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Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, il Tar di Palermo ha ordinato al Ministero della Salute di pagare agli eredi, tra moglie e due figli, di un agrigentino morto a 65 anni, 1 milione e 400mila euro. Lui è deceduto a causa di un tumore al fegato provocato da trasfusioni di sangue infetto da HCV praticate all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento nel lontano 1984. Nonostante la sentenza, esauriti i gradi di giudizio, fosse divenuta definitiva, il Ministero della Salute non ha pagato. Ecco perché Farruggia e Russello si sono rivolti al Tar che ha nominato un apposito Commissario ad Acta per eseguire la sentenza, ordinando al Ministero di pagare entro il termine di 60 giorni dalla notificazione della sentenza.

Via Atenea e via Pirandello, ovvero i luoghi della movida agrigentina. Frequentate soprattutto dai giovani, rappresentano un punto di aggregazione specie nelle giornate di venerdi, sabato e domenica.

E così ieri sera Carabinieri e Guardia di Finanza hanno effettuato un “sopralluogo” in quei posti per verificare se i giovani presenti rispettassero le normative anticovid alla luce del fatto che la Sicilia adesso è in zona gialla.

Non sono mancati, ovviamente, una serie di giovani indisciplinati che non hanno rispettato nessuna normativa e, quindi, sono stati beccati prevalentemente senza mascherina. Per ognuno di loro è scattata la sanzione di 400 euro.

Allo stesso modo i militari hanno beccato 6 locali che non rispettavano le normative anticovid. Immediatamente è scattata la denuncia e la conseguente chiusura.

 

 

 

A Licata i poliziotti del locale Commissariato, coordinati da Cesare Castelli, hanno rintracciato e denunciato a piede libero un “pirata della strada”, un uomo di 40 anni che alla guida di un’automobile ha investito un motociclista, di 50 anni, e non ha prestato soccorso allontanandosi. L’investitore risponderà all’autorità giudiziaria di lesioni colpose aggravate, omissione di soccorso, e guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, come emerso dagli esami alcolemici e tossicologici. Il ferito è stato trasportato in ospedale dove gli sono state diagnosticate ferite giudicate guaribili in 25 giorni.

Ad Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento, il parroco della Chiesa Madre ha denunciato ai Carabinieri della locale Stazione il furto della porticina del Tabernacolo in oro e rame, e la somma di denaro contenuta all’interno della cassetta delle offerte. I ladri, o il ladro, sono entrati furtivamente nella Chiesa di Contrada Santuario e, approfittando dell’assenza di fedeli, hanno commesso il furto. Il danno è ancora in corso di quantificazione. I Carabinieri sono impegnati nelle indagini alla ricerca di tracce e ascoltando eventuali testimoni che abbiano notato presenze e movimenti sospetti nei pressi del luogo profanato.

A Raffadali i Carabinieri sono interventi nell’abitazione di una coppia per una ennesima lite violenta in corso. Con non poche difficoltà i militari hanno trattenuto l’uomo di 31 anni, che ha malmenato la moglie colpendola con schiaffi e spintoni, e poi si è scagliato anche contro i Carabinieri. La moglie, originaria di Agrigento, 27 anni, casalinga, è stata soccorsa all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La prognosi è di 5 giorni per escoriazioni al volto ed al corpo. La donna ha raccontato che non è stata la prima volta, e che il marito spesso l’ha picchiata soprattutto quando abusava di alcool. Lui è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico Ufficiale. Su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato collocato agli arresti domiciliari nell’abitazione della madre.

A Lampedusa i Carabinieri del Centro anticrimine natura di Agrigento hanno compiuto un sopralluogo all’interno e all’esterno del Centro d’accoglienza in contrada “Imbriacola”, al fine di rilevare le attuali condizioni igienico-sanitarie in riferimento soprattutto agli scarichi fognari, guasti nel corso delle ultime settimane. Gli esiti dell’ispezione saranno comunicati alla Procura di Agrigento che nel merito ha appena avviato un’inchiesta dopo un esposto di Legambiente sugli sversamenti dalle vasche di laminazione che avrebbero provocato un gravissimo caso di inquinamento ambientale.

Dal 3 agosto del 2020 di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele non vi è stata più traccia a Venetico, in provincia di Messina. Poi Viviana Parisi è stata rinvenuta cadavere ai piedi di un traliccio dell’alta tensione l’8 agosto, e a circa 800 metri di distanza, in linea d’aria, furono ritrovati i resti dilaniati, da animali selvatici, del piccolo di 4 anni. Ebbene, lo scorso 28 luglio il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, ha chiesto al Tribunale l’archiviazione del caso perché la Procura ritiene – “con assoluta certezza, ha scritto il procuratore – che si sia trattato di un omicidio-suicidio, ovvero la donna, in precario stato di salute mentale perché afflitta da manie di persecuzione, avrebbe ucciso il figlio, e poi si sarebbe suicidata”. Adesso annuncia che è in corso di valutazione un’opposizione all’archiviazione l’avvocato Pietro Venuti, uno dei legali di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana Parisi. Venuti afferma: “Stiamo ancora studiando le carte della richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Patti ma faremo richiesta di opposizione: ci sono molti elementi che non ci convincono nella tesi dei pubblici ministeri. Noi avevano chiesto altre analisi e altri esami. Non ci fermeremo qui e cercheremo di andare fino in fondo per conoscere la verità”.

Agli atti dell’inchiesta vi è anche la testimonianza di un sacerdote di Venetico, che ha raccontato: “Vidi qualche tempo prima Viviana due volte, da sola, ferma davanti la chiesa mentre leggeva ad alta voce brani della bibbia, almeno per un’ora. Viviana prima di salire sull’ambulanza mi disse: E’ arrivato il tempo dell’apocalisse”.

Nel pomeriggio di ieri la pattuglia del locale Commissariato di PS di Licata in servizio di prevenzione e repressione dei reati, nel transitare nel corso principale della cittadina, notava un uomo riverso sulla sede stradale. I Poliziotti aiutavano il malcapitato, in quanto dolorante per diverse ferite riportate, successivamente curate dai sanitari dell’ospedale e con una prognosi di 25 gg. L’uomo narrava che, mentre si trovava a bordo del proprio motociclo, era stato violentemente investito da una autovettura. Il conducente di detto veicolo, anziché prestare il primo soccorso, si era dato a precipitosa fuga. Gli Agenti, acquisite le dovute informazioni su alcuni piccoli particolari, sulle fattezze fisiche del conducente e sul suddetto veicolo, avviavano immediate le ricerche, riuscendo in breve tempo a risalire all’autovettura pirata ed al suo conducente, un quarantenne licatese. Detta persona veniva pertanto rintracciata e, dopo aver ammesso agli Agenti i fatti accaduti, veniva segnalato alla A.G.   poiché resosi responsabile dei reati di lesioni colpose aggravate, omissione di soccorso e guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, quest’ultimo reato accertato a seguito di tempestivi esami alcolemici e tossicologici eseguiti su entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro stradale effettuati presso il locale nosocomio.

L’ex sindaco e consigliere comunale di Agrigento, Lillo Firetto, interviene oggi sugli interminabili lavori di via Cesare Battisti e Largo Taglialavoro, in particolare sulla situazione di degrado e di abbandono determinata dal cantiere, che per contratto avrebbe dovuto avere la durata di soli tre mesi. Con un’interrogazione depositata oggi, ricorda che l’ultimo sopralluogo tecnico era avvenuto in settembre 2020, quando era ancora sindaco, ma che solo nel mese di novembre 2020 con la nuova amministrazione era avvenuta la consegna dei lavori per concludersi entro il successivo trimestre. Invece, l’avvio effettivo delle opere “di riqualificazione per la fruizione e valorizzazione del centro storico”, così come sono denominate, si è registrato il 18 gennaio 2021. Quindi i lavori si sarebbero dovuti concludere il 18 aprile successivo, per consentire a tutti gli esercenti di poter accogliere i turisti all’inizio della stagione, in spazi totalmente recuperati; ma i lavori sono stati interrotti e poi sono stati sospesi. “Nell’area si trovano diversi servizi, negozi e centri di animazione culturale e sociale – scrive Firetto -; cittadini e turisti sono costretti a passare all’interno di un cantiere a cielo aperto abbandonato, tra transenne polvere e materiale edile accantonato; nello spazio retrostante la Chiesa di San Pietro, nel largo Taglialavoro, si trovano recinzioni anche accumulate all’interno delle stesse transenne, transenne metalliche divelte e recinzioni strappate, oltre a una cabina a servizio dell’impresa realizzata in materiale prefabbricato; attualmente gli scivoli che consentono il superamento dei dislivelli e l’accessibilità a carrozzine e passeggini sono in gran parte ostacolati dalla presenza dei tavolini degli esercenti”. Firetto nell’interrogazione chiede quali siano le ragioni della sospensione dei lavori avvenuta all’incirca nel mese di aprile; chiede perché non sia stata richiesta all’impresa la rimozione anche in via temporanea della struttura prefabbricata e di tutti i materiali edili accantonati, visto che il cantiere non era attivo; “Non sappiamo – afferma – quanto tempo ancora i residenti, gli esercenti e i fruitori di servizi della zona dovranno attendere per il completamento dei lavori; né quando l’amministrazione vorrà intervenire per ripulire l’area e renderla decorosa anche nell’area interna al cantiere, ripristinando le transenne divelte o le recinzioni strappate per impedire che qualcuno possa entrare all’interno del cantiere e farsi male”. Firetto chiede inoltre quando la polizia locale interverrà per ripristinare l’ordine e rendere accessibili gli scivoli a disabili e famiglie con passeggini, trovando le necessarie soluzioni che consentano agli esercenti della zona di rispettare le norme anti-Covid con il distanziamento dei tavoli. “Non è chiaro il motivo – aggiunge – per cui i lavori non siano stati completati prima della stagione estiva così da consentire a tutti i turisti di fruire di un’area perfettamente recuperata e decorosa”. Sono opere comprese nelle politiche urbane di pedonalizzazione del centro storico e di miglioramento dello spazio pubblico e di valorizzazione ai fini turistici programmate dalla precedente amministrazione. Sono lavori che comprendono oltre alla ripavimentazione, l’illuminazione e l’arredo urbano di Via Cesare Battisti, ritenuta una delle porte di accesso alla via Atenea. Fanno parte di una serie di interventi che renderanno più decoroso il cuore storico e culturale della città. Rientrano nello stesso ambito anche i lavori all’inizio della via Pirandello, su Largo Taglialavoro, piazza Gallo, piazzetta Alaimo e piazza Purgatorio, oltreché la sistemazione di buona parte della pavimentazione di via Atenea.

Il Comune di Siculiana, presieduto dal sindaco Giuseppe Zambito, e l’Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali di Agrigento hanno stipulato una convenzione per la tutela e la valorizzazione del verde pubblico. La presidente dell’Ordine degli agronomi, Maria Giovanna Mangione, spiega: “Il documento, che sarà nelle prossime settimane sottoscritto da diversi altri centri della provincia, non ha avrà costi per il Municipio e permetterà di sviluppare attività di studio e ricerca nel settore ambientale e avviare iniziative per la diffusione della cultura della difesa del patrimonio paesaggistico, ambientale e forestale anche attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi e di approfondimento”.