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La “Samara mania” imperversa anche nel Nisseno. A Niscemi una donna di 30 anni, travestita da “Samara”, è stata identificata dalla Polizia e denunciata per procurato allarme. Alla sala operativa del Commissariato di Polizia di Niscemi sono giunte numerose segnalazioni da parte di cittadini allarmati per la presenza nelle strade cittadine di una persona travestita da “Samara”, noto personaggio di alcuni film dell’orrore. I poliziotti hanno individuato la responsabile dell’azione in una giovane trentenne che per spirito di emulazione e goliardia si è travestita da “Samara”, indossando una lunga parrucca nera ed un camice bianco, ingenerando timore tra i presenti e rischiando di provocare incidenti stradali.

In Sicilia la Guardia di Finanza ha sostenuto una maxi operazione anti – contrabbando, ha arrestato 9 persone – un italiano, due libici e sei egiziani – e ha sequestrato due motopescherecci, uno tunisino ed uno mazarese, e circa 6,5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri. Il blitz è scattato il 24 agosto scorso dopo che un aereo ATR42 del gruppo di Esplorazione marittima della Guardia di Finanza, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, si è accorto del trasbordo di numerosi colli tra un peschereccio d’altura ed uno più piccolo, poco a largo della costa trapanese. Terminato il trasbordo il natante più piccolo è entrato nelle acque territoriali dirigendosi verso la costa siciliana. La Guardia di Finanza ha bloccato il peschereccio più grande e ha scoperto 3,1 tonnellate di sigarette. Poi le Fiamme Gialle hanno bloccato l’altra imbarcazione più piccola dove sono state scoperte altre 3 tonnellate di sigarette. Gli uomini degli equipaggi sono stati condotti nella casa circondariale di Trapani, a disposizione della Procura di Marsala.

La Procura di Ragusa ha iscritto nel registro degli indagati il comandante e il capo missione della nave Eleonore dell’ong tedesca Mission Lifeline, entrata nel porto di Pozzallo con 104 migranti, dopo avere dichiarato lo stato di emergenza, forzando il divieto imposto dalle autorità italiane. Per i due l’ipotesi di reato contestata è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli atti del sequestro amministrativo da parte della Guardia di Finanza sono stati trasmessi al prefetto di Ragusa che poi ha provveduto a notificarli al comandante per le eventuali contro-deduzioni. Oltre alla sanzione, il rischio è la confisca della nave.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Marco Gaeta, ha respinto la richiesta della Procura di Palermo di archiviazione delle indagini sulla scomparsa, il 3 agosto 2007, degli imprenditori palermitani Antonio Maiorana, 47 anni, e del figlio, Stefano Maiorana, di 22 anni. Il gip ha ordinato nuove indagini in particolare su alcune impronte digitali trovate nell’automobile Smart dei due scomparsi, posteggiata nel parcheggio dell’aeroporto di Palermo. La Procura ha ritenuto di non avere gli elementi sufficienti per sostenere l’imputazione di omicidio a carico di due indagati, il costruttore Paolo Alamia e l’imprenditore Giuseppe Di Maggio. La richiesta di archiviazione è stata notificata anche a Rossella Accardo, ex moglie di Antonio Maiorana, che un anno e mezzo dopo la scomparsa dei congiunti ha perso anche l’altro figlio Marco morto suicida. La donna lo scorso luglio ha chiesto di non archiviare l’inchiesta e di concentrare l’attenzione proprio sulle impronte digitali.

E’ morto l’arciprete di Grotte, Giovanni Castronovo, originario di Palma di Montechiaro, giunto a Grotte nel gennaio del 1969, giovanissimo sacerdote nominato dall’allora vescovo della diocesi di Agrigento, Giuseppe Petralia, quale Parroco della chiesa della Madonna del Carmelo, dove adesso è stata allestita la camera ardente. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio, giovedì 5 settembre, alle ore 16, nella Chiesa Madre. Oggi su Teleacras, intorno alle ore 15, e poi intorno alle ore 21, sarà in onda un’intervista speciale di Egidio Terrana a don Giovanni Castronovo registrata nel 2015 in occasione dei 50 anni di sacerdozio.

Stabilizzazione dei 190 precari del Comune di Agrigento, la Cisl Fp chiede che l’Amministrazione comunale relazioni periodicamente sugli eventuali passi avanti compiuti si impegni a garantire un numero di ore dignitose agli stessi.

Con una lettera, inviata nella giornata di ieri, il segretario della Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito ha richiesto un incontro tra 15 giorni al sindaco Lillo Firetto per conoscere le evoluzioni concernenti la redazione degli strumenti finanziari ad oggi mancanti e le procedure messe in atto per la trasformazione dei contratti dei lavoratori a tempo determinato.

“Il tempo degli annunci è finito, così come è terminata la pazienza dei precari che hanno ormai paura che ogni promessa sia poco più che vuota propaganda – spiega Russo Introito -. Alle buone intenzioni si aggiungano buone azioni e, soprattutto, si informino i tanti precari del Comune che oggi consentono alla macchina burocratica di continuare a camminare, di quanto si sta concretamente facendo per il loro futuro. Sappiamo che l’Amministrazione sta lavorando, anche se in ritardo rispetto a quanto fatto da molti altri Comuni, per creare le condizioni necessarie. Ma questo non basta: chiediamo che, nella massima trasparenza, si tenga informato il sindacato e con esso i dipendenti per fugare ogni dubbio e rasserenare gli animi ormai esasperati”.

Il segretario Russo Introito, inoltre, sollecita il Comune a prevedere un minimo dignitoso di ore da applicare nei nuovi contratti dei lavoratori stabilizzati, “dal momento che – dice – comunque non sarebbero sufficienti le ore determinate dal contributo regionale al 31/12/2015. Crediamo sia essenziale, anche per mantenere i medesimi livelli di operatività degli uffici comunali, applicare non meno di 30 ore a tutti i lavoratori in servizio”.

Notte di furti nel centro di Agrigento. Ignoti malviventi hanno preso di mira due appartamenti dello stesso condominio in via Empedocle riuscendo ad entrare grazie all’utilizzo della chiave bulgara che permette a detta di molti di aprire anche le porte blindate.

Una volta dentro il primo appartamento i ladri hanno rovistato in tutta la casa alla ricerca di oggetti di valore ma, forse presi anche dalla fretta, non hanno portato via nulla; scena simile poco dopo in un’altra casa dello stesso stabile. Una volta dentro hanno i ladri hanno controllato l’eventuale presenza di preziosi ma anche in questo caso sono andati via a mani vuote.

I proprietari hanno chiamato la polizia che ha già avviato le indagini cercando di visionare eventuali telecamere che forse hanno ripreso il raid.

Ancora al vaglio lo strano ritrovamento dei fili: le ipotesi al vaglio degli inquirenti sarebbero diverse. Un tentativo di furto andato a male potrebbe essere una pista ma anche il maltempo degli ultimi giorni avrebbe potuto far cadere sul selciato i cavi.

Domande a cui dovranno rispondere gli inquirenti. Sul posto insieme ai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento anche i verificatori dell’Enel.

Oltre duecento metri di cavi in rame, di quelli utilizzati nei pilastri per la corrente elettrica, sono stati rinvenuti a terra in contrada Burraitotto, in una zona di campagna di Agrigento. Tutto il rione è rimasto per diverse ore senza corrente elettrica causando diversi disagi.

Anche a Palermo, all’Università, sono iniziati i test per essere ammessi alla facoltà di Medicina. All’appello si sono presentati 2500 studenti, che hanno sostenuto le prove “blindate” con 216 vigilanti. Infatti, i controlli sono stati intensificati nel timore dell’utilizzo dei micro-auricolari spia per barare all’esame. La cultura generale è risultata essere la materia più ostica.

A Licata una donna ritira la pensione, poi è in ascensore, su, verso casa, e poi, innanzi all’ingresso, un uomo l’aggredisce e la picchia di soprassalto. Lei, 84 anni di età, consegna sotto minaccia la pensione, circa 600 euro in contanti. Lui scappa. Lei telefona al 112, e descrive il malvivente. I Carabinieri la raggiungono sul posto, visionano alcuni filmati della video-sorveglianza, e scatenano una rete di posti di blocco in vari angoli della città. Dopo circa venti minuti, nel centro cittadino è intercettato un uomo simile alla descrizione e alle immagini dei filmati. I Carabinieri gli perquisiscono l’abitazione, e in uno sgabuzzino saltano fuori gli indumenti indossati durante la brutale e vile aggressione. Lui, 37 anni, di Licata, sorvegliato speciale, è stato arrestato e trasferito in carcere. Risponderà di rapina aggravata. La donna guarirà in pochi giorni dalle ferite subite.