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La  vicenda per cui dovranno affrontare il dibattimento processuale riguarda la morte di Giuseppina Scicolone, 53 anni, che cinque anni fa fu ricoverata, curata e poi dimessa e che a sei giorni da quando lasciò l’ospedale morì.

Ai medici del pronto soccorso è contestato di aver sottovalutato i sintomi della donna e di aver applicato alla stessa un codice verde, previsto nei casi di lievissima entità, con una malattia del sangue che sarebbe stata scambiata per problemi psichiatrici.

Sempre secondo l’accusa sarebbe bastata una terapia opportuna per poter salvare la donna.

Alla donna venne disposta solo una trasfusione e una visita psichiatria perchè si ritenne soffrisse di “alterazione psicologica da malattia immaginaria”.

Il rinvio a giudizio è stato disposto coattivamente dal gip del Tribunale di Agrigento nei confronti dei medici in servizio al pronto soccorso all’epoca dei fatti, e a carico del dirigente del reparto di Nefrologia e di un dirigente dello stesso reparto

 

E’ ripresa questa mattina l’udienza relativa al processo scaturito dall’operazione antimafia – eseguita dalla squadra mobile di Agrigento nell’estate 2016 – denominata “Vultur” e che vede sul banco degli imputati Rosario Meli, 69 anni di Camastra – considerato dagli inquirenti il capo della locale famiglia mafiosa –  il figlio Vincenzo Meli, 47 anni di Camastra, Calogero Piombo di 66 anni di Camastra, Calogero Di Caro, 71 anni di Canicattì ed Angelo Prato di 39 anni di Camastra.

Adesso la parola passa agli imputati che si sottoporranno all’esame: il 19 aprile sarà la volta di Vincenzo Meli, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, mentre il 2 maggio quella di Calogero Piombo, difeso dall’avvocato Angela Porcello. Ha già preannunciato di non voler sottoporsi all’esame Rosario Meli, difeso dall’avvocato Santo Lucia. Il legale, però, ha espresso la volontà del proprio assistito di rendere dichiarazioni spontanee nelle battute finali del processo. Prima bisognerà procedere anche all’escussione di tutti i testi delle difese. 

Si torna in aula il 19 aprile. 

 

Nelle ultime ore, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Canicattì hanno acciuffato in flagranza tre autori di furto in abitazione.In particolare, la scorsa notte, approfittando del buio, i tre malviventi, un italiano e due romeni, erano riusciti a penetrare nell’abitazione in fase di ristrutturazione di un 30 enne del luogo. Ma i rumori provocati dai tre topi d’appartamento per asportare la refurtiva, hanno fatto svegliare dal sonno i vicini, che hanno allertato telefonicamente il 112. Immediatamente, due pattuglie dei Carabinieri si sono recate presso l’abitazione, sorprendendo in flagranza i tre malfattori, mentre stavano caricando sopra un mezzo in loro uso un significativo quantitativo di ringhiere, inferriate ed altri materiali necessari per i lavori di ristrutturazione della casa in questione. A quel punto, i tre individui, un italiano, canicattinese, 60 enne e due romeni 20 enni, vistisi accerchiati dalle due pattuglie, non hanno opposto alcuna resistenza facendosi ammanettare dai Carabinieri, con l’accusa di “Furto in abitazione”, venendo subito ristretti agli arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La refurtiva (del valore di alcune migliaia di euro) è stata interamente recuperata e restituita al proprietario.

Proseguono le attività alla Biblioteca di Fontanelle, riaperta dopo più di dieci anni. Recuperati i locali, altrimenti destinati all’abbandono, è stata ripristinata la sezione ragazzi con nuovi libri e l’area gioco per i più piccoli, restituiti i libri alla consultazione e al prestito degli utenti. Inoltre, la Biblioteca è sede periodica di incontri di associazioni e prossimamente delle riunioni del Gruppo di Lettura attivo alla Biblioteca Centrale. Una scommessa vinta per la cultura della città .

 

Sicilia affonda nella disperazione, i siciliani continuano ad emigrare in cerca di un lavoro e di un futuro dignitoso.
Palermo ottiene il tristissimo primato di avere ben oltre 107 mila concittadini disoccupati e quindi disperati.
Per il comparto lavoratori della Formazione Professionale il Sinalp Sicilia ha perfino attivato una convenzione con una grande catena di supermercati per fornire un aiuto alimentare concreto, oltre le solite promesse e chiacchiere, dando sacchetti della spesa per non lasciare questi cittadini nella disperazione totale.
Oggi la presenza, al Corso per Operatori Caf del Sinalp Sicilia, del Segretario Nazionale Orazio Sorece ha certificato alla Direzione Regionale l’ottimo lavoro condotto in difesa dei lavoratori.
Il Segretario Nazionale nel suo intervento ha ribadito l’importanza delle azioni condotte dalla Direzione Regionale elogiando il Segretario Regionale Andrea Monteleone e tutta la Direzione Regionale per i successi raggiunti nei diversi comparti dove il Sinalp è presente.
Si è complimentato con il Dr. Gaetano Giordano per l’azione sindacale svolta nel difendere i lavoratori Fonici e Trascrittori che operano all’interno dei tribunali di tutta l’isola. Se oggi questi lavoratori non hanno perso il posto di lavoro nel cambio dell’appalto il merito va dato a lui per quanto fatto ed ottenuto.
Nel comparto Enti Locali il Segretario Ignazio Parrinello ha dato un notevole impulso nella difesa dei lavoratroi precari che ancora stentano ad essere stabilizzati pur in presenza di una norma in loro favore.
Altro comparto in crescita è rappresentato da Matteo Cannella che sta lavorando per ridare dignità alla categoria dei forestali siciliani che negli ultimi tempi sono diventati, per l’opinione pubblica nazionale, l’origine di tutti i mali. Il Sinalp Sicilia ha difeso la loro dignità denunciando l’atteggiamento volutamente denigratorio da parte dei media nazionali.
Il comparto pensionati, con l’instancabile lavoro condotto dal Segretario Franco Lipari, sta conducendo un’importante battaglia per il riconoscimento del diritto alla perequazione delle pensioni.
Si è congratulato con il Dr. Antonio Aserio per aver ottenuto l’importantissimo riconoscimento dello status di dipendenti regionali per tutti i dipendenti dell’importante Istituto Sperimentale Zootecnico di Sicilia tutelandoli nella futura fusione con l’altro importante istituto regionale dell’Incremento Ippico.
Il Segretario Regionale Andrea Monteleone ha ringraziatol Segretario Nazionale Orazio Sorece per le importanti parole di stima espresse verso tutti i componenti del Direttivo Regionale, augurandosi che questa importante crescita sindacale continui con sempre più vigore. 

 

 

 

 

 

Lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi replica ai deputati regionali dei 5 Stelle: “Pur di polemizzare con me i grillini si sono appassionati ai beni culturali, quanto di più distante possa esserci dalle loro magre vite di disoccupati, senza arte né parte, beneficiari dell’unico reddito di cittadinanza fino ad oggi applicato in Italia: ovvero la loro indennità di carica. Che, anche quando fosse decurtata  dai tanto strombazzati rimborsi (peraltro farlocchi, come hanno raccontato le cronache giornalistiche delle scorse settimane) sarebbe comunque rubata.

Sono certo che di questo passo riuscirò a portare dei grillini in un museo”

E’ durato circa due anni il contenzioso pendente innanzi al Tribunale di Agrigento,  di due agrigentini, proprietari di un immobile, i quali hanno citato in giudizio la  Provincia Regionale di Agrigento ora Libero Consorzio Comunale di Agrigento,  per il riconoscimento del  risarcimento dei danni patiti, nei locali  di loro proprietà concessi in locazione all’Ente

All’esito di tale giudizio, il Tribunale di Agrigento ha condannato Libero Consorzio Comunale di Agrigento a pagare la somma di poco più di euro 60.000,00 in favore di due agrigentini.

Ed infatti, l’avv. Margherita Bruccoleri difensore dei due proprietari dell’immobile, ha dimostrato  la responsabilità dell’Ente, per avere consegnati ai legittimi proprietari,   al termine della  locazione, i locali in condizioni diverse e peggiori,rispetto a quelle  in cui erano stati consegnati alla Provincia Regionale di Agrigento al momento di inizio della locazione  .

Così il Giudice del Tribunale di Agrigento, accogliendo la tesi difensiva dell’Avv. Margherita Bruccoleri, dopo avere accertato, che l’Ente nonostante fosse  responsabile  dei  danni provocati nei locali di proprietà dei due agrigentini ,non aveva  provveduto al ripristino dei luoghi nello stato in cui erano stati consegnati, nè al pagamento dell’importo necessario  per eseguire i lavori , ha condannato   Libero Consorzio Comunale di Agrigento,al pagamento dei danni, delle spese legali e degli interessi per un importo complessivo di circa 60.000,00.

 

 

E’ morto ad Agrigento lo stimato medico otorinolaringoiatra e già primario all’ospedale di Agrigento, Vittorio Pantalena, presidente storico della Fortitudo basket Agrigento. Pantalena, conoscitore di basket e sportivo appassionato con ottimi risultati agonistici raggiunti, ha caratterizzato per decenni lo sport agrigentino e, in particolare, il basket. Al cordoglio si è infatti unita anche la Fortitudo Agrigento, che tramite una nota stampa ha espresso dolore per la morte di Vittorio Pantalena.

“Non è possibile tacere di fronte ai gravi fatti avvenuti a Licata domenica notte. Una serie di gesti criminali e atti vandalici che non possono passare sotto silenzio. Condanno senza se e senza ma l’accaduto, e lo faccio come parlamentare, ma ancor prima come cittadino che ha a cuore, come tutti noi Licatesi, le sorti della nostra città.
Non si può tollerare che Licata nella notte diventi teatro dell’idiozia criminale di pochi balordi, o, ancora peggio, che sia lasciata alla mercé di vili intimidatori.
È dovere mio, delle istituzioni e di tutti i padri e le madri di famiglia non rassegnarsi e impegnarsi perchè questa città ritrovi la serenità ed un clima diffuso di legalità, perchè quest’ultima è condizione essenziale per lo sviluppo sano e duraturo della nostra comunità. Il mio sostegno più sentito è indirizzato a tutti coloro i quali hanno subito una violenza domenica notte, cittadini e, soprattutto, imprenditori e professionisti.
Il mio impegno per una Licata migliore continua e non avrà tregua fino a quando non restituiremo ai figli di questa città un luogo migliore di quello che, oggi, ci appartiene”.

Lo dichiara il deputato regionale Carmelo Pullara.

Camastra è da tempo soggetto alle pressioni di Cosa nostra e Stidda, con le due realtà mafiose che, negli anni, hanno alternato periodi di scontri ad altri di convivenza. 

La commissione prefettizia che si era insediata la scorsa estate, dopo l’indagine che aveva portato in carcere Rosario Meli, considerato il capomafia della zona, nell’operazione Vultur insieme al figlio e ad altre tre persone. 

A pochi mesi dalle elezioni il piccolo Comune di Camastra è rimasto senza Governo.

Il Consiglio dei Ministri ieri sera a Palazzo Chigi ha deliberato, su proposta del Ministro dell’Interno Marco Minniti e a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, lo scioglimento del Consiglio comunale di Camastra in ragione delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata.

Un marchio a cui, i cittadini faranno fatica ad abituarsi, ma che avrebbero potuto prevedere dopo la vicenda Vultur in seguito alla quale l’ex Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, aveva disposto, nel luglio del 2017, l’accesso ispettivo al Comune di Camastra per accertare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.