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L’associazione Ferrovie Kaos di Agrigento ha scritto una lettera, firma da numerose altre associazioni ed enti locali, ai vertici governativi alle Infrastrutture ed ai Trasporti, sia nazionali che regionali, affinchè i fondi del Recovery plan siano utilizzati anche per ricostruire una moderna ferrovia tra Agrigento e Trapani. L’associazione Ferrovie Kaos aggiunge: “Le province di Agrigento e Trapani sono le uniche due in Italia a non essere collegate tra loro dalla rete ferroviaria. Fino al 1985 era attiva una linea a scartamento ridotto che congiungeva i due centri, che fu sospesa con la promessa, da parte degli Enti preposti, della sua trasformazione a scartamento normale. Ciò non è stato mai realizzato, anzi, la vecchia ferrovia è stata definitivamente soppressa e, ancora oggi, è in corso di alienazione”.

Molti Sindaci della Provincia di Agrigento, in testa quello della città capoluogo, hanno sottoscritto un documento, con il quale esprimono vivo compiacimento per la decisione dell’Università di Palermo  di attivare presso il Polo di Agrigento, a partire dal prossimo anno accademico, due nuovi corsi di laurea: Scienze della Formazione Primaria e Scienze dell’Attività Motoria.

Nel contempo hanno espresso il loro disappunto contro il parere sfavorevole espresso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Siciliane sull’attivazione dei suddetti corsi di laurea presso il polo di Agrigento, sottolineando l’importanza di un investimento a favore di una provincia già penalizzata da pesanti carenze infrastrutturali e ribadendo il pieno sostegno alla decisione dell’Università di Palermo, che rappresenta un ulteriore momento di crescita culturale e di sviluppo, anche economico, di un vasto territorio.

I Sindaci hanno voluto, inoltre, rimarcare il valore che riveste oggi la libera concorrenza nel settore educativo  e della formazione.

Nella nota, si sollecitano le Autorità competenti a concedere nel più breve tempo possibile, le autorizzazioni per l’attivazione dei nuovi corsi di laurea, che andrebbero ad arricchire ulteriormente l’offerta formativa del Consorzio Universitario di Agrigento, anche perché il parere espresso dalla Conferenza regionale dei Rettori non è vincolante, avendo la Conferenza, solo valenza consultiva.

I Sindaci, con un impegno corale ed unitario, hanno voluto tangibilmente dimostrare la loro attenzione ed il loro impegno a sostegno della crescita culturale, sociale ed economica dell’intera provincia, che passa anche per la rinnovata attività del Consorzio Universitario di Agrigento.

Il Comune di Agrigento, tramite il sindaco Franco Miccichè, i Volontari di Strada, coordinati da Anna Marino, e il Rotaract Club, presieduto da Giuseppe Seminerio, hanno elaborato e condiviso l’ambizioso progetto “In strada con i senza…niente”, con l’obiettivo di garantire alle persone senza fissa dimora una residenza stabile nelle ore notturne ed anche durante il giorno. Il tutto attraverso la somministrazione di pasti caldi, di medicinali, di vestiti e di tanto altro possa soddisfare le minime ed indispensabili esigenze di vita. Sono tre le criticità da superare ed affrontare: il rischio di contagio da Covid 19, poi le persone che, pur trovandosi in stato di bisogno, rifiutano di essere inserite in strutture di accoglienza, e poi chi vorrebbe essere aiutato ma è irregolare.

Beccato dalla Polizia Municipale, uno dei seriali incivili che puntualmente ha buttato per strada dei sacchetti della spazzatura, presso la via Indipendenza, strada che costeggia la Chiesa San Francesco a Racalmuto.
Il maleducato dovrà pagare una salatissima multa di 611 euro.
“Avvisiamo la cittadinanza – dice il sindaco Maniglia – che l’azione di controllo continuerà in maniera costante per mantenere la sicurezza e la pulizia nel nostro territorio.
Impegniamoci per tenere pulito Racalmuto, facciamo uno sforzo tutti quanti per vincere una battaglia di tutti e per tutti, perché il Paese fa parte della nostra casa e delle nostre vite”.

In Prefettura ad Agrigento si è svolta una riunione di coordinamento delle Forze di Polizia, presieduta dal prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. A seguito dei gravi disordini avvenuti a San Leone lo scorso fine settimana, è stato stabilito di intensificare ulteriormente i controlli sul litorale agrigentino, sopratutto sabato e domenica, in sintonia con le disposizioni già adottate dal sindaco Miccichè che prevedono il divieto di assembramenti in tutta la zona di San Leone, oltre che in via Atenea. Nel dispositivo dei controlli, che sarà definito in Questura, concorreranno, anche per il rispetto delle norme anti-covid, le tre Forze di Polizia, la Polizia Municipale, la Polizia provinciale e l’Esercito. Nella sola giornata di ieri, festa di San Gerlando, patrono della città di Agrigento, le Forze dell’Ordine hanno controllato 412 persone e 168 attività, e si è proceduto alla chiusura di due locali per gravi violazioni alla normativa anti-covid.

Dopo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza di risarcimento per Bruno Contrada, la quarta sezione penale della Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza dello scorso 21 gennaio. La Corte (accogliendo i ricorsi della Procura generale di Palermo e dell’Avvocatura dello Stato, per conto del ministero dell’Economia) ritiene che per attribuire l’indennizzo a Bruno Contrada – al quale inizialmente sono stati riconosciuti 667 mila euro per ingiusta detenzione – bisogna valutare, e motivare, l’eventuale sussistenza di dolo o colpa. Secondo la Suprema Corte, l’ordinanza della Corte d’Appello di Palermo si baserebbe su un ragionamento “insoddisfacente e contraddittorio”, e che non considera che “l’intera motivazione della decisione della Corte Europea dei diritti dell’uomo non influisce sulle fonti di prova”. La Cassazione rileva anche il superamento del tetto massimo del risarcimento, pari a 516mila euro.

La morte violenta è il primo esito dell’autopsia sul corpo dell’allevatore Salvatore Blasco, 55 anni, scoperto morto nella sua azienda agricola a Nicosia, in provincia di Enna, nella tarda mattinata di martedì. L’autopsia è stata effettuata ieri nell’obitorio di Enna, ed è esclusa al momento l’ipotesi di un malore. Nessuna indiscrezione dettagliata trapela sulle possibili cause. Sul cadavere, trovato in un terreno di proprietà da un dipendente dell’azienda agricola, non sono comunque presenti ferite da armi da fuoco o da taglio. La morte è apparsa subito sospetta malgrado sul corpo non fossero stati rilevati segni di colluttazione o ferite evidenti. Le indagini, coordinate dalla Procura, si muovono in tante direzioni e non escludono al momento alcuna pista, compresa quella di contrasti tra allevatori.

L’inchiesta cosiddetta “Mosaico” ruotante intorno ad una faida sanguinaria lungo l’asse Favara e Belgio. La Procura di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini per una parte delle contestazioni di reato. Alcune imputazioni di armi, droga e favoreggiamento sono state stralciate. L’avviso è stato notificato ad Antonio Bellavia, 48 anni, residente in Belgio, Calogero Bellavia, 30 anni, di Favara, Calogero Ferraro, 43 anni, di Favara, Calogero Gastoni, 38 anni, di Agrigento, Calogero Nicotra, 39 anni, di Agrigento, Gerlando Russotto, 31 anni, di Favara, Carmelo Vardaro, 44 anni, di Favara, Vincenzo Vitello, 64 anni, di Favara e Maurizio Di Stefano, 47 anni, di Favara. Tre gli omicidi contestati a vario titolo: quello di Mario Jakelich, avvenuto il 14 settembre del 2016 in Belgio, quello di Carmelo Ciffa, ucciso a Favara il 26 ottobre del 2016, e quello di Emanuele Ferraro, fratello di Calogero, ucciso a Favara l’8 marzo del 2018. E poi il tentato omicidio di Calogero Nicotra e Maurizio Di Stefano.

Ad Agrigento perdura ancora il grave stato di degrado ambientale, e di disobbedienza alle regole della raccolta differenziata dei rifiuti, all’interno dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove, nonostante diffide e bonifiche addebitate all’Azienda sanitaria, giacciono ancora ammassati enormi cumuli di sacchi di spazzatura non differenziata. Per tali ragioni, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, dopo aver compiuto un sopralluogo insieme ai Carabinieri, ha avviato un’inchiesta conoscitiva, dunque senza, al momento, persone o enti iscritti nel registro degli indagati. E ciò in attesa della qualificazione della notizia di reato.