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Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato in carcere i fratelli Mario e Fabrizio Rizzo, di 30 e 35 anni, di Favara. I due durante il giorno sono entrati furtivamente in un’abitazione al Villaggio Mosè, e, dopo avere rovistato dappertutto, hanno rubato una cassetta contenente dei gioielli per un valore di circa 10 mila euro. I fratelli Rizzo sono stati sorpresi in flagranza di reato dai Carabinieri, hanno tentato la fuga in automobile ma sono stati inseguiti e bloccati. Risponderanno di furto in abitazione, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria.

“Domani, con il sindaco di Lampedusa, incontrerò il ministero dell’Interno chiediamo un atto di fermezza nei confronti dell’Europa, basta chiacchiere, basta con queste telenovela”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo nel pomeriggio a ‘Tagadà’ su La7 a proposito dell’emergenza migranti a Lampedusa

“Il presidente del Parlamento europeo – ha proseguito Musumeci – è italiano e conosce meglio di chiunque altro la nostra realtà.
Punti i piedi il governo italiano e dica a Bruxelles definitivamente: si decida se si intende lasciare la Sicilia come se appartenesse all’Africa, all’Asia o al Medioriente o se si ritiene, come è, che sia la porta d’Europa e come tale deve essere dotata di tutte le iniziative necessarie perché chi entra in Europa possa farlo con le regole. Lo sbarco sulle coste siciliane è l’ultimo anello della catena, prima dello sbarco c’è il viaggio, prima del viaggio c’è l’imbarcazione, prima dell’imbarcazione c’è la vigilanza sulle coste dei paesi nordafricani, prima ancora ci sono i campi dove vengono concentrati questi uomini, donne e bambini colpiti dal destino e sui quali si continua a far fare commercio ad alcuni delinquenti spregiudicati, ai trafficanti”. Poi Musumeci ha mandato un messaggio al governo Draghi: “Il governo italiano non può fare più di quello che a parole ha fatto, fino a quando non batte i pugni sul tavolo in sede europea continuerà a essere snobbato.
Qui il cinismo dell’Europa diventa complice dei mercanti della carne umana, che non si riescono a neutralizzare”

Due nuove zone rosse in Sicilia e proroga per altre sette. Restrizioni dal 14 e fino al 26 maggio decise per i Comuni di Gagliano Castelferrato, nell’ennese, e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento. A disporlo è l’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, sentite le amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp che registrano un aumento dei positivi. Proroga fino al 19 maggio delle zone rosse per i Comuni di Tortorici e Nizza di Sicilia, nel messinese, Santa Cristina di Gela e San Cipirello (in provincia di Palermo), Ravanusa (provincia di Agrigento), Mineo (provincia di Catania) e Gela, nel nisseno. Dal 14 al 19 maggio vigeranno le restrizioni nei centri di Caltavuturo e Polizzi Generosa, nel palermitano, quale reiterazione della precedente ordinanza che ha interessato i comuni della Città metropolitana di Palermo.

Si è spento Alfonso Zambuto di Agrigento, perito industriale, capotecnico a riposo. Ha lavorato in Germania dove ha studiato e si è formato e poi, tornato in Sicilia, ha prestato servizio, sino alla pensione, presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Agrigento. Studioso appassionato alla filologia e alla Lingua Siciliana, lascia tantissimi documenti contenenti i suoi lavori e le sue ricerche fatte come atto d’amore per le future generazioni.

A riguardo il V. Presidente Regionale dell’AICS, P. Giuseppe Petix, che a causa delle limitazioni covid non potrà essere presente alle esequie, è intervenuto:

“Sono veramente e profondamente addolorato per la perdita del Cavaliere Zambuto. So di perdere una colonna dalla resistenza e forza di volontà titanica.

Agrigento perde un suo figlio nobile, cittadino modello e integerrimo. Studioso della Cultura Siciliana. Co-fondatore dell’Accademia della Lingua Siciliana. Uomo pieno di ideali, dallo sconfinato amore verso la società civile per la quale è stato irriducibile sprono, specialmente per i giovani, affinché potesse rinascere un’economia basata sull’agricoltura e sul turismo avulsa dal favoritismo politico, in contrasto allo status di disagio socio-morale ed economico nel quale versa la nostra Sicilia.

Io perdo un amico, un confidente, un compagno di mille imprese, un fratello di pensiero e di azione, con il quale ho condiviso gli ideali dell’etica, della morale cristiana, della civiltà, della meritocrazia, dell’attivismo civico e del protagonismo sociale. Assieme abbiamo percorso chilometri e chilometri in giro per la varie scuole dell’isola per testimoniare l’importanza della Lingua e della Cultura Siciliana ai giovani studenti.

Uomo dalla grande modestia e riservatezza che più volte è rifuggito dagli elogi e dagli onori per i suoi meriti.

Oggi raccolgo la sua eredità morale e sento il peso della responsabilità di quell’atto di fiducia che da lui ho ricevuto anni fa: ha puntato molto su di me come esecutore materiale di molti di quei sogni culturali che facevano parte di una più larga “visione” della Sicilia del futuro.

Con la morte nel cuore mi sento di onorare la promessa fatta, in tempi non sospetti, di realizzare i nobili propositi che condividevamo, unitamente all’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio e ai confratelli, nell’arco della mia esistenza umana.

Mi stringo attorno ai Fratelli che oggi perdono un Decano e un precettore avveduto e paziente, punto di riferimento di molti. Gli stessi con i quali con un’energia e un’ispirazione nuova porteremo avanti gli impegni presi sino al compimento della nostra opera nella ricerca della verità e della luce.

Anche se la morte spezza la vita da un punto di vista fisico, essa non spezza l’inossidabile catena della Fraternità della quale a suo tempo ci siamo cinti. Ciò che in vita ha fatto il Cav. e mobile Fratello Alfonso Zambuto non muore con la persona ma resta imperituro a testimoniare l’esempio di percorso retto, giusto e perfetto del padre e marito esemplare e del fratello avveduto e devoto.

L’Ordine offrirà ogni anno a Maggio, nel giorno del suo congiungimento al Padre Celeste, messe in suffragio e preghiere di commemorazione.

Stringo al mio cuore, spiritualmente la sua famiglia.

 

 

 607 i nuovi positivi al Covid19 su 26.316 tamponi processati, con una incidenza del 2,3%, in calo rispetto a ieri, quando la percentuale di attestava al 3,3%.
La Sicilia è sesta per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 22 e portano il totale a 5.614. Il numero degli attuali positivi è di 20.035 con un decremento di di 2.127 casi. I guariti oggi sono 2.712. Negli ospedali i ricoverati sono 1.044, 48 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 125, otto in più rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo con 75, Catania 247, Messina 70, Siracusa 56, Trapani 22, Ragusa 23, Caltanissetta 46, Agrigento 43, Enna 25.

Anche in tempo di pandemia, si rinnova il tradizionale appuntamento con il programma socio-sanitario di Benessere Uomo che prevede, fra le altre iniziative, una sessione di chirurgia andrologica con impianto di protesi peniene tricomponenti per impotenza erettile.

Venerdi 14 maggio, presso il Blocco Operatorio del nosocomio “San Giovanni di Dio”, i chirurghi urologi, professor Michele Ruoppolo, Direttore della Unità Operativa di Urologia ed Andrologia, e il professor Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma, sottoporranno tre pazienti affetti da grave disfunzione erettile su base organica, all’intervento di impianto protesico.

La collaborazione fra i due chirurghi urologi ha già consentito, negli ultimi 2 anni, di guarire definitivamente oltre 30 pazienti che sono stati restituiti ad una normale attività sessuale e ad una vita di coppia pienamente soddisfacente. Con questi numeri e con la piena soddisfazione dei pazienti, il centro di andrologia di Agrigento, grazie anche al decisivo impulso fornito dalla Direzione generale e Sanitaria dell’Azienda sanitaria provinciale, si pone pertanto come eccellenza di primo piano nella realtà sanitaria siciliana.

Salgono a cinque le isole Covid free nelle Eolie. Dopo Salina, Alicudi, Filicudi, Panarea oggi tocca a Stromboli.

La vaccinazione con l’equipe medica giunta in aliscafo avviene nei locali della guardia medica. Circa 200 gli isolani, ma anche i lavoratori stagionali ed i residenti interessati. Subito dopo si proseguirà con Ginostra, il minuscolo borgo di Stromboli raggiungibile solo via mare, e Vulcano.

Da venerdì invece inizieranno le vaccinazioni a Lipari nel nuovo hub vaccinale allestito presso il palacongressi. Tutti coloro che si sono già registrati sul sito del Comune saranno contattati, secondo l’ordine di prenotazione, per fissare data e orario.
“E’ possibile effettuare la prenotazione per tutti i cittadini residenti a partire dai 18 anni di età – precisa il sindaco Marco Giorgianni – per tutti coloro che sono domiciliati a partire dai 18 anni di età e per tutti i proprietari di casa sul nostro territorio insieme ai componenti maggiorenni del proprio nucleo familiare. E’ possibile fare il vaccino anche senza prenotazione, contattando direttamente i medici di famiglia di ciascuna isola che sono stati incaricati dall’Asp”.

Il deputato regionale e vice presidente della Commissione Attività produttive del Partito Democratico, Michele Catanzaro, annuncia la propria partecipazione alla marcia su Palermo organizzata dal sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, “per protestare – spiega Catanzaro – contro il colpevole ritardo della Regione Siciliana nel rilancio del complesso termale di Sciacca”. E aggiunge: “L’incontro dei giorni scorsi a Roma con i vertici Inail, e un successivo colloquio con l’Assessore Armao, ci hanno confermato che sulle Terme di Sciacca c’è ancora una situazione di stallo e confusione che non è più accettabile. Ecco perchè ritengo sia pienamente legittimo adottare iniziative forti e clamorose, nel solco di quanto io stesso sostenevo alcuni anni fa quando il governo Musumeci si insediava. Ero pronto a mettere le tende davanti la sede del governo regionale per sollecitare un intervento urgente che permettesse alla città di riappropriarsi dello straordinario patrimonio termale, ma con atteggiamento democratico e per rispetto istituzionale ho voluto attendere. Oggi non è più il tempo dell’attesa ma dell’azione, a difesa della comunità saccense e del futuro delle nuove generazioni. Invito pertanto tutti, colleghi parlamentari, associazioni e comitati compresi, a partecipare a questo momento di forte protesta democratica”.

Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, l’agrigentino Giovanni Di Caro, ha presentato un’interrogazione al presidente Musumeci e agli assessori alla Salute e alle Politiche sociali perché, da tre mesi, un disabile di Favara è senza assistenza dello psicologo a domicilio per sei ore al giorno, e senza poter godere dei benefici del progetto di vita individuale predisposto per lui ai sensi della legge 328 del 2000 perché mai attivato, nonostante l’approvazione dopo un ricorso al Tar. Di Caro commenta: “Ciò è intollerabile ed inumano, perché un diritto negato ad un disabile è un diritto negato a tutti i disabili. Pretendiamo spiegazioni. Sollecitiamo verifiche ispettive negli enti preposti”.