Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 67)

Nelle stesse ore in cui Siracusa si colorava di bandiere, striscioni e vessilli istituzionali in difesa dello sviluppo economico ed industriale del nostro territorio, nessuna garanzia concreta per la continuità produttiva e occupazionale della Lukoil proveniva dal contemporaneo incontro fissato al ministero.

Il Tavolo ministeriale ha rinviato la decisione ad un ulteriore tavolo con l’Europa e ad un altro passaggio con SACE.

E intanto lo spettro di una chiusura della Lukoil si avvicina sempre di più e con esso si complica sempre più il destino occupazionale di migliaia di lavoratori”. Lo dicono Cgil e Cisl di Ragusa e Siracusa.

“Il conto alla rovescia è già partito per la Lukoil e per tutto il nostro apparato industriale. Noi non staremo a guardare, né faremo da stampella a nessuno. La grande manifestazione di ieri e lo sciopero generale di tutti i lavoratori dell’area industriale segna solo il primo il passo della protesta e della nostra rivendicazione” concludono.

(ANSA).

Marco Vullo, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Agrigento, comunica che è pronto l’Avviso caregivers, il fondo economico per il sostegno del ruolo di cura e assistenza che spetta al familiare che assiste un disabile grave o gravissimo, le domande possono essere presentate dagli aventi diritto in tutti gli undici comune del Distretto socio-sanitario D1 con scadenza 12 dicembre come termine perentorio.

Il contributo economico , per i caregiver gravi e per i caregiver gravissimi, verrà erogato nei limiti di stanziamento di Bilancio regionale e sulla base delle domande ammesse. Le domande saranno naturalmente al vaglio di controllo delle autorità di controllo per le dichiarazioni rese.

Il modello di istanza può essere scaricato dal sito istituzionale di ognuno dei comuni ricadenti il Distretto D1, per Agrigento è : www.comune.agrigento.it o presso gli uffici del settore servizi sociali e le domande complete devono essere presentate entro la scadenza del 12 dicembre presso l’ufficio protocollo del comune residente del disabile.

L’istanza dovrà essere corredata da questi documenti:

  • Copia del documento del careviger, pena esclusione;
  • Verbale della commissione attestante la disabilità grave ai sensi dell’art.3 comma 3 della legge 104/92, dalla quale emerga la non autosufficienza del soggetto, o verbale di accompagnamento, da presentare in busta chiusa.I certificati da allegare dovranno essere quelli da cui si evince la patologia.
  • Per i caregiver dei disabili gravi : Copia del Patto di servizio o dichiarazione del quale si evinca l’attività di cura del Caregiver del disabile non autosufficiente;
  • Per i carevigers dei disabili gravissimi: copia del patto di cura firmato e compilato;
  • Dichiarazione inerente il conto corrente da utilizzare per l’accredito del contributo.

Infine mi preme, conclude l’Assessore Vullo, ringraziare tutto il settore dei servizi sociali di Agrigento: Dirigente, T.P.O., dipendenti che sono riusciti in tempi veramente rapidi a chiudere l’iter per l’Avviso Caregiver, dopo il mio atto di indirizzo in Giunta. E’ un importante sostegno economico a chi assiste quotidianamente i disabili gravi e gravissimi con enorme sforzo e necessità di ulteriori sostegni che cercheremo di individuare dai futuri bandi e avvisi che avremo a disposizione sia come Assessorato , sia come Distretto. “

La Sig.ra P.C. originaria di Burgio (AG), avendo ereditato da un proprio parente una cappella gentilizia sita nel cimitero del Comune di Burgio, nel 2019 a seguito di un accesso sui luoghi, veniva a conoscenza del fatto che il Comune di Burgio, senza chiedere nessun consenso alla stessa, aveva acconsentito alla tumulazione della salma di un defunto non appartenente alla famiglia della P.C. all’interno della cappella familiare di quest’ultima.
Conseguentemente, la Sig.ra P. C. presentava richiesta di accesso agli atti, con la quale richiedeva al Comune di Burgio di prendere visione ed estrarre copia degli atti con i quali era stata disposta la tumulazione della salma all’interno della cappella gentilizia di sua proprietà.
Ma la detta istanza rimaneva priva di riscontro.
Sicché, la Sig.ra P.C, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, decideva di proporre ricorso innanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo, chiedendo la condanna del Comune di Burgio all’esibizione della documentazione richiesta.
Durante lo svolgimento del giudizio, la difesa della P.C. evidenziava non solo come la stessa fosse titolare di un interesse qualificato ad ottenere la documentazione in commento, ma anche la palese illegittimità del silenzio formatosi in merito all’istanza di accesso proposta dalla ricorrente.
Ebbene, con sentenza del 14.11.2022, il T.A.R. Palermo, Sez. II, condividendo le argomentazioni sostenute dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, ha accolto il ricorso proposto dalla P.C. e ha ordinato al Comune di Burgio di esibire la documentazione richiesta entro il termine di giorni trenta, condannandolo anche al pagamento delle spese di lite in favore della parte ricorrente oltre alla refusione del contributo unificato.

C’è anche l’Ordine degli Architetti di Agrigento tra gli enti che sono riusciti ad accedere ai fondi del PNRR finalizzati a promuovere l’uso delle piattaforme di identità digitale.

All’Ordine agrigentino, che aveva partecipato al bando lo scorso 6 agosto, sono state assegnate risorse del PNRR per un importo di 14.000 euro, come risulta dal decreto 49-3-2022 dello scorso 11 novembre del dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Risorse che saranno utilizzate, dall’Ordine beneficiario, per attivare un’area riservata all’interno del sito internet istituzionale alla quale gli iscritti potranno accedere tramite SPID e CIE ed effettuare operazioni come la gestione dei dati anagrafici e professionali e l’accesso ai servizi online che verranno di volta in volta attivati

.“Questo Consiglio – afferma il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola – ha creduto sin da subito alle opportunità offerte dal PNNR investendo molte energie per fare in modo che le risorse stanziate per il nostro territorio venissero utilizzate nel migliore dei modi. In tal senso, ricordiamo i protocolli di intesa, stipulati a maggio dall’Ordine con il Libero Consorzio e i Comuni di Grotte, Montevago, Racalmuto e Raffadali, grazie ai quali sono stati banditi cinque concorsi di progettazione di interventi di rigenerazione urbana che saranno realizzati sul territorio provinciale, per un importo complessivo dei lavori pari a circa 24 milioni di euro. Oggi, proseguiamo lungo questo percorso, grazie al prezioso lavoro svolto dal dipartimento di Transizione digitale dell’Ordine, coordinato dal consigliere Angela Muratore, raccogliendo i frutti della misura 1.4.4 che, in questo caso, ci vede partecipare come ente ammesso ai finanziamenti”.

“Utilizzeremo le risorse assegnate all’Ordine – aggiunge la coordinatrice del progetto, Angela Muratore – per mettere in atto strategie di innovazione e sviluppo volte ad aumentare l’efficacia del coordinamento tecnologico e digitale della nostra amministrazione e per snellire alcune operazioni di segreteria, fornendo così agli iscritti soluzioni agili ed evolute attraverso l’erogazione online dei servizi”.

Quasi un migliaio di presenze tra studenti delle scolaresche agrigentine e cittadini per la tappa  in piazza Vittorio Emanuele, ad Agrigento del “road show” della campagna di informazione, educazione e sensibilizzazione #Risparmialacqua, voluta dalla Regione Siciliana sull’uso consapevole delle risorse idriche. Ieri e oggi, dalla mattina presto fino al pomeriggio, ha sostato un ‘truck’ all’interno del quale i giovani delle scuole hanno potuto fruire di tecnologia VR e schermi touch per ottenere ulteriori informazioni sul risparmio idrico e fare giochi a tema. La campagna è partita da Palermo lo scorso 13 ottobre, passando finora per Catania, Messina, Ragusa, Caltanissetta: nelle principali piazze delle città siciliane sono state coinvolte migliaia di studenti e cittadini.

“I ragazzi hanno cominciato a prepararsi prima di fare quest’esperienza oggi – dice la professoressa Enzina Lombardo dell’Istituto comprensivo Agrigento centro plesso Pirandello – hanno dimostrato grande entusiasmo perché una lezione teorica non può compensare una lezione pratica come l’avete pensato  con queste attività e con la realtà virtuale che più si avvicinano alle nuove generazioni. E’ un progetto molto formativo – aggiunge – perché il risparmio idrico è uno dei problemi più drammatici. E’ giusto abituare i nostri giovani a risparmiare l’acqua perché in futuro sappiamo che potrebbe venire a mancare. La nostra scuola ha accolto positivamente il progetto perché rientra nella formazione degli studenti”, conclude.

“Stiamo andando davvero benissimo con la campagna progetto #Risparmialacqua ed anche ad Agrigento abbiamo registrato un numero importante di partecipanti e suscitato grande entusiasmo tra le scolaresche e i giovani che sono sempre più sensibili e ricettivi a questo modello di campagne legate all’educazione civica e ambientale a tutela di un bene prezioso come l’acqua – dice Sabrina Gaeta, referente della organizzazione degli eventi relativi al progetto  – Il progetto, andato in giro in tutte le città capoluogo, e che si concluderà prossima settimana con gli appuntamenti di Trapani e Siracusa,  nasce per promuovere i consumi intelligenti, che contribuiscono al contrasto degli sprechi, e per sensibilizzare gli studenti, cittadini di domani, affinché possano guardare avanti in tema di politiche idriche ed ambientali. Portiamo avanti l’educazione al risparmio dell’acqua, bene non infinito”.

“Se mancherà l’Acqua sarà anche colpa nostra. Non sprechiamola”: è lo slogan partito da alcune settimane per la massiccia campagna del progetto #Risparmialacqua, lanciato dal dipartimento dell’acqua e dei rifiuti della Regione Siciliana e co-finanziato dall’Unione Europea con fondi Po Fesr 2014/2020, in linea con le strategie europee e nazionali 2014-2020 della crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, ha l’obiettivo di diffondere un consumo responsabile dell’acqua, creando processi atti a migliorare la consultazione, la partecipazione consapevole dei cittadini-utenti e il dialogo con il pubblico, in modo da ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini. Ma si punta anche a favorire un forte processo di mutamento degli stili di vita e dei modelli attuali di consumo e comportamento, individuati come causa primaria dei danni arrecati all’ambiente.  

Lo scorso 24 ottobre è stato il giorno dell’operazione “Fish and drug”. I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Porto Empedocle, coordinati dalla Procura della Repubblica, sono stati impegnati ad eseguire 17 misure cautelari a carico di altrettanti indagati, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità. Sono stati trasferiti in carcere 3 indagati, altri 6 sono stati ristretti ai domiciliari, e agli altri sono stati imposti obblighi di dimora, di divieto di dimora, e di presentazione alla polizia giudiziaria. Lo scorso 4 novembre la Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Sara Varazi, e il procuratore reggente, Salvatore Vella, ha reiterato al Tribunale del Riesame 23 misure cautelari, tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora. Si tratta di 23 indagati per i quali il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, non ha ritenuto di applicare alcuna misura cautelare. Ebbene adesso il Tribunale del Riesame ha parzialmente accolto due richieste: a Camillo Attardo, 50 anni, di Favara, e a Giovanni Pirrera, 51 anni, di Favara, è stato imposto l’obbligo di firma. Per entrambi la Procura agrigentina aveva proposto il trasferimento in carcere.

La Corte d’Assise di Caltanissetta, condividendo quanto proposto dalla Procura, ha condannato all’ergastolo il boss di Campofranco, Domenico “Mimì” Vaccaro, 69 anni, ritenuto il mandante dell’omicidio di Gaetano Falcone, ucciso a Montedoro il 13 giugno del 1998. Alcuni collaboratori di giustizia hanno raccontato i retroscena del delitto avvenuto 24 anni addietro. Le indagini sulla morte di Falcone sono state condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta, che hanno raccolto le dichiarazioni di diversi collaboratori tra cui anche Maurizio Carrubba, che partecipò al delitto. Nello stesso procedimento giudiziario, frutto dell’inchiesta “Gallodoro”, è stato imputato anche Carmelo Sorce, 57 anni, di Milena. A lui è stato contestato l’avere ucciso Salvatore Randazzo, il 5 gennaio del 1998, nelle campagne di Milena. A carico di Sorce la Procura nissena ha proposto l’ergastolo. La Corte d’Assise lo ha assolto perché non vi è prova del suo coinvolgimento.

E’ stata pubblicata ed è in vigore la legge di modifica della Costituzione per il riconoscimento dello stato di insularità. I dettagli e l’intervento dei ministro Casellati.

La Sicilia da tempo pressa per il riconoscimento dello stato di insularità nella Costituzione della Repubblica Italiana. E’ stata necessaria una proposta di legge costituzionale, e lo scorso 27 luglio anche la Camera, dopo il Senato, con 412 voti a favore, ha approvato, in seconda e definitiva votazione, la proposta di legge costituzionale numero 3353, di cui è stata relatrice l’onorevole Roberta Alaimo, 44 anni, deputata di Corleone, del Movimento 5 Stelle. La legge modifica l’articolo 119 della Costituzione sull’autonomia fiscale di Comuni, Province e Regioni, sancendo le peculiarità, le singolarità, le caratteristiche particolari delle isole, con il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità. L’essere isola, con le difficoltà collegate ai trasporti e ai collegamenti, costa alla Sicilia tra i 6,04 e i 6,54 miliardi di euro all’anno, ovvero un valore tra il 6,8 e il 7,4% del Prodotto interno lordo regionale. E dunque si tratta di una tassa occulta, quantificabile in circa 1.300 euro a testa per ogni cittadino siciliano, neonati compresi. E dunque, la modifica della Costituzione riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. E l’ex presidente della Regione, Nello Musumeci, dopo l’ok definitivo alla Camera commentò: “Superare gli svantaggi derivanti dall’insularità diventa un impegno preciso per lo Stato, consacrato nella Costituzione. E’ una vittoria per tutti gli isolani d’Italia. Continueremo a lavorare, in sinergia con Bruxelles e Roma, affinché vivere su un’isola non sia più una maledizione o un problema, ma una straordinaria opportunità in termini di dotazione infrastrutturale, servizi essenziali e qualità della vita”. Ebbene adesso la legge sulla insularità è stata pubblicata e quindi è in vigore. E il neo ministro per le Riforme istituzionali, l’ex presidente del Senato, Elisabetta Casellati, commenta: “Finalmente sono riconosciute anche a livello costituzionale le difficoltà oggettive in cui sono costretti a vivere gli italiani residenti nelle isole. Era doveroso garantire loro di poter fruire dei diritti fondamentali come tutti gli altri cittadini, e questa legge consentirà di soddisfare tale esigenza, attenuando gli svantaggi legati alle difficoltà di comunicazione. La norma approvata nella scorsa legislatura è una legge che, rimuovendo gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, si allinea perfettamente con le misure europee per la continuità territoriale e il rispetto dei diritti fondamentali relativi alla libertà di circolazione e di soggiorno”.

A seguito della nomina del gip di Roma, ed ex assessore della Regione Siciliana, Nicolò Marino, a procuratore aggiunto di Caltanissetta, deliberata ieri dal plenum del Csm, il processo Montante, in corso a Caltanisetta, potrebbe essere trasferito a Catania. Marino infatti è parte civile per uno degli episodi contestati. Alla richiesta di trasferimento del processo, avanzata dall’avvocato Giuseppe Dacquì, difensore di alcuni imputati, si sono associati il pubblico ministero Maurizio Bonaccorso e tutte le parti. Il Tribunale, presieduto da Francesco D’Arrigo, ha accolto l’istanza e ha rinviato il processo al 19 dicembre.

Il sindaco sospeso di Aragona, Giuseppe Pendolino, è stato condannato per abuso d’ufficio tentato e non consumato. E la Prefettura non avrebbe dovuto sospenderlo perchè la legge Severino non lo prevede per tale reato. Il giudice Enrico Legnini, della sezione civile del tribunale di Agrigento, ha sospeso il provvedimento. Pendolino, riconfermato primo cittadino alle elezioni dello scorso 13 giugno, è stato reintegrato nella carica di sindaco.