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È arcinoto a tutti gli operatori della politica e non, che la Lega sta facendo il diavolo a quattro per ottenere a tutti i costi l’Assessorato all’Agricoltura presso l’Ars Sicilia.

Ricordo, per chi non ne fosse a conoscenza (io per prima per esempio l’ho appreso da poco), che il leghista Zaia, allora ministro dell’Agricoltura, chiuse un accordo con lo Stato Canadese affinché l’olio italiano da esportare potesse essere solo quello veneto.

Sempre Zaia, da ministro, non nominò neppure un prodotto del sud presso l’Agenzia di promozione dell’agroalimentare italiano.

Ancora un esempio: il sud ha un grano di grandissima qualità, il Grano Senatore Cappelli. Ebbene, il seme di questo grano è diventato proprietà di un’impresa del Nord e adesso i nostri coltivatori devono pagare per seminare un grano che è nato nella nostra terra.

Per quanto riguarda l’export con la Cina, ci sono ben 13 vini italiani tutelati. Indovinate un po’?! Tutti del Nord! Per non parlare del fatto che si è previsto che le navi della via della seta debbano toccare solo i porti di Genova e Trieste, girando alla larga dai porti del meridione.

I produttori di agrumi muoiono di fame nell’indifferenza generale ma quando ci fu la crisi del parmigiano essa fu risolta comprando con i soldi destinati al sud ben 100.000 forme di parmigiano e questo elenco potrebbe continuare all’infinito.

La verità è che gli agricoltori del sud offrono al mondo i migliori prodotti che possano esistere ma tali prodotti o rimangono in ombra rispetto ai prodotti corrispettivi del settentrione oppure sempre più spesso costituiscono fonte di lucro per imprenditori del nord che vengono a fare razzia sul nostro territorio.

Non pensate che ci abbiano depredato abbastanza?

Pertanto faccio un accorato appello al Presidente Musumeci affinché non permetta che la Lega poggi le sue dita avide su un settore vitale per il nostro territorio, che nonostante i duri colpi inferti continua a resistere e a rappresentare un’eccellenza e nei confronti del quale qualcuno vorrebbe sferrare il colpo di grazia sabotandolo o saccheggiandolo.

Caro Presidente Musumeci, Lei che è persona saggia, se lo faccia dire da chi li ha conosciuti da vicino, non permetta questa rapina o i posteri lo additeranno come complice.

 

I poliziotti del Commissariato di P.S. di Licata, coordinati dal Commissario Capo Dr.ssa Zicari, hanno arrestato per detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente di tipo marijuana, aggravato dall’ingente quantitativo, un cinquantenne licatese B.R., bracciante agricolo, con precedenti penali per ricettazione, detenzione armi e munizioni e con precedenti di polizia per violazione norme sugli stupefacenti.

Nelle prime ore del mattino, gli uomini del Commissariato, si dirigevano presso un appezzamento di vaste proporzioni sito in C.da Conca agro di Licata, di proprietà dell’uomo, ritenendo che in quel terreno fosse detenuta e coltivata illegalmente cannabis.

Gli operatori, all’interno di 2 tunnel, rinvenivano nella zona d’ingresso, una prima parte coltivata a basilico nella parte più interna, invece, erano presenti nel primo tunnel 344 piante adulte, in piena fioritura, della specie botanica Cannabis, nel secondo tunnel, erano presenti 17 piante adulte, in piena fioritura, dalle quali erano state recise e messe ad essiccare, parte delle infiorescenze quantificate in nr. di 65. Nel totale le piante di marijuana e le infiorescenze a seguito di pesatura risultavano avere peso complessivo di kg. 189.

La perquisizione veniva poi estesa all’interno di una stalla e di alcuni locali in disuso, ciò consentiva di rinvenire infiorescenze di cannabis in fase di essiccazione e, distese per terra, su un lenzuolo, altre infiorescenze già essiccate e pronte ad essere commercializzate per un peso di 5 kg.

Il totale della sostanza stupefacente rinvenuta e sequestrata ha peso complessivo di Kg. 194.

Dopo gli accertamenti di rito, l’arrestato, per disposizione del Sostituto Procuratore di Agrigento, D.ssa Paola VETRO, veniva accompagnato presso la sua abitazione, ove permarrà agli arresti domiciliari.

La notizia, purtroppo è arrivata.

Anche Federica Aleo, 28 anni di Canicattì, non ce l’ha fatta a sopravvivere a seguito di un incidente avvenuto tre mesi fa, in pieno centro di Ravanusa, durante il quale aveva già perso la vita Lorenzo Miceli, 28 anni, già consigliere comunale 5Stelle di Ravanusa.

Dopo l’incidente le condizioni di Federica erano apparse subito gravi e la giovane canicattinese è stata trasportata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Caltanissetta.

In questi lunghi tre mesi Federica ha lottato insieme ai medici con tutte le forze. In coma, la sfortunata ragazza, non ha preso mai conoscenza.

Nelle prime ore di oggi la terribile notizia.

Pannolini, omogeneizzati, latte, minestrine: questi ed altri prodotti hanno riempito decine di scatoloni che, questa mattina, i responsabili della Sezione di Agrigento dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, hanno consegnato agli operatori dei Volontari di Strada.
Ad accogliere la nutrita rappresentanza dei Finanzieri, guidata dal presidente Roberto Ferro e composta dal vice presidente Giuseppe Roncade, dai consiglieri Sergio Tellurio, Maurizio D’alia, Cristiano Savino e Salvatore Vella, è stata la presidente, Anna Marino, che non ha nascosto la propria commozione, mista a soddisfazione, nel ricevere tutti i prodotti.
“A nome personale e ovviamente di tutti gli operatori – ha sottolineato la Marino – ringraziamo di cuore la Sezione di Agrigento dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia per la generosa donazione che ci consente, specialmente in questo particolare momento storico, di potere aiutare decine e decine di famiglie agrigentine con figli piccoli che vivono situazioni di disagio economico.
Attualmente seguiamo e sosteniamo circa 200 famiglie, prevalentemente italiane, e affrontiamo le spese per le emergenze che di volta in volta si presentano. I bambini di fascia compresa dai 0 ai 3 anni rappresentano circa il 40% di quelli che assistiamo e altrettanti sono quelli dai 4 ai 7 anni, mentre il rimanente 20%, sono bambini dagli 8 ai 14 anni, con i loro bisogni, non eccezionali, ma ordinari e necessari per la loro crescita. Viste le poche risorse disponibili, siamo consapevoli di essere solo una stampella, offerta con tanto amore e rispetto per chi è in difficoltà. Ecco perché salutiamo con grandssimo affetto il bellissimo gesto di solidarietà dei Finanzieri agrigentini che riempie i nostri cuori, ma soprattutto i nostri scaffali e quelli delle famiglie a cui destineremo i prodotti”.
Nel corso della consegna dei prodotti,  é intervenuto il presidente Roberto Ferro, che ha avuto parole di apprezzamento per l’attività e l’opera meritoria svolta dai Volontari di Strada a favore delle famiglie in difficoltà,  ribadendo che la propria associazione sarà sempre al loro fianco.

“La provincia di Agrigento potrà garantirsi l’autosufficienza nel trattamento e smaltimento dei rifiuti. Ad Agrigento oggi sono presenti un impianto di compostaggio nel Comune di Sciacca, in contrada Santa Maria, autorizzato per 14 mila tonnellate l’anno e appartenente alla Srr Provincia Ovest), e la discarica sita nel comune di Sciacca, in contrada Saraceno Salinella, in atto esaurita sempre della Srr Provincia Ovest. L’assessorato regionale all’Energia ed ai servizi di pubblica utilità lavora a nuovi impianti pubblici per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”. Lo afferma Margherita La Rocca Ruvolo, deputato regionale dell’Udc. Nei giorni scorsi l’assessore Pierobon ha promosso una videoconferenza alla quale hanno partecipato, tra gli altri, per la Srr Agrigento Ovest Enzo Greco Lucchina, per la Srr Agrigento Est Claudio Guarneri e il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, convocati per discutere delle iniziative concernenti l’impiantistica pubblica presente e in divenire nel territorio. L’assessore ha chiesto di ricevere ogni 15 giorni una relazione di dettaglio sull’evoluzione delle iniziative per avere tempi certi e stati di avanzamento e intervenire rapidamente se dovessero emergere criticità.

Sono pianificate diverse iniziative pubbliche.

– L’ampliamento dell’impianto di compostaggio, in contrada Santa Maria a Sciacca di ulteriori 10 mila tonnellate l’anno. Il progetto definitivo è stato presentato il 28 ottobre 2019 ed è oggi in verifica di assoggettabilità all’assessorato regionale Territorio e ambiente. L’intervento vale 4 milioni circa a valere sui fondi del Patto per il Sud e sui fondi del Piano operativo ambiente.

– Prevista inoltre la realizzazione di una nuova vasca di discarica per complessivi 500 mila metri cubi con annesso Tmb da realizzarsi a Sciacca, in contrada Saraceno Salinella. Il progetto definitivo è stato presentato il 23 agosto 2019 ed è in procedura Via presso l’assessorato al Territorio. La Srr Agrigento Ovest in riferimento al progetto della discarica, aveva chiesto un’anticipazione per procedere alla verifica del progetto stesso ma ha comunque già pronta la determina a contrarre per l’individuazione dell’organismo preposto alla validazione e che, per tale procedura, occorrono circa 100 mila euro. Il CdA della Srr si è determinato che la stessa sarà disponibile ad anticipare detta somma. Il finanziamento previsto è di 25 milioni a valere sui fondi del Patto per Sud.

– Previsto anche l’ampliamento di una vasca di discarica denominata a Sciacca in contrada Saraceno Salinella per 99 mila mc. Si tratta di un investimento della Sogeirs GIS, società in house della Srr costituita per la gestione degli impianti. Per tale progetto è stata presentata istanza di assoggettabilità a Via ed è in corso di esame all’assessorato al Territorio e si è in attesa di esproprio per pubblica utilità dei terreni interessati all’ampliamento della discarica. Iniziative pubbliche in corso anche nella Srr Agrigento Provincia Est. In corso l’iter per la realizzazione di un impianto di compostaggio nella zona Asi del Comune di Casteltemini per il trattamento di 36 mila tonnellate annue. L’intervento, inserito tra quelli dell’Ordinanza di Protezione civile, prevede uno stanziamento di 14 milioni a valere sui fondi del Patto per Sud. Il Rup, con nota del 18 febbraio 2020, ha trasmesso formale richiesta relativa al Paur, il procedimento unico autorizzativo, allegando tutta la documentazione amministrativa e tecnica, attraverso il portale dedicato nel sito dell’assessorato regionale al Territorio, dove è pendente il procedimento per l’emanazione del decreto di Paur.

– A Ravanusa invece in itinere la realizzazione di un impianto di compostaggio nella zona Asi per il trattamento di 36 mila tonnellate l’anno. Il progetto definito dell’intervento è stato presentato al dipartimento Acqua e rifiuti il 18 dicembre 2019 con contestuale richiesta rivolta al dipartimento di fungere da stazione appaltante. Per l’intervento c’è un finanziamento per 19,3 milioni a valere sui fondi del Patto per Sud.

Il direttore Guarneri, delegato del presidente della Srr Agrigento Provincia Est, in merito alla richiesta avanzata al dipartimento di fungere da stazione appaltante, ha evidenziato che il riscontro è da ritenersi dirimente, poiché la Srr non è in grado di anticipare le somme necessarie per gli espropri, per operazioni di verifica e per il pagamento degli oneri istruttori, circa 500 mila euro. Il dipartimento, nel confermare anche in questo caso l’impegno finanziario della Regione per gli interventi concernenti le iniziative avviate sul territorio della Srr Provincia Est, ha spiegato che sta studiando le modalità per poter assumere la titolarità dell’intervento di Ravanusa e che riscontrerà quanto prima la richiesta della Srr, in un senso o nell’altro.

“In un momento cosi’ difficile per la nostra economia sara’ fondamentale sfruttare i fondi europei e gli incentivi statali nel nome del buonsenso. Ci chiediamo se in Sicilia siano replicabili le medesime forme di convenzione stipulate tra Regione Lombardia e GSE per potenziare ed efficientare il sistema sanitario, facendo rifermento a un team bilaterale di esperti, cosi’ da sfruttare al massimo le risorse a disposizione da parte delle istituzioni”.

Lo afferma in una nota il vicecapogruppo della Lega alla camera Alessandro Pagano.

“Nella nostra Regione, che ha contributi per 30 milioni attualmente inutilizzati, se i Liberi consorzi utilizzassero queste cifre per progetti di efficientamento energetico per esempio si produrrebbe un effetto ‘leva’ di almeno 4 volte tanto, oltre che benefici finanziari. Per tale ragione intendiamo sollecitare l’Assessore alla sanita’, Ruggero Razza, e l’Assessore agli Enti Locali, Bernadette Grasso, ormai usciti brillantemente dalla emergenza Covid, affinche’ non si perda tale modello di sviluppo per ripartire economicamente”, conclude Pagano.

Così commenta il sindaco Cuffaro sulle proposte in materia di tributi locali avanzate dall’opposizione. Tre proposte che lasciano basito il Sindaco, in quanto non rispondenti alle norme ed alla realtà dei fatti. Tra l’altro, queste forze politiche, intervengono dopo un’assenza totale,  in un momento di emergenza assoluta,  che ha visto il sottoscritto impegnato H 24 per fronteggiare le urgenze giornaliere  sia dal punto di vista personale, che come amministratore.

Nessuno può negare che  Raffadali si è distinta per molte iniziative considerate linee guida per molte altre realtà  territoriali. Prima di riscontrare le loro richieste mi sento in dovere di  esternare la mia personale opinione sull’origine di tali proposte stante che, conoscendo gli attuali consiglieri del PD locale,  dubito fortemente la loro condivisione in quanto conoscitori della macchina amministrativa, del bilancio comunale e delle leggi tributarie.

Cosa diversa per il “nuovo” che emerge nel PD locale, il quale non conoscitore della macchina amministrativa e del relativo bilancio, forse per superficialità, non ha opportunamente affrontato gli argomenti.

La stessa cosa vale per l’altro gruppo politico firmatario della richiesta, i cui componenti si sono contraddistinti per  la loro assenza politica, superficialità e qualunquismo, tanto da essere stati, da me, accomiatati.

Analizziamo in dettaglio le proposte da loro avanzate:

  • Abbattimento TARI per le attività commerciali che hanno chiuso la saracinesca a causa dell’emergenza sanitaria”.

La legge che disciplina la Tari impone la copertura integrale dei costi del servizio a carico dei cittadini, norma ribadita, altresì, dal regolamento comunale all’art.12. Quindi sarebbe stato corretto fare una  proposta di modifica del suddetto regolamento comunale, al fine di non fare pagare le attività produttive danneggiate dall’imposizione della chiusura e,  nello stesso tempo, indicare i soggetti a cui fare gravare questo costo, aumentando loro la tariffa. Attualmente, siamo in attesa dell’applicazione di una nuova normativa prevista nella legge di bilancio 2020, molto farraginosa. C’è un tavolo tecnico con l’ANCI nazionale, aperto da mesi, proprio per superare le criticità di applicazione di questa nuova normativa che dovrebbe consentire, al Consiglio Comunale, di poterla regolamentare. Trovo, altresì,  doveroso sottolineare che nella stessa legge vi sono delle rilevanti novità  nei confronti dei soggetti con ISEE inferiore o pari a € 8.265,00, ovvero dovrebbero avere diritto ad un bonus TARI. Quindi come sopra detto, la potestà regolamentare in materia è rimasta di competenza del Consiglio Comunale,  e non del SINDACO.

  • “Totale abbattimento per l’anno 2020 della TOSAP, COSAP per le attività commerciali.”

Tale intento è stato esternato dal sottoscritto anzitempo, per come verificabile  dai miei bollettini serali, organizzando  e facendo una  riunione con gli esercenti locali interessati, ove era presente anche il  segretario Regionale della C.N.A., condividendolo all’unanimità.

Successivamente, l’argomento è stato discusso in sede di Direttivo Regionale ANCI, di cui ne faccio parte, il quale lo ha condiviso e trasmesso, come emendamento, alla Commissione Bilancio,  per poi essere  discusso ed approvato nella finanziaria regionale. Oggi, anche grazie a noi, è legge. Quindi non conoscete la legge, però auspicate di fare demagogia e populismo, ignorando la stessa.   Se questa è la classe dirigente che si proietta ad amministrare questo comune, lascio giudicare agli altri.

  • “Totale abbattimentoper l’anno in corso di TASI e IMU per tutte le famiglie beneficiarie dei buoni spesa Covid-19”.

La Tasi, per l’anno in corso,  è stata soppressa con la legge di Bilancio 2020 (L. 160/19), per cui siete arrivati notevolmente e clamorosamente in ritardo.

Relativamente all’IMU, la stessa legge di bilancio 2020,  mira a valorizzare gli ambiti discrezionali, rimessi sempre alla potestà regolamentare del Consiglio Comunale, che entro il 30 giugno 2020 deve  approvarla per l’anno in corso. I commi dell’art. 1 della succitata legge che disciplinano ciò vanno dal 750 al 755, hanno validità per l’anno in corso,  per poi applicare il contenuto del comma 756 nel 2021. Ponendo l’obbligo, comunque, di approvare un nuovo regolamento comunale che disciplini i criteri delle nuove aliquote in coerenza con lo schema di riferimento che il MEF determinerà nei prossimi mesi. Ciò premesso, corre opportuno evidenziare che questa amministrazione tiene in seria considerazione le fasce economiche più deboli, anche in vista dell’emergenza epidemiologica in corso, al punto di volere adottare aliquote IMU differenziate per famiglie economiche disagiate. Allo stato attuale,  si è nella impossibilità di quantificare e di individuare i soggetti che realmente hanno subito un danno dall’emergenza in corso, ma lo faremo a tempo debito cercando di sostenere tutti. Tuttavia, legge permettendo, si sta studiando una modalità di beneficio utilizzando gli stessi parametri del bonus TARI,  rispettando i criteri di equità e ragionevolezza. Mio malgrado non posso accogliere la Vostra richiesta di esentare, ai fini IMU, i soggetti contenuti nell’elenco dei beneficiari del “bonus”,  in quanto non rientra nel potere discrezionale dell’amministrazione comunale che può solo stabilire principi e criteri, ma non identificare i soggetti beneficiari. In ogni caso, si è provveduto a verificare lo status IMU degli stessi, rilevando che la quasi totalità sono esenti dal pagamento  in quanto risultano assegnatari di alloggi popolari,  proprietari di prima casa o in affitto.

Ed ancora, il premio sulla raccolta differenziata erogato dalla Regione Siciliana, ad oggi è inutilizzabile perché  trattasi di una voce di bilancio indeterminata ed indeterminabile, oltre a non essere consentito dalle leggi di contabilità. Relativamente alla cifra di € 348.059,79, non si comprende da dove rilevata, visto che non risulta tra i dati contabili di questo Comune per l’anno 2019.

Sperando di essere stato esaustivo,Vi ricordo che per ogni nuova spesa o beneficio non previsto in bilancio,  è necessario trovare la relativa copertura finanziaria. Colgo l’occasione per chiederVi, di evitare di rincorrere il populismo e/o uomini politici, che penso, non sono da noi stimati, onde evitare di turbare gli equilibri di bilancio e portare il Comune verso il  dissesto finanziario. Sapete bene che un eventuale dissesto finanziario danneggerebbe in modo irreparabile la collettività di Raffadali, levando, tra l’altro, agli amministratori la possibilità di aiutare chi sta veramente attraversando un momento di difficoltà. La normativa oggi è molto dinamica ed in continua evoluzione. Stiamo assistendo ha una emanazione di ordinanze e decreti giornalieri, da dove si evince la volontà di aiutare chi ha subito un danno e contemporaneamente di salvaguardare lo Stato.

In periodo di pandemia è difficile legiferare per aiutare tutti e nello stesso tempo salvaguardare la salute di tutti. Viviamo la circostanza giorno per giorno, valutiamo le proposte che si evolvono quotidianamente cercando di applicarle al meglio. Impegniamo lì le energie, invece di sprecarle creando  confusione demagogica. Adoperatevi direttamente e responsabilmente, se lo volete,  per il bene comune facendo  proposte costruttive per superare questo   inaspettato e difficile periodo.

Io ritorno alle incombenze ed al lavoro frenetico di questi giorni, credo vivamente che sia molto più importate di fare una banale politica. Non è il momento.

 

 

Nello specifico, si tratta delle strutture semiresidenziali ex art.26 L.833/78, dei Centri diurni per pazienti psichiatrici o affetti da alzheimer o autismo, ma anche i Centri diurni socio-educativi per minori e quelli per anziani (questi ultimi afferenti all’assessorato regionale alla Famiglia), chiusi nel marzo scorso per contenere il contagio dal virus.
Il documento, che richiama anche i diversi studi condotti dal Comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana, contiene le linee di indirizzo per consentire la ripresa delle attività assicurando la massima sicurezza a ospiti e operatori. Proprio il personale dovrà essere adeguatamente formato sulla corretta adozione delle precauzioni standard e sull’utilizzo dei Dpi.
La circolare raccomanda prima della riapertura – che dovrà comunque avvenire dopo un’interlocuzione con le Asp – “opportune azioni per la preparazione/allestimento dei locali nei quali verranno erogate le attività secondo le necessità correlate alle nuove modalità di utilizzo e la sanificazione dei medesimi”.
Ogni struttura dovrà così individuare un referente per il biocontenimento che avrà il compito di curare i protocolli di sicurezza, divenendo anche un riferimento non solo per gli operatori, ma anche per i familiari dei pazienti e per tutti i soggetti esterni. Prima della apertura, oltre alla  necessaria sanificazione dei locali, si dovrà tenere conto del distanziamento sociale, quindi sarà necessario, a seconda degli spazi dei vari Centri, prevedere una flessibilità con l’eventuale ampliamento delle fasce orarie di operatività. Pertanto, in base alle esigenze e al nuovo modello organizzativo, sarà possibile rimodulare con l’Asp i Progetti riabilitativi individuali (Pri) e/o i Piani assistenziali individuali (Pai) dei pazienti che frequentano un determinato Centro.
La circolare prevede inoltre che la “ripresa delle attività dei Centri semiresidenziali ex art.26 L.833/78 e dei Centri diurni coinvolgerà prioritariamente gli utenti già in carico alla data di sospensione delle attività e sarà data precedenza alle persone con disabilità il cui prolungato permanere al domicilio in concomitanza all’elevata complessità assistenziale può maggiormente causare problemi di tipo sanitario o sociale alla persona o alla famiglia”.
La riapertura dei Centri non farà venire meno alcune novità introdotte dal periodo di lockdown come l’uso di strumenti digitali: “Per tutti i pazienti – si legge nel documento – è opportuno valutare la possibilità di un programma alternativo prevedendo, ove possibile, attività complementari, anche utilizzando strumenti telematici, a completamento dell’orario di frequentazione abituale. Allo stesso modo le attività di gruppo devono essere riorganizzate attraverso l’utilizzo di piattaforme di videochiamata”.
Un capitolo della circolare è dedicato al trasporto dei pazienti: oltre a tenere conto del distanziamento interpersonale, sarà necessario prevede la sanificazione quotidiana. Inoltre l’autista-operatore sarà dotato di termoscanner e, prima di far salire a bordo l’utente, dovrà misurare la temperatura corporea: se dovesse risultare superiore ai 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso sul mezzo. Misure speciali anche per l’accesso degli accompagnatori degli utenti che “è fortemente raccomandato non far accedere al Centro se non strettamente necessario”. Infine, come è noto, ad ogni utente, entro la prima settimana di trattamento, dovrà essere effettuato da parte della struttura, un test sierologico quantitativo/semiquantitativo per Sars-Cov-2.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 98.711 (+3.016 rispetto a ieri), su 88.497 persone: di queste sono risultate positive 3.301 (+13). Attualmente sono ancora contagiate 2.127, dunque nessun nuovo contagio rispetto a ieri. 

I soggetti guariti sono 921 (+11 rispetto a ieri). Complessivamente sono deceduti 253 soggetti.

Tra gli attuali 2.127 positivi, 329 pazienti sino ricoverati  (-41 rispetto a ieri), di cui 19 in terapia intensiva (-2). In isolamento domiciliare risultano 1.798 persone.