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Si è appena conclusa in Commissione Territorio Ambiente e Mobilità, l’audizione avente ad oggetto “situazione degli impianti delle acque reflue nel territorio regionale” dove il Prof. Rolle (Commissario straordinario nazionale per l’infrazione comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane), ha riferito sull’attuale situazione della depurazione in Sicilia e sulle scelte che intende intraprendere per dotare celermente tutta l’isola di adeguati impianti di depurazione.
Il Commissario ha precisato che al momento ci sono 20 gare di progettazione in corso e 12 già aggiudicate ed in fase di avvio lavori.
In merito al depuratore di Sciacca ed al nuovo depuratore al servizio della fascia costiera di Agrigento e Favara, il Commissario ha dichiarato che sarà bandita già in Autunno la gara d’appalto.
Gli impianti saranno realizzati acquisendo il progetto esecutivo redatto da Girgenti Acque S.p.A, che dovrà subire delle piccole modifiche per essere adeguato alla nuova normativa sugli appalti. 
I lavori, però, non potranno essere eseguiti direttamente dalla società ma dovrà essere bandita una gara, come la normativa prevede e come un parere dell’avvocatura ha acclarato, confermando i dubbi espressi mesi fa dalla commissione che presiedo. 
La gara sarà bandita da Invitalia in qualità di centrale di committenza giusta convenzione con il Commissario Straordinario nella qualità di stazione appaltante. 
Abbiamo chiesto al Commissario Rolle di prevedere tra le modifiche di adeguamento del progetto esecutivo, anche la previsione di vasche di accumulo per acque depurate. 
Il riuso delle acque reflue comporterà, probabilmente, anche l’intervento dei consorzi di bonifica e della Regione, ma è una misura lungimirante ed al passo con le più recenti normative Europee. 
Finalmente al termine di una Audizione si può dare una risposta certa ai cittadini sulle scelte intraprese e sulla loro tempistica.
In Autunno si svolgerà la gara d’appalto per il depuratore, opera fondamentale per la tutela del mare di San Leone, per lo sviluppo del turismo e per la tutela della salute dei cittadini e non solo, il Commissario ci ha assicurato che invierà in Commissione un report semestrale per darci modo di controllare e seguire l’andamento dei lavori.
Con orgoglio ribadisco che con gli Agrigentini avevamo preso un impegno preciso in campagna elettorale ed anche stavolta rispondiamo con i fatti. 
Questo è il Governo del Fare. 

“La mia Organizzazione ha sempre agito e continua ad agire nel pieno rispetto delle leggi, per la tutela dei diritti dei lavoratori che, nella fattispecie, coincide esattamente con la ricerca dell’efficienza del servizio a favore della comunità”. Il segretario regionale della Funzione Pubblica della Cgil, Alfonso Buscemi, si vede costretto ad intervenire dopo le critiche mosse dal direttore di Legambiente Sicilia, Claudia Casa, in riferimento alla vicenda della differenziata ad Agrigento. “Io personalmente, così come il Sindacato, che ho l’onore di rappresentare, non ha prestato mai il fianco a strumentalizzazioni o a piani – sottolinea Buscemi – che vadano oltre quelli che sono i nostri obiettivi, dichiarati, trasparenti e legittimi, derivanti da precise disposizioni normative e contrattuali. La nostra missione sindacale è quella, ove ci siano le condizioni tecniche e giuridiche, di salvaguardare i posti di lavoro di padri di famiglia, il cui impegno e il cui senso responsabilità nell’espletamento del servizio non possono certamente essere messi in discussione “sparando nel mucchio”. E, sulla necessità dell’oggettivo potenziamento del servizio per fronteggiare l’emergenza rifiuti in città, al direttore di Legambiente la risposta l’ha data direttamente l’Amministrazione comunale di Agrigento, avendo, dopo un incontro svoltosi alla luce del sole alla presenza di sua Eccellenza, il Prefetto, assunto l’impegno dell’avvio delle attività aggiuntive. Un provvedimento destinato ad allentare la pressione sui lavoratori, i quali vantano emolumenti per le ore di straordinario effettuato e con un monte ferie lievitato. Questa è la situazione, questa è la sacrosanta verità. Tutto il resto – conclude Buscemi – sono critiche gratuite, strumentali, che certamente non fanno il bene della differenziata e neanche della comunità agrigentina”.  

Sarà consegnato venerdì 22 giugno 2018 al Teatro Garibaldi nel corso di un evento formativo in occasione della giornata del rifugiato nel corso del seminario di formazione per giornalisti e assistenti sociali  su ”Immigrazione e mass media. Il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione del richiedente asilo”. Gli altri due Premi ai giornalisti Leone Zingales e Santo Gallo

Il Premio Penna Maestra ” per l’impegno per la formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca da docente universitario nel campo della comunicazione on line sarà consegnato al professor Francesco Pira, sociologo e giornalista, docente di comunicazione dell’Università di Messina, il prossimo venerdì 22 giugno 2018 alle ore 9 ad Avola in provincia di Siracusa. Lo riceverà nel corso di un importante evento sul tema “Immigrazione e mass media. Il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione del richiedente asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile” un importante seminario formativo presso il Teatro Comunale “Garibaldi”.

L’incontro, diventato ormai un appuntamento fisso nelle agende di giornalisti ed assistenti sociali per la formazione continua, è organizzato dall’Associazione Santo Stefano Onlus in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

Al convegno, patrocinato dal Comune di Avola, interverranno il sindaco Luca Cannata e l’assessore alle politiche sociali Simona Caldararo, Francesco Pira sociologo e docente di Comunicazione all’Università di Messina, Giuseppe Cascio giornalista professionista ed esperto di comunicazione sociale, Maria Concetta Storace segretaria dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, Carlo Gilistro presidente dell’Associazione Pediatri per il Sociale. L’incontro sarà coordinato dal giornalista Damiano Chiaramonte.

Durante il convegno verrà consegnato il premio “Tina Amato” (una volontaria, insegnante in pensione, che ha operato molto nel sociale e nel campo dell’integrazione) al Comune al sindaco Luca Cannata, all’assessore ai servizi sociali Simona Caldararo ed all’equipe del Comune di Avola che si occupa di integrazione.

Sul fronte della comunicazione, il premio verrà assegnato al vice presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, promotore ed animatore del “Giardino della Memoria” in ricordo delle vittime della mafia, per l’impegno dei cronisti nella battaglia antimafia per la legalità, perché il fronte antimafia è il primo baluardo dell’impegno sociale.

Leone Zingales sarà premiato da Giovanna Raiti, sorella del carabiniere avolese, Salvatore Raiti, vittima della mafia, ucciso nella strage della circonvallazione di Palermo, il 12 giugno 1982, mentre era impegnato nel trasferimento del boss detenuto Alfio Ferlito.

Nella stessa mattinata L’Agirt (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici , che è coorganizzatrice del seminario, assegnerà il premio “Penna maestra in memoria di Gregorio Valvo” al segretario regionale dell’Ordine dei Giornalisti Santo Gallo, e come già scritto al sociologo e  giornalista Francesco Pira.


Il 30 giugno scade il termine per i Comuni con differenziata scarsa a dotarsi del contratto per la spedizione dei rifiuti fuori Sicilia. L’attuale condizione.

L’assessore regionale ai servizi primari, Alberto Pierobon, lavora a stretto contatto col presidente della Regione, Nello Musumeci, per evitare che l’emergenza rifiuti, già latente e conclamata, esploda in tutta virulenza durante l’estate. Musumeci e Pierobon sono impegnati innanzitutto a recuperare credibilità con Roma, con il ministero dell’Ambiente, dove la Sicilia è tacciata come la Regione che promette tanto e non mantiene nulla. E come replicare, quando, ad esempio, con il beneplacito e l’incoraggiamento del governo Renzi si concordò la costruzione dei termovalorizzatori, e Crocetta giocò con la melina a centrocampo dei mini termovalorizzatori senza mai concludere niente. Se fosse stato diversamente, oggi altro che problemi con le discariche sature e la differenziata. Anche se il problema discariche, forse, è stato troppo enfatizzato. Infatti, secondo una stima del Dipartimento Rifiuti, la Sicilia ha una dotazione di discariche e di impianti Tmb (trattamento meccanico-biologico) superiore a Lombardia, Piemonte e Veneto. E l’unico problema legato alla mancata autorizzazione dell’impianto di Siculiana è stato risolto dirottando i rifiuti indifferenziati di 66 Comuni fra Trapani, Gela e Catania. Inoltre, ed è una notizia positiva in prospettiva estiva, è imminente l’attivazione di un impianto di conferimento pubblico a Ragusa. Le discariche quindi non mancano ma sono colme, e perché? Perché la raccolta differenziata, soprattutto nelle città come Palermo, Catania e Messina, è a percentuali misere. In Lombardia infatti è conferito in discarica appena il 4% di rifiuto indifferenziato. E in Sicilia, secondo l’ultimo dato ufficiale, è in discarica l’80%. Ecco quindi il traguardo perentorio del governo regionale: ridurre l’80 ad almeno il 35%, che è la soglia di sicurezza del sistema siciliano. Ed altrettanto ecco perché a carico dei Comuni meno virtuosi incombe il termine del 30 giugno. Entro tale termine i sindaci con differenziata scarsa, sotto il 35%, dovranno avere pronto il contratto, a proprie spese, per la spedizione dei propri rifiuti indifferenziati fuori dalla Sicilia. 200 euro a tonnellata, e pagano i cittadini.

Angelo Ruoppolo (Teleacras) 

La Capitaneria di Porto Empedocle è stata impegnata nell’operazione “Spring fish”, coordinata dalla Direzione marittima di Palermo, nel periodo compreso dal 21 maggio all’8 giugno. Numerosi sono stati i controlli nella provincia di Agrigento compiuti dai militari della Guardia costiera di Agrigento, tra pescherecci, ristoranti, venditori ambulanti e pescherie. Complessivamente sono stati confiscati circa 193 chili di prodotto ittico, 40 metri di rete da pesca e sono state elevate sanzioni amministrative per mancanza di tracciabilità del prodotto ittico e per mancato rispetto dei requisiti previsti dal pacchetto igiene, per un totale di 22.256 euro. Il prodotto ittico confiscato, dopo un’ispezione effettuata dai veterinari dell’Asp di Agrigento, è stato dichiarato non idoneo al consumo umano per l’impossibilità di verificarne la provenienza ed è stato destinato alla distruzione.

Venuto a conoscenza dell’alto gesto di civiltà dei ragazzi e degli amministratori della Cooperativa Arcobaleno, che volontariamente hanno provveduto a pulire e ridare decoro alla villetta di via Tirso, il Sindaco Giuseppe Galanti, è intervenuto per ringraziarli pubblicamente, con l’auspicio che l’esempio dei componenti della cooperativa possa essere seguito da altre organizzazioni cittadine.
<<Desidero porgere i miei più sinceri ringraziamento ai ragazzi, ai volontari ed agli amministratori della Cooperativa “Arcobaleno” – sono le testuali parole del Sindaco -.
Il loro spontaneo gesto di civiltà, l’aver voluto ripulire e ridare decoro alla villetta di via Tirso, costituisce una grande segno di speranza e voglia di riscatto per la Città tutta. Sono questi gli esempi e le iniziative che mi hanno spinto a “mettermi in gioco” e mi invogliano a lavorare con grande determinazione.
Credo – prosegue il primo cittadino – che la città tutta debba riflettere e seguire l’esempio di questi ragazzi che hanno dimostrato di avere una marcia in più!. Vi ringrazio a nome di ogni singolo concittadino Licatese,e vorrei inaugurare con voi un’estate sotto il segno del senso civico e del rispetto delle regole.
Mi raccomando con ognuno di voi: “Complimentatevi con chi non sporca e rispetta le regole, non esitate a rimproverare che sporca e non ama la nostra citta’>>.

LOCANDINA_22_GIUGNO_COLLEGIO_FILIPPINI
Ripartire dai centri storici, rivitalizzare i cuori antichi delle nostre comunità, ragionare degli esempi virtuosi e consentire ai privati di sfruttare le agevolazioni finanziarie concesse a livello nazionale.
Di questo si parlerà il 22 giugno, a partire dalle 15, presso l’ex Collegio dei Filippini in via Atenea, nel corso della tavola rotonda “Ripartire dal centro” promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Agrigento con il patrocinio del Comune capoluogo.
La giornata di studi si aprirà con un confronto moderato dal vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri, Epifanio Bellini, e al quale parteciperanno il cardinale di Agrigento Francesco Montenegro, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Alberto Avenia, il sindaco di Agrigento Calogero Firetto, l’ingegnere capo del Genio Civile di Agrigento Duilio Alongi e il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino.
Conclusa la tavola rotonda, alle 16.30 saranno il vicesindaco di Agrigento ed assessore all’Urbanistica Elisa Virone e l’ingegnere capo dell’Utc di Agrigento Giuseppe Principato, a raccontare l’esperienza del Progetto “Girgenti” e ad esporre le possibilità oggi concesse per intervenire sul recupero dei prospetti delle abitazioni ricadenti all’interno del perimetro del toponimo creato dall’Amministrazione comunale due anni fa.
La giornata proseguirà con una serie di interventi tecnici finalizzati ad approfondire le varie sfaccettature del tema “centro storico”: se il professor Giuseppe Trombino, docente di Urbanistica presso l’università di Palermo relazionerà su “Le politiche dei centri storici”, la professoressa Lidia La Mendola, docente di Tecnica delle Costruzioni dell’università degli studi di Palermo si occuperà della “vulnerabilità sismica delle costruzioni dei centri storici”. La parte finale della giornata sarà tutta concentrata invece sulle opportunità e le modalità di utilizzo del “Sismabonus”, agevolazione prevista per coloro che investono in termini di misure antisismiche e che consente di ottenere una detrazione significativa delle imposte sul reddito. Mentre il professor Piero Colajanni, docente di Tecnica delle costruzioni presso Unipa si occuperà delle “procedure per la valutazione della vulnerabilità sismica secondo il Sismabonus”, il professor Calogero Cucchiara, anche lui docente di Tecnica delle costruzioni a Palermo e consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, esporrà un esempio concreto di intervento di miglioramento nell’ambito delle agevolazioni previste dal bonus. Ultimo intervento previsto a chiusura della giornata sarà quello del dottore commercialista Giuseppe Piruzza, il quale relazionerà in merito alle “opportunità fiscali e le agevolazioni sulla sicurezza antisismica”. Il seminario è aperto e gratuito, per gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri è previsto il rilascio di 3 crediti formativi e il modulo di adesione è scaricabile dal sito www.ordineingegneriagrigento.it.

 

Verranno inasprite le sanzioni per quanti si ostinano a non differenziare i rifiuti, continuando ad abbandonare i sacchi della spazzatura un po’ ovunque lungo le strade cittadine. Nelle ultime ore un commerciante di San Leone è stato pesantemente sanzionato per aver lasciato sul marciapiede una serie di scatole e scatoloni di cartone mentre in zona Monserrato, è stato individuato un nuovo trasgressore che, pensando di non essere visto, si è liberato della spazzatura abbandonandola lungo un muro di via delle Egadi. In realtà, gli agenti della speciale squadra di vigilanza ambientale, su un’auto-civetta del Comando Vigili Urbani appostata in lontananza, hanno filmato e subito bloccato il trasgressore. Nonostante gli appelli, praticamente ogni giorno la Polizia Locale si vede costretta a sanzionare i trasgressori delle regole sul conferimento dei rifiuti, fino a 600 euro; sanzioni che molto presto verranno inasprite ulteriormente.

 

Agrigento e disfunzioni nella raccolta differenziata dei rifiuti:
per Legambiente c’è un disegno ben preciso dietro al quotidiano accrescimento dei disservizi ed al contemporaneo abbassamento della qualità dei conferimenti alle piattaforme, con conseguente grave danno economico per il Comune e quindi per i contribuenti.
Nuovo intervento di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia: “L’Amministrazione si attivi attraverso i propri uffici per vigilare sull’operato delle ditte e provveda a sanzionare senza indugio tutte le inosservanze del contratto”.

È un vero e proprio “bollettino di guerra” quello che quotidianamente si può leggere sui vari social a proposito delle carenze fatte registrare dal servizio di raccolta dei rifiuti differenziati sia in città che nelle diverse frazioni di Agrigento. E parlare di “guerra” non ci sembra affatto fuori luogo e men che meno esagerato, visto che è ormai chiaro a tutti che dietro a queste disfunzioni ed alla esasperazione che inevitabilmente si produce tra i cittadini utenti vi è un piano ben preciso, studiato a tavolino e tendente a dimostrare che già solo lo svuotamento quotidiano dei mastelli secondo la calendarizzazione prefissata per i diversi materiali richiede una integrazione del personale in servizio e quindi un innalzamento considerevole dei costi, e ciò in barba ad ogni criterio di efficienza ed economicità!
A questa insensata presa di posizione, che vede nella stessa “trincea” operatori ecologici, ditte ed alcuni sindacalisti poco avveduti, l’Amministrazione, in nome, per conto e nell’interesse dei cittadini che fanno la raccolta differenziata e pagano la relativa tassa ancora peraltro troppo esosa, ha il dovere di contrapporre senza indugio tutti i mezzi leciti che discendono dall’impegno contrattualmente assunto dal raggruppamento di imprese che gestisce il servizio.
Sono infatti tanto numerose quanto acclarate le carenze e le mancanze che ogni giorno si possono riscontrare, a partire dalle modalità con cui vengono svuotati i mastelli, senza effettuare il benché minimo controllo su ciò che viene prelevato nonostante si tratti di responsabilità ricadente per contratto sulla ditta che ha l’obbligo di lasciare sul posto i mastelli con contenuto non conforme, nonché di segnalare sia all’utenza (che così prende coscienza dell’errore) che al Comune (che potrà così verificare se l’errore si ripeterà per provvedere all’eventuale sanzione) la sua scelta. Dall’inizio della raccolta differenziata estesa a tutto il territorio tale obbligo è stato via via sempre più disatteso dagli operatori, con il conseguente crollo della qualità delle materie che il Comune di Agrigento porta a riciclo. Da alcune settimane, infatti, il costo di separazione del multimateriale secco (plastica e metalli) è arrivato ai massimi livelli previsti dal contratto, il centro di trasferenza che prende l’umido ha imposto al comune il pagamento di oltre 7 mila euro, mentre la piattaforma che raccoglie la carta non riconosce più nemmeno un euro di contributo CONAI. Tutto ciò perché alle piattaforme arrivano materie in cui la frazione estranea è superiore ai livelli di accettabilità. Si tratta di un danno economico che un disservizio ripetuto del gestore sta scaricando sulle famiglie agrigentine!
Se a queste “disattenzioni” relative al contenuto dei mastelli facesse da contraltare una maggiore produttività dei lavoratori almeno in termini di svuotamento degli stessi, come si dice in gergo, piangeremmo con un occhio. E invece no, perché i mastelli che gli utenti posizionano fuori dalle loro abitazioni secondo le disposizioni dal Comune vengono svuotati “a saltare” e può così capitare che i residenti di una via vengano serviti e quelli della strada accanto no, che si ritiri la frazione umida e si lasci sul posto quella secca che il calendario prevede sia ritirata nella stessa giornata… Il tutto – come detto – al fine di dimostrare che il numero degli operatori ecologici è inadeguato al fabbisogno. A questo proposito vorremmo chiarire una volta per tutte un punto. Siamo assolutamente certi che, come sempre avviene, tra tutti gli operatori ci saranno certamente quelli più solerti e che fanno con grande dedizione il proprio lavoro. Ma il fatto che la stessa ditta, nonché i sindacati, dichiarino che il numero di operatori del cantiere di Agrigento sia insufficiente (mentre è indiscutibile la circostanza che si tratta di un numero doppio o triplo rispetto alle migliori esperienze italiane) dimostra che i “solerti” ligi al proprio dovere sono una sparuta minoranza che si perde in mezzo a una larga maggioranza di indolenti che oppone strenua resistenza al cambiamento. Per ovviare a questa sconsolante realtà la scorciatoia proposta è sempre la stessa: imporre al Comune, e quindi alle famiglie agrigentine, di allargare i cordoni della borsa. Richiesta, questa, che si porta avanti provando anche giocare con i numeri, mischiando concetti diversi e provando a fare confusione. Per esempio, si confondono le “utenze”, cioè i singoli o i gruppi di soggetti (famiglie) che producono rifiuti, con i “cespiti” cioè i beni unitariamente gravati dall’onere di pagare la TARI. Un garage, una casa estiva o una casa non abitata sono certamente soggetti al pagamento della TARI, ma è piuttosto arduo affermare che si tratti di assidui produttori di rifiuti. Per questa ragione i progetti di raccolta differenziata vanno dimensionati sulla produzione media pro-capite di rifiuti, e quindi sulle “utenze” reali e non sui “cespiti”. Questo è ancor più vero in realtà territoriali come Agrigento dove, secondo i dati del Piano regolatore, sul patrimonio edilizio complessivo c’è una incidenza molto significativa di seconde case e di case disabitate.
Secondo i dati disponibili ad Agrigento ci sono circa 22.500 utenze domestiche, 3-4.000 utenze non domestiche e circa 38.000 cespiti. É chiaro che, se fosse vero quanto affermato dal segretario regionale della funzione pubblica della CGIL Buscemi, secondo il quale ci sarebbero oggi ad Agrigento addirittura 40.000 utenze, dovremmo avere una popolazione di circa 110.000/120.000 abitanti, mentre tutti sappiamo che ad Agrigento risiedono solo 59.000 abitanti, cioè la metà di quanto stimato da Buscemi.
Proprio nell’interesse degli stessi lavoratori, oltre che delle famiglie agrigentine, i sindacati per primi dovrebbero trovare più utile per tutti e soprattutto coerente con la difesa degli interessi generali lasciare perdere le scorciatoie, rendersi conto che c’è un reale cambiamento in corso di cui Agrigento e la Sicilia tutta non possono fare a meno e puntare a formare, rimotivare e, soprattutto, responsabilizzare i propri iscritti.

 

 

 

Viabilità del Comune di Agrigento e al Comando di Polizia Municipale del 
Comune di Agrigento, il presidente nazionale di Assoturismo Vittorio 
Messina richiama l’attenzione dell’Amministrazione comuale 
sull’organizzazione check-pint ingresso pullman NCC e modalità 
riscossione della relativa tassa di stazionamento.

“Facendo seguito alla nostra nota del 18 marzo 2017 di pari oggetto, con 
la quale la scrivente ha evidenziato alcune criticità derivanti 
dall’applicazione della Determina Dirigenziale n. 2002 del 03/10/2016 
con la presente – scrive Vittorio Messina – siamo purtroppo a constatare 
che permangono le gravi problematiche già segnalate. Nello specifico 
continuano a pervenire segnalazioni sia dai vettori associati a 
federnoleggio che da parte degli intermediari dell’offerta turistica 
aderenti ad assoviaggi, circa la mancanza di apposita segnaletica 
stradale, l’assenza di adeguati parcheggi e dei relativi servizi nonché 
della necessità di prevedere una differenziazione delle tariffe e un 
adeguamento sulle modalità di pagamento che renda più agevole 
ottemperare alla previsioni della determina dirigenziale di cui in 
premessa. Inoltre preme sottolineare l’inaccettabile misura prevista 
dall’articolo 4 della Determina Dirigenziale n. 2002/10/2016 laddove 
prevedere che “il pagamento della tassa di stazionamento è dovuto dal 
vettore per il solo fatto dell’ingresso del bus turistico in città ….” 
trasformando in tal modo il tributo in una tassa di transito che laddove 
venisse applicata anche da tutti gli altri comuni turistici della 
Sicilia si tradurrebbe in una grave perdita di competitività delle 
nostre destinazioni rispetto alle mete turistiche di altre Regioni. Gli 
operatori tuttavia intendono uniformarsi al giusto principio di 
corrispondere quanto giustamente dovuto per concorrere alla 
sostenibilità di servizi utili ad accrescere l’attrattività delle nostre 
città turistiche, ma di certo non si rimane disponibili a pagare subendo 
continui disservizi e disagi.
“In ragione di quanto sopra rappresentato – conclude il presidente di 
Assoturismo Confesercenti – auspichiamo che codesta Amministrazione 
possa avviare un ulteriore momento di concertazione per individuare 
possibili misure e azioni volte a dare risposte concrete al comparto”.