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 Sullo scandaloso titolo del Fatto Quotidiano relativo ad un articolo su una presunta terra dei fuochi a ridosso della Valle dei templi interviene il consigliere comunale Gerlando Gibilaro che dichiara:
“Traendo spunto dalla recente notizia che vede    ” una sorta di terra dei fuochi a pochi passi dalla Valle dei Templi”,ritengo,opportuno e doveroso porre all’attenzione dell’opinione pubblica in generale,alcuni semplici spunti di riflessione. Fortunatamente ad Agrigento, siamo tutti uguali e tutti diversi, infatti ci sono persone che quotidianamente lavorano anche in silenzio per migliorare la Città e persone che verosimilmente quotidianamente la denigrano con  grave pregiudizio nazionale con fatti che non corrispondono al vero. 
Ora, cari Agrigentini capaci di capire, corrisponde al vero la notizia che “una sorta di terra dei fuochi del Comune di Ioppolo Giancaxiosi si  trova a pochi passi dalla Valle dei Templi? 
Sicuramente no. 
Credo sia venuto il momento di farne una questione sì locale , ma anche e soprattutto una “questione morale” .
Non è tollerabile il silenzio della Politica a partire dal Primo Cittadino della città di Agrigento, fino ad arrivare ai Deputati Nazionali, Regionali nonché ai consiglieri comunali, tranne ché, per questi, la Valle dei Templi si trova al Comune di Ioppolo Giancaxio! 
La politica oggi, più che mai, deve prendere posizione, ha il dovere di difendere la città di Agrigento e la Valle dei Templi di fronte a tali affermazioni. 
Per me “una sorte di terra dei fuochi” (ove è in corso un’indagine),ad onor del vero e della completa intelligenza, non si trova a pochi passi dalla Valle dei Templi, ma verosimilmente in un altro Comune! 
Così è se vi pare, diceva Luigi Pirandello. 

Dopo innumerevoli segnalazioni in merito la nuova segnaletica stradale che di fatto paralizza i commercianti situati in quella zona della Città e dopo le sistematiche multe che gli utenti si vedono recapitare come pacco regalo sui propri autoveicoli ,come intende muoversi l’amministrazione Firetto e l’assessore Battaglia affinchè venga ripristinata la normalità? A quando gli interventi? Assessore Battaglia ha fatto il sopralluogo che io personalmente le avevo richiesto mesi addietro ,così da rendersi conto del disagio che quotidianamente vivono quei commercianti  vedendosi sparire i propri clienti vessati dalle multe e ritrovandosi con le casse delle proprie attività sempre più vuote?.Assessore Battaglia i cittadini di Viale Sicilia ed il sottoscritto rimaniamo in attesa di un suo intervento volto a ripristinare la normalità che dopo trent’anni è stata stravolta.

A dichiararlo il già Assessore a “a titolo gratuito” Salvatore Borsellino.

Il consigliere comunale di Agrigento, Alessandro Sollano, allegando delle fotografie testimonianza, denuncia il grave stato di degrado e di abbandono in cui versa la via Regione Siciliana ad Agrigento. Sollano afferma: “Che la città di Agrigento è trascurata è sotto gli occhi di tutti. Che le vie e i quartieri sono abbandonati a se stessi è diventata una normalità. Ma se a questo dobbiamo aggiungere i rischi derivanti dalla possibilità di incidenti causati dalla poca visibilità per il mancato discerbamento allora ciò è assurdo. In via Regione Siciliana i veicoli devono fare lo slalom per evitare impatti improvvisi, mettendo a serio rischio la vita delle persone. L’amministrazione comunale avverta il senso di responsabilità e rimedi

 

Vigilare sugli Enti gestori delle nostre infrastrutture viarie

INARSIND Agrigento (sindacato ingegneri ed architetti liberi professionisti) prendendo spunto dalle recenti questioni inerenti il crollo del ponte Morandi di Genova, sollecita gli Enti ed i soggetti preposti ad incrementare il controllo sullo stato in cui si trova il patrimonio edilizio e viario pubblico. Pur essendo prioritaria tale azione di controllo i tempi della burocrazia hanno fatto sì che ci volessero due mesi soltanto per nominare il Commissario Straordinario che si occuperà della ricostruzione del nuovo ponte Morandi di Genova. Nel nostro territorio a fine agosto scorso si era aperto un vivacissimo dibattito sull’opportunità di abbattere o meno il viadotto Akragas (Morandi) che collega Agrigento a Porto Empedocle.
Grazie anche all’intervento prima degli Ordini Tecnici professionali e subito dopo di Legambiente si é riusciti a riportare il dibattito nelle giuste sedi, evitando conclusioni indotte da spinte emotive, senza che le stesse siano supportate da esami tecnici adeguati. L’ipotesi di demolizione avanzata da alcuni, ad oggi non ci sembra sia fondata su basi razionali e su adeguate considerazioni tecniche, economiche e sociali. Le condizioni reali sullo stato di salute del ponte deve essere certificato dall’ANAS, che è il soggetto preposto alla gestione. Se il ponte può essere recuperato, adeguandolo alle sopravvenute norme tecniche, ivi incluse quelle sismiche, l’ANAS deve quantificare costi e tempi degli interventi in modo che chi ha l’onere e l’onore di fare le grandi scelte politiche, valuti i costi ed i benefici delle varie soluzioni e poi decida nell’interesse della collettività. Noi professionisti siamo a disposizione per supportare la Governance politica nelle valutazioni tecniche che non possiamo demandare a soggetti privi di competenze.
Dopo la riunione di giorno 7 settembre scorso, tenutasi nei locali del Comune di Agrigento alla presenza anche di ANAS, si è appreso che l’Ente Gestore era in condizione di mettere in sicurezza l’opera viaria. Così come chiesto dagli Ordini Professionali, sembrava che il soggetto gestore avrebbe a breve consegnato agli Enti preposti la documentazione inerente le verifiche strutturali con i relativi costi e il progetto di adeguamento per riaprire l’arteria prima possibile.
E’ già trascorso più di un mese da quella data e ad oggi non vi sono aggiornamenti.
Il territorio ha bisogno di tempi certi, per il viadotto Morandi così come per gli altri ponti e cavalcavia diffusi in tutta la Provincia. Gli Enti locali e provinciali devono fare la propria parte sollecitando l’ANAS ad effettuare le verifiche e pianificare gli eventuali interventi di recupero, non limitandosi alla chiusura totale o parziale. 

La stagione parte il 25 ottobre 2018 alle ore 18e15 nella saletta teatro dell’Empedocleo, con lo spettacolo “Boom….CameraRidens” e si concluderà il 24 maggio 2019.

Il cartellone presenta otto spettacoli esclusivi, proponendo messe in scena  teatrali tra recitazioni, canti lirici, polifonici e pop e coinvolge tutta la storia artistica del territorio,con le presenze storiche da Giovanni Moscato a Lia Rocco, Alfio Russo, Alfonso Marchica,Rosaria Leto,Antonio Garufo,Antonio Zarcone,Salvatore Nocera Bracco, e con le generazioni artistiche più recenti da Maria Grazia Castellana a Maria Fantauzzo,Rosa La Franca, Antonella Morreale,Giuseppe Gramaglia,Lillo D’Aleo,Massimo Agozzino Angelo Provenzano,Angelo Cinque,Gioacchino Marrella e con il coinvolgimento artistico del Coro polifonico Terzo Millennio diretto dal maestro Domenico Mannella,del soprano Caterina Pistone,della pianista classica Isabella Di Salvo e con la giovanissima cantante pop Samuela Vullo e la storica cantante Francesca Cosentino,ed ancora con la cantante russo-agrigentina Irina Zobacheva,la zarina.

Con la partecipazione  straordinaria dell’attrice Berta Ceglie e del protagonista del teatro siciliano Mario Sorbello con la cantante folk Agata Taormina.

E ancora con la collaborazione dell’Accademia delle BB.AA. Michelangelo,della scuola di ballo Lunarossa, del filmaker Diego Romeo,di Andrea Cassaro,Giuseppe Portannese e di Salvatore Cucchiara.

Un Cartellone sintesi e crogiolo   della grande anima artistica agrigentina ,espressione unica -per articolata programmazione -delle infinite realtà artistico-culturali della terra di Pirandello.

Con autori selezionati in modo specifico e innovativo da Sciascia,nel trentennale della scomparsa, ad Auden,Buttitta,Campanile,Martoglio,Pirandello giovane,

Una iniziativa teatrale a costo zero,con intervento gratuito di tutti i partecipanti,all’insegna della vitalità culturale e artistica  esclusiva della nostra città millenaria e dei territori circostanti. 

Amaro inizio di settimana al mattino di oggi per il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava. Una lettera contenente un proiettile calibro 7.65, indirizzata al presidente della commissione parlamentare d’indagine sulla mafia, è stata recapitata a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale. La Digos ha già provveduto al sequestro della busta e del contenuto. Fava è stato eletto alla presidenza della Commissione regionale antimafia lo scorso 16 maggio. Già dal mese successivo, la Commissione ha avviato un’indagine conoscitiva sul cosiddetto “sistema Montante”, mentre da luglio indaga anche sul fronte dei depistaggi sulla strage di via D’Amelio emersi dalla sentenza del Borsellino quater. Nei giorni scorsi all’Assemblea è stata approvata la legge proposta da Claudio Fava sull’obbligo per i parlamentari regionali di dichiarare la propria eventuale appartenenza a logge massoniche.

Il Vice Presidente Vicario dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, ha presentato una mozione, con la quale impegna il Governo regionale a riconoscere lo stato di calamità naturale su tutto il territorio della Sicilia, a seguito della compromessa raccolta di uva da tavola, in particolar modo nell’agrigentino, a causa del fenomeno del Cracking” o spaccatura del frutto.

L’iniziativa del parlamentare fa seguito al grido d’allarme lanciato, da diversi mesi, da agricoltori, produttori ed agronomi, per i quali anche l’attuale stagione agricola, legata alla raccolta dell’Uva Italia, è fortemente a rischio per la presenza di tale fisiopatia. E ricordano come già nove anni fa, nel 2009, il comparto della zona del canicattinese visse una delle stagioni peggiori in fatto di raccolta di uva, per la presenza, appunto, del “Cracking”, dovuto, secondo le analisi degli esperti, tra gli altri, alla gestione idrica, alla situazione climatica, alla suscettibilità della varietà “Uva Italia” e di prodotto. Inoltre, secondo gli agronomi, le giornate molto calde e secche di due settimane fa hanno provocato una forte domanda evapotraspirativa, senza contare che nella quasi totalità delle aziende non è mai presente un sistema di monitoraggio dell’acqua nel terreno, quindi è molto facile che ci siano stati eccessi di irrigazione o ancora peggio difetti di irrigazione in giorni in cui la domanda evapotraspirativa era molto alta.

Considerato che l’annata agraria 2018 per l’uva da tavola sarà ricordata, oltre che per la difficile situazione dei mercati, anche per il cracking,  fenomeno che sta colpendo  la Sicilia, soprattutto le aree di  Canicattì e  Mazzarrone, tanto che il Comune della provincia di Catania ha richiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità e nei prossimi giorni uguale proceduta avvieranno anche i Comuni della Provincia di Agrigento, Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra, Palma di Montechiaro e ritenuto che la partenza a macchia di leopardo della frammentata produzione precoce siciliana ha determinato un inizio al ribasso (-15/20% dei prezzi) che, in giorni di piena stagione come questi, quando sono appena entrati in produzione anche Puglia, Spagna e Marocco, determinano prezzi al produttore che non arrivano neanche a 50 centesimi con picchi in discesa fino a 30 quando la copertura dei costi sarebbe garantita dai 70 centesimi al chilo in su. E, ancora, accertato che l’entità dei danni verificatisi nell’annata 2018 può considerarsi eccezionale a causa di una combinazione di condizioni ambientali particolarmente favorevoli al cracking sia in fase di allegagione che in fase di post-invaiatura, il Vice Presidente dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, impegna il Governo della Regione, con la presente mozione, a  riconoscere lo stato di calamità naturale  nel  territorio della Regione Siciliana ove la produzione dell’uva, denominata “Uva da tavola di Canicattì”, risulta essere quantitativamente e qualitativamente danneggiata da fisiopatie della vite conseguenti a fenomeni di cracking (o spacco). E ancora, impegna il Governo a   recepire,   tempestivamente, ogni  iniziativa   finalizzata  alla quantificazione   dell’entità  dei    danni   alle  produzioni  in  coerenza  con   quanto previsto dalle legislazioni in materia.