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“Ha iniziato il suo intervento con un inno alla vita, con la messa al bando dell’utero in affitto e dell’eutanasia, e con la difesa dei figli, delle donne e soprattutto degli ultimi. Lo ha concluso tenendo in mano la Costituzione e il Vangelo. Questo è Matteo Salvini, così ieri di fronte ai 50 mila di Milano. L’Italia ha bisogno di un premier come lui, delle politiche della Lega, senza inciuci e senza i vari Boldrini, Bonino e Gentiloni”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Salvini premier.

Non potevo rimanere in silenzio dinnanzi alla notizia di una donna costretta a rubare per necessità un pacco di pannolini e due fette di carne. Penso che la politica debba risposte e vicinanza ad un territorio sempre più maltrattato e messo in ginocchio, la cui gente soffre a causa di una cattiva gestione della cosa pubblica”

Queste le parole del consigliere comunale indipendente, Nuccia Palermo, che comunica di avere appena protocollato una richiesta ufficiale di audizione in commissione permanente III dell’Assessore alle politiche sociali, Gerlando Riolo, al fine di capire quale indirizzo politico questa amministrazione ha messo in cantiere per fronteggiare seriamente le disparità economiche e sociali del nostro territorio e in che modo collabora con le associazioni di volontariato che tanto già fanno a proprie spese.

In periodo di campagna elettorale – sostiene Nuccia Palermo – il silenzio di molti sul grave fatto che purtroppo non sembra essere isolato diviene assordante per chi crede in quel ruolo di servizio che fino a prova contraria dovrebbe essere il fine principale di chi fa politicaVedere una campagna elettorale che non approfondisce le tematiche cruciali di un territorio affamato mentre con visi pasciuti si chiede il consenso alla popolazione credo sia la più grande sconfitta per la politica tutta“.

“Anticipo che dopo aver sentito, in sede di commissione, l’amministrazione attiva sulle problematiche sociali della nostra città – conclude Nuccia Palermo – insieme al Presidente Daniela Catalano, che telefonicamente si è già resa disponibile a trattare unitamente ai colleghi della conferenza capigruppo la gravosa tematica, cercheremo di sederci con l’assessore di riferimento o la giunta tutta al fine di verificare quanto fatto finora e ancor più importante quanto in programma”.  

Partecipazione, clima di amicizia e serenità. Sono questi gli elementi che ieri sera a Favara hanno caratterizzato l’iniziativa di Giuseppe Sodano, candidato nel collegio uninominale di Agrigento per Civica popolare nella coalizione di centro sinistra.

“Da questo appuntamento con i cittadini di Favara organizzato dal dottor Antonio Morreale – afferma Giuseppe Sodano – è emersa una grande voglia di riscatto politico. E’ stata occasione per parlare di programma e buon voto, ma soprattutto momento di riflessione sull’importanza della speranza. Dopotutto – spiega Giuseppe Sodano – creare qualcosa di buono per le nostre comunità e per il Paese è possibile, il mio impegno andrà di pari passo con la possibilità di rilanciare l’economia grazie ad azioni di buon governo cercando di contribuire ad abbattere anche la pressione fiscale ancora elevata. Questo sarà possibile se gli elettori, a cui faccio il mio appello ad un voto ragionato e sensato, sceglieranno di dare il consenso alla mia persona ed a Civica popolare. La coalizione di cui faccio parte mette al centro gli investimenti sulle infrastrutture, che significa anche indotto e lavoro. Proprio l’occupazione resta comunque il primo punto su cui bisogna impegnarsi, ho ribadito infatti l’importanza del lavoro che resta l’esigenza di molti e la vera economia trainante del nostro Paese. Anche su questo punto non mi esimerò di fare le mie battaglie politiche a beneficio del mio territorio e dei i miei – conclude Giuseppe Sodano – concittadini”.

I Carabinieri della Stazione di Aragona, capitanati dal maresciallo Paolino Scibetta, lo scorso luglio, nel corso di mirati controlli finalizzati alla repressione di reati patrimoniali, hanno compiuto alcune perquisizioni domiciliari, e nell’abitazione di un aragonese di 73 anni, F A sono le iniziali del nome, hanno scoperto due antichi dipinti appesi alle pareti risultati trafugati dalla Chiesa Madre di Aragona, così come accertato dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento. I due dipinti, insieme ad altri 12, appartengono alla chiesa Madre di Aragona. Sono stati catalogati nel 1997 a seguito di opere di restauro. Poi nel luglio del 2013, in occasione dell’allestimento di una mostra, ci si accorse che mancavano due dei 14 dipinti restaurati e catalogati nel 1997. L’aragonese è stato denunciato a piede libero per i reati di ricettazione di opere d’arte e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. I preziosi dipinti sono stati poi restituiti, a conclusione di ulteriori attività di indagine, alla Chiesa Madre di Aragona. Oggi, lunedì 26 febbraio, in occasione della cerimonie in programma per la festitività del patrono di Agrigento, San Gerlando, nella chiesa di Sant’Alfonso, in via Duomo, dalle ore 17:30, a termine del Pontificale, sarà tributato un riconoscimento ai Carabinieri protagonisti del recupero delle preziose opere d’arte.

Ad Agrigento altro caso di “protagonismo civico” a favore della città, soprattutto in occasione della prossima edizione del Mandorlo in fiore. La multiservice Sciabica, che si occupa di servizi per l’auto, e che opera in via Unità d’Italia, ha meritoriamente posto in essere un’iniziativa a favore del decoro urbano. Infatti, la multiservice Sciabica ha adottato uno spazio di verde pubblico, un’aiuola, al piazzale Rosselli, dove sostano i pullman di viaggio. L’aiuola, in stato fatiscente e di abbandono, è stata bonificata, abbellita, con una copertura in pietra lavica e strumenti di illuminazione, rendendo la stessa aiuola un ottimo biglietto da visita per i viaggiatori in arrivo nella nostra città, restituendo al territorio urbano uno spazio a verde finora sottratto ai cittadini. La multiservice Sciabica ringrazia per la collaborazione e il sostegno all’iniziativa Andrea Furnari.

“Non potevo rimanere in silenzio dinnanzi alla notizia di una donna costretta a rubare per necessità un pacco di pannolini e due fette di carne. Penso che la politica debba risposte e vicinanza ad un territorio sempre più maltrattato e messo in ginocchio, la cui gente soffre a causa di una cattiva gestione della cosa pubblica”
Queste le parole del consigliere comunale indipendente, Nuccia Palermo, che comunica di avere appena protocollato una richiesta ufficiale di audizione in commissione permanente III dell’Assessore alle politiche sociali, Gerlando Riolo, al fine di capire quale indirizzo politico questa amministrazione ha messo in cantiere per fronteggiare seriamente le disparità economiche e sociali del nostro territorio e in che modo collabora con le associazioni di volontariato che tanto già fanno a proprie spese.
“In periodo di campagna elettorale – sostiene Nuccia Palermo – il silenzio di molti sul grave fatto che purtroppo non sembra essere isolato diviene assordante per chi crede in quel ruolo di servizio che fino a prova contraria dovrebbe essere il fine principale di chi fa politica. Vedere una campagna elettorale che non approfondisce le tematiche cruciali di un territorio affamato mentre con visi pasciuti si chiede il consenso alla popolazione credo sia la più grande sconfitta per la politica tutta”.
“Anticipo che dopo aver sentito, in sede di commissione, l’amministrazione attiva sulle problematiche sociali della nostra città – conclude Nuccia Palermo – insieme al Presidente Daniela Catalano, che telefonicamente si è già resa disponibile a trattare unitamente ai colleghi della conferenza capigruppo la gravosa tematica, cercheremo di sederci con l’assessore di riferimento o la giunta tutta al fine di verificare quanto fatto finora e ancor più importante quanto in programma”.

 

“Abbiamo trasferito le somme relative ai sussidi di febbraio all’Inps che provvederà ad onorare gli impegni della Regione Siciliana verso i lavoratori Asu ed ex Pip. Su gennaio purtroppo, la ricognizione dei residui sta risentendo dell’iter che coinvolge tutti gli assessorati e ha come atto finale l’adozione di una specifica delibera di Giunta”. Lo ha detto l’assessore regionale al Lavoro Mariella Ippolito rispondendo alla Funzione Pubblica della Cgil. “Questi sono i fatti – ha aggiunto l’assessore Ippolito – al netto di ogni propaganda sindacale o politica. Strumentalizzare una tematica delicata come questa, la cui emergenza sociale è stata condivisa persino dalla Prefettura di Palermo, dimostra la frustrazione di alcuni sindacalisti che, anziché dare forza alla mia battaglia per difendere i precari, vorrebbero scontare la loro impotenza fattuale su insignificanti speculazioni politiche che non mi sfiorano”.

Il collaboratore della Giustizia, Giuseppe Quaranta, di Favara, innanzi ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, si sofferma ancora sul perché nel 2014 è stato “posato”, ossia destituito dalla carica di reggente di Cosa Nostra a Favara.

E le sue parole sono: “L’ordine di non camminare più né in nome e né per conto della famiglia Fragapane mi è arrivato direttamente dal carcere Petrusa dove Francesco Fragapane era stato portato provvisoriamente per un processo. Mi volevano uccidere. Temevano che collaboravo con la Giustizia. Quando Fragapane è stato scarcerato ha ripreso il controllo”. Poi Quaranta racconta le divisioni in Cosa Nostra, tra la corrente di Giuseppe Falsone di Campobello di Licata e la corrente dei Fragapane di Santa Elisabetta. E le sue parole sono: “C’è sempre scompiglio, perché le spiego una cosa, come nell’Agrigentino e in tutta la Sicilia c’è la corrente Fragapane e la corrente Falsone, arriva pure in montagna la corrente Falsone … in montagna come sono? Se oggi c’è Falsone iddi sono per Falsone, se domani non c’è più Falsone e c’è Fragapane iddi sono con Fragapane. Iddi su bannera, ne ca sunnu di posizione”.

Poi Giuseppe Quaranta racconta delle ambizioni coltivate da Francesco Fragapane, il presunto capo mandamento di Santa Elisabetta. E le sue parole sono: “Sì perché la provincia di Agrigento in quel periodo era tutta sfasciata. Siccome Fragapane voleva fare il capo provinciale mi segue per…. siccome tutti l’avianu pi picciliddu.. pi carusu… Piero Campo quando io sono andato a trovare Pietro Campo, Francè a mia mi chiede, mi chiede di andare da Pietro Campo che Francesco voleva parlare con Pietro Campo pi sistimari la provincia di Agrigento, lui, come più anziano diciamo, Pietro Campo mi dice poi vediamo”. E poi Giuseppe Quaranta conferma la crisi economica anche di Cosa Nostra, e le sue parole sono: “La percentuale sulle estorsioni era pochissima perché nessuna impresa aveva volontà di pagare, perché noi … come c’è sull’ordinanza … nel momento in cui si andava in una impresa subito andavano alla polizia o ai carabinieri, sennò anche subito come iniziavano a cantare mettevano le telecamere e mettevano tutte le cose. Il profitto è pochissimo va, non era come una volta ora … è pochissimo”. E poi, a proposito dei suoi guadagni personali, Quaranta afferma: “Io ero con il mio stipendio. Il resto … quel poco che si trovava in giro … dalla droga … perché France … magari dava droga e io … mi diceva ‘chistu m’avi a dari i soldi’, ci iva e ci iva a pigliare i soldi e ci li portava ma… iddu mi lasciava 200 … 300 euro … 500 euro … ma non più di tanto … no perchè lui gli doveva sostenere i suoi familiari in carcere”.

Poi il magistrato domanda: “Ma Fragapane come campa?”, e Giuseppe Quaranta risponde: “Con il giro della droga e con queste tangenti … avia i piecuri. E’ operativo. Se c’è una estorsione nella sua zona da incarico di andare a chiedere. No, ma Fragapane non ha bisogno di fare le estorsioni perché suo papà gli ha lasciato le posizioni per le estorsioni già fatte … ogni Natale e Pasqua gli portano i soldi … una cosa fatta 30 anni fa”. Poi, ancora il magistrato, “contatti con i politici, controllo delle elezioni?”, e Quaranta risponde: “I politici con queste persone, a questo livello, non hanno contatti personalmente … dietro le quinte non lo so, ma personalmente al 100 per cento il politico non si va a bruciare in questo modo”. Poi, ancora il magistrato, “Fragapane ha commesso o ordinato omicidi?”, e Quaranta risponde: “No … no … di quello che so io, sul suo conto, in quel periodo che lui era in contatto con me no … in quei tre anni che io ero vicino a Fragapane, reggente di Favara e responsabile di Santa Elisabetta, non è successo niente”.

A.R. (teleacras)

Lillo Massimiliano Musso, candidato alla Camera con Lista del Popolo per la Costituzione nell’Uninominale di Agrigento, girerà i ventuno Comuni del Collegio in compagnia del Generale dell’Arma dei Carabinieri Nicolò Gebbia.

Un impegno, una sfida, per Lillo Massimiliano Musso, quella di girare in auto in 10 ore i 21 comuni del collegio agrigentino. “Voglio dare il segnale che in 10 ore riesco a coprire tutto il collegio, – ha dichiarato Musso – nonostante le pessime condizioni delle strade. Faremo videodirette dai comuni, affrontando i temi veri che riguardano il territorio con il Generale Nicolò Gebbia, che si è unito al mio comitato elettorale”.

Il Generale dell’Arma dei Carabinieri Nicolò Gebbia è oggi in pensione. È stato uno storico amico e collaboratore di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Il tour de force scatterà mercoledì 28 febbraio dalle 10 del mattino, con almeno 7 ore di diretta video.

E’ cominciata già da qualche giorno la raccolta di firme dei fedeli che frequentano la chiesa San Nicola di Fontanelle e dei residenti del quartiere contrari al deposito, seppur temporaneo, di rifiuti nel parcheggio della parrocchia.

Il piazzale, posto proprio nelle adiacenze della Chiesa, risulta essere l’unico parcheggio a disposizione dei fedeli che non soltanto la domenica si recano a Fontanelle. Inoltre, la stessa area oggi occupata da diversi cassonetti e delimitata da una recinzione è stata fino a poco tempo fa usata da moltissimi bambini per attività ludiche nonché da associazioni e scout: “Chiediamo all’assessore al ramo Hamel e al Sindaco la possibilità di valutare l’ipotesi di individuare un’altra zona come deposito di rifiuti – dicono alcuni residenti del quartiere – la via Di Giovanni è sede di uffici comunali, di una parrocchia con numerosi fedeli e delimitata da tante abitazioni e condomini”.
La raccolta delle firme, di cui portavoce si fanno don Manganella e don Sebastian, già domenica scorsa ha incassato un buon numero di consensi e continuerà ancora nei prossimi giorni.