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La Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento giudica “destituita di ogni fondamento le considerazioni diffuse a mezzo stampa dal sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, poiché l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento è del tutto estranea alla gestione dei migranti in atto degenti presso l’ospedale ‘Sant’Elia’ di Caltanissetta, risultati positivi al Covid-19 o in attesa di tampone. E’ necessario precisare che, per i migranti in parola, non è mai stato chiesto alcun intervento sanitario  (dalla sorveglianza all’esecuzione dei tamponi) all’ASP di Agrigento. Si invita pertanto il sindaco Gambino a documentarsi adeguatamente prima di individuare presunte responsabilità relative ad una gestione errata o approssimativa impropriamente addebitate all’ASP di Agrigento”.

I  carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato un 51enne e la moglie 46enne, ritenuti responsabili di coltivazione di sostanze stupefacenti: in campagna, nelle pertinenze della loro abitazione, i militari hanno trovato una vera e propria piantagione con più di 50 piante, accuratamente nascosta tra rigogliosi alberi di olivo. Tutto quanto per il costante e attento controllo del territorio da parte dei carabinieri, dopo il sequestro di una piantagione di marjuana alcune settimana fa, ha portato un altro brillante risultato. Nelle campagne di Ravanusa, all’interno di un fondo agricolo coltivato ad alberi di olivo, i militari hanno notato qualcosa di anomalo, meritevole di un approfondimento.

I due coniugi proprietari del terreno, un 51enne e una 46enne, entrambi di Ravanusa, all’ arrivo dei militari, non hanno potuto far nulla per distogliere l’attenzione da quell’appezzamento di terreno, ben nascosto tra gli olivi.

L’accurata perquisizione, estesa a tutta l’area, ha consentito infatti ai militari di scoprire una vera e propria piantagione di cannabis: più di 50 piante già cresciute e pronte per la raccolta.
I carabinieri hanno estirpato e sequestrato tutte le piante. Dopo le analisi di laboratorio per capire il principio attivo dello stupefacente, queste verranno distrutte. In tutto, si tratta di circa 10 chili di stupefacente che, sulla piazza, avrebbe fruttato oltre dieci mila euro. Informata la Procura della Repubblica di Agrigento, marito e moglie sono stati arrestati con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. I carabinieri estenderanno a tutta la campagna circostante i controlli per scovare altre piantagioni illegali.

“Il Presidente Musumeci ha il ruolo e le funzioni che gli consentono di trovare le soluzioni. Risposte certe e immediate. L’unico che può farlo. Gli ho parlato e ho chiesto un suo intervento energico e definitivo ribadendo che non possiamo continuare in questo modo. Mi auguro peraltro che la magistratura possa far luce sulle responsabilità di una situazione gravemente inaccettabile che mette in ginocchio i Comuni e che mortifica gli sforzi compiuti nell’attuazione del corretto conferimento e della differenziazione dei rifiuti.  La situazione si ripete da diversi anni. Da un lato ci viene imposto l’obbligo di andare avanti con la raccolta differenziata e di raggiungere certe percentuali,  e noi siamo già tra i Comuni virtuosi al 74 per cento; dall’altro, ci viene impedito di conferire negli impianti. I costi che risparmiamo li spendiamo per cercare impianti disponibili a centinaia di chilometri. Ancor più grave è che tale situazione di blocco si ripeta in piena estate e durante la stagione turistica, momento di ossigeno di questa difficile ripartenza economica e ancora in piena emergenza Covid 19. La Regione di prassi continua a bloccare le discariche disponibili, costringendoci a conferire a centinaia di chilometri di distanza.  E ora, in pieno agosto, obbliga a una riduzione del quantitativo da conferire nella stazione di trasferenza, proprio mentre la discarica di Siculiana è stata posta sotto sequestro dalla magistratura. Credo che tutto ciò sia inammissibile”.

CERIMONIA DI CONFERIMENTO
Il Premio SIPARIO D’ORO rappresenta un momento altamente significativo  finalizzato alla valorizzazione del territorio nelle sue diverse espressioni di
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Il Premio vuole  cogliere le peculiarità monumentali e culturali del territorio che per questa edizione verrà celebrato alla base della bellissima neoclassica scalinata della Piazza Centrale di Comitini, con alle spalle il suggestiuvo e prezioso Palazzo Bellacera.
In realtà qui si vuole anche  ricordare che la prima edizione del SIPARIO D’ORO fu proprio celebrata nel piccolo paese storico agricolo di Comitini, nucleo abitativo  presente nella storia regionale sia per i moti del 1600 contro la Decima (tassa voluta dai borboni),sia per il prestigioso museo che proprio il Palazzo Bellacera espone ai tanti turisti e che rappresenta un riferimento forte e pregnante della storia del territorio agrigentino,anche  per l’assistenza  storica dei duchi di CESARO’ che diedero l’inizio già nel 1600 a fondazioni di numerosi centri abitativi della provincia agrigentina.
Per queste ragioni storiche è stato scelto da anni  il piccolo centro Agrigentino di Comitini che  vuole essere metafora positiva dei tanti piccoli centri della provincia a volte ingiustamente trascurati, seppur carichi di storia e di cultura.Il “Sipario d’oro 2020” viene  attribuito dalla Commissione presieduta dal giornalista Lelio Castaldo  direttore della testata giornalistica on line Sicilia 24h, it e da rappresentanti delle varie attività della Provincia  di Agrigento.
IL sindaco Nino Contino ha dichiarato: “E’ per Comitini un grande sentimento d’orgoglio ritornare ad ospitare uno dei Premi Nazionali più importanti dell’Agrigentino. Il SIPARIO  D’ORO è stato attributo negli anni a scienziati, giornalisti nazionali, scrittori di fama nazionale, sportivi presenti nei grandi meeting internazionali, associazioni umanitarie e di volontariato”.

La manifestazione è organizzata con la collaborazione di OMNIACONGRESS, società organizzatrice di eventi sul tutto il territorio nazionale.

Appena qualche ora fa l’incidente di San Leone che ha causato la morte di un 74enne.

Pochi minuti fa un’altra tragedia immane ha sconvolto il Villaggio Mosè; nello spiazzale che ospita i locali del negozio di scarpe “Mondo Scarpe” un 35enne empedoclino, Giuseppe Sanfilippo, con in braccio il proprio figliolo era appena uscito dal negozio per salire sulla macchina. Ad un tratto si è accasciato senza nemmeno rendersi conto di quello che stava accadendo. Un infarto fulminante gli ha stroncato la vita.

Inutili i soccorsi del 118 e dei Carabinieri della vicina stazione del Villaggio Mosè.

 

 

 

“Una cosa è certa. I disservizi non dipendono  dal lavoro degli operatori ecologici e riguarda anche altri Comuni. Il colpevole ha un solo nome: Regione Siciliana. Il messaggio è passato attraverso i canali ufficiali: niente raccolta dell’umido purtroppo, e non a causa nostra, né delle ditte incaricate dello smaltimento. La Regione, come tutti sanno, ha bloccato molte discariche disponibili, costringendoci a conferire a centinaia di chilometri di distanza. Ma ora in pieno agosto fa di meglio: obbliga a una riduzione del quantitativo da conferire nella stazione di trasferenza di Lercara. La discarica di contrada Matarano, a Siculiana, è stata posta sotto sequestro dalla magistratura. Provano a metterci in ginocchio e giocano con la pazienza dei siciliani. Ho chiesto un incontro immediato e urgente al Presidente della Regione perché è inammissibile e da irresponsabili che in pieno agosto si abbandonino i Comuni in questa situazione”.

La dinamica è ancora tutta da accertare da parte della Polizia, Carabinieri e Polizia Locale prontamente intervenuti sul posto, unitamente al 118, dove meno di un’ora fa si è verificato un gravissimo incidente stradale che ha causato un morto.

A scontrarsi due Fiat 500 che provenivano in senso opposto che hanno coinvolto anche uno scooter. Purtroppo ad avere la peggio l’occupante della moto che è morto sul colpo. Si tratta di Juan Carlos Nestor Acosta, 74 anni, originario dell’Argentina ma da tempo residente a Favara.

L’incidente si è verificato in viale Emporium, nei pressi di San Leone, luogo balneare di Agrigento.

 

 

L’ex Traversa Ortolani diventa via Gian Campione. Domani sera, giovedì 6 agosto, alle ore 18.00 alla presenza della vedova dell’artista, Alida D’Angelo, il sindaco Lillo Firetto scoprirà la targa contenente l’intitolazione della via all’ambasciatore della canzone siciliana nel mondo, Salvatore Campione meglio conosciuto come Gian Campione. Per l’occasione verrà letta una poesia scritta dalla poetessa Daniela Ilardi dedicata all’artista scomparso. Un nutrito gruppo di artisti colleghi e amici di Gian Campione renderà poi omaggio al noto cantante esibendosi coralmente nel brano “Jetta la riti” tra i più conosciuti del repertorio del musicista agrigentino.

Le targhe per la nuova denominazione della via sono state realizzare in roccia lavica dall’Accademia di Belle Arti di Agrigento diretta dal professor Alfredo Prado. La scelta di modificare la denominazione della via nasce dal fatto che proprio in quella zona del centro storico a due passi da piazza Ravanusella era nato ed ha vissuto per lungo tempo l’artista agrigentino, scomparso prematuramente nel 2005 ma ancora molto vivo nel cuore della gente per le sue canzoni e la sua musica. Per 17 anni fece parte del gruppo folklorico “Val d’Akragas”, tramite il quale, girò il mondo portando alla ribalta la canzone siciliana nell’autentica parlata agrigentina.

La manifestazione, presentata da Margherita Trupiano, è libera alla partecipazione di tutti ma con distanziamento e muniti di mascherine.

Il figlio dello storico boss di Cosa nostra Tano Badalamenti è stato arrestato dalla Dia a casa della madre a Castellamare del Golfo, in provincia di Trapani. L’arresto di Leonardo Badalamenti è stato eseguito in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dall’autorità giudiziaria di San Paolo, in Brasile, per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. In attesa dell’estradizione, Badalamenti è stato trasferito nel carcere Pagliarelli di Palermo. Leonardo Badalamenti, 60 anni, è il secondogenito di don Tano, il boss che negli anni settanta è stato a capo della cupola di Cosa Nostra e poi riconosciuto come mandante dell’omicidio di Peppino Impastato. Per l’autorità brasiliana Leonardo – che andava in giro con un’identità falsa, quella dell’uomo d’affari brasiliano Carlos Massetti e che aveva registrato in quel paese la nascita del suo primo figlio chiamandolo come il nonno, Gaetano – era latitante dal 2017 in seguito all’emissione da parte dell’autorità brasiliana.

“I recenti provvedimenti dell’assessorato regionale della Salute indicano nel potenziamento della dotazione tecnologica, la via da seguire per ampliare e qualificare l’offerta sanitaria. Con l’assegnazione di oltre  3 milioni e settecento mila euro, l’azienda sanitaria di Agrigento potrà migliorare l’assistenza sanitaria colmando alcune carenze connesse alla limitatezza di fondi disponibili con particolare riferimento all’ospedale di Agrigento. Quest’ultimo va sostenuto e valorizzato con l’acquisto di attrezzature elettromedicali di ultimissima generazione-reso possibile dalla regione siciliana- e con l’innesto di ulteriore personale medico, infermieristico e tecnico per rafforzare taluni reparti come la terapia intensiva, pronto soccorso, urologia e chirurgia vascolare.
La centralità dell’ospedale di Agrigento nella nostra provincia è il frutto naturale dell’impegno quotidiano di professionisti, operatori sanitari e personale di supporto, a cui si rivolge – conclude Giorgia Iacolino-una crescente platea di utenti, anche di altre province, che sceglie l’ospedale della nostra città ”