Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 654)

L’ex comandante della Polizia Municipale di Agrigento, Cosimo Antonica, ha deposto al processo in corso al Tribunale di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta sulla disastrosa frana del costone al Viale della Vittoria il 5 marzo del 2014. Antonica, tra l’altro, ha dichiarato: “L’evento franoso è stato prevedibile, perché l’amministratore del condominio “Crea”, il professor Lo Casto, già nel marzo 2011 ha segnalato il pericolo”. Già lo scorso 6 aprile, Cosimo Antonica, ascoltato dai magistrati, ha dichiarato: “Il Comune di Agrigento sapeva dei rischi. Infatti, sollecitato dal Genio Civile e dall’Arpa, il 5 marzo del 2011 notificò un’ordinanza ai proprietari dei terreni adiacenti al costone di palazzo Crea diffidandoli a metterli in sicurezza visto che erano state segnalate delle infiltrazioni di acqua. Tale ordinanza, firmata dal sindaco Zambuto, imponeva ai proprietari privati di eseguire delle opere di manutenzione consistenti nella regimazione delle acque, che doveva servire a eliminare il pericolo”.

L’associazione ambientalista Mareamico ha proposto al Governo italiano di modificare una circolare, al fine di permettere il riutilizzo delle imbarcazioni esito degli sbarchi fantasma. Tale modifica azzererebbe i costi della distruzione delle barche utilizzate dai migranti per attraversare il mediterraneo, eviterebbe l’inquinamento ambientale e paesaggistico delle spiagge del sud della Sicilia e della Sardegna per la presenza di questi relitti e permetterebbe l’attivazione di un grosso numero di occupati nel settore turistico/ambientale. Ed infine, di riflesso, produrrebbe un consistente sviluppo dell’indotto artigianale, collegato al recupero di queste imbarcazioni. Giova ricordare che questa modifica sarebbe a costo zero per lo Stato, anzi a saldo positivo!

Ecco il video: https://youtu.be/93UqoDkpdq0

Interrogazione in ordine alla ventilata soppressione dell’unità complessa di Terapia intensiva neonatale presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

 

Che con una lettera indirizzata a diverse Autorità locali e regionali, il segretario provinciale della FESMED (federazione sindacale medici dirigenti) di Agrigento ha portato a conoscenza della pubblica opinione che nella proposta della nuova rete regionale ospedaliera sarebbe contenuta la cancellazione della Unità di Terapia intensiva neonatale (Tin) presso la struttura ospedaliera del “San Giovanni di Dio” di Agrigento;

Che tale previsione, ove confermata, seguirebbe la notizia, riportata dalla stampa nei giorni scorsi, che la stessa bozza di nuova rete regionale ospedaliera prevederebbe sempre al “San Giovanni di Dio”, il taglio dei posti letto del reparto di oncologia che pur continuando a garantire le terapie agli ammalati, d’ora in avanti potrà farlo solo in regime di day hospital;

Che nel comprensorio della provincia di Agrigento ricadono quattro punti nascita con ben 3300 parti all’anno e vi insistono ventidue consultori familiari operativi “in rete huh spokes” come scrive il presidente di Fesmed;

Che ciò nonostante a questo comprensorio non viene più assegnata l’Unità operativa complessa di TIN né viene prevista una Unità operativa complessa di Neonatologia;

Che l’Unità operativa complessa di Terapia intensiva neonatale ad Agrigento é attiva dal 2004 ed in questi anni ha operato con efficienza nonostante una cronica carenza di personale;

Che, ove confermate queste previsioni, la Provincia di Agrigento rimarrebbe l’unica provincia sfornita sia di Terapia intensiva neonatale sia di una Unità operativa complessa di Neonatologia;

Tutto ciò premesso il sottoscritto interroga la S.V. per sapere:

– se sono confermate le notizie fornite dalla FESMED attraverso la lettera inviata alle Autorità;
– ove confermate, se non ritenga che si stia consumando un gravissimo torto ai danni dell’utenza della Provincia di Agrigento;
– Se, apprezzate le circostanze, non ritenga di dover recedere da questo insensato proposito che lascerebbe sprovvista un’area così vasta, con ben 3300 partorienti l’anno, di terapia intensiva neonatale.

– Se non ritenga che siano da ripensare le decisioni riguardanti le strutture sanitarie della provincia di Agrigento che risultano, in definitiva, fortemente penalizzate dalle scelte compiute in materia.

 

Tutto è ormai pronto per la seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale, in programma domani, venerdì 6 luglio 2018, alle ore 17,30, presso la sala consiliare del Palazzo di Città, nel corso della quale sarà data vita anche all’ultimo adempimento ancora non eseguito dal Sindaco Giuseppe Galanti, quello relativo al suo giuramento.
Nove, come gà noto, i punti posti all’ordine del giorno della seduta consiliare di domani, la prima di questa nuova legislatura, indetta, così come previsto dalla legge dall’ormai ex commissario straordinario del comune Maria Elena Volpes:
1. Giuramento dei Consiglieri comunali – Nomina degli scrutatori – Presa d’atto avvenuto giuramento e insediamento dei Consiglieri Comunali;
2. Esame di esistenza o meno di ipotesi di ineleggibilità e di incandidabilità – Convalida dei Consiglieri comunali ed eventuale surroga;
3. Esame della sussistenza o meno delle ipotesi di incompatibilità ed eventuale avvio di procedure consequenziali;
4. Giuramento del Sindaco;
5. Elezione del Presidente del Consiglio comunale;
6. Elezione del Vice Presidente del Consiglio Comunale;
7. Elezione del rappresentante del Consiglio comunale nell’Ufficio di Presidenza;
8. Elezione Commissione Elettorale Comunale;
9. Nomina Giunta Municipale. Comunicazioni.

Sarà il piano delle Opere Pubbliche su viabilità provinciale ed edifici scolastici l’argomento della conferenza stampa convocata dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, dr. Girolamo Alberto Di Pisa, per il prossimo martedì 10 luglio alle ore 11.00 nella sala convegni “Silvia Pellegrino” (Via Acrone, 27, Agrigento). Alla conferenza sono stati invitati il Prefetto di Agrigento,, i vertici di Genio Civile e Servizio Sicilia sudoccidentale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, il Commissario della Camera di Commercio, i rappresentanti degli Ordini Professionali, delle Associazioni di Categoria e degli Organi di Stampa.
Una conferenza che, con la presenza dei tecnici del Libero Consorzio, farà il punto delle opere che arrivano dopo anni di notevoli difficoltà finanziarie legate alle vicissitudini e alle incertezze sulle sorti delle ex Province. Un trend negativo invertito da diversi mesi grazie all’impegno e alla professionalità dei tecnici del Libero Consorzio, con l’avvio di un importante percorso amministrativo che, sfruttando tutte le opportunità offerte da UE, Stato e Regione, ha messo a punto un importante piano di Opere Pubbliche per circa 100 milioni di euro per il recupero e il miglioramento delle condizioni della viabilità interna e la sicurezza degli edifici scolastici. Tale programma è stato già interamente finanziato e solo per alcuni progetti si è in attesa dei decreti di finanziamento.
Anche nella transizione gestita dai Commissari Straordinari, dunque, il Libero Consorzio di Agrigento, nonostante i notevoli vincoli operativi, è presente ed attivo sul territorio al servizio della comunità provinciale.

 

Con il Documento economico e finanziario il governo Musumeci avvia un rapporto di negoziato con lo Stato. Domani il Consiglio dei ministri sulla Finanziaria regionale.

Il governo regionale siciliano scommette sul negoziato con lo Stato. Lo ha scritto anche sul Dpef, il documento di programmazione economica e finanziaria. E’ un nuovo corso. La trattativa Stato – Sicilia. E, secondo le intenzioni della giunta Musumeci, sarà un atteggiamento collaborativo ma non passivo. Infatti, nello stesso documento economico e finanziario, tra l’altro, si legge: “La Sicilia ha aperto un proficuo negoziato con lo Stato per l’attuazione dell’autonomia finanziaria attraverso la proposta di nuove norme di attuazione in materia. E’ una collaborazione leale, di serrato confronto e dialogo, senza rivendicazionismo lamentoso, ma anche senza alcun vergognoso ed irresponsabile atteggiamento remissivo”. Già da alcune settimane il governo della Regione ha intensificato i rapporti di collaborazione con Roma. Nel frattempo è maturato il parere negativo del ministero dell’Economia alla stabilizzazione dei circa 2700 ex Pip in Sicilia compresa nella Finanziaria approvata il 30 aprile scorso, e che, dunque, è a rischio impugnativa. E domani, venerdì 6 luglio, è in programma la riunione del Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno l’esame della Finanziaria siciliana. La Regione si è finora affannosamente premurata a fornire al governo giallo-verde i documenti ritenuti utili per salvare il salvabile. E l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, fiutando il pericolo impugnativa, ha precisato che tanta parte delle norme contestate sono state partorite e approvate in Assemblea e non sono state proposte dal governo.

E Armao è ovviamente il promotore del negoziato Palermo – Roma, ed ha già incontrato il capo di gabinetto del ministro all’Economia, Erica Stefani. Nell’ambito del negoziato si navigherà tra le onde e gli scogli della fiscalità di sviluppo, le zone economiche speciali, l’articolo 37 dello Statuto e l’autonomia finanziaria, e poi il nodo della restituzione delle accise sui prodotti petroliferi lavorati in Sicilia con annesso il tema della compartecipazione alla spesa sanitaria. Non è una partita facile, e tanto dipenderà sia dall’atteggiamento del governo di Roma sulla Finanziaria regionale 2018, sia dalla determinazione del governo siciliano a mantenere saldo il timone di navigazione verso gli obiettivi prefissati.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Di Roberto Stagnitto, agrigentino di 34 anni, non si hanno notizie da 5 giorni.

 
A lanciare l’allarme attraverso i social è stato il fratello Luca: “Aiutatemi a ritrovarlo. E’ una persona molto tranquilla, abbiamo anche allertato le forze dell’ordine”.
 “Non abbiamo più sue notizie – scrive il fratello – per qualsiasi segnalazione avvisate le forze dell’ordine. Vogliamo ritrovarlo”. Dalla Prefettura fanno sapere che è stato attivato il piano provinciale di ricerche persone scomparse. 

 

https://m.facebook.com/luca.stagnitto.52/posts/2135179296698650

La prima commissione consiliare composta dal presidente Salvatore Borsellino e dai Consiglieri Teresa Nobile, Marcella Carlisi e Giuseppe Picone deplora lo stato in cui sono stati ridotti in questi anni gli eventi fieristici che si tenevano sul piazzale ex Saiseb, quelli per il Mandorlo in fiore e per San Calogero.
Il numero degli operatori commerciali che partecipa è sempre minore, così come per il mercato settimanale.
Servizi inesistenti su un piazzale dall’ asfalto rovinato e pieno di grandi buche.
In questo momento i fieristi lavorano senza controlli e senza assistenza da parte del Comune. In tutte le altre fiere a cui partecipano ingresso e uscita sono regolate, ad Agrigento invece chiunque, anche senza nessun diritto, entra e esce circolando fra le bancarelle con qualsiasi mezzo.
Niente acqua, probabilmente per evitare docce poco chic, due bagni chimici a servizio dei fieristi e del pubblico, sono pochi e maleattrezzati.
La prima commissione si è interfacciata, per tempo, con assessori e dirigenti per una migliore organizzazione della fiera anche presentando e facendo votare una mozione utile a riguardo.
Invece è stato tutto inutile. La fiera è circondata da cumuli di spazzatura maleodorante e utilizzati come bagni. Nessuna differenziata e isola ecologica chiusa, malgrado le promesse, con disagi per tutta la popolazione.
Ci chiediamo il perché di tutto ciò e lo chiederemo in Consiglio.
I fieristi per occupare le postazioni pagano la TOSAP.
Anche loro come i cittadini agrigentini pagano balzelli per servizi carenti o inesistenti.

Oggi pomeriggio l’Esecutivo Uil provinciale di Agrigento si è riunito e ha trattato uno dei temi caldi che riguardano il territorio: la sanità, con le problematiche in atto sulla rimodulazione della rete ospedaliera, che vedono dai primi passi una serie di cortocircuiti che vanno sanati ab ovo.
L’esecutivo Uil, dopo gli interventi di Acquisto e Danile, ha discusso e ha trovato ampia convergenza di salvaguardare i servizi e le prestazioni sanitarie, sia ospedaliere che del territorio.
Al netto della ridda di voci su tagli, trasformazione di strutture complesse e semplici e di eventuali tagli di posti letto, chiediamo a gran voce, prima di concludere tutti i passaggi governativi e parlamentari, un netto cambio di passo e un confronto con i soggetti che sul territorio hanno contezza della situazione.
Abbiamo deciso di presentare un report sulle criticità a livello provinciale della sanità, dove si evidenzieranno le strutture sanitarie da un punto di vista organizzativo, del personale e dell’assistenza, seguendo i canoni e i dettami dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
E abbiamo deciso di organizzare su questa tematica, che è indispensabile e vitale per i cittadini, un convegno con tutti gli attori in campo: governo, parlamento, associazioni, personale sanitario e amministrativo e le parti sociali che operano sul territorio. Ribadiamo, alla nausea, che la sanità non ha colore politico e deve essere indirizzata al potenziamento ed al miglioramento generale dei servizi per i cittadini di tutta la provincia agrigentina e siamo certi che nessuno può sfuggire al confronto e a correzioni che devono essere conclamate nei fatti.