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A Licata solo in una notte sono state danneggiate due  farmacie in corso Vittorio Emanuele, una  gioielleria in corso Umberto, e un  bar in piazza Duomo.

 Le altre fiamme hanno interessato un suv di una donna parcheggiato in via Palma. Secondo le prime ipotesi dei Vigli del Fuoco che sono stati impegnati a spegnere le fiamme, si tratta di incendio doloso. Anche per questo caso indagano i carabinieri.


 

Incidenti stradali, distrutta famiglia siciliana: morti madre, padre e bimbo di 2 anni

 

Incidente gravissimo questa mattina sulla tangenziale di Foggia: sono morti una giovane coppia ed un bambino, quasi certamente il figlio, che viaggiava con loro.

Due le auto coinvolte, ferita una quarta persona che era a bordo dell’altro veicolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

L’incidente è avvenuto vicino a un distributore di benzina della Q8.

L’incidente sulla Tangenziale di Foggia

Aveva due anni il bambino che è rimasto vittima con i genitori dello scontro frontale tra due automobili alle porte di Foggia. Le tre vittime sono Sebastiano Coletta di 30 anni di Avola (Sr), che era alla guida della Ford Focus, sua moglie Francesca Conti, di 36,  originaria di Ascoli Piceno e il figlioletto Salvatore di due anni, tutti residenti ad Avola.

Padre e madre sono morti prima dell’arrivo dei soccorsi, mentre il piccolo è morto mentre veniva trasportato in ospedale.

L’autista dell’altra vettura, una Golf, ha riportato gravi ferite ed è stato ricoverato in rianimazione.

Sono già dodici, al momento, i ricorsi presentati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo avverso i provvedimenti del Tribunale del Riesame (diverse sezioni) che hanno annullato i provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Palermo Filippo Serio nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” che avrebbe scardinato le cosche della provincia agrigentina, soprattutto quelle della zona montana che comprende tra gli altri i comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini.  Epicentro mafioso provinciale sarebbe stato individuato nel comune di Favara.

Blitz antimafia “Montagna”, raffica di scarcerazioni e raffica di ricorsi dei pubblici ministeri. Il caso del medico Pietro Reina
 

Sono già dodici, al momento, i ricorsi presentati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo avverso i provvedimenti del Tribunale del Riesame (diverse sezioni) che hanno annullato i provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Palermo Filippo Serio nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” che avrebbe scardinato le cosche della provincia agrigentina, soprattutto quelle della zona montana che comprende tra gli altri i comuni di Bivona, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini.  Epicentro mafioso provinciale sarebbe stato individuato nel comune di Favara.

 

I ricorsi già depositati, come detto, sono 12 e recano la firma dei sostituti procuratori della Dda che hanno delega ad occuparsi della mafia agrigentina ossia Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra.

 

Nel dettaglio i dodici provvedimenti impugnati riguardano Vincenzo Mangiapane, Raffaele La Rosa, Pietro Stefano Reina, Stefano Valenti, Giuseppe Blando, Giuseppe Scavetto, Raffaele Fragapane, Giovanni Gattuso, Francesco D’Ugo,  Vincenzo Pellitteri, Roberto Lampasona,  Salvatore La Greca.

Complessivamente sono 28 le misure cautelari revocate dal Tribunale della libertà molte delle quali bocciate perché il Gip avrebbe usato il copia e incolla, facendo propria la misura richiesta dai pubblici ministeri senza aver valutato criticamente e autonomamente i dati necessari per determinale le misure cautelari.

Già nel numero di Grandangolo – il giornale di Agrigento – attualmente in vendita vi abbiamo dato conto con dovizia di particolari dello scontro in atto tra Procura antimafia e Riesame.

Adesso, leggendo uno dei provvedimenti impugnati, quello riguardante il medico di Cammarata Pietro Reina, firmato da Gery Ferrara, che pubblichiamo integralmente, Ricorso Pm Reina, blitz Montagna montagna il lettore potrà avere esatta contezza del livello dello scontro.

Intanto, a breve verranno depositati gli altri sedici ricorsi avverso le decisioni del Tribunale del Riesame di Palermo

 

Indagano i Carabinieri di Licata sull’incendio di un portone d’ingresso dove abita un funzionario parlamentare dell’Ars, Antonio Pira, 41 anni. Il  fuoco si è sviluppato in via Giovanni Amendola, un arteria nei pressi di Corso Serrovira. Qui l’ingresso di uno stabile nel quale abitato tre famiglie, tra cui proprio quella di Pira, è andato a fuoco nella notte tra domenica e lunedì.

Sul luogo del rogo si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di corso Argentina. Nessuna pista è esclusa.

L’uomo ha sporto denuncia riferendo ai Militari dell’Arma che la scorsa estate ha subito un’altra intimidazione. In quella occasione gli pneumatici della sua auto furono tagliati mentre la stesse si trovava parcheggiata in un’area vicina al porto.

Pira è funzionario del gruppo parlamentare all’Ars dei Popolari ed Autonomisti di cui fa parte a sua volta il deputato licatese Carmelo Pullara.

Racconta, il popolare attore Gianfranco Jannuzzo, che “la parlata giurgintana è di umorismo quasi involontario”  per cui non poteva rivolgersi ad altri se non a lui, Alberto Todaro, l’autore del volume “Ce la so”  (sottotitolo “Viaggetto semiserio nella parlata agrigentina e altre storie giurgintane”) per scrivere una prefazione ad hoc.

Jannuzzo, da sempre legato alla sua città tanto da dedicargli anche uno spettacolo teatrale, si è intrattenuto con il sindaco Lillo Firetto presentando il lavoro letterario del professor Todaro, pubblicato dalle Edizioni Montelusa, con una raccomandazione:“Dovrebbero leggerlo tutti questo libro: agrigentini e non. Ai primi insegnerà ad essere orgogliosi di esserci nati e a chi non lo è , a desiderarlo… in un’altra vita”.

 

E a proposito di orgoglio ritrovato, Gianfranco Jannuzzo ha voluto ringraziare per il ritorno del toponimo “Girgenti” voluto dal sindaco Firetto per il centro storico; “un sogno – ha confesso Jannuzzo al sindaco – che mio padre rincorreva da una vita!”.

 

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il giudizio immediato – come richiesto dalla Procura della Repubblica di Agrigento – nei confronti di Francis Jisquo, 36 anni, originario del Ghana, arrestato alla fine del 2017 in possesso di 66 grammi di eroina. In particolare i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento trovarono, in seguito ad accertamenti, quattro ovuli nel corpo del 36enne.

Quest’ultimo peraltro era già finito in manette – nell’aprile 2015 – nell’ambito di un controllo straordinario del territorio a Palermo: sottoposto a perquisizione personale all’interno della tasca sinistra del jeans, è stata rinvenuta la somma di 525 euro, mentre all’interno della tasca destra del jeans, un pacchetto di sigarette marca “Winston” dove era occultato un involucro di plastica di colore bianco, contenente 31 involucri di plastica, chiusi a caldo, eroina del peso complessivo di 13 grammi circa – una bustina di plastica trasparente contenente  5 involucri di plastica, chiusi a caldo, eroina del peso complessivo di 1,6 grammi circa  e un palloncino di colore azzurro con l’effige di Pisolo contenente 2  involucri di plastica, chiusi a caldo, contenenti cocaina del peso complessivo di 0,6 grammi.

Adesso il presunto corriere della droga dovrà comparire – per la prima udienza – davanti al giudice monocratico della 1ª sezione penale Agata Anna Genna il prossimo 7 giugno. Jisquo è difeso dagli avvocati Salvatore Cusumano e Giovanni Di Benedetto. 

 

Domani e’ il ‘Portaborse day’. E non sara’ una festa. L’infornata all’Assemblea regionale siciliana di 300 collaboratori dei 70 deputati regionali e’ al vaglio della magistratura contabile. Alle 10.30 alla Corte dei Conti si presenteranno i capigruppo per motivare le loro scelte. Numeri e costi abnormi: si calcola almeno 4 milioni di euro l’anno. Ogni deputato ha un budget annuale di 58 mila euro da attivare su questo capitolo. Un appannaggio che viene utilizzato per intero e allegramente, a quanto pare, anche secondo la Sezione di controllo della Corte dei Conti dove domani saranno sentiti i presidenti dei gruppi. Tra le contestazioni, l’assenza spesso di un collegamento tra la cifra ragguardevole, le competenze e le qualifiche dei portaborse: tra gli ottanta ‘stabilizzati’ dei gruppi ve ne sono molti che arrivano a guadagnare fino a 60 mila euro, anche a fronte di un diploma di terza media. Incidono pesantemente pure i contratti esterni, sottoscritti in massa in queste settimane di inizio legislatura. Anche la presidenza dell’Ars non si e’ sottratta alla ‘regola’. E il presidente Gianfranco Micciche’ ha promesso che avrebbe presto messo mano alla spinosa pratica: “All’Ars – ha gia’ affermato – sono state fatte molte ‘assunzioni’ di collaboratori dei deputati con fattispecie contrattuali inaudite”, promettendo “una riforma radicale di tutto questo sistema che ha ben tre bacini di precari: gli stabilizzati, i cosiddetti portaborse e i collaboratori previsti dal decreto Monti che destina 58 mila euro ad ogni singolo parlamentare per circondarsi di ulteriori esperti. Cosi’ non puo’ andare. Questo sistema deve essere cambiato”.
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E’ la prima donna al mondo che all’eta’ di 68 anni sta ripercorrendo a piedi il viaggio che lo scrittore tedesco Wolfgang Goethe ha fatto in Italia nel 1786, alla scoperta di quella “Sicilia chiave di tutto” che lo aveva affascinato. Vienna Cammarota, guida ambientale escursionistica, arrivera’ il 28 aprile a Palermo, dopo essersi imbarcata da Napoli (il traghetto e’ l’unico mezzo che fa eccezione al percorso a piedi).

Partita il 28 agosto scorso da Karlovy Vary, la cittadina termale alle porte di Praga da dove il 3 settembre 1786 si era avviato Goethe, la guida ha superato le Alpi, attraversato le regioni italiane dove lo scrittore aveva fatto tappa, e’ stata accolta a Roma alla casa di Goethe.

 

“Il 28 aprile arrivero’ a Palermo, capitale italiana della cultura 2018 – spiega – poi proseguiro’ verso Monreale, Alcamo e a 50 anni dal terremoto che nella Valle del Belice fece 300 morti entrero’ a piedi nei paesini colpiti dal sisma”.

Poi sara’ la volta di di Agrigento e Selinunte, l’Etna e Messina “Dove mi imbarchero’ per fare ritorno a Napoli ai primi di giugno. Tutto a piedi per incontrare i siciliani e valorizzare la regione piu’ grande d’Italia”. Un lungo percorso culturale 230 anni dopo il viaggio di Goethe. Vienna Cammarota ha gia’ attraversato a piedi il Madagascar, la Patagonia, l’Amazzonia, Israele, il Tibet e la Palestina.

Lotta senza sosta contro quanti si ostinano ad abbandonare rifiuti lungo le strade o in alcune zone periferiche della città, mentre nuovi controlli congiunti sono stati predisposti su questo tema, in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine. Ben cinque persone sono state individuate e sanzionate nelle ultime ore dal Comando della Polizia Locale: tre sono state sorprese in Contrada Fondacazzo, uno in Discesa Addolorata e un quinto in via dei Fiumi, tutti fotografati o bloccati mentre erano intenti a sbarazzarsi di sacchi dell’immondizia abbandonandoli ai margini della strada. Altre quattro sanzioni sono invece state elevate da agenti della “Forestale” del Distaccamento di Agrigento che hanno individuato altrettanti incivili gettare l’immondizia in aree demaniali attorno alla città.Le operazioni di controllo ambientale proseguiranno su tutto il territorio per prevenire e reprimere quanti, anzichè differenziare come fanno la maggior parte dei cittadini, continuano a sporcare e deturpare la città. Ognuno dei nove sanzionati dovrà pagare una multa di 600 euro. 

Ad Agrigento domani, martedì 10 aprile, nei locali della Biblioteca comunale “Franco La Rocca”, alle ore 16:30, sarà presentato il numero 391 della rivista “Segno”, diretta da Nino Fasulo, con saggi e interventi su Pirandello di Salvatore Ferlita, Gaetano Gucciardo, Marcello Benfante, Zino Pecoraro e Gabriello Montemagno. Interverranno, oltre allo stesso Fasulo, Settimio Biondi, Gaetano Gucciardo e Tano Siracusa. L’incontro è organizzato dalla rivista “Segno” e dal Centro Culturale Pier Paolo Pasolini con il patrocinio del Comune di Agrigento e l’Assessorato regionale ai Beni Culturali.