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Il Settore tecnico del Libero Consorzio comunale di Agrigento conferma, anche per il 2020, la Certificazione del Sistema Qualità redatta in conformità alla norma UNI EN ISO 9001.

Il documento rilasciato a conclusione di rigorose attività di valutazione da parte di Kiwa, azienda leader globale nel settore del testing, delle ispezioni e delle certificazioni.

La certificazione consente al Settore di effettuare le verifiche ai progetti esecutivi senza dover affidare l’incarico a professionisti esterni, con un notevole risparmio per il bilancio dell’Ente.

Positivo, anche , il rapporto di Audit di rinnovo della Certificazione.

Il rapporto ha lo scopo di sintetizzare le analisi e le primarie raccomandazioni di miglioramento- dettagliate nei singoli report.

Il rapporto illustra, altresì, le attività svolte, le criticità rilevate e i piani di azione correttivi concordati con il responsabile della Qualità dell’Ente, ing. Filippo Napoli.

Il questionario, impostato per ognuna delle funzioni aziendali oggetto di Audit è stato redatto in remoto ed articolato in una serie di domande utili a focalizzare l’informazione su specifiche attività e processi.

La certificazione, dunque, permette alle organizzazioni che erogano servizi di interesse pubblico, come l’ex Provincia,  di elaborare, mantenere e garantire le corrette modalità di presentazione e gestione della progettazione.

Sicurezza, efficienza, sostenibilità e performance, sono, infatti, i requisiti del servizio che spesso deve essere conforme a leggi, normative, standard internazionali.

Il prestigioso traguardo valorizza, ulteriormente, il sistema di gestione del Settore e il rigore professionale dei tecnici dell’ex Provincia; un impegno per il mantenimento della conformità ai requisiti della norma di riferimento.

 

di Giuseppe Maurizio Piscopo

A Termini Imerese durante lo spettacolo Notti Clandestine, un appuntamento di arte, musica, cinema e teatro sotto la direzione artistica del regista Rocco Mortelliti incontriamo l’architetto Roberto Tedesco un personaggio che ha una storia legata all’architettura e alle scenografie cinematografiche. Si è laureato nel 1998 e si è specializzato in Tecniche urbanistiche per le aree metropolitane, presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 2011 ha conseguito la seconda laurea in Pianificazione Territoriale presso l’Università di Palermo.

Ha collaborato nei reparti di scenografia in diverse produzioni cinematografiche tra le principali:

  • L’ora legale, (regia di Ficarra e Picone), 2016 – lungometraggio;
  • Gelone, la spada e la gloria(regia di Gianni Virgadaula), 2017 –docu-film;
  • Vite da sprecare, (regia di Giovanni Calvaruso), 2018 – lungometraggio;
  • Idda(regia di Giovanni Sclafani), 2018 – cortometraggio;
  • La mafia non è più quella di una volta(regia di Franco Maresco) 2018 – lungometraggio;
  • Greta(regia di Alberto Culotta) 2019 – cortometraggio;
  • Il delitto Mattarella(regia Aurelio Grimaldi) 2019 – lungometraggio;
  • A qualcuno piace caldo (regia di Valentina Gebbia) 2019 – lungometraggio;
  • L’avvocato Loquace (regia di Roberto Tedesco2019 – cortometraggio;
  • Un pugno di amici(regia Sergio Colabona) 2019 – lungometraggio;
  • La particella fantasma (regia William Lombardo) 2019 – cortometraggio.
  • E dalla “follia e la stravaganza” degli architetti che inizia la nostra intervista.

 

Qualcuno ha scritto:gli architetti sono personaggi strani e stravaganti. Quanto c’è di vero in questa affermazione?

Non posso nasconderti che è tutto vero! Permettimi di aggiungere che essere “strani” è un aspetto che alimenta la creatività, non è un caso che le più importati architetture nascono dalla “pazzia” degli architetti, che oltre a progettare sono un po’ artisti, viaggiatori e scrittori. Un esempio per tutti “La sagrata famiglia” di Antonio Gaudì è il frutto di un visionario spregiudicato che ha controllato con estrema abilità le leggi della gravità!

Perché non basta una laurea per fare un architetto?

Oggi è necessario differenziarsi per riuscire ad inserirsi nel mondo del lavoro. Dopo la laurea in architettura ho avuto la possibilità di specializzarmi alla Sapienza di Roma in “Tecniche Urbanistiche”, ricordo che sono stati due anni intensi ma pieni di soddisfazione anche perché arricchiti da importanti confronti professionali. Poi a quarant’anni ho conseguito la seconda laurea in “Pianificazione Urbana” e in quella circostanza mi sono dovuto adeguare alla nuova tecnologia che avanzava. Ricordo che nel giro di un decennio passai dalla matita all’utilizzo dei CAD, questo mi permise di ottenere delle competenze che mi agevolarono nel mondo del lavoro.

La scuola di Architettura in Italia era molto nota negli anni 80, oggi è totalmente scomparsa?

In quegli anni costruire palazzi era uno dei principali obiettivi delle amministrazioni locali spesso avallate dagli organi sovracomunali. Poi per fortuna la normativa urbanista negli anni novanta è stata fortemente, condizionata dai movimenti ecologici, che hanno limitato la cementificazione delle coste e delle periferie, anche se tutt’oggi la volontà di costruire palazzi è spesso condizionata dagli speculatori. Perché progettare nuove periferie prive d’identità architettonica e sociale quando i centri storici sono vuoti? Quest’ultimi hanno una potenzialità che spesso supera l’immaginazione un esempio per tutti: il Farm Cultural Park di Favara in provincia di Agrigento ne è la prova tangibile. Avrebbe avuto lo stesso successo se fosse stato concepito tra i palazzi di cemento armato della periferia? Io credo di no!

Quali sono le contraddizioni delle periferie nei piani urbanistici delle grandi città?

Abbiamo agevolato le politiche per la realizzazione di immensi contenitori abitativi che sono privi di ogni soddisfacimento sociale. Spesso in queste aree non ci sono scuole, mancano i parchi urbani e per andare a lavoro occorre spostarsi per diverse ore. Una follia che solo il genere umano poteva concepire!Ecco perché i quartieri periferici delle grandi città sono gabbie che rendono le persone infelici e nevrotiche.

Come funziona la mente di un architetto quando progetta una chiesa, un teatro, un ponte, un parco-giochi?

Generalmente si parte da un’emozione che si prova durante una lettura, guardando un film o dopo aver fatto un viaggio. E’ come se si concretizzasse un immagine nella propria mente, poi quando è necessario quel ricordo emerge come per magia: si fa uno schizzo, si controllano le dimensioni dello spazio e si verifica la fattibilità statica dell’edifico. Da quel momento in poi si inizia a disegnare studiando anche i dettagli. Questo è quello che succede a me. Anche un semplice oggetto come un posacenere può essere stimolante alla creatività, l’importante è personalizzare l’idea con le proprie emozioni.

In che cosa hanno sbagliato gli architetti?

Spesso ci siamo lasciati influenzare dalle logiche  temporali che non permettono di progettare il dettaglio dell’opera. Un tempo le colonne dei templi greci venivano realizzate tenendo conto delle correzioni ottiche per fare in modo che l’occhio umano non vedesse degli errori. Per esempio le linee rette dei templi, come quelle dello stilobate risultavano curve verso l’alto, o verso l’interno, proprio per questo venivano rettificate, in modo che l’occhio umano li vedesse diritte.Oggi nelle costruzioni moderne questa “sensibilità progettuale” è venuta meno ed è impensabile tenerne conto considerato che il tempo è denaro!

L’architettura e il potere.

Soprattutto negli 20’ del secolo scorso secolo, l’architettura statale doveva essere imponente perché rappresentasse la magnificenza dello Stato. Il Palazzo delle Poste di via Roma a Palermo è un esempio tangibile di come gli edifici pubblici erano concepiti in quegli anni: spazi enormi con forti richiami al mondo classico. Oggi è decisamente diverso: spazi sempre più piccoli e quasi sempre tutti omologati.

Tra le tue grandi passioni c’è il Cinema.Quando l’hai incontrato?

E’ sicuramente una delle mie passioni che ho da quando ero bambino, non è un caso che la mia cineteca è insuperabile! Poi nel 2016 incontrai la scenografa Paola Bizzari (vincitrice nel 2012 del David di Donatello per la migliore scenografia nel film Habemus Papam di Nanni Moretti) dovevo accompagnarla in alcuni sopralluoghi in giro per Termini Imerese. Una volta mi confessò che non voleva fermarsi in città perché convinta che si facessero solo le automobili e non ci fosse nulla di interessante dal punto di vista cinematografico. Ricordo che la sceneggiatura richiedeva una piazza dove ci fossero un municipio, una chiesa, una scuola e un chiosco. Piazza Duomo sembrava fatta proprio per quella storia! Per tre mesi la città si trasformò in un set cinematografico dove attori, comparse e troupe invasero piacevolmente le vie della tranquilla cittadina di provincia. Qualche mese dopo uscì nelle sale cinematografiche di tutta Italia il film “L’ora Legale” del popolarissimo duo siciliano Ficarra e Picone. Da quel momento da semplice fruitore mi ritrovai coinvolto sempre di più nella realizzazione di diverse costruzioni scenografiche.

Che cos’è il cinematografo per te?

E’ unapassione che in questi ultimi anni si è trasformata in un’opportunità di lavoro. Poter contribuire nella costruzione delle scenografie che successivamente vedrò al cinema mi riempie di orgoglio. Ecco perché adesso quando guardo un film lo osservo da un punto di vista che non è più quello di uno spettatore tradizionale.

Perché sono scomparsi i cinema nei paesi?

Ritengo che l’offerta nelle piattaforme televisive invogli sempre di più i telespettatori che comodamente dal proprio divano possono scegliere un film in qualsiasi momento della giornata. Tutto ciò ha drammaticamente svuotato le sale in particolare quelle dei piccoli centri che non potevano competere con le più organizzate multisale delle grandi città dove i servizi non si limitano alla sola visione del film.

Oggi molti dicono di avere il cinema in casa e vedono i film in una tv di 75 pollici. Ma il cinema è un rito collettivo che va visto insieme agli altri e senza interruzioni pubblicitarie. Sei d’accordo?

Assolutamente si. La visione di un film al cinema non può essere paragonabile a quella del divano di casa propria. Sarà decisamente più comoda ma, non riuscirà a coinvolgere allo stesso modo del cinema. Il fascino della sala cinematografica è insuperabile. Quando si spengolo le luci della sala lo spettatore è come se facesse parte integrande della storia.

Che cosa fai esattamente durante le riprese di un film?

Il mio reparto di riferimento è la scenografia. Durante la produzione di un film è quello che arriva per primo e finisce per ultimo, infatti dopo aver allestito il set bisogna predisporre il ripristino della location. Oltre alla costruzione degli ambienti il reparto di scenografia deve reperire gli arredi e gli oggetti (fabbisogni) necessari affinché la scena si possa “girare”. Un lavoro complesso che deve rimanere fedele alla sceneggiatura e nel contempo soddisfare le esigenze della regia, missione questa non sempre facile.

Come definiresti i film di Ficarra e Picone?

Semplicemente geniali. Gli interessanti interrogativi che il film pone allo spettatore sono i seguenti: cosa accadrebbe se un Sindaco mettesse in atto tutto quello che ha promesso in campagna elettore? I suoi concittadini sarebbero pronti al cambiamento e a rispettare le regole? Su questi interrogativi si articola una storia ben ritmata, interpretata da attori eccezionali con un finale tipicamente gattopardiano: “tutto cambia per non cambiare nulla”.

Cosa mi dici del regista Rocco Mortelliti?

E’ un grande artista, un maestro che mi onora della sua amicizia. Con lui abbiamo organizzato diversi convegni sul cinema e numerosi stage sulle maschere greche e della Commedia dell’arte; ogni volta è stato un grande successo. Per me Rocco è un fratello maggiore, una guida sempre pronta a darmi suggerimenti e preziosi e consigli. Da due anni, con Totò Scaccia, organizziamo “Notti Clandestine” a Termini Imerese, una settimana d’incontri con il teatro il cinema e la musica, lui è nostro direttore artistico e ogni volta che sale sul palco la sua umanità e professionalità non ha eguali. Il mio sogno è poter far parte della squadra nel suo prossimo film, sono certo che sarebbe un’esperienza indimenticabile.

Qual è l’ultimo libro che hai letto e l’ultimo film che hai visto?

In questi giorni di “soggiorno obbligato” tra le mura di casa a causa del COVID19 ho terminato diverse letture tra queste voglio ricordare quella due autori che ho avuto il privilegio d’incontrare in diverse occasioni: la prima è “Non c’è più la Sicilia di una volta” di Gaetano Savatteri, la seconda “Sotto le stelle di Roma” di Massimo Benenato. Anche i film hanno riempito le mie giornate e in particolare ho visto numerose opere di Jea Pier e Luc Dardenne e di Francois Truffaut.

 

 

 

 

 

A Bivona la rivoluzione tecnologica è realtà: abitazioni, uffici pubblici, attività commerciali e ricettive, scuole sono infatti coperti da una rete pubblica di telecomunicazioni a banda ultralarga. La copertura capillare del comune è avvenuta nei mesi scorsi con particolare attenzione alle zone meno digitalizzate. I lavori sono stati condotti da Open Fiber, società per azioni chiamata a realizzare l’infrastruttura che consente già oggi a cittadini e imprese di beneficiare di velocità di connessione al web finora inedite. Le risorse stanziate non gravano sul bilancio del Comune: l’infrastruttura è infatti finanziata con fondi regionali e statali e resterà di proprietà pubblica. Le attività sono state coordinate da Infratel, società “in house” del Ministero dello Sviluppo Economico, con l’attenta supervisione della Regione Siciliana. Oltre a private abitazioni e insediamenti produttivi, sono state inoltre cablate 5 sedi della pubblica amministrazione che possono quindi erogare i propri servizi in modo ancora più efficiente ed efficace: il poliambulatorio e il cimitero di Contrada Cappuccini, l’Istituto Comprensivo “G. Meli” di via Porta Palermo”, la biblioteca di Piazza San Giovanni e l’Ufficio del Giudice di Pace in Piazza Giovanni Cinà.
 

 “Con l’attivazione della banda ultralarga – sottolinea il sindaco Milko Cinà –   Bivona fa un grande passo in avanti sul tema dell’innovazione tecnologica e digitale. Si tratta di un’importante infrastruttura altamente innovativa per i cittadini,  per la pubblica amministrazione  e per il tessuto produttivo locale; un’opportunità che certamente costituisce  una grande occasione di crescita per il nostro territorio. In questo difficile periodo di emergenza sanitaria da Covid-19, ci siamo resi conto ancor di più dell’importanza del valore di una connessione veloce e stabile. Penso alle tante famiglie che oggi devono gestire la didattica a distanza dei propri figli ed ancora alla pubblica amministrazione, alle aziende ed ai professionisti che nonostante la grave situazione emergenziale che stiamo vivendo, mantengono la piena operatività assicurando i servizi ai cittadini e alle imprese”.

Sono in totale 2.861 le unità immobiliari che verranno cablate in modalità FTTH (Fiber-to-the-home), con la fibra ottica stesa direttamente all’interno delle singole abitazioni. Questo permette di raggiungere inedite velocità di connessione al web (fino a 1 Gigabit al secondo). Complessivamente la rete si estende per circa 20 chilometri ed è stata realizzata in prevalenza (13,5 km) attraverso il riutilizzo di infrastrutture già esistenti.
 
“ Una rete a banda ultralarga – spiega Clara Distefano, regional manager Sicilia di Open Fiber – permette di abilitare servizi che vanno a beneficio dell’intera collettività, servizi finora in gran parte negati, soprattutto nei centri meno popolati del nostro Paese: telemedicina, telelavoro, educazione a distanza, Industria 4.0, videosorveglianza, domotica e tanto altro ancora da inventare. Non a caso, le infrastrutture interamente in fibra ottica possono definirsi “a prova di futuro” poiché in grado di supportare successive evoluzioni tecnologiche”.
 
Open Fiber è un operatore wholesale only e non vende servizi in fibra ottica direttamente agli utenti finali: alla rete realizzata in qualità di concessionario di Stato possono così accedere tutti gli operatori telefonici o Internet service provider interessati. I cittadini di Bivona – i primi nella provincia di Agrigento a poterlo fare – per usufruire della banda ultralarga  non devono quindi far altro che verificare la copertura del proprio indirizzo sul sito openfiber.it, contattare un operatore per scegliere il piano tariffario preferito e iniziare a navigare ad alta velocità.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà una raccolta , domenica 10 Maggio a Casteltermini in Via Alcide De Gasperi c/o Oratorio del Carmelo, dalle 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

“Abbiamo l’impressione che Musumeci stia giocando con le parole  per salvare la faccia del suo governo. Il presidente parla di circa 27 mila pratiche trattate, che sono ben altra cosa rispetto a quelle decretate e trasmesse all’INPS per essere liquidate, che mi risultano essere circa 7910.  Speriamo, nel comune interesse e, soprattutto, per le decine e decine di migliaia di famiglie in grandissima difficoltà, che si cambi finalmente marcia e si proceda spediti verso il traguardo. Si eviti, però, nel frattempo, di creare illusioni”.
Lo afferma Antonio De Luca, il deputato M5S all’Ars, primo firmatario della mozione di censura all’assessore del Lavoro  Scavone, depositata ieri a palazzo dei Normanni, per la cui celere calendarizzazione il parlamentare fa appello al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Miccichè.
Intanto il Movimento 5 stelle vuole andare a fondo della “vergognosa”  vicenda del bonus di 10 euro a pratica di cassa integrazione trattata.  Martedi, su richiesta del deputato 5 stelle Giovanni Di Caro, se ne parlerà in V commissione all’Ars, nel corso di un’audizione, cui sono stati convocati  gli assessori  Scavone e Grasso e i rappresentanti di 5 sigle sindacali. “Musumeci – afferma Di Caro – dice  che il bonus da 10 euro è stato solo un fuoco di paglia? Ora è facile parlare in questi termini, ci chiediamo, però, cosa sarebbe successo se non fosse scoppiato un caso mediatico su questa vicenda, sui cui si deve andare assolutamente a fondo”.

Dati numerici, statistiche e grafici esaustivi sull’andamento dell’emergenza epidemiologica in provincia aggiornati quotidianamente. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento rende disponibile a tutta la collettività, non solo agli organi d’informazione come fa da tempo, un quadro completo della diffusione del Covid-19 sul territorio.  Il report, aggiornato ogni giorno entro le ore 24, è già consultabile all’interno di una sezione dedicata del sito istituzionale www.aspag.it raggiungibile attraverso un pulsante specifico contenuto nella homepage. In maniera molto intuitiva tutti i cittadini possono accedere direttamente ai contenuti ottenendo con facilità i dati dei soggetti positivi al Coronavirus per ciascun comune (suddivisi fra pazienti in trattamento, guariti e deceduti), il numero di persone ricoverate presso le varie strutture ospedaliere, il totale dei tamponi rino-faringei eseguiti dall’inizio dell’epidemia e di quelli effettuati nel corso della giornata con i casi positivi riscontrati e molte altre informazioni. Oltre ai dati numerici sono disponibili anche grafici utili a quantificare con immediatezza il trend della malattia, la curva comparativa fra la fase 1 e la fase 2 e l’incidenza geografica dell’epidemia.

Era stato fermato per un normale controllo a seguito delle nuove normative del Governo. Uno dei tanti controlli che in questo momento le Forze dell’Ordine stanno effettuando con minuziosità.

Ieri, a Villaseta, i Carabinieri hanno fermato un trentenne. Quando gli sono stati chiesti i documenti di identificazione il giovane ha risposto ai militari dell’Arma con insulti e minacce; per riportare il tutto alla quasi normalità i Carabinieri hanno dovuto faticare non poco. Prima il giovane è stato trasferito in Caserma, successivamente, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, è stato accompagnato a casa e posto agli arresti domiciliari.

 

“Il governo gia’ oggi si impegni a fondo per redigere con la Cei il protocollo per riprendere subito le Sante Messe”. E’ l’appello che fa Alessandro Pagano (Lega) dopo l’approvazione al dl Covid dell’emendamento sulla ripresa delle Messe previo accordo tra Cei e governo, su cui la Lega si e’ astenuta insieme a Fdi, diversamente dagli altri gruppi che hanno votato a favore.

“I nostri emendamenti e quelli di Fdi e anche i miei interventi nel dibattito – ha detto all’Ansa Pagano – sono serviti a mascherare la postura laicista, incostituzionale e contraria ai diritti dell’uomo di questo decreto che limita arbitrariamente il diritto di culto dei cittadini. Un conto e’ la laicita’ dello Stato e un conto il laicismo, cioe’ l’ostilita’ alla religione. Noi avevamo proposto emendamenti che avrebbero consentito la ripresa delle cerimonie di culto, e cio’ che chiedevamo era una data certa per la ripresa. Subordinare tale ripresa alla sottoscrizione di un protocollo sanitario significa non avere questa certezza, perche’ temiamo che il governo possa tergiversare artatamente. In questo senso mi sono appellato a Forza Italia e ai colleghi del Pd sensibili al richiamo religioso a sostenere questa posizione. Purtroppo l’appello non e’ stato colto e abbiamo espresso un voto neutro, non contrario all’emendamento, ma chiediamo con forza che si proceda rapidamente, senza tentennamenti a sottoscrivere il protocollo sanitario e a ridare la Messa ai cittadini”.

“In Sicilia i lavoratori interessati alla Cassa integrazione in deroga sono circa 130.000, 4.600 sono le pratiche esitate, ma solo 1.300 circa hanno ricevuto le somme previste. 1.300 su 130.000 vuol dire che siamo all’1%. – sintetizza Salvo Fleres, portavoce di Unità siciliana-LeApi- Vergogna! Invece di dire che va tutto bene, invece di pensare all’ennesima lottizzazione politica e burocratica e di inventarsi fantasiosi piani di rilancio, che non vanno oltre tre o quattro luoghi comuni, la politica siciliana farebbe meglio far funzionare bene la claudicante e vorace macchina amministrativa regionale, che sta affamando migliaia di cittadini.

La riforma della burocrazia intesa sia come apparato normativo, sia come strutture, sia come funzionari,  rappresenta il primo obiettivo che qualsiasi amministrazione regionale, anche la più sgangherata che si possa immaginare, dovrebbe porsi con urgenza.

Eppure non sembrerebbe difficile da comprendere: riformare uffici, disposizioni e procedure non comporta maggiori costi, semmai li riduce, non aggrava gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese e soprattutto attrae investimenti esterni.

Tuttavia, forse – conclude Fleres – ha un grave handicap: presuppone competenza, coerenza, coraggio e responsabilità, tutti ingredienti che non si trovano nemmeno di contrabbando.”

Proseguono le aggiudicazioni di gare d’appalto per la manutenzione della rete viaria interna. L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale ha infatti aggiudicato anche l’appalto relativo ai “Lavori di manutenzione straordinaria per il miglioramento della rete viaria del comparto Cattolica Eraclea-Ribera-S.Margherita Belice-Sambuca di Sicilia-Menfi-Sciacca (zona ovest 2)”, dell’importo a base d’asta di 2.059.862,72 euro (compresi 35.000,00 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso).  Il progetto dei lavori è stato redatto dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio di Agrigento, e finanziato con i fondi del Patto per il Sud (D.D.G n. 3562/2018 del Dipartimento Regionale Infrastrutture e Mobilità Trasporti). L’appalto, gestito dall’UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare Appalto, Servizio Territoriale di Agrigento, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 12/2011) con procedura di gara telematica, è stato aggiudicato all’impresa KALOS S.R.L in avvalimento con VE.GAL. S.R.L , con sede ad Agrigento , che ha offerto il ribasso del 19.031% (importo di aggiudicazione 1.674.511,10 euro più Iva). Alla gara hanno preso parte 238 imprese.

La durata prevista dal contratto d’appalto è di 455 giorni a partire dalla data di consegna dei lavori, che consisteranno in varie tipologie di intervento: realizzazione di gabbionate, cunette, drenaggi, rifacimento delle sedi stradali deformate o usurate, realizzazione di segnaletica orizzontale e verticale, nuove barriere di protezione e altro ancora.

Questi lavori di manutenzione straordinaria riguarderanno le seguenti strade:

– SP n. 30 , Cattolica Eraclea-Rovine di Eraclea Minoa, che consente il collegamento diretto tra la costa e la SS 115 al centro abitato di Cattolica Eraclea ed ai comuni dell’entroterra limitrofi (Cianciana, Raffadali);

–  SP n. 50 , in territorio di Menfi, che pur di limitata estensione costituisce per la sua posizione un accesso alternativo al mare, soprattutto nel periodo estivo;

–  SP n. 41 “Menfi-Bivio Misilbesi”, collegamento diretto con SS 115 e SS 624;

–  SP n. 42 che da Menfi conduce a Partanna e che, oltre ad essere interessata da un notevole traffico locale e di mezzi agricoli, è un’alternativa per quanti transitano lungo la SS 115;

–  SP n. 86, che consente un collegamento diretto alla costa e alla SS 115 di Ribera e dei comuni limitrofi;

–  SPC ex consortile n. 17 che collega la SPn. 33 Ribera-Seccagrande e la SP n. 61 Montallegro Ribera, alternativa al traffico locale ed alla stessa SS 115.