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Sui finanziamenti ai privati, in materia di rifacimento dei prospetti in Centro Storico, l’assessore comunale all’Urbanistica, Elisa Virone dichiara:  “Come è stato già  rappresentato, il Comune di Agrigento partecipa al programma di riqualificazione con finanziamenti regionali a favore dei privati per il recupero e restauro delle facciate nel centro storico. Si informano quindi i soggetti ammessi a finanziamento, che l’Amministrazione Comunale dovrà rendicontare all’Assessorato Regionale, erogatore del finanziamento entro il 31 dicembre 2018, pertanto è indispensabile che gli interventi edilizi inseriti nel programma vengano conclusi entro una data che consenta di  rispettare tale scadenza. A questo proposito si invitano le ditte interessate, a presentare la richiesta del titolo edilizio, nella quale dovrà essere indicata la voce “partecipazione al programma di riqualificazione del centro storico di Agrigento ai sensi della legge Regionale 34/85” entro il  20 giugno 2018″ .

Nel Canale di Sicilia la Guardia di Finanza ha intercettato un carico di 10 tonnellate di hashish. Arrestati i nove componenti dell’equipaggio.

Ecco, a bordo del peschereccio, ciò che è stato scoperto e sequestrato. La droga è circondata dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo agli ordini del colonnello Francesco Mazzotta. Dentro le scatole sono state nascoste 10 tonnellate di hashish. Nel Canale di Sicilia non viaggiano solo i migranti ma navigano anche i carichi di stupefacenti lungo ciò che investigatori e magistrati definiscono “l’autostrada della droga”. A lavoro vi sarebbe una organizzazione con base in Libia, e che importerebbe hashish dal Marocco. Sarebbe la stessa associazione a delinquere che gestisce anche il traffico dei migranti, assicurandosi due preziose fonti di reddito. La Guardia di Finanza ormai da tempo segue tale rotta inseguendo i narco-trafficanti dall’Africa. Il peschereccio intercettato dai Finanzieri batte bandiera olandese, ed è stato battezzato “Quest”, che significa “ricerca”. E’ stato monitorato per oltre 40 ore , e poi abbordato a 130 miglia dalla Sicilia sud-orientale. Poi, le motovedette del Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Messina lo hanno costretto a orientare il timone verso il porto di Catania. E appena dopo l’approdo, i nove trafficanti sono stati arrestati. L’equipaggio è internazionale, un arcobaleno di provenienze, nel solco dell’integrazione tra i popoli, almeno quando si tratta di associazioni criminali. Il comandante è originario della Romania, poi tre sono di Malta, due egiziani, un olandese, un croato e anche un italiano, un ex agente della Polizia penitenziaria che è stato espulso dal corpo penitenziario perché indagato per rapina. Le indagini sono in corso ad opera della Procura di Catania. Il peschereccio stupefacente sarebbe partito dall’isola di Malta diretto nello stretto di Gibilterra, ossia all’incrocio tra il mare Mediterraneo e l’oceano Atlantico, tra l’Europa e l’Africa. E nel golfo di Oran, poco a largo dell’Algeria, sarebbe stata caricata la droga. Negli ultimi anni, i Finanzieri hanno intercettato e bloccato a largo di Pantelleria sette carichi di droga, sequestrando complessivamente 120 tonnellate di hashish, per un valore di mercato da svenimento, 1 miliardo e 200 milioni di euro.

Angelo Ruoppolo  (Teleacras)

Il magistrato Silvana Saguto

Finora non sono stata presente per motivi di salute e me ne scuso, mi difenderò in questa sede con tutti gli strumenti che la legge mi riconosce anche facendo dichiarazioni spontanee tutte le volte che lo riterrò”. Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure si prevenzione del tribunale di Palermo sotto processo per corruzione, abuso d’ufficio e concussione, ha preso brevemente la parola nel corso dell’udienza di oggi davanti al tribunale di Caltanissetta.
    Fino ad ora non aveva mai partecipato al processo a suo carico. Davanti ai giudici si discute della cattiva gestione dell’assegnazione degli incarichi di amministratori giudiziario dati, secondo l’accusa, solo a persone del cerchio magico del magistrato. Imputati, tra gli altri, anche alcuni familiari del giudice, ex amministratori giudiziari, l’ex prefetto di Palermo e un collega della sezione della Saguto. Il magistrato è stato destituito dal Csm.

Oltre 10 tonnellate di hashish e l’ex peschereccio oceanico ‘Quest’ battente bandiera Paesi Bassi che le trasportava sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Catania. Durante l’operazione le Fiamme gialle hanno anche arrestato i 9 componenti l’equipaggio della nave. I provvedimenti sono stati convalidati ieri dal Gip. L’operazione, coordinata dalla Dda della Procura etnea, è stata eseguita da militari del Gruppo Aeronavale di Messina e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo, con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e il costante del Comando Provinciale e della Sezione Operativa Navale di Catania. L’indagine rientra nell’ambito dell’attività “Libeccio International”, con la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga del Viminale che ha raccordo informativo e di attivazione della cooperazione internazionale. La nave, monitorata per oltre 40 ore, è stata abbordata a 130 miglia dalla Sicilia sud-orientale una volta ottenuta l’autorizzazione del Paese di bandiera.
    I dettagli dell’operazione antidroga saranno resi noti dagli investigatori durante una conferenza stampa che si terrà, alle 10.30, a bordo di una unità navale della Guardia di Finanza ormeggiata nella banchina numero 25 del porto di Catania.

Erano su ex peschereccio oceanico a Catania,monitorato da 40 ore

Si torna a Joppolo Giancaxio per intervistare il candidato sindaco Giuseppe Portella. Primo cittadino uscente ha deciso di ricandidarsi. Leggiamo il perchè. 

Sindaco Portella, perché ha deciso di ricandidarsi?

“Ho deciso di ricandidarmi perché ritengo di continuare un progetto che cinque anni fa è stato programmato a lungo raggio. Ho guidato l’Amministrazione di Joppolo con grande spirito di abnegazione e sacrificio; ho presentato un progetto condividendolo con la comunità di Joppolo e avevo spiegato che occorresse del tempo per portarlo a compimento; fino all’estate scorsa non credevo che mi sarei ricandidato. Nel corso del tempo due motivazioni hanno influenzato la mia scelta. Il fatto che nella prima legislatura abbiamo avviato una serie di progetti ed iniziative che non potevano essere lasciate alla gestione di altri soggetti con il rischio di mettere in discussione la loro realizzazione ed il loro potenziamento, per quelle già avviate; la spinta alla ricandidatura da tanti cittadini Joppolesi, dagli amici e da una parte di coloro che mi hanno sostenuto in questi cinque anni. Ho riflettuto abbastanza prima di prendere una decisione perché fare il sindaco in un paese, con poche risorse economiche ed umane non è semplice. Ho dovuto sacrificare parte della mia vita privata e professionale”.

Quindi una sorta di continuazione?

“Si. Ci sono alcuni progetti in corso di realizzazione altri sono in attesa del completamento dell’iter burocratico per la piena attuazione. Abbiamo in corso un finanziamento per la sistemazione del centro cittadino, la piazza ed alcune vie limitrofe; la sistemazione dell’impianto elettrico attraverso un projetfinancing con la realizzazione di una vasta area di video sorveglianza ed una vasta area di wifi gratuito a disposizione della popolazione; un finanziamento per la ristrutturazione dell’ edificio scolastico; l’acquisto di un enorme locale di proprietà della Parrocchia ed attualmente inutilizzato e fatiscente, che diventerà fruibile; la gestione ed il potenziamento della Magna Via Francigena; attuazione di progetti che facciano sviluppare il turismo e la promozione del territorio e delle attività che in esso sono presenti”.

Cosa è la Magna Via Francigena?

“E’ una delle realizzazioni di cui sono fortemente orgoglioso e contento. Ho creduto in un progetto che faceva del territorio di JoppoloGiancaxio, uno degli attraversamenti da parte dei Pellegrini che partono a piedi dalla Cattedrale di Palermo e raggiungono la Cattedrale di Agrigento. Sono camminatori che arrivano da ogni parte d’Italia e d’Europa e si attende l’arrivo di almeno altri 1.500 nel corso dell’estate. Noi sappiamo della prenotazione perché chi si accinge al viaggio richiede le credenziali. Queste persone muovono un poco la nostra economia perché dormono a Joppolo, mangiano nei nostri locali, consumano nei bar, ecc. La nostra scommessa sarà quella di riuscire ad intercettarne il maggior numero possibile e fare in modo che crescano i tempi di permanenza a Joppolo. Ci sto lavorando e ci lavorerò, perché ritengo che possa essere un punto di sbocco economico per tanti cittadini”.

Una nuova squadra pronta a confrontarsi con la realtà joppolese.

“Già, e che squadra! Tutti i candidati rappresentano il mio orgoglio. Credo di aver messo su un gruppo di persone, universalmente riconosciute come laboriose e perbene, che sono certo mi daranno una grossa mano di aiuto per far continuare a volare Joppolo Giancaxio. Abbiamo rivolto attenzioni per tutti. Dai piccoli agli anziani, dai turisti ai pellegrini, dai nostri prodotti alla vivibilità del piccolo centro agrigentino, guardando sempre con assoluto rispetto verso la natura”.

A proposito di natura, recentemente è stato aperto il Parco Avventura, cento passi Pippo Fava.

“Anche quella è una bella risorsa per Joppolo. Abbiamo ottenuto un finanziamento, neanche troppo elevato dal GAL Valle del Platani. Una zona degradata del paese è stata trasformata in un giardino bellissimo che accoglie un’area attrezzata, due percorsi acrobatici, uno per i bambini ed uno per gli adulti e tante altre attrazioni per le famiglie e i bambini che vogliono passare una giornata a contatto con la natura. La gestione è stata affidata, dopo regolare bando, ad una cooperativa. In poco tempo di attività centinaia di persone l’hanno frequentata ogni giorno. E’ diventato un’occasione di lavoro”.

In un recente comizio ha detto che continuerà a dimezzare tutti i costi dell’attività amministrativa.

“Confermo. E’ assai difficile oggi come oggi poter amministrare, le difficoltà economiche sono pesanti. Noi, nel nostro piccolo, cercheremo di contribuire a rendere meno amare queste difficoltà. Amministrare non è un lusso ma sacrificio e tanto, tanto lavoro”.

Un pensiero agli elettori. Perchè dovrebbero votare lei e non il suo avversario?

“Perché non si può mettere a rischio la realizzazione di quanto programmato. I cittadini sono contenti di quanto è stato fatto nel corso dei cinque anni precedenti. La serietà e la professionalità della squadra che mi affianca sono una garanzia di successo per il miglioramento delle condizioni di vita del nostro paese”.

(la foto è di Piero Sacco)

Ad Agrigento, domani, giovedì 7 giugno, a causa della perdurante chiusura della discarica di Siculiana, non sarà raccolto il secco non riciclabile.

Attenzione però: l’assessore Hamel è in contatto costante con la Regione, e la Regione a sua volta è a lavoro per ottenere le autorizzazioni a conferire in discarica. Pertanto, domani, giovedì, cittadini di Agrigento, depositate il secco non riciclabile. Se sarà raccolto bene, altrimenti soprassedete.

Chiarissimo Dr. Maurizio Auriemma, gli Scriventi, Dr. Francesco Miccichè, Referente Igiene Pubblica del Presidio Sanitario di Porto Empedocle, e Dr.ssa Farruggia Selene Infermiera Professionale del Servizio di Vaccinazioni dello stesso Presidio Sanitario, con queste poche righe, semplici e informali, desiderano esprimere anche a Lei la propria sincera stima e gratitudine verso gli Uomini del Commissariato di P. S. del Comune di Porto Empedocle. In data 30 maggio, presso il nostro ambulatorio, durante il servizio vaccinale espletato anche verso gli extracomunitari ospitati nei Centri di Accoglienza provinciali, è stato sottratto il telefono cellulare della Dr.ssa Farruggia Selene.

I poliziotti del commissariato “Frontiera” – coordinati dal vice questore Cesare Castelli – dopo una breve attività investigativa non soltanto sono riusciti a rintracciare il tunisino di 39 anni, autore del furto, ma anche a ritrovare lo smartphone rubato, nell’arco di poche ore. Si evidenzia la grande professionalità e determinazione degli operatori del settore, per il tempestivo lavoro svolto. Un ringraziamento particolare va all’Ispettore Fabio Condello che ha seguito ininterrottamente le indagini del caso, tenendoci continuamente informati degli eventi in corso, fino al ritrovamento dello smartphone. Un atteggiamento che va ben oltre la “buona prassi professionale”, un valore aggiunto che fa davvero profonda differenza. A Lei le nostre personali congratulazioni per avere collaboratori di tale calibro; a loro, in particolare al Vice Questore Cesare Castelli ed a tutto il personale del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, il nostro personale GRAZIE..!!!!!

Gli studi epidemiologici condotti negli ultimi anni hanno confermato un esponenziale aumento della demenza nelle fasce di età più avanzate della popolazione che, in quanto a maggior rischio di fragilità psicofisica, necessitano di un approccio globale ed integrato di cure.

 Le VII Giornate Psicogeriatriche Agrigentine focalizzano l’attenzione sul tema della dignità nella malattia di Alzheimer. “L’aumento della frequenza di problemi riguardanti la salute mentale negli over 65 richiede uno specifico approccio diagnostico, terapeutico e riabilitativo ed obbliga a ripensare lo scenario di cura di una patologia così complessa qual è la demenza”, osserva lo Psichiatra e Farmacologo Dott. Giuseppe Provenzano, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Psichiatriche Degenerativo-lnvolutive dell’ASP di Agrigento e Presidente della Sezione Sicilia AIP (ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOGERIATRIA). “Oggi possiamo affermare di non disporre ancora di una risposta terapeutica adeguata all’Alzheimer, ma di avere in tasca uno strumento potente chiamato relazione. Una relazione UMANA che, fondata sui pilastri del con-tatto, del rispetto della dignità, delle autonomie e delle emozioni, può consentire attimi di vita, di respiro, di complicità nonostante la malattia, uno strumento capace di costruire un ponte integrato all’assistenza, al rispetto ed alla tutela per raggiungere le persone che con-vivono con la Demenza”.

Il convegno si terrà ad Agrigento presso l’ Hotel Tre torri l’8 e il 9 giugno e vedrà la partecipazione di diversi relatori che operano in campo psicogeriatrico a livello nazionale.

E’ prevista  una sessione medico-legale, nella quale magistrati, avvocati e medici  affronteranno il tema della “Responsabilità civile e penale medica alla luce della legge Gelli-Bianco“.

Interverranno, inoltre, gli psicologi operanti nel più ampio progetto di psicogeriatria territoriale, i quali esporranno i progetti Alzheimer che hanno permesso di migliorare l’assistenza del paziente affetto da demenza nell’ambito del territorio e dei centri diurni.

Sono previsti crediti formativi per medici, infermieri, psicologi e avvocati.

Ad Agrigento, domani, giovedì 7 giugno, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, nel reparto Pediatria, alle ore 11, si svolgerà la cerimonia di consegna dei manufatti e dipinti artistici realizzati dagli alunni dell’Istituto scolastico “Angelo Roncalli” di Grotte nell’ambito del progetto “Insieme si può: abbelliamo l’ospedale”, volto a favorire lo sviluppo di atteggiamenti consapevoli di accoglienza, integrazione ed inclusione. Alla manifestazione interverranno Anna Gangarossa, Dirigente scolastico dell’Istituto “Roncalli” di Grotte, Don Baldo Reina, Rettore del Seminario di Agrigento, e Giuseppe Gramaglia, Primario di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni di Dio.

Nel Ragusano, Polizia ‘libera’ le vittime dei loro connazionali

Alloggi fatiscenti privi di riscaldamento, indumenti prelevati dai rifiuti e vitto scadente o scaduto: erano l’unica ‘paga’ che un gruppo di romeni davano a loro connazionali in cambio di lavoro nei campi o, per alcune giovani, anche minorenni, obbligandole a prostituirsi. E chi si ribellava era vittima di violenza inaudita.
    E’ quanto emerso da un’indagine della polizia di Ragusa che ha fermato cinque romeni per caporalato, associazione a delinquere, traffico di esseri umani e sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile.  Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, sono state avviate dalla squadra mobile dopo la denuncia di un romeno, attirato, come gli altri, con l’inganno e la falsa promessa di un lavoro, di una casa dignitosa e, poi, invece, privato di ogni facoltà di negoziare condizioni anche di vita. Tutte le numerose vittime presenti sul territorio sono ospiti di un’associazione anti-tratta, specializzata in quella a scopo di sfruttamento lavorativo.
   I fermati, tra cui due donne, sono Lucian Milea, di 40 anni, la compagna, Monica Iordan, di 31, Marian Munteanu, di 31, Alice Oprea, di 31, e Marian Oprea, di 37. Il provvedimento di fermo è stato adottato anche nei confronti di un sesto connazionale, che non è stato ancora rintracciato sul territorio nazionale. L’operazione della squadra mobile di Ragusa, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, è stata denominata “boschetari”, senzatetto in romeno, perché la banda curava il reclutamento in Romania, il trasferimento in Italia e l’immissione nel settore del lavoro agricolo di numerosi connazionali, tutti scelte tra persone in stato di estremo bisogno, analfabete o appena capaci di leggere e scrivere ed in condizione di peculiare vulnerabilità. Secondo quanto accertato sarebbero state 13, tra cui quattro minorenni, le vittime del traffico di esseri umani gestito dalla banda. La banda toglieva loro i documenti di identità e li teneva in condizione di totale isolamento sia dal loro Paese sia nella località nella quale erano arrivate. Milea e Iordan sono gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo e di plurime ipotesi pluriaggravate di traffico di esseri umani commesse ai danni di connazionali, alcuni dei quali minorenni, e di sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile. Gli altri tre di traffico di esseri umani commesso ai danni di connazionali a scopo di sfruttamento lavorativo. Alle dichiarazioni del romeno che ha permesso di dare il via all’inchiesta, nel 2017, si erano aggiunte quelle di un altro connazionale, sempre alla polizia di Ragusa. Il gruppo avrebbe goduto anche del contributo di diversi connazionali in Italia e in Romania. La banda reagiva con violenza nei confronti delle vittime che avevano tentato la fuga ed i connazionali che non si volevano piegare al suo volere. I fermi sono stati convalidati prima dal Gip di Ragusa e poi dal Giudice per le indagini preliminari di Catania: entrambi hanno anche emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque indagati