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Si è risolta la questione legata alla paventata chiusura il 25 aprile e l’1 maggio del Museo archeologico regionale “Griffo” ad Agrigento. Infatti, la direzione del Museo ha annunciato al mattino di oggi che il Museo sarà aperto al pubblico in orario antimeridiano, dalle 9 alle 13:30, nelle giornate di mercoledì 25 aprile, martedì primo maggio, e domenica 6 maggio. Come si ricorderà, l’annuncio della chiusura, nell’ambito di dinamiche relative alla gestione del personale, ha sollevato interventi polemici da parte del sindacato Sadirs e dell’Abba, l’Associazione Bed and Breakfast di Agrigento, di Carmelo Cantone, che commenta: “Esprimiamo soddisfazione per l’apertura del museo Pietro Griffo nelle giornate del 25 aprile e del 1 maggio. Siamo certi che questa decisione, che fa onore a quanti sono “ritornati sui loro passi” e a quanti faranno, forse facendo qualche sacrificio in più, trattandosi di giornate festive, sarà di grande giovamento all’immagine della città di Agrigento”.

http://www.teleacras.com/wp1/2018/04/21/a-raffadali-in-concerto-franco-simone-per-i-festeggiamenti-primo-maggio/A Raffadali, nell’ambito del programma di festeggiamento del primo maggio, il 29 aprile, domenica, si esibirà in Piazza Progresso, alle ore 21, il cantautore Franco Simone. Il pittore aragonese ma da anni residente a Raffadali, Gerlando Meli, in occasione di un recente concerto in provincia di Agrigento, ha donato a Franco Simone due litografie personalizzate: una “Pirandello e la sua Valle dei Templi” e l’altra “Tempio della Concordia”. Il cantautore Franco Simone si è congratulato con Gerlando Meli per il gesto, la sua professionalità, e per le sue doti umane e artistiche. Il 30 aprile, sempre in Piazza Progresso a Raffadali, si esibirà il complesso “I Camurria”, e il primo maggio il cantante Moreno. La manifestazione è organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Raffadali con la partecipazione delle sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

Tra Porto Empedocle e Ribera la Capitaneria ha compiuto controlli e sequestri di reti di pescatori di frodo e di pesce non tracciabile. Nel mare empedoclino, un pescatore è stato sorpreso con a bordo 100 metri di reti senza alcuna autorizzazione. All’uomo è stata sequestrata la rete ed elevato un verbale amministrativo pari 1.000 euro. E poi a Ribera, in località Seccagrande sono stati sequestrati a due venditori ambulanti abusivi 50 chili di pesce privo della corretta tracciabilità, con due verbali amministrativi pari a 2.000 euro ciascuno. E ancora a Seccagrande è stata scoperta la presenza di 1.500 metri di reti da posta, posizionate in modo illecito senza alcuna autorizzazione a pochi metri dalla costa.

Il prossimo 25 aprile, mercoledì, l’anniversario della Liberazione d’Italia dall’oppressione nazi-fascista nell’Agrigentino sarà celebrato a Santo Stefano di Quisquina, nell’ambito, pertanto, di un percorso itinerante. Ecco una intervista al presidente dell’Anpi di Agrigento, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, il senatore Angelo Lauricella.

Venerdì prossimo, 27 aprile, si riunirà l’Ati, l’Assemblea territoriale idrica agrigentina, che comprende i 43 Comuni della provincia. All’ordine del giorno, tra l’altro, vi è la proposta di rescissione del contratto di gestione con Girgenti Acque. In proposito oggi intervengono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, che affermano: “Subito la rescissione del contratto a fronte delle ormai croniche inefficienze del gestore. Sollecitiamo un atto di coraggio da parte dei sindaci agrigentini, auspicato dai nostri concittadini, stanchi di una gestione inadeguata ormai da troppo tempo. Abbiamo chiesto a Musumeci e all’assessore Pierobon l’istituzione della commissione tecnica con fini ispettivi, prevista dalla legge regionale numero 19 del 2015 in materia di risorse idriche, che attende di essere istituita da quasi tre anni. Si tratta di uno strumento essenziale per consentire la possibilità di manifestare il proprio giudizio sull’operato dal gestore privato del servizio idrico in provincia di Agrigento”.

La Finanziaria trasferita dalla Commissione Bilancio all’Aula con 85 articoli in più. Corsa a ostacoli sulle coperture finanziarie. I dettagli.

Nel corso del transito dalla Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale, la Finanziaria è stata appesantita da una pioggia di emendamenti. Prima gli articoli sono stati solo 35, e adesso, all’esame di Sala d’Ercole, sono 120. E quindi, se da oggi, martedì, vi sono solo quattro giorni prima del termine ultimo di approvazione, bisognerebbe approvare almeno 30 articoli al giorno, quando invece, come secondo rituale, un articolo impegna l’Aula per un’intera giornata di discussione. E il dibattito, dalle ore 16 di oggi, è accidentato dalla mancanza di alcune coperture finanziarie provocata dall’aumento degli articoli.

E l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, conferma e spiega: “La Ragioneria generale sta definendo gli ultimi ritocchi su questa complessa manovra che ha subito un incremento nella trattazione in Commissione Bilancio. Si è rivelata particolarmente laboriosa la quadratura delle coperture”. Nel testo vi sono i provvedimenti sociali, come l’esenzione dalle tasse, dal 2019 in poi, per i nuclei familiari composti da almeno quattro persone a carico con non meno di tre figli. E il riferimento, in tale caso, è la soglia Istat di povertà. Poi l’ampliamento della platea per il reddito di inclusione, innalzando da 6mila a 7mila euro il limite di reddito Isee. Poi, ancora dal 2019, l’esenzione dal pagamento del bollo dell’auto per le famiglie che già sono esentate dal ticket sanitario.

Poi, sono stanziati 5 milioni di euro per contributi da 20mila euro alle giovani coppie, tali da non più di tre anni, per acquistare, costruire o restaurare la prima casa. Poi 5 milioni e 400mila euro come contributi alle scuole paritarie primarie e secondarie per classi di almeno 10 alunni con disabili. E poi 30 milioni di euro in più per l’assistenza ai disabili. E poi, lavoro e precariato: nei consorzi Asi si potrà procedere alle assunzioni dei precari, e i Comuni, così come l’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, per i piani di prevenzione dal rischio idrogeologico, potranno assumere, anche con contratti a termine, laureati in scienze geologiche o ingegneria per l’ambiente e il territorio, con un concorso in deroga al blocco delle assunzioni alla Regione del 2008.

E poi, ok alla stabilizzazione dei “centocinquantunisti”, i forestali che svolgono 151 giornate. E poi, il turismo: la finanziaria propone che il 50% degli incassi dei biglietti nel 2018, e il 70% nel 2019, siano mantenuti nelle casse dei Musei. E poi un milione di euro ai Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento di “Borgo più bello d’Italia” e ai Comuni con le spiagge insignite della “Bandiera blu” sulla qualità del mare.

A.R. (teleacras)

La coordinatrice provinciale di Agrigento di Forza Italia Giovani, Lilly Di Nolfo, ritiene non più tollerabili le condizioni di degrado in cui versa la città. La Di Nolfo afferma: “E’ uno spettacolo vergognoso ed inaccettabile. Basterebbe un giro tra le strade, qualunque esse siano, per rendersi conto di quanti rifiuti giacciono in ogni angolo possibile. Sia chiaro: tanta responsabilità è dell’inciviltà di tante persone, prime fra tutti coloro che non sono censiti, e che quindi agiscono per continuare ad evadere la tassa sui rifiuti. Ma vi sono anche delle responsabilità dell’Amministrazione Firetto. Quali misure alternative sono state pensate o messe in atto? Eppure quando si è dato inizio alla raccolta differenziata si conoscevano i dati dell’evasione e si potevano facilmente immaginare le azioni conseguenti di chi, pur di continuare a non pagare, non si sarebbe adeguato alle nuove regole di gestione dei rifiuti. Altrettanto imbarazzanti sono le condizioni di San Leone, il lungomare di Agrigento, abbandonata nel degrado più profondo e trattata come se fosse la peggiore periferia della peggiore città al mondo. Erbacce e sporcizia ovunque sono normalità. Se si pensa che sia giusto provvedere al decespugliamento ed alla pulizia della zona balneare solo in vista dell’imminente stagione estiva, si agisce contro gli agrigentini che vivono la loro città dodici mesi l’anno e che pagano fior di tasse per viverci dignitosamente e godere dei servizi basilari. Penso sia dovere dell’amministrazione pensare e mettere in campo delle misure in grado di assicurare l’igiene e la pulizia della città tutti i giorni dell’anno. Non abbiamo bisogno di operazioni di facciata per far vedere ai turisti che la nostra è una città ordinata e moderna. Sindaco Firetto, le chiediamo più attenzione. Ci dica cortesemente ciò che pensa di fare e come. È un suo dovere”.

 

“Sarà l’agorà di San Leone”. Così il sindaco Lillo Firetto ha definito il prossimo intervento di riqualificazione di piazzale Giglia (lavori già appaltati) con fondi recuperati attraverso ribassi di precedenti opere pubbliche. Il piazzale infatti smetterà la sua funzione di parcheggio e attraverso la nuova pavimentazione, il miglioramento dell’accesso alla battigia e soprattutto con il nuovo collegamento lungomare con piazza Sandro Pertini, si trasformerà in uno spazio condiviso e di aggregazione.
“I lavori – ha spiegato il sindaco Firetto – del costo di 360 mila euro, potrebbero partire immediatamente ma per evitare eccessivi disagi durante la stagione balneare, prenderanno l’avvio in autunno. Dopo aver liberato l’area dalle cabine e restituita la vista-mare – ha concluso Firetto – siamo alla riqualificazione dell’area”.
L’intervento non prevede oneri sul bilancio comunale.

 

 

 

 

Le numerose lamentele da parte degli abitanti di via Pietro Germi hanno sollecitato il consigliere Salvatore Borsellino a presentare, all’assessore comunale alla polizia urbana, una richiesta di intervento avente oggetto la riduzione del limite di velocità per i veicoli e i motoveicoli che giornalmente percorrono la suddetta via che collega la via Zuccagnini Orlandini con la via Lucrezio. “Dopo aver chiesto verbalmente una limitazione della velocità – dichiara il consigliere Borsellino – e non avendo ricevuto nessuna informazione sulla questione, chiedo quali misure intende adottare entro breve tempo l’assessore comunale alla polizia urbana, al fine di salvaguardare l’incolumità pubblica nella via Pietro Germi, dove si registra un intenso traffico associato ad un alta velocità delle automobili”.

 

 

La Uil di Agrigento interviene, con Gero Acquisto e Nino Stella, sul servizio di igiene ambientale in città e di tutti i disastri e i disservizi che questa amministrazione comunale Firetto-Hamel e il redivivo Fontana hanno arrecato ai cittadini in questi 3 anni e come al solito cercano di scaricare le proprie responsabilità e il loro fallimento sugli altri.

I due sindacalisti dichiarano:
“Ci corre l’obbligo, a due mesi dall’inizio del servizio di differenziata in tutta la città, di fare dei chiarimenti e delle precisazioni ai cittadini agrigentini dopo una serie di interviste e dichiarazioni da parte del Sindaco e dell’ex o attuale Assessore al ramo che hanno distorto le cose. Innanzi tutto il servizio di differenziata, come abbiamo chiarito più volte e sostenuto apertamente già in epoca zambutiana, è un obbligo di legge che da tempo in tantissimi comuni siciliani e agrigentini hanno iniziato con risultati migliori, come testimoniano gli ultimi premi che hanno ricevuto Comuni come Sambuca o Raffadali.
Ebbene, se oggi Agrigento ha delle oggettive difficoltà ad avere una città pulita e un servizio di differenziata che funzioni bene, lo si deve a scelte sbagliate e raffazzonate da parte della governance e degli amministratori comunali, vedi in primis l’ex Assessore Fontana e il Sindaco Firetto che hanno sottovalutato l’importanza di un servizio così impegnativo in una città vasta e morfologicamente particolare come il territorio agrigentino.
Un esempio su tutti del fallimento progettuale sono i risultati dell’implementazione di circa 25 autocompattatori in più la settimana per il conferimento.
L’ex Assessore Fontana continua con i fantasmi del personale in carico alle ditte citando sempre in termini di paragone il Comune di Varese come esempio virtuoso da seguire.
Chiariamo una volta per tutte la reale situazione tra il Comune di Agrigento e il Comune di Varese, infatti, quest’ultimo ha 86 mila abitanti ed una struttura territoriale omogenea, il servizio di differenziata raccolta, pulizia e conferimento in discarica, è appaltato a più imprese con un sistema di raccolta innovativo 2.0 che viene svolto da 110 operatori ecologici full time, mentre ad Agrigento il personale in servizio è di 82 lavoratori full time e 38 part-time a 4 ore.
A Varese una delle imprese che svolge il servizio pure ad Agrigento, effettua il servizio di raccolta porta a porta utilizzando 45 operatori full time, gli stessi effettuano prestazioni straordinarie pagate dal Comune che nel complessivo portano di fatto a un aumento di circa 20 unità al mese per tutto l’anno. Quindi i dati e i numeri non corrispondono a quelli che comunica sempre l’ex Assessore Fontana. Inoltre, al Comune di Varese non è previsto il servizio di scerbamento e sfalciamento.
In considerazione delle affermazioni del già Assessore Fontana (che sembra siano condivise anche dal Sindaco di Agrigento Firetto) secondo cui per il servizio di igiene ambientale in tutto il nostro territorio, che va da Giardina Gallotti a Punta Bianca, basterebbero la metà degli operatori di Varese, lanciamo questa sfida per migliorare ed efficientare il servizio che oggi presenta fortissime criticità nell’organizzazione generale e di espletare, pertanto, il servizio con sole 25 unità.
Peccato che l’attuale l’Assessore all’ecologia Hamel, in sede di riunione sindacale presso la Srr Ag est in data 13 aprile 2018, dichiara a verbale “sul personale si registra una reale carenza”. A questo punto ci chiediamo ancora una volta a che gioco giochiamo e con quali carte.
Gli operatori ecologici di Agrigento, vogliamo chiarire a tutti, hanno arretrati sulle ferie in media circa 60 giorni e straordinari che svolgono giornalmente e non sono stati pagati a tutt’oggi a differenza del Comune di Varese dove tutti i diritti e il rispetto dei lavoratori sono naturalmente garantiti.
Ebbene, se qualcuno ha da ridire nei confronti dell’efficienza degli operatori ecologici sappia che non possono usufruire delle ferie per mancanza di personale ed hanno dimostrato spirito di impegno e abnegazione pur di non bloccare il servizio di porta a porta.
Quindi il 62% di differenziata lo si deve soprattutto a questi lavoratori, con tutti gli errori pacchiani che ha commesso l’Amministrazione Firetto, in primis sul numero dei mastelli. Infatti lo stesso dirigente comunale del settore finanziario Mantiene ha dichiarato in consiglio comunale che, tra utenze domestiche e non, i mastelli sono circa 41 mila, non 28 mila come da progetto.
Questo è il frutto delle scelte tecniche di Fontana e Firetto, con il taglio di 14 unità lavorative full time.
Caro Assessore Hamel, a questo punto, essendo aperta una trattativa sindacale per efficientare il servizio per carenze reali di personale, se la pensa in maniera diversa dal Sindaco ed è consequenziale e coerente nel portare avanti questa iniziativa per i cittadini, implementando un servizio che oggi risulta lacunoso, o va avanti o rimetta la delega, perché non può essere a corrente alternata.
Per questo la Uil alla luce di questi errori organizzativi, tecnici, strutturali e della carenza di personale, invita chi deve preparare e progettare il nuovo bando di tener conto di queste inefficienze che devono essere superate; come lo spazzamento che a oggi viene solo effettuato nelle vie principali, abbandonando periferie e quartieri satellite e creando cittadini di serie a e serie b (anche perché all’interno della Tari tutti i cittadini pagano questo servizio). Purtroppo è inutile fare i Soloni ma è così, a Varese rispetto ad Agrigento non solo i servizi essenziali, sociali e assistenziali sono espletati nel miglior modo possibile ma anche i politici lavorano e producono per la loro città molto meglio dei nostri politici locali.”