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Calogero Mannino? Inavvicinabile”. Cosi’ Pino Lipari, ex geometra dell’Anas consigliori del boss Toto’ Riina, per anni al centro della gestione illecita degli appalti di Cosa nostra, ha descritto l’ex ministro dc al processo d’appello che lo vede imputato, in uno stralcio del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, di minaccia a Corpo politico dello Stato. In primo grado l’ex politico e’ stato assolto. 

Lipari e’ stato citato dalla Procura generale che ha chiesto una parziale rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale citando, oltre all’ex geometra, l’ex presidente della Camera Luciano Violante, il pentito Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino, teste e imputato nel processo, ancora in corso in ordinario, nel troncone principale. Lipari, condannato due volte per mafia, ha deposto come teste e da uomo libero avendo scontato tutta la pena. “Mannino era ritenuto inavvicinabile”, ha detto. Parole che per la difesa smentirebbero la tesi dell’accusa che vede, proprio nell’ex ministro, il “motore” del dialogo che pezzi dello Stato avrebbero stretto coi boss negli anni delle stragi. Il testimone, in strettissimo rapporti coi corleonesi di Riina, ha anche riferito di una sua conversazione con Nino Cina’, medico mafioso ritenuto tra i protagonisti della presunta trattativa: “gli dissi che era impensabile che a trattare e a condizionare la politica di contrasto alla mafia di un Paese potessero essere stati dei carabinieri, seppure alti in grado”.

 

Nella tesi dell’accusa il Ros dell’Arma, tramite l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, avrebbe chiesto una tregua nella strategia stragista di Cosa nostra in cambio di concessioni ai boss come alleggerimenti sul carcere duro. Lipari ha anche raccontato dei rapporti burrascosi tra Riina e Ciancimino e dell’effetto dell’esito del maxiprocesso alla mafia su Cosa nostra. “Quello che scateno’ la reazione negativa in Cosa nostra – ha spiegato – non furono tanto le condanne quanto la diversita’ nel trattamento riservata ad alcuni uomini d’onore che ebbero pene minime”. Il processo e’ stato rinviato al 26 per la deposizione di Violante. Al dibattimento principale si attende la sentenza: la corte d’assise e’ entrata in camera di consiglio lunedi’ scorso

Nella mattinata  odierna, il Questore di Agrigento, Maurizio  AURIEMMA ha incontrato i cinque nuovi poliziotti del ruolo agenti ed assistenti assegnati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza al Commissariato di P.S. di Licata.  La citata assegnazione all’ importante presidio di polizia del grosso centro marinaro dell’area orientale della provincia ,testimonia la massima attenzione che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza presta verso il territorio di Licata, la cui realtà particolarmente complessa sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, è caratterizzata da qualche tempo anche dalla tematica delle demolizioni di manufatti abusivi e da una recrudescenza di episodi criminosi anche di una certa gravità.Gli agenti neo assegnati, muniti di un  notevole bagaglio di esperienza maturata presso altre sedi di servizio, vanno ad integrare in maniera significativa l’organico del Commissariato di P.S. che, attesi i rilevanti impegni nella costante attività di servizio su più versanti operativi, accusava qualche sofferenza.
Al riguardo, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mostrandosi sensibile alle istanze della comunità licatese, ha raccolto le segnalazioni della Questura relativamente alla necessità di rimpinguare l’organico di detto presidio, disponendo il trasferimento in quella sede delle nuove unità. Detti rinforzi, verranno destinati all’attività di controllo del territorio ed inseriti nel dispositivo di prevenzione volto a prevenire ogni espressione di criminalità ed assicurare nel territorio licatese adeguate condizioni di ordine e sicurezza pubblica ed una più incisiva azione di contrasto alla criminalità medesima. L’assegnazione dei nuovi agenti rappresenta un significativo segnale di interesse verso la provincia ed i presidi di polizia dislocati su questo territorio che ha visto nelle recenti movimentazioni periodiche di personale, una particolare attenzione rivolta dal Dipartimento della P.S. nei confronti della provincia di Agrigento e dei presidi di polizia ivi operanti.

Lunedì 23 Aprile alle ore 10 presso ‘Aula magna del liceo POLITI di Agrigento si terrà una Conferenza-concerto dedicata agli alunni che hanno seguito un percorso di approfondimento interdisciplinare tra Letteratura e Musica rientrante nel  PROGETTO SULLE ALI DELLA LINGUA e alla  COMMISSIONE DI STUDI PIRANDELLIANI di cui è referente la prof, Rita Capodicasa , docente di Lettere presso codesto liceo.

Tema della conferenza: “La donna nella musica e nella letteratura, dalle compositrici fino a Pirandello”.

Il programma prevede L’incontro inizierà con il saluto del Dirigente  mentre la prof Capodicasa Rita illustrerà il percorso interdisciplinare seguito anche con gli alunni relativo alla figura della Donna in generale, in primis nella Storia fino ai nostri giorni dove ancora sono presenti discriminazioni di genere in particolare nel campo artistico dove il talento femminile viene tenuto ancora in secondo piano.

Poi la stessa illustrerà brevemente gli esempi di donne musiciste che hanno dovuto lottare per imporre il loro genio creativo come Fanny Mendelsshon , Clara Schumann , Cecile Chaminade ed altre.

Di quest’ultima saranno eseguiti dei brani al pianoforte, mentre saranno proiettati dei powerpoint degli alunni sulla donna nei vari ambiti.

In seguito la prof Capodicasa inviterà il soprano Caterina Pistone ad eseguire brani della compositrice più famosa dell’Ottocento e non solo, Clara Schumann.

Verrà illustrato il tema “la figura della Donna nella Letteratura” con particolare riferimento agli autori del Novecento.

Il prof. De Bernardis intratterrà gli alunni con una relazione dal titolo :Figure femminili nella vita e nell’arte di Pirandello

Nell’ambito della suddetta relazione si farà chiaro riferimento alla figura di Marta Abba alla quale il Nostro indirizzò delle Lettere e alla novella La realtà del sogno.

L’incontro prevede l’esecuzione in prima assoluta di un brano commissionato per l’occasione al compositore calabrese Giuseppe Fusaro il quale ha da poco composto appunto una musica su testo di Pirandello dal titolo “FIGLIO DEL CAOS” sulla poesia Notte ( Caddi come una lucciola…)

Il brano sarà eseguito dalla cantante Caterina Pistone e dalla prof Rita Capodicasa.

Interverranno anche gli alunni oltre che gli insegnanti presenti , prof. Daniela Traina, Gisella Piro, Aurora Licata Tissi ed altri.

“E’ andato tutto bene, ma ora a nescere i soldi…” E’ la richiesta, fatta da un uomo vicino a Massimo Rubino, sfregando indice e pollice, alla fine dei festeggiamenti del 19 gennaio scorso per l’elezione del riconfermato deputato regionale Giuseppe Gennuso, intercettata dai carabinieri di Siracusa. Per la Procura distrettuale di Catania è il sigillo sull’accordo tra il candidato e gli esponenti del clan Crapula, ai quali importa soltanto del denaro.

In un colloquio tra Francesco Giamblanco, genero del capo clan Michele Crapula, e Rubino, il primo è categorico: “… abbiamo quattro-cinquecento voti, ma lo abbiamo con i fatti! I soldi ci vogliono”. E Rubino concorda: “ ..noialtri stiamo facendo la base! Lo sai come stiamo facendo? Cinquanta euro, no? A famiglia! Quanti sono? Cinquanta euro. Lui sta uscendo? La base nostra cinquanta euro a persona”. Ad Avola, sottolinea la Procura, Gennuso prenderà 424 voti.

Giamblanco vuole tenere il profilo basso nei rapporti con Gennuso, ricostruisce la Procura distrettuale di Catania, e incarica Rubino di tenere i rapporti. Quando organizza una cena di sostegno al candidato rimprovera uno dei partecipanti che chiede se ci sarà CicciòGiamblanco, gli urla: “Nooo! Ma non ne devi nominare cristiani! Ma forse non hai capito che sei la spazzatura di Avola?”. Eppure Giamblanco è sicuro del buon esito dell’appoggio al candidato alle Regionali. In un’altra conversazione captata ancora Giamblanco: “…facciamo i completini Gennuso-Crapula! Lo bruciamo, vai! Almeno ci difende lui… Vai, vai!… Il Santo nostro: Pippo Gennuso… La famiglia Crapula – Zù Pippo…”. Per la Procura distrettuale i contatti tra Gennuso e Rubino e tra questo e Giamblanco emergono dalle loro pagine di Facebook.

E ancora: “Trenta euro li spendi, 20 li conservi… Con 500 voti conservi diecimila euro…”. Erano i conti del clan Crapula sui soldi promessi, secondo l’accusa, dal deputato uscente Giuseppe Gennuso nella campagna elettorale per le regionali del novembre 2017. Dall’inchiesta, sottolineano i carabinieri di Siracusa, emergerebbe anche che i Crapula hanno già svolto un’attività analoga procurando dei voti in favore di Salvatore Guastella in occasione delle elezioni amministrative a Avola dell’11 giugno 2017 con un ‘appoggiò, sulla pagina Facebook di una componente la famiglia del boss, che “invitava gli amici a non voltarci le spalle” vicino alla foto del candidato, che era stata segnalata dal giornalista Paolo Borrometi.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Siracusa dall’ottobre al dicembre 2017, ha evidenziato che in occasione delle elezioni Regionali del 5 novembre, Giamblanco ha promesso di procurare voti in cambio di denaro e altri vantaggi; Gennuso ha accettato la promessa, mentre Rubino ha svolto il ruolo di mediatore.

A parlare in quel dialogo captato dagli investigatori sono gli altri due arrestati nell’operazione: Francesco Giamblanco, 31 anni, esponente del Clan Crapula attivo nel territorio di Avola e genero del capo clan Michele, e Massimo Rubino, 48 anni, ritenuto l’intermediario tra le parti ed esecutore dell’accordo.

Dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare Giamblanco veniva condotto al carcere di Bicocca-Catania, mentre Gennuso e Rubino nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

La Procura della Repubblica di Sciacca ne aveva disposto il sequestro preventivo, oggi è arrivato il momento della disinstallazione.
Si tratta di 8 impianti pubblicitari insistenti nella cittadina termale e riconducibili ad una ditta di Agrigento.
Gli impianti facevano parte di un totale di 13 strutture per le quali era divenuta irrevocabile una sentenza che prevedeva la rimozione che è stata eseguita nella mattinata alla presenza degli agenti della polizia municipale.

La Guardia di Finanza di Gela, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo, ha appena concluso un’articolata indagine sul depuratore del comune di Butera, interamente finanziato dalla Regione Sicilia ma mai posto in funzione. I lavori, iniziati nel maggio 2007, si sarebbero dovuti concludere entro 18 mesi, e quindi entro il novembre 2008. Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha riscontrato che i reflui fognari sono stati scaricati all’interno di un canalone adiacente al depuratore, e poi sono stati convogliati verso il bacino del lago Comunelli le cui acque, oltre ad essere utilizzate ai fini irrigui dagli agricoltori della zona, sfociano nella zona di Marina di Butera. Ecco perché le Fiamme Gialle hanno segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti, per responsabilità di danno all’Erario, il progettista e il direttore dei lavori, i legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori, il collaudatore tecnico-amministrativo dei lavori, il responsabile del settore tecnico pro tempore del Comune di Butera, i sindaci pro tempore del Comune di Butera, i funzionari della Regione Siciliana pro tempore ed in particolare, il Dirigente dell’Ispettorato Regionale Tecnico e i Dirigenti del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti. Il danno all’Erario cagionato alla Regione Sicilia è stato quantificato in 8.322.049 euro.

È in corso di svolgimento su tutto il territorio della città, la disinfestazione per le zanzare. “Il servizio si sta svolgendo, come di  norma, – spiega l’assessore comunale Gerlando Riolo – per il trattamento contro  le larve. Ho chiesto alla Dittaincaricata di eseguire contemporaneamente, in aggiunta al protocollo concordato, anche un trattamento contro le forme adulte, già particolarmente numerose. A questi seguiranno, come da contratto, gli altri trattamenti sulle larve e sulle zanzare adulte”.
E’ in corso di svolgimento  pure la derattizzione che proseguirà nei prossimi giorni e che interesserà tutta la città. 

Come da tradizione oramai consolidata, la Camera di Commercio di Agrigento ha indetto, anche per l’anno scolastico 2017/2019, un concorso aperto agli alunni della Scuola primaria e secondaria d’Italia in collaborazione con l’Ufficio X A. T. P. di Agrigento al fine di sensibilizzare i più giovani alla cultura della legalità, intesa quale valore fondamentale del cittadino, attraverso la realizzazione di un elaborato grafico–pittorico che rappresenti il tema della legalità nell’impresa.

L’iniziativa, che si inquadra in un più ampio contesto di collaborazione tra la CCIAA di Agrigento e il mondo della scuola, gode del coinvolgimento delle massime Istituzioni locali e rappresenta per gli organizzatori, un’occasione per ridare slancio alla speranza di chi considera la cultura della legalità la precondizione essenziale per la crescita economica e sociale del territorio. 
La cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 23 aprile 2018 con inizio alle ore 10 presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Agrigento in via Atenea, 317