Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 653)

Si sono conclusi, con la partecipazione di oltre un centinaio di medici, i lavori della Settima Giornata Agrigentina di Gastroenterologia svoltasi all’Hotel della Valle. Il convegno medico, che ha avuto come direttore scientifico il dott. Maurizio Vinti, ha visto gli interventi, fra gli altri, dei medici Socrate Palillo e Giuseppe Giardina, Giuseppe Scarpulla, Salvatore Cammilleri, Mario Traina, Clara Virgilio, Vincenzo Puglisi e Alberto Maringhini, Mario Cottone, Giuseppe Salerno e Renato Cannizzaro. Soddisfatto il direttore scientifico Maurizio Vinti,  per il riscontro che l’evento ha avuto sia in termini di partecipazione che di contenuti affrontati. “Anche quest’anno – ha commentato il dott. Maurizio Vinti – abbiamo lavorato per riuscire a mettere d’accordo il territorio con le sue periferie e quelle che sono le eccellenze in Gastroentorologia a livello locale ma anche nazionale. Il paziente ha ad avere il meglio e ad essere guidato nei centri migliori pe runa più rapida soluzione ai suoi problemi”.

Tantissimi gli argomenti trattati nel corso delle tre sessioni di lavoro, dalle tematiche legate al trattamento long -term della Gerd, ai protettori muconasali nel trattamento della Gerd, e alle manifestazioni extraesofacee della Gerd.

La seconda sessione, è servita per discutere di allergie ed intolleranze alimentari, della dieta nella Ibs e nella malattia diverticolare e del management dell’infezione da Hoelicobacter Pylori mentre nella terza parte si è parlato di quelle che sono le linee guida e la corretta applicazione in gastroentorologia, dell’importanza dello screening per il Ccr e dello screening del Ccr in Sicilia.

Battute finali del processo scaturito dalla maxi operazione Montagna a carico delle 52 persone che hanno scelto la via del rito abbreviato. Questa mattina, nell’aula bunker del carcere Pagliarelli davanti al Gup Marco Gaeta, è stata la volta delle discussioni della parte civile – in tutto 14 costituzioni ammesse – e del collegio difensivo con parola all’avvocato Giovanni Castronovo. Le discussioni della difesa giungono in seguito alla richiesta di condanna – illustrata la scorsa udienza in aula dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo – per oltre sei secoli di carcere. 

 Quattordici in tutto le parti civili ammesse: “Giuseppe e Rosario Amato – G.Rosa Costruzioni; Sicilindustria;Fai;Libera FuturoPalermo; Cgil;  “San Francesco Soc.Coop; Cmc Srl.; Penta Costruzione e servizi”; Comil srl; Matina Geom.Giovanni; Pollara Castrenze srl”; Ri.Cas. Costruzione Srl; Consorzio Stabile Concordia Società Consortile A.rl; Due Esse Group srl; Icam srl; Na.Sa. Costruzione srl; Cogen srl.”

Il collegio delle difese è rappresentato – fra gli altri – dagli avvocati Angela Porcello, Giuseppe Barba, Antonino Gaziano, Giovanni Castronovo, Salvatore Cusumano,Riccardo Pinella,Antonino Mormino, Giovanni Vaccaro,Raffaele Bonsignore, Tanja Castronovo, Salvatore Salvago, Salvatore Virgone, Salvatore Manganello, Alba Nicotra, Giuseppe Sodano e Graziella Vella.

Cinquantadue le persone che siedono sul banco degli imputati: Adolfo Albanese, 61 anni di Petralia Sottana; Giuseppe Blando, 54 anni, di Favara;Vincenzo Cipolla, 56 anni, di San Biagio Platani;Antonio Domenico Cordaro, 53 anni di San Cataldo;Franco D’Ugo, 53 anni di Palazzo Adriano; Giacomo Di Dio, 45 anni, di Capizzi (Me);Santo Di Dio, 50 anni, di Capizzi (Me);Angelo Di Giovanni, 46 anni, di Favara;Stefano Di Maria, 26 anni, di Favara;Vincenzo Dolce, 52 anni, di Como ma residente a Cerda  (Pa);Francesco Maria Antonio Drago, 51 anni di Siculiana;Pasquale Fanara, 60 anni di Favara;Daniele Fragapane, 33 anni di Santa Elisabetta residente in Belgio;Francesco Fragapane, 38 anni di Santa Elisabetta;Salvatore Raffaele Fragapane, 41 anni di Santa Elisabetta;Giovanni Gattuso, 62 anni di Castronovo di Sicilia ;Alessandro Geraci, 32 anni di Petralia Sottana;Angelo Giambrone, 34 anni di Santo Stefano Quisquina;Calogerino Giambrone, 56 anni di Alessandria della Rocca (deceduto due settimane fa in carcere);Francesco Giordano, 50 anni di Niscemi;Salvatore La Greca, 75 anni di Cammarata;Viviana La Mendola, 40 anni di San Giovanni Gemini;Raffaele La Rosa, 60 anni di San Biagio Platani;Roberto Lampasona, 41 anni di Santa Elisabetta; Antonio Licata, 27 anni di Favara;Calogero Limblici, 61 anni di Favara;Domenico Lombardo, 26 anni di Favara;Calogero Maglio, 51 anni di Favara;Vincenzo Mangiapane, 64 anni di San Giovanni Gemini;Vincenzo Mangiapane, 63 anni di San Giovanni Gemini;Vincenzo Mangiapane, 47 anni di Cammarata;Domenico Maniscalco, 53 anni di Sciacca;Antonio Giovanni Maranto, 54 anni di Polizzi Generosa;Pietro Paolo Masaracchia, 68 anni di Palazzo Adriano;Salvatore Montalbano, 26 anni di Favara;Giuseppe Nugara, 53 anni di San Biagio Platani;Salvatore Pellettieri, 26 anni di Chiusa Sclafani;Vincenzo Pellitteri, 66 anni di Chiusa Sclafani;Calogero Principato, 27 anni di Favara;Luigi Pullara, 54 anni di Favara;Salvatore Puma, 41 anni di Racalmuto;Calogero Quaranta, 26 anni di Favara;Giuseppe Quaranta, 50 anni di Favara;Pietro Stefano Reina, 68 anni di San Giovani Gemini;Santo Sabella, 53 anni di San Biagio Platani;Giuseppe Scavetto, 50 anni di Casteltermini;Antonio Scorsone, 53 anni di Favara;Calogero Sedita, 35 anni di Alessandria della Rocca;Giuseppe Luciano Spoto, 80 anni di Bivona;Massimo Spoto, 40 anni di Bivona;Vincenzo Spoto, 42 anni di Bivona;Nazarena Traina, 48 anni di San Giovanni Gemini;Gerlando Valenti, 46 anni di Favara;Stefano Valenti, 52 anni di Favara;Vincenzo Valenti, 24 anni di Favara;Giuseppe Vella, 38 anni di Favara;Salvatore Vitello, 43 anni di Favara;Antonino Vizzì, 63 anni di Raffadali.

 

Assemblea sindacale degli agenti della Polizia Locale di Agrigento che, ormai da tempo, denunciano il mancato saldo degli arretrati oltre che una situazione davvero difficile con carenza del personale, che complica lo svolgimento di alcune attività, e la mancata fornitura dei vestiti e delle divise. 

Per questo motivo domani mattina a partire dalle 10 – davanti il Comando della Polizia Locale a Villaseta – si riuniranno gli agenti in assemblea sindacale. Lo stato di agitazione c’è ed esiste già da tempo ma adesso non si esclude anche la possibilità  di poter indire uno sciopero in aperto contrasto con l’amministrazione comunale. 

 

Indagini in corso da parte dei carabinieri della Tenenza di Favara circa il misterioso rogo di due automobili avvenuto ieri sera in via Aldo Moro.

Le fiamme hanno avvolto la parte interiori di una Renault Clio parcheggiata da diverse ore lungo la carreggiata. Ad accorgersi del rogo i residenti della zona che hanno chiamato carabinieri e Vigili del Fuoco. 

 A poca distanza, però, un’altra auto ha preso fuoco probabilmente lambita dalle fiamme del vicino incendio. A bruciare una Ford Focus.

Al momento non è chiara la natura dell’incendio. Indagano i carabinieri. 

 

Visibilmente ubriaco crea scompiglio in via Gioeni, nel pieno centro di Agrigento. E’ accaduto sabato pomeriggio quando un uomo, in preda all’effetto dell’alcool, ha cominciato a inveire contro chiunque si trovasse “a tiro”.

Una situazione complicata che ha creato non pochi disagi ai residenti della popolosa via. Dopo gli insulti, l’uomo avrebbe anche cominciato a dare calci e pugni alle automobili parcheggiate lungo la carreggiata.

Immediata la chiamata al centralino della Polizia di Stato. In breve tempo sul posto sono giunti i poliziotti della sezione Volanti che hanno avviato le ricerche per individuare il soggetto. Di quest’ultimo nessuna traccia.

 

Andava troppo veloce con la propria auto e gli agenti del Commissariato di Polizia di Canicattì, l’hanno fermata dopo un breve inseguimento.

Una ragazza di 20 anni, originaria di Caltanissetta, è finita nei guai a seguito dei controlli effettuati dagli agenti che l’hanno bloccata, insospettiti dal fatto che la stessa viaggiasse troppo forte.

La giovane è stata trovata completamente ubriaca ed è stata, per questo, ricoverata presso l’ospedale Barone Lombardo dove la ventenne ha smaltito la sbornia.

Per leì è scattata una denuncia a piede libero, alla Procura, con l’accusa di guida in stato di ebbrezza, oltre una pensate sanzione amministrativa.

 

E’ stato un sabato pomeriggio di alta tensione a Villaseta, popoloso quartiere di Agrigento. Soltanto la prontezza di un poliziotti penitenziario fuori dal servizio prima, e degli agenti della sezione Volanti poi, a scongiurare il peggio. 

La vicenda nasce dalla morte di un’anziana residente in una delle case popolari, in via Concordia, proprio vicino al Comando della Polizia Locale. Al decesso della signora un’altra famiglia, evidentemente in situazione di degenza, ha deciso di occupare l’abitazione autodenunciandosi con una chiamata alla polizia dicendo di aver trovato la porta aperta. 

Questo escamotage, infatti, permette di rallentare l’iter dell’abbandono coatto dell’appartamento. 

Poco dopo, però, davanti la porta dell’abitazione si è presentato il figlio della donna deceduta, un 63enne di Agrigento, con una pistola legalmente detenuta, intimando alla famiglia che aveva occupato abusivamente l’alloggio di andarsene. Solamente l’intervento di un agente di polizia penitenziaria fuori dal servizio ha scongiurato il peggio con il concomitante intervento delle Volanti.

I cinque componenti della famiglia sono stati denunciati per violazione di domicilio; il 63enne, invece, per minacce aggravata

 

I carabinieri di Mazara del Vallo hanno arrestato con l’accusa di violenza aggravata a pubblico ufficiale, Francesco Clemense, 50 anni, che ha ferito un militare intervenuto per sedare una rissa.

La vicenda scaturisce da reiterate liti con il vicinato per futili motivi. Dopo l’ ennesimo diverbio tra i due nuclei familiari coinvolti una donna, rimasta ferita a seguito delle percosse subite, avvisava il 112. Durante l’intervento dei carabinieri, Francesco Clemense, in evidente stato di agitazione, colpiva con una spranga in ferro uno dei militari, che fortunatamente riusciva a sviare il colpo con l’avambraccio rimanendo ferito e dovendo ricorrere alle cure dei sanitari.

L’aggressore, bloccato e disarmato, al termine degli accertamenti è stato tradotto agli arresti domiciliari; l’operato dei carabinieri è stato convalidato dal Giudice del Tribunale di Marsala.

 

Nella notte si è verificata una rissa in un noto locale di San Leone. Il tutto è avvenuto intorno le 2,30 e a scatenare la lite sarà stato, molto probabilmente, un eccesso di alcol. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile che stanno effettuando le indagini e un’ambulanza del 118 che ha immediatamente trasportato al San Giovanni di Dio di Agrigento, uno dei buttafuori che è stato ferito con una coltellata. 

L’uomo ha subìto un intervento chirurgico al fegato urgente nella notte. La prognosi rimane riservata.  

 

Una pagina triste e tragica della storia italiana che oggi molti Comuni d’Italia, tra cui Catania, commemorano con particolari iniziative, manifestazioni ed eventi per onorare la crudele morte, di più di trecentomila italiani che, durante la seconda guerra mondiale e a fine guerra, furono torturati ed uccisi dai partigiani di Tito e poi buttati nelle foibe, caverne verticali o pozzi tipici delle regione carsica usate come discariche.

A Catania , l’Assessorato alla cultura, ha dato vita ad un’iniziativa particolare il c.d. “Autobooks Librincircolo“ un autobus, al cui interno ospiterà il “Comitato Dieci Febbraio” e carico di libri sulle foibe che verranno donati alla libreria.

Questa mattina, Domenica 10 Febbraio, l’Autobooks Librincircolo sosterà dalle 10.00 alle 12.30 in piazza Università, proporrà “Storie e testimonianze dei sopravvissuti” con letture a cura della Fita (Federazione italiana teatro amatori). Il Coro e l’Orchestra Musicainsieme a Librino, diretti da Alessandra Toscano, offriranno momenti musicali con la partecipazione del violinista Simone Molino.”

Alle ore 18.00, il Sindaco Salvo Pogliese parteciperà a una breve commemorazione in ricordo delle vittime delle foibe. Così il Sindaco: “Celebrare la giornata del Ricordo  significa rivivere una grande tragedia italiana, di cui rimasero vittima migliaia di nostri connazionali solo perchè italiani. Una nefasta pagina, nazionale ed europea del secondo dopoguerra, fatta di persecuzioni e violenza per tanti, troppi anni, relegata nell’oblio della storia che va restituita alla memoria collettiva del nostro Paese.”

Ieri, il duro e lungo discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla tragedia delle Foibe davanti agli esuli istriani, fiumani e dalmati, alla presenza dei presidenti della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte Costituzionale, di ministri e parlamentari che riportiamo integralmente.

” Celebrare la giornata del ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana vissuta allo snodo del passaggio tra la II guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda. Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente. Mentre, infatti, sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell’oppressione e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenza attendeva gli Italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave”.

“Non si trattò, come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare , di una ritorsione contro i torti del fascismo, o da parte di chi non conosce la storia, di aver occupato l’Istria: gli italiani erano da sempre residenti li. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Impiegati, sacerdoti, insegnanti, militari, partigiani, “persino militanti comunisti”, furono gettati vivi o morti nelle Foibe ed eliminati nei campi di detenzione in quanto “ostacolo” al disegno di conquista territoriale e di egemonia del comunismo titoista, verso il quale gli Alleati mostravano “condiscendenza”, al punto che l’Occidente finì per guardare con un certo favore al regime del maresciallo Tito, calando, sugli orrori commessi contro gli italiani,  una “ingiustificabile cortina di silenzio”, e agli esuli fu precluso anche il conforto della memoria.”

“Solo dopo la caduta del muro di Berlino, il più vistoso, ma purtroppo non l’unico simbolo della divisione europea,  una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all’identità della nazione.”