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L’assessorato regionale ai Beni Culturali ha finanziato, con fondi comunitari per 500mila euro, lavori di recupero e adeguamento per lo svolgimento di iniziative culturali al Giardino Botanico, in via Demetra, ad Agrigento, di cui è titolare e gestore la Provincia di Agrigento. In proposito, l’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, commenta: “Si tratta di intervenire su un vero e proprio ‘museo a cielo aperto’, a molti sconosciuto, che racchiude al suo interno anche diverse testimonianze archeologiche quali ipogei, caverne visitabili e testimonianze fossili. L’intervento di messa in sicurezza e riqualificazione consente di recuperare e rileggere uno spazio dalla bellezza suggestiva, per destinarlo anche a iniziative culturali, rendendo maggiormente fruibili i vialetti interni, dove si trovano varie specie arboree, classificate e illustrate grazie a un’apposita segnaletica”.

Rimango senza parole. Scopro di essere indagato per un finanziamento elettorale ricevuto, ma io ho comunicato tutti i finanziamento avuti, fino all’ultimo centesimo. Compreso quello di Girgenti Acque. Ho qui davanti a me la delibera del 30 settembre del 2017. Bastava che la Procura di Agrigento alzasse il telefono e mi chiamasse per chiedermelo e io avrei mostrato tutti i documenti necessari. Invece, adesso sono costretto ad andare ad Agrigento in Procura per essere sentito. Poi, parliamo di lentezza della giustizia. In 27 anni che faccio politica prima o poi doveva succedere”.

A replicare così ai microfoni dell’Adnkronos è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, indagato insieme con altre 83 persone, nell’ambito dell’inchiesta su Girgenti Acque nel contesto dell’operazione “Waterloo”.

Fesserie – dice di rimando Miccichè – Ho la delibera qui davanti. E’ tutto stato documentato… Ho ricevuto un contributo da Girgenti Acque e l’altro da Marco Campione, per complessivi 25 mila euro – dice Miccichè -. Non solo l’ho comunicata ma ho anche la copia della delibera del Cda. Io ho comunicato tutti i contributi elettorali ricevuti – dice ancora Miccichè – Ho ricevuto 101.500 euro e li ho dichiarati tutti, anche se il massimo era di 100 mila euro. Pensavo che mi contestassero questo, non un contributo con tanto di delibera”.

Il presidente, sempre all’agenzia Adnkronos, aggiunge:

“Se i magistrati di Agrigento mi avessero chiamato io avrei portato le carte e loro avrebbero capito l’equivoco, invece devo andare ad Agrigento e fare perdere tempo anche ai magistrati. Bastava chiamarmi e chiedermi: ‘E’ vero o no? C’è questo contributo?’. Oggi il pm perderà solo tempo prezioso, bastava una chiamata. Questo è uno dei motivi fondamentali della lentezza della giustizia”.

“Non sono le conclusioni ma un primo punto che stiamo mettendo aspettando la decisione del Gip che valuterà le nostre richieste. Non ci fermiamo qui.” A dirlo è il procuratore aggiunto Salvatore Vella che, insieme ai sostituti Sara Varazi e Paola Vetro – ha coordinato le indagini Waterloo sfociata questa mattina con otto fermi.

“E’ emersa un’associazione a delinquere di colletti bianchi che ha inquinato non soltanto l’ambiente della provincia di Agrigento ma anche la vita politica, imprenditoriale, economica e sociale gestendo decine di milioni di euro di capitali illeciti per favoritismi e scambi clientelari. Il capo indiscusso è Marco Campione – prosegue il procuratore aggiunto –  che si avvaleva di uomini di fiducia con grandi competenze professionali e che erano alle sue dipendenze sia per attività lecite che illecite. La merce di scambio era il suo grande potere economico ma anche la capacità di incidere sul lavoro considerando che Girgenti Acque è la prima azienda per fatturato – circa cinquanta milioni di euro annui – sia per forza lavoro. 

I primi danneggiati sono i cittadini della provincia di Agrigento e spero che al nostro fianco in questa indagine avremo i comuni che devono tutelare la comunità – continua il pm Vella – Gli utenti pagava più di quanto dovevano, pagavano servizi di depurazione che non venivano svolti e facevano il bagno anche in riserve naturali inquinate. Non soltanto, dobbiamo ricordarci che anche i lavori che venivano svolti dalle aziende del gruppo lasciavano le strade nello stato che tutti sappiamo. Ci sono diversi politici coinvolti, alcuni sono indagati mentre altri hanno chiesto e ottenuto favori ma non abbiamo accertato la controprestazione e quindi non si configura un reato. Professionisti e politici hanno svilito le loro competenze.”

“E’ una indagine molto importante i cui risultati vanno a tutela die nostri cittadini che, in questa provincia, spesso non usufruiscono di acqua potabile pagando tariffe al di sopra della media. Un’attività che nasce circa 6 anni fa per proteggere salute e ambiente che ci circondano. Danno ingente e acqua altamente inquinata da elementi chimici.” Queste le parole del colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri.

Tra le carte dell’inchiesta cominciano ad affiorare le accuse specifiche mosse a Marco Campione come quella per corruzione per avere, scrivono i pm nel provvedimento di fermo “nella qualità di presidente e legale rappresentante della Girgenti Acque S.p.A., corrispondeva a Miccichè Giovanni, detto Gianfranco (candidato per il partito Forza Italia alle elezioni regionali del 05/11/2017) contributi elettorali, spese di viaggi e soggiorni in violazione a quanto previsto dall’art. 7 comma 2 Legge n. 195/1974, ovvero senza che fosse intervenuta la deliberazione dell’organo societario della Girgenti Acque S.P.A. e senza che i contributi fossero stati regolarmente iscritti nel bilancio della medesima società. A Miccichè e al deputato Francesco Scoma i pubblici ministeri contestano “perché, in concorso tra loro, Miccichè Gianfranco, nella qualità di candidato per il partito Forza Italia alle elezioni regionali del 5/11/2017 e Scoma Francesco nella qualità di mandatario del candidato Miccichè, ricevevano da Campione Marco (nella sua qualità di presidente e legale rappresentante della Girgenti Acque S.p.A.) contributi elettorali e spese di viaggi e soggiorni pagate a Micciche’ Gianfranco in violazione a quanto previsto dall’art. 7 comma 2 Legge n. 195/1974, ovvero senza che fosse intervenuta la deliberazione dell’organo societario della Girgenti Acque S.p.A. e senza che i contributi fossero stati regolarmente iscritti nel bilancio della medesima società.

L’associazione “Tante case tante idee” di Agrigento, presieduta da Domenico Vecchio, dopo un precedente intervento alcuni giorni addietro, adesso ha rilanciato l’allarme per la crisi idrica che attanaglia e danneggia soprattutto il settore turistico e ricettivo. L’associazione ha incontrato il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa. A conclusione, lo stesso Domenico Vecchio commenta: “Noi ci mettiamo la faccia. Vogliamo rappresentare al meglio questo territorio. Il nostro appello è stato accolto dal Prefetto che ha preso atto delle difficoltà e delle nostre esigenze che sono quelle dell’intera città. Tutti soffriamo per la carenza di distribuzione idrica. E’ ovvio che solo se teniamo alta l’attenzione su questo problema possiamo sperare di trovare una soluzione. Il Prefetto ci ha rassicurato che c’è chi sta lavorando per far fronte a questa emergenza evitando che continui a lungo, consentendoci di potere offrire ai nostri ospiti il servizio che meritano”.

Bisogna ridurre il costo dei biglietti dell’aliscafo diretto a Lampedusa e Linosa per incentivare il turismo: in proposito il sindaco, Totò Martello, si è rivolto alla Regione. E afferma: “Ho scritto al presidente della Regione, Musumeci, e all’assessore ai Trasporti, Falcone, per chiedere di abbassare i prezzi dei biglietti degli aliscafi per Lampedusa e Linosa. E’ giusto che i residenti abbiano la possibilità di viaggiare a tariffe ridotte, ma quelle per i turisti al momento mi sembrano davvero esose: in una stagione particolare come questa bisogna incentivare le presenze alle Pelagie, anche perché qui viviamo essenzialmente di turismo. Mi aspetto un intervento del governo regionale in risposta alla nostra richiesta per potere avere, almeno per questa stagione, una riduzione delle tariffe per gli aliscafi”.

All’esito dello screening su tutto il personale giudiziario che ha dato esito negativo, il presidente del Tribunale, Pietro Falcone, ha dichiarato, con decorrenza immediata, la cessazione di efficacia del provvedimento adottato in via di urgenza lo scorso 15 giugno.

Pertanto, fermi i provvedimenti di differimento delle udienze già adottati, torna alla normalità l’attività giudiziaria e l’operatività dei servizi di cancelleria nelle modalità precedenti al suddetto provvedimento.

Esteso per circa sette ettari a sud della Rupe Atenea e a poca distanza dal cuore della Valle dei Templi vicino al Cimitero monumentale, il Giardino Botanico che appartiene al Libero Consorzio di Agrigento sarà recuperato e adeguato ad accogliere iniziative culturali.
“Si tratta di intervenire su un vero e proprio “museo a cielo aperto”, a molti sconosciuto, che racchiude al suo interno anche diverse testimonianze archeologiche quali ipogei, caverne visitabili e testimonianze fossili. L’intervento di messa in sicurezza e riqualificazione del Giardino Botanico – sottolinea l’assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – consente di recuperare e rileggere uno spazio dalla bellezza suggestiva, per destinarlo anche a iniziative culturali, rendendo maggiormente fruibili i vialetti interni, dove si trovano varie specie arboree, classificate e illustrate grazie a un’apposita segnaletica”.
L’intervento, che sarà realizzato con fondi POC 2014/2020 per 500 mila euro, riguarda un’area che si snoda tra 5 ettari di superficie coltivata e 2 ettari di edifici e percorsi ad uso turistico-culturale; un vero e proprio scrigno dove si trovano circa 20mila piante di oltre 300 colture ed essenze di macchia mediterranea.
L’area del Giardino Botanico, denominata “Cava Belvedere” è caratterizzata da una componente calcarenitica-sabbiosa della “Formazione di Agrigento”.
Il progetto mira a rendere gli spazi visitabili in sicurezza con interventi tecnici che consentono il recupero ambientale dell’intera zona, attraverso un risanamento del costone roccioso che riporterà in luce l’aspetto naturale della balza calcarenitica.

Il cantiere di scavo sul sito del teatro ellenistico della Valle dei Templi di Agrigento, registra importanti ritrovamenti che fanno pensare ad un complesso variegato di edifici che sorgevano attorno al teatro vero e proprio, ma soprattutto ad un uso costante del sito anche in epoca tardoantica.

Grazie alla sinergia tra Parco archeologico e l’Università di Catania, lo staff di archeologi ha lavorato su diversi fronti: è stato aperto un saggio di oltre 300 metri quadri  in direzione est -ovest  dove, sono stati scoperti numerosi sedili, purtroppo ancora in parte crollati, ed altri importanti blocchi architettonici, tra cui un capitello dorico. Nella parte centrale dello scavo, è stata individuata una calcara (fornace) a fiamma bassa che fa pensare che questa zona sia stata abitata anche in età tardoantica; tra i reperti raccolti, un frammento molto interessante di epigrafe in marmo, destinata ad essere ridotta in calce.

I lavori proseguono anche in altri settori del teatro: nell’angolo sudoccidentale, nell’area della  parodos (l’entrata laterale del coro), è emerso un imponente edificio di probabile età tardoantica con un pavimento a lastroni calcarei, sotto cui i sondaggi accertano tracce del II secolo dopo Cristo: la funzione non è ancora chiara, ma sembra appoggiarsi alle strutture del teatro, probabilmente quando quest’ultimo aveva già perso la sua funzione.

Gli interessanti ritrovamenti di queste settimane confermano l’importanza dell’avere finalmente ripreso gli scavi archeologici nell’area del Teatro ellenistico – interviene l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Alberto Samonà – . Il Governo regionale sta puntando molto sulla ripresa dei cantieri in tutta la Sicilia e la risposta che arriva in termini di scoperte, di rinnovato entusiasmo e di collaborazioni con università e altre istituzioni scientifiche, dà la misura di quella che ho definito come la “primavera dell’archeologia”. Conoscendo ancora di più il nostro passato, la nostra storia, possiamo rafforzare un’offerta culturale ampia che pone al centro la Sicilia, con la sua identità unica al mondo; e luoghi, come il Teatro dell’antica Akragas, da far conoscere a tutti”.

Il teatro sta comunque pian piano affiorando, in questi giorni si sta pulendo il banco roccioso per poter comprendere l’andamento dell’antica cavea. Nella summa cavea continuano ad venire alla luce nuove strutture, in particolare due absidi di un grande edificio ancora tutto da interpretare. Nelle precedenti campagne di scavo erano stati ritrovati due bolli episcopali che fanno ben sperare e spingono gli archeologi a proseguire le indagini in quest’area. Altri importanti ritrovamenti sono stati fatti nell’area esterna ad ovest del teatro, dove si trova un imponente sistema di terrazzamento e di gestione delle acque relativi alla città di età classica. La nuova campagna di scavo finanziata dal Parco archeologico mira al recupero dell’edificio monumentale, che, affacciandosi sul palcoscenico naturale della collina dei templi, costituiva l’ingresso scenografico all’area pubblica della città ellenistico-romana.

Il direttore della Valle dei Templi Roberto Sciarratta, che dirige i lavori, insieme alle archeologhe del Parco, Valentina CaminneciMaria Concetta ParelloMaria Serena Rizzo, sottolinea la grande importanza dei ritrovamenti“Stiamo indagare la parte centrale e meridionale del teatro, sperando che l’interramento abbia mantenuto le strutture in un migliore stato di conservazione. E queste scoperte ci fanno ben sperare in una futura lettura il più possibile precisa dell’intera area”, spiega. Si tratta comunque di un cantiere “aperto”, il pubblico può assistere a frequenti visite guidate con le archeologhe che permettono di approfondire il lavoro del cantiere.

IL TEATRO ELLENISTICO DELLA VALLE DEI TEMPLI

E’ stato uno dei grandi rebus degli archeologi che si sono interrogati a lungo e avevano avviato numerose campagne di scavo per individuare il luogo dove il monaco domenicano Tommaso Fazello a metà Cinquecento, asseriva di aver visto  i resti appena riconoscibili delle fondazioni di un imponente edificio teatrale, un tempo altissimo, non lontano dalla chiesa di San Nicola. Soltanto nell’estate del 2016 il  team di ricercatori composto dalle archeologhe del Parco della Valle dei Templi, del Politecnico di Bari e dell’Università di Catania, riesce ad identificare il sito, dopo un’accurata rilettura complessiva dell’urbanistica e della città antica. La prima ad essere individuata è la summa cavea (la parte più alta dell’anfiteatro in cui prendeva posto la plebe, mentre senatori e ceti equestri sedevano rispettivamente nell’ima cavea rivestita in marmo e nella media cavea), quasi del tutto distrutta. Via via che andavano avanti gli scavi, è emerso un sistema di camere cieche e contigue a forma trapezoidale, che seguivano il muro curvo e sostenevano la gradinata. Al centro, sempre all’altezza della summa cavea, uno stretto passaggio collegava l’agorà al teatro, che sfruttava l’andamento del terreno. I saggi hanno portato alla luce una parte dei gradini dell’anfiteatro, e il muro di contenimento della cavea, oggi si sta indagando la parte centrale e meridionale dello spazio, la situazione del koilon (la gradinata), e dell’orchestra rispetto alla scena.

Il team di archeologi del Parco Valle dei Templi aveva comunque già appurato due distinte fasi del teatro di Agrigento: una più antica tra il IV-III a.C., con un edificio più piccolo (circa 70 m di diametro), che sarebbe stato ampliato nella seconda fase, intorno al II secolo a.C., alla fine della seconda guerra punica.

Ad Agrigento un uomo di 30 anni è stato denunciato dai poliziotti della Squadra Volanti per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia. Lui, in un’abitazione al Villaggio Mosè, al culmine dell’ennesima lite, avrebbe aggredito la madre afferrandola per il collo. Lei, soccorsa dalla Polizia allarmata da diverse segnalazioni, è stata trasportata in codice rosso in ospedale per lividi ed escoriazioni.