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La prima commissione consiliare composta dal presidente Salvatore Borsellino e dai Consiglieri Teresa Nobile, Marcella Carlisi e Giuseppe Picone deplora lo stato in cui sono stati ridotti in questi anni gli eventi fieristici che si tenevano sul piazzale ex Saiseb, quelli per il Mandorlo in fiore e per San Calogero.
Il numero degli operatori commerciali che partecipa è sempre minore, così come per il mercato settimanale.
Servizi inesistenti su un piazzale dall’ asfalto rovinato e pieno di grandi buche.
In questo momento i fieristi lavorano senza controlli e senza assistenza da parte del Comune. In tutte le altre fiere a cui partecipano ingresso e uscita sono regolate, ad Agrigento invece chiunque, anche senza nessun diritto, entra e esce circolando fra le bancarelle con qualsiasi mezzo.
Niente acqua, probabilmente per evitare docce poco chic, due bagni chimici a servizio dei fieristi e del pubblico, sono pochi e maleattrezzati.
La prima commissione si è interfacciata, per tempo, con assessori e dirigenti per una migliore organizzazione della fiera anche presentando e facendo votare una mozione utile a riguardo.
Invece è stato tutto inutile. La fiera è circondata da cumuli di spazzatura maleodorante e utilizzati come bagni. Nessuna differenziata e isola ecologica chiusa, malgrado le promesse, con disagi per tutta la popolazione.
Ci chiediamo il perché di tutto ciò e lo chiederemo in Consiglio.
I fieristi per occupare le postazioni pagano la TOSAP.
Anche loro come i cittadini agrigentini pagano balzelli per servizi carenti o inesistenti.

Oggi pomeriggio l’Esecutivo Uil provinciale di Agrigento si è riunito e ha trattato uno dei temi caldi che riguardano il territorio: la sanità, con le problematiche in atto sulla rimodulazione della rete ospedaliera, che vedono dai primi passi una serie di cortocircuiti che vanno sanati ab ovo.
L’esecutivo Uil, dopo gli interventi di Acquisto e Danile, ha discusso e ha trovato ampia convergenza di salvaguardare i servizi e le prestazioni sanitarie, sia ospedaliere che del territorio.
Al netto della ridda di voci su tagli, trasformazione di strutture complesse e semplici e di eventuali tagli di posti letto, chiediamo a gran voce, prima di concludere tutti i passaggi governativi e parlamentari, un netto cambio di passo e un confronto con i soggetti che sul territorio hanno contezza della situazione.
Abbiamo deciso di presentare un report sulle criticità a livello provinciale della sanità, dove si evidenzieranno le strutture sanitarie da un punto di vista organizzativo, del personale e dell’assistenza, seguendo i canoni e i dettami dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
E abbiamo deciso di organizzare su questa tematica, che è indispensabile e vitale per i cittadini, un convegno con tutti gli attori in campo: governo, parlamento, associazioni, personale sanitario e amministrativo e le parti sociali che operano sul territorio. Ribadiamo, alla nausea, che la sanità non ha colore politico e deve essere indirizzata al potenziamento ed al miglioramento generale dei servizi per i cittadini di tutta la provincia agrigentina e siamo certi che nessuno può sfuggire al confronto e a correzioni che devono essere conclamate nei fatti.

“Nella giornata di ieri, 3 luglio il comitato per Salute di Sciacca ha chiesto un’audizione alla commissione Salute dell’Ars per affrontare le problematiche relative all’ospedale Giovanni Paolo II. Avevo comunicato che, orientativamente, l’audizione si sarebbe potuta svolgere martedì 10 luglio. Le convocazioni delle commissioni vengono ufficializzate venerdì, per le audizioni del martedì e il lunedì per le audizioni del mercoledì. Questa seduta in ogni caso sarà rinviata al 17 luglio proprio perché, martedì prossimo, non potrà essere presente, per impegni già presi, l’onorevole Matteo Mangiacavallo”. Lo precisa in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, replicando al senatore Rino Marinello, componente della Commissione Sanità del Senato. 

La Cassazione, accogliendo il ricorso del difensore, l’avvocato Angelo Nicotra, ha annullato l’ordinanza cautelare ai domiciliari, già confermata dal Tribunale del Riesame, emessa a carico di Antonio Licata, inteso “Sandro”, 26 anni, di Favara, nell’ambito dell’inchiesta “Montagna”, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga aggravata dal favoreggiamento alla mafia. La Cassazione ha disposto il rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame con riferimento all’aggravante di favoreggiamento alla mafia e alle esigenze cautelari.

La Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Antonino Mormino, e ha confermato l’ordinanza cautelare in carcere a carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, emessa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”. Sabella è indagato di concorso esterno in associazione mafiosa allorchè avrebbe stretto accordi con il presunto capomafia di San Biagio, Giuseppe Nugara, al quale avrebbe assicurato posti di lavoro e piccoli appalti, a favore di persone e imprese a lui vicine, in cambio di un sostegno elettorale in occasione delle elezioni amministrative del 2014. La difesa ha opposto che non vi è stato alcun patto fra Sabella e Nugara e che tra i due vi sarebbero stati “normali rapporti all’interno di un piccolo paese dove ci si conosce tutti”.

Ad Agrigento, nel carcere “Pasquale Di Lorenzo”, un detenuto italiano di 30 anni, imputato di omicidio, ha appiccato il fuoco al materasso della sua cella. Così rende noto il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, Sappe, che afferma: “È stata una protesta che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Quattro agenti della polizia penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’. Rilanciamo l’allarme sulla recrudescenza di eventi critici e violenti nelle carceri del Paese, e rivendichiamo maggiori sistemi di sicurezza e dotazioni organiche di personale adeguate”.

La fallimentare riforma delle Province in Sicilia produce ancora effetti deleteri se non disastrosi. Infatti, lo scorso 30 giugno è scaduto il mandato dei sei commissari di altrettante Province nominati dal presidente della Regione Nello Musumeci lo scorso 30 gennaio. Ebbene, quattro giorni dopo la scadenza, alle stesse sei Province non è stato ancora notificato alcun decreto di proroga degli attuali commissari o nuove nomine. L’Assemblea Regionale lo scorso aprile ha approvato il disegno di legge che fissa in una data compresa nel periodo tra il 15 ottobre e il 15 dicembre di quest’anno la data delle elezioni per il nuovo presidente e i consiglieri provinciali. Il rinvio è stato deciso dalla opportunità di attendere la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’elezione diretta per Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane. Appena ieri la Corte Costituzionale ha discusso il ricorso presentato dalla Regione siciliana contro l’impugnativa del governo nazionale sull’elezione diretta degli organi.

Al consiglio comunale di Agrigento, la consigliere Giorgia Iacolino è stata eletta presidente della commissione consiliare Sanità. In proposito interviene il consigliere comunale di Agrigento, Salvatore Falzone, che afferma: “L’elezione di Giorgia Iacolino a presidente della Commissione Sanità premia la sobrietà e l’equilibrio mostrata da un giovane consigliere, medico nella vita professionale, nel proprio mandato politico. Ed è al tempo stesso il segnale di una inversione di tendenza che offre il Comune di Agrigento ai giovani che intendono seguire la strada dell’impegno politico a beneficio della propria comunità. Auguro alla neo-eletta presidente Giorgia Iacolino le migliori fortune ed un proficuo lavoro nell’interesse dei nostri concittadini”. E la stessa Giorgia Iacolino dichiara: “Ringrazio i colleghi che hanno riposto in me fiducia per un buon lavoro nell’interesse della città. Prima tappa: difendere l’Ospedale di Agrigento!”.

 

NON APRITE QUELLA BUSTA!
Potrebbe sembrare il titolo di un film e invece è la situazione paradossale di stallo che si registra ad Agrigento in ordine al nuovo affidamento del servizio di igiene urbana, nonostante il relativo bando di gara abbia fatto registrare la partecipazione di un unico concorrente, lo stesso che sta gestendo il servizio regolato dal contratto che va in scadenza il prossimo 20 luglio.

Dichiarazione di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia:

“Siamo letteralmente esterrefatti di fronte all’immobilismo della SRR Agrigento Est e dell’U.R.E.G.A. che, a due settimane dalla scadenza del contratto che attualmente regola il servizio di igiene urbana nella città di Agrigento, continuano a tenere in caldo, o forse sarebbe meglio dire, a congelare i tempi per l’apertura della busta contenente l’unica offerta presentata entro il previsto termine del 15 maggio scorso. Il fatto è ancora più sorprendente se si considera che il 25 maggio scorso, durante i lavori del primo Ecoforum provinciale su rifiuti ed economia circolare organizzato ad Agrigento dalla nostra associazione il presidente pro tempore della SRR, Enrico Vella, aveva dichiarato pubblicamente che, proprio in considerazione della partecipazione di un solo concorrente, il nuovo affidamento si sarebbe perfezionato nei tempi previsti, se non addirittura in anticipo, ed il servizio non avrebbe quindi conosciuto soluzione di continuità ma semplicemente la chiusura del contratto d’appalto in essere e l’avvio del nuovo. Ad oggi, invece, tutto tace e questo silenzio solleva molti dubbi sulla reale intenzione di dare corso ad un contratto che sappiamo contenere condizioni e clausole molto più stringenti per la ditta aggiudicataria ed economicamente e funzionalmente più efficienti, efficaci e convenienti per il Comune e quindi per i cittadini agrigentini. Come Legambiente non intendiamo abbassare la guardia su questa vicenda che è per noi di centrale importanza per portare a soluzione tutta una serie di problemi, alcuni fisiologicamente conseguenti all’avvio del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti, altri palesemente discendenti dalle modalità fin troppo approssimative con le quali la maggior parte del personale addetto svolge il lavoro assegnato”.

 

 

 

Il 10 luglio 1943 le truppe dalla VII Armata Americana, al comando del Generale George Patton sbarcavano a Licata dando il via alla “Operazione Husky” che condusse alla progressiva liberazione della Sicilia e poi a quella dell’intero Paese.
Nel 75.mo anniversario di quegli avvenimenti, il settore Beni Culturali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ex “Provincia Regionale”, in collaborazione con il Comune di Agrigento, ha allestito nei locali del chiosco del Piazzale Aldo Moro, in cui è ubicato il punto informativo dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, una mostra in cui sono esposte una cinquantina di foto d’epoca, in bianco e nero, realizzate dai reporter al seguito della Us Army.
Le foto che fanno parte del patrimonio documentale e storico dell’Ente, immortalano le truppe americane durante le operazioni di sbarco a Licata, di liberazione e bonifica dell’intero territorio agrigentino.
Tra gli scatti d’epoca è possibile ammirare, tra l’altro, i marines che sfilano ad Agrigento al Viale della Vittoria devastato dai bombardamenti, l’ex Caserma Crispi di Agrigento divorata dalle fiamme, il saccheggio della caserma di Agrigento.
Inoltre alcuni scatti immortalano i carri armati, i mezzi anfibi e le truppe americane che sfilano a Licata, Sciacca, Naro, Canicattì e Porto Empedocle accolti dalla popolazione.
L’evento espositivo è visionabile durante l’intera giornata, in quanto è stata allestita dietro le vetrine del chiosco in modo da consentire sia ai cittadini che ai visitatori italiani e stranieri una piena fruibilità dell’evento.
La mostra resterà allestita per una settima.