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RISERVE NATURALI SICILIANE GESTITE DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: RISULTATI STRAORDINARI DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DIFESA DEL TERRITORIO. MA LA REGIONE DISERTA L’APPUNTAMENTO. GRAVISSIMO E IRRESPONSABILE. AMAREGGIATI DAL DISINTERESSE E PREOCCUPATI PER LA NATURA DELL’ISOLA.

 

Malgrado fosse stato invitato e avesse dato conferma della sua presenza, l’Assessore regionale all’Ambiente, Salvatore Cordaro, non si è presentato al convegno ‘Riserve naturali, una risorsa per il futuro della Sicilia’, che si è svolto stamattina nell’ambito della bella e partecipata manifestazione ‘Preziose per Natura. Le Riserve Naturali in Sicilia’, in corso fino a domani all’Orto Botanico di Palermo.

L’Assessore Cordaro ha perso un’occasione non solo di confronto, ma soprattutto di ascolto e di conoscenza del lavoro che le associazioni ambientaliste hanno fatto in 20 anni per la difesa e la tutela della biodiversità, spesso unica, della nostra Regione.

Non vorremmo che l’attuale governo regionale segua lo stesso atteggiamento di quello precedente, sottraendosi al confronto per definire nuove norme di riassetto nella gestione del patrimonio naturalistico siciliano. Sarebbe un atteggiamento inspiegabile e inaccettabile.

Siamo fortemente preoccupati che la sordità della Regione possa aprire le porte ad una gravissima incertezza, per non dire all’incompetenza e ad interessi speculativi che sono presenti sempre dietro l’angolo, tutti fattori che rischiano di paralizzare ogni tentativo di riforma, condannando parchi e riserve naturali all’oblio e all’abbandono, compromettendo inoltre la stagione turistica.

Noi non lo permetteremo. Ci faremo sentire, con forza.

Perché la storia delle battaglie per la protezione della natura in Sicilia è una pezzo del nostro passato di cui siamo particolarmente orgogliosi, che ha visto la mobilitazione ampia, diversa e variegata di migliaia e migliaia di cittadini, che adesso si attrezzeranno per ritornare in campo”.

LEGAMBIENTE SICILIA

LIPU

WWF

RANGERS D’ITALIA

ITALIA NOSTRA

CAI SICILIA

GRE

 

 Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galetti, ha firmato il decreto che istituisce l’AMP di Capo Milazzo e la Sicilia è diventata così la regione con più aree marine protette d’Italia, ben sette, seguita dalla Campania e dalla Sardegna dove ne sono state designate sei.
L’AMP sarà gestita dal Consorzio costituito dal Comune e dall’Università di Messina e da Marevivo.
«Per la prima volta – spiega Fabio Galluzzo, Vice Presidente di Marevivo Italia e Responsabile della Delegazione Marevivo Sicilia – la nostra associazione entra nella gestione di una AMP per la tutela del territorio e del mare. Marevivo Sicilia da anni si occupa della protezione dell’habitat marino e costiero ed è già attiva con progetti di educazione ambientale, itinerari in natura e campus all’Oasi Marevivo ad Eraclea Minoa che ha rischiato quest’anno di essere investita dal fenomeno erosivo che ha interessato questa parte della costa. Adesso avremo la possibilità di svolgere le nostre attività anche in questa Area marina protetta dal grande valore naturalistico. Per noi è un ottimo risultato e lavoreremo in sinergia con il comune e l’università di Messina coinvolgendo biologi, naturalisti, geologi ed esperti di conservazione ambientale per sensibilizzare sulla tutela dell’ecosistema marino. Un ringraziamento all’amministrazione regionale e al suo ex Assessore al territorio ed ambiente, Maurizio Croce, che ha fortemente voluto e sostenuto l’istituzione di questa settima Area Marina protetta in Sicilia».
«Lavoreremo – continua Galluzzo – con l’impegno e la libertà di pensiero che contraddistingue la nostra associazione, pioniera nella difesa del mare. Una regione come la Sicilia ha necessità di affermare la tutela del bene pubblico, perché salvaguardare significa anche bloccare l’usurpazione, promuovere il territorio e il suo sviluppo e porre rimedio ai danni provocati da anni d’incuria, per una sempre più ampia affermazione dei principi di legalità e giustizia».
In foto allegata da sinistra Sindaco di Milazzo, Giovanni Formica, Carmen Di Penta, Direttore Generale Marevivo e Prof. Salvatore Giacobbe, Università di Messina.

L’iniziativa ha preso il via tre anni addietro ad Agrigento quando il primario di Cardiologia del San Giovanni di Dio di Agrigento, dott. Giuseppe Caramanno, aprì i gazebo alla popolazione per visite specifiche gratuite.

Il dott. Ciotta condivise a pieno questa iniziativa tanto da portarla prima a Licata, due anni fa e quest’anno a Sciacca.

Tieni a mente il cuore e tieni a cuore il cervello, di che si tratta?

“Per la prima volta la cardiologia di Sciacca, sia ospedaliera  che territoriale, scende in piazza in una “due giornate” di screening cardiovascolare gratuito rivolto alla popolazione preferibilmente over 50.”

Lo screening in cosa consisterà?

“I nostri medici in equipe con la squadra degli infermieri saranno a disposizione della gente per eseguire elettrocardiogramma, visita cardiologica, misurazione della pressione , test della glicemia, colesterolo e trigliceridi.”

Il fine ?

Si tratta di prevenzione cardiovascolare e cioè dopo aver eseguito i test che dicevo assegneremo ai pazienti una “carta del rischio” propedeutica per eventuali azione sui fattori di rischio cardiovascolare ed eventualmente indicazione ad esami di secondo livello che saranno svolti in ospedale.”

Quindi la cardiologia scende in piazza ma anche apre le porte all’utenza esterna?

“Certo, è una azione bidirezionale , cioè la cardiologia  ospedaliera e territoriale si mette a completa disposizione della gente , si eseguiranno gli esami di screening , si assegneranno i profili di rischio e di conseguenza , nei casi in cui si riconosceranno le giuste indicazioni si apriranno le porte della cardiologia anche agli esami di secondo livello che si svolgono solo all’interno dell’ospedale”.

Da quando dirige la cardiologia sono state ampliate le offerte ambulatoriali al pubblico

“Grazie alla disponibilità ed all’ottima professionalità dei dirigenti medici della UO di Cardiologia sono stati attivati diversi ambulatori disponibili all’utenza esterna con regolare ricetta medica e prenotazione presso ufficio CUP”. 

In particolare quali ambulatori sono già attivi o saranno attivati?

“Gli ambulatori già attivi saranno incrementati, mi riferisco ai test ergometrici per i quali esiste una grossa richiesta da parte della popolazione e che si inserisce anche questo progetto nel programma di screening delle malattie cardiovascolari.

Saranno inoltre a brevissimo attivati ambulatori per il rinnovo dei cosiddetti piani terapeutici del farmaci, un ambulatorio dedicato di ecocardiografia e se sarà possibile anche di ecodoppler dei tronchi sopraortici, saranno inoltre presto disponibili altri registratori Holter che garantiranno anche l’offerta al pubblico”.

Gli organi istituzionali stanno  collaborando ai progetti che lei porta avanti?

“Io sono uno tenace , la direzione dell’ azienda sanitaria provinciale viene da me tartassata ogni giorno di richieste sia di personale che di strumentazione.  e devo dire che ho avuto delle risposte soddisfacenti, da quando dirigo io , a fronte di un pensionamento per limiti di età, sono arrivati altri 3 nuovi giovani e preparati medici che sicuramente possono offrire all’utenza una ottima qualità dei servizi ed una professionalità aggiornata e di sicura garanzia”.

La strumentazione?

“Sono in itinere diversi progetti in via di definizione, sono stati richiesti registratori holter, aggiornamento del sistema test ergometrico, arriveranno 2 nuovi ecografi di cui uno portatile per la terapia intensiva, aggiornamento tecnologico dei poligrafi per l’emodinamica”.

A proposito dell’emodinamica che mi dice?

“La nostra emodinamica offre un servizio H 24 di elevatissima qualità per la gestione della rete IMA attiva in questo territorio e che copre parte della provincia di Trapani, tutto ciò nonostante siano solo tre gli emodinamisti dedicati. L’ASP ha attivato un quarto posto ma ad ora il dirigente medico dedicato e formato in emodinamica non è stato ancora reperito”.

Lei rappresenta sicuramente, anche in virtù della sua età il volto giovane e di rilancio della cardiologia saccense ed agrigentina in toto, cosa commenta?

“Sono al servizio dei miei superiori e della gente, faccio quello che mi dicono di fare e cerco di farlo bene, ogni giorno, tutti i giorni”.

 

Dopo Casteltermini, Favara e Porto Empedocle, anche il Comune di Aragona ha dichiarato il dissesto finanziario. A conclusione di un serrato e polemico confronto, che si è protratto 5 mesi, il Consiglio comunale ha deliberato il fallimento finanziario. Il Comune ha debiti per circa 13 milioni di euro: sono state contate 183 imprese le cui fatture sono state ricevute dal Comune e non sono state pagate. E delle 183, sono 70 le imprese aventi sede nel territorio comunale di Aragona. Il sindaco di Aragona, Pendolino, spiega: “Non siamo riusciti a rimettere le cose a posto, ci siamo resi conto che era una strada inevitabile. Non si riusciva a raggiungere il pareggio di bilancio per 2 milioni di euro. In queste condizioni non era possibile garantire i servizi minimi. I cittadini devono stare tranquilli. Col dissesto non succede nulla, si chiude un capitolo e se ne apre un altro e non aumenteranno neppure le aliquote delle tasse che sono già al massimo”.

Ad Agrigento in Prefettura si è svolta una conferenza di servizi ad opera dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’Agenzia, in particolare, ha raccolto le manifestazioni di interesse da parte dei Comuni agrigentini per l’utilizzo dei beni immobili confiscati definitivamente. Si tratta di 253 immobili distribuiti su tutto il territorio provinciale. Nel corso della riunione, è stata evidenziata l’importante finalità sottesa all’assegnazione dei beni immobili che, con il processo di confisca alla mafia, fuoriescono dal circuito dell’illegalità per essere immessi in quello della legalità a disposizione della collettività.

Come si ricorderà la Soprintendenza dei Beni culturali ed ambientali di Agrigento aveva emesso delle ordinanze di remissione in pristino dei luoghi in relazione ad alcuni stabilimenti balneari siti in località Bovo Marina del Comune di Montallegro, ritenendo che le strutture fossero sprovviste dell’autorizzazione paesaggistica; ma i titolari, assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, avevano proposto dei ricorsi giurisdizionali davanti al Tar Sicilia, che aveva accolto le richiesta cautelari di sospensione dell’esecutività dei provvedimenti impugnati. Ultimamente il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore la Dr.ssa Aurora Lento, ha esaminato nel merito le controversie, ritenendo fondati entrambi i motivi di ricorso formulati dagli avvocati Rubino ed Airò nell’interesse dei ricorrenti. In particolare il Tar ha ritenuto che la durata dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza doveva essere allineata a quella della concessione demaniale; conseguentemente, una volta ottenuta la proroga dell’efficacia della seconda, doveva ritenersi prorogata anche la prima. Sul punto è intervenuta la circolare assessoriale del 29 aprile 2016, nella quale si è sottolineato che il legislatore regionale ha voluto favorire lo sviluppo della attività turistiche mediante una politica del territorio finalizzata alla semplificazione delle procedure amministrative; ed inoltre che con appositi decreti assessoriali è stato previsto il rinnovo d’ufficio delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2020. Ed allora, in applicazione delle circolari assessoriali e dei decreti assessoriali l’efficacia delle autorizzazioni ambientali doveva ritenersi prorogata al 31 dicembre 2020, e giammai i titolari avrebbero potuto esserne sprovvisti. Ma in ogni caso i titolari avevano diligentemente, per eccesso di zelo, chiesto il rinnovo dell’autorizzazione alla Soprintendenza, che era rimasta silente; da qua la formazione del silenzio-assenso, decorso il termine di centoventi giorni dalla presentazione dell’istanza, per come riconosciuto dal Tar in accoglimento del secondo motivo di ricorso formulato dagli avvocati Rubino e Airò. Per effetto dell’accoglimento del ricorso sono state annullate le ingiunzioni di rimessione in pristino dei luoghi emesse dalla Soprintendenza; pertanto gli stabilimenti balneari di Bovo Marina potranno regolarmente funzionare nel corso della prossima stagione balneare.

Sono parcheggiatori abusivi, tra loro una donna

Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo di Siracusa per aver appiccato un incendio all’auto del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, nel novembre scorso. Secondo i militari dell’Arma ad agire sono stati alcuni parcheggiatori abusivi che volevano in questo modo intimidire il primo cittadino dopo il piano repressivo, messo in atto con i carabinieri del comando provinciale, contro il fenomeno del posteggio abusivo.
    I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre uomini e una donna, accusati di estorsione e danneggiamento aggravati in concorso.
    L’intimidazione avvenne in tardo pomeriggio: Garozzo, che si trovava a Roma per motivi istituzionali, aveva lasciato l’auto davanti alla sua abitazione. A dare l’allarme era stata la moglie del sindaco.

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Nessuna diffamazione contro Di Matteo, solo critica aspra e pungente, con toni iperbolici (art 52 cod penale e art. 21 Cost)”. Lo dice l’avvocato Giampaolo Cicconi, difensore di Vittorio Sgarbi, commentando la sentenza di ieri del giudice monocratico di Monza che ha condannato Sgarbi a sei mesi di reclusione per avere diffamato nel 2014, sul Il Giornale, il magistrato palermitano. Per omesso controllo è stato condannato a tre mesi il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. “Ricordo – aggiunge il legale – che la Corte europea ha più volte detto che i giornalisti sono i cani da guardia della democrazia. Errata la pena: il tribunale di Monza, applicando la pena illegale della reclusione ha finito per danneggiare più Di Matteo che Sgarbi e Sallusti”.