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In occasione dell’8 maggio, giornata internazionale della Croce Rossa e momento di festa per milioni di volontari che operano nel soccorso, ispirati dal fondatore Henry Dunant, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto ha ricevuto stamane la delegazione Cri di Agrigento guidata dal presidente del comitato, Angelo Vita. Per l’occasione la bandiera della Croce Rossa Italiana rimarrà esposta al palazzo comunale fino a fine settimana.

Nella foto il sindaco Lillo Firetto con il presidente del Comitato Cri, Angelo Vita e alcuni volontari agrigentini. 

Sarà al più presto riattivata la discarica “Saraceno-Salinella” a Sciacca, dove, contemporaneamente, sarà reso in funzione l’impianto di compostaggio in contrada Santa Maria. Così ha deliberato il dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti Salvatore Cocina, su disposizione del presidente della Regione Nello Musumeci. La Regione ribadisce che la responsabilità della gestione dei rifiuti e l’allestimento degli impianti è competenza dei Comuni che sono soci della Sogeir, e che avrebbero dovuto esercitare il controllo e vigilare sulla società per la corretta gestione della discarica e dell’impianto di compostaggio. I Comuni devono pagare tutti i servizi alla Sogeir, in crisi finanziaria per i mancati pagamenti. Dunque, sarà emessa un’ordinanza urgente, da parte del sindaco di Sciacca, per l’immediata riattivazione, una volta acquisiti i pareri di Azienda sanitaria e Arpa, della discarica, e poi dell’impianto di compostaggio di contrada Santa Maria. Tale provvedimento consentirà a tutti Comuni di conferire la frazione organica dei rifiuti. Seguiranno altre soluzioni a brevissimo termine, quali l’autorizzazione regionale all’ampliamento dell’impianto di 14mila tonnellate e l’avvio dell’iter per un ulteriore aumento di 100mila tonnellate. La Regione ha, inoltre, recentemente finanziato una vasca da 500mila tonnellate e un impianto di Tmb che consentirà il conferimento dell’indifferenziato, che oggi è trasportato fuori provincia, con il conseguimento di notevoli economie.

La notizia che Genovese voti e faccia votare alle Europee il candidato leghista Angelo Attaguile per quanto evidentemente nota ai vertici del partito in Sicilia, ha suscitato le prime reazioni.

Cosa facciano per le europee certi grandi vecchi trasformisti della politica siciliana non lo sappiamo e non ci interessa. Di certo per loro le porte della Lega sono sbarrate” afferma Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia e assessore alla Sicurezza del Comune di Catania in seguito alle indiscrezioni che guardano anche ad un futuro gruppo all’Ars che faccia da ponte con il governo Musumeci. Ma lo stop all’ex parlamentare messinese è chiaro, senza mezzi termini, almeno per quanto riguarda la possibilità di un ingresso ufficiale. Quanto alle urne del 26 maggio è evidente che ognuno può fare votare chi vuole.

In questi giorni – continua Fabio Cantarella – ho letto di presunte manovre di avvicinamento alla Lega di vecchie e inquietanti conoscenze della politica siciliana o di irredimibili trasformisti. Non c’è nulla di vero, si tratta semplicemente di ricostruzioni fantasiose o di qualche aspirazione che non verrà di certo esaudita. Senza girarci attorno da giorni leggiamo di presunti avvicinamenti alla Lega dell’ex deputato nazionale Francantonio Genovese, decaduto da parlamentare in seguito alla condanna a 11 anni in primo grado, ex Pd di Renzi e oggi nella Forza Italia di Gianfranco Miccichè, ma mai, lo sottolineo, nella Lega di Matteo Salvini. Glielo assicuriamo io e tutta la classe dirigente del partito nell’Isola: dal sindaco di Furci Siculo e commissario della Lega in provincia di Messina Matteo Francilia al rieletto sindaco di Motta e responsabile enti locali in provincia di Catania Anastasio Carrà, e così tutti i responsabili del partito negli altri territori siciliani. Se per assurdo Genovese avesse escogitato, come sostengono alcuni media, di appoggiare un candidato della Lega magari con la speranza di aprirsi un varco nel partitonon perda tempo perché per personaggi come lui le porte del nostro partito sono e rimarranno più che blindate, a Messina come a Catania o a Lipari”.

Cantarella ricorda di avere detto tanti no in questi mesi con il Commissario regionale Stefano Candiani a quanti volevano provare a riciclarsi sotto le bandiere della Lega. No dettati dalla volontà di ricostruire una classe dirigente nuova e credibile in Sicilia.

Fonte: -tempostretto.it

 

Quattro colpi di pistola all’indirizzo dell’automobile di proprietà di una coppia di agrigentini – lui 40enne autista, lei 35enne casalinga – nella frazione di Giardina Gallotti, ad Agrigento. 

La scoperta è stata fatta proprio dalla coppia ma anche i vicini di casa, sentiti nell’immediatezza dai carabinieri, hanno raccontato di aver udito in “diretta” gli spari. Si indaga, dunque, per risalire all’identità di chi ha esploso i quattro colpi di pistola di piccolo calibro ma, soprattutto, il movente. 

I militari dell’Arma stanno battendo diverse piste e hanno già provveduto a sentire la coppia nel “mirino” di quella che sembrerebbe una intimidazione. In queste ore sono al vaglio degli inquirenti anche le immagini estrapolate dalle telecamere di sicurezza di alcuni esercizi commerciali alla ricerca di importanti indizi. 

 

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ricerca immobili da assumere in locazione per garantire la funzionalità del servizio di guardia medica turistica nei centri balneari di Eraclea Minoa, Seccagrande, Mollarella e Marina di Palma.

Presso queste località l’Asp non dispone di immobili di proprietà, da qui l’esigenza di prendere in affitto immobili idonei alle diverse finalità aziendali per il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre 2019.  I contratti di locazione già esistenti relativi ai locali finora utilizzati nelle varie sedi sono scaduti e, per questo motivo, il Settore economico-finanziario e patrimoniale ASP ha indetto una procedura ad evidenza pubblica per il reperimento di ambienti atti ad ospitare i servizi. Gli interessati potranno consultare l’avviso integrale contenente le specifiche tecniche sul sito www.aspag.it e contattare l’Ufficio Patrimonio Asp ai numeri telefonici 0922/407422 o 407427 per ogni informazione. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 9 del 21 maggio prossimo. 

Per tutti gli immobili l’Asp richiede che si trovino in zone facilmente accessibili all’utenza, immediatamente raggiungibili con qualsiasi mezzo e con la vicinanza di sufficienti spazi di parcheggio. I locali dovranno essere a norma per quanto riguarda sia la sicurezza degli impianti che l’abbattimento di ogni barriera architettonica ed inoltre dovranno essere provvisti di adeguata climatizzazione. Si richiede inoltre l’ubicazione al piano terra, una superficie complessiva non inferiore a 70 metri quadri, la suddivisione in tre stanze più due servizi igienici, la presenza di porta antisfondamento e di grate alle finestre.

 

Ad Agrigento, nella sede del Genio Civile, Rino La Mendola, capo dell’ufficio del Genio Civile, ha incontrato gli Ordini professionali per descrivere le procedure di semplificazione per la presentazione dei progetti all’Ufficio a seguito delle novità introdotte dal decreto “Sblocca cantieri” e dal conseguente decreto del dirigente generale del dipartimento regionale tecnico.

Il suo nome da tempo è accostato alla Funzione Pubblica Cgil: prima legato al territorio agrigentino, ora a quello siciliano. Il sindacalista Alfonso Buscemi, 55 anni, originario di Aragona, rappresenta ormai un importante punto di rifermento  per l’Organizzazione di categoria. Le sue battaglie e  la sua attività trovano ampio apprezzamento tra i lavoratori, ma anche da parte delle Istituzioni, con cui quasi periodicamente si confronta nei Tavoli tecnici e di concertazione alla ricerca delle soluzioni alle vertenze o alle emergenze oggetto di contesa sindacale.

Oggi per noi di Sicilia24h.it risponderà ad alcune domande che gli abbiamo posto a riguardo della sua professione.

Quanto è difficile oggi il lavoro di un sindacalista?

“Io, per la verità, lo definirei una vera  e propria  missione. E’ un’attività complessa, articolata, ma certamente gratificante se si opera con passione, competenza ed onestà. Significa esercitare un ruolo sociale a difesa di quello che viene considerato l’anello più debole: cioè il lavoratore. Io, in tanti anni di impegno sindacale, ho capito che non c’è un copione standard da seguire, che vale per tutte le scene. Oltre alla preparazione e alla conoscenza della materia, servono serietà, credibilità e trasparenza. Questi sono valori fondamentali che ti danno forza contrattuale nelle interlocuzioni e finiscono per fare la differenza, si rivelano utili nello spostare l’ago della bilancia verso la tua posizione”.

Prima di  ricevere il prestigioso incarico a livello regionale, lei ha svolto la funzione di segretario generale della Fp Cgil ad Agrigento. Che esperienza è stata? E quanto è servita come trampolino di lancio?

“Agrigento è stata per me una vera e propria palestra sindacale. Ho dato parecchio, ma ho ricevuto anche tanto, sia in termini di esperienza che  di formazione  e di relazioni. Ho acquisito, grazie anche alla mia caparbietà e determinazione, un enorme bagaglio, i cui contenuti e strumenti hanno prodotto risultati rilevanti nell’esclusivo interesse dei lavoratori e dell’Organizzazione che ho l’onore di rappresentare. Io sono   un uomo al servizio della Cgil. E continuerò ad esserlo: ovviamente fino a quando   sarò utile alla causa”.

Parliamo della sua esperienza a Palermo, nelle vesti di segretario regionale di Fp Cgil Sicilia. Come è stato l’impatto e quali sono i risultati?

“Dopo una primissima fase di inevitabile assestamento, forte anche della dote portata con me da Agrigento, ho messo a disposizione della struttura tutto il mio sapere sindacale e le conoscenze di cui dispongo. Il percorso di lavoro è stato subito fruttuoso grazie soprattutto alla piena intesa, sempre nel rispetto dei ruoli, raggiunta, in tempi brevi, con il segretario generale, Gaetano Agliozzo, al quale va la mia stima e gratitudine per la grande fiducia che ripone nei confronti del sottoscritto. Tante le iniziative, le battaglie, le  proposte portate avanti nel corso di questi due anni di mandato a difesa dei lavoratori. Con risultati gratificanti raggiunti grazie ad un gruppo dirigente della nostra Organizzazione diffuso in tutto il territorio siciliano all’altezza del compito.

In particolare mi preme ricordare quelle che hanno ruotato attorno al settore di Igiene Ambientale, per i drammi che i lavoratori vivono quotidianamente in ordine al mantenimento del posto di lavoro ed il diritto ad una retribuzione equa e puntuale.”

Quali i risultati raggiunti?

“C’è una  ordinanza emessa recentissimamente del Giudice del Lavoro di Palermo, la quale suggella quella che è stata, sin da subito, una nostra legittima rivendicazione. Il pronunciamento dispone il diritto dei lavoratori della Belice Ambiente, a cui era stato negato il passaggio a seguito della riforma, a transitare nella Srr Palermo Ovest. E’ evidente che questa novità è destinata a cambiare gli attuali scenari,  tenuto conto che ci sono tanti altri casi analoghi in Sicilia. Si rimetterà così in gioco il destino occupazionale di numerosi dipendenti, rimasti fuor dal circuito dell’assunzione nel passaggio della Legge. Sempre in tema i rifiuti, abbiamo  organizzato, lo scorso anno, un Focus  a Palermo alla presenza di relatori qualificati e della nostra leader nazionale, Serena Sorrentino.  Gli atti di quel convegno sono stati riportati in un volume che abbiamo pubblicato e del quale, sovente, l’assessore regionale Pierobon, presente a quell’incontro, porta come modello di lavoro e di confronto nei suoi interventi pubblici. Mi piace anche ricordare che, per la prima volta, in Sicilia nelle elezione delle RSU del 2018 Fp Cgil si è piazzata al primo posto. Ovviamente anche su altri fronti mi sono e ci siamo spesi, portando a casa risultati positivi e significativi successi sindacali, apprezzati dai nostri numerosi iscritti”. 

Parliamone

“Un’altra delega affidatami in segreteria regionale è quella sulle Funzioni Centrali, un comparto molto difficile da seguire in quanto, tranne qualche caso, abbiamo un blocco del turn-over da troppi anni. Quindi  ci troviamo con  lavoratori, la  cui età media è molto alta, che vivono una situazione occupazionale stressata per le continue e maggiori competenze attribuite, in ragione anche della carenza di personale, a fronte delle quali non ricedono  sufficienti gratificazioni. Si pensi, ad esempio, che per quasi dieci lunghi anni hanno avuto il contratto di lavoro bloccato, rinnovato solo l’anno scorso e scaduto il 31 dicembre 2018. L’attuale governo non dà alcun cenno positivo nel riconoscere il diritto di questi lavoratori a ad avere il rinnovo contrattuale. Per questa ragione il giorno 8 di giugno saremo in piazza con una manifestazione nazionale a Roma. Non abbiamo una contrattazione di secondo livello che possa affidare il giusto ruolo ai lavoratori nelle scelte che li riguardano. Mancano le risorse economiche ma facciamo fatica anche ad imporre il giusto coinvolgimento sull’organizzazione del lavoro. Pur nella difficoltà descritta, ho creduto subito alla esigenza di ascoltare i lavoratori di questo comparto e mi sono messo a girare in lungo  in largo la Sicilia con assemblee nei posti di lavoro, e grazie ad una presenza bene organizzata ed apprezzata da parte di tutta la Funzione Pubblica siciliana,  nelle elezioni delle RSU 2018 per la prima volta, anche qui, dopo 20 anni, abbiamo conquistato la leadership. Fp Cgil è stato il sindacato di categoria più votato”.

Quali le prossime sfide?

“Da qualche mese mi è stata affidata la delega al precariato. E’ una materia, anche questa, di grande impatto e di grande responsabilità  dal punto di vista della scommessa sindacale. Basti pensare che, da un lato, abbiamo ancora precari che stanno dentro la Pubblica Amministrazione  sin dagli anni ’90, dall’altro c’è la consapevolezza diffusa che non si può più tirare eccessivamente la corda. D’altronde, finalmente, le due principali richieste avanzate da tempo dal nostro sindacato  sono diventate ormai Leggi, togliendo alibi a quanti hanno, fino ad ora, pretestuosamente opposto resistenza. La prima richiesta si tratta della storicizzazione della spesa. Cioè la Regione Siciliana finanzia queste stabilizzazioni garantendo  il contributo attuale fino al 2038. La seconda norma è il Decreto cosiddetto Madia che facilita l’assunzione di questi lavoratori in deroga ad alcune norme, riconoscendo l’anzianità e la professionalità acquisite in oltre vent’anni di lavoro e in modo da non perderle, il cui effetto sarebbe stato quello di rendere vana la formazione degli stessi che è costata denari alla collettività. Infine, abbiamo un altro pezzo di precariato: quello dei lavoratori utilizzati in Attività Socialmente Utili (ASU). Qui siamo fuori da ogni regola e buon senso. Infatti, se il comportamento adottato nel pubblico fosse nel privato, le aziende rischierebbero la denuncia per utilizzo di lavoratori in nero. Loro non godono di nessuna copertura contributiva pensionistica e non hanno una regolare busta paga. Ma sono utilizzati a pieno titolo come lavoratori subordinati, svolgendo mansioni e rispettando regole previste per tutti gli altri dipendenti pubblici. Si tratta di poco più di cinquemila lavoratori, a cui va data una pronta risposta occupazionale”. 

Ad Agrigento, nell’aula magna “Brunelleschi” dell’Istituto Foderà, in contrada Calcarelle, il Soroptimist Club di Agrigento, presieduto da Jaana Simpanen, è stato impegnato in un’altra tappa della campagna d’informazione sulla medicina di genere e, soprattutto, sui rischi legati alle patologie cardio – vascolari nelle giovani e giovanissime donne. Si tratta della campagna cosiddetta “Si parla di cuore”, incentrata sull’importanza della prevenzione e dei corretti stili di vita.

Le interviste

A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Appello, la Procura Generale, tramite i sostituti procuratori generali, Giuseppe Fici e Sergio Barbiera, ha chiesto la condanna dell’ex ministro Dc, Calogero Mannino, a 9 anni di reclusione nell’ambito del processo, in abbreviato, sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. Si tratta della stessa richiesta di condanna formulata nel primo grado di giudizio a seguito del quale Mannino è stato assolto dall’imputazione di minaccia a corpo politico dello Stato. La Corte d’Appello è presieduta dalla giudice Adriana Piras. Calogero Mannino ha così commentato l’esito della requisitoria: “La richiesta che l’ufficio dell’accusa ha avanzato è priva di ogni fondamento e prova. Se prova v’è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa. Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto, che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei carabinieri è soltanto una fake-news, è tesi priva di fondamento e consistenza, e quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dei sostituti procuratori generali non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello”.