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Il governo Musumeci al primo giro di boa conferma che siamo passati dagli annunci ai fatti. In soli cento giorni sono stati rimessi in circolo oltre 700 milioni di euro e la maggioranza è compatta e senza voltagabbana».

Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, aggiungendo: «Purtroppo i siciliani in passato hanno dovuto fare i conti con demagogiche promesse e comparsate in tv. Nello Musumeci e i suoi assessori, invece, parlano con i fatti, cioè i numerosi provvedimenti di buon governo già adottati. E l’attuale governo regionale ha pure altre qualità sconosciute al predecessore: l’umiltà di chi sa di non avere la bacchetta magica e il realismo con il quale sottolinea che molto resta ancora da fare per risollevare la Sicilia».

Aricò conclude: «Appaiono paradossali, pertanto, le accuse del Pd e dei grillini, i quali rispettivamente hanno sostenuto il fallimentare governo Crocetta e gli hanno fatto opposizione solo a parole e non nei fatti».

Oggi 08 marzo 2018, in occasione della celebrazione della “Giornata Internazionale della Donna” tenutasi presso il Palazzo del Quirinale, era presente l’Ispettore Superiore della Polizia di Stato Maria Rosa VOLPE, in servizio presso la Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Minori di questa Questura. Nella circostanza, l’Ispettore VOLPE ha donato al Capo dello Stato, Sergio MATTARELLA un crest della Questura di Agrigento.

Sono Gabriela, Lilian, Octavia, Precious, Sheila, Vivian, tutte attrici volontarie insieme ad altre componenti i servizi sociali, della Soroptimist e della Caritas, a dare vita sulla scena del carcere “Petrusa” ai personaggi di  una favola di Andersen “Le brutte anatroccole”.

Per l’8 marzo 2018 le registe Giusy Carreca e Annamaria Tedesco hanno condotto a buon fine uno spettacolo da loro scritto e adattato per le detenute che vi hanno preso parte. Una interessante fucina in grado di produrre una manifestazione di alto valore sociale oltre che di indiscussa qualità artistica aperta all’esterno.

 

“Un lavoro di gruppo – ci dicono le registe – durato parecchi mesi che si è rivelato anche un percorso di convivenza civile dando vita ad un gruppo omogeneo senza più distinzione tra “fuori e dentro”, libero dalle lenti oscure del pregiudizio, favorendo una occasione di consapevolezza, conoscenza e svelamento di identità”.

E alla fine le interpreti della favola – rileva la collaboratrice Jaana Simpanen -, comprendono che ciò che importa veramente non è quello che dicono o vedono gli altri, bensì quello che sentono e vedono loro stesse, per la prima volta e guardandosi in uno stagno vedranno riflesso lo specchio dell’anima che rivelerà la loro identità.

Un piccolo miracolo, un capovolgimento dell’essere che solo la terapia teatrale può produrre.

 Lo hanno fatto rilevare nella presentazione dello spettacolo il direttore della casa circondariale, Aldo Tiralongo e il preside del Cpia di Agrigento Santino Lo Presti, fautori dell’iniziativa con il coinvolgimento della Soroptimist, (la cui presidente nazionale Patrizia Salmoiraghi sedeva in platea) sconfiggendo i modi e i luoghi comuni in cui sono visti gli istituti penitenziari.

“Il teatro in carcere – sintetizza il direttore Tiralongo, – rappresenta un eccellente strumento a sostegno della legislazione più avanzata che persegue l’obiettivo del reinserimento in società di chi vive l’esperienza del carcere che non deve essere solo punizione ma anche recupero della persona che ha sbagliato e sta pagando il proprio errore”.

Il preside Santino Lo Presti dal canto suo rileva il rapporto fecondo tra educazione e teatro che ha assunto forme che hanno ampliato le rispettive potenzialità dove ogni partecipante ha trovato un proprio ruolo, una propria collocazione all’interno della presentazione.

Maria Clotilde Faro  ha presentato lo spettacolo e dato il benvenuto alle detenute e ai loro familiari presenti mentre parole di ringraziamento, alla fine, sono state espresse dal dott. Valenti rappresentante  dell’assessore regionale Lagalla, dal magistrato Walter Carlisi, dal provveditore agli studi di Agrigento Raffaele Zarbo e dalla presidente nazionale  Soroptimist Patrizia  Salmoiraghi

Secondo quanto riportato da La Sicilia, una maxi rissa sarebbe scoppiata, ieri, in piazza Ravanusella, ad Agrigento, tra  almeno tre o quattro persone. Una lite che ha destato l’allarme dei residenti che hanno chiamato la polizia.Sul posto sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che però non hanno trovato sul posti i presunti contendenti che, a quanto pare, se la sono svignata a gambe levate prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Il gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha convalidato l’arresto, ma ha disposto l’obbligo di dimora a Palma di Montechiaro, nei confronti di Francesco Bonsignore, bracciante agricolo di 52 anni, che a seguito di una perquisizione sarebbe stato trovato in possesso di circa un etto di marijuana nascosta in un cesto utilizzato per raccogliere la spazzatura, ubicato nel garage dell’abitazione, e per questo finito in manette.Accolte, in tal modo le istanze della difesa dell’uomo che è indagato per il reato di detenzione di sostanza stupefacenti ai fini dello spaccio.

Udienza, ieri in Tribunale,  riguardante il tentato omicidio plurimo, avvenuto la sera del 16 settembre 2015, in contrada Coda a Canicattì.
Protagonisti di questa storia, con un rinvio a giudizio disposto nel marzo 2016 dal gip Francesco Provenzano, sono Giuseppe e Vincenzo Mongitore, padre e figlio di 61 e 32 anni, difesi dall’avvocato Meli, e di una delle vittime, Giuseppe Sorce, 28 anni, difeso dall’avvocato Porcello.

La posizione di Giuseppe Mongitore è stata stralciata data la sua assenza per  motivi di salute e l’udienza rinviata. Mongitore infatti è convalescente in quanto oggetto di un intervento chirurgico. Il difensore dello stesso  ha fatto sapere che l’imputato vorrebbe essere ascoltato in udienza con la possibilità che venga “esaminato a domicilio”.

 

La vicenda è del 2015, quando, a Canicattì, secondo l’accusa, i Mongitore avrebbero sparato con una pistola, che detenevano legalmente, per uccidere Giuseppe Sorce che rimase ferito all’addome e al femore destro. Un’altra persona, Giovanni Milana, restò ferita. Secondo la ricostruzione dell’accusa Sorce, a sua volta, avrebbe sparato con una pistola, senza però colpire i Mongitore.

Si torna in aula il 18 aprile.

Le elezioni Politiche, i commenti post voto e l’intervento di Marcello Fattori, candidato nella lista di Forza Italia per il collegio di Agrigento-Gela- Mazara. Fattori afferma: “L’unica forza politica capace di tenere testa all’eccezionale risultato dei 5 Stelle in Sicilia è stata Forza Italia, che, col 21% di consensi ottenuto, dà prova di essere in salute e di essere in crescita rispetto alle precedenti competizioni elettorali. Inoltre, è proprio qui in Sicilia che Forza Italia raggiunge il miglior risultato rispetto a tutte le altre Regioni italiane, e allora come non dare merito all’eccezionale lavoro portato avanti dal nostro Commissario Regionale Gianfranco Miccichè, che da quando è tornato alla conduzione del partito è riuscito a resuscitarlo dal torpore nel quale altri l’avevano fatto cadere. La strada è tracciata, partendo da questo importante risultato, abbiamo il dovere di ricostruire a fianco di Miccichè il centrodestra in Sicilia e dare, tutti insieme, un contributo importante allo sviluppo ed alla rinascita di questa terra martoriata”.

La Cassazione ha condannato il comune di Menfi a risarcire un’impresa edile, la “Giovanni D’Anna”, aggiudicataria nel 1990 dell’appalto da 1 miliardo e 500 milioni di lire per la costruzione della piscina comunale. Si tratta di un contenzioso iniziato nel 1997 e che si è concluso adesso, dopo oltre 20 anni. Nel frattempo, il proprietario dell’impresa è morto. L’imprenditori ha promosso causa al comune perchè, poco dopo l’avvio del cantiere, l’amministrazione in carica sospese i lavori per due anni, in ragione della necessità di approvare delle perizie di variante. L’interruzione fu ritenuta illegittima dall’imprenditore, che denunciò un danno economico perchè il comune non riconobbe alla sua impresa il pagamento di alcune somme relative allo stato di avanzamento delle opere.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha presentato a palazzo d’Orleans un breve consuntivo dei primo 100 giorni di governo. Tra l’altro, Musumeci ha affermato: “Il nostro Governo ha rimesso in circolazione 700 milioni di euro in appena cento giorni. Dei 700 milioni, 340 milioni sono del Piano operativo Fesr per infrastrutture regionali tra bandi pubblicati e bandi in pre-informazione, 39 milioni per il dissesto idrogeologico, 52,4 milioni per la sanità, 150 per infrastrutture, viabilità e riqualificazione urbana, 110 per la formazione. E abbiamo finalmente avviato il decollo dell’area industriale di Gela con il co-finanziamento di 10 milioni di euro”.

“Il Ministro alla Giustizia Orlando è uno dei massimi responsabili della disfatta elettorale del Pd e adesso mettendosi pregiudizialmente di traverso ad ogni ipotesi di accordo con il M5S continua a produrre non solo danni al suo partito (che non interessa molto agli italiani) quanto alla governabilità del Paese”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che aggiunge: “da mesi ho messo in guardia il Premier Gentiloni e con lui i dirigenti nazionali del Pd, sugli effetti pesantissimi sulla sicurezza dei cittadini provocati dai provvedimenti in materia giudiziaria e in ultimo di riforma carceraria a firma Orlando. In occasione prima del tour del S.PP. “chi è la vittima e chi è il carnefice” tra città grandi e piccole di tante regioni e successivamente durante la campagna elettorale in Sicilia ho incontrato e parlato con lavoratori della sicurezza, commercianti, piccoli imprenditori, sindaci dai quali ho avuto convinti sostegni nella nostra iniziativa”.
È sulla paura degli italiani che la Lega ha costruito il suo successo elettorale e sulla incapacità di dare risposte concrete ai problemi della sicurezza in generale che ha stravinto il M5S specie al Sud dove la preoccupazione per l’incremento di reati anche ad opera di immigrati è cresciuta a dismisura. In sintesi, per colpa del Ministro Orlando, che ha fatto perdere al Pd tantissimi voti di appartenenti alle forze dell’odine, nel Paese non c’è più distinzione tra vittime e carnefici e lo stesso tentativo del Premier Gentiloni nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri prima del voto di approvare solo tre decreti attuativi della riforma Orlando mettendo da parte quelli più controversi è stato tardivo e inadeguato a fronteggiare questa situazione. Noi invece siamo decisamente contrari a quella parte della riforma che – precisa Di Giacomo – aprirebbe per tanti capi mafia e appartenenti ad organizzazioni criminali sottoposti al 41 bis – per l’esattezza 730 detenuti – la possibilità di uscire dal regime duro per godere di misure di detenzione “più comoda”. È impensabile risolvere i problemi della sicurezza, aggravati dai sempre più numerosi fatti di violenza come le rapine alle ville, le aggressioni agli anziani, con intere zone, quartieri di città in mano a delinquenti ed extracomunitari clandestini, svuotando le carceri e introducendo misure cosiddette alternative e di ravvedimento; con più malviventi in giro accade esattamente il contrario.
Quanto al programma sulla giustizia del Movimento 5 Stelle, illustrato durante la campagna elettorale dal deputato Alfonso Bonafede, indicato come eventuale prossimo Ministro, ci sono punti – dice Di Giacomo – che trovano piena condivisione tra i cittadini e gli appartenenti alle forze dell’ordine tra cui la sospensione della prescrizione quando inizia un processo oppure dopo la sentenza di primo grado, a prescindere dall’esito; l’impossibilità per un magistrato che viene eletto in politica di tornare poi a esercitare il proprio lavoro; la certezza della pena; tutti i processi riguardanti la criminalità organizzata si devono svolgere nelle Corti d’Appello; ampliare uso intercettazioni e riprese video come supporto alle indagini. Pertanto – conclude – nessuna pregiudiziale contro il M5S e prevalga il confronto sulla giustizia come sugli altri temi prioritari per il futuro del Paese”.