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Non c’è pace per gli utenti del servizio idrico agrigentino. Altro che riduzione della bolletta, c’è di più. Terminata le gestione dell’acqua da parte della società privata Girgenti Acque, parrebbe che l’inizio della nuova gestione pubblica non sia iniziata nel migliore dei modi.
Questa neonata Azienda consortile, interamente pubblica, nata dalle ceneri della precedente, pare stia agendo come la prima, forse peggio.
Succede che nella prima bolletta, intestata Aica, gli utenti della provincia si sono visti addebitare, tra le spese del servizio di acqua e fognatura, anche quelle riguardanti il deposito cauzionale, la prima rata di quattro in totale. Ogni rata è di 11,50 euro per un totale complessivo di 46 euro.

Il problema sta nel fatto che gli utenti avevano già pagato tale deposito cauzionale a Girgenti Acque, quindi si tratterebbe di pagare una seconda volta una spettanza a cui gli utenti hanno già fatto fronte.
Per questo, ritenuto abuso, i cittadini hanno cominciato a contestare l’addebito, tempestando di telefonate, mail e raccomandate la sede dell’Aica chiedendo conto e ragione di questo ingiustificato esborso.
La gente si è anche rivolta alle associazioni dei consumatori che, a loro volta, si sono subito attivate chiedendo un incontro con i vertici dell’Aica nella speranza di convincerli che l’addebito in bolletta del deposito cauzionale non andava fatto.

La pandemia coronavirus nella provincia agrigentina, e i dati in dettaglio diffusi dall’Azienda sanitaria provinciale. I nuovi casi positivi sono 10 su 377 tamponi effettuati. Nessuna vittima. Gli attuali positivi sono 272, di cui 258 in isolamento domiciliare, e 14 ricoverati in ospedale. Sono 6 all’ospedale di Agrigento, 6 a Ribera di cui uno in terapia intensiva, e 2 in ospedali fuori provincia. Ad Agrigento gli attuali positivi sono 9, di cui un migrante.

Poi Aragona: 1; Bivona: 7 ; Cammarata: 1 ; Caltabellotta: 1; Campobello di Licata: 9 ; Canicattì: 67 ; Castrofilippo: 4; Cattolica Eraclea: 3; Favara: 15; Grotte: 5; Licata: 23; Menfi: 5; Montallegro: 4; Palma di Montechiaro: 39; Porto Empedocle: 17 ; Racalmuto: 4; Raffadali: 1; Ravanusa: 7; Realmonte: 2; Ribera: 5; San Biagio Platani: 1; San Giovanni Gemini: 4; Santo Stefano Quisquina: 1; Sciacca: 15; Siculiana: 7 di cui 4 sono migranti isolati a “Villa Sikania”. Sono 15 i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza.

A Canicattì, un’autobotte che stava eseguendo la periodica irrorazione del campo di gioco, è sprofondata all’interno dello Stadio Carlotta Bordonaro. È accaduto proprio in prossimità del famoso muro di cinta confinante con la Villa comunale. Il sindaco Ettore Di Ventura dichiara:”E pensare che in questi giorni, su quel campo, avrebbero dovuto esserci i mezzi di lavoro dell’impresa che ancora attende di poter avviare le opere di riqualificazione. Quanto successo testimonia ulteriormente  che tale intervento non è più rinviabile.”

“Il recupero dei crediti che le imprese, impegnate nel servizio idrico integrato nel territorio agrigentino, vantano sotto la gestione commissariale, non può restare un tema irrisolto”.

I vertici provinciali della CNA di Agrigento, a cui le aziende fornitrici, una ventina, si sono affidate per la rappresentanza sindacale, promettono di non lasciare nulla di intentato per il recupero delle somme non percepite, complessivamente circa 1milione di euro,  a fronte di lavori regolarmente eseguiti.

“Apprezziamo la disponibilità del Prefetto Cocciufa, a cui va il nostro ringraziamento per la sensibilità mostrata. Ci ha accolti, ricevuti ed ascoltati ma la soluzione, è stata chiara, va individuata su altri Tavoli istituzionali. E noi raccogliamo il suggerimento, pienamente consapevoli che la risposta ce la deve dare lo Stato, chiamato ad onorare gli impegni formalmente assunti da proprie articolazioni – affermano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto –  e non può essere altrimenti. In caso contrario significa che il sistema democratico del nostro Paese è fortemente malato e non in grado di dare risposte e certezze e garantire i diritti alle comunità. Queste imprese, per intenderci, hanno effettuato un servizio essenziale per il territorio, hanno anticipato persino i costi per l’acquisto dei materiali per assicurare l’erogazione dell’acqua nelle case degli agrigentini, per consentire alle condotte idriche, fognarie e agli impianti di depurazione di essere sempre efficienti. E lo hanno fatto su preciso input dello Stato, tenuto conto che a fine 2018 la Commissione, chiamata a gestire Girgenti Acque dopo le note vicende giudiziarie, è stata nominata dalla Prefettura di Agrigento. Adesso, a seguito dell’entrata in campo della curatela fallimentare, nel periodo che va dal 16 marzo 2021, giorno in cui è stata dichiarata l’insolvenza della società, al 2 agosto dello stesso anno, data in cui si è insediata l’Aica, sembra essersi creato un clamoroso vuoto per il quale nessuno vorrebbe risponderne. Chiariamo subito che a reggere le fila di Girgenti Acque c’era un commissario prefettizio. Lo Stato dunque non può e non deve lavarsene le mani, lasciando nel dramma le imprese, che rischiano il fallimento. Quello che salta agli occhi, in modo lampante ed inequivocabile, è come le proprie articolazioni camminino con le gambe divaricate, fermo restando che il rischio di cadere e precipitare nel burrone è delle aziende, colpevoli di essersi fidate delle Istituzioni. Noi non vogliamo perdere questa fiducia ed, in attesa di intraprendere un percorso legale sotto il patrocinio dell’avvocato Stefano Catuara, lanciamo un ultimo ed estremo grido d’allarme. Facciamo appello a chi ha la responsabilità di governo del territorio, a vario livello, – concludono Di Natale e Spoto – affinché si trovi una rapida soluzione alla delicata vertenza che, in assenza di provvedimenti adeguati e mirati, rischia di produrre effetti devastanti in termini sociali, economici ed occupazionali”.   Fermo restando che a fronte di alcun riscontro positivo seguiranno anche plateali forme di protesta”.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato ai domiciliari un residente di 52 anni, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Lui è stato sorpreso in possesso di 16 grammi di hashish. Nel corso della perquisizione domiciliare i Militari, oltre allo stupefacente, hanno rinvenuto anche due bilancini elettronici di precisione e del materiale compatibile con un’attività di taglio e confezionamento della sostanza. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente, con l’aggravante di aver commesso il reato in regime di sorveglianza speciale. La droga ed il materiale sono stati sequestrati e resi a disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca.

Il coordinamento di Legacoop Sicilia occidentale Agrigento – Palermo – Trapani, tramite il coordinatore Domenico Pistone, esprime preoccupazione a seguito della bocciatura dei progetti attinenti al fondo rurale e all’agricoltura irrigua, presentati dalla Regione Sicilia, bocciati e non ammessi nel bando del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E afferma: “Si tratta certamente di un colpo per l’agricoltura siciliana, che conferma le preoccupazioni già espresse negli scorsi mesi circa il rischio che il sud e la Sicilia potessero perdere la straordinaria occasione del Pnrr. Vogliamo ancora una volta, come Legacoop, ribadire che l’Europa ha stanziato queste risorse per ridurre il divario infrastrutturale tra il nord ed il sud, e promuovere la coesione territoriale. Al di là delle responsabilità sulla qualità dei progetti riteniamo, ancora una volta, indispensabile lanciare un appello a tutte le forze politiche e sociali affinché si possa fare fronte comune al fine di consentire alla Sicilia di essere competitiva e credibile rispetto ad un’occasione straordinaria quanto irripetibile. Come Legacoop siciliana, già il prossimo giovedì 7 ottobre, attraverso la nostra iniziativa di metà mandato, vogliamo, a fronte dei rischi connessi all’eventualità che la Sicilia non sappia cogliere quest’occasione del Pnrr, confrontarci con esponenti delle Istituzioni, della politica, del sindacato e dell’economia”.

Ad Agrigento, a San Leone, ad un posto di blocco stradale, è accaduto che i Carabinieri si sono insospettiti per il comportamento anomalo di un giovane, e lo hanno sottoposto all’etilometro. Lui, di 18 anni, è risultato, alla seconda misurazione, con un tasso di alcol dello 0,90 per ogni litro di sangue. A suo carico è scattata una denuncia penale per l’ipotesi di reato di guida in stato d’ebbrezza. E la patente, appena conseguita, gli è stata ritirata. L’automobile non è stata sequestrata, perché non intestata al 18enne.

Il Tribunale di Agrigento ha disposto il rinvio a giudizio di Youssef Abid, 21 anni, immigrato dal Marocco, imputato di tentato omicidio con le aggravanti dell’avere agito per futili motivi. A Licata, nell’agosto del 2019, tra il 24 e il 25, l’africano, dopo avere litigato con un altro marocchino, sarebbe ritornato a casa, si sarebbe procurato un coltello, e avrebbe ferito il connazionale con diversi fendenti alla schiena provocandogli ferite all’emitorace. E l’indomani lo avrebbe colpito al volto con una bottiglia di vetro provocandogli vaste ferite lacero-contuse al viso. La seconda aggressione ha provocato uno sfregio permanente alla vittima. L’extracomunitario risponderà anche del reato di porto di coltello fuori dalla propria abitazione senza un giustificato motivo. Prima udienza il prossimo 26 gennaio.

I Carabinieri della stazione di Camastra hanno eseguito un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria tedesca, e hanno arrestato un uomo di 34 anni, A D A sono le iniziali del nome, domiciliato a Camastra, ricercato dal dicembre scorso per rapina aggravata in concorso a danno di un’anziana, e omicidio volontario. Lui è stato riconosciuto e bloccato per le strade del paese. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento.