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A Sant’Angelo Muxaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari G B, sono le iniziali del nome, 30 anni, sorpreso in possesso di 10 dosi di marijuana, già confezionate, pronte ad essere cedute. Nel corso della perquisizione domiciliare è stata rinvenuta altra marijuana, materiale per il confezionamento delle dosi e mille euro in contanti, con banconote di piccolo taglio ritenute provento dello spaccio. E’ stato l’atteggiamento furtivo ed elusivo del trentenne, colto nel centro storico, ad indurre i Carabinieri al controllo. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale.

Da venerdì 15 marzo e per 15 giorni ci saranno in Sicilia cinque nuove “zone rosse”.

Lo prevede un’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci e che riguarderà i comuni di: Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde, nel Palermitano; Montedoro, in provincia di Caltanissetta; Portopaolo di Capo Passero, nel Siracusano; Raffadali in provincia Agrigento.

Nello stesso provvedimento, in attuazione del nuovo Dpcm, viene disposta la chiusura delle scuole (da lunedì 15 a sabato 20 marzo) in 24 Comuni. In base al report dell’assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi al Covid su 100mila abitanti.

Questi i Comuni interessati: Acate, in provincia di Ragusa; Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Camastra e Raffadali, nell’Agrigentino; Altavilla Milicia, Isola delle Femmine, San Mauro Castelverde, Torretta, Villabate e Ventimiglia di Sicilia, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, San Teodoro e Sant’Alessio Siculo, nel Messinese; Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, Riesi, Serradifalco, Vallelunga Pratameno e Villalba, in provincia di Caltanissetta; Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano.

La prima cittadina di Favara Anna Alba dà notizia di contagi da coronavirus con la variante inglese, in città.

“Domani – dice Anna Alba – concorderemo le misure da attuare”.

Le misure devono contrastare la variante che è più contagiosa, mentre non è certo che sia più aggressiva.

Non è invece in discussione l’efficacia dei vaccini.

Domani, la sindaca renderà noti il numero dei contagi da variante inglese a Favara, oltre alle misure che vorrà adottare per contenere i contagi

695 nuovi positivi al Covid1 su 23.994 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 2,8%, in aumento rispetto a ieri.

La Sicilia è undicesima nel contagio giornaliero di oggi.

Le vittime sono state 15 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.287.

Il numero degli attuali positivi è di 13.681, con decremento di 521 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 1.201.

Negli ospedali i ricoverati sono 775, 2 in meno rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva 108, quattro in meno.

I nuovi casi per province:

Palermo 291

Catania 186

Messina 33

Siracusa 42

Trapani 14

Ragusa 38

Caltanissetta 2

Agrigento 65

Enna 6.

In Sicilia se si ha tra i 70 e i 79 anni, si potrà accedere alla prenotazione per il vaccino anticovid.  Saranno circa 567 mila le persone alle quali verrà somministrato il vaccino AstraZeneca.

Le prenotazioni saranno quelle già in atto su tutto il territorio regionale: la piattaforma della struttura commissariale nazionale, gestita da Poste Italiane (prenotazioni.vaccinicovid.gov.it) o attraverso il portale regionale (www.siciliacoronavirus.it).

Oltre alla modalità online, è possibile prenotare anche attraverso il call center dedicato – 800.00.99.66 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 (esclusi sabato e festivi) – attraverso i 687 sportelli Postamat e tramite il canale costituito dai portalettere di Poste Italiane.

Nel frattempo, in collaborazione con l’Esercito italiano, il corriere espresso SDA, scortato dai Carabinieri, sta consegnando altre 54.100 dosi di vaccino Astra-Zeneca in Sicilia.

Le forniture verranno recapitate entro la giornata di domani alle farmacie ospedaliere di Giarre (9.000), Milazzo (6.000), Enna (3.000), Palermo (10.000), Erice Casa Santa (5.500), Siracusa (5.000), Ragusa (5.000), Agrigento (5.000), Caltanissetta (5.100) e Messina (500).

Gerlando Castellana, Giovanni Pullara e i fratelli Mario e Fabrizio Rizzo sono stati liberati dopo essere stati tratti in arresto dai Carabinieri della Tenenza di Favara per rissa e resistenza a pubblico ufficiale.

I quattro, la scorsa sera, avevano auto una violenta rissa in Via Ugo Foscolo, nel centro della cittadina.

Oggi, il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha disposto l’immediata liberazione per Givanni Pullara e Gerlando Castellana di cui non è stata nemmeno chiesta la convalida dell’arresto.  I due erano difesi dall’avvocato Giardina.

Per i fratelli Mario e Fabrizio Rizzo, lunedì 15 Marzo si terrà la direttissima con il rito abbreviato. I fratelli sono difesi dall’avvocato Lo Giudice.

Fabrizio Rizzo, nel corso dell’udienza, si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre, il fratello, Mario Rizzo, ha chiesto scusa ai carabinieri.

Il Gip del Tribunale di Agrigento, in attesa della direttissima di lunedì 15 Marzo, ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma tre volte a settimana per entrambi i fratelli.

Un incidente stradale autonomo è accaduto lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, nei pressi di Aragona. Il conducente di una Fiat Punto, un pensionato di 71 anni originario di Milena, in provincia di Caltanissetta, per cause in corso di accertamento, è incorso nel ribaltamento del mezzo. L’uomo è adesso ricoverato in ospedale ad Agrigento dove è giunto a bordo di un’autoambulanza del 118. Sul posto per i rilievi di rito hanno lavorato i Carabinieri.

Sono 187 i migranti sbarcati, dopo che 3 imbarcazioni sono state soccorse dalla Guardia di finanza e dalla Guardia costiera, a Lampedusa (Ag) nel giro di quattro ore. I primi a scendere, ieri sera, su molo Favarolo sono stati 53 subsahariani, fra cui 25 donne e 10 minori.

L’imbarcazione di legno di 9 metri, sulla quale viaggiavano è stata soccorsa, a circa 12 miglia dall’isola, dalla Guardia costiera. Poco dopo una motovedetta delle Fiamme gialle ha agganciato a circa 10 miglia dalla costa un barchino con 19 tunisini, fra cui 15 donne e un minore. Infine, a 14 miglia, la Guardia di finanza ha intercettato un altro barcone di 14 metri con a bordo 115 subsahariani, fra cui 43 donne e 6 minori.
Tutti i gruppi, dopo un primo triage sanitario sulla banchina del porto, sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola

Ad Agrigento sono parecchi i casi ufficiali di riscontro di positività al coronavirus nelle scuole della città. Alcuni istituti sono stati già chiusi su disposizione del sindaco Miccichè d’intesa con l’Azienda sanitaria. In ragione dell’aumento dei casi di contagio e, soprattutto, a fronte del dilagare, anche tra i più giovani, della variante inglese, sarebbe opportuno che il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, valuti la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, così come già avvenuto in alcuni paesi della provincia.

A distanza di un mese esatto dall’annuncio della sua installazione, risulta ancora non attivo il tunnel di sanificazione installato dall’Asp di Agrigento all’ospedale “San Giovanni di Dio”.

A denunciarlo è il segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Salvatore Parello che ha inoltrato una richiesta di chiarimenti ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale e alla direzione generale della Seus.

“Solo l’annuncio dell’installazione di questo imprescindibile presidio – scrive Parello – ha spinto i lavoratori a continuare a tollerare le attuali condizioni che, giova ricordarlo, li vedono ancora costretti a fare le sanificazioni, per di più in piena terza ondata e con il rischio della maggiore contagiosità della varianti in circolazione, in condizioni che nulla hanno a che fare con ciò che prescrive il protocollo sanitario di prevenzione. Il sindacato – continua – ha più volte segnalato la gravità della situazione la quale, oltre che a rappresentare un reale vulnus nel sistema di prevenzione di eventuali contagi da Covid, manifesta un mancanza di rispetto per la dignità dei lavoratori che rappresentiamo. Tale situazione è divenuta più paradossale in ragione del fatto che gli stessi lavoratori – prosegue Parello – vedendo installato il nuovo presidio, non riescono a comprendere perché devono ancora esporsi al rischio del contagio, cambiarsi e sanificare in un luogo che, come ribadito, manca dei requisiti di sicurezza previsti”.

La Cisl Fp, quindi, chiede all’Azienda di “mettere in funzione in tempi brevi il nuovo presidio per la sanificazione in oggetto e comunicarci in tempi brevi le ragioni che ne ostacolino la messa in servizio. In caso contrario saremo costretti ad intraprendere forme di protesta e tutelare nelle sedi opportune il diritto alla salute dei lavoratori e, quindi, dei cittadini”.