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Nella nuova società consortile che dovrà gestire il servizio idrico in provincia di Agrigento la parola “Girgenti” è stata messa al bando. I sindaci dell’assemblea dell’Ati che giovedì scorso si sono incontrati per un confronto con il commissario Gervasio Venuti, tra le altre cose hanno discusso della denominazione della nuova società.

Tutti hanno convenuto sulla necessità di non utilizzare più “Girgenti” come “naming aziendale”, forse per cancellare un periodo storico caratterizzato da disservizi e culminato nei giorni scorsi da un terremoto giudiziario che ha coinvolto i vertici della società che fino al 2018 ha gestito il servizio idrico integrato nei Comuni della provincia

Ci sono tre possibili denominazioni al vaglio dei sindaci, ognuno farà le sue valutazioni “e si sceglierà entro il 29 – dice il presidente dell’Ati Francesca Valenti – in modo assolutamente trasparente e democratico”. Di atteggiamento equilibrato e condiviso la Valenti sta parlando spesso in questi giorni, sottolineando il senso di responsabilità con cui tutti i sindaci sono impegnati nella definizione delle procedure per il varo dell’azienda consortile.

Motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza hanno soccorso stamattina un barcone con 130 immigrati pronti ad approdare a Lampedusa.

I nuovi arrivati si aggiungono ai 106 approdati ieri sempre a Lampedusa e che adesso hanno di fatto riempito il centro di contrada Imbriacola raggiungendo il numero di di 300 ospiti per una struttura che ne può ospitare ufficialmente 250.

A questo punto la prefettura di Agrigento si è data un gran da fare; disposto il primo trasferimento di migranti (100) già identificati e sottoposti al tampone i quali domani mattina con il traghetto di linea verranno portati a Porto Empedocle. Si tratta della maggior parte di donne e minori non accompagnati.

 

 

Da domani tutta Italia sarà zona bianca e dunque decadrà l’obbligo delle mascherine all’aperto, ma crescono i nuovi timori per nuove chiusure ed eventuali zone rosse a causa della variante del coronavirus, la variante Delta.

Il ministro Speranza, ha detto che la zona bianca è un risultato incoraggiante, ma che serve ancora cautela e prudenza perché la battaglia non è vinta. Ed anche gli scienziati sono della stessa opinione. La direttrice del dipartimento per le malattie infettive dell’Iss, Anna Teresa Palamara, pur parlando di allerta e non di allarme, avverte che la variante Delta è destinata a diventare dominante.
I dati del report di venerdì dell’Istituto superiore di Sanità parlano chiaro: in poche settimane i casi si sono quadruplicati, arrivando al 16,8%.

L’appello di tutti gli esperti è quello di correre con il completamento delle vaccinazioni, raggiungere subito coloro che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose e non rinviare per alcun motivo la seconda.
In Italia, infatti, sono ancora oltre due milioni e settecentomila gli over 60 non ancora vaccinati: come se tutti gli abitanti di Roma non avessero ancora ricevuto neanche una dose. Emerge dall’ultimo rapporto settimanale della struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Sono 354mila gli over 80 “in attesa di prima dose o della dose unica”, sono 813mila nella fascia 70-79, e 1,5 mln nella fascia 60-69: in totale circa 2,7 mln ancora non immunizzati.

Uno spaventoso incendio in zona Ponte Scaccia di Racalmuto ha minacciato una fattoria. Ad intervenire le squadre della Forestale. Il proprietario, nonostante molteplici tentativi, non riusciva a raggiungere un cavallo che ha rischiato grosso. Gli uomini del corpo Forestale della Regione Siciliana sono però riusciti mettendosi anche a rischio, a salvare l’animale. Sempre a Racalmuto qualche giorno fa gli stessi operatori avevano salvato un altro cavallo da un incendio di vegetazione incontrollato.

Un violento incidente nella notte sulla statale 114 tra Taormina e Letojani, in cui è stata coinvolta un’auto. 8 le persone coinvolte, ferito gravemente un bambino di due anni.

Le dinamiche dell’incidente sono ancora poco chiare. La Fiat Punto, su cui si trovava una famiglia di otto persone in viaggio per Catania, si sarebbe schiantata intorno all’una e quarantacinque contro le barriere di protezione del ponte al confine con Mazzeo, una frazione di Taormina, per poi ribaltarsi.

Tutte le persone a bordo della Punto sono rimaste ferite. Un bambino di due anni dopo lo schianto è finito sull’asfalto ed è stato subito trasportato all’ospedale San Vincenzo di Taormina. Ferito in maniera seria anche il padre, un uomo di 39 anni alla guida. Per altri tre bambini e per la madre, soccorsi da una delle tre ambulanze del 118 arrivate sul luogo, non ci sono condizioni preoccupanti, mentre due cugini di 17 e 18 anni, anche loro a bordo della Fiat ribaltata, sono stati trasferiti al Policlinico di Messina per la cura di ferite ed escoriazioni.

Accelera, rallenta e riparte ad alta velocità. E’ particolarmente ‘irrequieta’ l’Etna che, secondo gli esperti del settore, in questo momento è il vulcano maggiormente attivo al mondo.

L’attività, accompagnata da violenti boati, si concentra in tre ‘bocche’ che si sono formate nella parte occidentale del cratere di Sud-Est da dove fuoriesce anche una intensa colonna eruttiva che ha raggiunto i sette chilometri di altezza sul livello del mare disperdendosi in direzione sud-est. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo (Ingv-Oe) di Catania segnala anche la presenza di un trabocco di lava verso sud-ovest.
L’ampiezza del tremore vulcanico è su valori alti e sembra avere toccato il ‘picco’. L’aeroporto di Catania, nonostante sia stato emesso un allerta aereo (Vona) rosso, è operativo

Lungo la strada di lido fiori, a Porto Palo a Menfi, un runner 50enne è stato investito da una Fiat Panda, ed è in gravi condizioni. Dopo un primo ricovero all’ospedale di Sciacca, è stato poi trasferito in elicottero all’ospedale di Palermo.
Era una corsa domenicale insieme ad altre persone, quando il corridore è stato travolto dalla vettura rompendo anche il vetro parabrezza. Sul posto anche i carabinieri che si stanno occupando della ricostruzione dei fatti

 

 

“Io non conoscevo la realtà del governo regionale, ero stato cinque anni all’opposizione. Quando mi hanno detto che sarei stato candidato mi sono dimesso subito da presidente della commissione Antimafia regionale.

A Palazzo d’Orleans ho trovato una regione devastata. Ho dovuto scalare le rocce con i miei assessori”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci alla kermesse allo Spasimo di Palermo parlando della sua decisione di ricandidarsi.
“Abbiamo trovato cinque anni di macerie – ha aggiunto – un anno e mezzo di blocco per il Covid inseguendo la pandemia. Abbiamo seminato tantissimo in questi tre anni e mezzo e lo faremo ancora. Ma abbiamo ancora il diritto di raccogliere. Lo dice la legge del contadino: chi semina raccoglie. Non siamo così generosi di avere sputato sangue tanti anni e di fare raccogliere i frutti al primo che arriva in doppio petto”

Abitavano insieme alla loro madre in una casa popolare tra escrementi e immondizia. E’ in questa situazione di degrado che sono morte due sorelle di Marianopoli (Caltanissetta), entrambe cinquantenni, decedute questa mattina a poche ore l’una dall’altra.

A fare la scoperta i carabinieri che erano stati avvisati da alcune persone che hanno lanciato l’allarme. Quando i militari sono arrivati nell’abitazione dove le due sorelle risiedevano hanno trovato una delle due già priva di vita l’altra, invece, era in condizioni gravissime ed è stata trasportata in ambulanza verso il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta ma è morta lungo il tragitto. Secondo alcune testimonianze le due signore non frequentavano altre persone in paese ma vivevano sempre da sole. Al momento gli investigatori ipotizzano che siano morte per il grave stato di malnutrizione e povertà in cui vivevano accentuato dal forte caldo di questi giorni. Anche l’anziana madre presenta gravi segni di malnutrizione. E’ stata disposta l’autopsia dalla magistratura che aperto un’inchiesta. (

Inceneritori? Non erano in alcun modo contemplati nel piano rifiuti: il governo revochi l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e successiva gestione di questi impianti.

È questo quanto prevede un ordine del giorno del M5S e del Pd accettato con raccomandazione dal governo, che impegna il governo a fare marcia indietro rispetto a quanto annunciato pubblicamente nei giorni scorsi dal presidente della Regione Musumeci.

“Musumeci- dice il deputato M5S Giampiero Trizzino, primo firmatario dell’odg – non può calarli così dall’alto. Non si può giocare con le leggi, ci sono delle regole da rispettare. Se vuole costruire inceneritori al posto delle discariche, deve riscrivere daccapo il piano dei rifiuti, sottoporlo nuovamente al Parlamento e soltanto dopo che tutto l’iter sarà concluso potrà presentare il bando per i termovalorizzatori”.