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Ad Agrigento in Prefettura si è svolta una conferenza di servizi ad opera dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’Agenzia, in particolare, ha raccolto le manifestazioni di interesse da parte dei Comuni agrigentini per l’utilizzo dei beni immobili confiscati definitivamente. Si tratta di 253 immobili distribuiti su tutto il territorio provinciale. Nel corso della riunione, è stata evidenziata l’importante finalità sottesa all’assegnazione dei beni immobili che, con il processo di confisca alla mafia, fuoriescono dal circuito dell’illegalità per essere immessi in quello della legalità a disposizione della collettività.

Come si ricorderà la Soprintendenza dei Beni culturali ed ambientali di Agrigento aveva emesso delle ordinanze di remissione in pristino dei luoghi in relazione ad alcuni stabilimenti balneari siti in località Bovo Marina del Comune di Montallegro, ritenendo che le strutture fossero sprovviste dell’autorizzazione paesaggistica; ma i titolari, assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, avevano proposto dei ricorsi giurisdizionali davanti al Tar Sicilia, che aveva accolto le richiesta cautelari di sospensione dell’esecutività dei provvedimenti impugnati. Ultimamente il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore la Dr.ssa Aurora Lento, ha esaminato nel merito le controversie, ritenendo fondati entrambi i motivi di ricorso formulati dagli avvocati Rubino ed Airò nell’interesse dei ricorrenti. In particolare il Tar ha ritenuto che la durata dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza doveva essere allineata a quella della concessione demaniale; conseguentemente, una volta ottenuta la proroga dell’efficacia della seconda, doveva ritenersi prorogata anche la prima. Sul punto è intervenuta la circolare assessoriale del 29 aprile 2016, nella quale si è sottolineato che il legislatore regionale ha voluto favorire lo sviluppo della attività turistiche mediante una politica del territorio finalizzata alla semplificazione delle procedure amministrative; ed inoltre che con appositi decreti assessoriali è stato previsto il rinnovo d’ufficio delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2020. Ed allora, in applicazione delle circolari assessoriali e dei decreti assessoriali l’efficacia delle autorizzazioni ambientali doveva ritenersi prorogata al 31 dicembre 2020, e giammai i titolari avrebbero potuto esserne sprovvisti. Ma in ogni caso i titolari avevano diligentemente, per eccesso di zelo, chiesto il rinnovo dell’autorizzazione alla Soprintendenza, che era rimasta silente; da qua la formazione del silenzio-assenso, decorso il termine di centoventi giorni dalla presentazione dell’istanza, per come riconosciuto dal Tar in accoglimento del secondo motivo di ricorso formulato dagli avvocati Rubino e Airò. Per effetto dell’accoglimento del ricorso sono state annullate le ingiunzioni di rimessione in pristino dei luoghi emesse dalla Soprintendenza; pertanto gli stabilimenti balneari di Bovo Marina potranno regolarmente funzionare nel corso della prossima stagione balneare.

Sono parcheggiatori abusivi, tra loro una donna

Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo di Siracusa per aver appiccato un incendio all’auto del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, nel novembre scorso. Secondo i militari dell’Arma ad agire sono stati alcuni parcheggiatori abusivi che volevano in questo modo intimidire il primo cittadino dopo il piano repressivo, messo in atto con i carabinieri del comando provinciale, contro il fenomeno del posteggio abusivo.
    I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre uomini e una donna, accusati di estorsione e danneggiamento aggravati in concorso.
    L’intimidazione avvenne in tardo pomeriggio: Garozzo, che si trovava a Roma per motivi istituzionali, aveva lasciato l’auto davanti alla sua abitazione. A dare l’allarme era stata la moglie del sindaco.

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Nessuna diffamazione contro Di Matteo, solo critica aspra e pungente, con toni iperbolici (art 52 cod penale e art. 21 Cost)”. Lo dice l’avvocato Giampaolo Cicconi, difensore di Vittorio Sgarbi, commentando la sentenza di ieri del giudice monocratico di Monza che ha condannato Sgarbi a sei mesi di reclusione per avere diffamato nel 2014, sul Il Giornale, il magistrato palermitano. Per omesso controllo è stato condannato a tre mesi il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. “Ricordo – aggiunge il legale – che la Corte europea ha più volte detto che i giornalisti sono i cani da guardia della democrazia. Errata la pena: il tribunale di Monza, applicando la pena illegale della reclusione ha finito per danneggiare più Di Matteo che Sgarbi e Sallusti”. 

 – La polizia di Ragusa ha sgominato una banda specializzata in rapine e furti con ‘spaccate’. Sono venti gli ‘assalti’ contestati agli indagati, con cinque furti commessi in una sola notte tra tentati e consumati. La tecnica, è emerso da indagini della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria, era sempre la stessa: rubavano auto vecchie e robuste con sistemi di sicurezza obsoleti e le usavano come “ariete” per sfondare infissi in vetro o saracinesche.
    Alcuni degli indagati erano agli arresti domiciliari, ma di notte uscivano di casa per commettere i reati. Sono cinque le persone destinatarie di un provvedimento cautelare emesso dal Gip su richiesta del procuratore Fabio D’Anna e del sostituto Santo Fornasier. 

    Gli arrestati sono Rosario Antoci, 32 anni; Salvatore Fidone, 28 anni e i ventenni Giovanni Giliberto, Salvatore Giordanella, e Gabriele Meli, tutti di Vittoria.
Non curanti dei danni che arrecavano agli esercizi commerciali, i ladri distruggevano gli infissi e le saracinesche e facevano razzia di tutto ciò che potevano facilmente portare via. Spesso si accontentavano delle monete contenute nelle casse e facevano danni per migliaia di euro per rubare 300 euro di monetine. Inizialmente la banda di vittoriesi operava nel territorio ipparino, poi ha iniziato a spostarsi su Comiso ed altri comuni a seguito degli arresti e dei controlli disposti dal questore di Ragusa. Gioiellerie, minimarket, profumerie, parrucchieri, panifici, farmacie, bar, distributori di carburanti e pasticcerie rientravano tra gli obiettivi dei criminali.
Grazie alle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private è stato possibile trovare i primi indizi. Gli investigatori hanno ricostruito ben 20 fatti reato, tra furti in abitazione, furti aggravati e una rapina

“DILLO A NOI”.
Sulla scia della proposta dialtri meetup del M5S, nasce anche ad Agrigento il sevizio di segnalazione che si pone da tramite tra i cittadini e l’amministrazione comunale.
Grazie a “Dillo a Noi”, si potranno segnalare tramite il numero Whatsapp 391 478 3908 o l’indirizzo mail: movimento5stelleagrigento@gmail.com tutti i disservizi, disagi, potenziali pericoli presenti in città, le richieste verranno filtrate e inviate via PEC agli uffici comunali di competenza. Il consiglio comunale già nel 2016, sotto proposta del M5S, con la delibera 104 del 6 Luglio, aveva approvato un atto di indirizzo per l’amministrazione che dava la possibilità ai cittadini di comunicare direttamente con l’ amministrazione attraverso anche un numero whatsapp, mail e telefono: il servizio non è mai partito.
Gli Attivisti con le Stelle per Agrigento insieme alla portavoce Marcella Carlisi sono a disposizione per le segnalazioni dei problemi al fine di impegnare l’amministrazione nella loro risoluzione.

Le prossime amministrative del 10 giugno: Rosario Serravillo, coordinatore comunale di Forza Italia a Castrofilippo,  sostiene la lista civica “SìAmo Cafrofilippo” e il candidato sindaco Franco Badalamenti. La lista e il candidato sindaco sono stati presentati nel corso di una manifestazione a cui hanno partecipato anche dirigenti del partito provinciale di Forza Italia e del movimento giovanile tra cui la coordinatrice provinciale Lilly Di Nolfo. Lo stesso Rosario Serravillo commenta: “La lista a sostegno del sindaco Badalamenti ha tra i candidati al consiglio comunale un elevato numero di giovani e donne, a testimonianza di una sana partecipazione civica e di una prospettiva generazionale ammirevole”.

A conclusione del processo, con rito abbreviato, il GUP ha condannato per “traffico di cittadinanza” Cleber Zanatta, 44 anni, residente a Cassibile, Diego Zanatta, 30 anni, fratello di Cleber, anch’egli residente a Cassibile, Sabrina Dos Santos, 33 anni, moglie di Cleber Zanatta, residente a Cassibile, Antonio Mameli, 67 anni, responsabile Ufficio anagrafe del Comune di Augusta, Angelo Zappulla, 65 anni, responsabile Stato Civile del Comune di Floridia, Carmelo Lo Giudice, 63 anni, impiegato dell’Ufficio Stato Civile del Comune di Floridia.

L’attività investigativa del commissariato di Augusta, coordinata dal sostituto procuratore Tommaso Pagano, era iniziata nell’Aprile del 2016, con il riscontro di un flusso alquanto “anomalo” di cittadini brasiliani, che entrati in Italia  in esenzione del visto per soggiorni di breve durata,  così come previsto dalla relativa disciplina comunitaria, ottenevano in breve tempo il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, per poi richiedere il rilascio del passaporto. Altro fattore “anomalo” era che tutto l’iter burocratico era gestito dall’agenzia  disbrigo pratiche di Cleber Zanatta titolare della stessa, con sede a Siracusa.

La tempistica nel concedere i documenti per la cittadinanza, che richiedono una complessa attività amministrativa con verifiche sulla veridicità della documentazione presentata dalla straniero e la mancanza delle contro-verifiche nello Stato di origine dello stesso, sono stati gli elementi che hanno fatto insospettire gli agenti investigative ed avviare così, degli accertamenti.

Il Giudice per l’udienza preliminare ha riconosciuto colpevoli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e corruzione Cleber Zanatta condannandolo a 6 anni e 8 mesi di reclusione e una multa di 30 mila euro; alla moglie, Sabrina Dos Santos 3 anni e 4 mesi di reclusione e la multa di 16 mila euro; a Diego Zanatta, fratello di Cleber, 4 anni di reclusione e la multa di 20 mila euro; ad Antonio Mameli 4 anni e 8 mesi di reclusione e la multa di diecimila euro; ad Angelo Zappulla 4 anni di reclusione e a Carmelo Lo Giudice la pena di 3 anni di reclusione (questi ultimi ritenuti responsabili solo per corruzione).

Con una nota indirizzata al Presidente della Regione Nello Musumeci, nella giornata di oggi, il Commissario straordinario, Maria Grazia Brandara, coinvolta nel caso Montante, si è dimesso.
Questo il testo integrale di quanto a tal proposito ha comunicato il Commissario straordinario:
“Dopo un’attenta riflessione susseguente al ricevimento dell’avviso di garanzia relativo al cosiddetto “caso Montante” – si legge testualmente nella nota – ho maturato l’idea che oltre ad essere integri sia anche necessario apparirlo.
Pertanto, pur nella coscienza della mia estraneità a fatti penalmente rilevanti, ritengo sia necessario rassegnare le mie dimissioni da commissario straordinario del Comune di Licata con effetto immediato”.

Un uomo di 72 anni Stefano Greco è morto nello scontro frontale avvenuto sulla strada consortile ASI di Termini Imerese a Palermo,  all’altezza della centrale dell’Enel. Greco viaggiava su una Fiat e 600 e si è scontrato con una Chevrolet Matiz a bordo vi erano altri due uomini 39, e 41 anni trasportati in ospedale, sono intervenuti i carabinieri i vigili del fuoco e  la personale del 118.