Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 69)

In provincia di Siracusa, a Canicattini Bagni, i Carabinieri hanno denunciato il proprietario di un bar, di 49 anni, indagato di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Nel corso di un controllo nel furgone frigo del commerciante, usato per la vendita di gelati e granite, i militari hanno rinvenuto un quantitativo di hashish che è stato sequestrato. Lui avrebbe sfruttato il suo furgone per piazzare la droga, convinto che nessuno avrebbe sospettato nulla. I Carabinieri invece hanno pedinato un tossicodipendente, e hanno così scoperto la seconda finalità del furgone. Nel bar sono stati rinvenuti circa 2 grammi di cocaina nascosti in un sacco di farina. Sono state contestate delle violazioni amministrative per le scarse condizioni igieniche del locale e sono state elevate multe per circa 4000 euro.

A Canicattì, nei pressi della stazione ferroviaria, in via Vittorio Emanuele, un uomo aggredisce il dipendente di un distributore di carburanti al suo rifiuto di riempirgli una bottiglia di plastica di 2 litri, impugna l’erogatore della benzina e minaccia di incendiarsi e di incendiare poliziotti e carabinieri giunti sul posto, peraltro versando carburante addosso a loro e sul cofano dell’automobile dei carabinieri, poi inveisce contro una donna perché ritiene che fosse intenta a registrare quanto in corso con un telefonino, e le strappa il cellulare dalle mani, e poi danneggia un’ambulanza del 118 anch’essa giunta sul posto per prestare soccorso. Lui, di 32 anni, di Canicattì, già conosciuto dalle forze dell’ordine per pregresse gravi minacce, è stato arrestato e trasferito in carcere. All’autorità giudiziaria risponderà di violenza e resistenza a Pubblico ufficiale, danneggiamento, minacce aggravate, rapina e tentato incendio.

11 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 17 ottobre a fronte di 82 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino dell’Asp. Non ci sono nuove vittime né ricoveri mentre i guariti sono 6.

2 i ricoverati nelle strutture ospedaliere e si trovano tutti al Fratelli Parlapiano di Ribera. Tre, invece, i pazienti in terapia intensiva.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 10 (un migrante), Alessandria della Rocca 0; Aragona 1; Bivona 2; Burgio 2; Calamonaci 0; Caltabellotta 5; Camastra 0; Cammarata 0; Campobello di Licata 1; Canicattì 25; Casteltermini 1 (un migrante); Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 5; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 11; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 21; Lucca Sicula 0; Menfi 1; Montallegro 0; Montevago 0; Naro 11; Palma di Montechiaro 42; Porto Empedocle 17; Racalmuto 2; Raffadali 12; Ravanusa 1; Realmonte 1; Ribera 10; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 0; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 1; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 36; Siculiana 7 (7 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 11; Navi accoglienza 29.

“Carenze di organico gravi in tutti i reparti e pronti soccorso disorientati e a rischio di stallo: questa è la realtà che si vive negli ospedali di Sciacca, Ribera, Licata, Agrigento e Canicattì. Oggi è impossibile anche svolgere le attività ordinarie, creando rischi per l’utenza e per i lavoratori, nel silenzio pressoché totale dei direttori sanitari di presidio”.

A denunciarlo, ancora una volta, è la Cisl FP di Agrigento, che nei mesi ha più e più volte ribadito l’urgenza di interventi di riorganizzazione delle risorse umane e dei servizi. 

“Dalle diverse assemblee con i dipendenti – spiega il segretario aziendale Alessandro Farruggia – ci viene riferito che ormai da tempo un numero importante di dirigenti medici, per mezzo di disposizioni di servizio, devono garantire la presenza presso altri presidi poiché sotto organico a causa di mobilità improprie che generano maggiori spese per l’azienda, che è costretta a riconoscere le indennità chilometriche e le prestazioni aggiuntive. Questo accade soprattutto nelle unità operative di Ginecologia, Ortopedia, Pediatria, Cardiologia e altre branche specialistiche dell’ospedale di Licata e Canicattì. Questo comporta il fatto che molti professionisti scappano o si dimettono”.

Le attuali dotazioni organiche, ribadisce Farruggia,”risultano essere inadeguate e inadempienti, prive di appropriate analisi  rispetto ai livelli assistenziali e i servizi da espletare. A ciò si aggiunge il fatto che non è mai stata fatta una verifica delle condizioni fisiche di molti operatori che operano nei reparti, spesso con limitazioni quindi impossibilitati a garantire quanto richiesto che a sua volta è causa di carichi di lavoro estenuanti per il personale restante. Una situazione di emergenza – continua Farruggia – nella quale avviene che, il personale sanitario assunto con specifiche qualifiche, è effettivamente assegnato in altre realtà”. 

Oggi accade quindi che nell’atto aziendale vi sono dei veri e propri reparti “fantasma”, che esistono solo sulla carta, in quanto non esiste un personale dedicato o è gestito da pochissimi lavoratori. 

“Quello che ci sembra davvero scandaloso – continua Farruggia – è che i dipendenti sembrano non avere diritti e devono sempre aspettare: il premio produttività, buoni pasto, ristori compensi, remunerazioni accessorie e per finire  ritardi nell’erogazione degli stipendi del personale del 118. I lavoratori, tuttavia, devono continuare ad operare a colpi di disposizioni di servizio, con carichi di lavoro insostenibili e assurdi: stessa realtà riguarda il personale amministrativo e tecnico. I direttori di presidio e molti responsabili di strutture complesse e semplici demandano, delegano, ma non controllano, non vigilano e non prendono coscienza delle realtà che gestiscono che sono al collasso sotto tutti i punti di vista”. 

Non tutte le responsabilità, precisa il sindacato, sono imputabili al commissario straordinario oggi in carica, in quanto si tratta di condizioni maturate nel tempo. Anzi, è emerso con chiarezza che vi è oggi scarsa collaborazione tra i vertici dell’Azienda e i vari responsabili. 

“Non si capirebbe quindi – continua Farruggia – come molte disposizioni strategiche, vengano disattese da chi dovrebbe invece darne seguito. Allora ci chiediamo: come è possibile? Cosa da tanta sicurezza e garanzia di impunità a chi non rispetta le disposizioni?”. 

Le scelte fin qui fatte, conclude Farruggia, hanno provocato un “declino assistenziale, un calo dei servizi e la morte di molte importanti realtà sanitarie su tutto il territorio (ad esempio la chirurgia vascolare dell’ospedale di Agrigento). Oggi quindi qui rappresentiamo l’utenza ma anche i molti professionisti che vorrebbero dare un contributo di miglioramento al nostro territorio, ma sono penalizzati dalla totale assenza di meritocrazia, quindi fuggono da un territorio martoriato e ormai compromesso oppure si congelano e diventano complici di un sistema ormai consolidato”.

Il sindacato quindi chiede “alle istituzioni regionali e nazionali e agli organismi di vigilanza di intervenire con concretezza attraverso finanziamenti importanti da investire sull’organico, iniziando dalla stabilizzazione del personale assunto per Covid-19, e di intraprendere decisioni drastiche e di totale cambiamento a partire da chi fino ad oggi ha gestito i diversi presidi ospedalieri, sovvertendo l’attuale andazzo che ha provocato un vero e proprio declino del diritto alla salute. Diversamente – conclude – non si potrà che giungere ad una grande protesta di tutto il personale”.

A Favara, in via Irlanda, durante la notte è stato dato fuoco ad un camion di un 52enne che fa l’autotrasportatore del luogo.

Poco dopo la mezzanotte è scattato l’allarme e sul posto si sono presentati immediatamente i Vigili del Fuoco di Agrigento e i Carabinieri della locale Tenenza che adesso stanno indagando per scoprire le origini che hanno causato l’incendio.

Al momento nessuna traccia che possa ricondurre ad un incendio di matrice dolosa, ma anche questa pista, insieme alle altre, non viene scartata. E’ stato aperto un fascicolo.

 

Haitem Jabeur Fathallah aveva 32 anni. Era impegnato in una partita del campionato di Serie C Gold fra la sua squadra e la Dierre Reggio, quando si è accasciato. Portato in ospedale con un’ambulanza, è morto dopo il ricovero

Fathallah vantava oltre 250 presenze nei campionati senior di basket. Nato ad Agrigento, dopo avere giocato con Porto Empedocle, Racalmuto e Licata, era arrivato a Messina nella stagione 2016/2017, militando prima nella Basket School e successivamente nella Fortitudo Messina.

E’ stato ritrovato tra le campagne di Nicolosi il corpo senza vita di Lucrezia Di Prima, la donna di 37 anni della quale non vi è stata più traccia da venerdì scorso, a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania. A indicare dove si trovasse il corpo ai Carabinieri è stato il fratello, Giovanni, di 22 anni, che si è auto-accusato del delitto. L’uomo non ha fornito dettagli. Si presume che abbia agito al culmine di un raptus durante una lite. Sul corpo di Lucrezia sono state riscontrate ferite di arma da taglio. Infatti, lui ha consegnato anche il coltello usato. Lei è morta perché ferita alla gola. Sul posto hanno lavorato Carabinieri, 118 e medico legale. Avviata un’inchiesta.

Tragica notte ad Adrano, in provincia di Catania, dove un uomo di 51 anni, Luigi Vivona, è morto vittima di un incendio nella propria abitazione in via Cariola. La moglie, una donna di 49 anni, , è stata condotta all’ospedale Cannizzaro di Catania. L’incendio è avvenuto poco dopo la mezzanotte e mezza tra sabato e domenica. I primi a prestare soccorso sono stati i poliziotti del locale Commissariato e subito dopo i Vigili del fuoco. Le operazioni sono state difficoltose a causa delle strade strette nella zona. La donna è stata tratta in salvo dai pompieri attraverso una .

A Siracusa un ciclista sarebbe stato travolto e ucciso da un’automobile, in contrada Santa Teresa Longarini. La vittima è , 60 anni, ex consigliere provinciale di Siracusa. Lui, fuori casa in bicicletta per una passeggiata, è molto conosciuto in città. Ha lavorato in cooperative, una delle quali si è recentemente occupata della gestione di un centro per migranti. I mezzi coinvolti sono stati sequestrati e la Procura ha avviato un’inchiesta per omicidio stradale. Si ipotizza che l’automobile viaggiasse a velocità sostenuta.

Grave incidente stradale a Taormina durante la notte tra sabato e domenica, intorno alle ore 3. Un’automobile con a bordo quattro persone, di rientro a casa dopo una serata trascorsa a Taormina, si è ribaltata nei pressi del parcheggio Lumbi. L’impatto ha provocato la morte di Roberto Spadaro, 32 anni, deceduto non appena giunto in ospedale. Poche ore dopo è morto anche Antonio Russo, 35 anni, alla guida dell’auto, ferito gravemente e trasferito in elisoccorso al policlinico di Catania. Spadaro, messinese come gli altri tre, ha viaggiato seduto a fianco di Russo. Non sono preoccupanti le condizioni degli altri due passeggeri. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un incidente autonomo. Poco dopo l’uscita dalla galleria Monte Tauro, l’auto, una Fiat Panda, si è schiantata contro un palo per poi ribaltarsi.