margherita Belice-Salaparuta), n. 45 (da n.9 di Veneria alla 44-B S. Margherita B.-Salaparuta), n. 61 (Montallegro-Ribera), n. 83 (dalla SP 44-A alla SS 624 Sciacca-Palermo) e la SPC n. 1 Passo Gurra-Porto Palo, sulle quali, dopo vari sopralluoghi, i tecnici del Settore Infrastrutture Stradali hanno verificato la presenza di danni diffusi alle sedi stradali, carenza di opere di protezione e di segnaletica orizzontale e verticale, con potenziali situazioni di pericolo per il transito veicolare.

La durata prevista dal contratto d’appalto sarà di 365 giorni continui a partire dalla data del verbale di consegna dei lavori, progettati dallo staff tecnico del Settore Infrastrutture Stradale e finanziati con i fondi del Patto per il Sud (D.D.G n. 3563/2018 del Dipartimento Regionale Infrastrutture e Mobilità Trasporti).

Sono sbarcati stamattina, indisturbati ed in piena autonomia. Il posto ideale, nemmeno a dirlo, Torre Salsa, facile approdo per gli sbarchi fantasmi. Subito dopo avere abbandonato il barcone i migranti si sono dileguati.

Tra Siculiana e Montallegro sono intervenuti le Volanti della Questura di Agrigento, i Carabinieri di dei due paesi limitrofi e una pattuglia della Guardia di Finanza che in queste ore sono nella ricerca del nuovo “plotone” sbarcato nel nostro territorio.

 

Nuova richiesta di scarcerazione da parte del difensore per il saccense Antonello Nicosia, accusato di associazione mafiosa per essere entrato in alcuni istituti di pena allo scopo di veicolare messaggi ai boss detenuti, sfruttando il suo incarico di assistente parlamentare.

Nicosia, secondo quanto sottolinea il legale con un’articolata istanza composta di oltre sessanta pagine portata all’attenzione del Gip con cui chiede di disporre gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, soffre di asma e rischia di aggravare le sue condizioni di salute in cella. La richiesta si fonda anche sulla carenza del quadro indiziario a suo carico.

Per il legale, dunque, le esigenze cautelari non possono che essere contemplate con le esigenze sanitarie ed i correlati diritti inviolabili individuali, soprattutto nell’attuale fase emergenziale in cui una delle regole fondamentali suggerite per evitare il rischio del contagio da covid 19.