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Tutti gli impianti elevatori dei presìdi sanitari Asp attualmente non funzionanti saranno a breve rimessi in funzione. L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento può finalmente contare su uno strumento tecnico-amministrativo in grado di fronteggiare e risolvere le criticità legate al malfunzionamento degli ascensori presenti nelle diverse strutture sanitarie. Con un provvedimento immediatamente esecutivo, la direzione strategica Asp ha infatti deliberato l’aggiudicazione, in via definitiva, di un appalto globale che, grazie ad un investimento di oltre duecentonovantamila euro, prevede la riparazione degli impianti attualmente fermi. A breve, al termine delle verifiche necessarie per la verifica dei requisiti di aggiudicazione e la conseguente sottoscrizione del contratto fra le parti, il Servizio tecnico Asp procederà ad affidare il lavori all’impresa vincitrice, il Consorzio nazionale cooperative di produzione e lavoro “Ciro Menotti” di Ravenna.
Il nuovo provvedimento si affianca alle azioni di manutenzione ordinaria, già attive su tutto il territorio provinciale, che hanno recentemente portato al ripristino della funzionalità di diversi impianti fra i quali sei ascensori presenti presso il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

Andava in auto per le vie di Favara in evidente stato di ebbrezza.  

Fermato dai Carabinieri della Locale tenenza nel corso di un normale controllo del territorio, il giovane 28enne, a bordo di una mercedes, è risultato positivo all’alcool test.

I militari hanno anche perquisito la sua auto ed hanno rinvenuto un coltello di genere vietato di 15 centimetri.

E’ subito scattata la denuncia alla procura della Repubblica di Agrigento. Al 28enne è stata ritirata la patente e sequestrata l’auto.

Un’auto distrutta dalle fiamme. Il rogo si è sviluppato a Licata, nella notte, in via Generale La Marmora.

Era da poco passata la mezzanotte quando la wolkswagen di proprietà di un 45enne del luogo è andata in fiamme per cause ancora sconosciute.

Subito intervenuti i Vigili del Fuoco del posto che hanno provveduto a spegnere le fiamme.

Sulla vicenda indagano i Carabinieri della Compagnia di Licata.

Nessuna pista è esclusa.

Cerimonia di premiazione del concorso “Disegna la legalità” – lunedì 23 aprile 2018
Come da tradizione oramai consolidata, la Camera di Commercio di Agrigento ha indetto, anche per l’anno scolastico 2017/2019, un concorso aperto agli alunni della Scuola primaria e secondaria d’Italia in collaborazione con l’Ufficio X A. T. P. di Agrigento al fine di sensibilizzare i più giovani alla cultura della legalità, intesa quale valore fondamentale del cittadino, attraverso la realizzazione di un elaborato grafico–pittorico che rappresenti il tema della legalità nell’impresa.
La cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 23 aprile 2018 con inizio alle ore 10 presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Agrigento in via Atenea, 317.

Il Sindaco Ettore Di Ventura e l’Assessore allo Sviluppo Territoriale, Rosa Maria Corbo, informano che da lunedì 23 a giovedì 26 aprile, dalle 7,00 alle 18,00, in piazza Don Bosco si osserverà la chiusura del traffico veicolare e il divieto di sosta per consentire i lavori di scarificazione del manto stradale e di posa in opera del conglomerato bituminoso.

La sospensione della circolazione veicolare interesserà anche le vie che si immettono nella suddetta piazza, ovvero le vie Brescia, Kennedy e On.Giglia.

Per i giorni sopra citati la circolazione dei veicoli seguirà il seguente itinerario:

i veicoli che provengono da via De Gasperi all’intersezione con via On.Giglia dovranno proseguire diritto;

quelli provenienti da via Don Curto all’intersezione con la rotatoria hanno l’obbligo di svoltare a sinistra;

nei giorni di lunedì 23 e giovedì 26 aprile gli autobus in partenza e in arrivo al terminal di via Ten.Colonnello La Carrubba seguiranno le indicazioni fornite da personale preposto.

Martedì 24 aprile dalle 7 alle 18 e, comunque, fino a cessate esigenze, è valido il senso unico di marcia in via Reg.Elena nel tratto compreso tra via Reg.Siciliana e via Brancati, in direzione da via De Gasperi a largo Amendola ed è istituito il divieto di sosta in via Brancati.

La circolazione dei pulman provenienti dalle SS.SS. 122 e 123  sarà così regolamentata:

gli autobus provenienti da via De Gasperi all’intersezione con via Giglia hanno l’obbligo di proseguire diritto per via Reg.Elena, all’incrocio con via Brancati hanno l’obbligo di svoltare a sinistra e proseguire per largo Aosta;

i bus in partenza dal terminal di via Ten.Col. La Carrubba e diretti alle SS.SS. 122 e 123 dovranno seguire il seguente percorso:via Ten.Col.La Carrubba, via Calvi, via Don Curto, via Mons. Ficarra, SS. 410, strada di collegamento (SS.122 – SS.410).

Le suddette disposizioni sono contenute nell’Ordinanza sindacale n.71/2018.

È fatto obbligo alla Polizia Municipale e alle altre Forze di Polizia di far rispettare quanto su ordinato.

I componenti della segreteria regionale del sindacato Sadirs, Peppino Salerno, Giuseppe Di Paola e Giovanni Coco, intervengono a seguito dell’annuncio della chiusura del Museo archeologico “Griffo” di Agrigento in occasione delle prossime festività del 25 aprile e dell’1 maggio. I sindacalisti affermano: “La dirigente del Museo avrebbe potuto risolvere la questione dell’apertura del museo Pietro Griffo se avesse dato seguito alla proposta formulata dal Sadirs di utilizzare tutto il personale di categoria “C” nelle attività di vigilanza, liberando conseguentemente un numero adeguato di personale che avrebbe potuto consentire la fruizione. Fermo restando il rispetto contrattuale delle norme che non prevedono il superamento di un terzo dei festivi per il personale di custodia, vigilanza e fruizione, il Sadirs aveva proposto una soluzione. Gli stessi custodi, in una nota personale collettiva indirizzata proprio alla dirigente, avevano fornito il proprio apprezzamento alla proposta del Sadirs e si sarebbero anche resi disponibili, su base “volontaria”, al superamento dei limiti contrattuali. Purtroppo ciò non è avvenuto e adesso questi sono i risultati di una mancata politica aziendale finalizzata al coinvolgimento del personale e a rendere un servizio alla collettività e alla fruizione delle meraviglie della nostra Valle dei Templi”.

Il 60% degli edifici scolastici in Sicilia, 2.614 su 4.358, non è in regola con le certificazioni antisismiche, mentre il 70% (3.050) non ha l’agibilità. I dati emergono dall’anagrafe degli edifici scolastici completata dalla Regione siciliana e rivelati dall’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, nel corso di una conferenz stampa alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci. “Pensiamo di mettere in campo nei prossimi mesi 272 milioni di euro per gli interventi di edilizia scolastica” ha annunciaTO Musumeci. Si tratta di 82,57 mln di risorse del Po-Fesr e di 190 mln di fondi dello Stato. Musumeci ha spiegato che gli interventi sono finalizzati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici con l’adeguamento anti sismico, per l’ottenimento della certificazione di agibilità, per l’ampliamento e la costruzione di edifici, per la rimozione delle barriere architettoniche e dei residui di amianto, per le opere di antincendio.
   

Una banda specializzata in ‘furti con spaccate’ per estrarre e rubare bancomat da banche e uffici postali delle provincie di Catania, Siracusa e Enna, è stata sgominata dopo indagini dei carabinieri della compagnia di Gravina, coordinate dal sostituto procuratore Andrea Norzi. Nei confronti degli 8 indagati il gip Anna Maria Cristaldi ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ipotizza, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine. Il gruppo, secondo l’accusa, aveva come ‘base logistica’ il rione di Librino a Catania e in due occasioni non avrebbe esitato, per favorirsi la fuga, a tentare di travolgere un poliziotto e un carabiniere. Inoltre, dalle intercettazioni eseguite da militari dell’Arma, è emersa la volontà di “gambizzare a colpi di fucile” due ex affiliati che erano passati a un gruppo ‘rivale’ che agiva nello stesso ‘settore’. 
   Il provvedimento del Gip è stato eseguito nei giorni scorsi, ma la notizia ha trovato conferma soltanto adesso, dopo che due dei destinatari dell’ordinanza sfuggiti al blitz dei carabinieri si sono costituiti. Gli arrestati sono Rosario Ragonese, di 41 anni, ritenuto “il promotore e il capo” del gruppo, Massimo Grasso, di 42, Salvatore Musumeci, di 24, Rosario Puglisi, 27, Santo Ravasco, di 24, Federico Silicato, di 29, Alessio Viola, di 30, e Salvatore Viola, di 36. La tecnica era sempre la stessa: rubare un camion e un escavatore per divellere la cassaforte dell’Atm e portarla via per aprirla successivamente in un posto sicuro.
Tra gli episodi contestati l”assalto’ al bancomat dell’ufficio postale di Villasmundo (Siracusa), del 13 novembre del 2016, fallito per l’arrivo dei carabinieri. Per garantirsi la fuga uno di loro, alla guida di un’auto rubata, non ha esitato a tentare di travolgere un maresciallo dell’Arma che prima ha esploso due colpi di pistola per provare a fermare la vettura, senza centrarla, e poi a scansarsi per evitare di essere investito. Analogo episodio si è verificato, il 5 febbraio del 2018, quando la banda tentò di fare esplodere il un Postamat a Valguarnera Caropepe servendosi di una bombola di gas con miccia collegata a un detonatore a tempo. Anche in quel caso l’arrivo delle forze dell’ordine, la polizia, fece fallire il piano e anche quella volta per garantirsi la fuga i banditi non esitarono a tentare di travolgere un assistente capo che prima ha esploso due colpi di pistola a scopo intimidatorio, poi altri due nel tentativo di forare un copertone della vettura. Riuscito invece l’assalto, il 3 gennaio 2018, al bancomat dell’agenzia di Palazzolo Acreide (Enna) della Banca agricola popolare di Ragusa e fallito, per l’arrivo dei carabinieri, quello del 4 ottobre del 2010 di un Postamat a Fiumefreddo di Sicilia.
Le indagini dei carabinieri di Gravina di Catania, coordinate dal Pm Andrea Norzi e dall’aggiunto Ignazio Fonzo, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali. Ascoltando una conversazione tra il presunto capo, Ragonese, e un altro degli arrestati emerge anche un piano per ‘vendicarsi’ di due affiliati che erano transitati in un’altra ‘banda di bancomat’. Il progetto era quello di “bruciargli le auto” e di gambizzarli “con colpi di fucile”.