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Ad Agrigento è stato consegnato al mattino di oggi agli operatori della Mensa della Solidarietà l’olio prodotto dalle olive raccolte nel Giardino Botanico di proprietà dell’ex Provincia, diretta da Raffaele Sanzo, presente alla consegna di 85 litri di olio extravergine e biologico, insieme ai dirigenti Achille Contino e Giovanni Alletto, con gli alunni dell’Istituto scolastico “Sciascia” di Agrigento, che hanno partecipato alla raccolta delle olive, accompagnati dalle docenti Alessandra Taverna e Concetta Sciangula, e dalla preside Milena Siracusa. Oltre all’olio sono stati consegnati anche alcuni generi di prima necessità. Suor Maria Grazia Pillitteri ha ringraziato tutti, anche il frantoio “Val Paradiso” che ha effettuato gratuitamente la molitura delle olive.

Ad Agrigento, a sud est, Punta Bianca, a ridosso del mare, fino allo scoglio Patella di Marina di Palma di Montechiaro, è stata riconosciuta “Riserva naturale” dalla Regione. Nella zona da oltre 60 anni si sono svolte delle esercitazioni militari in un apposito poligono, ovviamente incompatibili con la riserva, oltre che dannose e inquinanti. Le esercitazioni avrebbero dovuto essere trasferite altrove, in un altro sito reperito dalla Regione. Invece, come rende noto l’associazione ambientalista “MareAmico” presieduta da Claudio Lombardo, l’Esercito italiano ha comunicato il nuovo programma di esercitazioni previste nel poligono di Drasy fino al maggio 2023. Ebbene, contro ciò le associazioni MareAmico e MareVivo si sono rivolte al Prefetto, Maria Rita Cocciufa, al Questore Iraci, al Colonnello dei Carabinieri Stingo, e al Sindaco Miccichè, e, tra l’altro, hanno scritto: “Le esercitazioni debbono terminare per sempre ed è necessario che partano le bonifiche a terra e soprattutto in mare. Il Ministero della Difesa e la Regione Siciliana debbono individuare un sito alternativo a Drasy, al fine di permettere di effettuare le necessarie esercitazioni ai Militari, che non possono più svolgersi in una zona tutelata. Noi ci chiediamo come mai tutto ciò sia possibile, in presenza di gravi rischi per la salute, in primis per gli stessi militari. Infatti, molto responsabilmente, i Carabinieri, i Poliziotti e gli uomini e le donne della Capitaneria hanno rinunciato ad esercitarsi a Drasy. Noi siamo pronti per un nuovo sit-in. Ovviamente se si dovessero verificare delle situazioni di ordine pubblico sarà compito della Prefettura di Agrigento intervenire”.

Si terrà il prossimo 22 novembre nei locali del circolo Empedocleo di Agrigento alle ore 16,30, un convegno organizzato dall’Ande, Associazione Italiana Donne Elettrici, che avrà per tema: “La violenza agita delle donne, fenomeno sociale e dramma umano”.

Al convegno relazioneranno il già presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, dott. Salvatore Cardinale, la dott.ssa Gesuela Pullara, dirigente Ntp Polizia Penitenziaria Agrigento, la dott.ssa Andreina Occhipinti, presidente di Sezione Corte di Appello di Caltanissetta, il prof. Nicola Malizia, criminologo e l’avv. Nino Gaziano, presidente Urega Agrigento.

Interverranno all’incontro il giornalista dott. Lelio Castaldo, direttore responsabile sicilia24h.it e della dott.ssa Antonella Gallo Carrabba, presidente Centro Antiviolenza Telefono Aiuto.

Coordinerà l’incontro la dott.ssa Carola De Paoli, presidente Ande Agrigento.

 

Avrebbe lanciato una molotov contro un escavatore di una ditta di movimento terra ad Alcamo. E’ l’accusa contestata a 45enne che è stato arrestato da carabinieri del comando provinciale di Trapani. Determinanti per le indagini anche le immagini di videosorveglianza che riprendono l’uomo mentre effettua prima un sopralluogo e poi scaglia la bottiglia incendiaria. Sono in corso indagini per chiarire il movente del gesto. L’uomo si trova ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Trapani, su richiesta della procura. (ANSA

Dal prossimo 27 novembre sarà sospeso l’ufficio del padrino e della madrina per battesimi e cresime. Diventa operativa la decisione dell’Arcidiocesi di Agrigento, Alessandro Damiano.

In una nota dell’Arcidiocesi si legge: “Tale scelta è il risultato di diverse sollecitazioni pervenute da più parti e di un lungo confronto maturato con il Consiglio Presbiterale e con il Collegio dei Vicari Foranei. È stata constatata la perdita del carattere religioso di tale ufficio riducendosi – il più delle volte- a una pura formalità convenzionale, dettata da motivi umani e da una consuetudine ormai svuotata di senso’”.

A partire dalla prossima settimana, saranno i genitori a portare il piccolo o la piccola al fonte battesimale, ma soprattutto, non sarà concesso nulla osta per celebrazioni del battesimo e della cresima fuori dalla Diocesi né verranno più rilasciati certificati di idoneità al ruolo (abolito) del padrino, anche perché lo stesso non sarà richiesto ai genitori.

“Il cambiamento di una prassi consolidata nel tempo  – dice il vicario generale Giuseppe Cumbo in una lettera rivolta a tutti i parroci e ai fedeli – non intralci il cammino ecclesiale. Sarà necessario creare occasioni di formazione nelle comunità per ricordare ai genitori il loro compito ‘naturale’ di trasmettere la fede ai loro figli – come promesso nel giorno del loro matrimonio – e di favorire una più profonda motivazione nell’approccio ai sacramenti. Ciascuno contribuisca alla comunione osservando le disposizioni e chiarendo ai fedeli le ragioni pastorali che le hanno motivate”.

Un uomo e due donne di Canicattì sono stati arrestati dai poliziotti del Commissariato di Sant’Agata Militello, e del Commissariato canicattinese, perché ritenuti responsabili di tentata rapina aggravata. I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando i tre avrebbero tentato un furto presso l’ospedale di Sant’Agata Militello. In quella occasione le due donne, oggi sottoposte alla misura degli arresti domiciliari, avevano tentato di impossessarsi di numerosi monili in oro (collanine, bracciali, anelli), e di denaro contante, per un valore complessivo di oltre diecimila euro, collocati per devozione, all’interno di una teca di una statua della Madonna, posta all’interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia.

I monili in oro ed il denaro erano stati collocati sulla statua sacra, nel corso del tempo, ad opera dei degenti e dei loro familiari, a titolo di devozione religiosa. Le due donne, travisate con parrucche, copricapo e mascherine di protezione, avevano fatto ingresso nel reparto e, una volta individuata la teca, avevano puntato una pistola giocattolo modificata, ad un’operatrice sanitaria, per costringerla ad aprire la teca e, una volta che questa aveva tentato di reagire, strattonandola violentemente per i capelli. Soltanto la ferma reazione della sanitaria aveva fatto desistere dall’intento le due donne, che si sono date rapidamente alla fuga, utilizzando un’autovettura in precedenza presa a noleggio.

Le indagini hanno dimostrato non solo come l’intera azione fosse stata ideata nei minimi particolari, ma anche come le due donne avessero beneficiato della complicità di un operatore sanitario, in servizio presso lo stesso nosocomio, il quale aveva svolto il ruolo di informatore, e di cosiddetto “palo”. L’indagine si è sviluppata per circa quattro mesi, concretizzandosi nell’ascolto di numerosi testimoni, nell’analisi di immagini di sistemi videosorveglianza, di tracciati satellitari Gps, di movimentazione bancaria su carte di credito e in ricognizioni fotografiche, permettendo infine di risalire agli autori del grave atto sacrilego.

Tra Messina e Barcellona Pozzo di Gotto la Guardia di Finanza ha notificato la misura interdittiva del divieto temporaneo di svolgere attività professionale o imprenditoriale, per 1 anno, a carico di un consulente del lavoro e di sei imprenditori. Le persone indagate sono attive in diversi settori economici, e gli si contesta il reato di truffa aggravata a danno dello Stato. Avrebbero ottenuto vantaggi fiscali, compensi e indennità, manifestando assunzioni fittizie di lavoratori. Con l’aiuto di un consulente del lavoro, avrebbero costituito delle società risultate improduttive e prive di alcuna struttura aziendale solo per instaurare rapporti di lavoro fittizi, anche di breve durata, sufficienti a giustificare le illecite richieste di indennità contributive a danno del sistema previdenziale nazionale e dell’Erario. E’ stato disposto anche il sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite per rapporti di lavoro inesistenti, per un ammontare di circa 200.000 euro. Le false assunzioni hanno consentito di giustificare l’indebita percezione dei contributi assistenziali a sostegno del reddito, legati alle indennità covid e, principalmente, alla cosiddetta Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego).

Si è svolta presso la sede della Cgil di Agrigento l’assemblea congressuale di base della Fp Cgil – SEUS 118; ai lavori hanno partecipato il Segretario Generale della Camera del lavoro di Agrigento Alfonso Buscemi e il coordinatore provinciale Raimondo Chiara. Il Segretario Aziendale uscente Giuseppe Nazareno Dolore, aprendo i lavori, fa subito un resoconto delle tante problematiche affrontate e risolte, e altre di cui si attendono ancora risposte. Alfonso Buscemi ha fatto una disamina dei problemi che affliggono il Paese e le iniziative messe in campo dalla Cgil per dare una soluzione a partire dal riscatto del lavoro per ricostruire l’Italia, per aumentare i salari e riformare il fisco per dire stop alla precarietà per affermare la sicurezza come prima priorità della battaglia della CGIL. In questo contesto i lavoratori intervenuti, tracciano il percorso che è necessario portare avanti, per dare un servizio più efficiente ed efficace ai cittadini, chiedendo al contempo il confronto per migliorare le condizioni di lavoro per assicurare la serenità dei lavoratori dipendenti Seus i quali svolgono un lavoro indispensabile per l’assistenza sanitaria in emergenza e urgenza.

A fine lavori dell’assemblea viene rinnovato il direttivo degli iscritti così composto:

Dolore Giuseppe Nazareno, Mingoia Maurizio, Licata Antonino, Sciarrotta Ludovico

Alessi Fabio, Mangiafridda Giovanni, Parisi Calogero, Morgante Vincenza, Russo Calogero.

Confermato Giuseppe Nazareno Dolore Segretario Aziendale il quale afferma di “ essere onorato della riconferma del prestigioso incarico,segno, che in questo anno la Cgil ha lavorato bene, e deve continuare questo percorso con umiltà e dedizione di ascolto, oltre con la caparbietà che ci distingue.  E’ una opportunità aver allargato il numero dei componenti del direttivo perché  arricchiranno lo stesso per impegno e idee”.

La sala del teatro Pirandello verrà intitolata al maestro Pippo Flora, scomparso lo scorso 20 gennaio. A deliberare è stata la giunta comunale di Agrigento su espressa volontà del primo cittadino, Francesco Miccichè. Il consiglio di amministrazione della fondazione “Teatro Pirandello”, a metà dello scorso aprile, aveva approvato e condiviso, all’unanimità, l’intento del sindaco precisando il fondamentale ruolo che il maestro Pippo Flora ha avuto nella riapertura del teatro. Sovrintendente per dodici anni del teatro di Agrigento, Flora ha allevato intere generazioni di artisti ed ha stretto un sodalizio artistico e umano con numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Con l’indimenticabile Tony Cucchiara e con il regista Michele Guardì avevano messo su un sodalizio di rara fattura che ha portato il nome di Agrigento e della Sicilia nel mondo. Alla musica, in una sorta di “sdoppiamento creativo”, ha alternato la passione per la natura che, grazie anche a una laurea in Agronomia, gli ha permesso di creare per la sua città magnifici giardini. Comunicato Stampa Fondazione Teatro Pirandello

Microcriminalità: ad Agrigento in via Dante un bandito travisato al volto ha scippato la borsa ad una donna di 62 anni. Bottino: circa 50 euro.

A Ribera, nella frazione marina di Seccagrande, ignoti hanno tentato di entrare furtivamente in un ristorante. Tentativo fallito. E così hanno rubato ombrelloni, sdraio e sedie di plastica all’esterno. Bottino: circa 5mila euro.

A Licata ignoti malviventi hanno rotto un ingresso a vetri di un negozio di abbigliamento, e hanno rubato una trentina di giubbotti griffati.

Ancora ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta, un’ignota mano ha spaccato il lunotto posteriore di un’auto Citroen C3, di un operaio di 32 anni. E a San Leone è stata danneggiata, con un oggetto appuntito, la carrozzeria di una Hyundai, di un impiegato di 62 anni.