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Pullara: “Salvini e Di Maio ci mettono la pezza- il SUD vale sette righe di programma”

Sette sono le righe dedicate alla “pezza che rattoppa” un programma che quasi neanche cita il SUD.
Una vergogna scandalosa della quale i due leader Salvini e Di Maio si sono accorti e hanno cercato, sforzandosi, di rimediare.
Per primo ho segnalato che nessuna menzione veniva fatta nel programma di Lega e Cinquestelle di un piano di investimenti strutturali per il Sud. Nessuna menzione della necessità di un ravvicinamento in termini di aggiornamento tecnologico, ammodernamento dei trasporti, infrastrutture “chiave”, strumenti di sostegno per la gestione sul territorio della crisi migratoria, potenziamento del sistema scolastico e sanitario.
Solo accenni su un reddito di cittadinanza che non si realizzerà mai e che tra l’altro il SUD non ha mai chiesto!

L’incontro definitivo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul contratto di governo, che poi definitivo non è stato, si è concluso con l’insistenza dei pentastellati sulla necessità di mettere almeno un capitolo che riguardasse il Meridione. Ecco cosa ci meritiamo per Salvini e Di Maio Noi del Sud: un capitolo risicato di sette righe. Così al 25esimo punto (l’ordine è alfabetico) del programma definitivo, quello già messo ai voti della piattaforma Rousseau, compare la dicitura Sud.
È vergognoso.
Ci avete messo la Toppa ma il SUD non ci sta.
Vi dimenticate che il Meridione ha il valore più grande che possa esistere: l’ORGOGLIO.
E la pezza, a questo punto, la potrete utilizzare per altro…. diciamo cosi!

È un dato desolante quello che viene fuori dalla serie di controlli effettuati negli ultimi giorni dagli agenti del commissariato di polizia Frontiera di Porto Empedocle e dei colleghi della sezione Volante della questura di Agrigento. Durante l’attività compiuta tra Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, una decina di giovani di età compresa fra i 15 e i 18 anni, sono stati segnalati alla prefettura, quali assuntori di sostanze stupefacenti. E sono stati sequestrati 3 grammi di hashish. Allarmante il consumo di droghe leggere da parte di ragazzini giovanissimi, il vice questore Castelli qualche giorno fa, in occasione del sequestro di altri chili di hashish parlava appunto del fenomeno dilagante,  mettendo in evidenza come si sia abbassata notevolmente l’età dei consumatori.

 

“Non dobbiamo fare elemosina a giovani”Il reddito di cittadinanza per i giovani mi sembra veramente un errore clamoroso che non aiuta il futuro del nostro Paese”. Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Catania. “Io non credo – ha proseguito – che ai nostri ragazzi noi dobbiamo fare l’elemosina. Dobbiamo metterli nelle condizioni di avere un lavoro. Noi dobbiamo creare un lavoro. La politica deve fare tutto ciò che può per permettere alle imprese, grandi, piccole e medie, al mondo dell’agricoltura, delle libere professioni, del commercio, di crescere e di svilupparsi. Non è così che noi facciamo il bene dei nostri figli”. “Io non regalo 800 al mese ai miei figli per alzarsi alle 10 del mattino e non fare nulla perché hanno un reddito – ha aggiunto – La dignità, lo dice anche Papa Francesco, é il lavoro”.

RISERVE NATURALI SICILIANE GESTITE DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: RISULTATI STRAORDINARI DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DIFESA DEL TERRITORIO. MA LA REGIONE DISERTA L’APPUNTAMENTO. GRAVISSIMO E IRRESPONSABILE. AMAREGGIATI DAL DISINTERESSE E PREOCCUPATI PER LA NATURA DELL’ISOLA.

 

Malgrado fosse stato invitato e avesse dato conferma della sua presenza, l’Assessore regionale all’Ambiente, Salvatore Cordaro, non si è presentato al convegno ‘Riserve naturali, una risorsa per il futuro della Sicilia’, che si è svolto stamattina nell’ambito della bella e partecipata manifestazione ‘Preziose per Natura. Le Riserve Naturali in Sicilia’, in corso fino a domani all’Orto Botanico di Palermo.

L’Assessore Cordaro ha perso un’occasione non solo di confronto, ma soprattutto di ascolto e di conoscenza del lavoro che le associazioni ambientaliste hanno fatto in 20 anni per la difesa e la tutela della biodiversità, spesso unica, della nostra Regione.

Non vorremmo che l’attuale governo regionale segua lo stesso atteggiamento di quello precedente, sottraendosi al confronto per definire nuove norme di riassetto nella gestione del patrimonio naturalistico siciliano. Sarebbe un atteggiamento inspiegabile e inaccettabile.

Siamo fortemente preoccupati che la sordità della Regione possa aprire le porte ad una gravissima incertezza, per non dire all’incompetenza e ad interessi speculativi che sono presenti sempre dietro l’angolo, tutti fattori che rischiano di paralizzare ogni tentativo di riforma, condannando parchi e riserve naturali all’oblio e all’abbandono, compromettendo inoltre la stagione turistica.

Noi non lo permetteremo. Ci faremo sentire, con forza.

Perché la storia delle battaglie per la protezione della natura in Sicilia è una pezzo del nostro passato di cui siamo particolarmente orgogliosi, che ha visto la mobilitazione ampia, diversa e variegata di migliaia e migliaia di cittadini, che adesso si attrezzeranno per ritornare in campo”.

LEGAMBIENTE SICILIA

LIPU

WWF

RANGERS D’ITALIA

ITALIA NOSTRA

CAI SICILIA

GRE

 

 Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galetti, ha firmato il decreto che istituisce l’AMP di Capo Milazzo e la Sicilia è diventata così la regione con più aree marine protette d’Italia, ben sette, seguita dalla Campania e dalla Sardegna dove ne sono state designate sei.
L’AMP sarà gestita dal Consorzio costituito dal Comune e dall’Università di Messina e da Marevivo.
«Per la prima volta – spiega Fabio Galluzzo, Vice Presidente di Marevivo Italia e Responsabile della Delegazione Marevivo Sicilia – la nostra associazione entra nella gestione di una AMP per la tutela del territorio e del mare. Marevivo Sicilia da anni si occupa della protezione dell’habitat marino e costiero ed è già attiva con progetti di educazione ambientale, itinerari in natura e campus all’Oasi Marevivo ad Eraclea Minoa che ha rischiato quest’anno di essere investita dal fenomeno erosivo che ha interessato questa parte della costa. Adesso avremo la possibilità di svolgere le nostre attività anche in questa Area marina protetta dal grande valore naturalistico. Per noi è un ottimo risultato e lavoreremo in sinergia con il comune e l’università di Messina coinvolgendo biologi, naturalisti, geologi ed esperti di conservazione ambientale per sensibilizzare sulla tutela dell’ecosistema marino. Un ringraziamento all’amministrazione regionale e al suo ex Assessore al territorio ed ambiente, Maurizio Croce, che ha fortemente voluto e sostenuto l’istituzione di questa settima Area Marina protetta in Sicilia».
«Lavoreremo – continua Galluzzo – con l’impegno e la libertà di pensiero che contraddistingue la nostra associazione, pioniera nella difesa del mare. Una regione come la Sicilia ha necessità di affermare la tutela del bene pubblico, perché salvaguardare significa anche bloccare l’usurpazione, promuovere il territorio e il suo sviluppo e porre rimedio ai danni provocati da anni d’incuria, per una sempre più ampia affermazione dei principi di legalità e giustizia».
In foto allegata da sinistra Sindaco di Milazzo, Giovanni Formica, Carmen Di Penta, Direttore Generale Marevivo e Prof. Salvatore Giacobbe, Università di Messina.

L’iniziativa ha preso il via tre anni addietro ad Agrigento quando il primario di Cardiologia del San Giovanni di Dio di Agrigento, dott. Giuseppe Caramanno, aprì i gazebo alla popolazione per visite specifiche gratuite.

Il dott. Ciotta condivise a pieno questa iniziativa tanto da portarla prima a Licata, due anni fa e quest’anno a Sciacca.

Tieni a mente il cuore e tieni a cuore il cervello, di che si tratta?

“Per la prima volta la cardiologia di Sciacca, sia ospedaliera  che territoriale, scende in piazza in una “due giornate” di screening cardiovascolare gratuito rivolto alla popolazione preferibilmente over 50.”

Lo screening in cosa consisterà?

“I nostri medici in equipe con la squadra degli infermieri saranno a disposizione della gente per eseguire elettrocardiogramma, visita cardiologica, misurazione della pressione , test della glicemia, colesterolo e trigliceridi.”

Il fine ?

Si tratta di prevenzione cardiovascolare e cioè dopo aver eseguito i test che dicevo assegneremo ai pazienti una “carta del rischio” propedeutica per eventuali azione sui fattori di rischio cardiovascolare ed eventualmente indicazione ad esami di secondo livello che saranno svolti in ospedale.”

Quindi la cardiologia scende in piazza ma anche apre le porte all’utenza esterna?

“Certo, è una azione bidirezionale , cioè la cardiologia  ospedaliera e territoriale si mette a completa disposizione della gente , si eseguiranno gli esami di screening , si assegneranno i profili di rischio e di conseguenza , nei casi in cui si riconosceranno le giuste indicazioni si apriranno le porte della cardiologia anche agli esami di secondo livello che si svolgono solo all’interno dell’ospedale”.

Da quando dirige la cardiologia sono state ampliate le offerte ambulatoriali al pubblico

“Grazie alla disponibilità ed all’ottima professionalità dei dirigenti medici della UO di Cardiologia sono stati attivati diversi ambulatori disponibili all’utenza esterna con regolare ricetta medica e prenotazione presso ufficio CUP”. 

In particolare quali ambulatori sono già attivi o saranno attivati?

“Gli ambulatori già attivi saranno incrementati, mi riferisco ai test ergometrici per i quali esiste una grossa richiesta da parte della popolazione e che si inserisce anche questo progetto nel programma di screening delle malattie cardiovascolari.

Saranno inoltre a brevissimo attivati ambulatori per il rinnovo dei cosiddetti piani terapeutici del farmaci, un ambulatorio dedicato di ecocardiografia e se sarà possibile anche di ecodoppler dei tronchi sopraortici, saranno inoltre presto disponibili altri registratori Holter che garantiranno anche l’offerta al pubblico”.

Gli organi istituzionali stanno  collaborando ai progetti che lei porta avanti?

“Io sono uno tenace , la direzione dell’ azienda sanitaria provinciale viene da me tartassata ogni giorno di richieste sia di personale che di strumentazione.  e devo dire che ho avuto delle risposte soddisfacenti, da quando dirigo io , a fronte di un pensionamento per limiti di età, sono arrivati altri 3 nuovi giovani e preparati medici che sicuramente possono offrire all’utenza una ottima qualità dei servizi ed una professionalità aggiornata e di sicura garanzia”.

La strumentazione?

“Sono in itinere diversi progetti in via di definizione, sono stati richiesti registratori holter, aggiornamento del sistema test ergometrico, arriveranno 2 nuovi ecografi di cui uno portatile per la terapia intensiva, aggiornamento tecnologico dei poligrafi per l’emodinamica”.

A proposito dell’emodinamica che mi dice?

“La nostra emodinamica offre un servizio H 24 di elevatissima qualità per la gestione della rete IMA attiva in questo territorio e che copre parte della provincia di Trapani, tutto ciò nonostante siano solo tre gli emodinamisti dedicati. L’ASP ha attivato un quarto posto ma ad ora il dirigente medico dedicato e formato in emodinamica non è stato ancora reperito”.

Lei rappresenta sicuramente, anche in virtù della sua età il volto giovane e di rilancio della cardiologia saccense ed agrigentina in toto, cosa commenta?

“Sono al servizio dei miei superiori e della gente, faccio quello che mi dicono di fare e cerco di farlo bene, ogni giorno, tutti i giorni”.

 

Dopo Casteltermini, Favara e Porto Empedocle, anche il Comune di Aragona ha dichiarato il dissesto finanziario. A conclusione di un serrato e polemico confronto, che si è protratto 5 mesi, il Consiglio comunale ha deliberato il fallimento finanziario. Il Comune ha debiti per circa 13 milioni di euro: sono state contate 183 imprese le cui fatture sono state ricevute dal Comune e non sono state pagate. E delle 183, sono 70 le imprese aventi sede nel territorio comunale di Aragona. Il sindaco di Aragona, Pendolino, spiega: “Non siamo riusciti a rimettere le cose a posto, ci siamo resi conto che era una strada inevitabile. Non si riusciva a raggiungere il pareggio di bilancio per 2 milioni di euro. In queste condizioni non era possibile garantire i servizi minimi. I cittadini devono stare tranquilli. Col dissesto non succede nulla, si chiude un capitolo e se ne apre un altro e non aumenteranno neppure le aliquote delle tasse che sono già al massimo”.