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I sindaci di Ribera, Cattolica Eraclea, Lucca Sicula, Burgio e Villafranca Sicula hanno partecipato a Palermo a un tavolo tecnico convocato al Dipartimento per l’acqua e l’energia della Regione Sicilia, nel merito dell’utilizzo della Diga Castello di Bivona. Gli amministratori agrigentini hanno espresso preoccupazione per i problemi legati alla carenza di acqua nella diga, allo stato ancora non sufficiente per soddisfare le esigenze di irrigazione delle imprese agricole operanti nel comprensorio. Attualmente la diga contiene poco più di 15 milioni di metri cubi, mentre ne servirebbero almeno altri 2 milioni. I sindaci, tra l’altro, affermano: “Tale situazione, se non si porrà immediato rimedio attraverso un adeguato approvvigionamento idrico dell’invaso, rischia di compromettere irrimediabilmente i prossimi raccolti, con enormi danni per il già martoriato settore della nostra agricoltura”.

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Porto Empedocle, Salvo Ersini e Morena Cortelli, hanno presentato una mozione sull’efficientamento energetico. E spiegano: “Il Ministero dell’Interno ha recentemente pubblicato il Decreto del 29 gennaio 2021, con il quale sono stati stanziati, per l’anno 2021, 160 milioni di euro al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi del ‘Pacchetto energia pulita’ per il 2030. Tenuto conto che trattasi di risorse cruciali per le amministrazioni locali, che possono così accedere direttamente a nuove risorse da utilizzare, abbiamo chiesto e impegnato il Sindaco e la Giunta Comunale a presentare celermente in Consiglio Comunale uno specifico progetto che costituisca la base progettuale ai fini di una istanza al Ministero di competenza per l’accesso alle risorse stanziate. Porto Empedocle non può restare indietro e merita di ottenere queste risorse”.

Ad Agrigento i residenti e i commercianti a lavoro in via Callicratide reclamano la pulizia della strada, e affermano: “Da mesi manca lo spazzamento. Di un netturbino nemmeno l’ombra. Speravamo in un cambiamento con l’avvento della nuova amministrazione comunale. E invece, complici anche gli incivili che buttano i rifiuti ovunque, nulla è cambiato. Siamo costretti noi a pulire e poi a pagare la tassa sui rifiuti”.

Anche in tempo di pandemia, si rinnova il tradizionale appuntamento con il programma socio-sanitario di Benessere Uomo che prevede, fra le altre iniziative, una sessione di chirurgia andrologica con impianto di protesi peniene tricomponenti per impotenza erettile. Venerdi 14 maggio, presso il Blocco Operatorio del nosocomio “San Giovanni di Dio”, i chirurghi urologi, professor Michele Ruoppolo, Direttore della Unità Operativa di Urologia ed Andrologia, e il professor Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma, sottoporranno tre pazienti affetti da grave disfunzione erettile su base organica, all’intervento di impianto protesico. La collaborazione fra i due chirurghi urologi ha già consentito, negli ultimi 2 anni, di guarire definitivamente oltre 30 pazienti che sono stati restituiti ad una normale attività sessuale e ad una vita di coppia pienamente soddisfacente. Con questi numeri e con la piena soddisfazione dei pazienti, il centro di andrologia di Agrigento, grazie anche al decisivo impulso fornito dalla Direzione generale e Sanitaria dell’Azienda sanitaria provinciale, si pone pertanto come eccellenza di primo piano nella realtà sanitaria siciliana.

Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato in carcere i fratelli Mario e Fabrizio Rizzo, di 30 e 35 anni, di Favara. I due durante il giorno sono entrati furtivamente in un’abitazione al Villaggio Mosè, e, dopo avere rovistato dappertutto, hanno rubato una cassetta contenente dei gioielli per un valore di circa 10 mila euro. I fratelli Rizzo sono stati sorpresi in flagranza di reato dai Carabinieri, hanno tentato la fuga in automobile ma sono stati inseguiti e bloccati. Risponderanno di furto in abitazione, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria.

“Domani, con il sindaco di Lampedusa, incontrerò il ministero dell’Interno chiediamo un atto di fermezza nei confronti dell’Europa, basta chiacchiere, basta con queste telenovela”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo nel pomeriggio a ‘Tagadà’ su La7 a proposito dell’emergenza migranti a Lampedusa

“Il presidente del Parlamento europeo – ha proseguito Musumeci – è italiano e conosce meglio di chiunque altro la nostra realtà.
Punti i piedi il governo italiano e dica a Bruxelles definitivamente: si decida se si intende lasciare la Sicilia come se appartenesse all’Africa, all’Asia o al Medioriente o se si ritiene, come è, che sia la porta d’Europa e come tale deve essere dotata di tutte le iniziative necessarie perché chi entra in Europa possa farlo con le regole. Lo sbarco sulle coste siciliane è l’ultimo anello della catena, prima dello sbarco c’è il viaggio, prima del viaggio c’è l’imbarcazione, prima dell’imbarcazione c’è la vigilanza sulle coste dei paesi nordafricani, prima ancora ci sono i campi dove vengono concentrati questi uomini, donne e bambini colpiti dal destino e sui quali si continua a far fare commercio ad alcuni delinquenti spregiudicati, ai trafficanti”. Poi Musumeci ha mandato un messaggio al governo Draghi: “Il governo italiano non può fare più di quello che a parole ha fatto, fino a quando non batte i pugni sul tavolo in sede europea continuerà a essere snobbato.
Qui il cinismo dell’Europa diventa complice dei mercanti della carne umana, che non si riescono a neutralizzare”

Due nuove zone rosse in Sicilia e proroga per altre sette. Restrizioni dal 14 e fino al 26 maggio decise per i Comuni di Gagliano Castelferrato, nell’ennese, e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento. A disporlo è l’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, sentite le amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp che registrano un aumento dei positivi. Proroga fino al 19 maggio delle zone rosse per i Comuni di Tortorici e Nizza di Sicilia, nel messinese, Santa Cristina di Gela e San Cipirello (in provincia di Palermo), Ravanusa (provincia di Agrigento), Mineo (provincia di Catania) e Gela, nel nisseno. Dal 14 al 19 maggio vigeranno le restrizioni nei centri di Caltavuturo e Polizzi Generosa, nel palermitano, quale reiterazione della precedente ordinanza che ha interessato i comuni della Città metropolitana di Palermo.

Si è spento Alfonso Zambuto di Agrigento, perito industriale, capotecnico a riposo. Ha lavorato in Germania dove ha studiato e si è formato e poi, tornato in Sicilia, ha prestato servizio, sino alla pensione, presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Agrigento. Studioso appassionato alla filologia e alla Lingua Siciliana, lascia tantissimi documenti contenenti i suoi lavori e le sue ricerche fatte come atto d’amore per le future generazioni.

A riguardo il V. Presidente Regionale dell’AICS, P. Giuseppe Petix, che a causa delle limitazioni covid non potrà essere presente alle esequie, è intervenuto:

“Sono veramente e profondamente addolorato per la perdita del Cavaliere Zambuto. So di perdere una colonna dalla resistenza e forza di volontà titanica.

Agrigento perde un suo figlio nobile, cittadino modello e integerrimo. Studioso della Cultura Siciliana. Co-fondatore dell’Accademia della Lingua Siciliana. Uomo pieno di ideali, dallo sconfinato amore verso la società civile per la quale è stato irriducibile sprono, specialmente per i giovani, affinché potesse rinascere un’economia basata sull’agricoltura e sul turismo avulsa dal favoritismo politico, in contrasto allo status di disagio socio-morale ed economico nel quale versa la nostra Sicilia.

Io perdo un amico, un confidente, un compagno di mille imprese, un fratello di pensiero e di azione, con il quale ho condiviso gli ideali dell’etica, della morale cristiana, della civiltà, della meritocrazia, dell’attivismo civico e del protagonismo sociale. Assieme abbiamo percorso chilometri e chilometri in giro per la varie scuole dell’isola per testimoniare l’importanza della Lingua e della Cultura Siciliana ai giovani studenti.

Uomo dalla grande modestia e riservatezza che più volte è rifuggito dagli elogi e dagli onori per i suoi meriti.

Oggi raccolgo la sua eredità morale e sento il peso della responsabilità di quell’atto di fiducia che da lui ho ricevuto anni fa: ha puntato molto su di me come esecutore materiale di molti di quei sogni culturali che facevano parte di una più larga “visione” della Sicilia del futuro.

Con la morte nel cuore mi sento di onorare la promessa fatta, in tempi non sospetti, di realizzare i nobili propositi che condividevamo, unitamente all’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio e ai confratelli, nell’arco della mia esistenza umana.

Mi stringo attorno ai Fratelli che oggi perdono un Decano e un precettore avveduto e paziente, punto di riferimento di molti. Gli stessi con i quali con un’energia e un’ispirazione nuova porteremo avanti gli impegni presi sino al compimento della nostra opera nella ricerca della verità e della luce.

Anche se la morte spezza la vita da un punto di vista fisico, essa non spezza l’inossidabile catena della Fraternità della quale a suo tempo ci siamo cinti. Ciò che in vita ha fatto il Cav. e mobile Fratello Alfonso Zambuto non muore con la persona ma resta imperituro a testimoniare l’esempio di percorso retto, giusto e perfetto del padre e marito esemplare e del fratello avveduto e devoto.

L’Ordine offrirà ogni anno a Maggio, nel giorno del suo congiungimento al Padre Celeste, messe in suffragio e preghiere di commemorazione.

Stringo al mio cuore, spiritualmente la sua famiglia.

 

 

 607 i nuovi positivi al Covid19 su 26.316 tamponi processati, con una incidenza del 2,3%, in calo rispetto a ieri, quando la percentuale di attestava al 3,3%.
La Sicilia è sesta per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 22 e portano il totale a 5.614. Il numero degli attuali positivi è di 20.035 con un decremento di di 2.127 casi. I guariti oggi sono 2.712. Negli ospedali i ricoverati sono 1.044, 48 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 125, otto in più rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo con 75, Catania 247, Messina 70, Siracusa 56, Trapani 22, Ragusa 23, Caltanissetta 46, Agrigento 43, Enna 25.