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Requisitoria dei Pubblici ministeri stamani nel corso dell’udienza del processo che si celebra col rito abbreviato a Palermo davanti al Gup Fabrizio Molinari scaturito dall’inchiesta, condotta dalla Dia di Agrigento agli ordini di Roberto Cilonasu una estorsione in danno di due imprenditori di Agrigento, Ettore e Sergio Li Causi.

 

I pubblici ministeri della Dda Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, dopo oltre un’ora di intervento, hanno chiesto di affermarsi la responsabilità penale dei due imputati e condannare a dieci anni di reclusione Antonio Massimino ed a sette anni Liborio Militello.

La pubblica accusa, contestualmente, ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura per ciò che concerne la deposizione del teste (chiamato a deporre dalla difesa degli imputati)  Salvatore Gambino, 46 anni, agrigentino, titolare di una ditta di impianti elettrici che era stato coinvolto, in un primo momento quale mandante di un episodio estortivo prima che la sua posizione venisse archiviata.

Per lui i due pubblici ministeri, che hanno depositato due conversazioni intercettate del 7 novembre 2016,  hanno avviato un procedimento penale con l’accusa di falsa testimonianza.

Gambino, interrogato in udienza aveva dichiarato: “Non conosco Antonio Massimino e mai mi sono rivolto a lui. Né conosco Liborio Militello. Li Causi, è animato da astio per questioni familiari. Da tempo ho sparso voce che Li Causi era mio debitore e per questo ho dovuto pagare il prezzo di essere indagato. I Li Causi hanno con me un debito di 85 mila euro e ho fatto loro un decreto ingiuntivo per riscuoterlo”.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 aprile per le repliche.


Oggi, nella sede di Catania della regione Siciliana, la Conferenza di lancio del “FESTIVAL SICILIANO DELLA FAMIGLIA E DEL NETWORK COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA” per costruire percorsi di ben-essere familiare e sviluppo territoriale

Una sala gremita quella che oggi ha accompagnato lo “start” del percorso che porterà la Città di Catania ad ospitare la prima edizione del “FESTIVAL SICILIANO DELLA FAMIGLIA E DEL NETWORK COMUNI AMICI DELLA FAMIGLIA”, evento regionale con un forte impatto nazionale, che dal 28 giugno all’1 luglio animerà la città etnea con 4 giorni di focus, eventi e approfondimenti di alto profilo che mirano a riportare la Famiglia al centro del dibattito e delle politiche di sviluppo della Sicilia, e tante attività di intrattenimento per i bambini e ragazzi.

L’appuntamento rientra tra le attività programmate dal Forum Nazionale, Regionale e Provinciale, ha già ricevuto il Patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Sicilia, dell’Università degli Studi di Catania e del Comune di Catania e sarà l’occasione per convogliare le principali realtà che in Italia si occupano di politiche familiari.
“Vogliamo parlare al ceto medio – ha dichiarato Dario Micalizio Presidente Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia – alle famiglie che vanno a lavorare ogni giorno e che vogliono essere libere di poter mettere al mondo dei figli senza diventare povere. Purtroppo questo in Italia e in Sicilia non avviene, tranne in territori come il Trentino dove la famiglia viene “attenzionata” con particolare considerazione per la donna e il valore dei figli. Dobbiamo far comprendere che la famiglia è una risorsa per il Paese e noi vogliamo dialogare trasversalmente con tutte le forze politiche”.
Politiche familiari anche in Sicilia, questa la richiesta del Forum regionale, che segna una linea netta di demarcazione tra le politiche per la famiglia che guardano al nucleo della società come fonte di benessere, da quelle “sociali” che intervengono quando nel contesto familiare si evidenza una problematica.
Prestigiosa presenza quella del dott. Luciano MALFER Dirigente Generale dell’Agenzia per la Famiglia della Provincia Autonoma di Trento; un modello, quello trentino, che certamente costituisce best practice alla quale uniformarsi.
La Famiglia – ha evidenziato Malfer – non va trattata solo in relazione a contesti problematici ma come generatore di sviluppo attuando politiche dedicate che spesso non richiedono un impegno finanziario ma si realizzano con reti collaborative pubblico-private che agiscono in sinergia sul territorio.
Tra gli speaker Francesco Bianchini , Consigliere nazionale Forum delle Associazioni Familiari. “La competitività di una Regione – ha sottolineato Bianchini – si costruisce con giovani dinamici che hanno un lavoro”; un affondo quindi sul tema della denatalità spesso al centro delle campagne e delle battaglie del forum nazionale.
Grande interesse e apertura dall’Assessorato regionale al Turismo, presente con Raoul Russo, delegato dell’Assessore Pappalardo che ha espresso la volontà di operare un proficuo scambio con la regione Trentino per migliorare l’offerta turistico-ricettiva dedicata alle famiglie anche in Sicilia.
Il format proposto vuole portare in Sicilia l’attenzione sulla famiglia, coinvolgendo il mondo della politica, dell’impresa, delle associazioni, dello spettacolo, della stampa, delle scuole, dell’Università, delle chiese e di tutti gli ambienti dove nasce, cresce e si sviluppa la famiglia.
Questo evento sarà anche l’occasione per il coinvolgimento dei comuni Siciliani al Network nazionale “Comuni Amici della Famiglia” (consultabile nel sito http://www.trentinofamiglia.it/Family-in-Italia) ragion per cui ANCI Sicilia Giovani e numerosi amministratori, della provincia di Catania e non, hanno scelto prendere parte alla presentazione. Gli organizzatori hanno voluto invitare alla presentazione i candidati a Sindaco del Comune di Catania perché potessero ascoltare le proposte che il Forum delle associazioni familiari avanzerà agli amministratori comunali e regionali. Hanno accettato l’invito Emiliano Abramo, Giovanni Grasso e Salvo Pogliese.
il Network nazionale dei Comuni amici della famiglia, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Alghero e dall’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, costituisce la rete dei Comuni che promuove politiche per il benessere della famiglia sulla base del know-how sviluppato dalla Provincia autonoma di Trento. Si tratta di una nuova frontiera per le politiche pubbliche e per lo sviluppo e vuole diffondere sull’intero territorio nazionale una cultura promozionale e non socio-assistenziale della famiglia, collaborando e sostenendo altre Amministrazioni locali che intendono introdurre politiche familiari innovative ispirate al principio del “New public family management”.
Tra i temi che verranno trattati durate il festival, oltre a quello dei Comuni Family Friendly e del modello della Provincia Autonoma di Trento, vi saranno anche i seguenti:
• La povertà, il Fattore Famiglia regionale;
• Il pubblico ed il privato al servizio delle Famiglie ed il principio di sussidiarietà;
• Solidarietà e accoglienza familiare e le Reti di famiglie;
• I servizi per la prima infanzia, ragazzi, giovani ed anziani, disabilità.
• Il tempo libero e le attività ludiche una opportunità di aggregazione familiare, i Family Hotel;
• l “Patto per la natalità” e il rapporto tra Scuola e Famiglia.

Presenti anche molte delle oltre 140 associazioni aderenti al Forum Siciliano della Famiglia e, a conferma dell’interesse e del sostegno al percorso e all’evento lanciato oggi, anche alcune associazioni di categoria tra cui la Compagnia delle Opere e Coldiretti. Si auspica anche il coinvolgimento delle altre Associazioni di Categoria e dei vari Albi professionali, in quanto si vuole coinvolgere tutto il tessuto socio economico della nostra società.

L’iniziativa è completamente autofinanziata dalle associazioni e dal contributo delle aziende; con i fondi raccolti, oltre a coprire le spese organizzative, verranno finanziate delle case di accoglienza per minori in affido e ragazze madri in provincia di Catania.
www.sicilia.forumfamiglie.org

 

Il prossimo 24 aprile innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, inizierà il processo a carico di 27 impiegati al Comune di Palma di Montechiaro presunti “furbetti”. Per i 27, 11 dei quali hanno già subito il provvedimento di sospensione dal servizio, la Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio. Secondo gli inquirenti, tra l’altro, i 27 dipendenti pubblici sarebbero andati a convegni sulla legalità durante l’orario di lavoro, oppure si sarebbero allontanati per shopping o per funerali e trigesimi: il tutto dopo avere timbrato regolarmente il cartellino attestante la loro presenza da retribuire.

L’hotspot, il centro d’accoglienza per migranti a Lampedusa, in contrada Imbriacola, non è del tutto chiuso, ma è utilizzato per gli arrivi cosiddetti “programmati”, ossia per ospitare i migranti recuperati nel Canale di Sicilia o in acque libiche, oppure sotto costa o con sbarchi autonomi. Lo scorso 10 aprile l’avvocato genovese Alessandra Ballerini, legale dell’associazione “A buon diritto”, ha chiesto accesso agli atti amministrativi sulla chiusura del centro e sui lavori di ristrutturazione. La Prefettura di Agrigento all’avvocato Ballerini ha risposto: “Non risulta che sia mai stata disposta la chiusura dell’hotspot di Lampedusa, nemmeno a seguito dell’incendio dolosamente appiccato dagli immigrati tunisini ad uno dei padiglioni, l’8 marzo 2018”.

Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia esprime solidarietà al dipendente dell’Azienda Sanitaria di Agrigento brutalmente aggredito nella giornata di mercoledì scorso durante l’espletamento della propria attività lavorativa. 
Nello stigmatizzare ogni episodio di violenza, il Coordinamento si impegna ad incontrare la propria deputazione regionale al fine di discutere e concordare azioni atte a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Sandro Bennici, presidente dell’Associazione di Protezione Civile GISE di Agrigento, è stato eletto componente del comitato provinciale di Protezione Civile in rappresentanza delle ventisette associazioni di volontariato e gruppi di protezione civile firmatari del contratto con il Libero Consorzio di Agrigento. Si tratta, com’è noto, del Comitato presieduto dal Presidente (in questo caso il Commissario Straordinario dr. Girolamo Alberto Di Pisa) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, e composto dal Prefetto o suo delegato, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, dirigente generale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, dirigente Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, ingegnere capo del Genio Civile, direttore generale ASP Agrigento, direttore ARPA S.T. Agrigento, presidente provinciale Croce Rossa Italiana, direttore Settore Ambiente e Prot. Civile Libero Consorzio Comunale, responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale, comandante Polizia Provinciale, un rappresentante del 118 e il rappresentante delle Associazioni di Volontariato.

Ancora “furbetti” che buttano la spazzatura per strada e ancora multe ad Agrigento.

In alcuni casi i trasgressori sono stati filmati da telecamere di videosorveglianza, in altri, invece, gli agenti, coadiuvati dal personale della ditta che si occupa della raccolta, attraverso quanto ritrovano nei sacchetti della spazzatura, è riuscita a risalire agli incivili.

. Il sistema telematico che dovrebbe aiutare gli imprenditori a partecipare ai bandi messo in piedi dalla Regione per accedere ai fondi UE ha fallito. Almeno, l’ultimo appuntamento, quello relativo all’avviso 3.1.1.03, ha fatto penare i funzionari di Confcommercio che hanno tentato invano di accedere alla misura “Aiuti alle imprese esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Questo sistema è inaffidabile. Il portale gestito da Sicilia Digitale non ha funzionato all’apertura, proprio quando è importante arrivare tra i primi, essendo le istanze valutate in ordine cronologico. Il disagio causato dal mal funzionamento della piattaforma regionale si è trasformato in un disservizio per le imprese associate. Stranamente, nel momento in cui il portale ha ripreso a funzionare, è risultato saturo non accettando più le nuove istanze. Non conosciamo i motivi, non esprimiamo giudizi ma ci pare evidente che debbano essere accertate le responsabilità.

Vive, vivissime congratulazioni all’amministrazione comunale di Agrigento con in testa il sindaco Calogero Firetto. Un’altra perla di questa gestione politica si sta palesando in questi giorni in via Garibaldi dove si stanno cambiando le lampade della pubblica illluminazione. Per chi non si fosse trovato a passare in questa strada dello storico quartiere del Rabato dopo le 19.30, è il caso che si sappia che il buio non è temporaneo ma definitivo. Con le nuove “luci” infatti, la strada è in uno stato di totale penombra, in barba ai proclami via comunicati stampa che annunciavano questi interventi come migliorativi. La strada è sostanzialmente al buio. Le migliaia di turisti che affolleranno i Bed and Breakfast durante l’estate, avranno bisogno più di una mappa per trovare la porta d’ingresso delle loro residenze, la sicurezza dei residenti sarà messa a dura prova e anche tornare a casa in inverno, quando fa buio alle 16.30, non sarà certamente bello. La riflessione nasce spontanea: “Ma in questa amministrazione, oltre alle luci, accendono anche il cervello prima di prendere scellerate decisioni che ledono il diritto sacrosanto dei cittadini ad avere una migliore qualità della vita?” Come gli era venuto in mente di candidarsi a Capitale della cultura se non siamo neanche capaci di asfaltare una strada o di illuminare un prezioso scorcio di centro storico pieno di chiese e cortili che stanno cercando faticosamente di rinascere? Come è possibile che questi amministratori non si pongano la domanda se certe decisioni aiutano o danneggiano l’economia e la sicurezza di un intero quartiere? A chi toccherà dopo? Quali altre zone della città verranno spente? Grazie sindaco, anche di questo e grazie a tutti quei consiglieri comunali che vengono al Rabato solo in caccia di voti”.

(lettera firmata di 25 residenti di via Garibaldi)